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UNA VITTORIA MUTILATA DAL TERRORISMO/ Il Manchester United trionfa in Europa League e dedica la vittoria alle vittime della follia Isis

di Fabio Camillacci e Michel Emi Maritato

Lui, Josè Mourinho, quasi mai chiude le stagioni con “zeru tituli”, come amava dire ai tempi dell’Inter. A proposito di Mou in nerazzurro: anche quest’anno calcistico, “The Special One” lo chiude con un “triplete”, un “triplete di coppe”. Certo, questo è un “tripletino” rispetto a quello storico centrato con Milito e compagni, ma, è pur sempre un “triplete”: Supercoppa inglese, Coppa di Lega britannica e adesso l’Europa League. Insomma, il tecnico portoghese il vizio di vincere non lo perde mai: Ajax battuto 2-0 dal Manchester Utd nella finalissima dell’ex Coppa Uefa, giocata a Stoccolma (altra città colpita recentemente dal terrorismo) in un clima di grande commozione e mestizia per quanto accaduto lunedi scorso alla Manchester Arena: attentato kamikaze e tanti bambini tra le vittime.

Un piccolo sorriso nel grande lutto. Il minuto di silenzio prima dell’inizio del match si è trasformato in un mare di applausi per i morti e i feriti della follia Isis. Il trionfo United regala almeno un sorriso alla metà “rossa” di Manchester (quella “blu” è rappresentata dal City di Guardiola). Un piccolo aiuto per ripartire dopo uno shock tremendo, anche se la voglia di festeggiare, come è normale che sia, proprio non c’è. E infatti al rientro in patria non sono previste sfilate e festeggiamenti: Manchester è ancora in lutto.

Un bis per Mou. Lo “Special One” intanto aggiunge altra argenteria alla sua già ricchissima bacheca, facendo il paio con la Coppa Uefa conquistata nel 2003 alla guida del Porto: quel Porto con cui poi il tecnico lusitano vinse anche la Champions League l’anno dopo. Oltretutto, la vittoria di Stoccolma vale a Mourinho e ai “Red Devils” il ritorno nell’Europa che conta. Fuori dalla zona Champions in Premier League, il Manchester United si guadagna l’accesso diretto alla prossima fase a gironi della Coppa Campioni.

Ajax-Manchester United. Le premesse per assistere a uno spettacolo tecnico, alla Friends Arena di Stoccolma, sembravano esserci tutte: confronto di stili diversi: il grande attacco olandese contro la solidità dello United di Mou; i giovani fenomeni olandesi opposti a una corazzata del calco europeo. Invece il primo tempo delude le attese, e parecchio. Anzitutto per l’approccio timido della squadra di Bosz: il tridente delle meraviglie Younes-Dolberg-Traoré offre qualche sprazzo solo per iniziative personali del ragazzo di proprietà Chelsea, ma anche capitan Klaassen fatica a trovare soluzioni in mezzo al campo. Poi c’è lo United, che ci mette del suo. Secondo una tradizione mourinhana ormai consolidata in questo ultimo scorcio di carriera, nei match delicati i “Red Devils” si preoccupano più di distruggere che di costruire.

Il lampo del “Polpo”. E’ l’ex juventino Paul Pogba a sbloccare lo 0-0 al 18′: tiro non proprio irresistibile quello del francese, ma la deviazione di Sanchez è letale per il portiere Onana. Apre Pogba, chiude il conto a inizio ripresa una zampata del talento armeno Mkhitaryan. I “Lancieri” sono al tappeto, anche perchè a quel punto Mourinho blinda ancor di più la difesa soffocando il gioco olandese.

Ibra e compagni in festa con le stampelle. Finisce con il Manchester United in trionfo nella competizione europea che gli mancava da mettere in bacheca dopo aver vinto Coppa delle Coppe e Champions. Curiosità: l’ex Blind dà un dispiacere alla sua Amsterdam. Ai bordi del campo sorride anche l’infortunato Ibrahimovic azzoppato dal grave infortunio al ginocchio: chissà che questa vittoria, con tanto di biglietto Champions, non influisca sulle sue decisioni per il futuro. Ibra è palesemente felice per questo trionfo nonostante i problemi fisici e i dubbi sulla prosecuzione della sua carriera. Raramente abbiamo visto così felice l’attaccante svedese. Felicissimi anche gli altri infortunati che entrano in campo con le stampelle per abbracciare i protagonisti “Red Devils” di questa finale. Feste e sorrisi sì, ma, con la morte nel cuore e con grande rispetto e onore per le vittime della Manchester Arena. Anzi, questo trionfo in Europa League è dedicato proprio a chi non c’è più e a chi ancora c’è ma soffre tantissimo per colpa del fanatismo religioso islamico.