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PANE E PALLONE/ Genoa e “Cholito” show: Simeone jr stoppa la corsa della Vecchia Signora. La Roma e il Milan si portano a -4, al momento però una vera anti-Juventus non c’è. Lazio, Atalanta e Torino continuano a vincere

di Michel Emi Maritato

Alla luce dei risultati della 14° giornata di Serie A, dobbiamo fare una precisazione rispetto al punto campionato della settimana scorsa. Non è che in Italia, rispetto agli altri tornei continentali di livello, non c’è storia per lo scudetto perchè la Juventus è un rullo compressore; non c’è teoricamente storia perchè alle spalle della Vecchia Signora al momento non c’è una squadra in grado di lottare per il titolo. Non riusciamo ancora a individuarla. Intanto, il vecchio cuore genoano strapazza la capolista ridando fiato e speranza alle inseguitrici e agli appassionati di calcio.

Genoa-Juventus 3-1, è “Cholito” show a Marassi. Clamoroso al Ferraris, parafrasando una vecchia espressione riservata al Cibali di Catania: i rossoblu mandano in tilt la Juventus e la schiantano in pochi minuti riuscendo poi a controllare il ritorno dei bianconeri apparsi spenti e irriconoscibili. I gravi infortuni di Bonucci (stiramento) e Dani Alves (frattura del perone) affollano l’infermeria juventina e adesso la difesa è da inventare. In settimana scrivemmo che la Juve era stata capace di espugnare Siviglia in Champions solo grazie alla follia di Vasquez, all’arbitraggio e alla fortuna. A Genova non siamo stati smentiti, Madama stavolta è caduta rovinosamente. Evidentemente, Buffon e compagni si sono rilassati dopo aver centrato l’obiettivo in Coppa Campioni. Terza sconfitta in 14 gare per i campioni d’Italia: troppe per una squadra unica e autentica candidata allo scudetto. Peraltro, tutte e tre le sconfitte sono arrivate dopo un turno di Champions League. Genoa scatenato, col figlio di Simeone sugli scudi: storica doppietta per il giovane e interessante Giovanni. E’ senza dubbio il “Cholito” l’uomo-copertina di questo turno di campionato. La copertina la merita anche il bel Genoa di mister Juric, tutto pressing, verticalizzazioni e velocità. E’ proprio il caso di dire che Rigoni e compagni hanno giocato la classica partita perfetta. Rincon, Izzo, Ocampos e Lazovic tra i migliori in campo ma nessun rossoblù è sceso sotto la sufficienza.

Roma e Milan vincono e si portano a -4 dalla vetta. I rossoneri nell’anticipo passeggiano a Empoli trascinati dalla doppietta di Lapadula che ha ormai tolto il posto a Bacca e dalle belle giocate di Bonaventura e Suso. Tutto questo in attesa che arrivi il tanto atteso “closing” a livello societario che sancirà il passaggio del Milan da Berlusconi ai cinesi. Ma siamo proprio sicuri che il Cavaliere intende veramente cedere il club? Mah. Sul campo, la squadra di Montella a livello di rosa, pur non avendo le Coppe Europee, non pare comunque attrezzata per tenere testa alla Juventus fino all’ultimo; intanto, però si gode il secondo posto a braccetto con i giallorossi. La compagine di Spalletti non si smentisce e rimane sulle montagne russe. All’Olimpico, contro il modesto Pescara reduce da 5 sconfitte di fila, passa con disinvoltura dal 2-0 al 2-1 e poi dal 3-1 al 3-2, con finale per cuori forti. Insomma, è sempre una Roma da “Psychiatric Circus” non pronta a lottare per il tricolore con la Juventus. Almeno la Roma di oggi. Con un Dzeko in gran forma (un’altra doppietta e vetta della classifica cannonieri con 12 reti) e col miglior attacco del campionato (33 gol fatti), la Roma può comunque andare molto lontano, ma deve risolvere alcuni problemi atavici: poca cattiveria, rilassamento e continui cali di concentrazione.

Roma colabrodo e senza tifosi. Senza dimenticare i tanti gol subiti: ben 16. Per far sognare la Capitale Spalletti dovrà lavorare su questi punti, perchè la rosa è di grande qualità, soprattutto col rientro di alcuni infortunati importanti. E domenica arriva il derby con la Lazio. A proposito, si giocherà alle 15 come da calendario o la stracittadina sarà anticipata alle 12.30?Le autorità discutono di massimi sistemi per prendere una decisione. Siamo sempre più al ridicolo e sarà un altro derby di Roma deserto, con le Curve praticamente vuote proprio per colpa di certi cervellotici provvedimenti draconiani che hanno solo avuto l’effetto di allontanare la gente dallo stadio, per la gioia ovviamente delle tv a pagamento. Obiettivo centrato.

Lazio e Atalanta marciano spedite. In attesa del derby con la Roma i biancocelesti espugnano Palermo senza brillare più di tanto. Il massimo col minimo sforzo contro una squadra veramente scarsa e forse condannata alla retrocessione. In attacco il Palermo non punge, in difesa è un disastro. Continua a stupire l’Atalanta, sempre più in versione “Dea”: 2-0 orobico sul campo del Bologna. E nel prossimo turno i bergamaschi di Gasperini, come la Lazio a un solo punto dalla piazza d’onore, andranno a Torino per sfidare la Juventus capolista allo Stadium.

Le altre. In attesa dei posticipi del lunedi Napoli-Sassuolo e Inter-Fiorentina, due gare importanti, prosegue l’ottimo momento del Torino che nell’anticipo del sabato liquida il Chievo nell’Olimpico granata. Pesa però l’errore arbitrale che ha penalizzato i clivensi furiosi. Sant’Elia fortino del Cagliari. I sardi con un pregevole colpo di tacco di Sau battono l’Udinese e in classifica agganciano la Sampdoria che a Crotone non va oltre l’1-1. Il punto consente ai calabresi di agganciare il Palermo e di rosicchiare un punto alle altre pericolanti che lo precedono, tutte battute: Empoli e Pescara. Adesso il Crotone non è più l’unico fanalino di coda del torneo.