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Stadio della Roma: futuri abbonamenti con “prelazione” a cifre record? Da un minimo di 753 euro a un massimo di 1927 euro, in omaggio a date storiche. Maritato: “Se le indiscrezioni fossero confermate Assotutela presenterà un esposto in Procura contro la AS Roma”. Intanto, il ministero dell’Ambiente blocca il progetto stadio per rischio idrogeologico

di Fabio Camillacci

La Serie A milionaria, spende, spande e pensa ai tifosi solo quando ha bisogno di loro: dei loro soldi. I club italiani, in tempi di crisi, sono stati capaci di spendere 600 milioni di euro nell’ultimo calciomercato. Senza dimenticare che al termine della stagione, la spesa complessiva per gli stipendi dei giocatori sfiorerà i 900 milioni di euro. Nonostante questo spaventoso giro d’affari: i prezzi dei biglietti sono sempre più cari (eppure l’incasso del botteghino da tempo è all’ultimo posto alla voce entrate), il potere delle televisioni ha superato ogni limite (vergognosi i “ricatti” di Mediaset Premium in tema di Champions League), il frazionamento delle Curve dell’Olimpico voluto dalla Prefettura (non da Pallotta e Lotito) sta esasperando i tifosi di Roma e Lazio che rischiano addirittura il “Daspo” in caso di recidività nel cambio di posto. Come se non bastasse tutto questo, nella Capitale spuntano voci a dir poco preoccupanti in vista del futuro stadio della AS Roma.

“Prelazione” giallorossa da record. Secondo indiscrezioni, infatti, la AS Roma starebbe pensando di far pagare a chi vorrà abbonarsi nel nuovo impianto di proprietà (per il quale non è stata posta nemmeno la prima pietra; anzi nelle ultime ore il ministero dell’Ambiente ha momentaneamente bloccato il progetto per rischio idrogeologico), una sorta di “premio di prelazione” che garantirà più anni di abbonamento nello stesso settore. Sono solo indiscrezioni ma ben dettagliate, quindi, spieghiamo meglio: chi vorrà garantirsi un abbonamento di curva per almeno 5 anni dovrà sborsare, oltre al prezzo annuale della tessera (il prezzo ovviamente ancora non si conosce), anche 753 euro complessivi (da 753 a.c. anno di nascita di Roma) come “premio di prelazione” (in pratica, come il “premio” che si paga per l’assicurazione di un veicolo). Soldi che saranno destinati (ci dicono) alla manutenzione dello stadio. In tal modo, si potrà usufruire di un forte sconto (ma dai!? Che fortuna!?) perché nel tempo il “premio di prelazione” potrebbe salire a 1000 euro e oltre (pure!). Mentre, per la tribuna più costosa, tipo la Monte Mario odierna, la cifra “scontata” da versare a breve, sarebbe di 1927 euro (anno di fondazione della AS Roma).

Assotutela minaccia un esposto in Procura se le indiscrezioni dovessero essere confermate. Il presidente Michel Emi Maritato è una furia, lui che recentemente ha lanciato anche una provocazione in tema di caro-biglietti: “Tifosi gratis allo stadio, tanto il botteghino ormai incide poco o nulla sui bilanci delle società di calcio, coltiviamo la passione della gente, non la uccidiamo perché i tifosi sono la vera anima del calcio, senza tifosi il calcio morirebbe”. Stavolta Maritato minaccia di passare alle vie di fatto in difesa dei consumatori, soprattutto in difesa di chi vive di pane e pallone: “Mi auguro con tutto il cuore che certe indiscrezioni siano prive di fondamento, mi auguro si tratti soltanto di una boutade, di uno dei tanti rumors che circolano nella Capitale in tema di calcio. Perché altrimenti si supererebbe veramente il limite! Limite che comunque a mio giudizio è già stato superato per come i club e le autorità trattano ultimamente i tifosi. Lo dico da tempo ma voglio ribadirlo, il calcio è sempre più un’arma di distrazione di massa in mano a poteri forti e in molti casi occulti. ‘Panem et circenses’ come accadeva nell’Antica Roma. Con la differenza che rispetto alla Roma dei Cesari, oggi la gente non solo fa fatica ad avere il pane, ma, non può permettersi nemmeno i divertimenti che costano sempre di più. Prometto pertanto ai tifosi giallorossi che, qualora certe indiscrezioni dovessero essere confermate, Assotutela -aggiunge Maritato- presenterà subito un esposto alla Procura contro la AS Roma. Questo infatti sarebbe l’ennesimo segnale che si vuole allontanare la gente dagli stadi, anche da quelli confortevoli e adatti al calcio come gli stadi di proprietà, in favore delle tv che ormai controllano e decidono praticamente tutto. Si parla tanto di sponsor, di privati, di gente che con la costruzione del nuovo stadio della Roma lucrerà ma non è che alla fine l’impianto verrà realizzato con i soldi dei tifosi tipo azionariato popolare?”.

Stadio della Roma, lo stop del Ministero dell’Ambiente. Come detto, il dicastero competente ferma, per ora, il progetto americano. A comunicarlo è direttamente il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Melo: “Le due principali situazioni di criticità sono: il rischio idraulico per esondazione del fosso di Vallerano e il rischio idraulico potenziale per deflusso e accumulo idrico di tipo meteorica. La localizzazione dell’opera all’interno della pianura alluvionale del fiume Tevere, poco più a valle della confluenza del fosso di Vallerano, induce a indicare la necessità di approfonditi esami circa il pericolo di assestamento delle formazioni alluvionali, anche in relazione alla determinazione dei flussi idrici sotterranei, alla variabilità dei livelli freatici ed alla relazione di questi con le previste strutture nel sottosuolo”. Sia chiaro, non si tratta di una sorpresa in termini assoluti, ma di una conferma perché diverse associazioni ambientaliste e comitati locali avevano già sollevato alcuni interrogativi sulla corretta localizzazione di un intervento che prevede l’edificazione fino a un milione di metri cubi costruiti. La problematica è stata segnalata dall’Autorità di Bacino nell’aggiornamento periodico del piano di assetto idrogeologico e recepita dal Ministero dell’Ambiente. Precisiamo: non si tratta di uno stop definitivo alla costruzione dello stadio della Roma nell’area di Tor di Valle, ma è chiaro che l’inizio dei lavori previsto per fine 2015 inizio 2016 slitterà ancora. E in tutto questo c’è chi pensa di far pagare caro il diritto di prelazione.