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Calcio, polemica sui ‘gol fantasma’, Maritato di Assotutela: “La corte dei miracoli del calcio faccia come noi, pressi la Figc”

di Fabio Camillacci

“Spezzatino” dell’Epifania con una calza piena di veleni. Veleni inutili, tipici di un Paese e di un movimento calcistico che sanno soltanto vedere complotti dappertutto, invece, di prendere provvedimenti seri per risollevare il derelitto mondo della pedata de’ noantri. I protagonisti del calcio italiano sanno soltanto gridare allo scandalo. Tutto per una partita, anzi per un episodio.

L’episodio incriminato. Stadio Friuli: per il “lunch match” del 17° turno di campionato va in scena Udinese-Roma. Minuto 17: punizione dalla destra, Totti scodella il pallone in area bianconera, Astori svetta su tutti e colpisce di testa; la palla impatta l’incrocio dei pali e rimbalza al di là della linea di porta. A velocità normale e a occhio nudo (senza tecnologia) è gol senza ombra di dubbio. Lo confermano anche i successivi replay televisivi (migliaia) e i “fermo immagine” che fotografano il momento in cui il pallone rimbalza (FOTO).

Bufera gratuita. Su quanto accaduto, il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato dichiara: “La cosa che più fa tristezza è il pretestuoso e proditorio polverone sollevato nel dopo partita dalla corte dei miracoli che popola il nostro calcio e l’Italia. E perché? Perché l’arbitro Guida concede giustamente la rete smentendo l’addizionale di porta, secondo il quale la sfera non era entrata. Vorrei ricordare a certi personaggi pelosi, che, da regolamento, i tanti (troppi) collaboratori dell’arbitro (2 guardalinee, 2 addizionali e il quarto uomo) sono lì solo per aiutare e coadiuvare il direttore di gara, il quale resta l’unico e autentico giudice supremo sul campo. Cioè se l’arbitro vede e decide di testa sua, non conta il pensiero dei collaboratori. Spesso purtroppo accade il contrario: i collaboratori inducono l’arbitro all’errore. A Udine, infatti, se Guida avesse dato retta all’addizionale avrebbe sbagliato. Invece ha dimostrato preparazione e personalità. Ecco perché sostengo da tempo che il sovraffollamento arbitrale in campo conferma il famoso proverbio che recita ‘troppi galli a cantar non fa mai giorno’ così è se vi pare”.

Chiacchiere in libertà. I parolai di turno, stavolta udinesi e juventini, si prodigano ovviamente in dichiarazioni che sanno tanto di “fiera delle banalità e delle castronerie”. Attacchi personali, veleni, sospetti, ipotesi di complotto pluto-giudaico-massonico, tentativi di minare la buona fede dell’arbitro. Di tutto, di più. Ma il problema più grave e preoccupante resta uno solo: purtroppo non è la prima volta che accade, è sempre, o quasi, così. Certo, dà ancora più fastidio e appare paradossale quando a lamentarsi è la Juventus. Da che pulpito, viene da dire.

L’immancabile appello all’introduzione della tecnologia nel calcio. Ci risiamo: ogni volta che si verifica un episodio da “gol fantasma” si levano alte le grida di chi invoca l’introduzione della “goal-line technology” utilizzata agli ultimi Mondiali e introdotta recentemente anche in Premier League. “Ma perché –si chiede ancora Maritato- invece di urlare questi signori non fanno qualcosa per portare la ‘tecnologia di porta’ anche in Serie A? La procedura è lunga, come Federazione la Figc deve chiedere l’autorizzazione alla Fifa e all’IFAB, ovvero l’International Football Association Board”.

Che cosa è l’IFAB e che poteri ha. Si tratta di un organo internazionale (un’associazione di diritto svizzero) composto di soli 8 membri, indipendente dalla Fifa (dal Gennaio 2014) e dalle quattro Federazioni britanniche che lo compongono (inglese, scozzese, gallese e irlandese). L’ IFAB ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale e nazionale.

Assotutela si è mossa da tempo. Sulla questione introduzione della tecnologia nel calcio, Michel Emi Maritato aggiunge: “Ricordiamo sempre agli stessi fastidiosi urlatori di turno, che la Federcalcio di Tavecchio in tal senso si è già mossa recentemente, anche grazie a noi. Servono tempo e soldi; si tanti soldi perché la goal-line technology costa parecchio. Quindi, meglio riflettere prima di dar fiato alle trombe stonate. Fate come noi di Assotutela che attraverso azioni concrete pressiamo da inizio stagione la Federazione e gli altri organi competenti per un calcio finalmente pulito e onesto. Le storture del calcio le denunciamo continuamente non quando esplode il bubbone. Meglio prevenire che curare. E lo facciamo anche mediaticamente grazie a Ventonuovo e alla trasmissione tv che produciamo ‘L’Asso nella manica’ (in onda su Teleromauno il sabato alle 15 ndr)”.

La politica nel pallone. In tanta tristezza, immancabile anche il triste siparietto politico, anzi istituzionale. Siparietto andato in scena mentre divampava la polemica post Udinese-Roma. Con un tweet cancellato poco dopo, ma di cui è ovviamente rimasta traccia, il presidente del consiglio Matteo Renzi, dico il presidente del consiglio, ha risposto al suo portavoce Marco Agnoletti il quale, rivolto ai romanisti, aveva twittato: “Oh, almeno stavolta vedete di far fruttare 3 punti il vostro furto”. La replica di Renzi: “Parlare di furto è stravolgimento della realtà”. Tutto questo per una partita, anzi per un episodio accaduto al 17’ di gioco di Udinese-Roma. Ma dove siamo? A già, siamo in Italia.