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Calcio, il campionato ai raggi X: l’uomo copertina è il giovane interista Federico Bonazzoli

di Fabio Camillacci

Calendario pazzo, folle. E’ calcio tutti i giorni; si gioca sempre. Giustamente, a pochi giorni dalle festività natalizie, la Lega di Serie A e le televisioni ci hanno propinato un mega “spezzatino” valido per la 16° giornata, l’ultima del 2014. L’antipasto viene servito di giovedi per consentire a Juventus e Napoli di preparare al meglio la sfida di Supercoppa italiana. Altra stranezza del nostro calcio: la Supercoppa, da sempre partita inaugurale della stagione (anche perché mette di fronte i campioni d’Italia in carica e i vincitori della Coppa Italia, griffati dalla coccarda tricolore) viene disputata a due giorni dalla vigilia di Natale. Mah! E poi dove viene disputata? A Doha. Lasciamo perdere. Ha proprio ragione Conte nel dire che il calcio italiano ha toccato il fondo e pensa a scavare.

Madama brilla. La Juventus capolista passeggia in casa del Cagliari di Zeman e provoca l’esonero del suo “odiato” nemico boemo: 3-1 con sigilli di Tevez (ora capocannoniere con 10 centri), Vidal (5° centro in campionato) e Llorente. Anche, il “Toro di Pamplona” riassapora dunque la gioia del gol dopo un periodo di astinenza. Cagliari: non pervenuto. Sardi in piena zona retrocessione; terz’ultimi con 12 punti. Zeman prima guarda oltre e dichiara: “Non gioco per la salvezza”. Poi oggi è stato esonerato. In arrivo Gianfranco Zola, Walter Zenga o Delio Rossi.

Juve da record. La Vecchia Signora chiude così un 2014 straordinario: 95 punti complessivi in Serie A da gennaio a oggi. Nessuno aveva mai fatto meglio. Merito di chi è passato dai bianconeri alla guida della Nazionale, Antonio Conte, e di chi guida adesso la squadra, Massimiliano Allegri. Insomma, una macchina da guerra griffata “Conte Max”. Oltretutto adesso i punti di vantaggio sulla Roma sono 3.

Vetta della classifica a elastico. Appena la Roma si avvicina, la Juventus la ricaccia dietro. Dopo essersi portati nuovamente a -1 grazie alla vittoria col Genoa e al contemporaneo pari interno dei bianconeri contro la Sampdoria, i giallorossi steccano e tornano a -3. Contro un Milan complessivamente mediocre ma messo molto bene in campo da Pippo Inzaghi, la squadra di Rudi Garcia non va oltre lo 0-0.  La domanda però è d’obbligo, Roma che succede? Lo scriviamo da tempo su Ventonuovo, Totti e compagni non sono più quelli dell’anno scorso e soprattutto sono radicalmente cambiati dopo la sconfitta in casa della Juve. Sconfitta gonfia di polemiche arbitrali: troppe. Polemiche che non hanno certo giovato all’ambiente di Trigoria. Garcia ha poi aggravato le cose dicendo che “la Roma vincerà lo scudetto” e il Bayern Monaco ci ha messo il carico col famoso 7-1 firmato Guardiola.

Roma involuta. Che fine ha fatto il bel gioco ammirato nella stagione scorsa? La squadra va a sprazzi, è diventata più prevedibile e meno rapida nella manovra. Non si vede più il furore agonistico di una volta. Senza dimenticare che in attacco non c’è la cattiveria giusta per fare gol. Manca il bomber di peso, l’attaccante che ti risolve partite brutte e difficili come quella contro un Milan non trascendentale ma bravo in fase di non possesso palla. Il gioco sulle fasce è inutile se in mezzo non c’è un finalizzatore bravo anche nei colpi di testa. Ai giallorossi manca un calcio di rigore: netto il fatto di mano in area di De Jong nel primo tempo. Come è possibile che né l’arbitro Rizzoli, né il sempre più inutile “addizionale” dietro la porta non lo abbiano visto? Giusta invece l’espulsione di Armero al 70’ per doppia ammonizione. Episodio favorevole che i giallorossi non sono stati capaci di sfruttare nonostante 25 minuti (20 regolamentari+5 di recupero) in superiorità numerica. Altro segnale che in casa Roma c’è qualcosa che non va.

Napoli nuovamente 3°. A dimostrazione di una classifica pazza come il calendario e di una mediocrità complessiva del torneo, ai partenopei precipitati al sesto posto dopo la sconfitta contro il Milan, è bastato il minimo sforzo per tornare in terza posizione. Il 2-0 del San Paolo contro un Parma sempre più ultimo lancia gli azzurri a quota 27 come Lazio e Samp.

Giovani leve crescono. Federico Bonazzoli, 17 anni: è lui l’uomo copertina di questo lunghissimo “spezzatino” prenatalizio. Roberto Mancini, con l’Inter sotto per 1-2 al Meazza contro la Lazio, decide di osare: dentro l’attaccante ragazzino, fuori un fischiatissimo Guarin. Fiducia a un giovane. Fiducia pienamente ripagata perché Bonazzoli (foto) dà la scossa ai nerazzurri propiziando pure il pareggio firmato Rodrigo Palacio. “El Trenza” ringrazia perché si tratta di una rete che in campionato gli mancava da ben 225 giorni. Interrotto un lungo digiuno.
Bonazzoli è la dimostrazione che i giovani italiani bravi ci sono, bisogna solo avere il coraggio di lanciarli. Il ragazzo, prodotto del vivaio interista, fa molto meglio di tanti “brocchi” della “legione straniera” nerazzurra. E così, la Serie A si congeda dal 2014 con un posticipo della 16° giornata ricco di emozioni: Inter-Lazio 2-2. Un altro pareggio nella domenica dei pareggi. Biancocelesti dai due volti: belli e vincenti (2-0) nel primo tempo; involuti e sulle gambe nella ripresa. Il tecnico Pioli deve fare in modo che la squadra sia in partita per tutti i 90 minuti. La Lazio infatti a tratti è bellissima, a tratti imbarazzante. Un po’ come l’Inter, sempre più un cantiere a cielo aperto dopo il cambio in panchina con l’avvicendamento tra Mazzarri e il “Mancio”.

Le altre partite. Di domenica vincono soltanto Chievo e Torino. I clivensi festeggiano due volte perché la vittoria arriva nel “Derby dell’Arena” con l’Hellas Verona padrona di casa al Bentegodi. Bel colpo dei ragazzi del bravo Maran. Un successo però accompagnato da tante polemiche perché Paloschi all’ultimo respiro sigla l’1-0 in più che sospetta posizione di fuorigioco. Fuochi d’artificio a Bergamo per Atalanta-Palermo. Padroni di casa costretti sempre a inseguire: prima sullo 0-2 rosanero, poi sull’1-3. Rimedia bomber Denis con una doppietta. “El Tanke” risponde così al connazionale Vasquez, anche lui autore di due reti. 8° risultato utile consecutivo per il Palermo di Iachini. Pari, gol ed emozioni anche a Marassi: Sampdoria-Udinese 2-2. Ribaltone Toro. All’Olimpico i granata vanno sotto contro il Genoa ma una doppietta di Glik firma il successo del Torino. Frena la Fiorentina di Vincenzo Montella. I viola steccano al Franchi nel derby toscano con l’Empoli: 1-1. Stesso risultato maturato sabato nell’altro derby regionale di questo turno di campionato: il derby emiliano-romagnolo Sassuolo-Cesena avvolto dalla nebbia. Punto d’oro per la compagine di Di Carlo; un punto d’oro strappato in “zona Cesarini” grazie alla rete di Ze Eduardo. Di Zaza su rigore il vantaggio del Sassuolo. Penalty inesistente segnalato all’arbitro dal solito inutile e a volte dannoso “addizionale” di porta. In questo caso specifico è il signor Pizzuto a consigliare male il direttore di gara Cervellera segnalando un inesistente contatto in area cesenate tra Magnusson e Vrsaljko.

Buone feste. Cala così il sipario sulla Serie A 2014: si torna in campo per la Befana 2015. Un altro turno “mini spezzatino”, stavolta infrasettimanale: si comincia infatti lunedi 5 gennaio con Lazio-Sampdoria, sfida per il terzo posto. Tutte le altre partite nel martedi dell’Epifania. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti i lettori di Ventonuovo.