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Calcio, il campionato ai raggi X. E’ sempre Juve-Roma con le milanesi in agguato. La Lazio cresce

di Fabio Camillacci

Juventus, Roma e le milanesi. Potrebbe essere questo il copione della lotta scudetto alla luce dei risultati della seconda giornata di campionato, ma con tanti punti interrogativi e una sola certezza: Juve e Roma restano di gran lunga superiori alle altre squadre di Serie A. Sia chiaro: siamo solo all’inizio e il cammino è ancora lunghissimo. Bianconeri e giallorossi vincono senza brillare nei due anticipi del sabato: di domenica, invece, passerella per le due compagini meneghine. Dopo due giornate, a punteggio pieno ci sono soltanto Roma, Juventus e Milan. E sabato prossimo per l’anticipo delle 20.45, riflettori puntati sul Meazza per un interessantissimo Milan-Juventus: Allegri contro il suo passato ma anche un autentico esame di maturità per la squadra di Inzaghi.

Roma, il massimo col minimo sforzo. L’inizio della Champions League è ormai dietro l’angolo (domani Malmoe-Juve, mercoledi Roma-CSKA Mosca), Roma e Juventus ne risentono ma vincono lo stesso. Apre le danze dei due anticipi del sabato, la squadra di Rudi Garcia che passa a Empoli soffrendo più del previsto. Merito anche dell’ottimo lavoro svolto da mister Sarri. Il tecnico dei toscani, che fisicamente sembra più un coach di basket, fa giocare bene la sua squadra priva di nomi di grido ma ricca di bravi e onesti lavoratori della pedata: il trequartista Verdi su tutti. L’Empoli tiene un ritmo forsennato fatto di pressing a tutto campo. Squadra corta e compatta, che si muove armonicamente a fisarmonica. La Roma non brilla ma crea e sciupa tanto.

Lampo Ninja. Di Nainggolan il lampo nel buio che decide il match, una carambola fortunata: staffilata da fuori, palo e autorete del portiere Sepe: il pallone invece di rimbalzare lontano, colpisce la schiena del portiere ed entra in porta. Questione di centimetri, diciamo così, ricordando il compianto presidente romanista Dino Viola. Entrambe le squadre recriminano e protestano con l’arbitro Gervasoni: all’appello mancherebbero due rigori, uno per parte. Curiosità: la partita dello stadio Castellani è iniziata con oltre due minuti di ritardo per riparare un buco sulla rete di una delle due porte, scoperto solo al momento della ricognizione arbitrale. Ennesimo segnale dell’arretratezza del calcio italiano. Assurdo.

La Juventus risponde battendo 2-0 l’Udinese a Torino. Come i giallorossi, i bianconeri di Massimiliano Allegri non entusiasmano ma capitalizzano alla grande. Buona la prima del “Conte Max” allo Juventus Stadium. La Vecchia Signora gioca come se in panchina ci fosse ancora Antonio Conte: stesso modulo, stesso atteggiamento tecnico-tattico. Pogba e compagni recitano a memoria un vecchio copione; un copione vincente. Se in casa Roma il lampo che spacca la partita è di Nainggolan, il lampo in casa Juve porta la firma di Tevez. E pensare che l’Apache è stato in dubbio fino all’ultimo. Udinese brutta e sfortunata perché nella ripresa l’arbitro Damato, su segnalazione del guardalinee, annulla il pareggio di Bubnjic. Un fuorigioco al limite: a volte la bandierina si alza, a volte no. Alla Juventus capita spesso di avvantaggiarsi dalle scelte degli assistenti. Questione di fortuna. O forse no? Questione di centimetri. Qualcuno, peloso e prezzolato, aggiunge, “ma tanto la Juve avrebbe vinto lo stesso”. E infatti Marchisio raddoppia. Niente da dire. E’ sempre una questione di centimetri: quasi la filosofia di Rocco Siffredi. A parte tutto, sempre a proposito di Rocco, Roma e Juventus hanno dimostrato ancora una volta di avere pure gli attributi giusti per sognare in grande.

Milan: l’attacco fa mirabilie, la difesa fa acqua. Possiamo sintetizzare così il sorprendente 5-4 col quale i rossoneri espugnano Parma nel posticipo domenicale. Il Milan di Super Pippo, almeno in questo inizio, ricorda molto il Napoli dell’anno scorso: fortissimo davanti, fragile in retroguardia. Non ci sorprende: lo scrivemmo in fase di commento a inizio campionato: Galliani avrebbe dovuto spendere più soldi per rinforzare centrocampo e attacco invece di riempire la rosa di attaccanti, mezzepunte, trequartisti, ali, e “falsi nueve”. Inoltre, Torres è stato costretto al forfait per un infortunio dell’ultim’ora alla caviglia. Partita ricca di colpi di scena al Tardini: 9 reti, orrori difensivi (tra cui il comico autogol di De Sciglio), un rigore e due espulsi (Bonera e Felipe). Nel Milan, semplicemente devastante Menez autore di una doppietta. Bene anche Honda e l’ultimo arrivato, Giacomo Bonaventura, detto “Jack”.

Pazza Inter: dopo il digiuno di gol all’esordio in casa del Torino, i nerazzurri ne rifilano 7 al Sassuolo del temibile “tridente giovane”, Zaza-Sansone-Berardi. Quest’ultimo peraltro finisce anzitempo sotto la doccia per un brutto gesto violento nei confronti di un avversario. Berardi: grande talento ma testa calda. Incredibilmente, al Meazza si è ripetuto quanto accaduto giusto un anno fa a Reggio Emilia: 7-0 per l’Inter al Mapei Stadium. Cabala. A San Siro brilla in particolare la stella di Icardi: tripletta sotto gli occhi dell’immancabile Wanda Nara, compagna dell’argentino che si scatena tra foto, tweet e selfie. Icardi ora è capocannoniere con 3 reti. Nell’Inter si segnalano anche le buone prestazioni di Kovacic (a segno) e Osvaldo (doppietta)

Cosa sta succedendo al Napoli? Dopo la fortunata vittoria nella Genova rossoblù alla prima giornata, ecco la prima sconfitta in campionato per gli azzurri. Sconfitta clamorosa perché maturata al San Paolo contro il Chievo, sempre più bestia nera dei partenopei. Per il Napoli, soliti problemi di gioco e solite lacune in fase di impostazione della manovra. Da tempo ormai scriviamo che il “Ciuccio” ha bisogno di un regista degno di questo nome. Ma patron De Laurentiis non ci vuole ascoltare. Non si può andare avanti con Jorginho e Inler. Serve un uomo alla Pirlo, alla Verratti, alla Pjanic. Altrimenti, l’attacco deve sobbarcarsi anche l’onere di creare oltre a quello di concretizzare. Oltretutto, l’impressione che abbiamo è che Rafa Benitez non abbia più il pieno controllo dello spogliatoio: lo spogliatoio appare spaccato. E ancora: cosa sta succedendo a Higuain? In sintesi, come temevamo, il contraccolpo psicologico dovuto all’eliminazione dalla Champions League, sta facendo sentire i suoi effetti nefasti. Squadra allo sbando in questa fase della stagione.

Le altre. La Fiorentina continua a non ingranare dopo la sconfitta all’esordio in casa della Roma: i viola non vanno oltre lo 0-0 contro il Genoa al Franchi. Troppo debole e arrendevole il Cesena per la scoppiettante Lazio di Pioli: nel 3-0 dell’Olimpico si registrano ben due gol degli ex, quelli di Candreva e Parolo. La notizia del giorno però è rappresentata dai tifosi biancocelesti: per ora la contestazione a Lotito è accantonata. Si presentano allo stadio e tifano Lazio. L’onnipresente patron può attendere, viene prima la maglia. Nell’anticipo dell’ora di pranzo (follia comunque giocare alle 12.30 con il caldo che può fare, e ha fatto,  il 14 settembre), la Sampdoria a Marassi affonda il Torino. Sugli scudi due giocatori che potrebbero tornare utili ad Antonio Conte: Gabbiadini e Okaka, ovvero tecnica e potenza. Per il Cagliari del “Boemo” invece classici problemi zemaniani (la difesa); sardi battuti in casa dalla tonica Atalanta di Colantuono. E c’è ancora un “Monday Night” da giocare: VeronaPalermo. In attesa di veder debuttare in Europa anche Fiorentina, Napoli e Inter: dopo la Champions League infatti scatta l’Europa League.