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Calcio, le “bombe di mercato” di Ventonuovo: verso i botti finali tra crisi economica e occasioni last minute

di Fabio Camillacci

Ci avviciniamo a grandi passi alla chiusura del calciomercato estivo. Il sipario calerà lunedi prossimo, primo settembre, alle 23; poi se ne riparlerà a gennaio. Ma, anche questa che volge al termine, per i club italiani è stata una sessione di mercato da vacche magre. Almeno fino a oggi. E’ così da anni ormai, per colpa della crisi economico-finanziaria che strangola il Belpaese e le sue aziende.
Si va avanti con le solite formule e formulette che consentono di prendere calciatori discreti senza svenarsi. Una volta erano solo i “prestiti” e le “comproprietà” a spadroneggiare, adesso si sono inventati pure: il prestito con diritto di riscatto” (con l’entità del riscatto già fissata), il “prestito con obbligo di riscatto” (con l’entità del riscatto già stabilita), il “prestito oneroso” (cioè non gratuito), il “prestito gratuito” (col quale un club si sgrava di uno stipendio pesante) eccetera, eccetera. Senza dimenticare il trionfo dei cosiddetti “bonus” legati alle prestazioni dei giocatori: gol, assist, obiettivi raggiunti, eccetera, eccetera.

Insomma, il mercato italiano è sempre più quello profetizzato dal regista Sergio Martino nel popolare film “L’allenatore nel pallone”(1984). Ricordate come si esprime il presidente della mitica Longobarda? Rivolto al suo allenatore Oronzo Canà (alias Lino Banfi), il commendator Borlotti (alias Camillo Milli) dice: “Ma lo sa che noi attraverso le cessioni di Falchetti e Mengoni riusciamo ad avere la metà di Giordano? Da girare all’Udinese per un quarto di Zico e tre quarti di Edinho. Oppure: “Sono riuscito ad avere i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno. In conclusione, noi abbiamo ottenuto la comproprietà di Maradona in cambio di Falchetti e Mengoni”. Ecco, questo è oggi il calciomercato italiano: una macchietta.

E ora che la Figc ha deciso di abolire le “comproprietà” o “compartecipazioni”, come faranno i derelitti club calcistici italiani? Siamo certi che i diabolici operatori di mercato (autentici squali) si inventeranno altre formule e formulette alla Borlotti.
Nonostante tutto, secondo molti addetti ai lavori, quest’ultima settimana di trattative partorirà alcuni colpacci “last minute”; altra formula tutta italiana per fare bei colpi a basso costo. Una formula che ha il copyright dell’amministratore delegato milanista Adriano Galliani.

Spesso, però, per assistere ai fuochi d’artificio finali, c’è bisogno che tutti i pezzi del domino vadano a posto. Cioè, la maggior parte delle trattative sono collegate tra loro e se una salta, rischiano di saltare tutte le altre.
Comunque, in base alle notizie esclusive di cui è a conoscenza Ventonuovo, proviamo a disegnare gli scenari di mercato che potrebbero delinearsi da qui fino al primo settembre.

Cominciamo con la Roma. I giallorossi dopo aver speso tanto, soprattutto per Iturbe, devono vendere per fare cassa; visto che il presidente Pallotta in questa estate si è svenato anche per rilevare la quota societaria di Unicredit. Intanto Benatia è stato ceduto al Bayern Monaco per 26 milioni di euro. Porte girevoli a Trigoria: al posto del marocchino arriva il difensore centrale greco dell’Olympiakos Manolas. Ai greci vanno 13 milioni di euro.

Col Chelsea invece restain piedi il possibile scambio di attaccanti Destro-Torres. Fonti inglesi ci dicono che l’affare sarebbe già andato in porto se Fernando Torres non avesse un ingaggio da 8 milioni a stagione. Stipendio lontanissimo dai parametri contrattuali della Roma. Inoltre, le stesse fonti britanniche ci confermano che, Torres a parte, il Chelsea per Mattia Destro è comunque disposto a versare 25 milioni di euro.  Anche Destro infatti piace molto a Mou.

E in entrata la Roma non farà più operazioni? Intanto, ci comunicano in diretta, proprio mentre scriviamo, che il d.s. Walter Sabatini ha definito con il Lille l’acquisto di Marko Basa, attualmente fermo ai box per un infortunio. Al club francese vanno 4 milioni di euro più 3 di bonus; contratto biennale da 1,5 milioni più opzione sull’anno successivo per il trentaduenne difensore montenegrino. Un uomo in più per il reparto arretrato.

Le trattative delle altre. La Juventus resiste agli assalti dei “top club” per Vidal e Pogba, e rispedisce al mittente le pressioni esercitate dai due giocatori, affascinati dalle lusinghe pecuniarie straniere. Dopo Morata (attualmente infortunato al ginocchio) arriverà un’altra punta per Massimiliano Allegri. Il sogno resta Falcao anche se c’è il grosso scoglio dell’ingaggio. Al Monaco l’attaccante colombiano percepisce 12 milioni a stagione. L’alternativa è il messicano del Manchester United, “Chicharito” Hernandez.

L’Inter, dopo aver fatto un buon mercato rinforzandosi, starebbe preparando il botto finale in vista del ritorno di Erick Thohir a Milano. Intanto, in tema di botti, Ruben Botta è stato ceduto al Chievo insieme a Schelotto. Ora l’obiettivo numero uno è Ezequiel Lavezzi, vecchio pupillo di mister Mazzarri. Per sferrare l’assalto al PSG per “El Pocho” però i nerazzurri dovranno prima riuscire a piazzare Guarin (lo vuole lo Zenit San Pietroburgo di Villas Boas) e Alvarez. Il solito gioco del domino. Le alternative a Lavezzi sono di gran lunga meno affascinanti: il parmense Biabiany, classico esempio di cavallo di ritorno, cresciuto in nerazzurro e affermatosi altrove ; il brasiliano dell’Hoffenheim Firmino (i tedeschi per ora chiedono troppo); il nazionale ghanese dell’Olympique Marsiglia Ayew.

Sulla sponda rossonera del Naviglio invece tiene banco il valzer delle punte. Partito Mario Balotelli, destinazione Liverpool, si cerca un attaccante centrale. Difficile reperirne uno buono con i pochi soldi a disposizione. Vacche magre anche per Silvio Berlusconi; e da tempo ormai. In cima alla lista dei desideri di Pippo Inzaghi c’è sempre Jackson Martinez, ma, sulla clausola rescissoria di 30 milioni il Porto non intende fare sconti. Situazione simile per Mattia Destro: i rossoneri offrono 12 milioni, la Roma ne vuole 25. L’alternativa potrebbe essere il bomber spagnolo del Tottenham Soldado, non più nelle grazie del tecnico “Spurs” Pochettino. Potrebbe arrivare al Milan in prestito.

Calma piatta a Formello. Dopo gli arrivi di Djordjevic, Basta, Parolo, De Vrij e Gentiletti, Lotito e la Lazio stanno alla finestra. Stesso discorso per il Napoli che attende l’esito del play off di Champions League contro l’Athletic Bilbao. Senza i soldi della Coppa Campioni niente investimenti per De Laurentiis, finora fermo a Michu, Koulibaly e De Guzman.

A tutta questa pochezza del mercato italiano, fa da contraltare quanto accade nel resto d’Europa, soprattutto in Spagna, Germania e Inghilterra. L’ultimo botto di mercato lo ha firmato il Manchester United di Van Gaal portando in Premier League il funambolico Angel Di Maria. Per l’argentino, i “Red Devils” hanno versato al Real Madrid una cifra oscillante tra gli 80 e i 95 milioni di euro (è guerra di cifre sui media).

Come si può competere con simili corazzate economiche? Real Madrid e Barcellona fatturano più di 500 milioni di euro all’anno; il Manchester United ha firmato con l’Adidas un contratto faraonico che nei prossimi 10 anni porterà 941 milioni di euro nelle casse del club di Old Trafford. Il Chelsea ha alle spalle il miliardario russo Abramovich, il Manchester City lo sceicco Mansour, il PSG lo sceicco Nasser Al Khelaifi. Oltretutto, all’estero, rispetto a quanto accade in Italia c’è una diversa ripartizione dei diritti televisivi. In Spagna ad esempio Real e Barça si dividono equamente 280 milioni di euro, lasciando agli altri 18 club della Liga i restanti 325 milioni. Come se non bastasse, a “Merengues” e “Blaugrana” il fisco spagnolo perdona un indebitamento da 700 milioni di euro a testa. E le banche iberiche coprono il rosso di bilancio.

Tornando ai diritti tv, va detto che nel nostro Paese rappresentano l’entrata più importante per le società di calcio. L’unica entrata di rilievo visto che gli incassi al botteghino languono sempre di più causa stadi vecchi, scomodi e poco sicuri, e che il merchandising non viene sfruttato a dovere. Per giunta, la blanda giustizia italiana non persegue affatto chi si rende protagonista di contraffazioni. Se non invertiamo al più presto la tendenza, perderemo sempre più competività internazionale. Vivremo sempre un mercato di vacche magre.

L’appuntamento con le “bombe di mercato” di Ventonuovo.eu è per lunedi prossimo: seguiremo in diretta le ultime 3 ore di calciomercato. Indiscrezioni, rumors, trattative, curiosità, colpi last minute. Tutto live.