CICLISMO: IL MEMORIAL PANTANI DIVENTERA' UNA 'CLASSICA'

Emergono nuovi particolari inquietanti sul caso “Pantani”

di Francesco Moresi

Dopo la riapertura del caso sulla morte di Marco Pantani, emergono a riguardo, dettagli inquietanti e fino ad ora rimasti ignoti.

Il Pm di Rimini, titolare dell’inchiesta bis sul caso del “pirata”, dovrà cercare di far chiarezza su quanto accaduto al ciclcista, prima del ritrovamento del suo cadavere.

Il compito non sembra affato semplice, poichè si dovrà far luce su quanto accaduto nell’arco di tempo che va dalle 10:45 circa alle 21:00, l’orario in cui fu ritrovato il corpo senza vita di Pantani. Il Pm Elisa Milocco, dovrà ripartire da pochi punti fermi, uno di questi la testimonianza della donna di servizio, dell’albergo ormai demolito e quella di un imprenditore del posto, ingiustamente dimenticata ed accantonata nel corso di questi anni.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla donna di servizio, il ciclista, avrebbe chiesto più volte l’intervento degli inservienti dell’albergo per allontanare gente che, secondo quanto riportato sui verbali, stava infastidendo e molestando il “pirata”. Le richieste di aiuto, sempre secondo la testimonianza preziosa della donna di servizio, sarebbero cessate intorno alle 10:45, ovvero un quarto d’ora prima della morte di Pantani, avvenuta secondo il medico legale intorno alle 11:00.

Quanto accaduto fino alle 21:00, orario di ritrovamento del cadavere, è un mistero e il compito arduo del Pm sarà proprio scoprire nuove verità a riguardo.

A questo, inoltre, si aggiunge la testimonianza di un imprenditore locale, che avrebbe dichiarato di aver ricevuto una chiamata poco prima le 21:00, partita direttamente dall’hotel “Le rose”, dove alloggiava il ciclista. Quella sera l’imprenditore era in un ristorante insieme all’ex compagna di Marco Pantani, Elena Korovina. La telefonata ricevuta durò pochi secondi e secondo quanto testimoniato, dall’altra parte della cornetta una voce domando’ all’imprenditore riminese, se fosse lui Pantani, per poi riattacare immediatamente. Chi fosse a telefonare non si sa, così come rimane ignoto il motivo della telefonata stessa.

La strada da percorrere per arrivare ad una conclusione certa sembra ancora lunga e piena di ostacoli. Gli stessi familiari del “pirata”, tramite il proprio legale De Rensis, si sentono comunque fiduciosi e speranzosi, affinchè si possa finalmente fare giustizia e porre la parola fine su un caso sempre più intricato.