Roma - Iturbe

Roma: Urbe e Iturbe – Tutti pazzi per il neoacquisto giallorosso

di Fabio Camillacci

I tifosi romanisti sognano lo scudetto nel ricordo di Batistuta

Nella Capitale è esplosa la Iturbe-mania. Sulla sponda giallorossa del Tevere, tutti pazzi per Juan Manuel Iturbe, ovvero: il 2° acquisto più caro della storia romanista dopo Gabriel Omar Batistuta. E non è un caso. Anzi, ci sono tante similitudini tra i due storici affari. Entrambi i giocatori hanno un doppio nome di battesimo, Juan Manuel e Gabriel Omar. Entrambi sono argentini; anche se Iturbe, pur essendo nato a Buenos Aires il 4 giugno del 1993, è di sangue paraguaiano.

Il mitico Batigol sbarcò a Roma dopo un’estenuante transazione tra l’allora presidente giallorosso Franco Sensi e la Fiorentina dei Cecchi Gori, grandi amici di Sensi. Batistuta costò 70 miliardi di vecchie lire. Qualcuno (ben informato) all’epoca disse: “In realtà Sensi non ha cacciato un soldo perché aveva un grosso credito con i Cecchi Gori”. Chiacchiere a parte, era l’estate del 2000; e con la Lazio fresca campione d’Italia, la dirigenza romanista decise che era giunto il momento del grande sforzo economico per provare a strappare il tricolore ai cugini biancocelesti. L’anno dopo, proprio grazie ai gol e al carisma di Batistuta, la Roma di Fabio Capello conquistò il suo terzo scudetto. Altri tempi.

Anche Iturbe però arriva nella Capitale al termine di una lunga trattativa ricca di colpi di scena, botto finale compreso: ben 28 milioni di euro (bonus inclusi) finiranno nelle casse del Verona, club proprietario del cartellino del giocatore. Il secondo posto dello scorso anno brucia ancora, la Roma targata “stelle e strisce” ha capito che è giunto il momento di osare. La Juventus, senza Antonio Conte e con Allegri al timone, sarà un’altra cosa rispetto a quella degli ultimi 3 anni. E allora, ecco puntuale lo sforzo economico romanista: un grande investimento per sognare in grande. Un investimento possibile grazie ai soldi incassati per la qualificazione ai gironi di Champions League.

Se la Roma società sogna, figuriamoci i tifosi giallorossi. Come detto, infatti, è già Iturbe-mania. Giovedi pomeriggio centinaia di supporters romanisti, sfidando il caldo torrido, si sono radunati davanti ai cancelli di Trigoria per festeggiare il primo allenamento di Iturbe al centro sportivo “Fulvio Bernardini”. La felicità giallorossa

peraltro è doppia, perché il giocatore è stato letteralmente soffiato alla Juventus quando la Vecchia Signora era sicura di avere l’accordo col Verona. E così, alla gioia si uniscono gli sfottò per i bianconeri. Sfottò amplificati dai social network e dalle tante Radio sportive romane. Inoltre, sono in molti a pensare ai prossimi derby con la Lazio visto che Iturbe con la maglia del Verona ha già segnato due reti ai biancocelesti: il primo al Bentegodi su punizione (sconfitta fatale a mister Petkovic), il secondo all’Olimpico sotto la Curva Sud. Insomma, un predestinato giallorosso con l’Urbe nel nome.

Un predestinato anche calcisticamente, secondo la maggior parte di tecnici, giocatori e addetti ai lavori. Iturbe, nato col mito di Diego Armando Maradona, 4 anni fa ebbe l’onore di far parte della spedizione argentina ai Mondiali in Sudafrica. Il c.t. di quella Seleccion era proprio il Pibe de Oro. Iturbe in realtà non faceva parte dei convocati, ma, si ritrovò aggregato al gruppo albiceleste, in quanto nazionale Under 20 da utilizzare come “sparring-partner” negli allenamenti. E un bel giorno al termine di una partitella in famiglia, Leo Messi in persona chiese chi fosse quel ragazzino forte, potente, veloce e di personalità. Gli risposero: “Si chiama Juan Manuel Iturbe Arévalos e gioca nel Cerro Porteno di Asuncion in Paraguay”. Messi allora si avvicinò al 17enne e in un orecchio gli sussurrò: “Sei bravo, continua così”.

Dopo le parole della “Pulce” (successive ad un autentico scontro diplomatico tra Argentina e Paraguay che si contesero il gioiellino) Iturbe si avvicinò all’Italia. Quasi una magia, un segno del destino. Febbraio 2010, il presidente del Gallipoli calcio D’Odorico dichiara: “Ho in mano un ragazzo che ha un talento tipo Messi o Owen. Si chiama Iturbe e lo volevano anche Roma (!) e Real Madrid (!)”. Dunque, lo cercava anche la Roma della famiglia Sensi. De Laurentiis prova a portarlo a Napoli, non se ne fa niente. Iturbe finisce al Porto dove gioca poco; i Dragoni lusitani successivamente decidono di darlo in prestito al River Plate che lo valorizza. Infine, l’accordo tra Porto e Verona: prestito con diritto di riscatto. Diritto esercitato pochi giorni fa dagli scaligeri che hanno riscattato Iturbe per 15 milioni di euro. Poi ci ha pensato la Roma a coprire la spesa del Verona aggiungendo pure un bel conguaglio di 13 milioni di euro a favore dell’Hellas. Un capolavoro di strategia da parte del d.s. giallorosso Walter Sabatini. Una strategia di mercato cominciata 9 mesi fa. E l’Iturbe-mania continua…

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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