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La stampa non si tocca

Negli scorsi giorni si è sollevato un gran polverone a seguito della proposta, da parte del leader di un partito che rappresenta circa 1/3 dei votanti italiani, di istituire una “giuria popolare” per difendere la popolazione dalle cosiddette “bufale” (o fake news) che riempiono i giornali e i telegiornali quotidianamente.

Se la proposta non provenisse da un blog zeppo di spam e banner pubblicitari sarebbe già di per sé sufficientemente ridicola da essere archiviata essa stessa come una bufala, ma si da il caso che gli stessi giornali accusati di essere di parte e manovrati dai partiti abbiano dato tale rilevanza alla proposta da permetterle di assurgere al rango di “idea credibile e validabile” ragion per cui ci troviamo nostro malgrado a parlarne.

Si fa presto a spiegare l’insensatezza della proposta: con l’avvento di internet, di fatto, si è aperta a tutti la possibilità di scrivere la propria opinione riguardo qualsiasi cosa e -a torto o a ragione- di condividerla potenzialmente con il mondo intero. Per alcuni “personaggi pubblici” (e includiamo nella cerchia non solo politici e capi di partito, ma anche star del web, youtuber e quant’altro) questo traguardo è molto più accessibile di altri.

Inoltre, la stampa tradizionale ci ha insegnato che le notizie negative sono molto più attrattive di quelle positive, ragion per cui qualora arrivasse una smentita, questa farebbe molta più fatica a fare il giro del mondo della notizia sensazionalistica data in pasto a chiunque senza scrupolo alcuno.

Sarebbe necessario ricordare a certi personaggi che i giornalisti italiani sono tra i più querelati al mondo e questo inficia tantissimo la libertà che i piccoli giornali hanno, dal punto di vista legale, di scrivere le proprie opinioni.

E poi, vogliamo davvero mettere in mano la correttezza dell’informazione e il fact-checking in mano a chi condivide perlopiù gattini e crede che i vaccini non servano a nulla?

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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