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Apertura di Kerry sulla Siria: “Entro una settimana fine delle ostilità”

Mentre la mente dell’Italia sembra ruotare intorno al Festival di Sanremo, nel mondo gli equilibri e gli squilibri tornano a modificarsi. E’ di ieri la dichiarazione di John Kerry, segratario di Stato USA che ha presentato a Monaco il risultato dell’Accordo raggiunto dall’International Syria Support Group.

 

C’è un risultato oggi a Monaco, pensiamo di aver fatto dei progressi. Su tutti e due i fronti, le ostilità e gli aiuti. E questi progressi hanno il potenziale di cambiare la vita quotidiana dei siriani“.

Si prevede dunque, a quanto affermato da Kerry, la fine delle ostilità entro la prossima settimana. Gli aiuti umani invece “arriveranno subito, a partire da questa settimana” data l’urgenza della situazione Siriana.

Oggi l’Onu riunirà alle 16 una task force, composta da membri di Paesi dell’International Siria Support Group (anche l’Italia) per un piano delle Nazioni unite sugli interventi umanitari. La giornata si era aperta, invece, con la contrapposizione di due fronti: i russi che si sono detti disposti a una tregua per il primo marzo, e Usa ed Ue che hanno chiesto lo stop immediato ai combattimenti. Mentre Riad fa sapere che la decisione di inviare le truppe è irreversibile. L’Arabia Saudita è pronta a combattere nella coalizione anti-Isis a guida Usa, ha detto il portavoce della coalizione a guida saudita che combatte nello Yemen, Ahmed Al Assiri.

Infine, il segretario alla Difesa Usa, Aston Carter, ha presentato a Bruxelles il piano dettagliato per la nova fase della campagna contro Isis in Siria e Iraq, che si concentra soprattutto sulla riconquista di Mosul e Raqqa. Carter ha chiesto agli alleati di aumentare i contributi effettivi alle operazioni entro un mese. “Abbiamo preso degli impegni a dicembre, impegni per facilitare la tregua, impegni per gli accessi umanitari e per i colloqui. E questi impegni vanno realizzati subito“, ha detto l’alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Ue Federica Mogherini a Monaco, prima di incontrare all’Hilton il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. (fonte ANSA)

Anche L’Italia ha ribadito di non vedere una soluzione nel conflitto militare: «La tregua deve essere immediata, o almeno molto rapida. Abbiamo visto che il passare dei giorni e delle settimane complica la situazione», ha detto il ministro Paolo Gentiloni incontrando la stampa italiana a margine dei lavori. “L’escalation militare russa degli ultimi 15 giorni non ha certo risolto la crisi politica e quella umanitaria in Siria. Quindi noi ci rivolgiamo a Mosca anche con un appello a condividere un’ipotesi di cessate il fuoco e di un atteggiamento più costruttivo. Senza un atteggiamento costruttivo della Russia, del resto, è difficile arrivare a al cessate il fuoco“. Così ha commentato il Ministro Gentiloni che ha poi stigmatizzato su Twitter il risultato raggiunto con un tweet: “Aiuti umanitari entro domenica e una settimana per fine ostilità. La nottata diplomatica qui a Monaco ha riacceso la speranza“.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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