Il Simbolo: una parentesi etimologica

symbolon   di Vincenzo Sfirro

La parola italiana simbolo deriva dal termine greco symbolon che, se analizzato, si scopre composta da due parti: il prefisso syn-, che nella lingua greca equivale ai nostri “con” e “insieme”, e il verbo ballo, che corrisponde al nostro “lanciare” o meglio “porre”, così che, presa nella sua interezza, la parola simbolo assume il significato letterale di mettere insieme, accostare.

Infatti, per la civiltà greca antica il symbolon era la metà di una moneta, o di un qualsiasi altro oggetto, che veniva spezza tra le due parti contraenti un patto o un accordo. Così che, al momento del successivo incontro, due soci, o persino due loro discendenti, potevano riconoscersi reciprocamente dal perfetto combaciare delle due metà, symbola, spezzate al momento della stipula del patto. È ovvio, dunque, come al di là del significato più strettamente letterario della parola, si sia, nel tempo, affermato un significato sempre più legato alla funzione del symbolon, una funzione di riconoscimento. Il simbolo è dunque, nella nostra lingua italiana, qualcosa che rappresenta e, quindi, ci permette di riconoscere un qualcos’ altro: le parole sono simboli delle cose, quindi ci permettono di riconoscere le cose cui esse fanno riferimento, i simboli chimici rappresentano gli elementi della natura, i simboli matematici sono  numeri che ci permettono di riconoscere la quantità delle cose. Ma esistono anche simboli di società e di associazioni che hanno il compito di rendere riconoscibile agli utenti i valori, gli ideali e gli scopi che dovrebbero guidarne l’operato e a cui l’acquirente dovrebbe affidarsi. Come pure simboli sono i marchi di fabbrica, che le aziende appongono sui propri prodotti per renderli riconoscibili a possibili clienti. Persino la poesia o i testi scari sfruttano abbondantemente l’utilizzo di simboli, per evocare o semplificare realtà più complesse e difficili da descrivere. Insomma, parlando dei tempi moderni, la scelta di un simbolo non è mai un’operazione casuale da compiersi alla leggera, ce lo dimostra il caos scoppiato in occasione della presentazione dei simboli dei partiti in vista delle imminenti elezioni governative.

Redazione

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