Mercati umidi e diffusione di zoonosi con potenziale pandemico

Introduzione

La sindrome respiratoria acuta grave da Coronavirus  (SARS-CoV-2), che causa la patologia battezzata COVID-19, potrebbe essere emersa in un mercato umido “wet market” a Wuhan, in Cina. Il termine mercato umido indica qualsiasi luogo in cui si vendono prodotti freschi, ma l’attenzione globale è focalizzata sui mercati che vendono e macellano animali vivi, a volte selvatici. In Cina, gli stretti contatti tra esseri umani e animali hanno portato alla trasmissione di molti microbi dagli animali all’uomo. Le due malattie infettive più importanti negli ultimi anni sono, oltre al SARS-CoV-2, la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS-CoV-1) e l’influenza aviaria (Influenza A H7N9). Queste infezioni virali zoonotiche trasmesse per via respiratoria, con potenziale pandemico, vengono utilizzate come modelli per illustrare il ruolo dei cosiddetti “wet markets” mercati umidi cinesi nella loro comparsa, amplificazione e diffusione.

 

Influenza aviaria

Influenza aviaria

Specificità degli agenti patogeni

Solitamente i microbi (virus, batteri ecc.) sono specie-specifici, ciò significa che i virus delle piante non possono infettare animali, né quelli animali infettare gli esseri umani.  Nei  wet markets, ossia mercati umidi, epicentri unici per la trasmissione di potenziali patogeni virali, nuovi geni possono essere acquisiti o geni esistenti modificati attraverso vari meccanismi come il riassortimento genetico, la ricombinazione e la mutazione. I mercati umidi, più vicini agli esseri umani, con un alto carico virale o ceppi di maggiore efficienza di trasmissione, facilitano la trasmissione dei virus all’uomo.

Emersione, amplificazione e diffusione di malattie infettive emergenti

I fattori che determinano la potenziale  insorgenza di una malattia infettiva sono complessi. Il potenziale agente patogeno risiede normalmente in un serbatoio, che può essere vivente (ad es. animali) o non vivente (ad es. acqua o suolo), in equilibrio dinamico. Questo potenziale agente  patogeno può occasionalmente essere trasmesso all’uomo, causando casi sporadici o piccoli focolai che spesso non vengono rilevati. Oltre alla trasmissione diretta all’uomo, il potenziale patogeno può essere trasmesso ad altri animali, che non sono il serbatoio naturale del microbo. Nel nuovo ambiente favorevole all’espansione e sviluppo della carica virale nuovi geni possono essere acquisiti o geni esistenti modificati attraverso vari meccanismi come il riassortimento genetico nei virus, tipico dei virus dell’influenza a causa del genoma segmentato, la ricombinazione nei coronavirus (CoV) a causa del meccanismo unico di replicazione e mutazione (il tasso è dell’ordine di uno su 10.000 nucleotidi replicati, il che rende i virus a RNA particolarmente plastici per la rapida commutazione dell’ospite), con conseguente comparsa di varianti con maggiore trasmissibilità o patogenicità. Insieme all’eccessivo affollamento, la densità microbica all’epicentro può essere molto più alta di quella del serbatoio. Con tutte queste condizioni favorevoli, l’epicentro, più vicino all’uomo rispetto al serbatoio naturale, facilita la trasmissione dell’agente patogeno all’uomo. Quando un gran numero di esseri umani viene infettato, specialmente se la trasmissione da uomo a uomo diventa efficace con il numero riproduttivo di base superiore all’unità, si può verificare un focolaio importante.

Mercati umidi e zoonosi

Con il termine mercato umido vengono identificati, in diversi paesi dell’Est asiatico, mercati all’aperto dediti alla vendita di beni deperibili, quali carne fresca, pesce o frutta. In questi mercati vengono però macellati animali di diverse specie. I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus che causano infezioni nell’uomo ed infetta una varietà di animali tra cui uccelli e mammiferi come gatti, cammelli e pipistrelli. Alcuni Coronavirus sono zoonotici, il che significa che si possono trasmettere dagli animali all’uomo. Le zoonosi sono malattie causate da agenti patogeni con intermedi vertebrati o serbatoi in cui gli agenti patogeni possono o non possono causare malattie. Nei paesi sviluppati, i rischi correlati agli animali sono limitati grazie alla rigorosa regolamentazione igienico-sanitaria della macellazione rigorosamente per animali da allevamento e dei programmi di immunizzazione per la maggior parte degli animali domestici. Pertanto, la maggior parte delle malattie zoonotiche in questi paesi è limitata agli individui che hanno contatti personali ravvicinati con gli animali corrispondenti come veterinari, allevatori, addetti alla lavorazione del bestiame e coloro che sono impegnati in attività ricreative e/o occupazionali con animali. Nei paesi in via di sviluppo, tuttavia, la maggior parte delle persone vive a stretto contatto con gli animali per l’approvvigionamento di cibo, vestiti, trasporti nonché per rituali religiosi, usi e credenze. L’intera popolazione è quindi continuamente esposta e suscettibile alle infezioni zoonotiche.

Wet market cinesi

Wet market 

I mercati umidi sono luoghi in cui gli animali da reddito vengono venduti vivi o come carne fresca. A causa della predilezione dei cinesi del sud per prelibatezze speciali, i loro mercati umidi sono inoltre pieni di una grande varietà di animali selvatici. Qui gli animali sono chiusi in gabbie e le condizioni igieniche sono inevitabilmente scadenti, con la perdita di grandi quantità di escrementi  e deiezioni animali. Questi escrementi animali arrivano a contenere elevatissime concentrazioni di microbi zoonotici potenzialmente pericolosi per la salute umana. Comportamenti ad alto rischio dei clienti, come soffiare le cloache dei polli comunemente praticati per esaminarne la salute, aumentano ulteriormente il rischio di trasmissione di questi potenziali microbi. Tutti questi fattori contribuiscono al ruolo di questi mercati umidi come luogo unico per la trasmissione della malattia zoonotica all’uomo.

Prevenzione e controllo delle infezioni virali respiratorie gravi legate ai wet markets

La prevenzione delle infezioni virali respiratorie gravi legate ai mercati umidi cinesi non è solo una questione scientifica, ma implica anche considerazioni politiche e culturali. La strategia ottimale è vietare la presenza tutti i tipi di animali vivi nei mercati umidi, con l’applicazione della macellazione controllata. Stravolgere la cultura di un enorme gruppo etnico che è stato stabilito e  rimane immutato da migliaia di anni, tuttavia, non è un compito facile. Pertanto, è necessario cercare misure transitorie meno drastiche.

Hong Kong, in quanto parte più sviluppata della Cina, ha sempre dovuto affrontare il dilemma della prevenzione di un’altra epidemia di influenza aviaria e il desiderio della popolazione generale di avere pollo fresco. Inoltre, gli allevatori di polli hanno sempre sollecitato il governo per ottenere maggiori risarcimenti per la rinuncia alle loro licenze. Sebbene l’obiettivo finale sia quello di eliminare i polli vivi nei mercati al dettaglio, dal 1997 sono state attuate una serie di misure transitorie per la prevenzione dei focolai di influenza aviaria.

Dal 1998 ad Hong Kong non sono ammessi anatre e oche vive nei mercati al dettaglio, poiché sono portatori naturali dei virus dell’influenza aviaria. A partire dal 2002, non sono state ammesse quaglie vive poiché possono essere il potenziale ospite intermedio per tutti i sottotipi di virus influenzali.

Al momento, i polli di Hong Kong provengono da due fonti: allevati in allevamenti locali e importati dalla Cina continentale. Dal gennaio 2004, sia i polli locali che quelli importati devono essere vaccinati contro il virus dell’influenza H5. Per le aziende agricole locali, le misure di biosicurezza sono state rafforzate. Tutti gli allevamenti sono distanti almeno 500 m l’uno dall’altro e utilizzano reti a prova di uccelli. Gli allevamenti di polli non devono tenere altre specie di uccelli e suini. Il movimento dei polli o il mangime tra le aziende agricole è strettamente controllato. Le calzature vengono disinfettate prima di entrare in azienda e tutto il personale deve fare la doccia e indossare indumenti protettivi prima di entrare in qualsiasi area di produzione. I polli degli allevamenti locali devono essere trasportati solo in gabbie disinfettate a un mercato all’ingrosso di pollame locale designato. I veicoli che trasportano polli da un’azienda agricola al mercato all’ingrosso non sono autorizzati a trasportare polli o qualsiasi altro pollame da un’altra azienda. Nessun pollo che è stato in un mercato all’ingrosso o al dettaglio può entrare negli allevamenti locali.

In conclusione

La Cina, con un quarto della popolazione mondiale, 16 delle 20 città più inquinate del mondo e un’enorme diversità di animali strettamente associati alla popolazione umana, è uno dei paesi con il maggior potenziale per l’emergere e la diffusione di infezioni infettive malattie, come la SARS e l’influenza aviaria. Problemi simili di sovrappopolazione e mercati umidi sono presenti anche in altri paesi del sud-est asiatico, dove apparentemente è iniziata la recente epidemia di influenza aviaria. Questi problemi emergenti di malattie infettive sono ulteriormente amplificati dal problema della povertà in questi paesi. Quando l’epidemia di influenza aviaria si è verificata a Hong Kong nel 1997, si è dovuto abbattere tutto il pollame per fermare l’epidemia. Il pollame e le uova sono, tuttavia, la principale fonte di proteine ​​in questi paesi in via di sviluppo. Se tutto il pollame viene eliminato, molte persone soffriranno di malnutrizione piuttosto che di malattie infettive. Pertanto, forse il modo più fattibile per prevenire queste gravi infezioni virali del tratto respiratorio legate al mercato umido è la macellazione controllata, disciplinata da precise norme sanitarie e la catena del freddo per la conservazione della carne destinata al consumo umano.

 

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Dott. Domenico Basta

Biologo, Nutrizionista Clinico, Igienista già Ricercatore clinico in Epidemiologia, Sanità Pubblica e Medicina Preventiva

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