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QUESTIONE DI…GENI

I gusti son gusti, si suol dire, ma qualcuno aggiungerebbe:sono tali perchè tale è la nostra conformazione genetica. 

Questa opinione è stata avvalorata non molto tempo fa da alcuni studi condotti presso l’Università degli studi di Cagliari,coordinati dalla  Dr.ssa Tomassini Barbarossa. Tali ricerche avevano rivelato il ruolo fondamentale dell’amminoacido Arginina che,insieme ad altri amminoacidi, influenzerebbe le percezioni del gusto. Ciò sarebbe dovuto al fatto che queste componenti salivari sono in grado di legarsi alle sostanze chimiche degli alimenti  veicolandole verso i siti recettori delle cellule gustative, favorendone così la percezione.

Ulteriore ricerca in questo campo è stato di recente condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Edimburgo,dell’Università di Trieste ed alcune altre, coordinati da Nicola Pirastu e alla quale ha partecipato anche Illy. L’ équipe che ha portato avanti lo studio ha chiesto a 1.213 volontari olandesi e altrettanti italiani (370 di Carlantino, in Puglia, e 843 di sei paesi del Friuli Venezia Giulia)  quante tazzine di caffè consumassero ogni giorno. Da ciò è risultata una relazione inversa tra la presenza di una variante del gene PDSS2 e la passione per il caffè;tale variante,infatti,controllerebbe un altro gene, specializzato nel regolare il metabolismo della caffeina: in presenza della variante, la sostanza viene smaltita più lentamente e quindi è minore il bisogno di bere dell’altro caffè.

Insomma si è giunti ad un’ulteriore conferma di quanto i gusti siano una questione di genetica.

Immacolata Teresa Madarena

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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