DISFONIA

PARALISI LARINGEE: VALUTAZIONE E TRATTAMENTO.

di Rosanna De vita

Le paralisi laringee identificano un gruppo eterogeneo di patologie che si istaurano in seguito a lesione del nervo laringeo superiore e/o inferiore, rami del nervo vago: il sintomo più rilevante è la disfonia. La paralisi dei nervi laringei inferiori (paralisi ricorrenziali) sono più frequenti di quelle dei laringei superiori, ed, in genere, monolaterali. Le  paralisi laringee possono essere suddivise in base alla causa della lesione; si avranno, quindi, paralisi di origine compressiva, infiltrativa, infettiva, traumatica e sconosciuta. La classificazione può avvenire anche in base al segmento nervoso e muscolare interessato, in questo caso possiamo dividerle in centrali, per patologie a carico delle vie nervose centrali intracraniche (più rare), o periferiche, a carico del tratto extracranico del nervo vago o dei suoi rami. Le paralisi centrali sono riconducibili a patologie del sistema nervoso centrale di tipo infettivo (meningiti, meningoencefaliti), degenerativo, a sclerosi multipla, a patologie cerebro-vascolari. Le paralisi periferiche possono essere secondarie a neoplasie, traumi oppure possono avere genesi infettiva virale e/o batterica. Purtroppo, a volte, in circa il 20% dei casi, la causa rimane sconosciuta. Le paralisi, inoltre, possono essere unilaterali o bilaterali, in rapporto all’interessamento dei muscoli di una o di entrambe le parti in cui si suddivide la laringe; complete o incomplete, in rapporto all’interessamento parziale o totale dei muscoli laringei. Clinicamente può essere opportuno definire il deficit da un punto di vista funzionale distinguendo, a seconda della posizione assunta dalle corde vocali, le paralisi in adduzione e le paralisi in abduzione. Nel primo caso la corda si trova in posizione mediana ed è, in genere, ben tesa e di normale spessore; nel secondo caso la corda si trova in posizione di massima apertura. Quasi sempre, tuttavia, la corda vocale si trova in una posizione intermedia, paramediana, presentando segni di sofferenza con perdita di tensione, assottigliamento. Nei casi più gravi può apparire arcuata, flaccida, più corta e posizionata ad un livello inferiore rispetto all’altra. La sintomatologia varia in base alla posizione assunta dalla corda vocale paretica. Nelle paralisi ricorrenziali monolaterali, se la corda risulta fissa in abduzione, si avrà disfonia senza dispnea. Se la corda risulta fissa in posizione intermedia si avrà disfonia, compensabile per la maggior escursione della corda vocale controlaterale. La voce che ne risulterà sarà bitonale per la differente frequenza di vibrazione della corda vocale paretica rispetto a quella sana. Saranno inoltre presenti dispnea da sforzo e lievi problemi di deglutizione, soprattutto con i liquidi. Infine, se la corda vocale risulta fissa in posizione mediana, la voce non subirà alterazione, ma potrà essere presente dispnea non solo da sforzo, ma anche a riposo. Nelle paralisi ricorrenziali bilaterali, se le corde vocali risultano fisse in abduzione, si avrà disfonia senza dispnea, ma con un ritmo respiratorio irregolare; la tosse fisiologica non sarà presente e quindi mancherà la funzione sfinterica svolta dalla laringe. Se le corde vocali risultano fisse in adduzione, si avrà grave dispnea a riposo a cui, in molti casi, segue tracheotomia per evitare il soffocamento. La raccolta dei dati anamnestici è, come sempre, il primo passo, l’obiettivo è quello di raccogliere informazioni sulla modalità di insorgenza del disturbo, la sua evoluzione e gli eventuali trattamenti già proposti ed effettuati. La valutazione della fonazione dovrà riguardare il timbro, la potenza e la resistenza, l’altezza. Si dovrà valutare anche la presenza di sensazioni a livello dell’organo vocale: irritazione, sensazione di corpo estraneo in gola, dolore o stiramento a livello del collo o della nuca, oppressione. Importante è anche la raccolta di informazioni che riguardano lo stile di vita, il tipo di lavoro, pregresse e/o attuali patologie ad altri organi, abuso di alcool e tabacco. Per la sua importanza ai fini della produzione vocale è indispensabile, nello studio di un paziente con probabile paralisi laringea, effettuare un esame della respirazione, osservandolo durante la respirazione tranquilla, forzata e in fonazione, controllando la durata e la costanza espiratoria ed il grado di intensità della voce emessa. L’esame della laringe è indispensabile per la diagnosi della patologia vocale, senza la quale non è possibile intraprendere alcun trattamento o rieducazione. (fibroscopia laringea,  laringostroboscopia ). La terapia della voce è un tentativo per riportare la voce ad un livello di adeguatezza che possa soddisfare le necessità sociali o di lavoro del paziente. La terapia deve essere condotta su due piani: uno specifico, in cui le tecniche vengono adattate alle necessità del disturbo; e uno aspecifico, composto da metodi universalmente applicabili. Il recupero vocale dipende da molti fattori: l’eziologia della paralisi, la forma della paralisi, il posizionamento della corda paretica e l’eventuale compromissione psicologica. Importante è anche la precocità dell’intervento terapeutico, per evitare il crearsi di errati meccanismo di compenso fonatorio. La decisione di intervenire chirurgicamente viene presa in base al caso del singolo paziente. Fondamentale, appena, si ha un sintomo come disfonia, disfagia o dispnea, rivolgersi ad un medico per verificare lo stato di salute e approfondire le condizioni in cui si trova la laringe. In ogni caso l’obiettivo è quello di prevenire complicazioni, ottenere un miglioramento della voce, della deglutizione e, in generale, della qualità di vita.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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