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Il centro prelievi del San Camillo è da Terzo Mondo

Nessuno ha provveduto a sistemare i pannelli crollati dal soffitto della sala principale.

 

“Una bidonville, così la identificammo nello scorso dicembre e,  a tutt’oggi, non abbiamo alcun ripensamento su tale poco edificante paragone. Il centro prelievi del San Camillo è in una situazione da Terzo Mondo e ciò che stupisce è l’assoluta inerzia della direzione”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela, neo candidato alla presidenza della Regione Lazio, Michel Emi Maritato che spiega: “In una nostra visita dello scorso 20 dicembre, constatammo che al cedimento dei pannelli del controsoffitto della sala prelievi del padiglione si era posto riparo ponendo del cellophane sull’area della ‘falla’. Proprio come le bidonville, le case di fortuna per sbandati che ormai tappezzano il paesaggio romano lungo gli argini del Tevere o in zone appartate e un po’ selvagge. Purtroppo parliamo di un ospedale, un nosocomio che un tempo era un’eccellenza nel panorama sanitario cittadino, come era efficientissimo e funzionale il suo centro prelievi. Le sciagurate decisioni regionali, di chiusura del Forlanini con conseguente ingolfamento del San Camillo hanno fatto il resto, insieme a una insipiente gestione dei vertici che da più di un anno tollerano una situazione provvisoria e incresciosa. Così, mentre Zingaretti taglia nastri a destra e a manca, ai cittadini vengono a mancare servizi essenziali. Di questo gli elettori si ricorderanno sicuramente nel 2018”, chiosa Maritato.

 

UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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