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Ospedale dei Castelli, ‘cattedrale’ nel deserto senza servizi

La struttura è priva della cucina interna. Tutti i servizi saranno gestiti da cooperative esterne.

 “La gita pasquale fuori porta ha recato i suoi frutti. Da una indagine ‘in loco’, apprendiamo con sorpresa che il nuovo ospedale dei Castelli che, guarda caso, sarà inaugurato a gennaio 2018, a ridosso delle elezioni, è addirittura privo della cucina interna. Mentre tutte le più moderne strutture – vedi il Sant’Orsola di Bologna e altri nosocomi emiliani – hanno ritenuto opportuno reinternalizzare il servizio pasti, con positive ripercussioni, sia sul piano economico che sulla qualità del cibo, nel Lazio si procede in senso inverso. Un vero mistero”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che aggiunge: “Veniamo a conoscenza inoltre che tutti i pazienti dovranno essere trasportati ‘a valle’ da un territorio collinoso, con poche strade in pessime condizioni, a volte in orari di punta con un traffico insostenibile, spesso, d’inverno, con la neve e il ghiaccio. Abbiamo l’impressione che, in questo caso, si sia costruita ‘l’utopia’ tralasciando completamente la realtà, con una sanità territoriale polverizzata, che deve soddisfare un bacino d’utenza di cinquecentomila abitanti più i migranti che vivono in migliaia da queste parti. Così, la grande ‘cattedrale nel deserto’ potrebbe essere l’ennesimo flop della sanità regionale, fatta passare grazie agli annunci  zingarettiani, come la grande novità del secolo”, chiosa Maritato.

 

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Redazione

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