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LISTE D’ATTESA, LA REGIONE CI RIPROVA. LE REAZIONI DI SINDACATI E OPPOSIZIONI

Di Marco MONTINI

Presa in carico del paziente nelle visite specialistiche, chiusura vietata delle agende nel Recup, blocco dell’intramoenia, esami entro dieci giorni dalla prenotazione per 8 visite ecografiche e 3 visite specialistiche, sperimentazione di ambulatori aperti per visite in giornata. Sono alcune delle priorità, prevista dal decreto per l’abbattimento delle liste d’attesa che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha presentato in queste ore insieme al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e al responsabile della Cabina di regia della sanita’ del Lazio, Alessio D’Amato. Insomma, il presidente ci riprova dopo i primi due provvedimenti che non sono riusciti a risolvere una delle criticità sanitarie più sentite. Il nuovo progetto messo in piedi dalla Regione Lazio sarà basato essenzialmente su 6 passaggi, vedremo adesso che impatto avrà. Nel corso della presentazione del piano delle liste di attesa, la ministra Lorenzin ha annunciato che il Lazio potrebbe uscire presto dal Commissariamento: “Manca pochissimo e per me sarà una grande soddisfazione”. SINDACATI – “L’accordo sottoscritto (sulle liste di attesa, ndr) non è un punto di arrivo ma un punto di partenza. Siamo soddisfatti ma la strada è ancora lunga”, hanno spiegato i sindacati. E ancora: “Occorre assicurare maggiore flessibilità del personale così come regolata dagli accordi sindacali e resa possibile da un piano di assunzioni e stabilizzazioni del personale, di una maggiore utilizzazione della strumentazione tecnica con un sensibile aumento del loro utilizzo – hanno continuato i segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Roma e Lazio, Michele Azzola, Andrea Cuccello e Alberto Civica -. È necessario dopo una lunga fase dì risanamento dei conti – aggiungono – procedere unitariamente rilanciando la qualità delle prestazioni, riorganizzando i servizi territoriali e puntando decisamente su una nuova regolamentazione degli appalti in sanità. La trasparenza delle agende è un altro tassello che viene messo al riconoscimento della centralità dei cittadini che potranno consultarle direttamente ottimizzando così il servizio e contribuendo anche per questa via a ridurre i tempi di attesa”.

OPPOSIZIONI – Critiche al presidente Zingaretti – e, forse, non poteva essere altrimenti – dalle minoranze consiliari in Regione. “Siamo al terzo tentativo del prode governatore del Lazio e ci auguriamo che sia davvero l’ultimo: quello delle liste d’attesa d’altronde è un problema pesante come un macigno per gli utenti della nostra regione, davvero stanchi di inutili slogan elettorali”, ha tuonato il consigliere regionale FI, Adriano Palozzi. Sulla falsariga il collega d’opposiziome, Daniele Sabatini: “Verificheremo tra qualche mese se il nuovo decreto funziona, e qualcuno degli obiettivi annunciati sarà stato raggiunto, o se dovremo prendere atto del solito spot elettorale di cui rimarrà solo la consolazione di una nuova app”.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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