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Zingaretti e la lotta alle liste di attesa. Qual è la novità?

Per la terza volta in questa legislatura il governatore annuncia cambiamenti mai avvenuti.

 

“Non avevamo dubbi. L’annuncio-fotocopia di fine legislatura prima o poi sarebbe arrivato, con la solita enfasi e un’unica certezza: le liste di attesa per le prestazioni sanitarie non saranno abbattute, almeno da Zingaretti”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che ripercorre le tappe dell’accidentato cammino dei cittadini del Lazio per avere una prestazione. “Iniziamo dal 2013, governatore da poco insediato e subito un bel decreto, il 437 del 28 ottobre che rispecchia in pieno quanto divulgato, invano, dagli ‘strateghi’ della sanità regionale negli anni precedenti. La litania è sempre la stessa, prestazioni suddivise in 4 gruppi – urgenti da effettuare in 72 ore, urgenza breve, differibili e programmate – con la promessa di ampliare gli orari di apertura degli ambulatori e  mettere sotto torchio i medici di famiglia per far indicare sulla ricetta la classe di priorità. Alzino la mano i cittadini che hanno potuto godere dei vantaggi previsti dalla grancassa regionale. Ma non basta – insiste Maritato – nel 2014 un documento della direzione sanità del Lazio fornisce alle aziende indicazioni sulle medesime classi di priorità. Evidentemente i decreti non bastano. E ancora, è solo nel 2016 che il governatore pubblica l’ennesimo decreto, il 211 per l’applicazione delle cosiddette ‘linee guida’, sempre per le stesse urgenze che, evidentemente, per il governo del Lazio tanto urgenti non sono. Il quadro che emerge è desolante e siamo certi che Zingaretti non crede più neanche a se stesso”, chiosa Maritato.

 

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Redazione

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