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Lavoratori ex Croce Rossa trattati come pacchi postali

Distaccati dall’ente privatizzato dal 2012 non trovano collocazione e perdono professionalità.

 “Sarebbe interessante trarre un bilancio dalla privatizzazione della Croce rossa italiana, dopo il decreto legislativo che nel 2012 ne ha sancito il cambio di status. Non sappiamo quali risparmi e benefici la decisione abbia prodotto. A tutt’oggi, assistiamo al penoso spettacolo dei lavoratori ‘dismessi’ che, come pacchi postali transitano da un ente a un altro, con sicura perdita di professionalità e disagi organizzativi delle amministrazioni che debbono riparare i guasti provocati altrove”. Lo dichiara il neo candidato alla presidenza della Regione Lazio Michel Emi Maritato che spiega: “In virtù del cosiddetto ‘avvalimento’, irripetibile neologismo che indica il distacco di personale da un’amministrazione all’altra, medici, infermieri, autisti, soccorritori, tecnici, amministrativi sono temporaneamente parcheggiati fino al 1° luglio, data in cui dovrebbero essere finalmente destinati al nuovo posto di lavoro. Sono molti, ad esempio, i medici che avevano acquisito una precisa professionalità nell’emergenza e sono stati invece destinati a tutt’altro ruolo, non si capisce con quale criterio. La Regione Lazio, con diversi provvedimenti, ha assimilato questi lavoratori a quelli delle disciolte province, anch’essi destinati a essere ricollocati, salvo ripensamenti sull’utilità di questi enti depotenziati dalla legge Del Rio. Insomma un vero pasticcio istituzionale in cui ci hanno fatto piombare i nostri politici che non ne fanno una buona, altro che populismo”, sentenzia in conclusione Maritato.

 

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Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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