CAMPIDOGLIO

NOMINE E POLTRONE SALTATE. “CAPORETTO” RAGGI IN OTTO MESI DI CAMPIDOGLIO

Di Marco Montini

Se non è una Caporetto poco ci manca. In tema di nomine e poltrone, per il sindaco di Roma sono stati otto mesi di valzer, dimissioni, litigi, con la sua squadra di governo e il suo staff politico-amministrativo alla continua ricerca di un equilibrio sempre molto precario. Sembrano davvero lontani i tempi della vittoria grillina, quando la Raggi ridicolizzò la concorrenza conquistando il Campidoglio con il 67 percento e passa dei voti. Paradossalmente, per lei fu l’inizio di un percorso molto complicato che ha costretto più volte il “guru” Grillo a scendere nell’Urbe Eterna pur di difendere la reputazione e l’operato della sua eroina. Perché se crolla Roma, rischia di crollare tutto l’M5S.

Ebbene, almeno per adesso la Raggi resiste, seppur tra mille difficoltà e mille contrasti all’interno del movimento. Difficoltà evidenti anche nei Municipi. La punta dell’iceberg è rappresentata, non a caso, dalle recenti dimissioni (le ritirerà?) del presidente dell’Ottavo, il pentastellato Paolo Pace. Ma gli abbandoni politici e le cacciate istituzionali in questi otto mesi di governo, non sono mai mancati. Se ne contano undici in tredici municipi, guidati dai grillini. Ma il vero “capolavoro” l’ha creato direttamente Virginia Raggi con numerose decisioni, rivelatesi poi errate, nello scegliere la cerchia dei suoi fidati. Talmente tanti che è necessaria una cronistoria per non perdersi.

Primo settembre: si dimette il capo di Gabinetto Carla Romana Rainieri, giudice della Corte di Appello di Milano, a seguito di un parere dell’anticorruzione che contesta una errore nel tipo di contratto scelto dal Comune di Roma per inquadrare il suo ruolo. A seguire saluta pure l’assessore al Bilancio Minenna. Sempre in quelle ore, ad appesantire un quadro politico già grave giungono le dimissioni di Solidoro, amministratore unico di Ama e Rettighieri, direttore generale di Atac arrivato in Campidoglio ai tempi del commissario prefettizio Tronca .

Una settimana dopo, ecco un nuovo scossone politico. La giunta Raggi perde un altro pezzo. Raffaele De Dominicis, l’assessore al Bilancio scelto da Raggi non può più assumere l’incarico “perché risulta indagato dalla procura di Roma per il reato di abuso d’ufficio”. Siamo poi al 13 dicembre quando, l’assessore all’ambiente Paola Muraro saluta tutti e se ne va a casa, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia. Nemmeno il tempo di smaltire la botta, che il 16 dicembre Raffaele Marra, capo del personale del Comune, viene arrestato con l’accusa di corruzione (indagine risalente al 2013).

Appena due giorni dopo ulteriori novità. Virginia Raggi annuncia le dimissioni di due suoi collaboratori: il vicesindaco e assessore allo Sport Daniele Frongia – che però lascia solo la carica di vicesindaco – e il capo della segreteria Salvatore Romeo. Anche il nuovo anno, il 2017, si chiude come si era aperto il vecchio: dimissioni e abbandoni. A lasciare, dopo settimane di tira e molla, è l’assessore ambientalista Paolo Berdini, che chiude la sua esperienza in giunta grillina arenandosi sulla questione Stadio e in seguito alla gaffe mediatica con un giornalista de La Stampa. Al suo posto arriva Montuori. Alla prossima puntata.

Redazione

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