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Movimento Roosevelt

Di Roberto Verrastro

Si chiama Movimento Roosevelt, e mai come in questo caso la politica si gioca tutta la sua credibilità sulla coincidenza tra l’etichetta e il contenuto, tra le dichiarazioni di intenti e la loro realizzazione. Il nome, infatti, non poteva essere più impegnativo: tutti lo hanno letto sui libri di storia o sentito nei film sulla seconda guerra mondiale. Per Gioele Magaldi, che del Movimento è presidente, come anche per la numerosa comunità che si raccoglie oggi intorno lui per l’Assemblea generale dei rooseveltiani a Roma, dalle 15 alle 20 presso il Radisson Blu Es hotel di via Filippo Turati 171, la storia, specialmente negli ultimi decenni, ha tradito in Europa le promesse di una democrazia risorta a caro prezzo dalla barbarie del nazifascismo, debellato proprio con il contributo decisivo dei coniugi Roosevelt, non ultima Eleanor Roosevelt, madrina della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948. Simbolico e concreto atto di nascita di quel mondo libero dove mai più qualunque essere umano sarebbe stato escluso da condizioni dignitose di vita a causa dei progetti di un potere privo di scrupoli nell’affermare se stesso annientando per milioni di persone la possibilità di un’esistenza serena dal punto di vista materiale e spirituale. Nel volume Massoni, società a repsonsabilità illimitata, pubblicato lo scorso inverno da Chiarelettere, un vero e proprio caso editoriale, con quattro ristampe in appena due mesi, Magaldi, in 656 pagine fitte scritte magistralmente anche sul piano stilistico, ha posto sotto una lente di ingrandimento per molti aspetti sconvolgente il vasto e articolato lavoro con cui il network delle Ur-lodges reazionarie è riuscito, dopo la felice parentesi dei primi decenni del dopoguerra, a plasmare un mondo fatto di esclusione sociale e contrazione dei diritti per vaste fasce della popolazione, che ha rimosso quella Dichiarazione e ha trovato il suo coronamento nell’attuale governance europea, una tecnodittaura finanziaria di fatto priva di contrappesi politici che, per quanto in forme certo ingentilite rispetto ai metodi innominabili del nazismo hitleriano, sta annichilendo le prospettive di vita di intere generazioni, non solo di quelle più giovani. E’ quasi superfluo dire che per Magaldi e i rooseveltiani, come il nazismo finì per provocare la sonora reazione dei democratici di tutto il mondo raccolti idealmente intorno alla figura di Franklin Delano Roosevelt, presidente degli Stati Uniti ma anche leader della massoneria progressista euroatlantica, è ora il momento storico improrogabile di un analogo e convinto indietro tutta, da testimoniare personalmente con la propria presenza, a partire dalla partecipazione a un grande evento di portata internazionale, che si terrà oggi a Roma dalle 21 alle 24, un sit-in e un comizio nei pressi dell’Ambasciata greca in viale Gioacchino Rossini (Zona Pinciano-Parioli, vicino al Bioparco cittadino di Villa Borghese), a supporto del popolo ellenico e in favore di un cambio di paradigma della governance europea. Un evento organizzato dal Movimento Roosevelt ma ovviamente aperto a cittadine e cittadini di qualunque provenienza associativa o culturale, purché desiderosi di esprimere il proprio sostegno al popolo greco, in vista della rigenerazione di forme di democrazia sostanziali, eque e prospere in Grecia, in Italia e in Europa.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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