Ue: allarme di Barroso sulla disoccupazione giovanile

Barrosodi Cirillo Federico

Vera e propria emergenza sociale quella che il presidente della Commissione Europea, Josè Barroso ha delineato durante il suo intervento al Parlamento europeo. ‹‹La situazione resta molto grave soprattutto per la disoccupazione, in 12 Paesi su 27 quella giovanile è superiore al 25% e alcuni Stati stanno affrontando una vera emergenza sociale, quindi servono misure europee più forti››.

  Queste le secche dichiarazioni, dati alla mano, del presidente, il quale, comunque, sembra manifestare un timido ottimismo, senza però nascondere che la strada da percorrere, in tema di riforme e misure sul lavoro e sull’occupazione in particolare, è ancora irta e tortuosa: ‹‹da fine 2012 la Ue e l’eurozona hanno iniziato a uscire dalla crisi, gli indicatori sono migliorati, ma dobbiamo dire che non ci possiamo fermare perché la situazione resta molto grave, sopratutto quella della disoccupazione››. Insistendo dunque sulle contromisure da attuare in tempi brevi e analizzando la situazione occupazionale degli stati membri, Barroso ha voluto puntualizzare che non bisogna parlare di fine dell’Euro, poiché: ‹‹Abbiamo fatto molto per affrontare i punti deboli dell’Europa, e oggi possiamo dire che chi prevedeva la fine dell’euro si sia sbagliato››, ha, infatti, ribadito al Parlamento europeo.  Misure più forti, dunque e, soprattutto, cercare di venire incontro agli Stati con maggiori difficoltà; è necessario dunque che tutti i membri riconoscano che ‹‹il problema della disoccupazione deve essere affrontato a livello Ue; già ci sono delle squadre d’emergenza per aiutare Paesi con situazioni molto gravi ma servono misure più forti››, questo il leit motiv dell’intervento del Presidente rivolto all’intera Europa.

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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