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Giorgia Vittiglio:la Dad non è lo stesso formazione?

L’emergenza sanitaria Coronavirus Covid-19 con le restrizioni sugli spostamenti, la chiusura delle attività commerciali, delle scuole, dei teatri, dei cinema, il divieto degli assembramenti nei luoghi pubblici con l’obbligo di evitare contatti e indossare la mascherina ha cambiato radicalmente le nostre vite e le nostre abitudini. Continue reading…

Miguel Bosé, il Covid e la droga: «Tiravo 2 grammi di coca al giorno»

Miguel Bosé, il Covid e la droga: «Tiravo 2 grammi di coca al giorno»

Miguel Bosé, il Covid e la droga: «Tiravo 2 grammi di coca al giorno»

Miguel Bosé, 65 anni,

Si dichiara apertamente negazionista di fronte alla pandemia che nel suo Paese d’origine, la Spagna, ha già provocato oltre tre milioni di casi e 76 mila vittime. E che nella prima ondata si è portata via anche sua madre, Lucia Bosé, morta in isolamento nell’ospedale di Segovia il 23 marzo dell’anno scorso. Mesi fa è stato bannato da Twitter per aver diffuso fake news ai suoi milioni di follower, e da allora non dava più notizie di sé. Dopo anni di assenza dagli schermi, Miguel Bosé ha accettato di farsi intervistare dalla star della tv La Sexta, Jordi Évole. Il giornalista è volato in Messico per incontrare il cantante, suo amico di lunga data; l’intervista andata in onda domenica sera è stata ripresa da tutta la stampa spagnola, a partire dal País, e ora sta facendo il giro del mondo. Nella conversazione Bosé ha alternato momenti di rabbia e scarsa lucidità — in particolare a proposito del virus e della scomparsa della madre — a passaggi più profondi in cui ha ricordato il rapporto difficile con il padre e la lunga stagione della sua vita segnata dalla dipendenza dalla droga.

«Togliti la mascherina»

All’inizio dell’incontro, ha chiesto al giornalista di togliersi la mascherina: «Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta. C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità». E sulla madre, morta mentre lui era in Messico: «Non è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro… Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla». Di fronte alla netta opposizione di Évole – questa parte dell’intervista verrà diffusa integralmente domenica prossima, 18 aprile – Bosé è passato a raccontare la sua vita privata, fermandosi a lungo sugli anni più difficili del suo passato. «Sì, ho vissuto anni selvaggi, nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze…».

La prima notte

Tutto cominciò una notte alla fine degli anni Ottanta, dopo una delusione d’amore. «Chiamai alcuni amici e dissi loro: ho bisogno di fare festa. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana». Presto quella diventò la sua vita quotidiana: «Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Ma da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico. Fino al giorno in cui ho avuto la forza di dire basta». Per venirne fuori ha affrontato un percorso lungo, difficile, doloroso. «Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba».

La perdita della voce

Pur senza nominarlo mai, Bosé ha affrontato anche il tema della rottura con il suo ex compagno, Nacho Palau, che ha generato una lunga battaglia legale (e mediatica) per l’affidamento dei loro quattro figli: Diego, Tadeo, Ivo e Telmo. Generati da madri surrogate, due figli sono biologici di Bosé e due di Palau. Il cantante, che ha appena compiuto 65 anni, parla all’amico giornalista con una voce roca, gutturale, quasi irreale. «Lo so, la mia voce naturale va e viene. È un problema di natura emotiva. Ho cominciato a perdere la voce nel momento in cui la mia famiglia… Ok, non si chiama famiglia, diciamo che era un accordo di convivenza tra due persone che avevano avuto una relazione e che avevano deciso di mantenere buoni rapporti perché i loro bambini potessero continuare a crescere come fratelli… Ecco, quando questa relazione ha cominciato ad andare male, quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla… Nel mio caso per discrezione, responsabilità, anche per educazione, prima incassi tutto ma poi esplodi. Così per me sono incominciati problemi seri. Uno di questi è stata la voce: adesso almeno posso parlare, però sono arrivato proprio a non riuscire ad emettere suoni, zero». Oggi Miguel Bosé vive in Messico e lavora come coach nel solito talent show fotocopia di tanti altri, intitolato La Voz México. Vive a sud di Città del Messico, in un posto «carino, tranquillo, tra tanti piccoli paesini». Ai fan però assicura che ha ricominciato a esercitarsi per salire sul palco: «Alla fine dell’anno prossimo sarò pronto per tornare».

La partita di caccia con il padre

Bosé ha parlato anche del rapporto con il padre, il leggendario torero Luis Miguel Dominguín, amico di Pablo Picasso e amante di Ava Gardner, il modello irraggiungibile al quale tutti lo hanno paragonato per decenni. «Papà mi manca», ha ammesso il cantante. Il loro, però, fu sempre un rapporto conflittuale. «Lui voleva da me, figlio primogenito, un erede fatto su misura per lui». Il più grande scontro avvenne un giorno in cui Dominguín obbligò il figlio ad accompagnarlo a una partita di caccia. «Mi chiese di sparare a una cerva. Io sparai, la uccisi e al momento di strapparle le viscere, che è quello che si fa per poi portare la cacciagione a casa, scoprimmo che la cerva portava in grembo un cucciolo, gli mancavano solo poche settimane per nascere. Io reagii malissimo, presi mio padre a pugni, gli urlai figlio di puttana e me ne andai. Lui mi diede del codardo, ma io non mollai. Quel giorno papà capì che con me non sarebbe stato facile»

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COMUNICATO STAMPA DI ART TV MAGAZINE

Venerdì 23 Aprile RM Production parte con un nuovo programma dedicato a tutto il mondo dell’arte. Sei un cantante? Sei un attore? Sei un cabarettista? Sei un ballerino? Sei un circense? Sei un mago? Continue reading…

Sardegna, pranzo di gruppo con 40 persone tra politici e dirigenti alla vigilia della zona rossa

di Lorena Fantauzzi
In Sardegna un gruppo di 40 persone, tra dirigenti, politici e funzionari della Regione, è stato sorpreso a mangiare insieme in un vero e proprio banchetto alla vigilia della zona rossa. All’arrivo della Guardia di finanza almeno la metà di loro si è data alla fuga. Arrabbiatissimo il presidente Solinas, che minaccia di allontanare dagli incarichi in Regione tutti i partecipanti al pranzo.

 

Un pranzo di gruppo con decine di persone, un vero e proprio banchetto. Peccato che sia stato fatto in zona arancione (praticamente alla vigilia della zona rossa), nella totale noncuranza delle regole e delle misure restrittive e, soprattutto, a quel pranzo c’era proprio chi doveva dare l’esempio. Perciò il pranzo di qualche giorno fa in una struttura termale di Sardara, nel Sud della Sardegna, ha creato tanto scalpore nell’universo della politica, soprattutto locale. A quel banchetto c’erano circa quaranta persone, tra cui politici, dirigenti e funzionari regionali, trovati a pranzare illegalmente tutti insieme dalla Guardia di finanza che ha condotto il blitz nel ristorante della struttura ricettiva.

Quando gli agenti sono entrati per fermare il banchetto, molti dei presenti sono riusciti a darsi alla fuga utilizzando delle uscite secondarie o di servizio. Solo diciannove persone sono state identificate dalla Guardia di finanza. Grandissimo il disappunto del presidente della Regione, Christian Solinas. Anche se non espresso direttamente ma tramite alcune persone a lui vicine. Il governatore sardo si è detto sconcertato per la vicenda, consumatasi a sua totale insaputa e resa ancor più grave dal momento che sta attraversando la Regione.

Solinas stigmatizza ancora di più l’accaduto proprio per il rapido passaggio della Sardegna da zona bianca a zona rossa in poco più di un mese. Condizione che senz’altro non ha reso felici i cittadini dell’isola. Il presidente della Regione, sempre secondo le stesse fonti, giudica inaccettabile l’accaduto e sarebbe in attesa di conoscere ufficialmente le ragioni di questo incontro e i nomi dei partecipanti per poter adottare i provvedimenti di sua competenza. Il destino di chi ha partecipato a questo pranzo sarebbe chiaro a Solinas: la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia sarebbe impossibile.

 

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San Giacomo e Forlanini: urge commissario per riapertura

“Numerosi i cittadini durante la pandemia si sono chiesti come mai ospedali romani che godevano di fama e ottima tradizione assistenziale non siano stati messi a disposizione della città in un momento tanto drammatico, preferendo accreditare strutture private”. Continue reading…

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Addio al Duca di Edinburgo

Apprendo con grande costernazione la scomparsa di S.A.R Duca di Edimburgo.StringendoSi al dolore la nobile casata Italiana Maritato,prende viva parte al lutto di Sua Maestà la Regina,della Famiglia Reale Inglese,dal popolo Britannico e dell’intero Commonwealth.
Don Michel Emi Maritato

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Virus e guerra: non si vince senza esercito

“Continua senza sosta la narrazione di una sanità regionale risanata. Comprendiamo l’esaltazione per i discreti risultati raggiunti con le vaccinazioni ma ci sorprende la noncuranza con cui si continua a sorvolare sulla gravità della situazione in cui versa la sanità in generale”. Continue reading…

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 I puntini sulle i. Riflessioni dell’artista e scrittore Roberto Bombassei

I dati ufficiali  comunicati fino ad oggi ( 5 aprile 2021)  parlano di circa 111 mila decessi per covid in un anno dall’inizio della pandemia. Continue reading…

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Alberto Rapetti: “I segnali di ripresa si vedono all’orizzonte e viaggiano alla velocità della cadenza dei vaccini”

Alberto Rapetti, Presidente di IMusic Lab, nata 5 anni fa e oggi è leader del mercato italiano nel settore Instore per il segmento discografico ed editoriale, si concede in un’intervista esclusiva analizzando l’arte e la musica nel pre e post pandemia.
Rapetti esprime le sue valutazioni e i suoi obiettivi futuri, con la speranza che presto tutto ritorni alla normalità. Continue reading…

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IL MIO VALZER CON PAPA’ Un ritratto famigliare del generale dalla Chiesa di Rita dalla Chiesa (Rai Libri, 2020, pag. 200)

L’Università degli Studi eCampus presenta, all’interno della propria rassegna editoriale online, il libro “IL MIO VALZER CON PAPA’ – Un ritratto famigliare del generale dalla Chiesa”, di Rita dalla Chiesa (Rai Libri, 2020, pag. 200). Continue reading…

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Virus: “l’alto numero dei morti non è un caso”

“Il presidente del Consiglio Mario Draghi, al momento della presentazione del suo programma di governo, il 17 febbraio scorso, promise che la lotta alla pandemia sarebbe stata la prima priorità”. Inizia così la riflessione del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che spiega: Continue reading…

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COMUNICATO STAMPA DI 4 CHIACCHIERE DA BAR DEL 8 APRILE 2021

Giovedì 8 Aprile torna il tanto atteso appuntamento con 4 Chiacchere da Bar dove la Director Manager Isabel Stasi di RM PRODUCTION torna a presidiare il programma affiancata come sempre dall’ ormai suo partner di lavoro, il Maestro Vince Tempera dal Regista Flavio Zinni ma anche dal Direttore Tecnico Ballerino Coreografo Eddy Russo. Continue reading…

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L’ITALIA NEL CAOS LEGISLATIVO ED ORGANIZZATIVO: Il COMITATO NAZIONALE SCUOLA IN SICUREZZA CHIEDE NELL’IMMEDIATO ITERVENTI CONCRETI E GARANTISTI.

Il nuovo Decreto legge (n.44/2021) emanato dal governo Draghi è colorato di un sorprendente e quanto mai contraddittorio “aperturismo” decidendo sul ritorno in presenza, di milioni di alunni e docenti, anche in zona rossa. Continue reading…

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Ivan Santoro:” Invito tutti al Webinar del 17 aprile”

Ivan Santoro è un infermiere Coordinatore esperto di Wound Care Alzano Lombardo (BG), relatore in diversi congressi nazionali, vanta la pubblicazione di quattro e-book sulle lesioni da pressione dal 2007 al 2020 e Coordinatore scientifico per www.infermierewoundcare.it. Continue reading…

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Virus sui bus: Regione e Comune tutelino i cittadini

“Scioccante indagine dei Nas sul possibile contagio nei mezzi di trasporto: su bus e treni del Lazio sono state rilevate tracce dell’agente infettivo in grado di trasmettere la malattia da Covid”. Continue reading…