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LA VERGINE DELLE ROCCE DI LEONARDO

di Alessandro Antoony Martitato (*)

Continuando il viaggio nell’arte di leonardo andiamo ad esaminare una nuova opera. Il dipinto fu commissionato a Leonardo dalla confraternita laica dell’Immacolata Concezione che risiedeva a Milano presso la chiesa di San Francesco. Esiste un documento datato 21 Aprile 1483 che attesta la stipulazione del contratto tra la Confraternita e Leonardo. Insieme al nome di Leonardo da Vinci comparivano anche i nomi dei fratelli de Predis (Ambrogio ed Evangelista). Nel contratto si richiedeva un trittico con un dipinto centrale dove, in un ambiente dominato da di rocce con sfondo montagnoso, spiccasse in primo piano la Vergine con abito broccato d’oro in tonalità azzurra, con il figlio, Dio Padre, un gruppo di angeli e due profeti. Da come si presenta il dipinto, la tematica varia sensibilmente rispetto a quella richiesta dai suoi committenti. Probabilmente fu proprio Leonardo a decidere una nuova combinazione che non prevedeva il Dio Padre in alto e gli angeli, ma l’aggiunta di San Giovannino insieme al suo angelo protettore. Nelle ali laterali del trittico furono dipinti due angeli musicali da Ambrogio de Predis (National Gallery di Londra). Il dipinto non fu accettato con favore dalla confraternita perché considerato incompiuto e, soprattutto, eretico. Esistono documentazioni relative alle varie controversie tra la confraternita e gli artisti i quali pretendevano una cifra più ragguardevole rispetto a quella pattuita che non aveva previsto il costi per l’intagliatura e la doratura dell’ancona. In una scrittura del Marani, a proposito di quanto detto, si legge: « ……i pittori stanno tentando di ricattare i confratelli, chiedendo una maggiorazione del compenso, salvo appunto trattenere presso lo studio il dipinto».

Una sentenza del 1506 chiuse definitivamente la diatriba tra la confraternita e Leonardo, dichiarando “incompiuto” il dipinto: questo doveva essere portato a termine dall’artista, mentre la Confraternita avrebbe dovuto saldare la cifra del conguaglio pari a 200 lire (50 ducati). A questo punto dobbiamo inserire un pizzico di confusione perché, quando nel 1785 venne soppressa la confraternita e vendute le opere della struttura tra le quali anche “Vergine delle Rocce” (commissionata?), questa seguì un itinerario che la portò al National Gallery di Londra anzichè al Louvre. L’opera commissionata dalla Confraternita non era quella di cui abbiamo parlato in questa pagina, cioè quella del Louvre, o forse …. sì!. Moltissime sono le ipotesi fatte dagli studiosi, tra le quali le più avvalorate riferiscono che la prima versione fosse stata venduta durante il conflitto legale per una considerevole cifra, e Leonardo ne avrebbe realizzata una nuova versione, quella che appunto è esposta a Londra. Altri studiosi ipotizzano che la seconda versione sia stata eseguita per altri committenti. Finirà di stupirci il nostro genio? Vedremo nelle prossime critiche.

(*) Pittore iscritto al GAI Giovani Artisti Italiani

GOVERNO! E’ CRISI?

di Emanuela Maria Maritato (*)

Meteo incerto nel Partito delle Libertà dopo il tempestoso faccia a faccia fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini per le riforme. Il premier avrebbe chiesto 48 ore di riflessione. Fini: “Berlusconi “deve governare per l’intera legislatura, ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”. Fonti della maggioranza gettano acqua sul fuoco sostenendo che il presidente del consiglio non ha mai invitato il presidente Fini a lasciare la presidenza della Camera.
Anche se leader di An “è ovviamente libero di prendere tutte le decisioni che ritiene più opportune e che, su invito del presidente Berlusconi, si è riservato di comunicare la prossima settimana”. Più rottura di così. Certo in queste ore i soliti pontieri tenteranno di ripristinare una corsia preferenziale fra i duellanti. Ora Berlusconi “ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”, ha spiegato in una nota diffusa dopo il suo colloquio a Montecitorio con il presidente del Consiglio, il presidente della Camera.
Rifletti bene su questa decisione di dar vita a gruppi autonomi perché se lo farai l’inevitabile conseguenza dovrebbe essere quella di dover lasciare la presidenza della Camera. Silvio Berlusconi, a quanto riferiscono fonti della maggioranza, avrebbe replicato così al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nel corso del pranzo a Montecitorio avrebbe ventilato l’ipotesi di dar vita a gruppi autonomi. All’avvertimento del cavaliere, stando alle stesse fonti, Fini si sarebbe riservato di comunicare una decisione entro la prossima settimana. Toni di rottura nel vertice tra il premier Silvio Berlusconi ed il presidente della Camera Gianfranco Fini.

Quest’ultimo – riferiscono fonti di maggioranza – ha esplicitamente detto che è pronto a costituire suoi gruppi autonomi in Parlamento, accusando governo e Pdl di andare a traino della Lega. Il premier Berlusconi – riferiscono le stesse fonti – avrebbe chiesto 48 ore di riflessione.
Fini, più volte sollecitato dai cronisti a commentare la vicenda prima del lungo incontro con una delegazione del Parlamento russo guidata dal suo presidente Sergey Mironov, si è trincerato dietro un deciso non comment. Come è andata con il presidente della Camera, Gianfranco Fini? “Ma io… fatevelo dire dagli altri. Sapete che sono riservato…”. Silvio Berlusconi, al termine di una breve passeggiata per via del Babbuino, nel centro di Roma, risponde così ai cronisti che gli chiedono come sia andato il pranzo con il cofondatore del Pdl.”Il presidente della Camera non ha nulla da dichiarare. Se lo riterrà opportuno sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a commentare l’incontro”. E’ quanto afferma Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini, al termine del pranzo durato due ore a Montecitorio con il premier Berlusconi.
Neppure Umberto Bossi, diversamente dal solito, si mostra troppo loquace. Problemi con Fini? Per adesso no” – “Contrapposizioni con Fini? Per adesso no”. Risponde così Umberto Bossi ai giornalisti che vedono il leader leghista passare al piano nobile di Montecitorio, dove proprio in queste ore si sta svolgendo il vertice tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. “Sarei il terzo incomodo…”, risponde il leader del Carroccio a chi gli chiede se stia passando a prendere il caffé con il premier ed il presidente della Camera.

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Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

IL CONCETTO DI ‘BENESSERE PERSONALE’

di Gaetano Caira (*)

Spesso abbiamo un opinione molto confusa sul concetto di “benessere personale”. Viviamo oggi in una società materialistica in cui i mass-media ci assillano con le loro informazioni preoccupandosi di soddisfare solo delle esigenze fisiche ed economiche dell’uomo. L’uomo occidentale, ormai da troppo tempo, ha trascurato la sua parte interiore che contribuisce a migliorare il suo stato mentale e psicologico. Infatti dedichiamo poco tempo a guardare dentro di noi e a seguire degli schemi che possono migliorare la nostra qualità di vita interiore e il rapporto che abbiamo con il nostro prossimo. Abbiamo, infatti,  un opinione confusa su questo concetto e non ci preoccupiamo a risolvere i nostri veri problemi valutandoli in maniera superficiale.

Da centinaia di anni ci siamo allontanati da un ambiente naturale per venire trapiantati in luoghi circondati da mura di cemento e mattoni spesso costruite  senza dei criteri naturali. La nostra parte energetica, complementare e necessaria per il benessere personale, è stata trascurata rompendo l’equilibrio naturale dell’ambiente in cui viviamo. Il risultato di tutto questo è che l’uomo si sente spesso un estraneo nella sua casa con tutti i disturbi che ne derivano. Mal di testa, ansia, nervosismo, mancanza di motivazione e depressione sono solo i primi sintomi di questa precarietà dell’equilibrio energetico dentro e fuori il corpo dell’individuo.
Il concetto di benessere personale può essere sintetizzato come “il risultato dell’interazione delle dimensione interne ed esterne dell’uomo che concorrono nell’ambiente in cui vive”. Con il rispetto dei principi naturali e l’integrazione con la dimensione esterna in cui viviamo si garantisce armonia e benessere nella casa.

Ecco perché appassionato delle diverse discipline che aiutano a migliorare la qualità di vita nella casa ho raccolto tutte le informazioni e ho scritto il mio interessante ebook “Feng Shui e Armonia della Mente”. Il Feng Shui rappresenta un’antichissima e nobile disciplina orientale che ci insegna che l’armonia della casa è fondamentale per il corretto equilibrio interiore di chi la abita. Infatti la disposizione delle stanze e dell’arredo non dovrebbe essere casuale, ma pensata e studiata per armonizzare gli ambienti intorno all’uomo.
Oggi l’uomo per risolvere i propri problemi di equilibrio interno deve essere più consapevole della propria natura fisica ed energetica. Ha trovato le sue risposte in verità nascoste ed ora ha l’opportunità di cambiare la visione della sua vita inizialmente solo materialistica.
L’uomo è un essere multidimensionale ed energetico: ha le radici in diverse matrici dimensionali ed è tutt’uno. E’ composto al 50 per cento di materia fisica e 50 per cento di energia. Nella nostra vita dobbiamo dare sempre il massimo per meritare che l’altra parte 50 per cento lavori per noi! Ecco perché è importante avere fede anche in quello che facciamo: “L’energia segue sempre il pensiero”  (Choa Kok Sui-  Maestro di Pranic Healing).
Prima di ogni nostra azione proviamo ad immaginare già completamente realizzata nei migliore dei modi. Dobbiamo esser consapevoli che siamo sempre fatti di energia che ci aiuta a completare e migliorare la qualità della nostra vita. Possiamo affermare che siamo “esseri spirituali che stanno avendo una esperienza umana” e non come molti pensano “esseri umani che stanno avendo una esperienza spirituale”.
Tutto quello abbiamo intorno non ci appartiene:  è letteralmente  “provvisorio”…Eppure l’uomo incorre sempre nel solito errore! E’ costantemente convinto di essere eterno in questa dimensione e cerca di appropriarsi di tutto quello che lo circonda. Tutto, però, ci è stato prestata dal Creatore dell’universo per evolverci e migliorare la nostra vita. Ma dal punto di vista fisico l’uomo vuole diventare l’unico proprietario di tutte le sue cose terrene; dal punto di vista energetico vuole anche appropriarsi dei suoi sentimenti ed emozioni!
A volte, infatti, cerca di trattenere dei sentimenti forti come rabbia e astio energizzandoli negativamente senza distaccarsi da essi. Questa energia è stata bloccata e può provocare danni seri a sé stesso e anche ad altri. Bisogna essere consapevoli che l’energia è come un “fiume” e deve sfociare nel mare: non può in qualche modo fermarsi. Conseguenza è che i terreni confinanti si inondano di acqua e si arricchiscono di insetti nocivi: si trasformano in acque malsane procurando danni seri nell’ambiente naturale. L’uomo trattiene in maniera inconsapevole l’energia e non si rende conto che così facendo non risolve a fondo i suoi problemi! Una volta distaccatosi da essa trova la soluzione: il vero “miracolo”.
Abbiamo detto che l’uomo è un “essere energetico” e si comporta come una “spugna energetica”: assorbe tutta l’energia che gli gira intorno. E’ dotato di antenne che analizzano il suo equilibrio energetico: comportamenti, pensieri ed emozioni che sono nell’ambiente. Se pensa “positivo” attrae “pensieri positivi”; se pensa “negativo” attrae “pensieri negativi”con tutte le conseguenze dannose. Per il bene del nostro equilibrio psico-fisico la nostra mente si nutre solo di pensieri positivi. Ecco perché funzionano tutte le discipline e la filosofia del pensiero positivo!
Se siete interessati a discipline e argomenti che riguardano il miglioramento della qualità della nostra vita potete visitare il mio sito www.migliorare.beepworld.it dove troverete molti consigli utili e potete anche scaricare gratis il primo capitolo del mio ultimo ebook “Feng Shui e Armonia della Mente”.

(*) Autore di “Feng Shui e Armonia della Mente” –  www.migliorare.beepworld.it

LA ROMA PASSA IN TESTA! IL NAPOLI DICE ADDIO AI SOGNI CHAMPIONS!

di Sergio Cimmino (*)

L`Inter impatta per 2-2 contro una buona Fiorentina. I neroazzurri, dopo essere andati sotto, sfoderano una prestazione di gran carattere e ribaltano la situazione con Milito ed Eto`o. Il vantaggio dura poco: il goal del definitivo pari lo mette a segno Kroldrup.Con lo stesso risultato il Milan viene fermato in casa dal Catania. Pareggio che affievolisce di molto le speranze rossonere nella corsa allo scudetto. La squadra di Leonardo per due volte in svantaggio riesce a raddrizzare il match, ma nonostante l`arrembaggio finale non riesce a far sua la gara. Ennesima eccellente prova per il Catania. Altra ottima prestazione per Maxi Lopez, 7 goals in 12 partite per l`attaccante ex Barcellona.
La corsa al quarto posto sembra un duello tra Palermo e Sampdoria, entrambe quarte a quota 54. La squadra di Delio Rossi si riscatta dalla sconfitta patita nel derby. I rosanero, dopo essere passati in svantaggio, rimontano e piegano il Chievo. 3-1 il finale.
La Sampdoria fa suo il “Derby della Lanterna” e supera il Genoa grazie ad un goal di Cassano. Partita giocata come da tradizione: grande intensità ed agonismo tra due squadre in piena corsa per un posto in Europa. Rimane in corsa anche la Juventus che si impone sul Cagliari per 1-0.

Chiellini realizza il goal vittoria e consente ai bianconeri di rimanere a 3 punti dalla zona Champions.
Dice addio all’Europa che conta il Napoli, sconfitto in casa 3-2 dal Parma. Vittoria che rilancia invece gli emiliani in chiave Europa League.
Importanti vittorie in chiave salvezza. L`Udinese vince a Livorno per 2-0. A segno, manco a dirlo, Antonio Di Natale che sigla il suo 23esimo goal stagionale. Numeri straordinari per il talento napoletano: sta trascinando la sua squadra verso la salvezza.
Vittoriosa in trasferta anche la Lazio, 3-2 sul Bologna.
Gli uomini di Reja riescono a recuperare il doppio svantaggio e si portano a +6 dalla zona rossa.Termina 3-2 anche tra Siena e Bari. Vittoria che consente ai senesi di tenere vive le speranze di una salvezza che comunque appare molto difficile.
La Roma va magicamente in testa e fa sognare i suoi tifosi!

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

FINTI DENTISTI A TORINO

di Vittorio Savoia (*)

TORINO – Si sa, in tempi di crisi è meglio risparmiare sulle spese di tutti i giorni, ma forse non è sempre bene pensare al risparmio se a farne le spese può essere la salute di ognuno di noi. Le indagini dei Nas di Torino, negli ultimi giorni hanno portato all’arresto di ventitre persone accusate di aver esercitato, abusivamente, la professione dentistica. Di certo non è il primo caso balzato in Italia agli onori della cronaca, non è che uno dei tanti casi di persone che, esponendo titoli fasulli, o guadagnati sul web piuttosto che sui banchi e sugli immensi libri universitari, mettono le mani in tasta, e in bocca, agli italiani, in cerca della buona prestazione sanitaria, a basso costo. E’ facile cadere nella trappola di questi dentisti non riconosciuti dalla legge italiana. Fa gola a tutti la cura dentistica ad un prezzo, che pur non essendo irrisorio, non sfiora mai le alte cifre dei veri dentisti, quelli che sì sui banchi di università hanno versato litri di sudore.
E se per i Nas, a livello nazionale, non è ormai difficile scovare questi veri e propri truffatori, anche per gli stessi dentisti non è difficile aprire queste attività pseudo-mediche. Da quanto risulta dai nomi degli arrestati, molti sono recidivi. Erano già stati denunciati per le irregolarità dell’esercizio abusivo della professione medica, ma abbassata una serranda ne hanno rialzata una a dovuta distanza, giusto per non farsi riconoscere dai vicini.

Come trovare questi finti dentisti? Difficile ma allo stesso tempo facile. Non pubblicizzano mai il proprio studio dentistico, né sui giornali né sugli elenchi telefonici. Tutto si bassa sul passaparola. Nulla di più, ma abbastanza per restare nell’ombra e continuare a truffare i cittadini, che fiduciosi, si rivolgono a presunti professionisti nella speranza di ottenere un ottimo servizio in cambio di spese non esose.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

PROCESSO DI MODICA

di Vittorio Savoia (*)

TORINO – La Corte d’Appello del Tribunale di Torino esterna, dopo che la Corte di Cassazione, le ha rimandato indietro il caso, le sue opinioni sul processo Marina Di Modica, la donna scomparsa nel nulla l’8 maggio del 1986, che vede come unico imputato l’ex Paolo Stroppiana, il filatelico con cui la Di Modica aveva appuntamento nella sera della scomparsa. La Corte d’Appello torinese infatti, preso atto di anni di udienze e di prove, si sbilancia sostenendo la colpevolezza di Stroppiana prima e poi le presunte modalità con cui la Di Modica sarebbe stata uccisa. Nel corso del processo che dura ormai da molti anni infatti, le testimonianze rese da donne che avevano frequentato intimamente lo Stroppiana, risulta che quest’ultimo avesse l’abitudine di indurre le partners a una pratica sadica del rapporto carnale. Questa secondo la Corte d’appello del capoluogo piemontese sarebbe la causa del decesso della donna. “L’imputato – dice la Corte – durante la pratica sadica del rapporto sessuale, avrebbe stretto il collo della donna tra le sue mani, fino a provocarne la morte”. Ma data la scarsità di indizi probatori raccolti nei lunghi anni della vicenda, alla Corte torinese non resta che formulare un’imputazione per delitto preterintenzionale, oltre l’intenzione, e cioè  Paolo Stroppiana avrebbe provocato, oltre la sua volontà, la morte della donna.

Un processo da sempre avvolto da un alone di mistero. I familiari della donna infatti non hanno mai avuto notizie del corpo della donna, che ancora oggi risulta scomparso nel nulla.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

OGGI L’INCONTRO TRA I DUE LEADER DEL PDL

di Emanuela Maria Maritato (*)

Silvio Berlusconi, atteso stamani in italia di ritorno dal summit internazionale di Washington sul nucleare, ha già fissato un secondo incontro con UMBERTO BOSSI dopo iil vertice ad ARCORE della scorsa settimana.
In agenda il grande tema delle riforme, anche se il motivo uffiiciale dell’ incontro è valutare l’investitura ufficiale dell ‘ex governatore del Veneto GIANCARLO GALA a ministro dell’AGRICOLTURA: la nomina potrebbe dunque
arrivare gia dopodomani in Consiglio dei ministri.
Rimane un giallo invece l’attesissimo faccia a faccia tra il CAVALIERE e FINI il quale proprio in tema di riforme nei giorni scorsi non ha esitato a smarcarsi dal premier.
L’incontro più volte annunciato dai giornali, per il momento sembra ancora essere in stand by. Intanto Berlusconi si appresta a convocare gli organi del partito, per mettere a tacere chi parla di un deficit di democrazia nel PDL.

Sul nuovo assetto  da dare alle istituzioni del Paese i PREMIER e FINI restano distanti. Il presidente del Consiglio è contrario a modificare la legge elettorale, passaggioi nvece imprescindibile agli occhi di FINI se si dovesse approdare al modello francese. L’attuale sistema, insiste Berlusconi, garantisce la governabilità, quindi non c’è esigenza di modificarlo.Il vero obiettivo, per il CAV è trovare un assetto istituzionale in grado d8i affidare più poteri al
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO e consentire un azione di governo più rapida ed efficiente.

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Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

COSA SI INTENDE PER “POLITICA”?

di Emanuela Maria Maritato (*)

 

 

Secondo un’antica definizione scolastica, la politica è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accso all’attività di governo o di opposizione.

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico

al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza; per David Easton essa è la allocazione

di valori imperativi nell’ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, si tratta dunque dell’occuparsi in qualche modo di come viene

gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.

Può essere suddivisa in tre branche in base all’aspetto della società e dei suoi rapporti in cui viene analizzata. A tal proposito avremo dunque:politics, policy e polity. Per politics si intendono le dinamiche attuate dai vari partiti o gruppi di pressione per riuscire a conquistare il

potere politico. Le dinamiche sono ovviamente differenti in base al sistema di riferimento, che può essere democratico o meno. Per policy si intendono le leggi o altri atti giuridici attuati dal potere politico per gestire la cosa pubblica. Per polity si intende il consenso da parte

della collettività al potere politico e la coesione intrasocietaria delle classi. Questi tre aspetti si intrecciano e influenzano tra di loro, attuando più complesse dinamiche e aspetti socio-politici.

 

In Grecia erano note tre forme di governo con le relative degenerazioni Politeia – simile alla democrazia del linguaggio attuale (la sua corruzione: Democrazia – nel linguaggio corrente demagogia): il governo in cui a comandare è la massa.

 

·        Aristocrazia (Oligarchia): Dal greco Aristoi (i migliori) si intende il governo dei più adatti a governare in contrapposizione alla sua corruzione Oligarchia (Da Oligoi pochi) ovvero il governo di alcuni, non necessariamente i migliori. Il termine aristocrazia è passato a indicare il

ceto dei nobili anziché la forma di governo. C’è inoltre da notare come un’ulteriore degenerazione possa essere l’Oclocrazia cioè il “governo della feccia del popolo”.

 

·        Monarchia (Tirannide): da Monos (solo) indica il governo di un sol uomo. Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Nell’antica Grecia non aveva il significato spregiativo attuale ma indicava solamente l'”illegalità” del potere.

 

Da notare che nel mondo ellenico era conosciuta anche la Diarchia ovvero il governo di due uomini come accadeva a Sparta.

 

Nel 1500 il termine politica viene rivisto anche da Machiavelli che con il suo trattato Il principe, la analizza e ne identifica una nuova formulazione, distinguendo da un’etica civile un’etica statuale, in quanto tale più alta e differente, un’etica del governo di un’entità territoriale

e di una comunità umana, quale superiore attore distinto dalle esigenze di ogni singolo uomo o gruppo di uomini della comunità stessa. Egli crea così il termine “Ragion di stato”, che però manterrà sempre ben separato dal termine politica, la cui accezione per Machiavelli

rimarrà in assoluto positiva, (la frase “il fine giustifica i mezzi” è stata attribuita falsamente al Machiavelli). Machiavelli intendeva dare alla politica un’autonomia che il Clero dell’epoca non era disposto a concedere. Verrà censurato dai suoi contemporanei e criticato in tutta

Europa per le sue dichiarazioni. Stessa sorte toccherà un secolo dopo a Thomas Hobbes che pur avendo riconosciuto la migliore forma di governo nel Sovrano assoluto considerava la sua funzione derivante non dalla volontà divina (come stabiliva la tradizione) ma da un

patto originario tra uomini liberi. Al contrario di Hobbes, John Locke non solo non vedeva nell’attribuzione al sovrano di tutti i poteri la soluzione alla conflittualità della società ma anzi formulò l’idea che il sovrano doveva rispettare i diritti fondamentali come la proprietà

privata.

Fondamentale è nella storia del pensiero politico l’opera di Montesquieu “L’ésprit des lois” (Lo spirito delle leggi) dove viene formulata la distinzione dei poteri come principio base per evitare la tirannide. Anche Montesquieu esamina i vari tipi di governo, per concludere che la

monarchia costituzionale resta la forma migliore, perché la classe nobiliare in generale è meno corruttibile, in quanto vincolata al principio dell’onore.

 

Nell’Ottocento Karl Marx formulò la dottrina del materialismo storico: la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua “forma” dai rapporti economici in essere. L’economia rappresenta la base della società, che viene ad essere

modellata e influenzata dai rapporti economici (la struttura), la quale, proprio perché alla base dell’organizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici (sovrastruttura). Marx sottolineò che tuttavia il rapporto non è da

considerarsi in maniera semplicemente deterministica.

 

Nel Novecento, l’arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e

contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi di destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.

 

Negli ultimi anni la politica è andata via via trasformandosi, includendo come soggetto la cosiddetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla all’astrazione in cui è stata sempre confinata: la politica si fa globale e nella coscienza di molti si delinea

come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche.

 

Uno degli strumenti di intervento della società civile nell’azione politica istituzionale sono apparsi sempre più spesso i referendum di iniziativa popolare, sia in ambito nazionale, sia sempre più spesso in ambito regionale o locale.

 

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Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

BANCHE LOCALI: PROPOSTE CONCRETE!

di Michele Caruso (*)

(Con la collaborazione di Roberto Penati)

Una Banca Locale, come è noto, opera in un territorio ben delimitato, e, per contribuire a promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale del suo ambito operativo, deve tener conto in modo imprescindibile del tessuto economico e sociale del suo territorio.
Occorre quindi, in via preventiva, formulare un’attenta analisi di marketing dei tre aspetti (sociale, economico e culturale) che si debbono sviluppare. All’uopo potrà essere costituito, con delibera del Consiglio di Amministrazione, un apposito Ufficio che si occupi di tale problematica sia per curarne lo studio sia per verificarne poi i risvolti in sede di applicazione delle strategie di azione.
Una Banca Locale, e nel nostro caso una Banca di Credito Cooperativo, può più facilmente raggiungere tali obiettivi, perché, nella sua azione viene aiutata dallo scopo previsto nello Statuto Sociale che la contraddistingue rispetto ad una banca di credito ordinario dove la finalità è ben diversa.

Come noto, infatti, il conseguimento dello scopo mutualistico è tipico di una banca di credito cooperativo, con la finalità di instaurare e mantenere un continuo collegamento con la base sociale ed i membri della comunità locali al fine di sostenere l’economia locale impegnandosi per il suo sviluppo, soprattutto in favore dei propri soci. Le linee da seguire sono pertanto le seguenti. Innanzitutto, fare una capillare diagnosi delle attività economiche, dei bisogni sociali e delle attività culturali presenti nel territorio. Successivamente, per le attività economiche, si potrà procedere al censimento dei privati, delle imprese (industriali e familiari) e degli enti pubblici e religiosi.
Una volta terminata la ricerca, si dovranno porre in atto le azioni opportune per contribuire a migliorare le attività attraverso lo strumento finanziario più idoneo.

 

Nel caso delle imprese si potranno mettere a disposizione linee di credito per finanziare le attività più meritevoli di sviluppo ed in tale approccio si dovranno predisporre finanziamenti mirati sia in termini di ammontare che in termini di condizioni da applicare, tenuto conto della particolare struttura di una banca di credito cooperativo che nasce proprio nell’ottica dei fini mutualistici statutari. L’obiettivo sarà poi quello di aver un sempre maggior numero di soci per poterli supportare a condizioni decisamente migliori rispetto a quelle del mercato ordinario.
Nel caso di privati, si potranno confezionare pacchetti di prodotti finanziari tali da sostenere il risparmio, con basso profilo di rischio e buon rendimento in termini di interessi.
Nel caso degli enti pubblici e degli enti religiosi, si dovrà trovare un approccio che vada incontro alle loro esigenze finanziarie, in termini di servizi da proporre (ad esempio riscossione tasse da una parte e raccolta offerte dall’altra).
Per i bisogni sociali diventa fondamentale la conoscenza delle istituzioni e delle fondazioni che operano nel settore specifico.
Successivamente, in questo caso si potranno sostenere le iniziative più meritevoli, partecipando anche direttamente alla costituzione di Fondazioni ed elargendo somme che verranno destinate alla realizzazione dei vari progetti.
Infine, per promuovere lo sviluppo culturale, sarà necessario mantenere una fitta rete di rapporti e contatti con i principali esponenti della cultura locale e concordare un programma di iniziative che tengano conto soprattutto della storia, dell’arte e delle scienze locali.
E’ chiaro che per gli ultimi due aspetti, le fonti finanziarie cui attingere, sono rappresentate dal Patrimonio della Banca ed in particolare dalla voce “Altre Riserva” che si è potuta incrementare nel corso degli anni con il contributo di parte dell’utile d’esercizio che viene all’uopo destinato in appositi fondi costituiti per tali iniziative. Una tale politica perseguita con costanza dalla Banca, può portare frutti consistenti nel corso degli anni, sia in termini di immagine sia soprattutto in termini economici. L’ingresso di nuovi soci nella compagine azionaria della banca, in seguito alla nuova azione di espansione dell’attività aziendale, rappresenterà sicuramente una grande opportunità per ulteriori iniziative, innescando un movimento a spirale che porterà solo reciproci benefici. Per raggiungere questi obiettivi, diventa tuttavia fondamentale saper gestire bene la concessione dei crediti, con una visione lungimirante e nello tempo stesso prudente, al fine di conseguire l’obiettivo di un utile in costante aumento e con un portafoglio in cui la presenza di crediti dubbi sia del tutto limitata. Una valenza importante nel settore della concessione dei crediti può assumere la presenza dei cosiddetti “Consorzi Fidi”1 che possono svolgere una funzione importante nella valutazione del merito creditizio da parte della Banca e quindi potrebbe essere interessante stipulare accordi con tali istituzioni, diminuendo il rischio operativo e di mercato e sviluppando invece la propria attività bancaria. Ma per attuare tutti questi progetti, riveste un ruolo fondamentale la presenza delle scelte operative che devono essere attuate con grande capacità professionale che solo l’esperienza dei membri del Consiglio di Amministrazione possono garantire. Diventa poi importante la preparazione del personale che ha la responsabilità dell’approccio diretto con il cliente e deve quindi essere all’altezza della situazione, sempre attenta e pronta a risolvere ogni problema. La chiarezza nei rapporti con le persone è l’arma vincente in ogni relazione umana e quindi anche nell’ambito delle iniziative bancarie.
La capacità di orientare sempre più la propria missione verso il cliente e diventare una “client oriented bank”, può essere la sfida più avvincente che si deve affrontare per migliorare sempre più la propria presenza sul territorio di appartenenza, dove vita, storia e cultura si intrecciano in un’unica grande realtà sociale.

 

1 I consorzi di garanzia collettiva (CONFIDI) nascono dalla necessità di agevolare, attraverso lo strumento dell’associazionismo e aumentando le garanzie, l’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del commercio, dell’artigianato, del turismo, della pesca, dell’agricoltura. Tali aziende, infatti, da sole possono incontrare delle difficoltà per ottenere un finanziamento a causa, essenzialmente, di due motivi:
– la loro piccola dimensione, che può comportare un aumento del prezzo del credito;
– l’impossibilità di offrire idonee garanzie, condizione che può causare il rifiuto del finanziamento richiesto.


Bibliografia:

– Luigi Ferrara Mirenzi, Vivere insieme i problemi economici e politici, Ecumenica Editrice 1981
– Riccardo Faucci, Breve storia dell’economia politica, Giappichelli Editore 2006
– ART Srl, Banca e Territorio nel Tempo della Globalizzazione, 2005
– Antonio Finocchiaro, Localismo e mutualità, 2007
– Bilancio e relazione al 31-12-2006 (Punto 6) della Banca di Credito Cooperativo di S. Giovanni Rotondo

(*) Studente di Ingegneria Gestionale all’Università “Sapienza” di Roma, Scrittore e Giornalista pubblicista e Freelance

BANCHE LOCALI: PROPOSTE CONCRETE!

di Michele Caruso (*)

(Con la collaborazione di Roberto Penati)

Una Banca Locale, come è noto, opera in un territorio ben delimitato, e, per contribuire a promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale del suo ambito operativo, deve tener conto in modo imprescindibile del tessuto economico e sociale del suo territorio.
Occorre quindi, in via preventiva, formulare un’attenta analisi di marketing dei tre aspetti (sociale, economico e culturale) che si debbono sviluppare. All’uopo potrà essere costituito, con delibera del Consiglio di Amministrazione, un apposito Ufficio che si occupi di tale problematica sia per curarne lo studio sia per verificarne poi i risvolti in sede di applicazione delle strategie di azione.
Una Banca Locale, e nel nostro caso una Banca di Credito Cooperativo, può più facilmente raggiungere tali obiettivi, perché, nella sua azione viene aiutata dallo scopo previsto nello Statuto Sociale che la contraddistingue rispetto ad una banca di credito ordinario dove la finalità è ben diversa.

Come noto, infatti, il conseguimento dello scopo mutualistico è tipico di una banca di credito cooperativo, con la finalità di instaurare e mantenere un continuo collegamento con la base sociale ed i membri della comunità locali al fine di sostenere l’economia locale impegnandosi per il suo sviluppo, soprattutto in favore dei propri soci. Le linee da seguire sono pertanto le seguenti. Innanzitutto, fare una capillare diagnosi delle attività economiche, dei bisogni sociali e delle attività culturali presenti nel territorio. Successivamente, per le attività economiche, si potrà procedere al censimento dei privati, delle imprese (industriali e familiari) e degli enti pubblici e religiosi.
Una volta terminata la ricerca, si dovranno porre in atto le azioni opportune per contribuire a migliorare le attività attraverso lo strumento finanziario più idoneo.

 

Nel caso delle imprese si potranno mettere a disposizione linee di credito per finanziare le attività più meritevoli di sviluppo ed in tale approccio si dovranno predisporre finanziamenti mirati sia in termini di ammontare che in termini di condizioni da applicare, tenuto conto della particolare struttura di una banca di credito cooperativo che nasce proprio nell’ottica dei fini mutualistici statutari. L’obiettivo sarà poi quello di aver un sempre maggior numero di soci per poterli supportare a condizioni decisamente migliori rispetto a quelle del mercato ordinario.
Nel caso di privati, si potranno confezionare pacchetti di prodotti finanziari tali da sostenere il risparmio, con basso profilo di rischio e buon rendimento in termini di interessi.
Nel caso degli enti pubblici e degli enti religiosi, si dovrà trovare un approccio che vada incontro alle loro esigenze finanziarie, in termini di servizi da proporre (ad esempio riscossione tasse da una parte e raccolta offerte dall’altra).
Per i bisogni sociali diventa fondamentale la conoscenza delle istituzioni e delle fondazioni che operano nel settore specifico.
Successivamente, in questo caso si potranno sostenere le iniziative più meritevoli, partecipando anche direttamente alla costituzione di Fondazioni ed elargendo somme che verranno destinate alla realizzazione dei vari progetti.
Infine, per promuovere lo sviluppo culturale, sarà necessario mantenere una fitta rete di rapporti e contatti con i principali esponenti della cultura locale e concordare un programma di iniziative che tengano conto soprattutto della storia, dell’arte e delle scienze locali.
E’ chiaro che per gli ultimi due aspetti, le fonti finanziarie cui attingere, sono rappresentate dal Patrimonio della Banca ed in particolare dalla voce “Altre Riserva” che si è potuta incrementare nel corso degli anni con il contributo di parte dell’utile d’esercizio che viene all’uopo destinato in appositi fondi costituiti per tali iniziative. Una tale politica perseguita con costanza dalla Banca, può portare frutti consistenti nel corso degli anni, sia in termini di immagine sia soprattutto in termini economici. L’ingresso di nuovi soci nella compagine azionaria della banca, in seguito alla nuova azione di espansione dell’attività aziendale, rappresenterà sicuramente una grande opportunità per ulteriori iniziative, innescando un movimento a spirale che porterà solo reciproci benefici. Per raggiungere questi obiettivi, diventa tuttavia fondamentale saper gestire bene la concessione dei crediti, con una visione lungimirante e nello tempo stesso prudente, al fine di conseguire l’obiettivo di un utile in costante aumento e con un portafoglio in cui la presenza di crediti dubbi sia del tutto limitata. Una valenza importante nel settore della concessione dei crediti può assumere la presenza dei cosiddetti “Consorzi Fidi”1 che possono svolgere una funzione importante nella valutazione del merito creditizio da parte della Banca e quindi potrebbe essere interessante stipulare accordi con tali istituzioni, diminuendo il rischio operativo e di mercato e sviluppando invece la propria attività bancaria. Ma per attuare tutti questi progetti, riveste un ruolo fondamentale la presenza delle scelte operative che devono essere attuate con grande capacità professionale che solo l’esperienza dei membri del Consiglio di Amministrazione possono garantire. Diventa poi importante la preparazione del personale che ha la responsabilità dell’approccio diretto con il cliente e deve quindi essere all’altezza della situazione, sempre attenta e pronta a risolvere ogni problema. La chiarezza nei rapporti con le persone è l’arma vincente in ogni relazione umana e quindi anche nell’ambito delle iniziative bancarie.
La capacità di orientare sempre più la propria missione verso il cliente e diventare una “client oriented bank”, può essere la sfida più avvincente che si deve affrontare per migliorare sempre più la propria presenza sul territorio di appartenenza, dove vita, storia e cultura si intrecciano in un’unica grande realtà sociale.

 

1 I consorzi di garanzia collettiva (CONFIDI) nascono dalla necessità di agevolare, attraverso lo strumento dell’associazionismo e aumentando le garanzie, l’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del commercio, dell’artigianato, del turismo, della pesca, dell’agricoltura. Tali aziende, infatti, da sole possono incontrare delle difficoltà per ottenere un finanziamento a causa, essenzialmente, di due motivi:
– la loro piccola dimensione, che può comportare un aumento del prezzo del credito;
– l’impossibilità di offrire idonee garanzie, condizione che può causare il rifiuto del finanziamento richiesto.


Bibliografia:

– Luigi Ferrara Mirenzi, Vivere insieme i problemi economici e politici, Ecumenica Editrice 1981
– Riccardo Faucci, Breve storia dell’economia politica, Giappichelli Editore 2006
– ART Srl, Banca e Territorio nel Tempo della Globalizzazione, 2005
– Antonio Finocchiaro, Localismo e mutualità, 2007
– Bilancio e relazione al 31-12-2006 (Punto 6) della Banca di Credito Cooperativo di S. Giovanni Rotondo

(*) Studente di Ingegneria Gestionale all’Università “Sapienza” di Roma, Scrittore e Giornalista pubblicista e Freelance

ARRIVA LA PRIMAVERA

di Elettra Marricco (*)

Finalmente possiamo passare più tempo all’aria aperta con il nostro amico a quattro zampe.
Che sia una passeggiata ai giardini, una scampagnata, o una gita fuori città, la parola d’ordine è: DIVERTIMENTO ALLO STATO PURO.
L’ordinanza del sottosegretario Martini, dello scorso anno, ci richiede una sempre maggiore attenzione nella relazione con il nostro amico: un impegno , peraltro piacevole, che ci aiuta a realizzare una convivenza piena e soddisfacente per entrambi: cane e conduttore. Di conseguenza, basta seguire alcune regole: tenere al guinzaglio il proprio cane in presenza di bambini, ma lo si può tenere sciolto solo nei parchi autorizzati dal Comune con la dicitura AREA CANI, sopratutto anche in questi luoghi tenere d’occhio il nostro amico affinché il gioco tra cani sia semplicemente gioco, e non si tramuti in aggressività. Ultima raccomandazione, ma non meno importante e quella di RACCOGLIERE GLI ESCREMENTI dei nostri beniamini a quattro zampe.

In questo modo potremmo goderci la compagnia dei nostri amici pelosi,la bella stagione e qualche riflessione tra conduttori, ed elogiare i pregi dei nostri “amati” in tutta tranquillità.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

CANE E GATTO POSSONO CONVIVERE

di Elettra Marricco (*)

Quante volte abbiamo pensato di portare in casa un gattino trovato in strada, per salvarlo da morte certa, anche se in casa nostra c’era già in cane? Chiedendoci poi come avremmo fatto a farli convivere serenamente? Seguendo alcune regole del vivere comune si può.
Il cane da parte nostra ha bisogno di più attenzione e più tempo da dedicargli: deve uscire con noi al parco, dobbiamo spazzolarlo, massaggiarlo e fornirgli una dieta alimentare, che si basa su età, salute e razza, senza dimenticare i così detti premi.
La sua cuccia deve stare, in un posto tranquillo, dove isolarsi quando ne sente la necessità.
Per quanto riguarda il gatto, (visto che è un felino per natura), che ama dormire di giorno e cacciare di notte dobbiamo, lasciare sparsi per la casa giochini, tipo topolini, palline, sonagli
ecc. Per l’alimentazione del nostro micio, lasciamo cibo “ad libitum”(a disposizione).
Per poter andare d’accordo, i nostri <<4+4>> dovranno conoscersi poco alla volta, tenendo sempre sotto controllo l’evolversi della situazione.
Non dobbiamo comunque forzare la convivenza, quindi creiamo, qualora il nostro micio non gradisca la vicinanza di Fido, degli “alberi artificiali casalinghi”, dove, il gatto possa arrampicarsi e sparire dalla portata di “bocca” del cane, presto si abitueranno l’uno all’altro. Personalmente, possiedo un cane ed un gatto ormai da diversi anni, che convivono in perfetta sintonia, con qualche, lo ammetto, baruffa solo al momento della pappa.

Consiglio a tutti coloro che intendano seguire il mio esempio, di adottare i consigli scritti, augurandogli, una serena convivenza a “10 zampe” (cani gatti e umani). Eviteremo così crisi di solitudine, animalesche e malumori umani, avendo in cambio compagnia reciproca.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

L’IMMORTALITA’ DI LEONARDO

di Alessandro Antoony Martitato (*)

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci rappresenta in assoluto una delle opere d’arte più importanti di tutti i tempi, sia per la sua carica innovativa che per l’impatto che ebbe sugli artisti di tutte le epoche, dai contemporanei a Warhol. Leonardo rappresenta il momento più drammatico del Vangelo quando Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli “In verità vi dico uno di voi mi tradirà“. È una scena agitata attorno al fulcro immobile costituito dalla figura di Gesù, che si richiama al Cristo Giudice del Giudizio Universale. Attorno a lui convergono gli apostoli sistemati a gruppi di tre, secondo le diverse reazioni alle parole di Cristo: di domanda, di scandalo, di timore, di commozione, “i moti dell’animo“. Da notare anche come i movimenti degli apostoli sono più convulsi verso il centro del tavolo e più pacati verso gli estremi. Questo perché, come avviene nella realtà, le parole vengono udite con più difficoltà all’aumentare della distanza, secondo le leggi acustiche che Leonardo studiava proprio in quegli anni: “il più vicino meglio intende il più lontano manco ode”. Tutta la scena è illuminata da una luce fredda e limpida che rivela in modo analitico i particolari della scena, estremamente raffinati: i cibi, i piatti, i bicchieri in vetro trasparente, le stesse pieghe della tovaglia che creano delle straordinarie nature morte. Accanto al Cenacolo è imperdibile la splendida chiesa di S. Maria delle Grazie, uno dei punti più alti del Rinascimento a Milano. L’aula longitudinale, raccolta e ombrosa, si apre nel grande spazio luminoso della tribuna progettata da Donato Bramante su commissione di Ludovico il Moro.

Questo straordinario spazio, costruito sul modulo del cerchio inscritto nel quadrato, pur inserendosi armoniosamente nell’intero organismo della chiesa, si distacca nettamente dal linguaggio goticheggiante delle navate, e trasmette ancora oggi una forte emozione al visitatore.

 

 

(*) Pittore iscritto al GAI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INPDAP E COMUNICAZIONE REDDITUALE

di Michel Emi Maritato (*)

Entro il 16 aprile i pensionati ritardatari devono esibire la certificazione reddituale riguardante il 2007 e 2008

Ultima chiamata all’appello per i pensionati Inpdap che non hanno ancora provveduto a comunicare i redditi relativi agli anni 2007 e 2008.I titolari di trattamenti pensionistici collegati alla situazione reddituale sia del percettore che dei componenti del nucleo familiare, inclusi i pensionati ultrasettantacinquenni che hanno percepito, nel corso degli anni 2007 e 2008, la cosiddetta “quattordicesima”, prevista dalla legge 127/2007, dovranno presentare le dichiarazioni reddituali alle sedi Inpdap di competenza entro il prossimo 16 aprile.
La verifica reddituale riguarda anche i percettori di soli redditi derivanti da pensione, anche se tali redditi siano stati già dichiarati nella precedente “operazione Red 2008″, e i titolari di pensione sia di reversibilità (sorta dopo il 17 agosto 1995) sia diretta, entrambe erogate dall’Inpdap.
Nel caso di mancata presentazione nel termine indicato, con la rata di giugno verrà ridotta o sospesa la prestazione collegata al reddito. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione i soli pensionati ultrasettantacinquenni che risultavano, nella precedente operazione Red 2008, non possedere alcun reddito diverso da pensione.

L’Inpdap, ogni anno, svolge l’attività di verifica dei redditi per i pensionati titolari delle seguenti prestazioni:

  • integrazione della pensione al minimo (articolo 2, comma 13, legge 335/1995)
  • assegno per il nucleo familiare
  • pensione al coniuge superstite
  • incremento di maggiorazione (articolo 38, legge 448/2001)
  • somma aggiuntiva (cosiddetta quattordicesima, legge 127/2007).
L’Istituto di previdenza per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica ha provveduto a informare i pensionati interessati dall'”operazione Red 2009″ di verifica in atto nei loro riguardi.
Infine, una buona notizia: per l’anno 2010 i pensionati non dovranno più provvedere all’adempimento. L’articolo 15 della legge 102/2009 ha infatti stabilito che i dati reddituali, utili per effettuare le verifiche nei confronti dei percettori di prestazioni pensionistiche collegate al reddito, saranno forniti, in via telematica, dall’amministrazione finanziaria che detiene informazioni utili a determinare l’importo delle prestazioni previdenziali, collegate al reddito dei beneficiari.
 

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
STUDIO.MARITATO@GMAIL.COM
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

 

 

 

 

 

 

 

INPDAP E COMUNICAZIONE REDDITUALE

di Michel Emi Maritato (*)

Entro il 16 aprile i pensionati ritardatari devono esibire la certificazione reddituale riguardante il 2007 e 2008

Ultima chiamata all’appello per i pensionati Inpdap che non hanno ancora provveduto a comunicare i redditi relativi agli anni 2007 e 2008.I titolari di trattamenti pensionistici collegati alla situazione reddituale sia del percettore che dei componenti del nucleo familiare, inclusi i pensionati ultrasettantacinquenni che hanno percepito, nel corso degli anni 2007 e 2008, la cosiddetta “quattordicesima”, prevista dalla legge 127/2007, dovranno presentare le dichiarazioni reddituali alle sedi Inpdap di competenza entro il prossimo 16 aprile.
La verifica reddituale riguarda anche i percettori di soli redditi derivanti da pensione, anche se tali redditi siano stati già dichiarati nella precedente “operazione Red 2008″, e i titolari di pensione sia di reversibilità (sorta dopo il 17 agosto 1995) sia diretta, entrambe erogate dall’Inpdap.
Nel caso di mancata presentazione nel termine indicato, con la rata di giugno verrà ridotta o sospesa la prestazione collegata al reddito. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione i soli pensionati ultrasettantacinquenni che risultavano, nella precedente operazione Red 2008, non possedere alcun reddito diverso da pensione.

L’Inpdap, ogni anno, svolge l’attività di verifica dei redditi per i pensionati titolari delle seguenti prestazioni:

  • integrazione della pensione al minimo (articolo 2, comma 13, legge 335/1995)
  • assegno per il nucleo familiare
  • pensione al coniuge superstite
  • incremento di maggiorazione (articolo 38, legge 448/2001)
  • somma aggiuntiva (cosiddetta quattordicesima, legge 127/2007).
L’Istituto di previdenza per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica ha provveduto a informare i pensionati interessati dall'”operazione Red 2009″ di verifica in atto nei loro riguardi.
Infine, una buona notizia: per l’anno 2010 i pensionati non dovranno più provvedere all’adempimento. L’articolo 15 della legge 102/2009 ha infatti stabilito che i dati reddituali, utili per effettuare le verifiche nei confronti dei percettori di prestazioni pensionistiche collegate al reddito, saranno forniti, in via telematica, dall’amministrazione finanziaria che detiene informazioni utili a determinare l’importo delle prestazioni previdenziali, collegate al reddito dei beneficiari.
 

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
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