Play Pause

ANCHE IL SINDACO ALEMANNO OMAGGIA I FRATELLI MATTEI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Il ministro della Gioventù GIORGIA MELONI e il sindaco GIANNI ALEMANNO hanno deposto ieri mattina due corone nel cortile della casa nel quartiere di PRIMAVALLE due corone in onore dei due fratelli MATTEI i quali, il sedici aprile di 37 anni fa , morirono in un rogo appiccato da estremisti di sinistra .

“Essere qui oggi,”ha spiegato il sindaco,”ha una duplice importanza .Da un lato c’è il discorso della memoria .Bisogna ricordare ciò che è successo negli anni di piombo in modo particolare oggi che c’è un clima di nuova tensione tra DESTRA e SINISTRA nelle scuole.”dobbiamo ricordare questi fatti, “ha aggiunto,”come un monito per tutti coloro che seguono la vita dello scontro , dell’intolleranza e della violenza perché si sa come si inizia e non si sa come si finisce”.

“Dall’altro lato”, ha proseguito Alemanno ,”c’è il discorso legato alla giustizia :come abbiamo sottolineato andando dal ministro della Giustizia ANGELINO ALFANO insieme con l’ex sindaco Veltroni e a tutti i familiari , quasi tutti gli omicidi commessi a Roma negli anni 70-80sono rimasti impuniti.Si tratta di una situazione che va compresa e approfondita con una nuova indagine giudiziaria congiunta e con un unico pool.

Non è possibile che tante persone siano rimaste impunite come, in particolare per i fratelli MATTEI:gli assassinasi conoscono”, ha concluso “Sono stati condannati con sentenze   miti e non assicurati alla giustizia “

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

AFGHANISTAN, EMERGENCY: QUANDO IL SOSPETTO DIVENTA UN ATTENTATO

di Giuseppe Cocomazzi (*)

Il presidente afghano Karzai si è impegnato affinchè nella prossima riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, forse domani, venga discussa la questione dei tre dipendenti di Emergency arrestati a Lashkargah. Karzai si è incontrato a Kabul con Attilio Iannucci,l’inviato speciale del ministro degli Esteri Frattini. Come riferito dalla Farnesina, Iannucci, durante l’incontro, ha recapitato al presidente due lettere del governo italiano, una di Frattini e l’altra di Berlusconi, aggiungendo la richiesta di chiarimenti riguardo i capi d’imputazione relativi ai tre italiani e chiedendo garanzie sui loro diritti processuali.
I tre operatori ,che lavoravano nell’ospedale di Emergency nella provincia di Hemad, sono stati fermati il 10 Aprile dalle forze dell’ordine afghane e dalle truppe britanniche Isaf, assieme ad altri sei dipendenti afghani. L’accusa è di coinvolgimento in un complotto organizzato al fine di assassinare il governatore locale, Gulab Mangal. Nell’ospedale sono state ritrovate armi da fuoco e granate. Gino Strada,chirurgo e fondatore di Emergency, ha affermato che “Le accuse mi sembrano delle assurdità talmente grosse da non prenderle in considerazione.

Mi auguro che nessuna anima bella le prenda in considerazione: e’ come se in Italia si facesse circolare la voce che Don Ciotti sta complottando per uccidere il papa”. Sul Times, al contrario, si legge che  “Tutte le 9 persone detenute hanno confessato, sono accusati di collegamenti con al-Qaeda”. Versione prontamente smentita.
La situazione è molto confusa, e nella settimana sono state scambiate varie accuse, ora da Frattini e ora da Strada: il ministro invita il chirurgo ad abbassare dei toni che “non aiutano l’azione diplomatica”, mentre il chirurgo afferma che l’Italia non conta per nulla a Kabul, insinuando inoltre che vi potrebbe essere il coinvolgimento dei soldati britannici nella vicenda.
 A una settimana dall’arresto, l’Italia si è mobilitata, tenendo una manifestazione in piazza San Giovanni, a Roma,dove è certa la presenza di alcune personalità dello spettacolo come Niccolò Fabi e Vauro, e facendo una raccolta di firme per rilasciare i tre operatori (si parla di 335000 firme in costante e rapido aumento).
 A Lashkargah, Emergency è presente dal 2004 con un centro chirurgico per vittime di guerra, che in questi anni ha curato oltre 66mila persone. Come sarebbe possibile che degli uomini che hanno dedicato la loro vita a risanare la terribile situazione afghana, possano, di punto in bianco, diventare dei sovversivi e preparare un attentato, annullando il lavoro fatto da sempre? è un controsenso ingiustificabile, e invece di arrovellarci vanamente sul motivo di un’ azione che non è stata mai lontanamente pensata, bisogna intervenire al più presto.
Ma la parte più triste e inaccettabile di questo delirio di affermazioni e accuse insensate viene dal fatto che l’ospedale in questione è stato sgomberato forzatamente dallo staff di Emergency, costringendo bambini, anziani e feriti a rimanere senza cure adeguate, quelle cure che che i medici di Emergency hanno sempre riservato ai loro pazienti, sapendo di aiutarli senza giri di parole e prontamente, qual è l’unico modo di aiutare chi ne ha bisogno. E i nostri tre operatori, in questo momento, sono loro ad avere bisogno di aiuto, senza giri di parole e prontamente.
In fin dei conti,se vogliamo dire la verità,è impossibile non ammettere che le accuse siano valide e il sospetto di un attentato sia fondato:perché, nel momento stesso in cui le pronte forze dell’ordine hanno sventato un presunto attentato, ecco che sono stati attentati  la libertà di uomini onesti ad aiutare il prossimo ed il diritto di qualsiasi uomo a ricevere cure.

(*) Studente di Lettere moderne all’Università di Foggia

UN ITALIANO NELLO STAFF DI OBAMA

di Emanuela Maria Maritato (*)

Consulente nel team di Obama per la riforma della sanità: l’italiano che può vantare di questo ruolo è GINO GUMIRATO, 43anni, padovano economista, esperto di management dei sistemi sanitari, con una lunga esperienza come Direttore amministrativo, dopo aver avviato, come Direttore generale il risanamento della Asl 8 di Cagliari e aver presentato per ragioni personali le proprie dimissioni all’Assesorato della Sanità e al Governatore, nel dicembre del 2008 per lui si è aperta una nuova avventura , con la chiamata nello staff economico del presidente OBAMA, appena insediato nella CASA BIANCA.
Gumirato la racconta semplicemente con un UNDERSTATMENT molto anglosassone: “Molti anni fa alla LONDON SCHOOL OF ECONOMICS, avevo conosciuto PETER ORSZAG, che oggi è responsabile del dipartmento d’amministrazione economica nello staff del presidente Obama.
Quando hanno cercato il gruppo di lavoro per la riforma hanno deciso di affiancare alle decine di esperti americani anche dieci esperti internazionali.Orszag si è ricordato di me, ci siamo visti a LONDRA e mi ha chiesto di collaborare.

Ho accettato, però ho scelto di rimanere in Italia , e vado li solo a fare il consulente.”
Commentando il futuro dell’assistenza sanitaria degli USA, GUMIRATO sostiene che: “La riforma OBAMA non è stata solo una battaglia contro le lobby ma un’idea massimalista dell’individuo, unico e solitario artefice del proprio futuro”.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

 
 

LA CONSULTA DICE NO AI MATRIMONI GAY

di Emanuela Maria Maritato (*)

La corte costituzionale ha bocciato ieri i ricorsi presentati a favore dei matrimoni tra gay definendoli inammissibile e infondati.
Per i giudici la materia non e di loro competenza, bensì del parlamento. A dare il via al procedimento, i tribunali di venezia e trento davanti ai quali sono in discussione tre cause intraprese da altrettante coppie omosessuali, che si eran viste rifiutare dai comuni le loro pubblicazioni matrimoniali.
Per i ricorrenti, nel nostro ordinamento non esisterebbe un chiaro divieto al matrimonio tra due persone dello stesso sesso.
Una tesi che non ha convinto affatto la consulta.
 “Ce lo aspettavamo al 99% ha commentato uno dei ricorrenti , Francesco Piombini  ma siamo sgomentati per le quattro paginette dei giudici, pensavamo a qualcosa di più articolato”.

 
Il presidente dell’Arcigay ha semplicemente aggiunto: “Rimaniamo tranquilli, perché la nostra battaglia non finisce qui, affermeremo i nostri diritti”.
Di  parere “chiarificatore” parla invece il Mogie, che va a “confermare quanto stabilito dalla costituzione italiana, ossia che alla base del matrimonio c’è la famiglia naturale, quella composta da un uomo ed una donna!”

 

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

 

TUTTO PRONTO PER LA TRASLAZIONE DI PADRE PIO

SAN GIOVANNI ROTONDO. Tutto pronto per la traslazione della salma di San Pio dalla cripta di Santa Maria delle Grazie alla nuova chiesa di Renzo Piano, che come noto avrà luogo il prossimo 19 aprile. La struttura tombale che ospiterà il corpo del Santo è stata inaugurata di recente e ospita i meravigliosi affreschi realizzati da padre Marko Rupnik, uno dei più grandi esperti di arte sacra del pianeta. Ecco di seguito il programma dell’evento religioso e mediatico, così come comunicato dai frati cappuccini di San Giovanni Rotondo.

Ore 16,15, santuario “Santa Maria delle Grazie”: celebrazione dell’Ora nona, presieduta da S. E. mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo.

Ore 16,30, santuario “Santa Maria delle Grazie”: inizio della processione per la traslazione dell’urna contenente le reliquie di san Pio da Pietrelcina verso la chiesa “San Pio da Pietrelcina” (attraverso il sagrato del Santuario e la chiesa a cielo aperto di San Pio da Pietrelcina).

Ore 17,00, chiesa superiore “San Pio da Pietrelcina”: arrivo delle reliquie, breve momento di preghiera e intervento dell’Arcivescovo.

Ore 17,30, chiesa inferiore “San Pio da Pietrelcina”: Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo, e rito di consacrazione dell’altare con collocazione dell’urna nel pilastro centrale.

Tutti potranno accedere liberamente alla chiesa superiore di San Pio da Pietrelcina, senza la necessità di prenotazione o di biglietto, dove potranno assistere direttamente alla venerazione delle reliquie e, attraverso maxi schermi, alla Celebrazione Eucaristica.

Coloro che non troveranno posto nella chiesa superiore potranno assistere a tutte le celebrazioni dal sagrato, dove transiterà la processione dell’urna.

Terminata la Celebrazione, la chiesa inferiore sarà aperta a tutti coloro che vorranno venerare le reliquie di san Pio da Pietrelcina.

LE OPERE DI LEONARDO VIOLA IN MOSTRA A CISANO BERGAMASCO

DAL GARGANO ALLA CONQUISTA DELLA TERRA DEI “LUMBARD”

CISANO BERGAMASCO. “Viola… un libro, una storia, un pittore”. E’ questo il tema conduttore della mostra librario-pittorica dell’artista Leonardo Viola, che esporrà presso la Cascina “Ca’ de Volpi” a Cisano Bergamasco (BG), dove vive e opera ormai da tantissimi anni. L’inaugurazione è prevista per il prossimo 23 aprile, alle ore 18.00. L’espositiva sarà visitabile fino al 2 maggio 2010. Gli orari di apertura della mostra sono: 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19.30. L’iniziativa è stata patrocinata dall’assessorato alla Pubblica Istruzione – Biblioteca comunale di Cisano.

 

Ma chi è Leonardo Viola? L’artista originario di Rignano Garganico nasce a San Giovanni Rotondo nel 1949. Ha al suo attivo una innumerevole quantità di partecipazioni a mostre ed espositive d’arte in tutta Italia. E’ stato insignito del IV Premio “Don Pietro Ricci” ai Rignanesi nel mondo (13 agosto 2009). E’ giornalista e scrittore, collabora con l’agenzia di stampa Garganorpess.net. La mostra avrà luogo presso i locali del Museo di Grotta Paglicci in Corso Giannone al civico 7 dal 1° al 13 agosto 2009 (per gli orari di apertura Cell. 340/3364762). Ulteriori informazioni su http://www.leonardoviola.it

 

VENDOLA: NON SARO’ IL BERLUSCONI DELLA SINISTRA

di Ritanna Armeni

Sospettato di un populismo speculare a quello del capo del Pdl, Nichi reagisce dicendo che non è così, che il populismo è manipolazione dei sentimenti viscerali, mantre chi parla per la sinistra vuole ottenere dalle persone una reazione attiva. E ora cosa vuol fare Nichi Vendola? La domanda questa volta non circola solo nei palazzi della politica.
La vittoria della sinistra in Puglia all’interno di un quadro nazionale devastante ha impressionato tutti. E ha colpito il costruttore tenace di quella vittoria, quel Nichi Vendola che il PD ha cercato – senza riuscirci – di emarginare dalla scena politica e che la base dello stesso partito ha voluto, ha votato alle primarie e poi alla presidenza della Regione.
E allora – la domanda è ovvia fra i professionisti della politica – ora che farà Nichi Vendola? Forte della sua affermazione si lancerà nell’agone nazionale? O entrerà nel Pd per contendere una leadership oggi così malmessa? Oppure approfitterà della sua affermazione per costruire un’altra formazione politica certamente, ma che può dar fastidio alle grandi? Nel teatrine della politica le domande sono sempre – banalmente – le stesse. E le risposte sono scontate e sbagliate.
Eppure, benché impregnata di politicismo la domanda è legittima. La poniamo direttamente a lui, a Roma, in un bar a due passi dai corridoi di Montecitorio dove la chiacchiera dilaga e le previsioni sul futuro del nuovo governatore della Puglia sono uno degli argomenti preferiti della buvette.

“Voglio rilanciare il governo della Regione” – risponde semplicemente Nichi. E aggiunge :”La Puglia per essere laboratorio politico deve essere innanzitutto laboratorio sociale. E allora continuerò nella iniziativa già sperimentata contro la precarietà. E’ stata uno dei punti che hanno segnato l’iniziativa politica del precedente governo regionale ed è stata una cosa vera sentita e compresa. L’ho capito durante i comizi quando parlavo di quello che il governo regionale aveva fatto per combattere la precarietà e dalla piazza si alzavano sempre una o più voci che dicevano:”è vero, io sono stato assunto”. E poi dobbiamo riprendere la battaglia per i beni comuni, contro la privatizzazione dell’acqua. E’ una battaglia importante in cui si congiunge una nuova cultura politica e pezzi di un romanzo popolare, evitando gli stilemi d’avanguardia delle battaglie degli alteromondialisti. Cerco di farlo quando parlo nelle piazze e nei paesi: privatizzare l’acqua è una bestemmia contro Dio. Perché l’acqua è vita, l’acqua da vita”.
Che tu lo voglia o no la tua è diventata una figura nazionale. E dopo la sconfitta elettorale da te, che sei uno dei pochi vincitori nello schieramento di sinistra, ci si aspetta un giudizio sulle cause di questa sconfitta, sulla situazione che si è determinata dopo le elezioni.
“Il centrosinistra è la principale causa della sua sconfitta. Noi siamo il principale impedimento a noi stessi. Non abbiamo fatto i conti con la dimensione epocale della sconfitta che stiamo vivendo. La abbiamo esaminata e la esaminiamo sul piano elettorale e non vediamo che il berlusconismo oggi costituisce l’autobiografia di una nazione. Ci indigniamo per Minzolini e i suoi editoriali e non ci siamo accorti che la fucina di quella narrazione è la fiction, il reality. Pensiamoci attentamente: al centro di tutte le narrazioni mediatiche di massa c’è una umanità ridotta a sentimenti primitivi: amore e invidia. Berlusconi è la proiezione sulla scena politica degli stessi codici linguistici, degli stessi sentimenti primitivi. Mentre noi discutiamo di Montesquieu e della tripartizione dei poteri, lui invoca la propria santità assediata dalle escort e si presenta nella versione del re taumaturgico che sconfiggerà il cancro. Questo è Berlusconi”.
Pure la critica al mondo berlusconi, alle sue televisioni c’è stata…E’ diventata persino stucchevole, elitaria…
“si ma la critica è stata estetica. Il centrosinistra ha pensato di combattere il populismo contrapponendogli il politicismo. Ma quest’ultimo è complementare al primo”.
Sai bene che anche tu sei considerato un populista…C’è persino qualcuno che dice che hai vinto perché hai adottato modi berlusconiani nel tuo rapporto con il popolo.
“E non è vero. Il populismo è manipolazione. Il populismo vuole regnare sul popolo. E vuole farlo a partire dal basso ventre. Un discorso di sinistra prevede invece la reattività. Quando parlo della raccolta differenziata dei rifiuti e ricevo degli applausi interrompo il discorso e dico: mi deve applaudire solo chi i rifiuti li separa…gli altri no…Ecco non credo che questo sia populismo. Come non è populismo cercare un rapporto con le tradizioni profonde di una regione. A Bari abbiamo un Santo protettore con la faccia scusa, un turco, Sen Nicola. Lo abbiamo accolto. Come abbiamo accolto le madonne nere che sono parte forte della devozione popolare. Di questo tengo conto quando parlo e propongo misure di solidarietà e di accoglienza. La Lega ha inventato la Padania, i rituali celtici e li fa convivere con il fondamentalismo cattolico. Mette insieme piccole patrie e autarchia. Noi dobbiamo mettere insieme territorio e cosmopolitismo”.
Ma il laboratorio Puglia, questa tua ricerca nella quale si coniugano tradizione cultura popolare, valori quale l’accoglienza, la solidarietà e il cambiamento sociale, è esportabile? Tu pensi che l’Italia possa accogliere il modello pugliese?
“Ci sono sicuramente ingredienti che possono essere generalizzati. Penso a come il pontefice ha affrontato il tema della precarietà. Ecco la precarietà non  solo una condizione lavorativa è una mutazione genetica della concezione del tempo. Sono saltati i tempi di cui parlava Sant’Agostino: il passato del presente, la memoria, il presente del presente, la visione, il futuro del presente, l’attesa. Allora combattere una battaglia contro la precarietà non significa solo combattere per la giustizia sociale ma affrontare pienamente il nesso novecentesco fra libertà e lavoro. Senza questo nesso si perde la sinistra e si perde la politica. Si rimane sulle sabbie mobili senza poter andare né avanti né indietro. Perché la politica se non è tensione fra discernimento e profezia, fra memoria e prefigurazione perde rilevanza e senso”.
Ma rimane il problema concreto di costruire…Costruire un’opposizione, un confronto nella sinistra,,,Anche a te questo appare, dopo le elezioni un problema prioritario…
“Certo. Ma non può ridursi al confronto fra le nostre biografie, deve diventare qualcosa fra noi e la crisi del mondo. Dobbiamo mettere di fronte a noi il campo da arare, aprire una discussione con chi è portatore di innovazione ma non è rappresentato dal centro sinistra. Ci sono nella coalizione stratificazioni culturali che impediscono alla sinistra di essere egemone. Dobbiamo prenderne atto”.
 
Mi pare di aver capito che una delle stratificazioni culturali da abbattere è la forma partito. Se superarla e come, fa parte di un dibattito che noi che veniamo da Rifondazione Comunista abbiamo vissuto. Molti di noi sentono da anni l’inadeguatezza di una forma di organizzazione novecentesca e inefficace. Ora tu rilanci la questione.
“Il partito è un luogo paradossale. E’ ormai svuotato del suo collante che era lo spirito di cooperazione ed è diventato in modo berlusconiano “luogo di competizione”. Chiediamoci perché tanta gente a sinistra è fuori dai partiti. Neanche in Rifondazione Comunista siamo riusciti a risolvere il problema, ma il tema della non violenza che noi abbiamo posto con convinzione poneva il problema del trascendimento della competizione muscolare, della brutalità ella politica. C’era in quella posizione il seme buono che purtroppo non ha dato i frutti sperati”.
Parliamo di te. Della tua vicenda personale. Oggi sei un politico importante con una grande visibilità. Ti cercano i grandi giornali e le televisioni. Di te si parla come leader nazionale. So che questo può cambiare le persone, anche le migliori. E so, perché ci conosciamo da tempo, che tu questo problema te lo sei posto. E allora? Non temi anche tu di diventare un politico come gli altri?
Certo che lo temo e infatti sono vigile. Per esempio per lunghi periodi pratico l’astinenza dalla tv. Lo so che occorre tenere in equilibrio la persona e il personaggio. So che quella del politico noto è un’alienazione. Un’alienazione dorata, ma pur sempre una alienazione. E so che sono – siamo – a rischio perché i partiti non ci sono più. Vedi, quando i partiti erano una cosa seria, la stessa dimensione collettiva poneva il senso del limite. Gli elementi caratteriali, le debolezze individuali, le ipertrofie dell’io venivano ammortizzate dal costume politico. Quando – ragazzino – il Pci mi diceva che non potevo fare il capolista alle elezioni comunali vivevo questa decisione con mortificazione, come chi ha ricevuto a scuola un voto ingiusto. Ma poi capivo che, quel gesto, come quello di un padre per un figlio era per il mio bene. Dovevo essere educato a fare un passo indietro. Oggi che il partito non c’è più la vigilanza individuale è importante.
Tu sei un leader di una piccola formazione, Sinistra Ecologia Libertà, che nasce da una scissione di Rifondazione. Non siamo di fronte ad un ennesimo triste tentativo di costruire un piccolo partito con tutti i difetti e i pericoli che conosciamo e che non è detto siano superati…
Sinistra Ecologia Libertà non deve essere strutturata sulla tensione a trovare un piccolo ma comodo riparo, ma per sperimentare alcuni principi di una nuova cultura politica. Può essere una esperienza importante se segnala la inadeguatezza di tutto il centrosinistra e segnala la necessità di cambiare. Dobbiamo essere coloro che hanno il coraggio di parlare della necessità di una nuova cultura politica per tutti, anche e innanzitutto per noi. Dobbiamo aver chiaro che non siamo il soggetto della trasformazione, ma l’oggetto di questa trasformazione.


Fonte: www.garganopress.net

BENEDETTO XVI: DA CRISTO ALLA GUIDA ANTI PEDOFILIA

di Marco Rimo

Se è vero che San Paolo era sposato e Gesù Cristo era celibe, oggi i preti sono pedofili. Non tutti, sia chiaro. E mentre il romanzo di Dan Brown, con il Codice Da Vinci, ha dimostrato come Cristo fosse “poco” celibe, il “codice del Papa”, anzi la guida anti pedofilia, servirà per dimostrare che non tutti i sacerdoti sono pedofili. Gesù diceva che chi non si fa bambino, non entra nel Regno dei cieli, ma per colpa di qualche sacerdote che ha frainteso con “chi non si fa” un bambino, non entra nel Regno dei cieli, ora il Papa dovrà incontrare le vittime che hanno subito abusi sessuali, ma senza i media, che hanno fatto vergognare il Vaticano.
A presenziare l’incontro ci sarà la “misericordia di Dio” e un “clima di raccoglimento e riflessione”. E se prima nel mirino della Chiesa c’erano gli omossesuali, i tradimenti, i matrimoni a religione mista, i divorzi e l’uso del preservativo, oggi nel mirino dei fedeli ci sono loro, i sacerdoti. La Sacra Romana Chiesa è stata sconsacrata non dai fedeli, ma dai preti cattolici, e la colpa non è solo del Santo Padre, ma anche di chi, conoscendo i peccati compiuti, anche nel confessionale, “reato” gravissimo per la Chiesa, ha indagato con processi canonici, che così poco hanno fatto in tutti questi anni.

Colpa del celibato, “radice di ogni male”, come dice il teologo svizzero Hans Küng, anche se nelle chiese di rito orientale, i preti possono sposarsi ed avere figli. Insomma, dare delle mogli a questi preti, e annullare il voto di castità, che tanto in molti casi non viene comunque rispettato, purchè lascino in pace i bambini. Con Benedetto XVI solidarizzano tutti, soprattutto il collegio cardinalizio, la consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) e la fondazione dei cavalieri di Colombo. Ma c’è anche chi, come Richard Dawkins e Christopher Hitchens, a capo di un movimento ateo inglese, vuole che il Papa venga arrestato per crimini contro l’umanità e i diritti umani. Chi dovrebbe entrare nel regno dei cieli?

Fonte: www.garganopress.net/

 

PER RICORDARE RAIMONDO VIANELLO

“La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.” 
(Raimondo Vianello)

 

LA VERGINE DELLE ROCCE DI LEONARDO

di Alessandro Antoony Martitato (*)

Continuando il viaggio nell’arte di leonardo andiamo ad esaminare una nuova opera. Il dipinto fu commissionato a Leonardo dalla confraternita laica dell’Immacolata Concezione che risiedeva a Milano presso la chiesa di San Francesco. Esiste un documento datato 21 Aprile 1483 che attesta la stipulazione del contratto tra la Confraternita e Leonardo. Insieme al nome di Leonardo da Vinci comparivano anche i nomi dei fratelli de Predis (Ambrogio ed Evangelista). Nel contratto si richiedeva un trittico con un dipinto centrale dove, in un ambiente dominato da di rocce con sfondo montagnoso, spiccasse in primo piano la Vergine con abito broccato d’oro in tonalità azzurra, con il figlio, Dio Padre, un gruppo di angeli e due profeti. Da come si presenta il dipinto, la tematica varia sensibilmente rispetto a quella richiesta dai suoi committenti. Probabilmente fu proprio Leonardo a decidere una nuova combinazione che non prevedeva il Dio Padre in alto e gli angeli, ma l’aggiunta di San Giovannino insieme al suo angelo protettore. Nelle ali laterali del trittico furono dipinti due angeli musicali da Ambrogio de Predis (National Gallery di Londra). Il dipinto non fu accettato con favore dalla confraternita perché considerato incompiuto e, soprattutto, eretico. Esistono documentazioni relative alle varie controversie tra la confraternita e gli artisti i quali pretendevano una cifra più ragguardevole rispetto a quella pattuita che non aveva previsto il costi per l’intagliatura e la doratura dell’ancona. In una scrittura del Marani, a proposito di quanto detto, si legge: « ……i pittori stanno tentando di ricattare i confratelli, chiedendo una maggiorazione del compenso, salvo appunto trattenere presso lo studio il dipinto».

Una sentenza del 1506 chiuse definitivamente la diatriba tra la confraternita e Leonardo, dichiarando “incompiuto” il dipinto: questo doveva essere portato a termine dall’artista, mentre la Confraternita avrebbe dovuto saldare la cifra del conguaglio pari a 200 lire (50 ducati). A questo punto dobbiamo inserire un pizzico di confusione perché, quando nel 1785 venne soppressa la confraternita e vendute le opere della struttura tra le quali anche “Vergine delle Rocce” (commissionata?), questa seguì un itinerario che la portò al National Gallery di Londra anzichè al Louvre. L’opera commissionata dalla Confraternita non era quella di cui abbiamo parlato in questa pagina, cioè quella del Louvre, o forse …. sì!. Moltissime sono le ipotesi fatte dagli studiosi, tra le quali le più avvalorate riferiscono che la prima versione fosse stata venduta durante il conflitto legale per una considerevole cifra, e Leonardo ne avrebbe realizzata una nuova versione, quella che appunto è esposta a Londra. Altri studiosi ipotizzano che la seconda versione sia stata eseguita per altri committenti. Finirà di stupirci il nostro genio? Vedremo nelle prossime critiche.

(*) Pittore iscritto al GAI Giovani Artisti Italiani

GOVERNO! E’ CRISI?

di Emanuela Maria Maritato (*)

Meteo incerto nel Partito delle Libertà dopo il tempestoso faccia a faccia fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini per le riforme. Il premier avrebbe chiesto 48 ore di riflessione. Fini: “Berlusconi “deve governare per l’intera legislatura, ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”. Fonti della maggioranza gettano acqua sul fuoco sostenendo che il presidente del consiglio non ha mai invitato il presidente Fini a lasciare la presidenza della Camera.
Anche se leader di An “è ovviamente libero di prendere tutte le decisioni che ritiene più opportune e che, su invito del presidente Berlusconi, si è riservato di comunicare la prossima settimana”. Più rottura di così. Certo in queste ore i soliti pontieri tenteranno di ripristinare una corsia preferenziale fra i duellanti. Ora Berlusconi “ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”, ha spiegato in una nota diffusa dopo il suo colloquio a Montecitorio con il presidente del Consiglio, il presidente della Camera.
Rifletti bene su questa decisione di dar vita a gruppi autonomi perché se lo farai l’inevitabile conseguenza dovrebbe essere quella di dover lasciare la presidenza della Camera. Silvio Berlusconi, a quanto riferiscono fonti della maggioranza, avrebbe replicato così al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nel corso del pranzo a Montecitorio avrebbe ventilato l’ipotesi di dar vita a gruppi autonomi. All’avvertimento del cavaliere, stando alle stesse fonti, Fini si sarebbe riservato di comunicare una decisione entro la prossima settimana. Toni di rottura nel vertice tra il premier Silvio Berlusconi ed il presidente della Camera Gianfranco Fini.

Quest’ultimo – riferiscono fonti di maggioranza – ha esplicitamente detto che è pronto a costituire suoi gruppi autonomi in Parlamento, accusando governo e Pdl di andare a traino della Lega. Il premier Berlusconi – riferiscono le stesse fonti – avrebbe chiesto 48 ore di riflessione.
Fini, più volte sollecitato dai cronisti a commentare la vicenda prima del lungo incontro con una delegazione del Parlamento russo guidata dal suo presidente Sergey Mironov, si è trincerato dietro un deciso non comment. Come è andata con il presidente della Camera, Gianfranco Fini? “Ma io… fatevelo dire dagli altri. Sapete che sono riservato…”. Silvio Berlusconi, al termine di una breve passeggiata per via del Babbuino, nel centro di Roma, risponde così ai cronisti che gli chiedono come sia andato il pranzo con il cofondatore del Pdl.”Il presidente della Camera non ha nulla da dichiarare. Se lo riterrà opportuno sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a commentare l’incontro”. E’ quanto afferma Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini, al termine del pranzo durato due ore a Montecitorio con il premier Berlusconi.
Neppure Umberto Bossi, diversamente dal solito, si mostra troppo loquace. Problemi con Fini? Per adesso no” – “Contrapposizioni con Fini? Per adesso no”. Risponde così Umberto Bossi ai giornalisti che vedono il leader leghista passare al piano nobile di Montecitorio, dove proprio in queste ore si sta svolgendo il vertice tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. “Sarei il terzo incomodo…”, risponde il leader del Carroccio a chi gli chiede se stia passando a prendere il caffé con il premier ed il presidente della Camera.

(*)

Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

IL CONCETTO DI ‘BENESSERE PERSONALE’

di Gaetano Caira (*)

Spesso abbiamo un opinione molto confusa sul concetto di “benessere personale”. Viviamo oggi in una società materialistica in cui i mass-media ci assillano con le loro informazioni preoccupandosi di soddisfare solo delle esigenze fisiche ed economiche dell’uomo. L’uomo occidentale, ormai da troppo tempo, ha trascurato la sua parte interiore che contribuisce a migliorare il suo stato mentale e psicologico. Infatti dedichiamo poco tempo a guardare dentro di noi e a seguire degli schemi che possono migliorare la nostra qualità di vita interiore e il rapporto che abbiamo con il nostro prossimo. Abbiamo, infatti,  un opinione confusa su questo concetto e non ci preoccupiamo a risolvere i nostri veri problemi valutandoli in maniera superficiale.

Da centinaia di anni ci siamo allontanati da un ambiente naturale per venire trapiantati in luoghi circondati da mura di cemento e mattoni spesso costruite  senza dei criteri naturali. La nostra parte energetica, complementare e necessaria per il benessere personale, è stata trascurata rompendo l’equilibrio naturale dell’ambiente in cui viviamo. Il risultato di tutto questo è che l’uomo si sente spesso un estraneo nella sua casa con tutti i disturbi che ne derivano. Mal di testa, ansia, nervosismo, mancanza di motivazione e depressione sono solo i primi sintomi di questa precarietà dell’equilibrio energetico dentro e fuori il corpo dell’individuo.
Il concetto di benessere personale può essere sintetizzato come “il risultato dell’interazione delle dimensione interne ed esterne dell’uomo che concorrono nell’ambiente in cui vive”. Con il rispetto dei principi naturali e l’integrazione con la dimensione esterna in cui viviamo si garantisce armonia e benessere nella casa.

Ecco perché appassionato delle diverse discipline che aiutano a migliorare la qualità di vita nella casa ho raccolto tutte le informazioni e ho scritto il mio interessante ebook “Feng Shui e Armonia della Mente”. Il Feng Shui rappresenta un’antichissima e nobile disciplina orientale che ci insegna che l’armonia della casa è fondamentale per il corretto equilibrio interiore di chi la abita. Infatti la disposizione delle stanze e dell’arredo non dovrebbe essere casuale, ma pensata e studiata per armonizzare gli ambienti intorno all’uomo.
Oggi l’uomo per risolvere i propri problemi di equilibrio interno deve essere più consapevole della propria natura fisica ed energetica. Ha trovato le sue risposte in verità nascoste ed ora ha l’opportunità di cambiare la visione della sua vita inizialmente solo materialistica.
L’uomo è un essere multidimensionale ed energetico: ha le radici in diverse matrici dimensionali ed è tutt’uno. E’ composto al 50 per cento di materia fisica e 50 per cento di energia. Nella nostra vita dobbiamo dare sempre il massimo per meritare che l’altra parte 50 per cento lavori per noi! Ecco perché è importante avere fede anche in quello che facciamo: “L’energia segue sempre il pensiero”  (Choa Kok Sui-  Maestro di Pranic Healing).
Prima di ogni nostra azione proviamo ad immaginare già completamente realizzata nei migliore dei modi. Dobbiamo esser consapevoli che siamo sempre fatti di energia che ci aiuta a completare e migliorare la qualità della nostra vita. Possiamo affermare che siamo “esseri spirituali che stanno avendo una esperienza umana” e non come molti pensano “esseri umani che stanno avendo una esperienza spirituale”.
Tutto quello abbiamo intorno non ci appartiene:  è letteralmente  “provvisorio”…Eppure l’uomo incorre sempre nel solito errore! E’ costantemente convinto di essere eterno in questa dimensione e cerca di appropriarsi di tutto quello che lo circonda. Tutto, però, ci è stato prestata dal Creatore dell’universo per evolverci e migliorare la nostra vita. Ma dal punto di vista fisico l’uomo vuole diventare l’unico proprietario di tutte le sue cose terrene; dal punto di vista energetico vuole anche appropriarsi dei suoi sentimenti ed emozioni!
A volte, infatti, cerca di trattenere dei sentimenti forti come rabbia e astio energizzandoli negativamente senza distaccarsi da essi. Questa energia è stata bloccata e può provocare danni seri a sé stesso e anche ad altri. Bisogna essere consapevoli che l’energia è come un “fiume” e deve sfociare nel mare: non può in qualche modo fermarsi. Conseguenza è che i terreni confinanti si inondano di acqua e si arricchiscono di insetti nocivi: si trasformano in acque malsane procurando danni seri nell’ambiente naturale. L’uomo trattiene in maniera inconsapevole l’energia e non si rende conto che così facendo non risolve a fondo i suoi problemi! Una volta distaccatosi da essa trova la soluzione: il vero “miracolo”.
Abbiamo detto che l’uomo è un “essere energetico” e si comporta come una “spugna energetica”: assorbe tutta l’energia che gli gira intorno. E’ dotato di antenne che analizzano il suo equilibrio energetico: comportamenti, pensieri ed emozioni che sono nell’ambiente. Se pensa “positivo” attrae “pensieri positivi”; se pensa “negativo” attrae “pensieri negativi”con tutte le conseguenze dannose. Per il bene del nostro equilibrio psico-fisico la nostra mente si nutre solo di pensieri positivi. Ecco perché funzionano tutte le discipline e la filosofia del pensiero positivo!
Se siete interessati a discipline e argomenti che riguardano il miglioramento della qualità della nostra vita potete visitare il mio sito www.migliorare.beepworld.it dove troverete molti consigli utili e potete anche scaricare gratis il primo capitolo del mio ultimo ebook “Feng Shui e Armonia della Mente”.

(*) Autore di “Feng Shui e Armonia della Mente” –  www.migliorare.beepworld.it

LA ROMA PASSA IN TESTA! IL NAPOLI DICE ADDIO AI SOGNI CHAMPIONS!

di Sergio Cimmino (*)

L`Inter impatta per 2-2 contro una buona Fiorentina. I neroazzurri, dopo essere andati sotto, sfoderano una prestazione di gran carattere e ribaltano la situazione con Milito ed Eto`o. Il vantaggio dura poco: il goal del definitivo pari lo mette a segno Kroldrup.Con lo stesso risultato il Milan viene fermato in casa dal Catania. Pareggio che affievolisce di molto le speranze rossonere nella corsa allo scudetto. La squadra di Leonardo per due volte in svantaggio riesce a raddrizzare il match, ma nonostante l`arrembaggio finale non riesce a far sua la gara. Ennesima eccellente prova per il Catania. Altra ottima prestazione per Maxi Lopez, 7 goals in 12 partite per l`attaccante ex Barcellona.
La corsa al quarto posto sembra un duello tra Palermo e Sampdoria, entrambe quarte a quota 54. La squadra di Delio Rossi si riscatta dalla sconfitta patita nel derby. I rosanero, dopo essere passati in svantaggio, rimontano e piegano il Chievo. 3-1 il finale.
La Sampdoria fa suo il “Derby della Lanterna” e supera il Genoa grazie ad un goal di Cassano. Partita giocata come da tradizione: grande intensità ed agonismo tra due squadre in piena corsa per un posto in Europa. Rimane in corsa anche la Juventus che si impone sul Cagliari per 1-0.

Chiellini realizza il goal vittoria e consente ai bianconeri di rimanere a 3 punti dalla zona Champions.
Dice addio all’Europa che conta il Napoli, sconfitto in casa 3-2 dal Parma. Vittoria che rilancia invece gli emiliani in chiave Europa League.
Importanti vittorie in chiave salvezza. L`Udinese vince a Livorno per 2-0. A segno, manco a dirlo, Antonio Di Natale che sigla il suo 23esimo goal stagionale. Numeri straordinari per il talento napoletano: sta trascinando la sua squadra verso la salvezza.
Vittoriosa in trasferta anche la Lazio, 3-2 sul Bologna.
Gli uomini di Reja riescono a recuperare il doppio svantaggio e si portano a +6 dalla zona rossa.Termina 3-2 anche tra Siena e Bari. Vittoria che consente ai senesi di tenere vive le speranze di una salvezza che comunque appare molto difficile.
La Roma va magicamente in testa e fa sognare i suoi tifosi!

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

FINTI DENTISTI A TORINO

di Vittorio Savoia (*)

TORINO – Si sa, in tempi di crisi è meglio risparmiare sulle spese di tutti i giorni, ma forse non è sempre bene pensare al risparmio se a farne le spese può essere la salute di ognuno di noi. Le indagini dei Nas di Torino, negli ultimi giorni hanno portato all’arresto di ventitre persone accusate di aver esercitato, abusivamente, la professione dentistica. Di certo non è il primo caso balzato in Italia agli onori della cronaca, non è che uno dei tanti casi di persone che, esponendo titoli fasulli, o guadagnati sul web piuttosto che sui banchi e sugli immensi libri universitari, mettono le mani in tasta, e in bocca, agli italiani, in cerca della buona prestazione sanitaria, a basso costo. E’ facile cadere nella trappola di questi dentisti non riconosciuti dalla legge italiana. Fa gola a tutti la cura dentistica ad un prezzo, che pur non essendo irrisorio, non sfiora mai le alte cifre dei veri dentisti, quelli che sì sui banchi di università hanno versato litri di sudore.
E se per i Nas, a livello nazionale, non è ormai difficile scovare questi veri e propri truffatori, anche per gli stessi dentisti non è difficile aprire queste attività pseudo-mediche. Da quanto risulta dai nomi degli arrestati, molti sono recidivi. Erano già stati denunciati per le irregolarità dell’esercizio abusivo della professione medica, ma abbassata una serranda ne hanno rialzata una a dovuta distanza, giusto per non farsi riconoscere dai vicini.

Come trovare questi finti dentisti? Difficile ma allo stesso tempo facile. Non pubblicizzano mai il proprio studio dentistico, né sui giornali né sugli elenchi telefonici. Tutto si bassa sul passaparola. Nulla di più, ma abbastanza per restare nell’ombra e continuare a truffare i cittadini, che fiduciosi, si rivolgono a presunti professionisti nella speranza di ottenere un ottimo servizio in cambio di spese non esose.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

PROCESSO DI MODICA

di Vittorio Savoia (*)

TORINO – La Corte d’Appello del Tribunale di Torino esterna, dopo che la Corte di Cassazione, le ha rimandato indietro il caso, le sue opinioni sul processo Marina Di Modica, la donna scomparsa nel nulla l’8 maggio del 1986, che vede come unico imputato l’ex Paolo Stroppiana, il filatelico con cui la Di Modica aveva appuntamento nella sera della scomparsa. La Corte d’Appello torinese infatti, preso atto di anni di udienze e di prove, si sbilancia sostenendo la colpevolezza di Stroppiana prima e poi le presunte modalità con cui la Di Modica sarebbe stata uccisa. Nel corso del processo che dura ormai da molti anni infatti, le testimonianze rese da donne che avevano frequentato intimamente lo Stroppiana, risulta che quest’ultimo avesse l’abitudine di indurre le partners a una pratica sadica del rapporto carnale. Questa secondo la Corte d’appello del capoluogo piemontese sarebbe la causa del decesso della donna. “L’imputato – dice la Corte – durante la pratica sadica del rapporto sessuale, avrebbe stretto il collo della donna tra le sue mani, fino a provocarne la morte”. Ma data la scarsità di indizi probatori raccolti nei lunghi anni della vicenda, alla Corte torinese non resta che formulare un’imputazione per delitto preterintenzionale, oltre l’intenzione, e cioè  Paolo Stroppiana avrebbe provocato, oltre la sua volontà, la morte della donna.

Un processo da sempre avvolto da un alone di mistero. I familiari della donna infatti non hanno mai avuto notizie del corpo della donna, che ancora oggi risulta scomparso nel nulla.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino