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14.30 Scambiato sangue, donna muore a Torino.

Una trasfusione di sangue sbagliata, alle Molinette di Torino, potrebbe essere la causa della morte di una donna di 76 anni. L’errore sabato scorso, quando la paziente é stata ricoverata.”Errore gravissimo -ammette Marco Rapellino, direttore della struttura qualità e gestione del rischio delle Molinette-ma occorre aspettare l’autopsia per evidenziare il rapporto causa-effetto tra trasfusione e morte”.

IL FRICO…PIATTO TIPICO DELLA CARNIA

di G.LC.

Ingredienti

250 grammi di patate
50 grammi di cipolle
30 grammi di burro
260 grammi di formaggio montasio suddiviso in 130 di formaggio fresco ed altrettanti di stagionato. In assenza si può usare anche solo del montasio mezzano
Procedimento

Tagliate il formaggio a pezzetti piccoli. Pelate e lessate al 50% le patate, poi tagliatele a fettine sottili (in alternativa si possono anche tagliare a fettine e mettere in microonde per una decina di minuti). In una padella sciogliete il burro e fate ‘morire’ la cipolla affettata.

Unite quindi le patate e ultimate la cottura aggiustando di sale e pepe. A questo punto aggiungete nella padella anche il formaggio. Lasciate cuocere per alcuni minuti, fino a quando sul fondo il formaggio non avrà formato una sottile crosticina, quindi girate il frico eventualmente con l’aiuto di un piatto e lasciate formare la crosticina anche dall’altro lato. Probabilmente sciogliendosi il formaggio produrrà parecchio olio che potete eliminare a più riprese. Servite il frico ben caldo.

 

FILM: I MERCENARI – THE EXPENDABLES

di Francesco Losito (*)

 

Sylvester Stallone ci propone un film pieno di azione e adrenalina,dando l’mpressione di essere tornato lo Sly dei tempi migliori, dopo che ultimamente era andato un po’ smarrendosi in prove di attore e di regia non molto all’altezza del suo calibro [Rocky Balboa (2006), John Rambo (2008) ndr].
Egli stesso ha affermato che questo è il film più difficile che abbia mai girato nella sua carriera. Il film, oltre ad avere un forte impatto visivo, si può considerare come una delle poche occasioni in cui vedere recitare nello stesso film attori che hanno una carriera ricca di film “simili “ tra loro, cioè film che sono più o meno simili nel contenuto e nella miscela di azione con un pizzico lotta e arti marziali.

Come appena detto, il cast del film è costellato da fuoriclasse del genere:
Sylvester Stallone (basta ricordare Rocky e Rambo);
Jason Statham [The One (2001), The Transporter (2002)];
Jet Li ,campione di arti marziali e protagonista di Romeo deve morire (2000), Hero (2002), Danny the dog (2005) e La Mummia 3 (2008);
Mickey Rourke, candidato all’Oscar nel 2009 per The Wrestler e nemico spietato in Iron man 2 (2010);
Dolph Lundgren, divenuto famoso per il ruolo di Ivan Drago, il fortissimo pugile russo in Rocky IV;
Eric Roberts, fratello maggiore di Julia e boss mafioso nell’ultimo film di Batman, Il Cavaliere Oscuro (2008).
Come se non bastasse nel film recitano una piccola parte , e anche gratis, Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger ( è la prima volta che Stallone e Schwarznegger recitano assieme in un film).
Il film è stato girato a Rio de Janeiro e New Orleans tra aprile e luglio 2009 ed ha avuto un budget di 80 milioni di dollari.
Le musiche sono composte da Brian Tyler [Alien vs Predator 2 (2007), John Rambo,
Dragonball Evolution (2009)].

TRAMA
Barney Ross e i suoi uomini sono un gruppo di mercenari chiamati in missioni sempre andate a buon fine seppur con alto rischio.
A Ross viene affidata una missione dagli esiti del tutto imprevedibili: uccidere il dittatore dell’isola di Vilena, situata nel Golfo del Messico, piena di soldati a guardia dell’isola e del generale stesso.
Viene fatto prima un sopraluogo sul posto; Ross conosce Sandra ,figlia del generale e prima oppositrice di suo padre e di Munroe, agente della Cia, artefice del potere del generale dull’isola.
In un primo tempo Barney rifiuta l’affare e torna indietro, ma successivamente decide di tornare a Vilena per aiutare la ragazza,nel frattempo fatta prigioniera da Munroe.

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università “Aldo Moro” di Bari

LA VICENDA DELLE QUOTE LATTE

di Michel Emi Maritato (*)

La manovra 2010 ha totalmente ignorato l’agricoltura salvo che per le multe latte. A sorpresa infatti, con la benedizione del governo, è entrato nel provvedimento lo slittamento del pagamento delle rate delle multe latte (a carico di coloro che avevano prodotto più latte di quanto concesso dai regolamenti comunitari); in particolare la prima rata prevista dalla legge 33 del 2009 e la sesta fissata dalla precedente rateizzazione (legge 119 del 2003). La «33» è la  legge dello scorso anno che ha assegnato le nuove quote ottenute dall’Italia a condizione però che chi aveva ancora i conti aperti regolarizzasse la posizione rateizzando il debito.

La stessa cosa era avvenuta del 2003 quando l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva concordato con l’Europa un pagamento dilazionato in 14 anni in quel caso senza interessi. Nonostante le due leggi i grandi «splafonatori» continuano a non pagare.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

LA VICENDA DELLE QUOTE LATTE

di Michel Emi Maritato (*)

La manovra 2010 ha totalmente ignorato l’agricoltura salvo che per le multe latte. A sorpresa infatti, con la benedizione del governo, è entrato nel provvedimento lo slittamento del pagamento delle rate delle multe latte (a carico di coloro che avevano prodotto più latte di quanto concesso dai regolamenti comunitari); in particolare la prima rata prevista dalla legge 33 del 2009 e la sesta fissata dalla precedente rateizzazione (legge 119 del 2003). La «33» è la  legge dello scorso anno che ha assegnato le nuove quote ottenute dall’Italia a condizione però che chi aveva ancora i conti aperti regolarizzasse la posizione rateizzando il debito.

La stessa cosa era avvenuta del 2003 quando l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva concordato con l’Europa un pagamento dilazionato in 14 anni in quel caso senza interessi. Nonostante le due leggi i grandi «splafonatori» continuano a non pagare.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

ALEMANNO MANTIENE LA PAROLA DATA :FINALMENTE LO SGOMBERO DEI NOMADI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Duecentonove insediamenti abusivi nel mirino del piano nomadi.
Il maxi bliz scatterà stamattina quando la task force coordinata, ordinata dalla prefettura  inizierà lo sgombero del primo degli oltre duecento campi abusivi che sorgono nelle periferie della capitale.
Ad essere mandati via saranno circa 2500 nomadi che vivono in campi improvvisati ed in condizioni di un degrado davvero totale
Ad illustrare il piano è lo stesso sindaco  GIANNI ALEMANNO, il quale afferma che dalla prossima settimana inizieranno i lavori per lo sgombero,rende noto inoltre che nessuno può pretendere di sgomberare 200 insediamenti abusivi e 2500 persone in un mese o ancor peggio in una settimana.

Bisogna invece fare un lavoro decisamente sistematico e veloce, tenendo una professione costante e decisa perche non c’è un intervento risoluto una volta per tutte.
Si contano già una sessantina i  micro campi abusivi sgomberati.
Un piano che come precisa ALEMANNO, che nei  campi regolari ci andrà solo chi è a ROMA da almeno anni 10,ma ci andranno tutti coloro che fanno e faranno la scelta
 di rispettare integrazione e legalità.


(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

 

 

IL PRONTO SOCCORSO NELLE ALTERAZIONI DELLO STATO DI COSCIENZA

di Silvia Codella (*)

Cosa fare quando una persona cade a terra priva di coscienza di fronte a noi? Come aiutarla? Si tratta di situazione d’emergenza in cui molto dipende dalla nostra preparazione! L’importante è agire bene sapendo quello che facciamo.

Innanzi tutto bisogna cominciare col capire il concetto di stato di coscienza: si tratta di uno stato mentale che caratterizza gli individui sani; è ciò che ci rende vigili, consapevoli di noi stessi, del proprio corpo e di tutto ciò che ci circonda. E’ il risultato dell’interazione di diverse componenti del nostro sistema nervoso e non può essere considerato come statico, in quanto esso normalmente risulta flessibile e capace di adattarsi alle varie circostanze. In condizioni di buona salute si può parlare di oscillazioni fasiche del livello di coscienza (veglia e sonno) nonché oscillazioni di campo (nei momenti di pericolo la nostra attenzione è focalizzata principalmente sull’emergenza).

Tutto questo è valido fin quando parliamo di soggetti sani ma sono numerose le situazioni patologiche in cui tale stato può risultare molto alterato, ben lontano dalle normali variazioni, come:

 

– alterazione o arresto cardiovascolare (infarto);
– infezioni;
– intossicazioni (da oppiacei, psicofarmaci, alcolici);
– shock;
– traumi cranici;
– accidenti vascolari cerebrali (ictus);
– alterazioni metaboliche (diabete, cirrosi epatica);

 

Molte di queste condizioni possono verificarsi improvvisamente ponendo l’individuo in uno stato di forte pericolo di vita in quanto privo della capacità di accorgersi di quello che gli sta succedendo e quindi di risolvere il problema o chiamare i soccorsi. Se non avviene un tempestivo intervento esterno lo stato può quindi aggravarsi.

Ecco l’importanza della diffusione delle principali manovre di pronto soccorso affinché tutti siano in grado di gestire la situazione al meglio, per lo meno fino all’arrivo del soccorso medico. Ricordando bene che l’omissione di soccorso è punibile penalmente.

Per chi non è un soccorritore esperto, intervenire in queste situazioni può essere difficile, considerando soprattutto lo stato emotivo in cui ci si trova ed il rischio di commettere errori che possono aggravare le condizioni della persona.
I concetti fondamentali di un buon soccorso laddove c’è alterazione dello stato di coscienza sono:

 

– MANTENERE LA CALMA!;

– CHIAMARE O FAR CHIAMARE IMMEDIATAMENTE IL 118 (L’AMBULANZA) ED ASCOLTARE CON ATTENZIONE CIO’ CHE CI CHIEDE L’OPERATORE;

– ASSICURARSI DI ESSERE AL SICURO (prima la propria sicurezza e poi quella della persona in difficoltà, altrimenti sarebbe vano il soccorso);

– NON AFFRETTARSI A FARE MANOVRE SENZA ESSERE SICURI, POTREBBERO AGGRAVARE LA SITUAZIONE ( non dare alcolici o bevande da bere e non far alzare subito la persona);

– PROVARE A RACCOGLIERE INFORMAZIONI UTILI PER CAPIRE COSA E’ SUCCESSO E DA RIFERIRE AL PERSONALE MEDICO: osservare attentamente l’ambiente e porre le domande alle persone che ci circondano, magari ai parenti, per capire se la persona priva di coscienza aveva avuto sintomi precedentemente, se è affetta da qualche malattia , se prende farmaci, se è stata esposta a sostanze tossiche ed inoltre quali sono state le modalità di comparsa dello stato d’incoscienza;

– SE SI E’ PREPARATI E CALMI SI PUO’ PROVARE A SVOLGERE CON ESTREMA CAUTELA LE PRIME MANOVRE:

Quindi, cosa fare?

Importante è prima di tutto verificare le funzioni vitali (battito e respiro), se assenti uno o entrambi avvertire immediatamente il 118 aspettando istruzioni; se presenti ambedue valutare l’aspetto della persona:

1. Valutare lo stato di coscienza (secondo la GLASGOW COME SCALE) :

– PERSONA CONFUSA (apre gli occhi solo se sollecitata, non risponde in modo coerente alle semplici domande che le vengono poste e se le viene chiesto di effettuare facili movimenti non risulta in grado di eseguire),

– PERSONA INCOSCIENTE (non apre gli occhi in seguito a nessuno stimolo verbale o fisico, non risponde verbalmente e non si muove) 

2.se appare molto pallida e sudata, con il polso difficile da sentire, cercare dolcemente di alzare le gambe rispetto alla testa per favorire l’afflusso del sangue al cervello.

3. Se ha la cute rossa con il battito molto accelerato cercare di alzare il busto rispetto alle gambe per ridurre la pressione del sangue al cervello;

4. Se vomita girarlo su un lato affinché non si ostruiscano le vie aeree, altrimenti un individuo privo di coscienza soffocherebbe;

5. Se la persona è stata soggetta ad un forte trauma cercare di muoverlo il meno possibile evitando di aggravare le possibili lesioni;

Insomma non possiamo fare grandi manovre, che sono riservate al personale qualificato, eppure questo primo piccolo intervento, mantenendo la calma, chiamando aiuto con la telefonata al 118 e se possibile eseguendo le tecniche di base sopra elencate in attesa che arrivino i soccorsi, a volte può fare la differenza e può essere un GRANDE aiuto!

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma

IL PDL NON C’E’ PIU’

di Emanuela Maria Maritato (*)

Il PDL non c’è più, ora si cerchi un patto per evitare ribaltoni e arrivare alla fine della legislatura. Gianfranco Fini prende la parola alla festa di FUTURO E LIBERTA’ DI MIRABELLO. Non annuncia un nuovo partito ,né  il passaggio all’opposizione ma soltanto un diretto attacco ai suoi ex compagni. Ovviamente Fini coglie così l’occasione per attaccare SILVIO BERLUSCONI, LA LEGA e GLI EX COLONNELLI AN ed infine il direttivo di un partito, che salvo poche eccezioni, ha votato per un estromissione degna dello stalinismo.FINI spiega che non c’è la possibilità di rientro in un partito, il PDL che ho contribuito a fondare  ma che ora non esiste più.

Le divisioni non sono però solo la conseguenza della spaccatura, queste infatti,sono in primis dovute ad alcune divergenze politiche come ad esempio quelle sul tema giustizia (“noi siamo garantisti e favorevoli al lodo al LODO ALFANO ma è necessario fermare GHEDDAFI, il quale cerca una soluzione e non la trova”). Vogliamo(leggi che tutelino il PREMIER , non che cancellino i processi”) e sul fronte economico “con dei tagli che hanno colpito indiscretamente settori fondamentali quali scuola e sicurezza” e anche per altri episodi come l’incontro con GHEDDAFI (“una genuflessione indecorosa”)
Le differenze non sono però sufficienti tanto da giustificare un totale cambio di campo,”ORA è NECESSARIO UN PATTO CHE AIUTI A CAPIRE COME FINIRE LA LEGISLATURA”.
Diverse sono state le reazioni all’intervento di FINI.Da una parte l’opposizione con ANTONIO DI PIETRO, che chiede a FINI da quale parte stare, al GOVERNO o ALL’OPPOSIZIONE. Dall’altro il MINISTRO MARONI “AN è RINATA , partito che difende gli interessi del SUD, adesso vedremo se andare avanti avrà un senso”.


(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

 

ATREJU 2010: DRITTO AL CUORE DI CHI CREDE

Domani, Mercoledì 8 Settembre si apre il consueto appuntamento di Atreju, l’annuale ritrovo della destra giovanile italiana.
Ad ospitare l’evento, la suggestiva cornice del parco del Celio, a ridosso del Colosseo: Un villaggio ecocompatibile-ha detto il ministro della Giovent
ù allombra del Colosseo, massimo simbolo della nostra nazione.
Due sono i messaggi chiave delledizione 2010, il primo è
Dritto al cuore di chi crede!: uno slogan che è una sfida generazionale afferma Giorgia Meloni è la volontà di ricondurre la politica su binari di suggestione capaci di attirare i giovani verso la forma più bella di impegno civile. Perchè la politica è una sfida giovanile, generazionale di chi mantiene i piedi per terra ma non ha smesso di guardare la luna, come il ragazzo de La storia infinta che lotta contro il nulla che avanza. 

L’altro messaggio è Mille sogni, una sola Italia: Non potevamo tralasciare lappuntamento del prossimo anno con la celebrazione del 150esimo anniversario dellunità dItalia, che e stata realizzata grazie ai giovani e ai giovanissimi.
La manifestazione si snoder
à attraverso cinque giornate ricche di dibattiti, con interventi volutamente bipartisan, inseriti per innescare un confronto che si apra a 360 gradi perchè come sostiene la Meloni, chi ha unidentità forte non deve temere il confronto. Gli incontri di quest’anno vedranno impegnati il presidente del Consiglio, il presidente del senato, 12 ministri, 70 relatori di grande profilo, sindaci, giornalisti e intellettuali. Tra gli ospiti musicali Max GazzE Irene Grandi e Davide Van de Sfross.
Proprio Silvio Berlusconi chiuder
à la festa domenica 12 settembre alle 11, intervistato dal Ministro della Gioventù.
Non è
mancata un botta e risposta a distanza con Gianfranco Fini che a Mirabello aveva qualificato la militanza in politica dei giovani come poca cosa.
Credo che limpegno dei giovani in politica, come dimostra la passione che i giovani hanno messo nellorganizzare Atreju ribatte Giorgia Meloni non sia poca cosa come lha definita il presidente Fini. Io credo che limpegno dei giovani in politica, come dimostra la passione che hanno messo nellorganizzare Atreju, non sia poca cosa ma un autentico miracolo e noi dobbiamo accendere i riflettori su questo miracolo.

 

La Meloni, inoltre, ha duramente commentato le parole di Fini, che ieri ha accusato gli ex An di essere  colonnelli pronti a cambiare generale: Definire il Pdl semplicemente come una Forza Italia allargata è

 ingeneroso e riduttivo. Non sono mai stata un colonnello e non lo sono ora. Ma il presidente Fini è stato ingeneroso verso migliaia di militanti che hanno deciso di continuare a seguire quel percorso che era stato tracciato dallo stesso Fini. Si tratta della stessa classe dirigente che lui aveva selezionato per un percorso che lui ci ha convinto a fare. Io stessa ero tra le meno convinte. Abbiamo accettato una sfida, non si può idurre tutta la questione a quattro colonnelli”.

08.14 OPPOSIZIONI

CASINI ATTACCA DI PETRO ALLA FESTA DEL PD E LA FOLLA LO ACCLAMA.

08.10 AGGUATO NEL CILENTO

POLLICA UN KILLER HA SPARATO NOVE COLPI DI PISTOLA
UCCISO IL SINDACO CHE DICEVA NO ALLA CAMORRA.

08.07 POLITICA

BERLUSCONI E BOSSI:FINI LASCI…
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA NON E’ PIU COMPATIBILE CON IL SUO RUOLO,NON E’ PIU’ SUPER PARTES.

PATATE NOVELLE IN SALSA CON GAMBERETTI

di Angela Annunziata

1kg di patate novelle, 1\2 kg di gamberetti, salsa di yogurt, caviale , maionese light, 50g di crema di olive, bottarga in polvere, olio, sale.
Privare le patate della buccia, sbollentarle x circa 10 min, in una teglia mettere le patate e un filo di olio e infornare a 250° x 30\40 min.
Nel frattempo mescoliamo le salse con un filo d’olio, in ultimo uniamo i gamberetti, quando le patate saranno cotte metterle in un piatto da portata e colare la salsa, prima di servire spolverare con la bottarga.

 

HO VOGLIA DI NORMALITA’

di Carmela Maraglino
 
Che grandi parole!
Le ho appena lette sulla bacheca di un amico.
Normalità, condizione umana tanto disprezzata e tanto difficile da vivere.
Normalità, come un giorno normale, in cui tutto è al suo posto e il posto di tutto è quello giusto.

Normalità, come sicurezza.
Normalità, come comunanza.
Normalità, come certezza.
Normalità, come semplicità.
Normalità, come i gesti consueti che rassicurano, che danno continuità tra ieri e oggi.

 Normalità, come ordinario e scontato, quando quell’ordinario ancora lo possiedi.
Normalità, come rimpianto per quel che di normale possedevi e non sapevi di possederlo.
Normalità, come vita che aspetta di viversi nel suo normale sviluppo.
Normalità, come futuro che c’è.
Normalità, come il sapore di cose buone e genuine.
Ho voglia di normalità anche io. Di questa normalità.
Invece, intorno a noi tutto parla di altro.
Tutto spinge all’eccesso.
Eccesso di sensazioni.
Eccesso di emozioni.
Eccesso di azioni.
Eccesso di relazioni.
Eccesso come USCIRE FUORI DALLA NORMALITA’.
Questo è ciò che c’è intorno a noi.
Questo è ciò che richiede e vuole la nostra società, che spinge all’eccesso e al consumo, all’uso e all’abuso di tutto.
Uso e abuso dei corpi.
Uso e abuso delle cose.
Uso e abuso della mente.
Uso e abuso.
Eccesso, appunto, da cui rientrare, per poi rientrare e tornare a vivere la normalità.
Questo è quello che accade.
Ma, la normalità, una volta usata e abusata attraverso gli eccessi, come potrà essere vissuta di nuovo?
Si sarà capaci, poi, di vivere la normalità, oppure la normalità sarà diventato l’uso e l’abuso?
Ecco, queste sono le domande che mi pongo in una domenica mattina di settembre, mentre tutto intorno a me sonnecchia nel torpore concessoci dal giorno di festa.

L’ILLUMINISTA VERONESI

di Francesco Bruni

In occasione della manifestazione ancora in corso “Libri del Borgo Antico”, che si svolge a Bisceglie nella neonata provincia BAT, nella quale “autori e giornalisti di fama nazionale” si confrontano, ho avuto il piacere e l’onore di ascoltare Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale, ex Ministro della Salute nonchè Senatore della Repubblica, impegnato con anima e mente nella lotta ai tumori. Un incontro decisamente particolare in considerazione del fatto che del suo libro si è parlato poco; o meglio, si è partiti da alcune provocazioni presenti all’interno dello stesso per riflettere su tematiche affini ma non eguali.

Il dibattito si è aperto anzitutto con una felice quanto particolare definizione di “scienza” che, secondo il professor Veronesi, deve rappresentare un mezzo teso al raggiungimento del benessere nella società essa dunque, citando, deve obbligatoriamente “essere parte della società” e, libera da condizionamenti subdoli e meschini; essa ha il compito “condurre l’umanità ad un livello più alto”. Da qui, la funzione “civilizzatrice” della scienza.
Fosse così saremmo davvero tutti soddisfatti e probabilmente vivremmo meglio.
Come denuncia Veronesi invece, “gli italiani non amano la scienza”. Essa sembra essere lontana “mentre impera la cultura umanistica”.
Nessuno è contro una cultura romantica in quanto essa rappresenta la natura umana e concretizza le tradizioni di un intero popolo. Il problema quasi insormontabile si erge nel momento in cui questa prende il posto dell’utilizzo razionale del proprio intelletto.
Il Senatore affermava infatti che l’Italia non è tanto in difficoltà per quanto riguarda la “ricerca scientifica”, quanto per l’assenza di un naturale “pensiero scientifico” che dovrebbe guidare le scelte di tutti. Se si accetta questo, si comprende come il problema della ricerca, che manca perchè non supportata anche economicamente, è diretta conseguenza dell’assenza del pensiero di cui sopra. “Razionalizzare la nostra vita” e “risolvere i problemi con l’uso dell’intelletto” sembravano due motti che molti hanno dimenticato o che non riescono ad accettare, in quanto vedono la “scienza” come lontana e adatta a pochi. E subito l’esempio: “un milione di laureati in materie scientifiche all’anno in Cina” non è solo questione di numeri. Esso è più il naturale risultato che in Cina “è la scienza che porta avanti il Paese”.
In tutto ciò non poteva mancare però il riferimento a quelle che Wikipedia definisce “controversie” alla voce Veronesi: il si al nucleare (visto anche la proposta del Pd a direttore dell’Agenzia Nucleare Italiana) e il si all’Ogm.
E il professore ne ha per tutti e due. Ricorda, come già presentato in un altro mio pezzo, che è assolutamente irrazionale paragonare le centrali di “generazione europea” (che anticipano quelle di quarta) in fatto di sicurezza a quelle che hanno causato i due pi?grandi disastri: Chernobyl e Three Miles Island, in quanto trattasi di strutture totalmente diverse, costruite con decenni di distanza le une dalle altre. Tanto da essere definite (quelle europee) “intrinsecamente sicure”. E sulle scorie: “Fanno male quando prese in mano”. Una gestione analitica e razionale dei depositi non implicherebbe alcun problema. E poi, una frecciatina agli antinuclearisti incoerenti: “Compriamo energia elettrica proveniente da centrali nucleari, la utilizziamo, ma lo critichiamo (il nucleare)”.
E sugli Ogm: “centoquaranta milioni di Ogm al mondo”. Provato che non ci sono rischi per la salute umana e agricola che verrebbe addirittura migliorata, perch?non sfruttare la moderna ricerca?
E poi, altre considerazioni qui riportate.
Una nota sul caso Englaro, che riflette il motto volterriano “Disapprovo quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”, per evidenziare il fatto che nonostante il medico abbia il dovere di salvare vite umane, è tenuto ad esaudire i desideri del paziente qualunque essi siano.
Una singolare definizione di “immortalit”, incentrata sul fatto che tutti noi siamo immortali per il solo fatto che il nostro Dna sarà contenuto nel genoma di tutte le generazioni future.
E last but not least, il suo amore per le donne, grande pretesto che l’ha guidato da sempre nella lotta ai tumori, e che gli è costato (forse)  il titolo “Donna ad Honorem”.
Questo è Veronesi. E non sbaglierei troppo se dicessi che uomini come lui incarnano la vera anima dell’Illuminismo francese, che, ahimè fa fatica a rinascere.