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12.34 LA PROPOSTA DI GHEDDAFI

LA “PROPOSTA”DI GHEDDAFI:5MILIARDI ALL’ANNO ALLA LIBIA CONTRO L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA O L’EUROPA DIVENTA AFRICANA.

12.10STRAGE A BRATISLAVA

STRAGE A BRATISLAVA,UN CINQUANTENNE SPARA E UCCIDE SETTE PERSONE,POI SI SUICIDA.CI SONO ANCHE OTTO FERITI, ALCUNI GRAVI.

12.06 un nuovo giallo in sala parto

ROMA,NUOVO GIALLO IN SALA PARTO AL CASILINO,MUORE NEONATO,LA FAMIGLIA:LITE TRA OSTETRICHE.OSPEDALE SMENTISCE TUTTO.

12.06 un nuovo gialloin sala parto

ROMA,NUOVO GIALLO IN SALA PARTO AL CASILINO,MUORE NEONATO,LA FAMIGLIA:LITE TRA OSTETRICHE.OSPEDALE SMENTISCE TUTTO.

RANDAGISMO NEL COMUNE DI OLBIA E NELLA REGIONE SARDEGNA

COMUNICATO STAMPA

Il Movimento Patria Nostra si indigna per la proposta choc del Consigliere Regionale Bardanzellu: Randagismo nel Comune di Olbia e nella Regione Sardegna.

Con la presente, gli scriventi circolo ambientalista Terza Era e MPN (Movimento Patria Nostra), chiedono urgenti delucidazioni in merito a quanto appreso nei giorni scorsi sulle dichiarazioni, apparse sul quotidiano l’Unione Sarda, del consigliere regionale del Pdl Gianfranco Bardanzellu.

Il consigliere ha infatti proposto di incenerire i cani per risolvere l’emergenza randagismo nel Comune di Olbia e nell’intero territorio della Regione Sardegna.Da sondaggi stranieri l’Italia è il paese che ama meno gli animali e infatti puntualmente come ogni estate i randagi aumentano perché abbandonati sulle strade e autostrade da chi va in villeggiatura facendo si che l’unico vero amico dell’uomo diventi un fastidio. Riteniamo che per limitare il fenomneo del randagismo, forse andrebbero proposte norme molto più severe e controlli molto più serrati nei confronti di chi pratica l’abbandono degli animali.Ricordiamo in oltre che nel nostro Paese l’uccisione degli animali d’affezione è un reato sanzionato penalmente e le leggi dello Stato di tutela dei cani puniscono chi li abbandona, maltratta e uccide. Sulla base di queste norme, riteniamo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle istituzioni, come dello stesso consigliere Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non istigare a commettere reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante e una scarsissima sensibilità.In attesa di Vostro sollecito riscontro e sopratutto in attesa che il consigliere Bardanzellu dia segni di un rapido ripensamento, porgiamo distinti saluti. 

 Giulia Sasso
Responsabile nazionale dell’Associazione “Terza Era” 
 
Fabio Rossi
Responsabile nazionale dipartimento ambiente “Movimento Patria Nostra

ZUPPA DI CECI ALLA CALABRESE

di Enrico Ferdinandi

ingredienti:
400 G di Ceci Secchi
1/2 Cipolla
1/2 Costa di Sedano
1 Spicchio di Aglio
10 Cl di Olio D’oliva Extra-vergine
1 Ciuffetto di Prezzemolo
Alcune Foglie di Rosmarino
500 G di Pomodori Freschi (o Pomodori Pelati)
200 G di Pasta Tipo Spaghetti
Dopo aver messo a mollo i ceci almeno con un giorno d’anticipo per ammorbidirli prendeteli e fateli cuocere per almeno due ore in una pentola di coccio ed aggiungete dell’olio, della cipolla e dei sedani ben tritati. Nel mentre prendete un altra pentola soffriggete nell’olio dell’aglio ed unite con pomodorini spezzettati, prezzemolo tritato e rosmarino, dopodiché fate cuocere.

Ora non vi resta che passare i ceci al setaccio ed unirli alla salsa di pomodoro, mescolate bene fino ad ottenere una zuppa densa alla quale potrete aggiungere degli spaghetti spezzati che avrete lessato a parte. Dopo aver aggiunto gli spaghetti non vi resta che amalgamare il tutto e se volete aggiungere un filo d’olio a crudo prima di portare il piatto in tavola.

 

CASTAGNE DOLCI

di Carol Maritato
 
E’ tempo di castagne, è tempo di castagnaccio. Un dolce povero ma sembre gustoso. Semplicità diventa sinonimo di bontà nel caso del castagnaccio. Con pochi ingredienti genuini e addirittura senza zucchero, questa ricetta riesce a riportarci ad un sapore antico. Tempo di cottura: 1 ore e 15 minuti
Ingredienti per 4 persone (1 castagnaccio medio):
300 gr. di farina di castagne
Mezzo litro d’acqua

1 manciata di uva passa
1 manciata abbondante di pinoli
1 manciata di noci sgusciate
1 rametto di ramerino
Olio extravergine d’oliva
1 presa di sale marino

Ricordiamo innanzitutto che la farina di castagne è auspicabile comprarla in stagione poiché altrimenti viene venduta quella dell’anno precedente che, comunque ha un sapore diverso. Per riconoscere una buona farina di castagne è sufficiente assaggiarne mezzo cucchiaino e sentirne il sapore dolce e quasi “fragrante”. In una tazza abbondante di acqua calda, ponete l’uva passita in ammollo. In una zuppiera mettete i 300 gr di farina setacciandoli preventivamente. Aggiungete la presa di sale e piano piano, mescolando con una frusta, l’acqua fredda in modo che si crei un composto abbastanza liquido e senza grumi e lasciate riposare per mezz’ora. Fate soffriggere per 1 minuto 3 cucchiai d’olio d’oliva insieme al rametto di ramerino in modo da ottenere un olio leggermente aromatizzato che verserete sul fondo di una teglia piuttosto bassa con il ramerino stesso. Aggiungete a questo punto tutti gli ingredienti avendo cura di “sparpagliarli” sul fondo della teglia.
ersate dopo il tempo di riposo il composto di farina di castagne nella teglia, aggiungete altri 3 cucchiai d’olio cercando di cospargerne il dolce ed infornate per 30 o 40 minuti in forno a 220°. Ricordate che la “vera” farina di castagne si trova in commercio dalla metà di Novembre. Come ogni buon dolce della tradizione che si rispetti, anche il castagnaccio può subire ed ha subito diverse variazioni in modo da adattarsi ai gusti più esigenti. C’è chi vi ha aggiunto la scorza d’arancia, chi ha escluso le noci o l’uvetta, chi lo prepara spesso un dito e chi lo fa alto almeno tre. La ricetta che vi abbiamo proposto è una di queste versioni casalinghe.
 
 

20 COSE DA SAPERE SULLA MALATTIA DI CHARCOT-MARIE-TOOTH

di Roberta Catania

(fonte: www.aicmt.org )

1) E’ conosciuta anche come “Neuropatia Sensitivo-Motoria Ereditaria” o come “Atrofia Muscolare Peroneale” o con la sigla inglese HMSN.
2) Colpisce una persona ogni 2500 (quindi, in Italia, ci sono circa 24000 affetti).
3) Inizia generalmente nell’infanzia o nell’adolescenza.

4) Si trasmette, nella maggioranza dei casi, da un genitore malato al 50% dei figli (forme dominanti); esistono, comunque, forme legate al sesso (madre sana o quasi, figli maschi malati, figlie come la madre) e forme recessive (entrambi i genitori sani portatori).
5) E’ dovuta a mutazione di numerosi geni, o della mielina o dell’assone del nervo.
6) Causa degenerazione delle fibre nervose che stimolano i muscoli a contrarsi e di quelle che trasportano la sensibilità dalle estremità degli arti al cervello.
7) I muscoli, privati del controllo nervoso, s’indeboliscono e si assottigliano (atrofia).
8) I muscoli che s’indeboliscono per primi sono quelli dei piedi, poi quelli delle gambe e delle mani,  raramente quelli delle cosce e degli avambracci.
9) I sintomi più frequenti sono: inciampi, distorsioni di caviglia, goffaggine nel camminare, scarso equilibrio, difficoltà nei movimenti fini delle mani (cucire, abbottonarsi, ecc), crampi ai polpacci
10) Con il tempo possono prodursi alterazioni osteoarticolari ai piedi (dita a griffe, piede cavo-varo-supinato), alle ginocchia, alle anche e alla colonna vertebrale.
11) La gravità clinica varia da paziente a paziente, persino nella stessa famiglia.
12) L’alcool e alcuni farmaci possono causare peggioramento.
13) La CMT è lentamente progressiva, ma numerosi casi rimangono funzionalmente stazionari per vari decenni.
14) Non riduce la durata della vita ma ne peggiora sensibilmente la qualità.
15) Attualmente non esiste una terapia farmacologica efficace, ma, per la forma più comune (1A), è in corso una sperimentazione con una sostanza che, nel topo, ha dato ottimi risultati.
16) L’utilizzo di scarpe adatte, opportunamente modificate, di plantari ben confezionati ed eventualmente di tutori di caviglia (molle) migliora notevolmente l’equilibrio e il cammino.
17) Una moderata attività fisica può essere utile, mentre l’esercizio intenso può accelerare l’indebolimento muscolare.
18) Un’oculata chirurgia del piede può migliorare l’equilibrio e il cammino.
19) Eseguire il test genetico per conoscere il gene responsabile della propria CMT è importante sia in vista della procreazione, sia per beneficiare prontamente dei risultati della ricerca.
20) Conoscere altre persone affette da CMT aiuta a superare la sensazione di isolamento e di depressione, spesso presenti all’inizio della malattia. 

 

GIOVANI CAMPANI

di Antonio Maritato

Nolano, attaccante di razza col goal nel sangue, Francesco Montagnolo appena quindicenne sta bruciando le tappe, divenendo oggetto del desiderio dei settori giovanili di diverse squadre che operano nel settore. E non solo, poiché anche società professionistiche si stanno interessando attivamente al giovane talento di casa nostra. Calca i campi da gioco da quando aveva cinque anni, muovendo i primi passi nel San Paolo Belsito . Dopo due stagioni nelle quali già affioravano evidenti le sue doti di ‘goleador’, è passato al San Benedetto di Comiziano.

Ma il salto di qualità è avvenuto con passaggio alla gloriosa società del San Nicola di Castello di Cisterna, una delle società più titolate a livello giovanile, apprezzata ed invitata in manifestazioni nazionali ed internazionali, nelle quali ha fatto spesso e volentieri incetta di trofei. E tanti sono i cimeli conquistati dalle compagini in cui ha militato Montagnolo, che si è sempre distinto a suon di reti, fino a diventare uno degli attaccanti più prolifici dei campionati ‘minigiovanissimi’ e ‘giovanissimi’ regionali.
Quest’anno la sua avventura nella società cisternina si è conclusa. Francesco, infatti, nella stagione che viene, si appresta a disputare il campionato ‘giovanissimi’ regionali, nelle fila della scuola calcio POLLICINO che con l’ingaggio di atleti di un certo valore della categoria, prova a scrivere una pregevole pagina di storia nel panorama del calcio giovanile, non solo di casa nostra. A tal fine la società che opera nel nolano, si avvale di tecnici di sicuro affidamento, quali mister Antonio Peluso una garanzia assoluta per il campionato dedicato agli atleti nati negli anni 1996/97, sul quale si punta molto. Il tecnico baianese ritroverà Montagnolo che ha già allenato a Castello di Cisterna.
Ed è in questa ottica che la ‘Pollicino’ è diventata società satellite del Nola Calcio. Le doti e le prospettive di Francesco Montagnolo sono state notate da vari addetti ai lavori, quali il procuratore Pasquale De Rosa , responsabile dei settori giovanile del ‘Nola’ e della ‘Pollicino’. Atto concreto di questo nascente binomio il ‘provino’ sostenuto da Francesco lo scorso luglio col Chiedo Verona , società di serie “A” che ha segnato sul taccuino delle belle speranze il suo nome a carattere cubitali.

DONARE IL LATTE

di Gabriella Stacchioitti

In Italia non esiste una rete di strutture ben organizzate cui rivolgersi per donare il proprio latte. In genere è accettato volentieri nei reparti di patologia neonatale, ma nessuna iniziativa viene presa per indurre le mamme a effettuare le donazioni. Le uniche  vere e proprie “banche” del latte sono a Milano e a Firenze, al Lactarium dell’ospedale Meyer.
Molti ospedali forniscono i contenitori sterili a chiusura ermetica da utilizzare per la raccolta del latte, alcuni (uno di questi è il Macedonio Melloni) sono dotati anche di un servizio di ritiro dei vasetti a domicilio.

 Il latte maggiormente richiesto è quello che si produce nei primi giorni dopo il parto, in quanto è il più adatto a nutrire i piccoli prematuri. Condizione essenziale per poter donare il proprio latte è risultare negative ai test dell’ Aids, del citomegalovirus e dell’epatite B, test dei quali si dovrebbe già possedere l’esito in quanto vengono praticati di routine durante la gravidanza. Il latte donato viene poi sottoposto a pastorizzazione, un trattamento che lo impoverisce di parte dei suoi elementi nutritivi ma, al tempo stesso, ne aumenta le garanzie di sicurezza.

UNA STATUA PER UN SINDACO

di Alessandro Antoony Maritato (*)
 
Nola, o almeno una sparuta rappresentanza dei suoi cittadini, tutti over 50, con la completa assenza di un giovane, ha ricordato Tommaso Vitale, sindaco carismatico, innovatore e politico sempre vicino al popolo e al territorio. Alla cerimonia, tenutasi ai piedi della statua dedicata a Vitale nella villa comunale di Nola, hanno partecipato l’assessore ai Beni Culturali Maria Grazia De Lucia, Franco Grilletto, in qualità di coordinatore della “commissione benemeriti della città di Nola” e Luigi Simonetti, storico e filosofo locale.

La manifestazione, che è consistita nella deposizione di una corona di alloro alla base del monumento, è stata organizzata dal Centro Artistico Culturale “Giordano Bruno”, dall’Arciconfraternita “Maria SS del Carmine” e dal circolo Mario De Sena. I tre oratori, hanno ricordato la figura di Tommaso Vitale, ricordandone le opere umane e civili.

(*) Pittore iscritto al GAI

LA POLITICA ECONOMICA SEMPRE BELLA NELLE SUE FORME MA MOLTO POVERA NELLE SUE SOSTANZE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Con l’approvazione del decreto fiscale che anticipa la legge Finanziaria, la programmazione economica ha fatto un passo avanti epocale. Ma il percorso di politica economica per la legislatura tracciato dal Dpef è avvilente nella sostanza. Ci sarà un significativo aumento della pressione fiscale per tutta la legislatura e una riduzione delle spese in conto capitale, anziché della spesa corrente. Tutto il contrario di ciò che servirebbe al paese per uscire dalla stagnazione.

 

Il primo Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) di una legislatura serve a tracciare un programma di politica economica pluriennale. Con l’approvazione del decreto nanovra estiva che anticipa la legge Finanziaria, la programmazione economica ha fatto un passo avanti epocale. Insieme al Dpef, abbiamo già oggi informazioni su di una quota significativa di norme che tradizionalmente entrano nella legge Finanziaria.

Ma il tracciato di politica economica individuato da questo Dpef è avvilente nella sostanza. L’aggiustamento nel 2009 avverrà attraverso un significativo aumento della pressione fiscale e una riduzione delle spese in conto capitale, tutto il contrario di ciò di cui il paese avrebbe bisogno per uscire dalla stagnazione. Inoltre l’aggiustamento nel 2010 e nel 2011 avverrà mantenendo la pressione fiscale al di sopra del quadro a legislazione vigente e con un leggero contenimento delle spese correnti e in conto capitale.

LA SVOLTA FORMALE NELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Da ormai un decennio il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) era diventato un esercizio semi-accademico. I diversi governi in carica, nel presentarlo, indicavano soltanto l’aggiustamento di politica economica che si sarebbe effettuato nei mesi successivi, mentre erano quasi sempre silenti sui modi con cui tale aggiustamento sarebbe stato ottenuto. Dopo aver elaborato un quadro a legislazione vigente (il cosiddetto “tendenziale”), il Dpef non indicava mai se l’aggiustamento sarebbe avvenuto attraverso nuove tasse o minori spese. La mancanza di trasparenza generava incertezza e inutili tensioni che si trascinavano almeno fino alla presentazione della legge Finanziaria a fine settembre. Con la presentazione del decreto fiscale contestualmente al Dpef, il ministro dell’Economia ha invece indicato un quadro programmatico. In altre parole, sappiamo già oggi quali sono le macro, se non proprio le micro, intenzioni della politica economica. Una vera svolta. Sarebbe ancora più significativa se le misure del decreto fiscale fossero quantificate nel Dpef. Bisognerà aspettare la relazione tecnica del decreto. Nel frattempo non è dato sapere cosa ci si può attendere dai singoli provvedimenti della manovra d’estate.

LA CONTINUITÀ NELL’AUMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE
La delusione sta nei dettagli del sentiero di aggiustamento proposto dal governo. Rispetto al quadro tendenziale, l’esecutivo intende nel 2009 reperire circa dieci miliardi. Il Dpef prevede che circa due terzi di questo aggiustamento avverranno grazie a inasprimenti fiscali.
In altre parole, la prima Finanziaria del nuovo governo Berlusconi aumenta le entrate di più di 6,5 miliardi di euro. Non a caso, la pressione fiscale crescerà nel 2009 dal 42,6 per cento al 43 per cento. È una brutta e inaspettata sorpresa. Dopo avere tuonato per tutta la campagna elettorale contro gli aumenti delle tasse del governo Prodi, si procede, come se niente fosse, a un ulteriore incremento delle imposte. Nei dettagli, l’aumento deriva da una crescita delle imposte dirette ed è ben superiore a qualunque stima della ormai celebre Robin tax su banche e petrolieri, che finirà per gravare in grande misura sulle famiglie. Nel Dpef si fa più volte riferimento a forme di perequazione fiscale. La realtà è che si tratta di un nuovo aumento delle imposte.
Il resto dell’aggiustamento del 2009 verrà da un contenimento delle spese in conto capitale di circa 3,5 miliardi di euro. Gli investimenti fissi lordi scenderanno infatti di circa tre miliardi rispetto al quadro tendenziale. Tutti conosciamo il deficit infrastrutturale dell’Italia e sappiamo che, se possibile, le spese in infrastrutture dovrebbero aumentare. L’aggiustamento dovrebbe avvenire attraverso le spese correnti. Qui abbiamo invece un’altra brutta sorpresa, in quanto il Dpef stabilisce che le spese in conto corrente al netto degli interessi rimarranno invariate. Siamo ben consci che l’annunciata rivoluzione del ministro Brunetta richiederà del tempo, ma eravamo convinti di vedere risparmi rispetto alla legislazione vigente già nei primi diciotto mesi di azione del nuovo governo, quando si possono prendere le misure più difficili. Invece, i provvedimenti sin qui intrapresi, tra cui la rimozione del divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro, sembrano proprio andare nella direzione opposta: causeranno un incremento della spesa previdenziale.
Quel che è peggio, non si intravvede un cambiamento di tendenza negli anni a venire. La pressione fiscale aumenterà ulteriormente nel 2010 e sarà comunque sempre sopra al tendenziale (di circa un terzo di punto di Pil) per tutta la legislatura. È un quadro quanto meno avvilente.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

BOTTA E RISPOSTA TRA BELUSCONI E MARCEGAGLIA SULLA CRISI ECONOMICA

di Emanuela Maria Maritato (*)

L’attenzione  degli  economisti  italiani, sempre viva per la perdurante crisi del settore,  ha trovato nuovo campo di discussione in occasione dell’assemblea di Confindustria, tenutasi in questo fine settimana a Parma.
La padrona di casa, il  presidente della Confindustria  Emma Marcegaglia, ha approfittato della presenza del premier Silvio Berlusconi,  per rinnovare al governo le ormai canoniche e  pressanti  richieste sull’ abolizione immediata dell’IRAP per le imprese,   allargando nel contempo il ventaglio di opzioni  anche  alla non  abrogazione  della norma,  contenuta nel vecchio decreto Bersani,  che aboliva la tariffe  minime per gli ordini professionali  e, ad abundantiam, avanzando al governo l’istanza  di mettere  sul banco degli investimenti  ed   entro alcuni mesi, la somma di 1 miliardo e 500milioni  di euro,   necessari  per dare il via alle  opere strutturali.

Il presidente Berlusconi, tra un intervento personale riguardante i suoi annosi problemi con la giustizia e qualche barzelletta, ha fatto capire che la situazione è tale da non consentire  variazioni al piano  economico che non siano allineate al più  fermo rigore. Anche perché non avrebbe certamente potuto smentire  il suo ministro dell’economia, Giulio Tremonti  il  quale,  rispondendo alle  notizie  apparse nei giorni scorsi su tutti gli organi di informazione e  che rappresentavano la  necessità  da parte del governo di dover approntare,  nelle prossime settimane, una variazione al programma finanziario con  una manovra fiscale da 1 miliardo e mezzo,  ha recisamente smentito la fondatezza di queste notizie, preannunciando viceversa una manovra da 8 miliardi di euro solo per  l’esercizio finanziario del prossimo anno,  ma ha anche e soprattutto evidenziato  e ribadito che la crisi è ben lungi dall’essere terminata e che anzi, è il momento di non abbassare la guardia e di continuare sulla strada dell’economia e dell’austerity.
Notizie queste che il presidente Berlusconi non ha potuto fare a meno di confermare,  ma che ha sagacemente  annacquato con interventi  a largo raggio su tutte le altre questioni in discussione, riallacciandosi anche ha quanto aveva affermato, sul potere di ripresa dell’economia italiana, nel corso dell’incontro bilaterale italo francese tenutosi qualche giorno fa a Parigi.
D’altra parte, la linea generale della Confindustria, al di là del teatrino messo in atto da Berlusconi e dalla Marcegaglia, è notoria e univoca: si accusa il paese di essere fermo ed il governo,  invece,  di non essere in grado , almeno finora, di innescare quelle manovre economiche e strutturali che possano effettivamente essere   capaci di rimettere in moto la macchina  industriale, arrestando nel contempo  l’emorragia di chiusure delle piccole e medie imprese e degli esercizi commerciali, che insieme rappresentano lo scenario drammatico dell’economia italiana dei prossimi mesi e che fa da sfondo alla crescente disoccupazione, che vede ormai l’Italia ai primi posti  nell’ambito dei mercati europei.
 

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

LA NUOVA AMICIZIA TRA BERLUSCONI E GHEDDAFI

di Emanuela Maria Maritato (*)

A breve, sui nuovi passaporti libici ci sarà anche una foto che ritrae il premier italiano Silvio Berlusconi e il colonnello Muammar Gheddafi”. E’ l’ambasciatore libico a Roma, Abdulhafed Gaddur, a confermare una voce che circola da tempo.Si tratta di una faccenda decisa tempo fa – spiega il diplomatico – Tengo a precisare che non si tratta della foto scattata mentre i due leader si stringono la mano, come si è detto, bensì di uno scatto effettuato mentre firmano lo storico trattato di Amicizia italo-libico del 30 agosto 2008 a Bengasi”.

L’mbasciatore aggiunge inoltre che “non sarà l’unica foto presente sul passaporto, ma una delle tante che sono state inserite a corredo del documento, riportate in filigrana”.Immediata la reazione del mondo politico. Per Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, si tratta di una cosa “sconcertante”. Un precedente, dice, “che non trova riscontro in nessun altro paese dell’Unione europea: nessun altro leader europeo si sarebbe fatto immortalare insieme ad un dittatore o a chi viola abitualmente i diritti umani”. “Visto l’ego ipertrofico del premier viene da chiedersi se, a breve, anche sui passaporti italiani non troveremo l’immagine di Silvio Berlusconi”, conclude Bonelli.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

CONTRO LE DECISIONI ITALIA – LIBIA

di Emanuela Maria Maritato (*)

Per protesta contro ”le scelte politiche di questo governo nei confronti del dittatore Gheddafi” i radicali dell’Associazione Aglietta, presenti con un loro stand alla festa nazionale del Pd in corso a Torino, questa sera a partire dalle 18 indosseranno una fascia nera a lutto e inviteranno i partecipanti alla festa a fare altrettanto. Non si puo’ ricevere con tutti gli onori chi opprime giorno per giorno il suo popolo – spiegano in una nota Nathalie Pisano segretaria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta e Igor Boni, coordinatore provinciale di Torino dell’Associazione – non si possono sottoscrivere accordi economici senza mai porre sul tavolo la questione del rispetto dei diritti umani e delle piu’ elementari norme democratiche”.

‘Con il nostro gesto simbolico – proseguono – vogliamo sottolineare la nostra contrarieta’ ad accordi che hanno consentito all’Italia di violare le norme internazionali sui rifugiati politici e sull’immigrazione con i respingimenti, costringendo nelle carceri libiche migliaia di poveracci che scappano dalla guerra, senza alcun controllo o monitoraggio della comunita’ internazionale. La fascia nera a lutto rappresenta un modo nonviolento per proseguire la nostra lotta per la democrazia e lo stato di diritto”.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato