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FILM: DRAQUILA – L’ITALIA CHE TREMA

di Francesco Losito (*)

Sabina Guzzanti presenta il suo nuovo documentario sul terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila in Abruzzo,che causò la morte di 308 persone e il crollo e la rovina di molti edifici.
Dopo Viva Zapatero (2005) la Guzzanti torna con il  giornalismo d’inchiesta per  indagare sull’operato della Protezione civile di Bertolaso, sulla gestione dell’emergenza, sulla condizione dei terremotati, sul governo italiano e sulla inefficacia dell’opposizione.
L’uscita del film è stata preceduta da molte polemiche da parte di parlamentari,
tra cui il ministro per i beni e attività culturali Sandro Bondi, il quale ha rifiutato di  essere presente al festival di Cannes a causa della partecipazione del film

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università “Aldo Moro” di Bari

STAMINALI: L’INCONTRO CON LA CHIRURGIA PLASTICA

di Cristina Caruso (*)

Dall’inizio dell’ “Era delle staminali” in poi, è stato un continuo susseguirsi di scoperte che hanno aggiunto tasselli ad un puzzle ancora tutto da completare: la conoscenza delle potenzialità delle cellule staminali, in particolar modo a scopo terapeutico. Le cellule staminali non sono altro che cellule prive di destinazione, non specializzate e capaci quindi di trasformarsi in altri tipi di cellule del corpo. Vengono prelevate principalmente dal cordone ombelicale e dal midollo osseo (quelle emopoietiche), poste in un terreno di coltura con opportuni fattori di crescita e indotte a differenziarsi in specifici tipi cellulari, per essere successivamente impiantate nel paziente sottoposto al trattamento.
Cellule staminali sono state scoperte  anche nel tessuto adiposo ed  è possibile prelevarle mediante liposuzione e conservarle in appositi congelatori, senza alterarne l’integrità biologica, per tutto l’arco di vita del donatore. Dagli adipociti si ottengono cellule ossee, cartilaginee e fibroblasti. I fibroblasti sono componenti del tessuto connettivo, addetti alla produzione di collagene ed elastina, che intervengono nelle cicatrizzazioni. Tali cellule possono crescere su un’impalcatura proteica, lo “scaffold”, che dà loro una forma adeguata all’impiego.

Ad esempio, il prelievo di foglietti di cheratinociti (cellule costituenti l’epidermide), successivamente introdotti  in coltura su uno scaffold, dà una proliferazione che assumerà la forma dello scaffold e verrà impiantata su una zona di cute mancante o lesa a causa di estese ustioni e ulcere.  Se la lesione è molto profonda, per rinforzarla, è preferibile effettuare, oltre all’impianto del foglietto di cheratinociti, l’inserimento di un foglietto di fibroblasti. In questo modo, il tessuto godrà di una maggior elasticità e quindi di una migliore resistenza a facili cedimenti.

Colture di adipociti invece hanno recentemente assunto un ruolo nella ricostruzione di mammelle post-mastectomia. L’intervento viene effettuato in più tempi e i risultati sono incoraggianti, in quanto il tessuto è autologo (l’organismo che lo riceve è lo stesso da cui proviene) e non si hanno le complicanze associate ad un intervento di mastoplastica.
Un’altra indicazione all’impianto di adipociti autologhi è la cura della sclerodermia e di una sua variante piuttosto severa ma fortunatamente rara, la Sindrome di Parry-Romberg, un’emiatrofia facciale lentamente progressiva. Questa patologia è caratterizzata dall’assottigliamento fino alla perdita totale monolaterale del grasso sottocutaneo e determina una vistosa asimmetria del volto, con ripercussioni sull’equilibrio psico-fisico del paziente. Anche in questo caso, l’intervento ha dato il successo atteso, oltre al notevole miglioramento della psiche dei pazienti.
In un futuro prossimo, si spera che la ricerca prosegua  a grandi passi e si riesca a costruire su scaffold interi organi, soppiantando il trapianto eterologo ed evitando perciò tutte le conseguenze ad esso correlate.

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università “Sapienza” di Roma

ICI: A GIUGNO CON LE ALIQUOTE 2009

di Michel Emi Maritato (*)

Entro il 16 giugno si deve pagare l’acconto Ici 2010. Come è noto, l’abitazione principale è esente. Fanno eccezione le abitazioni di “lusso”, cioè quelle classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) o A9 (castelli) che, tuttavia, se adibite a prima casa, godono dell’aliquota ridotta e della detrazione stabilite dal comune. Va ricordato che l’esenzione vale per l’abitazione principale (cioè quella in cui il contribuente ha la residenza, salvo prova contraria) e le relative pertinenze, come ad esempio, il box, la cantina, la soffitta, ecc. Qui, però valgono le regole stabilite dal Comune, per cui, se ad esempio, un Comune ha deliberato un numero massimo di pertinenze agevolate (ad esempio un solo box o posto auto e una sola cantina o soffitta), l’esonero Ici varrà solo per questi immobili. Le modalità di calcolo per chi deve pagare l’imposta restano quelle di sempre: come acconto si paga il 50% di quanto versato l’anno scorso e poi a dicembre si paga il conguaglio in base alle aliquote e detrazioni fissate dai Comuni per il 2010. Chi vuole, può pagare a giugno in base alle nuove aliquote 2010, se già disponibili, ma dovrà farlo in un’unica soluzione (salvo diversa disposizione del Comune), mentre anche chi ha acquistato un immobile quest’anno può applicare per la prima rata le aliquote e le agevolazioni in vigore lo scorso anno.

Si può pagare con il bollettino postale oppure utilizzando il modello F24. Quanto alla dichiarazione Ici (necessaria in caso di variazioni nel possesso e nella destinazione degli immobili), l’obbligo di presentazione sussiste ormai solo in pochi casi, grazie al libero accesso dei Comuni ai dati catastali.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.


STUDIO.MARITATO@GMAIL.COM

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tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

ICI: A GIUGNO CON LE ALIQUOTE 2009

di Michel Emi Maritato (*)

Entro il 16 giugno si deve pagare l’acconto Ici 2010. Come è noto, l’abitazione principale è esente. Fanno eccezione le abitazioni di “lusso”, cioè quelle classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) o A9 (castelli) che, tuttavia, se adibite a prima casa, godono dell’aliquota ridotta e della detrazione stabilite dal comune. Va ricordato che l’esenzione vale per l’abitazione principale (cioè quella in cui il contribuente ha la residenza, salvo prova contraria) e le relative pertinenze, come ad esempio, il box, la cantina, la soffitta, ecc. Qui, però valgono le regole stabilite dal Comune, per cui, se ad esempio, un Comune ha deliberato un numero massimo di pertinenze agevolate (ad esempio un solo box o posto auto e una sola cantina o soffitta), l’esonero Ici varrà solo per questi immobili. Le modalità di calcolo per chi deve pagare l’imposta restano quelle di sempre: come acconto si paga il 50% di quanto versato l’anno scorso e poi a dicembre si paga il conguaglio in base alle aliquote e detrazioni fissate dai Comuni per il 2010. Chi vuole, può pagare a giugno in base alle nuove aliquote 2010, se già disponibili, ma dovrà farlo in un’unica soluzione (salvo diversa disposizione del Comune), mentre anche chi ha acquistato un immobile quest’anno può applicare per la prima rata le aliquote e le agevolazioni in vigore lo scorso anno.

Si può pagare con il bollettino postale oppure utilizzando il modello F24. Quanto alla dichiarazione Ici (necessaria in caso di variazioni nel possesso e nella destinazione degli immobili), l’obbligo di presentazione sussiste ormai solo in pochi casi, grazie al libero accesso dei Comuni ai dati catastali.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
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SUDAFRICA, TRA CAMPI DI LAMIERE E PALLONI D’ORO

di Giuseppe Cocomazzi (*)

Nel 1938, durante la visita di Hitler a Roma, vennero costruiti dei fondali dipinti lungo i binari della stazione Tibrtina, al fine di evitare al Fuhrer la vista delle baracche dei poveri.  Per il cancelliere del Reich si era allestita una scenografia fittizia perché l’Italia non doveva apparire per quello che realmente era. Con le dovute differrenze di tempo, luogo e cultura, è possibile un’analogia tra il camuffamento mussoliniano e quello che le autorità sudafricane hanno disposto riguardo alla “serenità” dei turisti in arrivo per il mondiale. Infatti, ben lontano dagli stadi di calcio, nel 2008 è stato costruito un campo di raccoglimento per tutte le persone al di sotto della soglia della povertà.

Questa gente, evidentemente impresentabile, è stata costretta a lasciare le proprie baracche (non parliamo di case, ma di baracche) e deportata nel Blikkiesdorp che in afrikaans significa città di lamiere. Deportata non è un termine esagerato, a meno che non si voglia dire che essere cacciati di “casa”, con la promessa di una casa vera, essere ammucchiati su camion forzatamente (per chi non preferisce andare “volontariamente” a piedi) ed essere lasciati in una stanza otto per tre di sottilissima lamiera e senza finestre, possa esprimersi con un altro termine. Poiché anche nel linguaggio non bisogna destare allarme, quella che è stata battezzata con l’eufemismo Temporary relocation area (area di insediamento temporaneo) e che ripulisce la troppo visibile Symphony way dalla stonatura della povertà, è divisa in due lotti, Phase 1 e Phase2, all’interno dei quali bisogna rientrare entro le otto. I controlli sono severi, la polizia non permette neanche di raccogliere legna. I bagni sono da dividere con 50 famiglie, sempre se si ha il coraggio di andarci, dato che la sicurezza, in questo ammucchiamento coercitivo, è un lusso.  Altro che nazione arobaleno, di sette colori, siamo obbligati a vederne solo uno, solo quello che vogliono farci vedere: il verde dei campi di calcio. Tutto intorno, è cieco grigio. Alcune associazioni si sono mosse per sensibilizzare i turisti sulle condizioni di una buona parte della popolazione sudafricana ed è da segnalare il movimento sudafricano Abahlali BaseMjondolo ( che in zulu vuol dire “coloro che vivono nelle baracche) che ha avviato un tour, passato anche in Italia, chiamato Mondiali al contrario, grazie alla rivista Carta. Pur se il Sudafrica è la nazione più evoluta del continente nero, il divario che separa i ricchi dai poveri è il più grande al mondo, il 9% della popolazione vive negli slum delle grandi città e la disoccupazione è pari al 24,5%. È inutile dire che i 18 miliardi di euro investiti per il mondiale potevano essere spesi in altro modo: a noi, in fondo, interessa solo che si giochi e non a che prezzo, e siamo più disposti a spendere il viaggio per il Sudafrica per vedere una partita dei mondiali che non per eliminare le baracche. Sia ieri che oggi, un unico sforzo ci è concesso di fronte all’ipocrisia e alla manipolazione della realtà e dell’informazione che viene attuata da alcuni governi: non nascondere la nostra, di ipocrisia.

CACCIA ALLE FOCHE! MAI PIU’ IN ITALIA!

di Elettra Marricco (*)

Un filosofo gandhiano, Aldo Capitini, citava: “Sono veramente convinto che gli uomini arriveranno a non uccidersi tra loro quando arriveranno a non uccidere più gli animali.”

Finalmente l’Italia non sarà più complice della caccia alle foche:
da agosto saranno in vigore le sanzioni al bando Europeo dei prodotti di questi mammiferi.
Dopo la legge sul commercio di pellicce di cane e gatto (Reg. EU 1523/07) e quelle di foca, entrerà in vigore il divieto per il commercio di prodotti derivanti dalle foche, (Regolamento Comunitario 1007/2009), approvato dal Senato lo scorso 12 maggio con legge Comunitaria 2009. Ciò, sarà effettivo dal prossimo 20 agosto rafforzando la già presente legge 189 del 2004, contro il maltrattamento degli animali, che prevede l’arresto da 3 mesi a 1 anno o l’ammenda, da un minimo di 5.000 euro a 100.000 euro, per chi produce, commercializza, esporta, o introduce prodotti ricavati dalle foche.
Prevede inoltre, sanzioni accessorie quali: sospensione della licenza da tre mesi a un anno e, in caso di reitrazione il ritiro della stessa.

Il merito di tutto ciò, va in gran parte alla Lav (Lega Antivivisezione) e al Senatore Santini. L’Italia, e tra i primi paesi in Europa ad applicare la legge che tutela e salvaguarda i mammiferi marini, cacciati in particolar modo in Canada e Namibia. La Lav, ha iniziò una dura battaglia coinvolgendo le Istuzioni Italiane e il Ministro Frattini promotore di due Risoluzioni Parlamentari e il consiglio d’Europa.
Quindi, come si dice<<Chi ben comincia è a metà dell’opera>>

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

GIUSTIZIA NEI CIRCHI: LA LAV IN PRIMA LINEA

di Elettra Marricco (*)

La Lav, si è costituita parte civile per la denuncia contro il circo di Lidia Togni, risalente ai fatti del dicembre 2004 nei quali venivano costatate delle irregolarità sulla detenzione degli animali e l’eliminazione dei rifiuti organici. Finalmente il Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza nel febbraio scorso, condannando il circo ed in prima persona la signora Lidia Togni: riconoscendo l’inidoneità sulla tenuta degli animali: in particolare zebre, cammelli ed elefanti, stabilendo un ammenda di 2300.00 euro e alla Togni  è stata contestata la violazione all’articolo 727 del codice Penale sul maltrattamento degli animali. Lo stesso Tribunale, ha inoltre, condannato i responsabili dirigenziali del circo, per i reati relativi all’inidoneo smaltimento dei rifiuti organici.

Finalmente un pò di giustizia per gli animali del Circo, anche se la maggior parte di questi non sono a norma di legge.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

TUMORI AL SENO

di Silvia Codella (*)

In Italia e a Shanghai – La lotta contro il cancro alla mammella va avanti

“Better city Better life” (città migliore vita migliore) è il tema dell’ EXPO 2010, l’Esposizione Universale 2010 organizzata dalla città di Shanghai (Cina) inaugurata il 30 aprile e che si terrà sino al 31 ottobre con la presenza di 191 Paesi al mondo.
In linea con la tematica alla base dell’evento, il Commissario Generale del Governo Beniamino Quintieri ed il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, hanno dato vita ad una iniziativa: “Italia degli Innovatori” che consiste in una temporanea mostra, dal 24 luglio al 7 agosto, nel padiglione italiano dell’EXPO, dedicata alla innovazione e all’eccellenza italiani per le città e per i cittadini, per migliorarne la qualità della vita.

Tra i progetti selezionati per questa mostra c’è quello lombardo per la lotta contro il cancro alla mammella. Esso propone una collaborazione tra i due paesi, nello specifico tra l’Istituto Nazionale tumori di Milano (Dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare) ed il Cancer Hospital Fudon dell’Università di Shanghai, per confrontare i profili genetici ottenuti dallo studio di pazienti malate di cancro al seno e comprendere similarità o differenze tra i tumori in Italia ed in Cina; è quindi finalizzato ad aggiungere qualche tassello alla comprensione della malattia.

Nel mondo Occidentale l’incidenza di queste forme neoplastiche è andata aumentando parallelamente allo sviluppo della società.
In Italia il tumore al seno colpisce 1 donna su 10, è la neoplasia più frequente e prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile.
Anche in Cina l’incidenza si è innalzata negli ultimi decenni, ma principalmente a Shanghai le percentuali sono drammatiche; probabilmente a causa dell’aumento di inquinamento, stress e della cattiva dieta alimentare.
Oggi si conoscono dei fattori di rischio per la malattia come: familiarità, età > 50 anni, terapie ormonali sostitutive con eccesso di estrogeni, obesità, alcool, fumo, contraccettivi orali, dieta alimentare malsana; ma in attesa che la ricerca ci regali nuovi risultati le donne possono cercare di ridurre il rischio di ammalarsi mediante la prevenzione :
– dieta alimentare corretta
– esercizio fisico
– autopalpazione e visita annuale da medico specialista
– ecografia
– mammografia (per le donne dopo 50 anni questa analisi va ripetuta ogni anno)
E’ molto importante cercare di seguire un sano stile di vita e controllarsi periodicamente in quanto l’individuazione precoce ( stadio 0) della malattia, quando questa è ancora asintomatica, vede la sopravvivenza a 5 anni del 98% .
La terapia può essere locale (chirurgia e radioterapia) oppure sistemica (endocrinoterapia e chemioterapia), ma oggi il trattamento più diffuso è quello chirurgico spesso affiancato a trattamento farmacologico; e questo è dovuto al fatto che esistono tante diverse forme tumorali, ognuno con la propria “ personalità”, quindi i farmaci per essere efficaci debbono essere fortemente specifici per una forma piuttosto che per un’altra. Tutto questo implica una fine conoscenza genetica.
L’importanza di collaborazioni come quella presentata all’EXPO, insomma, sono decisive in quanto volte a ottimizzare ma soprattutto PERSONALIZZARE le terapie. E’ in questa direzione che si sta spingendo la medicina del futuro.

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università “Sapienza” di Roma

Editoriale – LEGGE BAVAGLIO: “C’ERA UN SOGNO, CHE ERA L’ITALIA !”

di Michele Caruso (*)

“La libertà è come l’aria: si vive nell’aria;
se l’aria è viziata, si soffre;
se l’aria è insufficiente, si soffoca;
se l’aria manca, si muore.”
(don Luigi Sturzo)

Sarà che mi sono sempre sentito un cittadino onorario dell’isola di Utopia, dove, secondo Thomas More, dimora la società ideale, o per il fatto di essere cresciuto leggendo i libri di Erich Fromm e cibandomi dei grandi ideali degli Illuministi del ‘700, di quella straordinaria possibilità che l’uomo ha di fuoriuscire dalla propria condizione di minorità, di ignoranza, da imputare ad egli stesso; della preziosa occasione di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro e di strappare le catene che lo privano della libertà.

In ogni caso, sono fermamente convinto che il disegno di legge sulle intercettazioni (detta “Legge bavaglio”) approvato giovedì 10 giugno 2010 dal Senato della Repubblica, rappresenti una evidente erosione della libertà di tutti i cittadini. Un tentativo compiuto a piccoli passi, quasi impercettibili, lubrificati, come se si trattasse di un naturale e spontaneo cambiamento delle istituzioni dello Stato. Eppure, eccetto qualche prima pagina dei giornali lasciata in bianco, tutto sembra continuare nella più totale indifferenza ed aproblematicità.

Il problema, come hanno evidenziato eminenti politologi, è che si riscontra una diffusa apatia, se non un vero e proprio cinismo, nei riguardi della politica. La gente non è interessata e, pur non avendo alcuna fiducia in chi è al potere, non si preoccupa di reagire. E così emerge la sindrome autoritaria: diversamente dal totalitarismo che ha caratterizzato il secolo scorso, l’autoritarismo non è fondato sulla mobilitazione permanente di tutti i soggetti, ma sul loro disinteresse. Bisogna poi stare attenti alla falsa democrazia in cui i rappresentanti, in realtà, non danno ascolto alla voce della gente.

Eppure, c’era un sogno, che era l’Italia: il sogno dei Padri Costituenti e di coloro che, prima ancora, sognarono un’Italia unita. Ma avete idea di chi fossero questi uomini? I Giuseppe Mazzini e i Camillo Benso e i Giuseppe Garibaldi e gli Alcide De Gasperi e i Giuseppe Di Vittorio e gli Antonio Gramsci e i Luigi Sturzo e gli Aldo Moro e gli Enrico Mattei e gli Enrico Berlinguer, eccetera…? Altro che (come giustamente diceva Indro Montanelli) i quaquaraquà che ogni giorno guardiamo in televisione. Altro che questi ominicchi che si atteggiano a grandi diplomatici della Storia. Eran persone che pensavano in grande, che sognavano in grande, che vedevano lontano. Erano uomini di speranza che guardavano al futuro e  che mettevano in gioco la propria vita pur di servire un ideale fatto di libertà e di uguaglianza.
Ma il saggio John Locke doveva avere anche ragione nel dire che “un popolo maltrattato contro ogni diritto si guarda bene dal lasciar passare un’occasione in cui possa liberarsi delle sue miserie e scrollare il pesante giogo che gli è stato imposto tanto ingiustamente.” E non dovevano avere torto nemmeno i Founding Fathers, i Padri Fondatori degli Stati Uniti d’America, quando scrissero che “tutti gli Uomini sono creati uguali. Che sono dotati dal Creatore di certi inalienabili Diritti. Che tra questi Diritti v’è il diritto alla Vita, alla Libertà, alla Ricerca della Felicità. Che per assicurare questi Diritti gli Uomini devono istituire i governi…
C’era un’Italia diversa, fatta di uomini, citando Fabrizio Moro, “che hanno scritto pagine, appunti di una vita dal valore inestimabile, che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno. Nostra è la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare , la bocca per parlare, e che le orecchie ascoltano non solo musica, non solo musica! Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato. Nessuno potrà fermare mai la convinzione che la giustizia non è solo un’illusione.

I miei più cari saluti dalla splendida isola di Utopia!

(*) Studente di Ingegneria Gestionale all’Università “Sapienza” di Roma, Scrittore, Giornalista Pubblicista e Freelance

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LETTURE CONSIGLIATE:
1) http://www.repubblica.it/politica/2010/06/11/news/mauro_pagina_bianca-4742413/
2) http://espresso.repubblica.it/dettaglio/noi-contro-la-legge/2127975&ref=hpsp
3) http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/ecco-il-testo-integrale-della-legge-bavaglio-sulle-intercettazioni-418472/
 

FILM: PRINCE OF PERSIA – Le sabbie del tempo

di Francesco Losito (*)

Persia VI secolo: il principe Dastan, figlio adottivo del Re Sharaman, deve impedire al suo malvagio zio di impossessarsi di un magico pugnale capace di riavvolgere il tempo. Per farlo dovrà anche avvalersi dell’aiuto di Tamina,principessa di Alamut.
Fnalmente  sul grande schermo la storia e le imprese del protagonista dell’omonimo e popolarissimo videogioco d’azione e avventura nato nel 1989. Il film è l’ultima fatica di Mike Newell, di cui,per citare i titoli più famosi,si ricordano: Quattro matrimoni e un funerale (1994), Donnie Brasco (1997), Harry Potter e il calice di fuoco (2005) e L’amore ai tempi del colera (2007). Il cast vanta attori come Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley, Alfred Molina e la novità Gemma Arterton.
Jake Gyllenhaal, famoso per aver recitato in film come Donnie Darko (2001), The day after tomorrow (2004), I segreti di Brokeback mountain (2005), Jarhead (2006), interpreta Dastan, orfano dal cuore nobile e coraggioso, che da bambino viene adottato dal Re Sharaman, divenendo il terzo principe di Persia.

Per cimentarsi nel ruolo e nelle sembianze richieste per interpretare il personaggio di Dastan, Gyllenhaal ha dovuto guadagnare sei chili di muscoli; Ben Kingsley, premio Oscar per Gandhi (1982) e interprete di Shindler’s list (1993), Slevin – patto criminale (2007) e Shutter Island (2010) interpreta il ruolo di Nizam, fratello del re e personaggio ambiguo che mostrerà la sua natura malvagia.

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università di Bari

 

 

LAVORARE IN ARMONIA

 

Casa Editrice Maritato Group (*)

Dopo la bella esperienza del suo primo e-book Gaetano CAIRA ha scritto il secondo, quasi un seguito, intitolato “Lavorare in Armonia”. L’autore ha voluto, con questo testo, approfondire il tema psicologico del mondo del lavoro con tutti i pro e contro. Una vera guida che sara’ di ausilio a chi gia’ lavora con le sue strategie e i suoi consigli utili per migliorare la propria attivita’ lavorativa e produttiva. Ma la novita’ di questo libro e’ che sara’ anche ricco di numerosi consigli che serviranno ai giovani che si accingeranno a confrontarsi con una nuova realta’ del mondo del lavoro. Avranno modo di essere piu’ consapevoli delle loro forze e qualita’ interiori da fare uscire fuori tutto il loro “talento” in modo da raggiungere il proprio meritato successo personale. L’autore cerca di invogliare e di investire sui giovani con un nuovo modo di vedere il futuro del mondo del lavoro. Un vero manuale di strumenti moderni pratici per diventare un vero imprenditore di se’ stessi.

TITOLO OPERA: LAVORARE IN ARMONIA – Strategie e consigli per migliorare la produttivita’ e il benessere nel luogo di lavoro

AUTORI: Gaetano Caira

COLLANA: “PNL” (Programmazione neur-linguistica)
pp. 76 –  € 5,00
ISBN 978-88-9700-406-6

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Ecco l’indice completo dell’opera:

Cap.1  – Come creare un ambiente ideale di lavoro

Cap.2  – Come prepararsi psicologicamente per svolgere il proprio lavoro

Cap.3  – Creare armonia fra colleghi e formare un “team” per migliorare la produttività

Cap.4  – Come organizzare la propria attività con le “mappe mentali”

Cap.5 –  Come trovare un lavoro produttivo

Cap.6 –  Come armonizzare un ambiente di lavoro

Cap.7 – Come ridurre l’inquinamento elettromagnetico negli ambienti di lavoro

(*) www.maritatogroupcasaeditrice.com

QUANTE ALTRE FORME DI VITA NELLO SPAZIO?

di Mario Codella

Molto probabilmente su Titano, la più grande luna di Saturno, esiste un tipo di vita diverso dal nostro, poiché i fiumi e gli oceani di questo pianeta non sono composti da acqua ma da metano.
E’ il clamoroso risultato delle immagini ricevute dalla sonda spaziale Cassini, da sei anni nell’orbita di Saturno.
Esisterebbero organismi che respirano e si cibano di idrogeno ed acetilene, sostanze che, pur essendo prodotte dal pianeta, quasi spariscono sulla superficie e ciò induce gli scienziati a ritenere più probabile l’esistenza di forme di vita basate sul metano.
Anche sulla nostra Terra le sorprese non mancano: da molte università ed anche dal SETI arriva la notizia dell’esistenza di batteri che vivono e si nutrono di metano in assenza totale di ossigeno; questi batteri sono stati trovati in una sorgente d’acqua freddissima ( -50°C) nell’isola artica del Canada chiamata Axel Heiberg. Questa sorgente è così salata che non ghiaccia e ci sono grandi bolle di metano che salgono in superficie.
I ricercatori hanno poi notato che le caratteristiche chimiche e climatiche di questa sorgente sono molto simili a quelle ormai confermate su Marte, dopo la scoperta su questo pianeta di metano ed acqua ghiacciata.
Tali risultati potrebbero indurci a pensare che siamo a buon punto nella conoscenza della vita del cosmo, invece no!siamo ai primi passi.

A questo proposito è interessante la recentissima dichiarazione della celebre astrofisica Margherita Hack nota per il suo pragmatismo: “ Il sole è una stella comunissima, pensare che le condizioni per la formazione della vita si siano verificate solo sulla Terra è assurdo. Sappiamo che ci sono miliardi di pianeti : dal 1995 ad oggi ne abbiamo scoperti oltre 300 ; sappiamo anche che quasi tutte le stelle ( come il sole ) hanno dei sistemi planetari, quindi è ipotizzabile che ci siano miliardi di terre solo nella nostra galassia. Se poi consideriamo che ci sono miliardi di galassie…”
Alla domanda se ci sono forme di vita intelligenti la scienziata risponde : “Certo. Ci sono stelle molto più vecchie del Sole che ha 5 miliardi di anni,quindi è facile che le civiltà extraterrestri siamo molto più evolute di noi ”.

AUTISMO: NUOVE SCOPERTE!

di Silvia Codella (*)

Oggi 6/1000 bambini entro i primi tre anni di vita manifestano questa malattia che secondo il DSM-IV-TR ( Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali IV edizione,testo redatto dalla Associazione Americana Psichiatri) fa parte dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DPS); condizioni in cui le problematiche, tipiche dell’individuo affetto da autismo, coinvolgono tutti gli ambiti dello sviluppo della funzione cerebrale, con alterazioni nelle aree coinvolte :
– Nella comunicazione verbale e non verbale (con ritardo o mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato)
– Nelle interazioni sociali (tendenza all’isolamento, assenza di ricerca spontanea nel condividere interessi o emozioni con altre persone )
– Nel pensiero immaginativo
– Nelle modalità di comportamento (ripetitivo e ossessivo, con sottomissione rigida ad abitudini e rituali).
Ancora non si conoscono accuratamente le mutazioni genetiche responsabili e quindi non esiste un trattamento specifico e valido. Per il momento le finalità dei programmi terapeutici,indicati alle famiglie con bambini autistici,sono volte a massimizzare l’adattamento dei bambini nel loro ambiente, a guidare l’evoluzione dei soggetti favorendo lo sviluppo di specifiche competenze, nonché migliorare il controllo della sfera emotiva.

Si tratta di una patologia molto complicata, da anni al centro dell’attenzione di numerosi programmi di ricerca, il maggiore dei quali è il Progetto Genoma Autismo – AGP partito nel 2002, che riunisce120 scienziati provenienti da tutto il mondo ( tra cui l’Italiana Elena Maestrini del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica e Sperimentale dell’Università di Bologna ).
Il piano di studio del AGP si basa sull’analisi del DNA di individui autistici e sani, ma con familiarità per la malattia, al fine di individuare precisamente i geni coinvolti nella manifestazione dell’Autismo .
Le ultime novità, raccolte da anni di ricerca e recentemente pubblicate dalla rivista Nature, sembrano riguardare alterazioni di parti del DNA essenziali nel permettere ai neuroni di comunicare tra di loro (come i geni SHANK2,SYNGAP1,DLGAP2,PTCHD1); sembra inoltre che alcuni geni siano da soli in grado di provocare la malattia come SHANK2, ma è più frequente osservare un mosaico di alterazioni e ciascuna possibile combinazione di mutazioni conferisce caratteristiche e gravità diverse al quadro clinico.
Questi risultati mostrano come ci sia ancora molto lavoro da fare ma rappresentano un enorme passo in avanti nella comprensione della malattia e soprattutto rendono sempre più concreta la speranza di tante famiglie e di tutti di poter a breve avere importanti miglioramenti nella diagnosi precoce e nella terapia.


(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università “Sapienza” di Roma

LA LEGGE BAVAGLIO: “IL MASSACRO DELLA DEMOCRAZIA”


“LA LIBERTÀ È COME L’ARIA: SI VIVE NELL’ARIA;
SE L’ARIA È VIZIATA, SI SOFFRE;
SE L’ARIA È INSUFFICIENTE, SI SOFFOCA;
SE L’ARIA MANCA, SI MUORE.”
(don Luigi Sturzo)



LA REDAZIONE DI "VENTO NUOVO"

COMPLETARE L’OPERA…

di Carmela Maraglino (*)

“Solo un uomo di genio potrà completare l’opera…”
(Giulio Cesare a Ottaviano Augusto)

Non basta iniziare un’opera, occorre anche completarla.
Iniziare un’opera può essere facile e può essere da tutti, ma portarla a compimento potrebbe richiedere uno sforzo che, chi ha iniziato l’opera, non aveva messo in conto.
Infatti, quante sono le nostre opere lasciate incompiute, lasciate a metà?
Quanti progetti intrapresi con entusiasmo vengono, poi, lasciati a metà strada?
Quanti sogni vengono interrotti?
Moltissimi, infatti.
E’ più facile, a volte, rinunciare, che perseverare.
E’ più facile, a volte, darsi per vinti, che lottare.
E’ più facile, a volte, cambiare strada, che scavalcare gli ostacoli.

Gli ostacoli, invece, sono solo delle “PROVE”, messe lì apposta per vedere se decidiamo di COMPLETARE L’OPERA, oppure se rinunciamo a essa.
A volte, per assurdo, sarebbe più coerente non iniziare affatto nessuna opera, piuttosto che lasciarla a metà.
Sì, perchè, lasciarla a metà, significa aver sprecato tempo ed energie, significa aver impiegato male le proprie risorse.
E’ un po’ come quei palazzi che sono stati iniziati e mai finiti, di cui si vedono i muri portanti e il cemento armato, lasciati lì come degli scheletri che, con la loro lugubre presenza, ci accusano: tempo sprecato, denaro sprecato, risorse sprecate!
Allora, prima d’intraprendere un’opera è bene misurare le proprie forze e le proprie risorse per essere certi di poter portare a termine l’opera stessa.

«Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. >>(Dal Vangelo secondo Luca 14, 28-35)

(*) Docente di Economia Aziendale – Scuole Medie-Superiori