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INQUINAMENTO ATMOSFERICO

di Roberto Vizzaccaro

Cos’è?
L’inquinamento atmosferico è definito dalla normativa italiana “come ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze con qualità e caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria; da costituire pericolo, ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell’uomo;

da compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell’ambiente; da alterare le risorse biologiche ed i beni materiali pubblici e privati.”

Le cause
Le cause dell’inquinamento atmosferico sono da individuare nelle attività di produzione e utilizzo di combustibili fossili e carburanti, le attività di produzione industriale, l’estrazione di minerali, l’incenerimento dei rifiuti e l’attività agricola.
I principale inquinanti sono il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, le polveri (soprattutto il particolato avente diametro inferiore a 10 milionesimi di metro) e il piombo.
In ambito locale il problema riguarda l’inquinamento urbano di cui sono responsabili il traffico veicolare, il riscaldamento degli edifici, e gli impianti industriali ed energetici. Le città sono infatti luoghi dove maggiormente si concentrano le fonti di squilibrio per l’ambiente con conseguenze dirette sulla salute dei cittadini.

Lo smog
L’inquinamento atmosferico delle aree urbane è comunemente detto smog, parola derivante dall’accoppiamento di smoke (fumo) e fog (nebbia). Si possono tuttavia distinguere due tipi di smog con caratteristiche differenti: lo smog classico e quello fotochimico. Lo smog classico è dovuto all’azione di biossido di zolfo e particolato nelle ore prossime all’alba in condizioni di bassa insolazione, bassa velocità del vento, temperatura prossima a 0°C (stagione autunnale e invernale).
Lo smog fotochimico è dovuto invece all’azione di ossidi di azoto, ossido di carbonio, ozono ed altri composti organici volatili sotto l’azione della radiazione solare. Esso si verifica in estate nelle ore centrali della giornata in presenza di alta insolazione, bassa velocità del vento, temperatura superiore a 18°C. Poiché gli ossidi di azoto ed i composti organici volatili sono fra i componenti principali delle emissioni nelle aree urbane, le città poste nelle aree geografiche caratterizzate da radiazione solare intensa e temperatura elevata costituiscono dei candidati ideali nello sviluppo di episodi di inquinamento fotochimico intenso.
Questo tipo di inquinamento rappresenta un problema per la salute dell’uomo, degli animali e delle piante.

L’AMORE, CHISSA’ POI COS’E’

di Roberta Catania

Ti amo, sarai mia per sempre, sei la mia vita.
Parole, belle parole, ma irreali, inconsistenti…artefatte.
Ci si promette di tutto colti dall’euforia del momento, trasportati dall’idea che ogni cosa sia perfetta e eterna.
Eppure puntualmente uno dei due tira troppo la corda e magicamente quelle stesse parole diventano un macigno che ci trasciniamo ogni giorno. Ma l’essere umano è questo: promesse e sogni. Promesse di un amore eterno e sogno di una favola.

E lo spazio per la realtà? Amarsi non basta, sempre se si tratti poi d’amore, come non bastano le parole di un momento, la disattenzione di un attimo.
“Sono tanti i motivi per cui si resta insieme. Magari in una storia di cinque anni si è stati innamorati e ci si è amati solamente per due, o tre, o quattro. Per questo la qualità di una storia non può essere misurata dalla durata. Non conta il quanto, ma il come. La storia con lei è durata tre anni e io credevo di averla amata per più di quattro” (Fabio Volo – il tempo che vorrei).
La scintilla dell’innamoramento rende tutto così eccitante, nuovo, magico. Il resto lo costruiamo noi, con le nostre volontà, i nostri desideri, le nostre attenzioni, i nostri gesti e comportamenti, il lavoro duro sta a noi.
La scintilla dà solo il via, apre una nuova prospettiva.
Chi è disposto a farlo? Chi è disposto a impegnarsi? Impegnarsi per davvero, dico.
Diciamo di amare con la stessa facilità con cui facciamo la lista della spesa, senza pensarci.
Ti amo. Bisogna comprare il latte.
Nessuna differenza.
Non c’è da meravigliarsi se di storie d’amore vere, sincere, profonde, non se ne trovino poi molte.
E per storia d’amore non intendo il principe a cavallo che salva la sua bella in pericolo, parlo di sincerità, di complicità, di semplicità, di empatia, di serenità.
Parlo di amarsi anche quando le certezze possono vacillare, parlo di sostenersi a vicenda senza mai sentirsi minacciati dai sogni e dai successi dell’altro, parlo di non limitarsi alla superficie, di non scambiare un rapporto di coppia come un rifugio dal mondo, perchè una vera coppia il mondo lo affronta insieme, sempre.
Parlo di sentimenti veri, costanti, puri. Amare è donare una parte di sé, e se non si è disposti a farlo non si può nemmeno credere di essere in grado di provare amore.
Parlo di serenità, di fiducia, di quotidianità.
Quotidianità e abitudine sono la stessa cosa direte voi. No dico io.
Abitudine è ripetere i stessi gesti senza darci peso, per inerzia, senza cognizione di causa. Quotidianità è ripetere gli stessi gesti consapevoli del risultato positivo che avranno, gesti accompagnati dalla volontà di rendere quel determinato rapporto saldo, certo, solido, fondato su gesti e comportamenti ben delineati.
Amare, è forse l’onere e l’onore più grande concesso all’essere umano.
È un arma a doppio taglio, può ferire uno solo o entrambi se non viene gestita con la dovuta attenzione, dovremmo aver imparato ormai dopo secoli, eppure in un modo o nell’altro, l’amore è un sentimento cosi spaventoso e grandioso allo stesso tempo che nessuno ha ancora davvero capito come domarlo.

LA TUTELA DEL LAVORATORE

di Emanuela Maria Maritato (*) 

A chi è affidata la tutela dei lavoratori in caso di invalidità, vecchiaia, malattia, disoccupazione? In Italia gli istituti di previdenza sono gli enti preposti a questo tipo di assistenza
Gli istituti di previdenza sono nati con lo scopo di tutelare i lavoratori e i familiari a loro carico garantendoli dal rischio di trovarsi senza mezzi in caso di infortuni, malattie, disoccupazione o nella vecchiaia. L’attività principale degli enti di previdenza consiste nella liquidazione e nel pagamento delle pensioni.

In molti casi, inoltre, gli istituti di previdenza provvedono al pagamento di tutte le prestazioni a sostegno del reddito come la disoccupazione, la malattia, la maternità, l’assegno al nucleo familiare, ecc. Sorta per incontrare i bisogni dei lavoratori subordinati, la tutela previdenziale è stata poi estesa a tutti i tipi di lavoratori. Gli istituti di previdenza possono essere statali, para statali o casse di ordini professionali e private.

  In Italia, i principali enti di previdenza pubblici sono l’INPS, che si occupa della gestione delle pensioni e delle prestazioni minori per i dipendenti privati, l’INPDAP, che si occupa della gestione delle pensioni e delle prestazioni minori per i dipendenti pubblici e l’INAIL, che si occupa dell

 a tutela per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. L’iscrizione ad un ente di previdenza è obbligatoria. Non per tutte le professioni però esiste ed è attiva una cassa previdenziale di categoria: per tutti i professionisti “orfani di cassa” come ad esempio i grafici, gli informatici, i formatori, gli interpreti, ovvero per la maggioranza dei lavoratori flessibili/precari, è previsto l’obbligo di iscrizione all’INPS.
Vediamo ora nel dettaglio di cosa si occupano INPS, INPDAP e INAIL.
L’attività principale dell’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, consiste nel pagamento delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, come ad esempio l’assegno sociale, ai dipendenti privati. Le pensioni sono finanziate con i contributi dei lavoratori dipendenti e calcolate in misura percentuale sulla retribuzione; per sapere nel dettaglio come si calcola la pensione INPS visitate la pagina Calcolo pensioni INPS. L’Istituto si occupa anche di corrispondere tutte le prestazioni a sostegno del reddito, come ad esempio l’indennità di maternità e gli interventi per la mobilità. Tra le attività secondarie, infine, l’INPS effettua le visite mediche per l’accertamento dell’invalidità e dell’inabilità, oltre a quelle per l’accesso alle cure termali.
L’INPDAP, Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, provvede alla previdenza e assistenza dei pubblici dipendenti. In particolare, l’Istituto incassa i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici, eroga le pensioni e il trattamento di fine rapporto, concede piccoli prestiti, cessioni e mutui edilizi a tasso agevolato al personale iscritto all’Istituto e fornisce prestazioni sociali ad iscritti, pensionati e figli di iscritti.

L’INAIL, infine, è l’ente che assicura gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che possono colpire i dipendenti e tutte le figure soggette all’obbligo assicurativo, sia per quanto riguarda il periodo di astensione dal lavoro, sia l’eventuale invalidità permanente. L’assicurazione all’INAIL è obbligatoria e riguarda anche le casalinghe di età compresa tra 18 e 65 anni che svolgono un lavoro destinato alla cura della propria famiglia e della casa.

Maritato Group insurance team


(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

 

OBAMA LASCIA SBIGOTTITI IN MOLTI

di Emanuela Maria Maritato (*)

I sostenitori di Barack Obama sono sbigottiti dalla lenta ma inesorabile erosione della credibilità e della popolarità del presidente americano nei sondaggi svolti negli ultimi mesi.  Obama sembra intrappolato in una ragnatela di eventi negativi, incapace di riprendere l’iniziativa politica.  La crisi economica, il disastro ecologico nel Golfo del Messico, e il perdurare di una guerra senza fine e senza vittoria in Afghanistan formano una miscela esplosiva per gli indici che misurano la fiducia e il gradimento del popolo americano nei confronti del presidente, a meno di quattro mesi dalle elezioni di novembre, quando sarà rinnovata l’intera Camera e un terzo del Senato.

La crisi economica ereditata dall’amministrazione Bush non sembra dare ancora segnali tangibili di inversione di marcia. Sono ancora milioni gli americani disoccupati e che non hanno la benché minima idea di quando e dove torneranno nella forza lavoro.  Il tasso di disoccupazione è ancora vicino al dieci percento, e, secondo i verbali di una riunione tenuta dai i vertici della Federal Reserve Bank, la banca centrale americana, il 22 giugno 2010, gli uomini di Ben Bernanke hanno alzato le forchette per la disoccupazione del 2011 a 8,3-8,7 percento, dal precedente 8,1-8,5, e per quella 2012 al 7,1-7,5 percento, dal precedente 6,6-7,5.
Secondo i dati pubblicati a fine giugno dal governo Usa, a maggio è aumentato il numero delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, in contrasto con le previsioni degli analisti che prevedevano un leggero calo. A maggio sono anche aumentate le richieste di sussidi pre-esistenti, le cui proroghe richiederanno l’approvazione del Congresso per fornire la copertura finanziaria.
La vendita al dettaglio è calato di 1,1 percento a maggio e di un ulteriore mezzo punto a giugno, secondo i dati pubblicati dal governo Usa il 14 luglio 2010.  Le proiezioni negative sull’occupazione hanno anche costretto la banca centrale a rivedere le stime del prodotto interno lordo (Pil) per i prossimi anni, perché l’alto tasso di disoccupazione influenzerà, ovviamente, la spesa delle famiglie, riducendo i consumi, che rappresentano circa settanta percento del Pil.  La massima crescita del Pil americano, prevista dai banchieri centrali, è stata ridotta di 0,2 punti percentuali per il 2010, dal 3,7 a 3,5 percento, e di 0,3 punti dal 4,5 a 4,2 percento per il 2011.
Purtroppo anche i dati sull’attività manifatturiera Usa, mostrano un rallentamento nel mese di giugno, anche se il settore ha mostrato una crescita. Secondo i dati forniti dalla Institute for Supply Management (Ism), la produzione manifatturiera è scesa a giugno a 56,2 punti dai 59,7 punti di maggio. Secondo gli analisti, mentre un dato sopra i cinquanta punti segnala comunque una crescita, il dato è inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano cinquantanove punti. E’, purtroppo, rilevante, tuttavia, che i nuovi ordini, che indicano la proiezione della produzione futura, sono calati a 58,5 punti dai 65,7 di maggio.
L’amministrazione Obama non nasconde le difficoltà che l’economia americana sta attraversando, ma cerca di dimostrare che le iniziative prese dal presidente e sostenute dal Congresso negli ultimi diciotto mesi hanno, di fatto, attenuato gli effetti della crisi, e creato le basi per una netta ripresa.  Secondo la Casa Bianca, il pacchetto di stimoli per l’economia, approvato nel febbraio 2009, avrebbe permesso la creazione o la difesa di milioni di posti di lavoro, stimati fra 2,5 e 3,6 milioni.  Secondo un dato divulgato dalla Casa Bianca, e confermata dalla Congressional Budget Office, il Pil del 2009 è stato fra il 2,7 e il 3,2 più alto di quanto sarebbe stato senza il pacchetto di stimoli.
Per l’opposizione repubblicana, l’unica crescita sicura negli Usa in questo momento, è il debito pubblico.  I pochi dati positivi sull’occupazione riguardano l’impiego pubblico, mentre da parte dei privati c’è ancora una notevole contrazione, che indica sfiducia.  Per i repubblicani, la politica del presidente crea sfiducia fra gli imprenditori e fra i cittadini, perchè l’aumento della spesa federale può puntare solo verso un aumento inesorabile delle tasse.


(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

 

Editoriale – “LACRIME DI LUCE”: INTERVISTA A MICHELE CARUSO

di Valeria Lauriola (*)

Lacrime di luce

1) Da cosa e da quali motivazioni nasce il tuo libro?

Buonasera a tutti e grazie per aver preso parte a questa manifestazione!
Rispondo a questa prima domanda riportandovi, in pochissime righe, quello che il prof. Giovanni Scarale ha scritto del mio libro: “Ogni libro -dice- nasce da una necessità culturale o economica o spirituale. Oppure da tutte queste necessità messe assieme. Lacrime di Luce di Michele Caruso è nato da una necessità esistenziale.” Io penso, come ho detto in un’intervista rilasciata a Claudia Piemontese e poi riportata in un suo articolo pubblicato su l’Attacco il 1° maggio scorso, che “il mio libro nasce da un bisogno dell’anima e del cuore insieme.

E’ stata una voce della mente, il rumore del mio silenzio che chiedeva di essere ascoltato. E’ come quando un artista comincia a dipingere un quadro…il problema è che io in quel dipinto c’ero finito, e forse, ho pensato, che continuando a scrivere, ad arricchire di colori il mio quadro, potevo trovare la strada per uscirne fuori.”

2) Quale ruolo hanno avuto, a tuo parere, i sogni nella stesura del libro?

Ogni libro è sempre la realizzazione di un sogno. E come tutti i sogni richiede una buona dose di audacia, di determinazione, di lungimiranza. Nel discorso di presentazione del mio libro di circa un anno fa dissi che “le cose belle, se non si sognano prima, difficilmente riescono ad avverarsi.” La cosa più bella della vita è sicuramente quando i sogni si trasformano in progetti ed i progetti diventano realtà. A ognuno di noi, in tutto il mondo, è concessa l’occasione di sognare: è come se a tutti fosse stato dato il permesso di pensare in grande, di sognare in grande. È proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante. Quando abbiamo dei sogni, riusciamo a vedere quello che nessun altro vede, vediamo quello che tutti gli altri scelgono di non vedere, vediamo il mondo intero come nuovo ogni giorno. I sogni hanno dalla loro la capacità di rendere possibile l’impossibile. A volte mi viene da pensare che tutto quello che faccio sia solo un esercizio di vanità, che sia solo un motivo in più per vantarmi. Quando mi assale questo stato d’animo penso che ogniqualvolta raggiungiamo un nuovo traguardo, ogniqualvolta cerchiamo di essere migliori di quello che siamo, anche tutto quanto ci circonda diventa migliore. È quando lavoriamo per gli altri, quando scriviamo per i nostri lettori, che diventiamo persone migliori. Quando qualcosa evolve, anche tutto quanto gli è accanto evolve con essa. Ogni obiettivo, ogni sogno che si realizza richiede fatica, impegno e sacrificio. E quanto più ci si avvicina al proprio sogno, tanto più le cose diventano difficili. E a fare la differenza in questo momento saranno la perseveranza e il coraggio. Spesso abbandoniamo i nostri sogni per paura di fallire o, ancora peggio, per paura di aver successo. Il trucco è sempre quello di non arrendersi mai e di non rilassarsi anche se si è arrivati lontano. Gli ostacoli sono un dono: ci danno la possibilità di approfondire e dimostrare quanto realmente teniamo a qualcosa. Gli ostacoli ci saranno sempre e soprattutto ci saranno sempre nuove persone pronte ad ostacolarci. E’ difficile vincere la calunnia e l’invidia, ma anche la verità è molto potente. “Ed i vincitori- per dirla con Jim Morrison- sono solo dei sognatori che non hanno mai smesso di sognare!”. Per scrivere c’è poi bisogno di tanta pazienza. Il prof. Giulio Stilla una volta mi disse: “L’esercizio della temperanza ed il temporeggiare facilitano la riflessione. E quando quelle parole, determinate parole, perdureranno nel tempo, allora scrivile ed esse diverranno piccoli filari di saggezza.”

3) …e l’amore?

Penso ancora che i libri non nascano soltanto da uno slancio di creatività, ma anche e soprattutto da un eccesso d’amore, che è l’amore per i propri simili. Ogni autore nasconde nel suo libro un pezzetto del proprio cuore: i lettori hanno il compito di scoprirlo. Bendetto Croce diceva “in ogni accento di poeta, in ogni creatura della sua fantasia c’è tutto l’umano destino, tutte le speranze, tutto l’amore.” Ma in fin dei conti tutto quello che facciamo è amore: Amore è l’anima dell’universo, così come la Sapienza e l’anima di Dio. “Amor ch’a nullo amato amar perdona” diceva Dante; cioè “Amore che a nessuno che è amato permette il non riamare”. E’ una legge di universale di natura: se si ama qualcuno o qualcosa, quell’amore ci verrà restituito in ugual misura. Einstein era solito dire: “Tutte le parti che compongono la realtà sono l’ espressione di un unico ordine superiore di estrema bellezza e la sua bellezza giustifica la sua esistenza.” E’ la misteriosa catena che tiene unite tutte le cose. Lo dice anche il terzo principio della dinamica: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, cioè di stessa intensità, ma rivolta verso colui che ha profuso quest’amore. E’ come quando ci danno un bacio sul collo: il brivido raggiunge subito le corde del cuore e riverbera tutto intorno.
La cosa più interessante della letteratura è la sua capacità di dar vita agli oggetti, perché c’è un mondo che esiste perché esiste e un mondo che non esisterebbe se qualcuno non lo creasse.

4) Come definiresti l’ispirazione?

Una volta lessi su di un libro una bellissima storia… parlava di un vecchio che aveva tenuto una corrispondenza epistolare con una donna che non aveva mai incontrato. Quando il vecchio seppe della sua scomparsa prese il baule in cui conservava tutte le lettere e lo diede al postino, con l’impegno che ogni giorno ne avrebbe riportata una. E così lui, tutto contento, ogni mattina correva incontro al postino per leggere la lettera casualmente scelta e per riassaporare le emozioni di un tempo. Io credo che gli scrittori siano un po’ come il vecchio che ogni giorno aspettano il postino dell’ispirazione per ricevere la lettera della fantasia e per poi buttar giù un verso, una poesia, un racconto, un romanzo. E’ come quando si aspetta il precipitare di una stella cadente…Credo che l’ispirazione sia l’ultimo baluardo delle forze del bene.

5) Parlaci un po’ dei tuoi racconti…

Il libro comincia con La dimora dell’anima. Un giovane inchiodato in una sedia rotelle, condannato a inguaribile immobilità, avverte tutta l’angoscia dell’inappartenenza alla Vita come movimento, come sorgente di libertà, di creatività e di dinamismo. Tutti gli eterni interrogativi (Chi sono io, perché vivo…) sono come frecce di San Sebastiano. Chi può risolvere il suo dramma? Come un’asceta all’ingiù, come l’albatro baudelairiano che contempla dall’alto delle nubi questo regno materico, attraverso meditazioni, domande, riflessioni, il giovane dalle radici del suo essere sente risalire l’entusiasmo, la vita in tutta la sua proiezione progettuale e attiva. Da sé, come da un terribile temporale, l’arcobaleno e quelle gocciole sospese come miche di luce. Il cielo piange lacrime di luce. La debolezza, la sofferenza, il dolore producono solidarietà, l’amore verso l’altro.
Nella menomazione degli arti bisogna vedere la menomazione dell’anima. E l’anima prigioniera è una forza formidabile capace di ricostruire come una rappresentazione teatrale il tragico vissuto. Questo protagonista impenetrabile, che poi è il grillo della coscienza che abita in ognuno di noi, comprende infine il male che ha inflitto a se stesso. E dice ”Qualcosa di gigantesco che io stesso ho visto ora soltanto, nell’intuizione di un attimo, devasta i miei pensieri. Riflessioni invano soffocate salgono alla superficie della mia coscienza. Una stilla di luce ha invaso le mie tenebre.”…Segue ora una parte che prendo in prestito da Dante, quando in uno dei versi del Paradiso scrive: “Qual è colui che sognando vede,/ che dopo ‘l sogno la passione impressa/ rimane, e l’altro a la mente non riede,/ cotal son io, ché quasi tutta cessa/ mia visione, e ancor mi distilla/ nel core il dolce che nacque da essa”. Il nostro protagonista si ritrova quindi come colui che ha fatto un sogno e che dopo il sogno restano impresse le emozione, ma le immagini sfuggono alla memoria. Ed ecco che sente crescere dentro di sé il bisogno di planare via come una colomba da quella orribile dimora: ”Questa stanza è un deserto in cui la forza dell’animo si perde nell’aria, come un braccio che percuote il vuoto. Si profila in me, ora, la necessità di uscire dal mio guscio, di confrontarmi col mondo… Perché l’anima umana è come il vento incurante di ogni frontiera… Una forza misteriosa spinge ora la mia sedia a rotelle, rilascio le mani dal corrimano delle ruote e inizio a muovere le braccia quasi volessi nuotare nell’aria. Ansando e non senza fatica, raggiungo la porta e afferro la maniglia… Col cuore in gola ruoto la chiave nella toppa e la porta si apre.” E così “continuo a camminare, con la mia sedia a rotelle, sui sentieri del mondo e dell’uomo.”
Il secondo racconto è stato scritto due anni fa e nasce, oltre che da una purtroppo esperienza personale, anche dalla continua lettura di quotidiani che nell’estate del 2007 riportavano innumerevoli carneficine sulle strade. È un messaggio, un monito, una richiesta oltre che di maggiore prudenza da parte di chi è al volante, anche di maggiore prevenzione da parte degli organi competenti, affinché ci siano asfalti drenanti e non manti stradali che quando sono bagnati scivolano più del sapone, o l’assenza di guard-rail e di tante altre strutture preventive. Nel racconto c‘è una siepe che, per dirla con Leopardi, “da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”. Nella vita reale ci sono tanti altri problemi che riducono sensibilmente la sicurezza di chi guida. Farà la differenza la capacità degli enti di indirizzare fondi in questo senso e di evitare che vengano prelevati dalle assicurazioni delle auto quando già ci è scappato il morto. “Questo racconto vuole essere un inno alla vita per smuovere le nostre coscienze.” Il tutto termina con un piccolo articolo, le cui ultime parole dicono: “Se inizieremo a riflettere, a non restare nell’indifferenza, a non alimentare la menzogna, ci renderemo conto che il colpevole è ognuno di noi. Basta un piccolo gesto: la voglia di cambiare!”.
Il penultimo racconto è la storia di un taglialegna smarritosi nella foresta sul far della sera, quando tutto intorno già imporpora. È un racconto che richiama un po’ l’idea “dell’amore che a nessun amato permette il non riamare”, ma che è visto dalla prospettiva del male, perché il male che facciamo torna indietro forse anche con maggiore intensità. Ed ecco che agli occhi del taglialegna gli alberi sembrano voler organizzare una congiura per vendicare i loro amici che già sono stati tagliati. Scrivo a tal proposito: “Ora si sentiva soltanto un minimo essere rimasto da solo, senza nessuno, limitato e piccino, atomo e granello di polvere, ombra minuscola rifugiatasi dal sole nella più remota lontananza. L’uomo non è granché di fronte alle forze avverse della natura. Un orribile senso di colpa, come un suono buio, come un veleno che ti sventra, risuonava nel suo cuore… Da ogni parte, la tangibile presenza del silenzio lo opprimeva. Attanagliava la sua mente come le successive raffiche di neve opprimono gli occhi degli scalatori. Ciò che più lo tormentava era il pensiero di essere solo un punto insignificante nel territorio infinito di quella foresta, tanto grande che a mala pena il cielo riusciva ad abbracciarla…”. Così, quando il fumo ormai si dileguava e la caligine danzava attorno al fuoco ormai morente, il taglialegna si affida al gioco delle emozioni che appartengono, come è noto, al gioco delle grandi geometrie dell’universo. Cosicché vuole scardinare la luna dalla sua orbita per farla lanterna nella notte, vuole imparare a tessere il vento a ricamare la luce…
Quando siamo in un momento di crisi, che metaforicamente è rappresentato dall’oscurità, è istintivo affidarci ad un Essere superiore, e così fa anche il nostro taglialegna: forse non ci aveva mai creduto, ma in quel momento di buio totale alza gli occhi al cielo con la speranza che da qualche parte nell’universo, nel visibile o nell’invisibile, nell’espresso o nell’inespresso, nella materia o nell’antimateria ci sia qualcosa di più grande di noi. Ed una lacrima di luce scende dal cielo ad inondare la terra. E’ uno sguardo che attraversa l’universo. E’ qualcosa che ricorda un po’ Eschilo o, meglio ancora, Sant’Agostino che nel preambolo delle Confessioni dice “L’uomo, una particella del Tuo creato, vuole lodarTi. Ti loderanno coloro che Ti cercano, perché cercandoTi Ti troveranno e trovandoTi ti loderanno”… Oltre che a “Qualcosa di più grande di noi”, nei momenti tristi, ci si affida anche ai ricordi felici, alle parole che qualche amico o parente o qualche splendido libro ci hanno detto. E così il protagonista di questo racconto ricorda ”quel mattino in cui il nonno gli rivelò il segreto della Culla della Luce”…”Ogni lama di luce che si libra nel cielo, ogni raggio di sole che all’alba inizia a disegnare i contorni dei balconi, dei cornicioni delle case, delle piazze, degli stessi alberi e dei fiumi impetuosi, dorme su uno di quei fiori. Lì piccoli e fitti arbusti ondeggiano continuamente sebbene non vi sia alito di vento. Lì le belle naiadi, ninfe delle acque, si levano dal lago di vetro per cantare con le arpe la ninnananna della luce. Lì le ninfe dei boschi dalle verdi chiome protendono al cielo i loro steli lunghi e rigogliosi. Lì eserciti di centauri corrono galoppando silenziosamente per poi svanire, ridendo, in una nuvola rosa»… «Quel luogo è un mistero. Lì tutto è costruito per proteggere una tale rarità: se qualcuno riuscisse ad entrarvi, a svegliare la luce dormiente, il giorno e la notte entrerebbero in un conflitto mortale tra loro, in una lotta universale»..”Il pensiero che anche la luce riposasse in una foresta, lo rincuorava. Tanto che ora iniziava a vedere mele rosse sui pini smeraldi, come se, in una notte di pioggia, riuscisse a scorgere le stelle nel cielo”. Aldo Moro diceva “Non guardate al domani, ma al dopodomani”. Io direi, non guardiamo le cose per quello che sono, ma per quello che potrebbe diventare. Ci vorrebbero delle lenti magiche capaci di farci vedere l’energia potenziale che è ognuno di noi. Un uomo è ciò che sogna di diventare! “Ognuno di noi è una sconosciuta possibilità, una realtà da non occultare. Ogni uomo è unico e per la sua unicità va rispettato.” Infine il taglialegna ricorda a se stesso che “se si può sognare si può fare!” Il racconto termina con il palpitare delle ali di una farfalla che sprigionano “una bizzarra nuvola di polvere dorata che si disperde nella bella giornata.”
Chiude il volumetto una lettera d’amore, come un messaggio di un’anima ardente che cerca il significato dell’amore in una serie di domande retoriche. Che fanno un po’ così: “Ti prego di ascoltarmi. Lascia sgorgare questa mia preghiera. E, con sincerità, dimmi: chi sei? Sei forse la poesia del vento, il profumo di un roseto in fiore, la colonna sonora dei sogni, il suono dolce delle cascaste scroscianti, la notte stellata, l’oceano silenzioso? O sei la luce che buca l’ombra delle finestre, la stella cadente che perfora il cielo d’agosto, la vaporosa luna che risplende nel mare, il riflesso della perfezione?…Sei dunque un leggero cristallo di neve che si posa danzando, gli occhi vispi di un bambino ed il sorriso della sua mamma, il tenue velo di una sposa, la soffice carezza data ad un vecchio o ad un ammalato, il bacio della buonanotte? …Oppure sei, più semplicemente, il ditino di un fanciullo che ruota nella mano di suo padre, l’abbraccio di due innamorati, il dischiudersi lento di un uovo, il pianto esasperato di un neonato? O sei il volo di erranti gabbiani del mare, la vibrante ragnatela che gronda di brina, il sole che si tuffa nel mare per riposare, le onde che si rompono lente sulla battigia, la fresca ombra di un tiglio selvatico, la grandine che martella sui vetri? O sei la vita, la soffusa luce del mattino che stempera la notte?
E così inserisce il foglio in una bottiglia, ma ha cura di scrivere sul retro del tappo le seguenti parole: “Se un giorno, lasciando correre lo sguardo sul mare, scruterete questa bottiglia e la raccoglierete, siate gentili! Scrivetemi subito e riaffidatela al capriccio del mare. Così io, quando la ritroverò, penserò, illudendomi, che Amore mi abbia risposto.”
L’antico romantico mezzo messaggero funzionerà ancora, e mentre si trasforma in un natante dei più sicuri per via del suo peso specifico e si perde lentamente verso l’orizzonte nel mare smeraldo, questo protagonista misterioso, che quindi può essere ognuno di noi, è convinto che lo slancio d’amore col quale ha affidato al capriccio del mare la bottiglia, un giorno, sempre per la stessa legge universale di natura che “non permette il non riamare”, tornerà indietro e gli perverrà con la stessa intensità da un’altra spiaggia di qualsiasi altra parte del mondo. Grazie!
 
28.08.2009, S. Giovanni Rotondo (FG), P.zza dei Martiri, H. 21:00

(*) Libraia

OBAMA: “RITIRO TRUPPE DALL’IRAQ”

di Roberta Catania

Il presidente Barack Obama ha annunciato ufficialmente ieri sera in diretta Tv dalla Casa Bianca la fine della missione di combattimento in Iraq. «Gli Stati Uniti hanno pagato un prezzo enorme per mettere il futuro dell’Iraq nelle mani del suo popolo: adesso è giunto il momento di voltare pagina»,ha detto il presidente, sottolineando che la promessa fatta durante la campagna elettorale è stata mantenuta.

Obama ha ribadito come questo evento giunga in un momento di incertezza profonda per gli americani ma aggiunto poi che l’Iraq “ha l’opportunità di abbracciare un nuovo destino anche se restano molte sfide da affrontare”.
Tempestiva anche la sollecitazione ai leader iracheni a formare rapidamente un governo.
Quasi 100 mila i soldati rimossi dall’iraq, il discorso di Obama ha illustrato il cambiamento della missione delle truppe impegnate in iraq che d’ora in poi saranno impegnate nell’addestramento delle forze di polizie irachene, nella protezione dei civili americani in iraq e in operazioni di anti-terrorismo affidate alle Forze Speciali. Obama nel suo discorso non ha proclamato vittoria: «Viviamo in un’era senza cerimonie di resa – ha affermato -. Dobbiamo guadagnare la vittoria attraverso il successo dei nostri partners e la forza della nostra Nazione».
Il presidente americano nel suo discorso ha anche approfittato per cercare di stemperare la preoccupazione degli americani sul fronte interno: «Il nostro compito più urgente è oggi rilanciare la nostra economia e creare lavoro per milioni di americani che lo hanno perso», ricordando che l’invasione dell’Iraq ha determinato l’impiego di vaste risorse all’estero in un periodo di bilanci ristretti.
Ulteriore conseguenza del ritiro sarebbe  anche per rafforzare l’impegno americano in Afghanistan, l’altra guerra degli Stati Uniti in questi anni, dove i militari Usa e Nato sono attualmente 150mila circa.
A Washington, tuttavia, non sono mancate le contestazioni. Alcuni repubblicani attribuiscono il merito del miglioramento della sicurezza in Iraq al “surge” avviato da Bush e dal generale Petraeus
Altri osservatori temono anche che la riduzione delle truppe sia stata troppo precipitosa e che l’Iraq rischi ora di finire in una guerra civile.
L’operazione New Dawn (Nuova Alba), è inziata.

 

 

 

 

12.35 TOURING

SI TERRà A ANTRONA  SCHIERANCO (VB) IL 5/09 LA FESTA DEL LATTE E DEL FORMAGGI, CON LA DEGUSTAZIONE DEI PRODOTTI TIPICI QUALI:TOMA , GORGONZOLA E RICOTTA

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12.17 :URAGANO EARL ARRIVA IN NORTH CAROLINA

L’URANO EARL HA PERSO L’INTENSITà ED è STATO DECLASSATO A CATEGORIA 2, MA CON I VENTI A 165 KM STA ARRIVANDO MINACCIOSO SULLA COSTA ORIENTALE DELLA CAROLINA DEL NORD.
è PREVISTO CHE LA TEMPESTA TROPICALE SFIORI NEW YORK, CAPE COD ED ENTRO DOMENICA ARRIVI SULLA NUOVA SCOTIA CANADESE.
NONOSTANTE LA PERDITA DI INTENSITà PER GLI ESPERTI MANTIENE UN NOTEVOLE POTENZIALE DISTRUTTIVO.

12.11GOSSIP

è STATO RESO NOTO DAPOCHE ORE IL VERBALE RELATIVO ALL’ARRESTO DI PARIS HILTON PER POSSESSO DI COCAINA .
LA HILTON RISCHIA FINO A 4 ANNI DI CARCERE

10.51 CRISI

DRAGHI:RIPRESA SI DIFFONDE IN EUROPA.L’ITALIA PER CRESCERE DEVE DIVENTARE PRODUTTIVA E COMPETITIVA COME GERMANIA.

10.08 VATICANO

IL PAPA INCONTRA PERES:SI LAVORI PER GARANTIRE A TUTTI SERENITA’ E SICUREZZA.

10.06 POLITICA

SE DOMANI SI VOTASSE CORREREMO DASOLI.QUESTA E’ LA DICHIARAZIONE DI CASINI.

10.04 FINIANI

STANERMO LA LEGA.

9.50 UN MAIALE IN AUTOSTRADA SULLA CATANIA MESSINA

UN MAIALE FERMO SULL’AUTOSTRADA CATANIA MESSINA  GENERA PANICO E CAOS PROVOCANDO COSI QUATTRO FERITI PER FORTUNA NON GRAVI .