Play Pause

12.40 sky

lanti trust risulta essere contro sky e la sua presunta “posizione dominante” negli ultimi Mondiali di Calcio e il colosso televisivo di Rupert Murdoch reagisce definendosi “sorpreso”.

La replica della tv satellitare è arrivata con un una nota in cui Sky si dice “molto sorpresi dal fatto che l’Antitrust agisca oggi sulla base di questo esposto, visto che non solo i Mondiali 2010 si sono conclusi da tre mesi, ma ben 4 anni e sette mesi fa Sky Italia ha trasmesso i mondiali Fifa 2006 di Germania con le modalità di fruizione simili”.

Ma la replica di Sky non finisce qua. La tv fa presente in modo esplicito che, per quello che riguarda i film, esiste un’asimmetria analoga che l’Antitrust non si prende la briga di esaminare. Mediaset, infatti, grazie ad un accordo firmato con la Warner Universal trasmette in esclusiva, sia in chiaro, sia a pagamento, film e serie prodotte dalla casa Usa. Mediaset, appunto. La stessa che rifiuta di trasmettere gli spot di Sky, la stessa, scrive il Corriere della Sera, che vorrebbe giocarsi “ad armi pari” la partita per i diritti dei Mondiali 2014.  Il problema è che, ad oggi, l’accordo Sky Rai la taglia di fatto fuori. Antitrust e Catricalà permettendo.

12.22 due amanti pazzamente diabolici

Ora Maria Teresa Crivellari accusa l’ex amante: “Giacomo ha sempre saputo che cosa era successo a sua moglie. Mi ha aiutata lui a seppellirla nel giardino di Sant’Ambrogio”. Lo ha detto al pubblico ministero dopo aver confessato di aver ucciso Marina Patriti, la sua “rivale” in amore, la moglie dell’uomo col quale aveva avuto una relazione.  La Procura di Pinerolo ora sta cercando di capire se si tratti di un’accusa fondata o di un estremo tentativo di vendetta.

12.18 riunioficazione tedesca

Gli ‘italiani’ Juergen Klinsmann e Lothar Matthaeus saranno tra le vecchie glorie del calcio tedesco che giocheranno, il 20 novembre prossimo a Lipsia, il ‘match delle leggende’ tra selezioni delle ex Germania Ovest e Germania Est per celebrare il ventesimo anniversario della riunificazione.

12.05 vaticano

Un messaggio di Papa Benedetto XVI è stato consegnato al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dal cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ed ex ministro degli Esteri del Vaticano.

Tauran  si trova in visita in Iran per partecipare alla sessione biennale dei colloqui interreligiosi con la Repubblica islamica

12.00 usa obama

Gli Usa con un’economia forte sono una risorsa per la ripresa globale. E’ quello che dice il presidente Usa, Barack Obama in una lettera indirizzata al G20. Il presidente americano, appena arrivato a Seul per partecipare al summit che inizierà domani, ha quindi invitato i leader a ”fare la loro parte” per ridurre gli squilibri commerciali.

”Nessun paese potrebbe raggiungere l’obiettivo comune di una ripresa forte, sostenibile ed equilibrata da solo”, ha spiegato Obama nella lettera – anticipata dalla Reuters – che è stata inviata ieri.

COME EVITARE L’ANISAKIS

di F. Borrini

Una circolare del ministero di sanità del 1992, ancora in vigore, obbliga chi somministra pesce crudo o in salamoia (il limone e l’aceto non hanno alcun effetto sul parassita) ad utilizzare pesce congelato o a sottoporre a congelamento preventivo il pesce fresco da somministrare crudo. Infatti l’anisakis e le sue larve muoiono se sottoposti a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore a –30° C, 9 ore a -40° C.
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo.
Per evitare contaminazioni, consigliamo di seguire questi semplici consigli:
1) evitare il consumo di pesce crudo in ristoranti cinesi “travestiti” da giapponesi, che stanno proliferando in questi anni, a tal proposito consiglio di leggere questo articolo di Panorama;

2) evitare il consumo di alici marinate, se non preventivamente congelate (chiedere al gestore del ristorante);
3) nel consumo casalingo di pesce crudo, acquistarlo fresco e congelarlo per almeno 4-5 giorni nel congelatore a -18 gradi. Il pesce prontamente eviscerato (come il salmone di allevamento) è più sicuro di quello venduto con le viscere;
4) prestare particolare attenzione alle specie a rischio, come lo sgombro, le sardine, il tonno e il pesce azzurro in genere.

COLLEZIONE SHANGAI-VIVACE DI CHANEL

di Donna Cenfi

La collezione fashion destinata al mercato asiatico: Chanel collezione ShanghaiVivace, sbarazzina sono questi gli aggettivi giusti per questi accessori alla moda, per questa collezione assolutamente glamour-chic con un pizzico di ironia che non guasta assolutamente. La Shanghai Collection e’ disegnata da Karl Largherfeld per la griffe Chanel e destinata al mercato asiatico in onore della recente apertura di una boutique nella città appunto di Shanghai.Il design dei gioielli è stato volutamente ispirato all’ iconografia orientale, rappresentando così attraverso deliziosi ed elaborati gioielli, i simboli di una cultura ricca di fascino e mistero.Vediamo così bracciali, charms, spille, orecchini ed una stravagante borsetta in riproduzioni di bamboline Kokeshi, dragoni e perfino un cestino del Take Away realizzati con materiali preziosi e naturalmente tutti loggati Chanel.

A completare la collezione vi sono due splendide bustine con tracolla ricche di paillettes, luminosissime ed in tinta unita pronte a dare quel tocco in più che davvero non guasta mai.

LA VITTORIA DELL’ACEA

di Alessandro Antoony Maritato

AceaElectrabel si è aggiudicata il lotto 2 e il lotto 3 della gara per la fornitura di energia elettrica alla pubblica amministrazione delle Regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise (lotto 2) e Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna (lotto 3). Lo comunica la Consip in una nota specificando che il valore complessivo è di 208 milioni di euro.
In particolare la convenzione per il lotto 2 prevede un massimale di fornitura di 750 milioni di kWh pari a circa 100 milioni di euro, mentre per il lotto 3 il massimale di fornitura è di 800 milioni di kWh pari a circa 108 milioni di euro.

I lotti 1 e 4 per le Regioni del Nord erano già stati aggiudicati il 25 ottobre a Edison Energia.

L’ADDIO DI BERTOLASO

di Emanuela Maria Maritato

Dopo quasi dieci anni al timone, Guido Bertolaso, ‘l’uomo delle emergenze’, il prossimo 11 novembre lascia la guida della Protezione civile. E’ un addio annunciato. A fine 2009, al termine della gestione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania, Bertolaso annunciò che al massimom entro la fine del 2010 avrebbe lasciato il suo incarico. Mancava il via libera del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che oggi lo ha comunicato al termine del consiglio dei ministri.
Al posto di Bertolaso subentrerà al vertice della Protezione civile l’attuale vice, Franco Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila ed ex direttore del Sisde. Al passaggio di consegne manca solo un decreto di nomina della presidenza del consiglio. Ufficialmente Bertolaso, che ha raggiunto l’eta per la pensione, dovrebbe lasciare ogni incarico. Lascerà infatti anche l’incarico di sottosegretario alla presidenza del consiglio. Le sue dimissioni dovranno essere accettate dal Capo dello Stato.

 Bertolaso, 61 anni, ha avuto momenti di grande popolarità subito dopo il terremoto dell’Aquila. C’era chi ipotizzava una sua discesa in campo politico. Una ipotesi esclusa in più occasioni dal diretto interessato. Poi è arrivato il ciclone delle inchieste giudiziarie: dai rifiuti in Campani a quelle sul G8 della Maddalena e le polemiche sulla ricostruzione in Abruzzo. Cosa farà Bertolaso in futuro? E’ la domanda che non pochi si fanno in queste ore. Almeno fino alla vigilia della nuova crisi rifiuti in Campania, veniva indicato come possibile per lui un incarico di prestigio in una istituzione internazionale. Con l’uscita di scena di Bertolaso termina un ciclo durato quasi dieci anni, iniziato con la sua nomina nel 2001 da parte di un governo di centro sinistra e poi confermato nel mandato anche dai governi di centro-destra.

ACCONTI IRPEF E IRAP INVARIATI?

di Michel Emi Maritato

A fine mese molti contribuenti sono chiamati alla cassa per pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef, Ires e Irap (che riguarda commercianti, artigiani, professionisti e altri lavoratori autonomi titolari di partita Iva). La misura dell’acconto per le società di capitali è del 100% così come pure l’acconto Irap. Per l’acconto Irpef e Irap delle persone fisiche anche quest’anno potrebbe, invece, arrivare la riduzione di 20 punti percentuali e quindi passare dal 99 al 79%. Così è accaduto in occasione dell’acconto di novembre dell’anno scorso, ma non potemmo tenerne conto sul giornale poiché il decreto venne emanato nella seconda metà di novembre 2009. La riduzione è prevista pure per gli anni 2011 e 2012 (articolo 55 della Manovra Economica 2010), anche se il quantum verrà stabilito con apposito decreto. Per quest’anno, invece, al momento di andare in macchina, quando cioè teoricamente sono già aperti i termini per il pagamento del secondo acconto, nulla è stato deciso dal Governo.

A novembre, dunque, – salvo ripensamenti dell’ultimo momento – i contribuenti persone fisiche dovranno detrarre dal 99% dell’imposta dovuta per il 2009, l’importo eventualmente già versato a giugno o luglio (anche a rate), come prima rata. Chi ha fatto il 730, invece, non deve fare nulla. L’acconto, infatti, è calcolato da chi presta assistenza fiscale (Caf, datore di lavoro o ente pensionistico) e la seconda tranche dell’acconto Irpef viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione di novembre. Se, invece, il dipendente ha cessato il rapporto di lavoro o è in aspettativa senza retribuzione dovrà provvedere autonomamente al pagamento dell’acconto Irpef 2010 con le modalità ordinarie (in banca o alla posta con il modello di pagamento F24).

ACCONTI IRPEF E IRAP INVARIATI?

di Michel Emi Maritato

A fine mese molti contribuenti sono chiamati alla cassa per pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef, Ires e Irap (che riguarda commercianti, artigiani, professionisti e altri lavoratori autonomi titolari di partita Iva). La misura dell’acconto per le società di capitali è del 100% così come pure l’acconto Irap. Per l’acconto Irpef e Irap delle persone fisiche anche quest’anno potrebbe, invece, arrivare la riduzione di 20 punti percentuali e quindi passare dal 99 al 79%. Così è accaduto in occasione dell’acconto di novembre dell’anno scorso, ma non potemmo tenerne conto sul giornale poiché il decreto venne emanato nella seconda metà di novembre 2009. La riduzione è prevista pure per gli anni 2011 e 2012 (articolo 55 della Manovra Economica 2010), anche se il quantum verrà stabilito con apposito decreto. Per quest’anno, invece, al momento di andare in macchina, quando cioè teoricamente sono già aperti i termini per il pagamento del secondo acconto, nulla è stato deciso dal Governo.

A novembre, dunque, – salvo ripensamenti dell’ultimo momento – i contribuenti persone fisiche dovranno detrarre dal 99% dell’imposta dovuta per il 2009, l’importo eventualmente già versato a giugno o luglio (anche a rate), come prima rata. Chi ha fatto il 730, invece, non deve fare nulla. L’acconto, infatti, è calcolato da chi presta assistenza fiscale (Caf, datore di lavoro o ente pensionistico) e la seconda tranche dell’acconto Irpef viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dalla pensione di novembre. Se, invece, il dipendente ha cessato il rapporto di lavoro o è in aspettativa senza retribuzione dovrà provvedere autonomamente al pagamento dell’acconto Irpef 2010 con le modalità ordinarie (in banca o alla posta con il modello di pagamento F24).

IL SUONO DEL CUORE BATTE AL RITMO DELLA SOLIDARIETA’

di Elena Sparacino

“Gli scontati, i conosciuti” nasceva un anno e mezzo fa come profilo pubblico su facebook: così sei amici teatini ultra quarantenni volevano trovare un modo rapido ed efficace per diffondere e condividere la loro passione per la buona musica di qualità, intesa come forma d’arte e patrimonio dell’umanità. La fan page nel tempo aveva attratto, oltre a migliaia di interessati, musicisti quali Samuele Bersani, Mario Biondi e molti altri, di fama anche internazionale, assumendo così un discreto spessore nel campo della conoscenza e diffusione dell’arte dei suoni.

Fin dal principio, “What a wonderful world” era stato il loro motto; e dopo altri progetti minori, con lo spirito genuino e solidale che anima la redazione, la recentemente avviata collaborazione con l’Associazione Onlus “Note di Colore” (che da circa quindici anni opera nel settore della creatività e dell’arteterapia) vede l’avvio di un’iniziativa umanitaria che questo mondo cerca nel suo piccolo di farlo davvero più bello. Sotto questa stella nasce “Il Suono del Cuore”, disegno concreto che mira alla realizzazione di un laboratorio di musicoterapia come supporto ai bambini portatori di handicap mentali gravi, operante nella provincia di Chieti.Perché la musicoterapia? Già nei mesi della gravidanza, la percezione che il feto ha del legame con la madre ed il mondo esterno viene tradotta in esperienza sonora: compito del musicoterapeuta, che necessita non solo di un’adeguata preparazione in campo musicale quanto anche di una formazione rigorosa e di una conoscenza delle patologie, è saper integrare le sue capacità in una relazione terapeutica volta a stimolare il piano emotivo e sensoriale, aprendo canali in grado di far entrare in contatto il paziente con la realtà che lo circonda. Uno dei maggiori disagi di chi è affetto da tali disturbi è difatti lo stato di alienazione ed esclusione sociale.
Questo tipo di trattamento necessita però di strutture e strumentario sonoro adeguati, per l’acquisto dei quali è necessario l’apporto di quanti più volenterosi: per questo tramite il social network è stata avviata una raccolta fondi che sarà attiva da fine novembre fino a gennaio 2011 e consentirà di contribuire a questo progetto in modo attivo. La pagina si impegna inoltre con costanza a mantenere dinamica l’informazione (e, soprattutto, la partecipazione mediante una via diretta che agevola eventuali considerazioni e riflessioni) sull’evento, tramite la pubblicazione in tempo reale di note dettagliate, immagini, video e report aggiornati.
Lo spirito accorto con cui viene portata avanti questa condivisione d’intenti offre già di per sé una garanzia circa la serietà di quest’iniziativa, che potrebbe per molti rappresentare un significativo regalo per questo Natale!

 

INTERNATIONAL CONVENTION CENTER, CIVIC LIBRARY SHANGAI-PUDONG

di Erminio Biandolino

Al via la sessione autunno-inverno del Primo Festival Internazionale delle Arti Shanghai 2010
Arte, comunicazione, impresa: sinergie per un Nuovo Rinascimento.
Un’occasione di straordinario interesse per artisti, imprese, istituzioni

http://erminiobiandolino.weebly.com

Animata, dinamica, sfavillante nello sfolgorio dei riflessi mutevoli di un fiume che è vasto quanto un mare e di  un mare che è la strada maestra che la congiunge al mondo intero, oggi più che mai ricca e cosmopolita, si muove nell’intensa suggestione, nel respiro ampio e possente di un progetto lungimirante, coltivato con giovanile ottimismo, con fiducia appassionata e con entusiasmo che trascina.

 

Un progetto per un domani che è già qui, riconoscibile nei mossi profili multiformi  e nel ritmo certo convulso, ma vitale, di un vitalissimo presente che si interroga e si racconta in arditezze spaziali e soluzioni urbanistiche stranianti e piene di fascino.
 
Pù che un sogno. Più che una speranza. Più che una promessa: così appare Shanghai, drago splendente, simbolo vivente della nuova Cina.

Una città che parla oggi tutte le lingue del mondo, chiamate, oggi, a dibattere e a confrontarsi sulle questioni fondamentali della qualità della vita: “better city, better life”.

Questo il tema che urge al centro dell’attenzione del mondo intero in questo grande forum della contemporaneità che è l’Expo Universale.

Forse maturato qui con  chiara evidenza nella consapevolezza della necessità di porre riparo definitivo e accordo armonizzante alle dissonanze di una crescita  vissuta con furore adolescenziale: città migliori per una vita migliore.

Un richiamo umanistico  forte che è un monito a ragionare in modi nuovi e infine risolutivi  in una fase della nostra storia che può segnare la distanza definitiva da un percorso che muove altrimenti in modo inesorabile verso una possibile catastrofe e un invito a dare avvio ad una rifondazione matura e responsabile dei rapporti tra gli uomini e tra loro e la loro casa comune; a evolvere verso un salto radicale di coscienza, a compiere il primo vero passo in direzione di un moto di riscatto straordinario, un volo della forza creatrice, un atto di rigenerazione di cui il mondo ha, oggi più che mai bisogno: segnali viventi, lieviti attivi di un nuovo, grande, necessario, possibile Rinascimento.

Qui, nelle prestigiose sale dello Shanghai International Convention Center di Pudong, già sede di meetings di primaria importanza quali il G8, il 20 Giugno 2010  si è inaugurata, con la mostra dal titolo Grand Exhibition of Selected Paintings of Chinese, Italian and International Artists, la prima edizione del Festival Internazionale dell’Arte di Shanghai;  qui si programma la sessione autunno-inverno che avrà luogo tra il 13  novembre 2010 e il 13 gennaio 2011.

Artisti provenienti da ogni angolo del mondo, dalI’talia e dalla Cina in particolare, qui espongono  nel segno della cooperazione culturale e di un  dialogo fraterno in diretta continuità con gli stili di lavoro che hanno caratterizzato la pluriennale azione di promozione  resa possibile dalla tenace dedizione con cui la società  Present Contemporary Art ltd, in collaborazione con Present Art, associazione di collezionisti e mecenati fondata a Firenze da Peishuo Yang insieme con un nutrito gruppo di sensibili professionisti, ha saputo convogliare presenze artistiche di alta qualità  ed attivare  contributi di lavoro di enti ed istituzioni di grande prestigio quali il Tang Qiao Street Office of Shanghai PuDong New Area , l’Administration of Culture, Radio, Film & TV of Shanghai PuDong New Area, l’Istituto Italiano di Cultura (Sezione di Shanghai), il Consiglio Regionale della Toscana, il Financial Bureau of Shanghai PuDong New Area, Lu Jia Zui Financial Committee of Shanghai PuDong New Area, l’AICS- Associazione Italiana Cultura e Sport (Comitato di Firenze), la Società delle Belle Arti-Circolo degli Artisti “Casa di Dante” (Comitato di Firenze), l’Accademia musicale di Firenze.

Confronto tra artisti da tutto il mondo dunque,  , otto i Paesi coinvolti oltre alla Cina che alla manifestazione è presente con cento artisti , nello spirito già identificato con semplice, quanto penetrante chiarezza, da Sun Jiazheng, Ministro cinese della Cultura, all’atto della fondazione del China Shanghai International Art Festival: ” …l’arte è  veicolo di emozioni.   Nell’esperienza dell’arte, le persone penetrano di fatto più profondamente nella  percezione della sostanza più intima dell’essere degli altri  popoli…. Essa accresce la nostra consapevolezza attraverso l’esperienza dello splendore delle differenze, cui tutti dovremmo volgerci e dedicarci con amore… In tal modo può essere coltivato quel sentimento  d’ amore per l’umano che è così importante ed essenziale per costruire un più pacifico e luminoso futuro per l’umanità….”.

Grandi valori  e…. un quid, accanto, qualcosa di nuovo e di molto concreto che costituisce, se fosse possibile, un valore aggiunto ad alto potenziale pragmatico; fondamentale, direi, per restituire centralità al lavoro delle donne e degli uomini che nel fare arte mettono cuore, intelligenza e, loro malgrado, seppur consapevolmente, un rischio destinale.

Si tratta di un solido motore a sostegno degli artisti, una leva di valorizzazione del ruolo dei veri protagonisti dell’arte, strumento di cambiamento in un mercato che ne deprime in modo fino ad oggi pressoché irredimibile la dignità e la qualità esistenziale:  un “Forum  sul ruolo dell’arte nell’economia, sulle sue potenzialità a livello d’immagine aziendale e sul suo valore come forma d’investimento attraverso il collezionismo” ed una strategia di sostegno commerciale di sicuro e duraturo impatto sulle élites economico-sociali cinesi.  Aria nuova.

Di ritorno da Shanghai, dove in questi giorni, insieme con lei Paolo Sabbatini, direttore del locale Istituto Italiano di Cultura, e il presidente dell’Associazione dei Finanzieri Cinesi, ha dato il via ufficiale ad un’impresa  che ho condiviso e, nei limiti del raggio della mia azione, sostengo con  entusiasmo sin dal suo primo apparire, Peishuo Yang,  negli ambienti artistici più nota come Pei Han, pittrice di spiccata sensibilità ed organizzatrice culturale di sicura intelligenza e di rara capacità realizzativa, ci racconta come vanno le cose e ci illustra il programma.

Grande il successo di pubblico, notevole il consenso degli apparati critici, ampia e condivisa la partecipazione istituzionale, alta ed intensa la diffusione mediatica, il festival viene quotidianamente animato da una attiva sinergia tra promozione artistica, delegazioni  inter-istituzionali organizzate allo scopo di proporre programmi di cooperazione economica, culturale e turistica tra organismi pubblici di tutto il mondo, incontri ed eventi di promozione in favore di imprese e presentazione dei loro prodotti accompagnati da degustazioni di specialità gastronomiche delle tradizioni dei tanti Paesi ospiti. 

Cornici di alto prestigio, dunque, eventi e momenti di socializzazione in cui  pubblici amministratori e autorità civili, imprenditori e uomini di commercio, esponenti del mondo della finanza e consulenti per l’import-export,  artisti e uomini di conoscenza, critici e galleristi, collezionisti e mecenati vengono ad arte messi in condizione di dialogare felicemente in un clima di festoso quanto qualificato entusiasmo.

Situazioni gestite con sapiente regia e sostenute da un rigoroso apparato mediatico e da un puntuale servizio di pubbliche relazioni allestito allo scopo di offrire ai soggetti partecipanti l’opportunità di allacciare contatti autorevoli ed affidabili per lo sviluppo di concrete occasioni di scambio e rapporti di cooperazione e d’affari fecondi e duraturi. 
 
Le imprese che hanno interesse ad entrare con prodotti e progetti in Cina  trovano qui, in tal modo, una sponda sicura entro la quale costruire alleanze e trovare rappresentanza e distribuzione; e gli artisti, promossi con programmi individualizzati per un’intera annualità con esibizioni all’interno delle più prestigiose gallerie pubbliche e private del Paese in un flusso di pubblico previsto nell’ordine dei settanta milioni di visitatori, un’occasione irripetibile per un’esposizione di forza straordinaria tanto sul piano quantitativo quanto su quello della qualità.

Il tutto nel quadro di una fitta trama di sostegno resa possibile dal contributo d’esperienza di una tra le più accreditate ed influenti agenzie d’affari cinesi specializzate in consulenza e assistenza per l’import-export, progettazione e organizzazione di eventi, campagne mediatiche, pubbliche relazioni, marketing e business consulting, creazione di partnership commerciali, organizzazione di viaggi e meetings d’affari.

La cosa, tra le tante, per noi particolarmente interessante da notare è la  speciale predilezione, che nelle scelte di direzione artistica si avverte chiarissima, per l’arte e la cultura italiane.

Propensione che sembra una costante ispirativa dell’ azione di artista e organizzatrice di Peishuo Yang e che pare risiedere, questa è la mia impressione, nella personalissima esperienza della seconda fase della sua formazione artistica ed intellettuale, che è  italiana (la prima è cinese e si avverte tutta nella sensibile raffinatezza delle  tele, nella nativa, gentile fermezza del temperamento e in quel suo  peculiare modo di osservare e coltivare le relazioni umane e sociali  in cui mi piace ravvisare una visione da “curatrice di giardini”),  ma anche nella spiccata, profonda  consapevolezza del significato dei paradigmi sedimentati in seno alla storia  delle idee e dell’arte italiane e nelle peculiari qualità culturali e di personalità percepite nei nostri artisti.

Quasi che fosse  stata, e così è certamente,  pienamente accolta e avesse trovato eco profonda la cognizione del valore laboratoriale dell’esperienza federiciana, umanistica,  rinascimentale, così come delle  successive articolazioni del pensiero neo-umanistico nel nostro Paese  variamente rifiorite;
e come se queste fossero infine di nuovo  riguardate come luoghi elettivi di un progetto ancora operante di emancipazione,  liberazione e realizzazione di potenziali dotati di una energia  ancor tutta da esprimere, coltivare, sviluppare; magari andando a rivisitarli e  rielaborare in forme originali a partire dal punto in cui le macchine del potere e della Storia hanno provato, a tratti con drammatico successo, a bloccarne la maturazione.

Già, perché così è, lo sappiamo: in Italia, come nell’Atene del quinto secolo avanti Cristo, si sono concentrate e a diverse riprese espresse energie e forme di sapere in grado di offrire paradigmi d’interpretazione e strumenti  di orientamento del pensiero che sono, lo percepisce con chiara evidenza il visitatore colto più di quanto non possa un nativo, un dono di straordinario interesse per l’umanità intera.

E il fatto veramente rimarchevole è che i fermenti di quelle idee non sono lettera morta, memoria per un’esercitazione museale, mero esercizio d’accademia: sono carne e sangue. Sono spinte del sentire e dell’intelligenza che avverti vive nello spirito della gente italiana: una sete di ricerca e di verità inesauribile, un’audacia progettuale e una flessibilità di pensiero fuori dal comune….parlo, almeno, della gente con cui ho avuto frequentazione e con la quale mi piace lavorare: linfa vitale che deve avere libera circolazione nel mondo.

Messaggio evidentemente qui compreso ed accolto.

Certo, lo capisse infine la nostra politica….non si può pensare all’Italia come ad un grande museo a cielo aperto, ritenendo che il più  e il meglio della nostra civiltà abbia trovato compiuta e definitiva realizzazione in un mitizzato, e per questo impoverito, passato. Il risultato di una tal miserevole, pur troppo diffusa convinzione è: musei larvali e degradati ad un ruolo men che notarile, accademie  asfittiche e burocratizzate, apparamenti critici ed artisti consegnati alla umiliazione di vite imbarbarite da logiche di mercato che sono una casacca troppo brutalmente stretta per lo spirito di ricerca.

Ci sarebbe bisogno di nuovi provvedimenti in favore dell’arte vivente e della qualità della vita degli artisti: nuovi spazi, più qualificate sollecitazioni istituzionali, probabilmente anche una nuova fiscalità in grado di incoraggiare un più diffuso “consumo”, è una parolaccia, lo so, di manufatti d’arte,  strumenti di sostegno degni di una civiltà avanzata come la nostra pretende di essere.

Ma lasciamo da parte gli spunti polemici e torniamo a noi e ai rapporti tra le nostre culture.
 
La Terra del Grande Drago, terra di antica ed evolutissma civiltà, ha elaborato complessi culturali grandiosi e vitali, luoghi ideali del sentire e del pensiero in cui  la volontà dei suoi uomini più illuminati ha depositato grandi ed inesauribili ricchezze spirituali.
 
Sarà interessante mettere presto a fuoco insieme temi e  suggestioni comuni e condivisi   in grado di illuminare il cammino di una progettazione artistica e culturale che sappia, sempre più fertile e stimolante, raccontarci qualcosa di veramente, profondamente, intimamente  utile per la vita.

Per la vita delll’Umanità intera.

Comincia un’ avventura straordinaria……..

Erminio Biandolino, pittore e regista
http://erminiobiandolino.weebly.com

diritti concessi al solo scopo di pubblicazione esplicitamente concordata

 

 

 

ANTONI GAUDì: TRA FEDE ED ARTE MODERNA

di Silvia Quaranta

Vestiva così modestamente che un giorno, per strada, fu scambiato per un accattone e gli fu offerta l’elemosina.
Quando fu investito da un tram, il 7 giugno 1926, il suo aspetto era talmente trascurato che i socorritori lo ricoverarono all’Ospedale della Santa Croce, l’ospizio dei poveri di Barcellona. Fu riconosciuto soltanto l’indomani, dal cappellano della Sagrada Familia: era Antoni Gaudi, l’architetto che lavorava all’ “ultima cattedrale gotica del mondo moderno” da ormai trent’anni, senza sosta e senza casa, se non una stanzetta ricavata dal cantiere di quella chiesa che considerava come “un’opera che è nelle mani di Dio e nella volontà del popolo”. Nata da un sogno di Josep Maria Bocabella, il libraio di Barcellona che per primo concepì l’idea della Sagrada Familia,  l’opera non contò su altri fondi se non quelli provenienti dalle offerte dei fedeli. E così è ancora, visto che  il ricavato del biglietto d’ingresso (11 euro) viene devoluto alle spese di costruzione di una cattedrale dallo slancio immenso e visionario, come le sue guglie, erette verso il cielo. Era un mistico, Gaudì, un mistico laico per il quale già in molti hanno proposto la canonizzazione. Un mistico asceta, che non distingueva tra arte e fede: sentiva nell’una e nell’altra una una forma di preghiera e non visse che di questo.

Ricevette la visita di un filosofo del calibro di Unamuno e lo congedò al suono dell’Angelus, perchè doveva “ritirarsi in preghiera”. Gli fecero visita Albert Schweitzer ed il re di Spagna, Alfonso XIII: li ricevette, come tutti gli altri ospiti, al cantiere, parlando la sola lingua che riteneva capace di esprimere i suoi sentimenti: il catalano, orgogliosamente rivendicato. Forse fu la sola forma d’orgoglio, quella delle radici, che Gaudì professò nella sua vita ascetica e schiva. Quando mangiava, mangiava pochissimo: i suoi pasti erano composti quasi esclusivamente di lattuga e latte. In tasca era solito portare uva passa e noci: riserve di energia sempre a portata di mano, senza bisogno di sedersi a tavola e staccarsi dal lavoro. Artista eclettico, cattolico fervente, non disdegnava le arti minori. Narrano i suoi non pochi biografi di  come, alle feste patronali, fosse solito organizzare strepitosi fuochi d’artificio, “culminanti in un trionfo multicolore di lettere gigantesche le quali formavano le parole Jesus, Maria, Josep”. Sulla panca che delimita la terrazza del Parco Guell, uno dei suoi capolavori, fece apporre la scritta “Maria” capovolta, così che fosse “più facile leggerla dal cielo”. Innamorato da sempre del canto gregoriano, a sessantaquattro anni suonati, si iscrisse ad una scuola di canto, per apprenderne l’arte: forse anche nelle note sentiva quell’ansia di cielo che è come il leit-motive della sua architettura. In un condominio altoborghese, Casa Milà, che nulla con la sua spiritualità accesa di Gaudì voleva avere a che fare, progettò 150 aperture, “come i 150 grani del rosario”. All’interno della Sagrada Familia, oltre che per ottomila fedeli,  Gaudì progettò  il  posto per un coro di 1100 cantanti: 1100 voci levate verso il cielo. Nell’uomo non sentì che l’uomo: riservato nelle amicizie fino alla misantropia, ebbe per i bisogni altrui, lui che sembrava non averne alcuno che non fossero l’arte e la fede, una sensibilità spontaneamente evangelica. Quando scoprì che un muratore si era ritagliato un orticello abusivo in un angolo del cantiere, anziché rimproverarlo, invitò  altri operai a fare altrettanto. Ad un malato di poliomielite riservò un posto all’interno della cripta da cui, contando sul viavai di persone, avrebbe potuto raccogliere le elemosine migliori. Ma congedò in tutta fretta il filosofo Unanumo, recatosi a fargli visita, quando sentì il suono dell’Angelus che annunciava l’ora di “ritirarsi in preghiera”. L’ultima preghiera fu il capolavoro di una vita: il “poema in pietra” la cui costruzione  dura da 128 anni. Durerà, probabilmente, per altri trenta . Trenta : quasi una cantica dantesca, quasi un multiplo della trinità.

12.02 berlusconi federalismo prima di natale

Berlusconi garantisce a Umberto Bossi che tutto il pacchetto sul federalismo sara’ approvato prima di Natale. E’ quanto si apprende in ambienti parlamentari della maggioranza. Entro mercoledi’, si apprende poi in ambienti della commissione bicamerale, sara’ dato il parere in merito al decreto legislativo sui fabbisogni standard di comuni e province. Decreto che potrebbe quindi tornare al vaglio del cdm, per l’approvazione definitiva, gia’ in settimana.