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08.54 POLITICA

BERSANI:”ATTIVIAMO UNA STAGIONE DI RIFORME PER USCIRE DALLA CRISI”.

08.04 POLITICA

NAPOLITANO:ITALIA A RILENTO.AL DI SOTTO DELLA FRANCIA,LONTANISSIMA DALLA GERMANIA.

07.59 SCUOLA

PIU’ INGLESE E SEI LICEI.STRETTA SULLE ASSENZE.

07.53 POLITICA

ARIA NUOVA INTORNO A MARITATO DIVERSE PERSONALITA’ SI AVVICINANO NEI SUOI UFFICI.

07.48 TRAGEDIA

USA,ESPLODE UN ALTRA PIATTAFORMA,TORNA INCUBO MAREA NERA.

07.40 FRECCE TRICOLORI

SI ALLE DONNE,FESTA SHOW PER I 50 ANNI D’ATTIVITA’.

ORE 07.38 CALCIO

BORRIELLO ABBRACCIA LA ROMA,ORA SFIDA AD ARMI PARI CONTRO MILAN ED INTER.

UNGHIE PER IL 2010

di Donna Cenfi

La moda per questa estate veste le unghie di fiori e ricami ed  anche tanti strass e glitter, i toni variano da quelli decisi come il fucsia, l’arancio e il giallo, per ricordarci che l’estate è allegra e colorata.
Ogni dettaglio è studiato per la donna elegante e contemporanea che ama un tocco di Style personalizzato con le accurate decorazioni realizzate artigianalmente che rendono le mani raffinate attraverso esclusivi decori realizzati dal certosino lavoro dell’onicotecnica più esperta per rendere ogni gesto unico e imperdibile.

Le unghie in voga oggi sono adatte ad una donna moderna e di classe, che ama distinguersi e farsi notare in ogni occasione della giornata.
Frivolezze e chicche ricercate sono le novità che portano freschezza e glamour. Si passa così dal fashion al romantico, dal classico senza tempo, scegliendo mani curate, ammiccanti e maliziose, fino al lusso degli strass più preziosi, per scoprire il nostro lato frivolo e fanciullesco, ma sempre con buongusto.
Ogni particolare è realizzato sempre a mano con grande ricerca di materiali , avendo cura dei particolari decisi e il tutto viene poi mischiato con fantasia ed esperienza.
Spazio quindi ai colori brillanti e ai contrasti uniti ai cristalli ed alle minuscole miniature per la sera elegante, spazio anche ai toni delicati ed ai colori base del bianco e del nero vicino al blu cobalto o al rosa perla, piccoli tocchi di glitter scintillanti tra sculture delicate floreali per una versione più decisa.
La moda per questa estate è rivolta alla donna che trae piacere e divertimento dal look curato, frizzante e spiritoso, una donna grintosa, che ama curare ogni dettaglio per essere femminile, si può optare per una scelta di colori  armoniosi e luminosi che miscelati formano contrasti forti e decisi, con palette tra rosa e blu, sabbia, viola, fucsia, verde, oro e arancio, di gran voga il ritorno al romantico floreale con macro fiori di colore acceso contrastanti oppure tono su tono. Pennellate di colore vibrante per sdrammatizzare le forme più classiche per una donna ironica e moderna.

 

 

FILM – VALZER CON BASHIR

di Giorgio Menga

Il film di cui parlerò oggi è fuori tempo per molte ragioni. Non si può considerare fra le ultime uscite, non è un film del 2009, non parla di eventi recenti, non rispetta una regolarità alfabetica (viste le 2 precedenti recensioni) e forse non è noto a molti ma E’ un film che, una volta visto, potrà essere difficilmente dimenticato. Ho iniziato a vedere questo film con la curiosità di un bimbo che osserva per la prima volta un’ ostrica.

 Mi affascinavano lo stile graphic novel alla Linklather (Waking life) e le tematiche scomode, ero profondamente eccitato dall’idea di guardare questo lungometraggio e, dopo la fine, ho trovato la perla nell’ostrica e sono rimasto abbagliato dallo splendore emesso. Un opera d’arte, una musica dolce nella notte.

Siamo fronte ad un’opera complessa che si apre come un sogno, si svolge come un sogno, pur trattandosi di un documentario con vere interviste e termina con l’agghiacciante realtà delle immagini di repertorio. Il regista del film (il sorprendente Ari Folman) ripercorre i ricordi delle sue esperienze nella guerra del Libano in un climax a mò di the Manchurian candidate,  cercando di riempire le falle provocate da un trauma associato a due località: Sabra e Shatila. L’inizio è già molto evocativo: cani famelici percorrono le strade di Gerusalemme aspettando un uomo (che poi si rivelerà un ex militare che aveva il compito di uccidere i cani randagi a Beirut*) di sotto la sua casa e poi… e poi inizia la parabola di Ari, ormai anziano ed intristito,  deciso ad interrogare gli ex commilitoni, psichiatri, amici e giornalisti con l’intenzione di ricostruire un genocidio dimenticato da anni. Le tematiche sono orientali ma è continuativo e drammatico il legame con la shoah e con lo sterminio degli stessi Israliani in questo caso colpevoli, complici dei Falangisti ed implicitamente accusati dallo stesso Ari in un accorato inno contro gli stermini e la violenza.
Punti forti
Il film è splendido, Un assoluto capolavoro. La colonns sonora di Max Richter è eccellente, la regia è intensa ed accorata, l’allegoria di fondo relativa alla bestialità dell’uomo e all’inutilità della guerra
È eccellentemente riuscita,  lo stile grafico rispecchia appieno l’onirismo dell’intera vicenda ed il titolo è quantomeno azzeccato ( quando scoprirete perché si chiama Valzer con Bashir avrete capito di essere di fronte ad una vera opera d’arte). L’intreccio è tragico e poetico come un’opera di Levi, lasciando lo spettatore in una costante trance emotiva mentre le parti più puramente simboliche infarciscono il realismo di teatralità mai  eccessiva e quasi mai non riuscita.
Punti deboli
Bè il punto debole di questo film è la quasi mancanza di punti deboli e l’inspiegabile “non vittoria” dell’oscar. Ci si potrebbe anche aggrappare a cose stupide come il rifacimento di canzoni rock in francese o l’eccessiva crudezza dei momenti finali.  non ho  totalmente gradito alcuni spezzoni musicali nelle fasi iniziali  e veramente poco altro.
Scene migliori: Il sogno iniziale, “love boat”, lo sterminio all’ippodromo, Valzer con Bashir, i primi 84 minuti di un film da un 1 ora e 26 minuti
Scene peggiori: rock di Sidan
Consigliato a
Chi odia qualsiasi forma di guerra, chi ama l’arte, chi ama il buon cinema, chi odia i pregiudizi, chi apprezza film come Jakob’s Ladder e The manchurian Candidate ma va alla ricerca di qualcosa che ne sublimi le tematiche
Sconsigliato a
Chi ama i muscoli senza cervello, chi è un po’ debole di stomaco, chi vuole vedere un film che lo renda felice, chi è disinteressato alla faccenda Israelo-Palestinese, chi vede film che vincono l’oscar  senza meritarlo.

L’IMPORTANZA DI UNO SVEZZAMENTO EQUILIBRATO

di Gabriella Stacchiotti

Quello che molte volte non viene detto e che durante questo processo il vostro bambino ha bisogno di particolari attenzioni in quanto questo determinerà un corretto equilibrio alimentare. Parlo di equilibrio per farvi capire che regimi dietetici che noi adulti abbiamo scelto di seguire, possono risultare incompleti o nocivi per nostro figlio e di conseguenza possono insorgere intolleranze, allergie alimentari o patologie vere e proprie.

Gli scopi dello svezzamento : Educazione, maturità digestiva

Il processo dello svezzamento sarà quindi importante ai fini educativi poiché insegnerete a vostro figlia/o a mangiare in una maniera differente dalla suzione che istintivamente hanno fin dalla nascita. Lo strumento attraverso il quale inizierà lo svezzamento è “il cucchiaio”. Anche se può sembrare banale, il cucchiaio dovrà essere sempre lo stesso e lo dovrete proporre come un gioco in modo tale da favorirne l’utilizzo e l’apprendimento.
Oltre all’educazione è importante sapere che un corretto svezzamento serve ad acquisire la maturità digestiva e la crescita delle funzionalità organiche quali lo smaltimento da parte dei reni di alcune sostanze nutritive in eccesso. L’introduzione precoce di alcuni elementi potrebbe portare a quelle problematiche di cui abbiamo parlato prima. Al contrario i corretti passaggi dello svezzamento serviranno a compensare l’apporto di nutrienti quali il ferro e lo zinco ormai non più sufficienti con il solo latte.

Ultimo elemento da prendere in considerazione è il gusto.

Anche se alcune teorie ci dicono che la determinazione del gusto inizia dalla vita intrauterina, è importante considerare che l’introduzione di tutti gli alimenti in maniera graduale e selezionata vi aiuti a capire e determinare il gusto di vostro figlio.
Sarà quindi importante avere alimenti di origine biologica che, qualitativamente migliori, aiuteranno vostro figlio a riconoscere ciò che realmente gli piace e non, e se non bastasse, diminuirete il rischio di contaminazioni da agenti infettivi.
Linne guida dello svezzamento

Secondo le linee guida, l’inizio dello svezzamento va dal 5° al 6° mese e consiste nel passaggio dalla totale alimentazione con il latte a 3-4 volte al giorno, sostituendo il pasto delle 12:00 con la Prima Pappa (l’orario è indicativo).

Fino ad adesso abbiamo parlato dell’importanza dello svezzamento e una corretta ed equilibrata preparazione della prima pappa.

Ma quando dobbiamo iniziarla?

Scegliere un momento tranquillo della giornata è una delle attenzioni di maggior rilievo, non dimenticandoci di rimanere comunque vicino all’orario dei pasti principali che una volta svezzati avranno anche loro.
E se non la vuole?

Inizialmente il bambino potrebbe non gradire il nuovo pasto e forzarlo non aiuterebbe. Sarà giusto aspettare i suoi tempi nei limiti del possibile accettando eventuali rifiuti.
E se magia poco?

Se dovesse mangiare poco potrete inizialmente integrarlo con piccole quantità di latte, mentre se troppo vorace potrete rallentarlo dandogli le prime pappe con il biberon….

……..insomma ci vorrà molta Pazienza!!!!

È importante rispettare questi tempi poiché diminuiscono le probabilità d’insorgenza di patologie quali gastroenteriti e altre di cui parleremo prossimamente.
Gli ingredienti per la pappa

Altro fattore importante è la scelta degli ingredienti per la pappa.
Sono da evitare alimenti quali il sale (fino all’anno di vita e anche qualche mese in più) e alimenti troppo proteici perché i reni non sono ancora pronti a supportare un certo lavoro.
I nuovi alimenti devono essere sempre introdotti uno alla volta in modo da facilitarne l’assunzione, riconoscere eventuali intolleranze e alimenti che non piacciono.
Questi andranno introdotti a densità crescente.

La prima pappa
Componenti:

– BRODO VEGETALE      (preparazione domestica biologica)  200 gr 
Preparazione del brodo vegetale:                            
Occorrono:       NIENTE SALE NE’ DADO
§  ½ litro di acqua
§  50 gr di carote
§ 50 gr  di patate                                                    
§ 50 gr di zucchine

Tagliare gli ortaggi a piccoli pezzi                                         
Cuocere a fuoco lento fino a DIMEZZARE  il liquido di cottura. Passare il tutto attraverso un COLINO  a maglie strette SENZA PIGIARE.

– OLIO DI OLIVA       5 gr

– CEREALI SENZA GLUTINE     15 gr
§  crema di riso
§  crema di mais + tapioca
§  crema di riso + mais + tapioca
§  pastina aglutinata (va cotta precedentemente)dal settimo mese

– PARMIGIANO REGGIANO O GRANA PADANO (vedi preparazione)  5 gr

– FRUTTA: MELA O PERA grattugiata o omogeneizzata (NON frullata)   30 gr
(a fine di ogni pasto o in sostituzione del latte pre e post pappa)  

Preparazione della pappa:
Base: brodo vegetale + cereali senza glutine + olio di oliva

Se ben tollerato:
dal 5° giorno aggiungere alla pappa:
– VERDURA (liofilizzata o omogeneizzata)    5 gr
– CARNE (liofilizzata o omogeneizzata)     40 gr
 (iniziare con agnello, coniglio e tacchino)

dal 7° giorno passare la verdura con cui è stato preparato il brodo ed aggiungere 1 cucchiaio

Da 10°giorno aggiungere gradualmente nel brodo diverse verdure di stagione, sempre di provenienza “sicura”, accuratamente lavate (erbette, coste, spinaci, sedano, crescione, zucca, barbabietola, finocchio, porro, lattuga, ecc.). Evitare cavoli e cipolle che conferiscono al brodo un sapore sgradevole per il lattante; non aggiungere pomodori e legumi potenzialmente allergizzanti. Aggiungere alla pappa quantità crescenti di passato di verdura, secondo il gusto del bambino.

dal 15° giorno aggiungere  un cucchiaino di parmigiano reggiano o grana padano.

 

CALCIOMERCATO: IBRA E ROBINHO AL MILAN, LA ROMA PRENDE BORRIELLO

di Alessio Gizzi

Ultima giornata di calciomercato ricca di colpi di scena.
Il Milan, dopo aver preso Ibrahimovic dal Barcellona, acquista anche il fantasista del Manchester City Robinho. Lo svedese arriva con la formula del prestito con diritto di riscatto a 24 milioni, mentre il brasiliano arriva a titolo definitivo per una cifra vicina ai 15 milioni.

Così, dopo aver puntellato la difesa, con Papastathopoulos e Yepes, e il centrocampo con Boateng, chiude il mercato sistemando l’attacco, sia in entrata che in uscita, cedendo Borriello e Huntelaar.
Altro colpo dell’ultimo minuto è quello della Roma che prende l’attaccante Borriello proprio dal Milan: infatti l’ingaggio dei due attaccanti aveva di fatto chiuso la possibilità di essere titolare a Milano e quindi il giocatore ha deciso di cambiare aria.
Sempre da Milano, ma sponda nerazzurra, arriva un’altra pedina fondamentale per Ranieri: infatti con un ulteriore sforzo economico la Roma riesce a prendere a titolo definitivo Nicolas Burdisso e sistemare, insieme a Castellini, la difesa.
L’Inter, dopo aver preso a inizio sessione Coutinho e Castellazzi, lavora in uscita con le cessioni di Aranautovic, Balotelli, Burdisso, Quaresma e Obinna.
Ottima anche la campagna acquisti del Genoa, che prende Toni dal Bayern Monaco dopo le buone prestazioni fatte con la Roma e sistema il centrocampo con gli arrivi di Veloso, Boateng (poi girato al Milan), Rafinha e Zuculini. Buoni gli innesti anche in difesa, con il ritorno dal prestito di Ranocchia e l’ingaggio di Kaladze a parametro zero. Rinforzo anche in porta con l’arrivo di Eduardo, nazionale portoghese.
Buono il lavoro fatto dal presidente Ghirardi, presidente del Parma, che delizia i suoi tifosi con l’acquisto di Sebastian Giovinco dalla Juventus. A centrocampo arrivano anche Candreva e  Marques, mentre in difesa arrivano Paletta, Pisano e Diniz, per migliorare la rosa già ottima dell’anno scorso e puntare, magari, ad un posto in Europa.
Il Napoli, dopo il colpo Cavani, prende anche il giovane Dumitru dal Brescia e soprattutto Josè Sosa dal Bayern Monaco. Da registrare anche gli ingaggi di Cribari, Cristiano Lucarelli e Yedba.
Nonostante i tanti acquisti di lusso, la Juve è corsa ai ripari dopo la prima partita di campionato persa a Bari, e rinforza ancora la difesa con l’ingaggio di Traorè dall’Arsenal e Rinaudo dal Napoli.
In uscita, con l’arrivo di Quagliarella, si registra l’addio di David Trezeguet, che finisce all’Alicante.
Altri colpi da registrare sono il ritorno di Acquafresca al Cagliari, l’arrivo di Curci alla Sampdoria, di Maccarone e Pinilla al Palermo, di Hernanes e Garrido alla Lazio, Jimenez e Appiah al Cesena, Zebina e Diamanti al Brescia e Andreolli e Bogliacino al Chievo.

La prossima sessione di mercato inizierà il 1° Gennaio 2011 e terminerà il 31, con la speranza di vedere altri colpi di mercato come quelli degli ultimi giorni.

 

 

LA PENSIONE DI ANZIANITA’

di Emanuela Maria Maritato (*)

La pensione di anzianità è una prestazione previdenziale che i lavoratori dipendenti e autonomi possono ottenere prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. In questo articolo maggiori informazioni sui requisiti per ottenere la pensione di anzianità.
La pensione di anzianità, trattamento previdenziale che spetta ai lavoratori dipendenti e ai lavoratori autonomi come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, si può ottenere prima di aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Attualmente i requisiti richiesti per la pensione di anzianità sono 35 anni di contributi e 58 anni di età. Se non si sono ancora raggiunti i 58 anni di età, si può comunque ottenere la pensione di anzianità se si possono far valere 40 anni di contribuzione. Le varie riforme che si sono succedute nell’ultimo decennio hanno innalzato sempre di più i limiti d’età e di anzianità contributiva necessari per ottenerla. Il sistema prevede l’innalzamento graduale dell’età pensionabile attraverso un meccanismo di scalini e quote, cioè la somma tra età anagrafica e periodo di contribuzione del lavoratore: questo determina un aumento progressivo dell’età pensionabile, in base al quale, fermo restando il periodo di contribuzione minimo di 35 anni, è possibile andare in pensione secondo una quota determinata da anzianità contributiva e età anagrafica. Vediamo nello specifico i requisiti per ottenere la pensione di anzianità. Dal 2008 si può andare in pensione di anzianità con 58 anni di età e 35 di contributi. Dal primo luglio 2009 si può andare in pensione dopo aver raggiunto quota 95 (cioè somma tra età anagrafica e periodo di contribuzione di 35 anni). L’età minima per ritirarsi dal lavoro è 59 anni. Dal 2011 il lavoratore deve raggiungere quota 96. L’età minima passa a 60 anni. Dal 2013 per ritirarsi dal mondo del lavoro occorre quota 97. Lo scalino prevede l’innalzamento dell’età minima a 61 anni. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, la scaletta si sposta di un anno: si può andare in pensione nel 2008 con 59 anni e nel 2013 con 62. Per poter accedere alla pensione di anzianità i lavoratori dipendenti hanno l’obbligo di dimettersi, mentre i lavoratori autonomi possono continuare ad esercitare la professione.
La pensione di anzianità è dunque una forma di tutela previdenziale anticipata rispetto alla pensione di vecchiaia.

MARITATO GROUP INSURANCE TEAM

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

 

 

IL PRESIDENTE USA E IL SUO BEL GREGGIO

di Emanuela Maria Maritato (*)

In base ad un sondaggio fatto dalla Gallup,il 71% degli americani pensa che il presidente Barack Obama non abbia reagito con la giusta forza nei confronti della British Petroleum (BP), responsabile della più grossa crisi ambientale nella storia degli Stati Uniti. Gli americani sono convinti che il disastro petrolifero nel Golfo del Messico, dove una piattaforma per l’estrazione del petrolio è esplosa e in seguito è affondata, causando la morte di undici lavoratori, il ferimento di altri diciassette, e disperdendo nel mare un flusso continuo di petrolio grezzo da quasi due mesi, avrà un impatto ecologico ed economico che durerà oltre un decennio.

Il pessimismo degli americani in questa circostanza sembrerebbe contrastare, almeno per il momento, con lo stereotipo a stelle e strisce del “si può fare”. Il sondaggio, condotto pochi giorni prima del discorso alla Nazione che Obama ha tenuto la sera del 15 giugno 2010, e trasmesso dalle maggiori reti americane, indica che la maggioranza degli americani non ha nessuna fiducia nel lavoro che la BP sta facendo, mentre un quarto boccia completamente l’intervento presidenziale e federale. Tuttavia, il sondaggio rivela anche che sono di più gli americani che preferiscono lasciare che la BP risolva il problema, piuttosto che spostare la direzione delle operazioni al governo federale, il quale è considerato meno competente del gigante petrolifero nell’affrontare il tipo di problema posto dalla fuoriuscita di greggio dal pozzo petrolifero.

Il disastro ambientale è iniziato il 20 aprile 2010, quando esplode un pozzo di petrolio a 1.500 metri di profondità sotto piattaforma Deepwater Horizon, la quale s’incendia e affonda dopo due giorni. La fuoriuscita di greggio da quel che rimane del pozzo sul fondo marino ha contaminato vaste aree di mare, rendendo necessario alla Guardia Costiera americana di ordinare il 2 giugno 2010 l’interdizione della pesca per un totale di 228 mila chilometri quadrati, pari a trentasette percento delle coste Usa del Golfo del Messico. La fuoriuscita di greggio ha ormai superato l’ammontare che ha inquinato le limpide acque dell’Alaska nel 1989, quando la nave Exxon Valdez riversò 262 mila barili di greggio, pari a circa quarantadue milioni di litri, rendendo l’attuale “il peggior disastro ambientale della storia degli Stati Uniti” come ha dichiarato la Casa Bianca lo scorso 30 maggio.

Il presidente Obama ha forse sottovaluto, durante i primi giorni del disastro, la gravità degli eventi, sopravalutando, invece, la capacità della BP di tappare la falla. Nei primi giorni, o forse anche nelle prime settimane, l’atteggiamento della Casa Bianca sembrava indirizzata verso una generale politica di non interferenza governativa, puntando a un ruolo di monitoraggio, quasi passivo, della situazione in corso. Vari esponenti dell’amministrazione americana enunciavano dichiarazioni di circostanza, adducendo responsabilità specifiche della BP, ma sperando in una rapida soluzione del problema, che invece, ogni giorno diventava sempre più critica. L’atteggiamento del presidente Obama sembrava influenzata dalla necessità di tenere il disastro ambientale il più lontano possibile dalla sua amministrazione, cercando di convogliare tutta l’attenzione sul gigante petrolifero britannico.

Dopo che vari tentativi da parte degli ingegneri della BP di bloccare la fuoriuscita di petrolio sono falliti in diretta televisiva, e dopo che il petrolio ha iniziato a insidiare le bianche spiagge della Florida e le paludi salmastre della Louisiana, obbligando i rispettivi governatori a dichiarare lo stato di emergenza, la Casa Bianca non è più potuta rimanere in disparte, e ha dovuto prendere bposizioni nette nei confronti delle trivellazioni dei fondi marini e delle compagnie petrolifere, e il presidente è dovuto scendere in campo in prima persona, visitando per ben quattro volte la zona colpita dal disastro. E così, ai primi di giugno Obama ha cambiato rotta, attaccando apertamente la BP, dichiarando che la compagnia britannica avrebbe fatto meglio a spendere i soldi per ripulire le coste invece di auto promuoversi, causando poi una protesta da parte del governo di Londra per l’apparante atteggiamento anti-britannico da parte degli americani. La preoccupazione degli inglesi è anche giustificata dalla presenza dei titoli BP in molti fondi pensione britannici.

Obama, tuttavia, ben conscio che un attacco continuo e profondo alla BP non risolve la crisi, e alla fine non serve nemmeno da un punto di vista dell’immagine presidenziale, ha sviluppato una nuova strategia comunicativa basata su tre traiettorie, e l’ha presentata direttamente agli americani nel discorso del 16 giugno. La prima traiettoria garantisce agli americani che la BP pagherà tutti i danni senza che il contribuente spenda anche un solo dollaro. In questo senso, il presidente ha spinto la BP ha accettare di creare un fondo di garanzia, gestito da terzi, per le vittime del disastro, in cui verserà immediatamente una prima cifra di venti miliardi di dollari.

La seconda traiettoria sviluppa il tema della dipendenza americana sul petrolio e la necessità che il paese evitasse di continuare a versare circa un miliardo di dollari ogni giorno a potenze straniere che non sono necessariamente amiche degli Stati Uniti. Con questo proposito, Obama soddisfa, almeno in parte, chi suggerisce che l’America deve continuare a estrarre petrolio dai fondi marini per contare sulle proprie forze, piuttosto che arricchire petrolieri arabi.

La terza traiettoria è un attacco presidenziale contro l’inattività del Congresso nell’approvare le leggi che servono per proiettare l’America verso la produzione di energia pulita. Nel discorso del 16 giugno, Obama è particolarmente convincente, quando informa gli americani che i cinesi sono molto più avanti dell’America nello sviluppo di posti di lavoro legati all’energia pulita – posti di lavoro che dovrebbero stare in America. Obama invita i legislatori a produrre e ad approvare disegni di leggi per favorire la produzione di energia pulita, e la conseguente creazione di migliaia i posti di lavoro.

Obama è finalmente sceso in campo, e sembrerebbe, che, con il discorso di martedì, ha trovato una linea guida per collegare la necessità di continuare a estrarre petrolio anche dai fondi marini, con quella di dare un impeto alla trasformazione del Paese verso l’uso di fonti di energia pulita e rinnovabile, non tralasciando di soddisfare la necessità tipicamente americana di far pagare ai colpevoli le loro malefatte.


(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

 

PORCELLUM, MATTARELLUM, O MODELLO TEDESCO? IO SCELGO LA DEMOCRAZIA

di Roberta Catania

Lasciare il “Porcellum”? Ripristinare il “Mattarellum”? Adottare il modello tedesco?
Ormai da tempo, ma più che mai in questi ultimi giorni la problematica riguardo la legge elettorale sta imperversando tra le file dei partiti, diverse le opinioni riguardo l’idea di un possibile rinnovamento.
Il nodo da sciogliere è fondamentamente quello di mettersi d’accordo su come modificare la legge esistente.
Il Porcellum, o sistema proporzionale misto è stato introdotto nel 2005, a sostituzione del Mattarellum o maggioritario misto, dal Ministro Caldeeroli, il quale definì la sua stessa creazione una “legge porcata” (da qui il nomignolo affibiatogli). Parliamo quindi di una legge che da principio ha suscitato non poche perplessità e contestazioni.

 

Nel clima politico di disaccordo e di precarietà attuale, si è fatta più forte la voce di chi, sfruttando l’attimo, tenta il cambiamento.
“Bene ha fatto Bersani a lanciare l’appello a tutti gli italiani di “buona volontà” per una nuova stagione della politica italiana che punti al recupero dei valori fondamentali della democrazia: partecipazione, impegno civico, rispetto delle leggi, presupposti fondamentali per la ripresa del nostro Paese.” sostiene Dal Moro deputato del Partito Democratico e capo della segreteria politica di Enrico Letta.
Ripristinare la democrazia è la tesi sostenuta da Bersani, ridare cioè ai cittadini italiani la possibilità di scegliere i loro rappresentanti.
C’è da chiedersi infatti come sia possibile che un paese democratico fondi i propri indirizzi politici attraverso una legge che non permetta ai cittadini di scegliere liberamente in base alle proprie preferenze, ma condizioni il voto attraverso liste bloccate presentate dai vertici del partito.
Vero è che il ritorno al Mattarellum potrebbe non essere la soluzione migliore se si vuole apportare un vero miglioramento alla situazione ormai ingessata del nostro paese, e che, invero, il modello tedesco potrebbe essere una via d’uscita, sarebbe un patto di pacificazione, un compromesso, con uno sbarramento al 5%.
Di Pietro in un’intervista sostiene infatti: “Se sono troppe le proposte di legge elettorale meglio tornare al Mattarellum. Se però c’è una convergenza sul sistema tedesco con sbarramento andiamo a vedere di cosa si tratta”.
Di fatto comunque l’obiettivo di coalizzare una maggioranza solo sulla legge elettorale è forse meno remoto di quanto non si creda. Questo sarà infatti  il tentativo del Pd. Anche se per ora il segretario si mantiene sulle generali, cercando approfondimenti e studiando nuove ipotesi di riforma che presto metterà sul tappeto e sottoporrà a tutti.
Il problema è ridare significato politico e soprattutto sociale alla tecniche elettorali istituzionali. Come nei primi anni Novanta, quando i referendum elettorali divennero il simbolo della lotta contro il vecchio sistema. Oggi, quel sistema non c’è più, ma le cose, nel rapporto fra i cittadini e la politica, non sono cambiate molto. Nella società odierna la delusione ha preso il posto dell’indignazione. Per riattivare di nuovo i cittadini occorre convincerli che cambiare la legge elettorale significa cambiare davvero. Non sarà facile. Ma un tentativo va fatto.

PACCHERI CON RAGU’ BIANCO, GORGONZOLA E RUCOLA

di Angela Annunziata

Questa è una ricetta facile veloce e gustosa, da portare in tavola quando si ha poco tempo o si vogliono invitare amici per passare una bella serata….ovviamente il tipo di pasta, si può scegliere in base ai propri gusti, i paccheri si accompagnano bene con questo tipo di condimento….si può sostituire il gorgonzola con della mozzarella o formaggi tipo philadelphia….a voi la scelta….

Ingredienti: 500 g di paccheri, 500 g di macinato magro, gorgonzola o formaggio molle a piacere, un cucchiaio di panna vegetale, un mazzetto di rucola, olio evo, aglio, prezzemolo, sale

Procedimento: in una padella capiente mettere l’olio l’aglio il prezzemolo tritato e la carne, far soffriggere a fuoco basso avendo cura con una forchetta di dividere il macinato, aggiungere il sale e un po di vino lasciare evaporare e e aggiungere il gorgonzola fatto a tocchetti, lasciar sciogliere il formaggio e unire la panna, nel caso si aggiunga la mozzarella è preferibile aspettare che il composto si freddi.

Nel frattempo cuocere la pasta al dente.
Prima di utilizzare il condimento mettere la rucola spezzettata precedentemente
Condire la pasta con il composto e servire….BUON APPETITO