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NON SOLO MODA…

di Grazia Vaiani (*)

Secondo una statistica, lo stile è unico ed essenziale per la vita cittadina, ma la domanda a cui oggi ci si dibatte in modo ripetitivo è: la moda è vita? Prendendo in considerazione una specifica fascia d’età, compresa tra i 20/40 anni, abbiamo verificato quanto la moda sia veramente parte integrante delle nostre giornate. Roma, per quanto città caotica, pare fortemente distaccata dal cosiddetto “Fenomeno Sociale”, a differenza di altre grandi metropoli come Milano, dove, movida e moda fanno da “Padroni”. Numerosi sono i riscontri avvenuti in seguito a questa domanda, e, a quanto pare, più del 60% afferma di badare con grande insistenza al costume. Altri  studi condotti in Inghilterra hanno dimostrato quanto il look quotidiano costa più di 15 minuti al giorno e di quanto dispendio di accuratezza e ricercatezza si celi dietro ognuno di noi. La moda ci travolge, ci stupisce, ma è bene viverne come ornamento per l’utilità e non come prigionia per la vita.

E come diceva una celebre donna, Coco Chanel (nella foto), che di eleganza se ne intendeva, “La moda passa, lo stile resta. Il vero segreto è non esserne ossessionati.

(*) Studentessa al Liceo Psico-Pedagogico ed appassionata di Moda

2012: TRA SCIENZA E FANTASCIENZA

di Francesco Bruni (*)

Il film 2012, che dal 13 novembre è nelle sale, si appresta ad essere uno dei film che saranno più visti in questo periodo.
Al di là delle profezie dei Maya, descritte da Giacobbo che hanno indotto lo stesso a scrivere un   libro che ha venduto molte copie (non per quello che diceva, ma per il “mistero svelato” raccontato) , nel film sembra ci sia qualcosa di scientifico. Sembra. Non è un banale racconto della profezia dei Maya, male interpretata da molti, ma la descrizione fantascientifica di qualcosa che potrebbe succedere, se non sul finire del 2012, nel 2013.
Vediamo cosa succede nel film. A causa di un’intensa attività del Sole si creeranno dei neutrini che andranno a interagire con la massa. In particolare essi riuscirebbero a superare i vari strati della terra, arrivando pertanto al nucleo, destabilizzandolo. Quest’ultimo movimento provocherebbe degli slittamenti e spostamenti della crosta terrestre, favorendo la distruzione di ciò che sulla Terra è costruito: ponti, grattacieli, palazzi. Ma questa fase potrebbe solo accadere in un film, data la grandissima pressione del nucleo.
Proviamo a fare un calcolo per renderci conto dell’assurdità del fatto.
Considerato un 1 Pascal come la forza di 1 Newton su un metro quadrato di superficie, affinché si destabilizzi il nucleo interno occorre che si sviluppi una pressione di 350 Gpascal (equivalgono a 350.000.000.000 Pa). La qual pressione equivale a 350.000.000 atmosfere circa. Per calcolare la forza che deve essere applicata sul metro quadrato di riferimento, basta dividere la forza per la superficie. Ottenendo una forza di 350.000 Newton circa. E per renderci conto di quanto sia grande questa quantità, pensate ad una massa di 35.000.000.000 kg. Impensabile, anche se si tratta della massa della Terra.
Ora invece occupiamoci della parte scientifica.

Nel 2012 il ciclo di attività del sole raggiungerà il culmine. Esso produrrà dei particolari neutrini (fermioni la cui massa è molto più piccola di quella dell’elettrone con assenza di carica e soggetta, pertanto, solo a forze nucleari deboli e non alla forza di gravità, per esempio), che avranno un possibile comportamento differente dal loro solito: inizieranno ad interagire con la materia in maniera abbastanza frequente. Questo non destabilizzerà di certo il nucleo ma potrebbe causare altri guai, come per esempio una distruzione dei satelliti o un blackout. Proviamo a spiegare il perché. A causa del movimento del plasma (particolare stato della materia, caratterizzato dalla presenza di ioni ed elettroni), il Sole genera un campo magnetico, che si propaga nello spazio, considerato un mezzo interplanetario, e, a causa della sua variazione nel tempo, in accordo con una delle più importanti equazioni della fisica, crea una forza elettromotrice indotta. Una differenza di potenziale è legata ad una corrente. La quale, circolando in un circuito, si va a sommare, in maniera vettoriale alla corrente già presente. Alterando i valori standard di tensione e corrente nei circuti. Generando modifiche al sistema tutto.
In conclusione, il film ha ben poco di scientifico. Si consiglia la visione del film per una buona dose di effetti speciali. E se proprio la profezia dei Maya un po’ vi ha turbato, vi consiglio una scommessa: andare a vedere il film nel 2013.


(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA

di Carmela Maraglino (*)

“FRATELLI, LA FEDE E’ FONDAMENTO DELLE COSE CHE SI SPERANO E PROVA DI QUELLE CHE NON SI VEDONO. PER MEZZO DI QUESTA FEDE GLI ANTICHI RICEVETTERO BUONA TESTIMONIANZA.” (San Paolo)

Come si fa a non rimanere incantati di fronte ad una frase del genere! In essa è racchiuso tutto il mistero della fede, tutte le “contraddizioni” delle fede.
Sì, perché la fede è una CONTRADDIZIONE, anzi è “LA CONTRADDIZIONE”. Sì, la fede è proprio la contraddizione nei termini.
Essa ci chiede di credere contro ogni evidenza, ci chiede si sperare contro ogni speranza, di fidarci contro ogni buon senso, di amare contro ogni limite, di donare contro ogni calcolo, di parlare contro ogni logica, di testimoniare contro ogni ostacolo, di umiliarci contro ogni grandezza, di aprirci contro ogni chiusura, di resistere contro ogni avversità. Sì, la fede è tutto questo!
La fede è una lotta, una lotta perenne, che ci abbatte e ci esalta, ci spinge in avanti e ci fa fermare, ci fa parlare e ci fa tacere, ci fa piangere e ci fa gioire, ci fa amare, ma non ci fa più odiare, ci fa accogliere, ma non ci fa più rifiutare, ci fa chiedere e ci fa ottenere.
Ci fa ottenere proprio quello che chiediamo, e più chiediamo più otteniamo, increduli di noi stessi, per quello che abbiamo ottenuto.
Allora, ciò che avevi soltanto sperato, diventa realtà, e ciò che non si vede diventa verità, diventa vita. Diventa la tua vita!
E, la fede ti dà anche la “prova” di ciò che “non si vede”.

La fede ti fa “vedere” l’invisibile, ti fa “ascoltare” l’inudibile, ti fa “percepire” l’impercepibile, ti fa “dire” l’indicibile. Sì, la fede è una contraddizione nei termini, perché essa contraddice tutte le nostre idee, tutte le nostre logiche, tutte le nostre teorie, tutti i nostri pensieri, che di fronte alla fede non hanno più nessun valore.

(*) Docente di Economia Aziendale – Scuole Medie-Superiori

RENDIAMO PIU’ SICURE LE STRADE DEL MONDO!

di Vincenzo Demaio (*)

Relazione della  Conferenza Mondiale sulla Sicurezza Stradale

Approssimativamente muoiono 1.3 milioni di persone ogni anno sulle strade di ogni dove del mondo. Si sostiene che siano fra i 20 e 50 milioni  gli incidenti stradali non  mortali. Il rapporto elaborato dalla Conferenza Mondiale sulla Sicurezza Stradale, lo scorso 18 novembre, è la prima e più ampia valutazione sulla situazione della sicurezza stradale in 178 Paesi, utilizzando dati estrapolati da indagini standardizzate. I risultati dimostrano che gli incidenti stradali restano un importante problema di salute pubblica, in particolare per i Paesi a basso e medio reddito economico.
I pedoni, ciclisti e motociclisti costituiscono quasi la metà dei morti su strada, mettendo in risalto il bisogno di dare a queste categorie di fruitori della strada più attenzione nei programmi sulla sicurezza stradale. I risultati delineano che in molti Paesi le leggi sulla sicurezza stradale necessitano di una maggiore  comprensione e come applicazione  devono essere rinforzate.

I risultati del rapporto dimostrano chiaramente che è necessaria una maggiore azione per rendere più sicure le strade del mondo!

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

BANCHE ED ECONOMIA: NON CI ATTENDONO MESI FACILI!

di Michel Maritato (*)

 
Allarme di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite sui crediti «a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi», rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell’anno,ha detto Faissola, intervenuto all’assemblea annuale dell’Aibe
(l’Associazione delle banche estere in Italia).
 «Non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli», ha continuato Faissola. «Da molti mesi – ha aggiunto – il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi». Faissola ha poi aggiunto che «nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi». Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: «i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi».

«A fine anno – ha concluso – non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere».

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.



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www.studiomaritato.it
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BANCHE ED ECONOMIA: NON CI ATTENDONO MESI FACILI!

di Michel Maritato (*)

 
Allarme di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite sui crediti «a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi», rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell’anno,ha detto Faissola, intervenuto all’assemblea annuale dell’Aibe
(l’Associazione delle banche estere in Italia).
 «Non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli», ha continuato Faissola. «Da molti mesi – ha aggiunto – il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi». Faissola ha poi aggiunto che «nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi». Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: «i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi».

«A fine anno – ha concluso – non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere».

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SOCIAL NETWORK: I NUOVI TEATRI DELL’ESISTENZA

di Silvia Quaranta (*)

Un tempo, relativamente recente, ci si stupiva di fronte a notizie sul ritrovamento di giovani videogame-dipendenti, vissuti per anni incollati allo schermo di un computer. Oggi, sfogliando le pagine dei giornali (cartacei e telematici), uno degli argomenti che più suscita curiosità, accompagnata da una sempre crescente preoccupazione, è quello dei social networks. E così, tra il premio Campiello e una mostra fotografica, approdano titoli come: “Facebook: Il 99% dei Profili Utenti è a Rischio di Hackeraggio” (www.revoblog.com ) o  “Salute: facebook, i pazienti finiscono nella rete degli studenti” (agenzia Asca), che in un altro sito diventa “Addio privacy, per ricordare la storia clinica di un paziente in medicina si usa Facebook” (it.notizie.yahoo.com).
Social Network: con questa generica espressione, che alla lettera significa “rete sociale”, si intende qualunque sistema informatico in grado di mettere in contatto tra loro più persone che possono avere rapporti di amicizia, conoscenza, lavoro o interessi comuni. Da qualche tempo a questa parte antropologi, psicologi, sociologi, comunicatori della domenica e tuttologi dell’ultim’ora hanno cominciato ad occuparsi dell’argomento profondendosi in mille interpretazioni. Cercando di dare una risposta all’irrefrenabile diffusione di questi nuovi mezzi di comunicazione, costoro ci parlano di “crisi delle relazioni sociali e delle appartenenze”, di tentativi di “superare la solitudine e l’individualismo”,  di “smantellamento sociale”. Più di qualche osservatore con meno pretese, poi, ha fatto notare che una delle ragioni del successo di molti di questi sistemi – primo fra tutti Facebook – sta nel fatto che hanno dato libero sfogo, contemporaneamente, sia alle attitudini al pettegolezzo (su Facebook non esiste privacy) sia alla passione per i videogiochi (su Facebook ci sono moltissimi giochi, di qualunque tipo, interattivi e non).

Fatto sta che, a prescindere dalla selva di filosofie recentemente nate sull’argomento, la rete si è popolata di una folla variopinta di soggetti che si esprime con una libertà in passato sconosciuta, racconta sé stessa, le proprie attività e passioni, sfila davanti al proprio “pubblico” con una serie infinita di foto, video, immagini. Chi aderisce a questo tipo di network ha la possibilità di ritagliarsi uno spazio, una “vetrina” che, a differenza di quella fornita dai blogs, è interattiva: in altre parole, come dice la parola stessa, la “vetrina” di ognuno viene inserita nella rete globale dei contatti, che sono costantemente aggiornati sui movimenti altrui. L’uso responsabile di questi sistemi ha naturalmente dei pro: la possibilità di creare legami che valicano le barriere geografiche, per i giovani, è senz’altro un vantaggio dalle potenzialità inimmaginabili; l’occasione di poter mantenere contatti con amici lontani o con persone magari sconosciute e irraggiungibili dal vivo, ma con le quali si possono condividere attivamente idee, opinioni e passioni, poi, è un altro pregio innegabile. Di fianco a questi benefici, tuttavia, restano dei punti che hanno suscitato, e continuano a suscitare, dubbi e perplessità che non possono essere ignorati: uno fra tutti, l’abolizione della privacy (in senso legale). Ogni foto caricata su Facebook diventa proprietà del sistema e può essere venduta a terzi. Molte foto, inoltre, sono raggiungibili da Google o da altri motori di ricerca: il che significa, per esempio, che caricare una foto con bambino, o più genericamente con un minore, considerando i noti problemi legati alla pedofilia su internet, potrebbe essere sconsigliabile. Un altro problema, che suscita sempre maggiore interesse tra i media, è legato al manifestarsi di una certa propensione alla devianza, all’incitazione alla violenza, all’esibizione di simpatie nei confronti, ad esempio, di protagonisti del crimine o della malavita. In altre parole, la libertà di espressione svuotata di qualunque responsabilità sociale ha generato, e continua a generare quotidianamente, un libero (quanto dannoso) flusso di criticabile opinionismo e di facili provocazioni legittimate dalla frequente mancanza di controlli, dalla totale inattaccabilità giudiziara e dal facile anonimato.

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”

QUALI TENDENZE CI ASPETTANO ANCORA PER QUESTO AUTUNNO/INVERNO 2009?

di Grazia Vaiani (*)

Decisa, combattiva ed esuberante: questi sono i caratteri predominanti della donna che gli stilisti propongo  per la prossima stagione autunno/inverno. E come dimenticare accessorio e bijou?! Essenziali per garantire quel tocco che esalta l’immagine femminile: rose stilizzate, spacchi vertiginosi, scollature profonde, calze gioiello e scarpe dai tacchi altissimi. Il tutto per donare un look estroso e selvaggio. E per un ritorno urban-chic di stile e carattere. Sarà proprio il caschetto o carré a coinvolgere le donne, perché il segreto di questa moda autunno inverno è il voler osare ricercando indipendenza e sicurezza. Sicuramente questo style non richiede regole geometriche bensì estrema fantasia ed un vero e proprio ritorno ai nostri cari anni 80. Ma per chi di tagliare i capelli non ne vuol proprio sapere, le ultime tendenze prevedono un look naturale con capelli lunghi portati con vivacità ed allegria. Per le cerimonie, invece, scegliete lo chignon come acconciatura, ideale per prendere parte ad un evento importante ed essere sempre chic ad ogni occasione.

Anche la treccia torna alla ribalta, semplice e sbarazzina si rivelerà essere un’ottima soluzione anche per chi è alla ricerca di comodità e praticità. 
 

(*) Studentessa al Liceo Psico-Pedagogico ed appassionata di Moda

E’ MORTA BRENDA, IL TRANS DELLO SCANDALO MARRAZZO

di Andrea Vitale (*)

 

ROMA – è stato trovato carbonizzato il corpo di “Brenda”, il transessuale coinvolto nello scandalo Marazzo.
L’intervento è avvenuto su segnalazione dei vicini ai vigili del fuoco intorno alle 5:30 di questa mattina, allarmati da un principio di incendio nel suo appartamento seminterrato in via Due Ponti 1F, sulla Cassia. Sul luogo sono arrivati anche i Ris e Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto che si occupa del caso Marrazzo, ed il pm Rodolfo Sabelli; Tuttavia solo l’esame autopico potrà dare la certezza dell’identificazione.
Nella notte del 9 novembre Brenda venne rapinata e picchiata sulla Cassia da un gruppo di ragazzi; all’arrivo dei carabinieri la trans, in pieno stato confusionale o sotto effetto di alcolici, tentò di farsi del male andando a sbattere contro un’automobile parcheggiata; portata all’ospedale inoltre cercò di aggredire i medici e di ferirsi con delle forbici.
Un periodo non facile quello della trans come confermato da alcune amiche a cui confidò di aver avuto minacce e di non riuscire più ad andare avanti in questa situazione.
Nell’appartamento son state ritrovate alcune valige pronte, forse si preparava a lasciare Roma; il corpo non presenta segni di violenza, pertanto sono al vaglio sia le ipotesi di suicidio che quelle di omicido.

Questo è il secondo morto del “caso Marazzo” (il primo fu Gianmarino Cafasso protettore di transessuali, per un’overdose di cocaina lo scorso settembre), una vicenda che presenta sfaccettature sempre meno chiare e si arricchisce di nuove domande a cui gli inquirenti dovranno trovare risposte.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

VIII GIORNATA MONDIALE “BPCO”

di Vincenzo Demaio (*)

Ieri, 18 novembre 2009, si è celebrata la VIII Giornata Mondiale BPCO -Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva- promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, avente come scopo quello di aumentare la consapevolezza della malattia e di migliorare la cura dei pazienti. Attualmente si stima che ne soffrano 210 milioni in tutto il mondo.
Come negli anni passati, in Italia, viene promosso lo slogan “Senza fiato … ma non soli”, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica alle sofferenze dei pazienti con BPCO e dei loro familiari.
La BPCO è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile a seconda della gravità. La malattia -nota in inglese come COPD, Chronic obstructive pulmonary disease- è solitamente progressiva ed è associata a uno stato di infiammazione cronica del tessuto polmonare. La conseguenza a lungo termine è un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che provoca una riduzione consistente della capacità respiratoria.
Ad aggravare questo quadro clinico è l’aumento della predisposizione alle infezioni respiratorie. Non esiste al momento una cura efficace, ma sono disponibili diversi trattamenti per controllare i sintomi e per evitare pericolose complicanze.

Fondamentale è invece la prevenzione, per ridurre al minimo i fattori di rischio, tra i quali il  fumo di sigaretta e l’inquinamento ambientale.

Per  Per maggiori approfondimenti si rimanda ai seguenti links:
http://www.who.int/en/
http://www.pazientibpco.it/default.jsp
http://www.epicentro.iss.it/problemi/broncopneumopatia/broncopneumopatia.asp

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NOTIZIA FLASH SANITA’

MOSCA-Il Governo della Federazione Russa ospiterà a Mosca, il 19 e 20 novembre 2009, la prima “Conferenza Mondiale Ministeriale sulla Sicurezza Stradale”. Ben accolta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Conferenza risulta essere una opportunità storica per il progresso della sicurezza stradale nel mondo e per migliorare la salute pubblica mondiale.

Per ulteriori informazioni si rimanda al link http://www.who.int/mediacentre/events/meetings/road_safety_conference_20090714/en/index.html

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

L’INFORMAZIONE COME PRIMA MEDICINA. UNA ONCOGUIDA AL SERVIZIO DEI MALATI DI CANCRO

di Vincenzo Demaio (*)

Oncoguida, nata come progetto dell’AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro) in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, è frutto della sinergia tra volontariato, istituzioni sanitarie e società scientifiche. È stata realizzata nell’ambito della campagna di comunicazione del Ministero della Salute “Con il malato, contro il tumore” con l’obiettivo di costituire una fonte unica e sempre aggiornata di informazione a disposizione del pubblico e degli addetti ai lavori.
Oncoguida è consultabile on line all’indirizzo web www.oncoguida.it , e sarà, a breve, disponibile anche in versione cartacea.
“L’Oncoguida -spiega il Viceministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Prof. Ferruccio Fazio- è un’iniziativa molto importante per i malati oncologici, rappresenta un vero e proprio motore di ricerca delle strutture”.
“Sono le Pagine Gialle dell’oncologia -spiega il Presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), Prof. Enrico Garaci- con 20.000 indirizzi in tutta Italia divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza. Uno strumento prezioso per far valere i propri diritti e scegliere dove farsi curare”.
Per aiutare a tenere Oncoguida, questo motore di ricerca sull’intero territorio nazionale, sempre aggiornata con le informazioni più recenti e dettagliate in merito ad Associazioni di volontariato e Strutture sanitarie che si occupano di oncologia, comunicare i dati dell’Ente all’AIMaC  che curerà l’aggiornamento del database.
Per chi soffre avere centri di eccellenza è sempre buon motivo per continuare a sperare.

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Consultabile on line sul sito del Ministero della Salute  il “Manuale per la Sicurezza in sala operatoria”. Il Prof. Fazio ha dichiarato, in tal proposito, che promuovere la sicurezza in chirurgia rappresenta una priorità di sanità pubblica.
Il Manuale, comprende 16 raccomandazioni e una checklist, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito del programma “Safe Surgery Saves Lives” e adattate al contesto nazionale dal Ministero del Lavoro, della Salute  e delle Politiche Sociali. In particolare per  raccomandazioni si intendono tutte quelle indicazioni, rivolta alle strutture sanitarie e/o a professionisti, finalizzate alla riduzione del rischio di occorrenze di eventi avversi e prodotte da istituzioni del SSN (Sistema sanitario Nazionale).  Le raccomandazioni riguardano il perseguimento di specifici obiettivi  per la sicurezza del paziente nel processo peri-operatorio. Tali obiettivi sono così classificati:

1-  operare il paziente corretto ed il sito corretto;
2-  prevenire la ritenzione di materiale estraneo nel sito chirurgico;
3-  identificare in modo corretto i campioni chirurgici;
4-  preparare e posizionare in modo corretto il paziente;
5-  prevenire i danni da anestesia garantendo le funzioni vitali;
6-  gestire le vie aeree e la funzione respiratoria;
7-  controllare e gestire il rischio emorragico;
8-  prevenire le reazioni allergiche e gli eventi avversi della terapia farmacologica;
9-  gestire in modo corretto il risveglio ed il controllo postoperatorio;
10- prevenire il tromboembolismo postoperatorio;
11- prevenire le infezioni del sito chirurgico;
12- promuovere un’efficace comunicazione in sala operatoria;
13- garantire in modo corretto il programma operatorio;
14- garantire la corretta redazione del registro operatorio;
15- garantire una corretta documentazione anestesiologica;
16- attivare sistemi di valutazione dell’attività in sala operatoria.

La checklist include 3 fasi -Sign In, Time Out, Sign Out- ciascuna composta di 20 item, con relative caselle  da contrassegnare  dopo l’avvenuto controllo, da effettuare  prima-durante e subito dopo l’intervento chirurgico.  Per le specifiche si rimanda alla lettura dell’intero manuale.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

25 NOVEMBRE: GIORNATA PER LA ELIMINZAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

di Vincenzo Demaio (*)

Nel 1999, l’Assemblea Generale delle nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata Internazionale per la Eliminazione della  Violenza contro le donne. La violenza contro le donne e le ragazze è un problema di proporzione pandemica. In ogni parte del mondo una donna su  tre è stata picchiata, costretta a fare sesso, o altrimenti abusata nella sua vita. Spesso la donna conosce chi le provoca violenza.
Le donne attiviste hanno segnalato il 25 novembre come il giorno contro la violenza sin dal 1981. La data commemora il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Domenicana,  avvenuto nel 1960 su ordini del dittatore Rafael Trujillo (1930-1961).
I governi, le organizzazioni governative e non, sono invitate ad organizzare  in questa giornata delle attività che possano accrescere la conoscenza pubblica del problema.  Questa giornata mondiale contro le violenze delle donne lancia per il 16 dicembre  la Giornata  dell’Attivismo contro le Violenze d’ogni genere, che passa attraverso il 10 dicembre, la Giornata dei Diritti Umani.

Per informazioni più specifiche si rimanda al link http://www.who.int/mediacentre/events/annual/elimination_vaw/en/index.html

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

L’ACQUA AI PRIVATI…ALMENO CI HANNO LASCIATO L’ARIA!

di Michel Maritato (*)

La Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul decreto legge salva-infrazioni Ue. Il testo è immutato rispetto a quello uscito dal Senato. Tra le misure principali, la riforma dei servizi pubblici locali, inclusa la gestione dell’acqua. I voti favorevoli sono stati 320, i contrari 270. Idv e Verdi hanno già annunciato il ricorso ad un referenum. Decisamente contrarie le associazioni dei consumatori e la Cgil che parla di «favori alla criminalità».
Accanto alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali ci sono diverse altre misure, molte inserite a Palazzo Madama, nel decreto varato dal Governo per sanare procedure di infrazione Ue nei confronti dell’Italia.

Tra queste figurano le norme anti-mafia per l’Expo 2015; lo slittamento a metà 2010 del termine per il varo del primo decreto attuativo del federalismo fiscale; l’operatività fino a settembre 2010 delle società del gruppo Tirrenia in vista della privatizzazione; la creazione di società miste tra Anas e regioni per la realizzazione di autostrade locali; un registro anti-spot telefonici; una sanatoria per il cumulo di attività di distribuzione all’ingrosso di medicinali e gestione di farmacie comunali in capo a società che distribuiscono medicinali all’ingrosso; nuovi termini per l’obbligo di eco-lampadine ed eco-elettrodomestici. Infine, il recupero dalle ex-municipalizzate di aiuti giudicati incompatibili dalla Ue.



(*) Studio Maritato
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NORMATIVA SULL’ANATOCISMO. QUANDO LE TUTELE DIVENTANO ECCESSIVE

di Michel Maritato (*)

Quella che poteva e doveva essere una vittoria dei consumatori ed in particolare degli utenti bancari (peraltro molto  contenuta, dato che, dati alla mano, gli interessi su interessi (anatocismo) producono importi di modestissima  entità), perché si è loro riconosciuto il diritto a non essere danneggiati nel calcolo degli interessi, mediante l’imputazione anche di quelli anatocistici, e godere quindi di una reciprocità nel trattamento bancario, si è però trasformata in una forma  impropria e pregnante di tutela estrema dei debitori inadempienti.

  Infatti, nei procedimenti esecutivi proposti dalle Banche nei confronti dei correntisti inadempienti, cioè di coloro che hanno utilizzato indebitamente il proprio C/C, per esempio emettendo assegni a vuoto, la normativa sull’anatocismo è ormai ordinariamente e persistentemente  (ab)usata dai debitori per opporsi al Decreto Ingiuntivo con il quale gli Istituti chiedono al Tribunale il riconoscimento del loro giusto e legittimo credito verso di essi.

Non importa che l’anatocismo incriminato, cioè l’importo del debito derivante dagli interessi calcolati sugli interessi, costituisca spesso solo lo 0,01% del debito (a cui le Banche farebbero volentieri a meno pur di non prolungare all’infinito il procedimento giudiziario) e poco importa anche che i debitori utilizzino questo escamotage esclusivamente allo scopo di guadagnare tempo ed avere quindi la possibilità di alienare immobili, occultare beni e compiere tutte le altre tradizionali attività a danno della Banca creditrice.

 

Quello che rileva è solo che l’anatocismo permette di respingere il Decreto Ingiuntivo finché non viene ricalcolato il saldo del debito derivante dal C/C, in modo da tenere conto ed eliminare gli interessi anatocistici.

E’ questa una contraddizione tutta italiana che permette una formidabile tutela del debitore a grave danno delle legittime pretese del creditore. Tant’è vero che si è giunti ormai alla situazione in cui i Giudici (non tutti, ma la maggioranza) non aspettano neanche l’opposizione al Decreto Ingiuntivo da parte della parte convenuta (il debitore), ma rigettano d’Ufficio il medesimo, per la questione dell’anatocismo, chiedendo il ricalcalo degli interessi sul C/C e prolungando in tal modo oltremisura il procedimento giudiziario in corso.

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NORMATIVA SULL’ANATOCISMO. QUANDO LE TUTELE DIVENTANO ECCESSIVE

di Michel Maritato (*)

Quella che poteva e doveva essere una vittoria dei consumatori ed in particolare degli utenti bancari (peraltro molto  contenuta, dato che, dati alla mano, gli interessi su interessi (anatocismo) producono importi di modestissima  entità), perché si è loro riconosciuto il diritto a non essere danneggiati nel calcolo degli interessi, mediante l’imputazione anche di quelli anatocistici, e godere quindi di una reciprocità nel trattamento bancario, si è però trasformata in una forma  impropria e pregnante di tutela estrema dei debitori inadempienti.

  Infatti, nei procedimenti esecutivi proposti dalle Banche nei confronti dei correntisti inadempienti, cioè di coloro che hanno utilizzato indebitamente il proprio C/C, per esempio emettendo assegni a vuoto, la normativa sull’anatocismo è ormai ordinariamente e persistentemente  (ab)usata dai debitori per opporsi al Decreto Ingiuntivo con il quale gli Istituti chiedono al Tribunale il riconoscimento del loro giusto e legittimo credito verso di essi.

Non importa che l’anatocismo incriminato, cioè l’importo del debito derivante dagli interessi calcolati sugli interessi, costituisca spesso solo lo 0,01% del debito (a cui le Banche farebbero volentieri a meno pur di non prolungare all’infinito il procedimento giudiziario) e poco importa anche che i debitori utilizzino questo escamotage esclusivamente allo scopo di guadagnare tempo ed avere quindi la possibilità di alienare immobili, occultare beni e compiere tutte le altre tradizionali attività a danno della Banca creditrice.

 

Quello che rileva è solo che l’anatocismo permette di respingere il Decreto Ingiuntivo finché non viene ricalcolato il saldo del debito derivante dal C/C, in modo da tenere conto ed eliminare gli interessi anatocistici.

E’ questa una contraddizione tutta italiana che permette una formidabile tutela del debitore a grave danno delle legittime pretese del creditore. Tant’è vero che si è giunti ormai alla situazione in cui i Giudici (non tutti, ma la maggioranza) non aspettano neanche l’opposizione al Decreto Ingiuntivo da parte della parte convenuta (il debitore), ma rigettano d’Ufficio il medesimo, per la questione dell’anatocismo, chiedendo il ricalcalo degli interessi sul C/C e prolungando in tal modo oltremisura il procedimento giudiziario in corso.

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