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ENNESIMO AGGUATO IN AFGHANISTAN: DUE MORTI E DUE FERITI

di Giuseppe Cocomazzi (*)

Non si fermano gli attacchi in Afghanistan contro convogli internazionali dell’Isaf: sul tragitto che porta da Herat a Bala Murghab, il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, e il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, entrambi alpini del 32º reggimento genio alpino di Torino, hanno perso la vita a causa di un Ied (Improvvised explosion devices), ovvero un ordigno artigianale, bomba che sempre più spesso viene utilizzata dai talebani per attacchi simili. L’agguato è avvenuto alle 9.15 locali, e oltre alle due vittime, a bordo del blindato Lince c’erano anche il caporalmaggiore Gianfranco Scirè e il caporale Cristina Buonacucina, rimasti feriti alle gambe seppur fuori pericolo.
La colonna di vetture che si dirigeva a nord della regione era composta da 400 soldati di diverse nazioni, ed è quindi probabile che il colpo messo a segno dai talebani non avesse come obbiettivo ledere i soldati italiani in particolare, ma chi si fosse sciaguratamente trovato a passare sopra la bomba. Pare che i sodati fossero stati avvisati, o comunque messi in allerta, da alcuni 007 che segnalavano come nella zona fosse “altamente probabile” la presenza di Ied. 

Inoltre, le vie di comunicazione, quali strade e sentieri, sono scarse e facilmente individuabili cosicchè per i terroristi è semplice decidere il punto migliore in cui piazziare l’ordigno. Solo nel marzo del corrente anno sono state scovate 989 bombe Ied, segno evidente di come i talebani prediligano questi esplosivi.
Le reazione della scena politica italiana sono quelle che sovente si vedono dopo la perdita di uomini nel contingente italiano in Afghanistan. L’accaduto è motivo per ricordare a tutti che «la nostra missione è fondamentale per la pacificazione dell’Afghanistan», commenta il premier Berlusconi che esprime cordoglio per le famiglie dei militari caduti. Calderoli si mostra più cartesiano, e si chiede «se i sacrifici servono», rimandando la risposta in sede più opportuna, cioè in ambito internazionale. Bossi, con lapalissiana umanità, afferma che «le guerre non sono mai una bella cosa perché poi ci sono i morti». Per il resto, i commenti hanno avuto modo di affinarsi e migliorarsi su le vite di 25 uomini, e voglia il cielo che non ci sia più modo di perfezionare l’eloquenza.


(*) Studente di Lettere moderne all’Università di Foggia

CASO SICILIA – SILVIO BERLUSCONI: “DUE PDL NON POSSONO ESISTERE”

di Emanuela Maria Maritato (*)

Berlusconi decide di affrontare il caso Sicilia. E lo fa intimando la pace ai protagonisti della spaccatura isolana, nel corso di due distinti incontri: il premier prima riceve il “ribelle” Gianfranco Micciché, accompagnato da Marcello Dell’Utri. Poi, a pranzo, ospita i “lealisti” guidati dal Guardasigilli Angelino Alfano. Il bilancio, per il Cavaliere, è positivo solo a metà: Berlusconi convince Micciché a mettere nel cassetto il progetto del partito del Sud e a lavorare per la riunificazione del Popolo della libertà in Sicilia. Ma rimane il nodo del sostegno al governatore Raffaele Lombardo. Micciché lo pone come pregiudiziale per riprendere il dialogo, mentre gli esponenti dell’altra fazione ieri hanno ribadito il no a Lombardo.

 Anzi. Domenico Nania, uno dei due coordinatori del Pdl in Sicilia, ne ha chiesto ufficialmente le dimissioni: “Deve lasciare perché ha tradito il voto degli elettori, imbarcando un partito, il Pd, che dalle urne era uscito sconfitto”. Una richiesta che ha motivazioni politiche, precisa Nania, diramata però a commento degli ultimi sviluppi dell’inchiesta di mafia che, a Catania, coinvolge il governatore.
Il procuratore Vincenzo D’Agata smentisce di aver firmato la richiesta di custodia cautelare nei confronti di Lombardo e degli altri politici coinvolti nell’inchiesta, fra cui il fratello deputato.

Ma il provvedimento, redatto dall’aggiunto Giuseppe Gennaro e dagli altri sostituti del pool, è già sul suo tavolo, in attesa di quella formalizzazione che è invece già stata fatta con il deposito nell’ufficio del gip Luigi Baroni delle richieste di ordinanza di custodia cautelare per buona parte dei 70 indagati, imprenditori, mafiosi, funzionari pubblici. “L’ufficio – afferma D’Agata – non ha avanzato alcuna richiesta nei confronti del governatore Lombardo o di altri politici; ogni differente notizia al riguardo, comunque diffusa e a qualsiasi personaggio politico riferita è pertanto del tutto priva di ogni fondamento”. Inevitabilmente la smentita ha riacceso lo scontro da tempo esistente in procura sulla valutazione delle posizioni di Lombardo e di suo fratello Angelo. D’Agata ieri ha ordinato ai suoi pm di chiudere le porte ai giornalisti: “La Procura non interloquirà più sull’argomento”.
Di certo, le notizie che filtrano dal palazzo di giustizia di Catania rischiano di orientare il dibattito nel Pdl. Ufficialmente, a Palazzo Grazioli non si è discusso di Lombardo e dell’inchiesta che lo riguarda. “Abbiamo parlato solo del partito – dice Giuseppe Castiglione, l’altro coordinatore del Pdl in Sicilia – Ma l’impressione è che anche Berlusconi consideri quella di Lombardo un’esperienza già chiusa”.
Il governatore, intanto, ringrazia il procuratore D’Agata per la precisazione e denuncia una manovra per bloccare “le riforme, senza precedenti, che si stanno realizzando in Sicilia”. Conferma di sentirsi “in pericolo di vita”, soprattutto per aver bloccato la realizzazione dei termovalorizzatori. In serata Lombardo, come persona informata dei fatti, affronta questi argomenti con i magistrati di Palermo, che hanno disposto una serie di perquisizioni in decine di imprese e all’agenzia regionale per i rifiuti. Ma è ai pm di Catania che gli alleati del governatore ora chiedono chiarezza: lo fa il Pd, che ha appena dato un contribuito decisivo al varo del bilancio della Regione. Il finiano Fabio Granata si rivolge direttamente ad Alfano: “Mandi gli ispettori nel palazzo di giustizia etneo”.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

NUOVE TASSE IN ARRIVO PER GLI ABITANTI DELLE REGIONI CON LA SANITÀ COMMISSARIATA

di Emanuela Maria Maritato (*)

Caldoro (Campania): «Governo ci ha detto che le regioni con il deficit sanitario dovranno aumentare le tasse»

 – Gli abitanti delle regioni con un forte deficit in campo sanitario potrebbero essere presto chiamati a ripianarlo, attraverso il pagamento di nuove tasse. «Il governo ci ha detto che le regioni con il deficit sanitario dovranno aumentare le tasse fino al ripianamento del deficit stesso» ha detto il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, lasciando Palazzo Chigi dove si è tenuto un Consiglio dei ministri. Caldoro ha riferito che il Consiglio dei ministri era presieduto da Altero Matteoli, vista l’assenza del premier Silvio Berlusconi, e che alla riunione erano presenti tutti i Governatori con la Sanità commissariata, vale a dire Lazio, Campania, Calabria, Molise, Sicilia e Abruzzo.

– «Speravamo di poter accedere ai fondi Fas ma i ministri competenti prevedono che sia prima approvato un piano di rientro dal deficit e solo dopo sarà possibile accedere ai Fas», spiega invece il governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti.

«Questo è stato solo il primo confronto ma ci rivedremo per concordare le procedure dei piani di rientro – sottolinea il governatore calabrese -. Per quanto riguarda la Calabria abbiamo ereditato una situazione difficile, il piano di rientro approvato lo scorso 17 dicembre dall’amministrazione Loiero ad oggi non è stato ancora rispettato ed il nostro debito è sconosciuto al punto che abbiamo chiesto alla Kpmg di lavorare giorno e notte per certificarlo. C’è chi dice che sia 2,1 miliardi ma altri dicono che sia 1,1 miliardi perchè ci sono crediti non quantificati che vantiamo».

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

BANCHE E ASSICURAZIONI: IN ATTESA DI UN NUOVO RAPPORTO CON IL CONSUMATORE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Cresce l’attenzione del legislatore italiano e comunitario verso il rapporto con il cliente, cui corrisponde un adeguamento, lento e non indolore, da parte del Sistema ed una revisione delle strategie, che dovranno essere improntate ad un’offerta di prodotti più chiari e comprensibili.

Continuano i richiami da parte della Banca d’Italia e dell’Antitrust nei confronti di Banche ed Assicurazioni, per argomenti già noti all’opinione pubblica. La spesa media di conto corrente resta in Italia molto al di sopra della media UE e ciò anche dopo l’abolizione della “famosa” commissione di massimo scoperto, sostituita da nuove commissioni rivelatesi più costose per i consumatori. Altro argomento caldo è quello della portabilità dei mutui, in relazione al quale l’Antitrust ha già sanzionato n.23 banche per “pratiche commerciali scorrette”. Le Banche sanzionate non avevano infatti applicato la portabilità gratuita dei mutui, trasformando in oneroso ciò che la legge prevedeva come gratuito. Anche le Assicurazioni sono però sotto osservazione, in quanto l’Antitrust ha bocciato le recenti modifiche dei contratti pluriennali introdotte al fine di consentire la possibilità di recesso dal contratto senza oneri per il cliente, in quanto non rispondenti allo scopo. Ciò premesso, poiché il quadro normativo in Italia non appare sufficientemente chiaro e coerente, risulta opportuno approfondire alcuni aspetti delle principali disposizioni emanate di recente in materia, al fine di consentire la verifica di un corretto svolgimento del rapporto intrattenuto con la propria Banca o Compagnia Assicurativa.

ACCREDITO BONIFICI: l’operazione deve essere evasa entro un giorno lavorativo se avviene per via telematica, entro due giorni se fatta allo sportello; la data di valuta e quella della disponibilità economica devono poi coincidere. VERSAMENTO ASSEGNI CIRCOLARI: l’operazione deve risultare in valuta entro un giorno lavorativo, entro quattro giorni in disponibilità. VERSAMENTO ASSEGNI BANCARI: l’operazione deve risultare in valuta entro tre giorni lavorativi, entro quattro giorni in disponibilità. TRASFERIMENTO DEL RID (domiciliazione bancaria): può e deve avvenire con la semplice compilazione di un modulo, che permette il trasferimento da vecchio a nuovo conto corrente. RIMBORSO RAPIDO: gli addebiti errati vanno rimborsati entro il tempo massimo di quindici giorni lavorativi dalla data della richiesta di rimborso. CONTO CORRENTE BASIC: le fasce di clientela più deboli possono ottenere l’apertura di un conto semplice, con canone annuo fisso e numero limitato di operazioni. TRASPARENZA NEI CONTRATTI: al cliente devono essere forniti i nuovi fogli informativi dei prodotti finanziari, redatti secondo le recenti norme emanate in materia dalla Banca d’Italia. ARBITRO BANCARIO: è il organismo indipendente a tutela dei clienti, per la risoluzione delle controversie sui servizi di pagamento. DIVIETO DI APPLICAZIONE DELLA COMMISSIOME DI MASSIMO SCOPERTO: va fatta attenzione alle nuove commissioni sostitutive introdotte dalle Banche, che in molti casi si stanno rivelando più costose per i consumatori. DIRETTIVA MIFID: impone alle Banche obblighi stringenti per l’esecuzione di ordini di acquisto di titoli da parte dei clienti, nell’ottica di una maggiore trasparenza. CAMERA DI CONCILIAZIONE presso la CONSOB: ha il compito di dirimere le questioni in materia di servizi d’investimenti. SURROGA per i mutui: per trasferire il mutuo in una banca che offre condizioni più convenienti non possono essere imposti costi di uscita, ma possono essere offerte al cliente condizioni migliorative per evitare la perdita del rapporto. In ogni caso però la procedura deve perfezionarsi entro trenta giorni dalla data della richiesta da parte della banca cessionaria alla banca cedente, pena il risarcimento in favore del cliente da parte di quest’ultima del 1% del valore del mutuo per ogni mese di ritardo. RINEGOZIAZIONE DEL MUTUO: trattasi di una richiesta (non obbligatoria) per la Banca, di modifica delle condizioni, quali tipo di tasso, spread, durata. Può essere attuata con semplice scrittura privata non autenticata e quindi senza i costi del notaio. CANCELLAZIONE IPOTECA: non serve più il notaio per cancellare le ipoteche iscritte a garanzia di mutui. La Banca entro trenta giorni dall’estinzione del debito deve dare comunicazione all’Ufficio dei Registri Immobiliari, che deve cancellare l’ipoteca entro un giorno. ESTINZIONE ANTICIPATA del mutuo: è abolita la penale per l’estinzione anticipata anche parziale del mutuo. TASSO BCE per mutuo prima casa: è possibile scegliere un mutuo con tasso variabile indicizzato al tasso della BCE anziché all’EURIBOR. TETTO AL 4% PER I MUTUI: vale per i mutui a tasso fisso o variabile; lo Stato si accolla l’eventuale differenza fra la rata calcolata con un interesse del 4% e quella originaria. RECESSO SENZA ONERI: è previsto per i contratti assicurativi pluriennali; è possibile senza costi con un preavviso di sessanta giorni. STESSA CLASSE ASSICURATIVA PER R.C. AUTO: chi ha già assicurato un veicolo e stipula un nuovo contratto R.C. auto per un altro veicolo deve avere la stessa classe di merito. INDENNIZZO DIRETTO: in caso di incidente stradale i danneggiati non responsabili possono essere risarciti dal proprio assicuratore. PREVENTIVO ONLINE: è un servizio telematico che consente di comparare le offerte delle varie compagnie assicurative, prima della stipula di un contratto. Ciò detto, poichè l’adeguamento da parte di Banche ed Assicurazioni alle nuove norme comporta pesanti perdite di ricavi, l’applicazione delle stesse continua a costituire per il cliente una corsa ad ostacoli, a causa delle limitazioni illecite imposte nei suoi confronti. Al consumatore non resta quindi che prendere una posizione ferma critica al fine di ottenere una maggiore attenzione nei propri confronti, ricorrendo se, necessario, all’intervento di un legale onde ottenere la tutela dei propri diritti.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

BANCHE E ASSICURAZIONI: IN ATTESA DI UN NUOVO RAPPORTO CON IL CONSUMATORE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Cresce l’attenzione del legislatore italiano e comunitario verso il rapporto con il cliente, cui corrisponde un adeguamento, lento e non indolore, da parte del Sistema ed una revisione delle strategie, che dovranno essere improntate ad un’offerta di prodotti più chiari e comprensibili.

Continuano i richiami da parte della Banca d’Italia e dell’Antitrust nei confronti di Banche ed Assicurazioni, per argomenti già noti all’opinione pubblica. La spesa media di conto corrente resta in Italia molto al di sopra della media UE e ciò anche dopo l’abolizione della “famosa” commissione di massimo scoperto, sostituita da nuove commissioni rivelatesi più costose per i consumatori. Altro argomento caldo è quello della portabilità dei mutui, in relazione al quale l’Antitrust ha già sanzionato n.23 banche per “pratiche commerciali scorrette”. Le Banche sanzionate non avevano infatti applicato la portabilità gratuita dei mutui, trasformando in oneroso ciò che la legge prevedeva come gratuito. Anche le Assicurazioni sono però sotto osservazione, in quanto l’Antitrust ha bocciato le recenti modifiche dei contratti pluriennali introdotte al fine di consentire la possibilità di recesso dal contratto senza oneri per il cliente, in quanto non rispondenti allo scopo. Ciò premesso, poiché il quadro normativo in Italia non appare sufficientemente chiaro e coerente, risulta opportuno approfondire alcuni aspetti delle principali disposizioni emanate di recente in materia, al fine di consentire la verifica di un corretto svolgimento del rapporto intrattenuto con la propria Banca o Compagnia Assicurativa.

ACCREDITO BONIFICI: l’operazione deve essere evasa entro un giorno lavorativo se avviene per via telematica, entro due giorni se fatta allo sportello; la data di valuta e quella della disponibilità economica devono poi coincidere. VERSAMENTO ASSEGNI CIRCOLARI: l’operazione deve risultare in valuta entro un giorno lavorativo, entro quattro giorni in disponibilità. VERSAMENTO ASSEGNI BANCARI: l’operazione deve risultare in valuta entro tre giorni lavorativi, entro quattro giorni in disponibilità. TRASFERIMENTO DEL RID (domiciliazione bancaria): può e deve avvenire con la semplice compilazione di un modulo, che permette il trasferimento da vecchio a nuovo conto corrente. RIMBORSO RAPIDO: gli addebiti errati vanno rimborsati entro il tempo massimo di quindici giorni lavorativi dalla data della richiesta di rimborso. CONTO CORRENTE BASIC: le fasce di clientela più deboli possono ottenere l’apertura di un conto semplice, con canone annuo fisso e numero limitato di operazioni. TRASPARENZA NEI CONTRATTI: al cliente devono essere forniti i nuovi fogli informativi dei prodotti finanziari, redatti secondo le recenti norme emanate in materia dalla Banca d’Italia. ARBITRO BANCARIO: è il organismo indipendente a tutela dei clienti, per la risoluzione delle controversie sui servizi di pagamento. DIVIETO DI APPLICAZIONE DELLA COMMISSIOME DI MASSIMO SCOPERTO: va fatta attenzione alle nuove commissioni sostitutive introdotte dalle Banche, che in molti casi si stanno rivelando più costose per i consumatori. DIRETTIVA MIFID: impone alle Banche obblighi stringenti per l’esecuzione di ordini di acquisto di titoli da parte dei clienti, nell’ottica di una maggiore trasparenza. CAMERA DI CONCILIAZIONE presso la CONSOB: ha il compito di dirimere le questioni in materia di servizi d’investimenti. SURROGA per i mutui: per trasferire il mutuo in una banca che offre condizioni più convenienti non possono essere imposti costi di uscita, ma possono essere offerte al cliente condizioni migliorative per evitare la perdita del rapporto. In ogni caso però la procedura deve perfezionarsi entro trenta giorni dalla data della richiesta da parte della banca cessionaria alla banca cedente, pena il risarcimento in favore del cliente da parte di quest’ultima del 1% del valore del mutuo per ogni mese di ritardo. RINEGOZIAZIONE DEL MUTUO: trattasi di una richiesta (non obbligatoria) per la Banca, di modifica delle condizioni, quali tipo di tasso, spread, durata. Può essere attuata con semplice scrittura privata non autenticata e quindi senza i costi del notaio. CANCELLAZIONE IPOTECA: non serve più il notaio per cancellare le ipoteche iscritte a garanzia di mutui. La Banca entro trenta giorni dall’estinzione del debito deve dare comunicazione all’Ufficio dei Registri Immobiliari, che deve cancellare l’ipoteca entro un giorno. ESTINZIONE ANTICIPATA del mutuo: è abolita la penale per l’estinzione anticipata anche parziale del mutuo. TASSO BCE per mutuo prima casa: è possibile scegliere un mutuo con tasso variabile indicizzato al tasso della BCE anziché all’EURIBOR. TETTO AL 4% PER I MUTUI: vale per i mutui a tasso fisso o variabile; lo Stato si accolla l’eventuale differenza fra la rata calcolata con un interesse del 4% e quella originaria. RECESSO SENZA ONERI: è previsto per i contratti assicurativi pluriennali; è possibile senza costi con un preavviso di sessanta giorni. STESSA CLASSE ASSICURATIVA PER R.C. AUTO: chi ha già assicurato un veicolo e stipula un nuovo contratto R.C. auto per un altro veicolo deve avere la stessa classe di merito. INDENNIZZO DIRETTO: in caso di incidente stradale i danneggiati non responsabili possono essere risarciti dal proprio assicuratore. PREVENTIVO ONLINE: è un servizio telematico che consente di comparare le offerte delle varie compagnie assicurative, prima della stipula di un contratto. Ciò detto, poichè l’adeguamento da parte di Banche ed Assicurazioni alle nuove norme comporta pesanti perdite di ricavi, l’applicazione delle stesse continua a costituire per il cliente una corsa ad ostacoli, a causa delle limitazioni illecite imposte nei suoi confronti. Al consumatore non resta quindi che prendere una posizione ferma critica al fine di ottenere una maggiore attenzione nei propri confronti, ricorrendo se, necessario, all’intervento di un legale onde ottenere la tutela dei propri diritti.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

SICILIA: IL PIANO CASA REGIONALE

di Michele Maritato (*)

Pure la Sicilia ha il suo Piano casa, anche se con notevole ritardo su altre regioni. (Un panorama generale delle altre leggi regionali è stato pubblicato nell’inserto di gennaio di “leggi illustrate). La legge è la n. 6 e porta la data del 23 marzo 2010. E’ stata pubblicata sulla Gazzetta della Regione Sicilia n. 14 del 26 marzo scorso. Anche la legge siciliana, come le altre, ha lo scopo di rilanciare l’attività edilizia favorendo aumenti di cubatura e allo stesso tempo vuole incentivare la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici. L’impianto ricalca, in sostanza, l’intesa tra Stato e Regioni del 1° aprile 2009 e i Piani casa di altre Regioni, con alcune differenze, però. Ad esempio l’obbligo, per poter usufruire dei benefici di legge, che gli immobili siano in regola con Ici, Tarsu o Tia (rifiuti urbani). Oppure i 120 giorni concessi ai Comuni per delimitare le zone in cui non possono essere realizzati aumenti di volumetria o ricostruzioni (in genere le altre Regioni ne davano al massimo 60). O, ancora, la possibilità di eseguire ampliamenti, a determinate condizioni, anche su edifici destinati ad attività produttive. Le novità quindi ci sono.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
STUDIO.MARITATO@GMAIL.COM  
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

SICILIA: IL PIANO CASA REGIONALE

di Michele Maritato (*)

Pure la Sicilia ha il suo Piano casa, anche se con notevole ritardo su altre regioni. (Un panorama generale delle altre leggi regionali è stato pubblicato nell’inserto di gennaio di “leggi illustrate). La legge è la n. 6 e porta la data del 23 marzo 2010. E’ stata pubblicata sulla Gazzetta della Regione Sicilia n. 14 del 26 marzo scorso. Anche la legge siciliana, come le altre, ha lo scopo di rilanciare l’attività edilizia favorendo aumenti di cubatura e allo stesso tempo vuole incentivare la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici. L’impianto ricalca, in sostanza, l’intesa tra Stato e Regioni del 1° aprile 2009 e i Piani casa di altre Regioni, con alcune differenze, però. Ad esempio l’obbligo, per poter usufruire dei benefici di legge, che gli immobili siano in regola con Ici, Tarsu o Tia (rifiuti urbani). Oppure i 120 giorni concessi ai Comuni per delimitare le zone in cui non possono essere realizzati aumenti di volumetria o ricostruzioni (in genere le altre Regioni ne davano al massimo 60). O, ancora, la possibilità di eseguire ampliamenti, a determinate condizioni, anche su edifici destinati ad attività produttive. Le novità quindi ci sono.

(*) Studio Maritato
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IMMOBILI – SEMPLIFICAZIONE EDILIZIA: LEGGE NAZIONALE E REGIONI

di Michele Maritato (*)

Il decreto legge approvato dal Governo (D.L. 25 marzo 2010, n. 40, in G.U. n. 71 del 26 marzo 2010) amplia la gamma degli interventi che non hanno bisogno della Denuncia di inizio attività (la cosiddetta DIA) ne di altre autorizzazioni. La nuova formulazione dell’art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/201) contenuta nel decreto, aggiunge un elenco di 7 nuove tipologie di intervento che non hanno bisogno di autorizzazione a quelle che erano già state liberalizzate in precedenza (manutenzione ordinaria, opere volte all’eliminazione delle barriere architettoniche, opere temporanee dell’attività di ricerca nel sottosuolo). La nuova più importante “liberalizzazione” è senz’altro la manutenzione straordinaria. In questo caso basterà soltanto una comunicazione al comune integrata, però, da una relazione sugli interventi da effettuare a cura del tecnico di fiducia. Quest’ultima è una integrazione introdotta dalla Camera dei Deputati in sede di conversione in legge del provvedimento. Occorre, tuttavia, considerare che lo stesso art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia fa espresso cenno al fatto che nelle Regioni in cui la materia dei titoli abilitativi è stata disciplinata con norme più restrittive, sono queste le disposizioni alle quali occorre fare riferimento.

(*) Studio Maritato
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IMMOBILI – SEMPLIFICAZIONE EDILIZIA: LEGGE NAZIONALE E REGIONI

di Michele Maritato (*)

Il decreto legge approvato dal Governo (D.L. 25 marzo 2010, n. 40, in G.U. n. 71 del 26 marzo 2010) amplia la gamma degli interventi che non hanno bisogno della Denuncia di inizio attività (la cosiddetta DIA) ne di altre autorizzazioni. La nuova formulazione dell’art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/201) contenuta nel decreto, aggiunge un elenco di 7 nuove tipologie di intervento che non hanno bisogno di autorizzazione a quelle che erano già state liberalizzate in precedenza (manutenzione ordinaria, opere volte all’eliminazione delle barriere architettoniche, opere temporanee dell’attività di ricerca nel sottosuolo). La nuova più importante “liberalizzazione” è senz’altro la manutenzione straordinaria. In questo caso basterà soltanto una comunicazione al comune integrata, però, da una relazione sugli interventi da effettuare a cura del tecnico di fiducia. Quest’ultima è una integrazione introdotta dalla Camera dei Deputati in sede di conversione in legge del provvedimento. Occorre, tuttavia, considerare che lo stesso art. 6 del Testo Unico dell’Edilizia fa espresso cenno al fatto che nelle Regioni in cui la materia dei titoli abilitativi è stata disciplinata con norme più restrittive, sono queste le disposizioni alle quali occorre fare riferimento.

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CONTINUA L’INCUBO DEI CONTRATTI FINANZIARI PERICOLOSI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Il risparmio tradito a causa di contratti pericolosi torna alla ribalta a seguito di recente sentenza della Corte di Cassazione la quale conferma che gli swap venduti alle imprese nel 1992 dal Credito Italiano erano una truffa.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.43347 del 13.11.2009 emessa dalla Seconda sezione penale conferma che i dcs (domestic currency swap) venduti nel 1992 dal Credito Italiano a diverse imprese erano strutturato in modo tale da essere fortemente squilibrati in favore della Banca, mentre molto remote erano le probabilità di guadagno per i clienti. Con i contratti in parola, strumenti molto complessi, si scommetteva sulla rivalutazione della lira rispetto al marco tedesco. Si trattava quindi di operazioni ad alto rischio ed a basso rendimento e dunque invendibili. E la Banca ne era perfettamente consapevole. I clienti, senza alcuna competenza in materia, venivano convinti a sottoscrivere tali contratti, in evidente conflitto d’interessi, a seguito di mendaci informazioni fornite dai dipendenti delle filiali. I giudici non hanno esitato a definire le operazioni in parola “truffe auto-evidenti”, “contratti invendibili”, “pacchi”, “patacche”, equiparandole anche al “pacco rifilato dal truffatore da strada”. La sentenza in parola viene pubblicata proprio nel momento in cui è corso un vivace dibattito sulla finanza degli Enti, in passato non gestita rigorosamente e quindi foriera oggi di pesanti ripercussioni sui cittadini. In particolare sono sotto esame i sinking funds, cioè i fondi costituiti da enti governativi o da società con l’obiettivo di ripagare determinate poste di debito alla loro naturale scadenza.

Il meccanismo è in pratica quello mediante il quale un debitore attraverso il progressivo versamento di disponibilità finanziarie nel sinking fund intende avere una giacenza sufficiente per ripagare il debito che normalmente viene restituito in unica soluzione (mediante operazione bullet). In questo modo quindi il sinking fund dovrebbe operare mitigando gli sbilanci dovuti alle scadenza delle operazioni di finanziamento, “spalmando” su un arco temporale più lungo l’onere di ripagare il capitale. Ma a fronte di uno scopo apparentemente di favore, l’operazione di sinking fund nasconde rischi non facili da identificare per i non addetti ai lavori. In primo luogo il rischio di insolvenza della Banca. Sarebbe quindi necessario, per evitare un aggravio dei rischi per l’ente, prevedere che i pagamenti progressivi vengano versati non direttamente alla Banca ma su un conto dedicato e separato (il fund del sinking fund), che anche in casi di fallimento della Banca (vedasi Lehman Brothers nel caso della Regione Marche) consenta di proteggere il capitale versato. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la sorte dei capitali progressivamente versati dall’ente nel sinking fund, capitali che spesso vengono affidati in gestione alle Banche che hanno organizzato l’operazione. E’ evidente che risulta indispensabile imporre alla Banca vincoli molto stringenti sulla tipologia di investimenti da effettuare. In mancanza (così come è accaduto per operazione posta in essere dall’Acquedotto Pugliese), pur prevedendo la corretta “segregazione” dei fondi, le perdite per l’ente possono arrivare per scelte infelici, o, in alcuni casi, sconsiderate, da parte della Banca che doveva “custodire” il capitale in attesa del rimborso dell’operazione. Ed infatti non risulta agevole tenere sotto controllo lo stato di “salute” di una società; infatti nel caso della Lehman Brothers le agenzie di rating hanno mantenuto il rating a lungo termine elevato fino al giorno prima della data di fallimento, avvenuta il 14.09.2008, mentre già a partire dal 2007 gli spread sui C.D.S. (di seguito meglio illustrati) erano notevolmente aumentati e gli stessi dati di bilancio della società evidenziavano l’imminenza dello stato di default della banca d’affari predetta. Ciò a causa della particolare congiuntura economico-finanziaria causata dalla crisi dei mutui subprime. L’informazione sul rating non soltanto era quindi generica, ma addirittura fuorviante. La Banca deve quindi fornire un’informazione completa sulla natura del titolo e sui rischi dell’investimento; ed in difetto va ritenuta responsabile dei danni subiti dal cliente. Così come riconosciuto di recente dal Tribunale di Udine (sentenza n.376 del 05.03.2010 con la quale Unicredit Private Banking è stata condannata a risarcire i danni subiti da risparmiatore che aveva investito in obbligazioni Lehman Brothers). Altri contratti a rischio sono i credit default swaps (cds) sopraindicati, in relaziona ai quali urgono regole urgenti. Il cds è un contratto derivato che dovrebbe svolgere la funzione di “polizza assicurativa” contro il rischio di fallimento di una società per un debito obbligazionario; si paga un premio per ricevere protezione in caso di default dell’emittente l’obbligazione. Tali contratti hanno necessità di essere presto regolati in quanto, nati come strumento di assicurazione (il detentore di un bond trova infatti una controparte che in cambio di una percentuale del debito assicura solvibilità) nascondo vari problemi:
– l’emittente l’obbligazione assicurata elimina quel rischio dal proprio bilancio al fine di procedere con nuove operazioni, che risultano magari al di fuori del proprio coefficiente di capitale in relazione agli investimenti;
– non vi è una contabilità delle transazioni globali in cds, che avvengono solo tra singoli operatori (senza una vera e propria borsa) e senza il controllo di una controparte centralizzata che garantisca il buon fine delle operazioni, per cui nessuno conosce gli ammontari in gioco e si creano i presupposti per una bolla;
– esistono operazioni “nude”: cioè che consentono di acquistare un cds in forma speculativa senza avere un debito assicurato in portafoglio;
– gli speculatori attaccano la preda debole, che magari potrebbe essere salvata, al fine di aumentare il loro profitto incassando prima degli altri il differenziale sul rischio portato dal cds;
– la leva che si può applicare ai cds è del 90%: quindi con relativamente pochi soldi si possono creare forti turbolenze sui mercati finanziari, in quanto i movimenti sui cds possono lanciare un allarme che si diffonde anche ai titoli di stato, imponendo agli Stati di pagare interessi sempre più alti sui propri debiti. Nella pratica oggi i cds sono titoli scambiati tra operatori al telefono. E dato che i prezzi di tali polizze salgono e scendono ogni giorno in base alla maggiore o minore rischiosità dei soggetti emittenti i titoli obbligazionari (siano essi Stati o società privata), tanti operatori li usano solo per “scommettere” sul rialzo o sul ribasso. Dato che nessuno sa cosa fanno gli altri, si arriva quindi al paradosso che su certe società esistono più cds che debiti da assicurare. L’opacità del sistema fa paura ai Capi di Stato (come di recente in Grecia) ed agli operatori (che non conoscono l’operatività degli altri) e desta sospetti di speculazioni o manipolazioni: mentre al contrario le grandi banche traggono da tali meccanismi maggiori guadagni. Proprio a causa di pochi speculatori si è infatti creato un pesante debito per le generazioni future; il mondo è però stanco di crisi economiche causate dalla speculazione finanziaria. La vigente normativa italiana (introdotta con l’articolo 62 del Dl 112/2008) nega quindi ora (dalla metà del 2008) la possibilità di stipula di nuovi contratti derivati per gli enti locali, ma permette ancora le rinegoziazioni dei vechi swap ancora in essere, a patto che sia rimodulato anche il debito sottostante. Ma è proprio sulle rimodulazioni di contratti esistenti che i clienti (enti, imprese, famiglie) devono prestare la massima attenzione per evitare di reiterare i precedenti errori con le banche (leggasi costi occulti applicati a contratti spesso non adeguati al cliente). Il contratto derivato non è in sé un male, se applicato in modo trasparente. Ma poiché ciò non avviene e non è avvenuto in passato, sempre di più gli enti locali fuggono ora dai derivati ed approfittando del ribasso dei tassi chiudono anticipatamente gli swap rispetto alle scadenze scritte nei contratti, senza farsi troppo male o magari guadagnando qualcosa.
Anche se negli enti pubblici l’indebitamento è sinonimo di investimento e per tracciare il confine tra un’amministrazione attiva ed una mal gestita il dato sul passivo da solo non basta!

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

CONTINUA L’INCUBO DEI CONTRATTI FINANZIARI PERICOLOSI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Il risparmio tradito a causa di contratti pericolosi torna alla ribalta a seguito di recente sentenza della Corte di Cassazione la quale conferma che gli swap venduti alle imprese nel 1992 dal Credito Italiano erano una truffa.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.43347 del 13.11.2009 emessa dalla Seconda sezione penale conferma che i dcs (domestic currency swap) venduti nel 1992 dal Credito Italiano a diverse imprese erano strutturato in modo tale da essere fortemente squilibrati in favore della Banca, mentre molto remote erano le probabilità di guadagno per i clienti. Con i contratti in parola, strumenti molto complessi, si scommetteva sulla rivalutazione della lira rispetto al marco tedesco. Si trattava quindi di operazioni ad alto rischio ed a basso rendimento e dunque invendibili. E la Banca ne era perfettamente consapevole. I clienti, senza alcuna competenza in materia, venivano convinti a sottoscrivere tali contratti, in evidente conflitto d’interessi, a seguito di mendaci informazioni fornite dai dipendenti delle filiali. I giudici non hanno esitato a definire le operazioni in parola “truffe auto-evidenti”, “contratti invendibili”, “pacchi”, “patacche”, equiparandole anche al “pacco rifilato dal truffatore da strada”. La sentenza in parola viene pubblicata proprio nel momento in cui è corso un vivace dibattito sulla finanza degli Enti, in passato non gestita rigorosamente e quindi foriera oggi di pesanti ripercussioni sui cittadini. In particolare sono sotto esame i sinking funds, cioè i fondi costituiti da enti governativi o da società con l’obiettivo di ripagare determinate poste di debito alla loro naturale scadenza.

Il meccanismo è in pratica quello mediante il quale un debitore attraverso il progressivo versamento di disponibilità finanziarie nel sinking fund intende avere una giacenza sufficiente per ripagare il debito che normalmente viene restituito in unica soluzione (mediante operazione bullet). In questo modo quindi il sinking fund dovrebbe operare mitigando gli sbilanci dovuti alle scadenza delle operazioni di finanziamento, “spalmando” su un arco temporale più lungo l’onere di ripagare il capitale. Ma a fronte di uno scopo apparentemente di favore, l’operazione di sinking fund nasconde rischi non facili da identificare per i non addetti ai lavori. In primo luogo il rischio di insolvenza della Banca. Sarebbe quindi necessario, per evitare un aggravio dei rischi per l’ente, prevedere che i pagamenti progressivi vengano versati non direttamente alla Banca ma su un conto dedicato e separato (il fund del sinking fund), che anche in casi di fallimento della Banca (vedasi Lehman Brothers nel caso della Regione Marche) consenta di proteggere il capitale versato. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la sorte dei capitali progressivamente versati dall’ente nel sinking fund, capitali che spesso vengono affidati in gestione alle Banche che hanno organizzato l’operazione. E’ evidente che risulta indispensabile imporre alla Banca vincoli molto stringenti sulla tipologia di investimenti da effettuare. In mancanza (così come è accaduto per operazione posta in essere dall’Acquedotto Pugliese), pur prevedendo la corretta “segregazione” dei fondi, le perdite per l’ente possono arrivare per scelte infelici, o, in alcuni casi, sconsiderate, da parte della Banca che doveva “custodire” il capitale in attesa del rimborso dell’operazione. Ed infatti non risulta agevole tenere sotto controllo lo stato di “salute” di una società; infatti nel caso della Lehman Brothers le agenzie di rating hanno mantenuto il rating a lungo termine elevato fino al giorno prima della data di fallimento, avvenuta il 14.09.2008, mentre già a partire dal 2007 gli spread sui C.D.S. (di seguito meglio illustrati) erano notevolmente aumentati e gli stessi dati di bilancio della società evidenziavano l’imminenza dello stato di default della banca d’affari predetta. Ciò a causa della particolare congiuntura economico-finanziaria causata dalla crisi dei mutui subprime. L’informazione sul rating non soltanto era quindi generica, ma addirittura fuorviante. La Banca deve quindi fornire un’informazione completa sulla natura del titolo e sui rischi dell’investimento; ed in difetto va ritenuta responsabile dei danni subiti dal cliente. Così come riconosciuto di recente dal Tribunale di Udine (sentenza n.376 del 05.03.2010 con la quale Unicredit Private Banking è stata condannata a risarcire i danni subiti da risparmiatore che aveva investito in obbligazioni Lehman Brothers). Altri contratti a rischio sono i credit default swaps (cds) sopraindicati, in relaziona ai quali urgono regole urgenti. Il cds è un contratto derivato che dovrebbe svolgere la funzione di “polizza assicurativa” contro il rischio di fallimento di una società per un debito obbligazionario; si paga un premio per ricevere protezione in caso di default dell’emittente l’obbligazione. Tali contratti hanno necessità di essere presto regolati in quanto, nati come strumento di assicurazione (il detentore di un bond trova infatti una controparte che in cambio di una percentuale del debito assicura solvibilità) nascondo vari problemi:
– l’emittente l’obbligazione assicurata elimina quel rischio dal proprio bilancio al fine di procedere con nuove operazioni, che risultano magari al di fuori del proprio coefficiente di capitale in relazione agli investimenti;
– non vi è una contabilità delle transazioni globali in cds, che avvengono solo tra singoli operatori (senza una vera e propria borsa) e senza il controllo di una controparte centralizzata che garantisca il buon fine delle operazioni, per cui nessuno conosce gli ammontari in gioco e si creano i presupposti per una bolla;
– esistono operazioni “nude”: cioè che consentono di acquistare un cds in forma speculativa senza avere un debito assicurato in portafoglio;
– gli speculatori attaccano la preda debole, che magari potrebbe essere salvata, al fine di aumentare il loro profitto incassando prima degli altri il differenziale sul rischio portato dal cds;
– la leva che si può applicare ai cds è del 90%: quindi con relativamente pochi soldi si possono creare forti turbolenze sui mercati finanziari, in quanto i movimenti sui cds possono lanciare un allarme che si diffonde anche ai titoli di stato, imponendo agli Stati di pagare interessi sempre più alti sui propri debiti. Nella pratica oggi i cds sono titoli scambiati tra operatori al telefono. E dato che i prezzi di tali polizze salgono e scendono ogni giorno in base alla maggiore o minore rischiosità dei soggetti emittenti i titoli obbligazionari (siano essi Stati o società privata), tanti operatori li usano solo per “scommettere” sul rialzo o sul ribasso. Dato che nessuno sa cosa fanno gli altri, si arriva quindi al paradosso che su certe società esistono più cds che debiti da assicurare. L’opacità del sistema fa paura ai Capi di Stato (come di recente in Grecia) ed agli operatori (che non conoscono l’operatività degli altri) e desta sospetti di speculazioni o manipolazioni: mentre al contrario le grandi banche traggono da tali meccanismi maggiori guadagni. Proprio a causa di pochi speculatori si è infatti creato un pesante debito per le generazioni future; il mondo è però stanco di crisi economiche causate dalla speculazione finanziaria. La vigente normativa italiana (introdotta con l’articolo 62 del Dl 112/2008) nega quindi ora (dalla metà del 2008) la possibilità di stipula di nuovi contratti derivati per gli enti locali, ma permette ancora le rinegoziazioni dei vechi swap ancora in essere, a patto che sia rimodulato anche il debito sottostante. Ma è proprio sulle rimodulazioni di contratti esistenti che i clienti (enti, imprese, famiglie) devono prestare la massima attenzione per evitare di reiterare i precedenti errori con le banche (leggasi costi occulti applicati a contratti spesso non adeguati al cliente). Il contratto derivato non è in sé un male, se applicato in modo trasparente. Ma poiché ciò non avviene e non è avvenuto in passato, sempre di più gli enti locali fuggono ora dai derivati ed approfittando del ribasso dei tassi chiudono anticipatamente gli swap rispetto alle scadenze scritte nei contratti, senza farsi troppo male o magari guadagnando qualcosa.
Anche se negli enti pubblici l’indebitamento è sinonimo di investimento e per tracciare il confine tra un’amministrazione attiva ed una mal gestita il dato sul passivo da solo non basta!

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

INFOSANITA VENTONUOVO: CHE COSA È UNA DEGENZA OSPEDALIERA PER ACUTI

DI PIETRO BARDOSCIA

La Degenza Ospedaliera per Acuti è un servizio di tipo residenziale erogato nei confronti di pazienti che manifestano forme acute di malattia. Tale servizio viene fornito da reparti di carattere ospedaliero situati nell’ambito di strutture pubbliche, private o accreditate.
 
Il ricovero in Degenza Ospedaliera per Acuti assicura al paziente una precisa diagnosi clinica, laboratoristica e strumentale della sua malattia o la cura di una patologia già esistente che ha determinato un peggioramento delle sue condizioni di salute.
 
L’intervento sanitario è garantito da una equipe di personale medico specializzato in geriatria e di personale infermieristico addestrato in tecniche di nursing geriatrico. Fa parte del gruppo di intervento anche un terapista della riabilitazione e un assistente sanitario.

 
Il paziente viene seguito secondo i criteri della Valutazione Multidimensionale che impegna il personale in un lavoro di gruppo finalizzato alla valutazione complessiva del paziente per il mantenimento ed il recupero della sua autonomia. Lo strumento di lavoro è rappresentato da una cartella clinica geriatrica, alla compilazione della quale concorrono, in base alle proprie competenze, tutti i membri dell’equipe assistenziale.
 
Per le dimissioni si attua un tipo di “dimissione protetta”, contattando ed inserendo, ove indicato, il paziente in uno dei servizi della rete geriatria competente per territorio (Ospedalizzazione Domiciliare, Assistenza Domiciliare Integrata) o residenziale (RSA, Casa Protetta).
L’ammissione al reparto di degenza ospedaliera per acuti, ubicato all’interno di una struttura pubblica avviene mediante pronto soccorso, per le patologie urgenti, oppure in seguito a richiesta del medico curante o del medico specialista del SSN o del medico di guardia medica, per le patologie non urgenti. Il costo del servizio nella struttura pubblica è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
 
L’accesso alla struttura privata avviene direttamente in seguito a richiesta del paziente o dei suoi congiunti; a tale richiesta di norma viene allegata una valutazione del medico di medicina generale. Il costo del servizio viene stabilito dall’Amministrazione della struttura e varia a seconda della tipologia di prestazioni erogate, incluse quelle di tipo alberghiero.

 

INFOSANITA VENTO NUOVO: CHE COSA è UN EX ART.26?

di Pietro Bardosica

Il servizio di riabilitazione ex art. 26 L.833/78 consiste in attività di recupero e rieducazione funzionale attraverso un trattamento globale della condizione di menomazione e/o disabilità.
Se il paziente interessato si trova in età evolutiva, un corretto approccio richiede un contestuale apporto multidisciplinare medico, psicologico e pedagogico.
Le attività sono organizzate in tre aree, ove si opera prevalentemente sull’acquisizione (abilitazione) e recupero (riabilitazione) delle abilità relazionali, cognitive e motorie.
La durata della presa in carico per ogni prestazione è di 60 minuti.
Le attività posso essere in regime ambulatoriale, domiciliare e semiresidenziale.
Queste ultime sono, oltre che di tipo sanitario, anche di tipo sociale; i pazienti afferenti a questo regime usufruiscono del servizio mensa; è inoltre attivo il servizio infermieristico nelle fasce orarie di somministrazione di farmaci agli utenti per provvedere alla:

· assistenza infermieristica;
· somministrazione di eventuali terapie farmacologiche agli assistiti;
· registrazione e custodia medicinali.
La durata della presa in carico è di 8 ore pro die. I pazienti vengono divisi in gruppi di lavoro ed a ciascun gruppo viene assegnato il personale necessario seguendo i criteri evidenziati di seguito: 
 Criteri  di assegnazione dell’Utente a gruppo  Criteri  di assegnazione del personale al gruppo
EtàMenomazione e Disabilità Gravità Diagnosi funzionaleObiettivi riabilitativi e assistenziali Titoli e percorsi formativiMotivazione e attitudine Carico di lavoro Inserimento nel gruppo di lavoroContinuità lavorativa
 
 
Le prestazioni erogate
Le prestazioni terapeutico-abilitativo-riabilitative erogate sono:
· Visite specialistiche;
· Consulenze diagnostico-terapeutico-valutative (scuola, famiglia, equipe riabilitativa);
· Consulenze per sostegno scolastico;
· Trattamento neuro psicomotorio;
· Trattamento neuromotorio e  fisioterapico;
· Trattamento logopedico;
· Riabilitazione neuropsicologica;
· Riabilitazione per l’acquisizione di strategie cognitive e di problem solving nei vari ambiti dell’apprendimento;
· Terapia Occupazionale;
· Autonomia personale;
· Intervento Psicopedagogico;
· Sostegno Psicologico (counseling individuale, di coppia, familiare, gruppi di auto-aiuto, psicoterapia).
 
Le aree di valutazione
Il paziente, lungo il percorso diagnostico-terapeutico, può essere sottoposto alle seguenti valutazioni:
· Valutazione delle abilità oculomotorie;
· Valutazione visivo – funzionale (vicino, sensibilità al contrasto, sensibilità cromatica);
· Valutazione neuropsichiatria infantile;
· Valutazione cognitiva (percezione, attenzione, memoria, coordinazione visuo-motoria, linguaggio, funzionamento intellettivo, problem solving);
· Valutazione delle prassie;
· Valutazione delle competenze motorie globali;
· Valutazione delle competenze grafo-motorie (organizzazione topologica dello spazio, coordinazione visuo-motoria, riconoscimento di rapporti nello spazio, prove grafiche di organizzazione percettiva, prove di rapidità di sguardo);
· Valutazione psicologica;
· Valutazione dell’autonomie personali e sociali;
· Valutazione della compliance e del carico familiare.
 
I destinatari dell’intervento
L’intervento riabilitativo è rivolto maggiormente a soggetti affetti da :
· ritardo mentale;
· disabilità motorie di origine neurologica ed ortopedica;
· distrofie muscolari e neuromuscolari;
· sindromi genetiche, dismetaboliche e cromosomiche;
· danni encefalici primari e secondari;
· malattie epilettiche;
· disturbi cognitivi, emotivi e comportamentali;
· disturbi neuropsicologici;
· disturbi sensoriali e neurosensoriali;
· disturbi dell’apprendimento;
· disturbi della comunicazione;
· disturbi del linguaggio;
· disturbi della interazione sociale.
 
Gli obiettivi dell’intervento riabilitativo
Le finalità degli interventi riabilitativi sono:
· Recupero dello sviluppo senso-percettivo e percettivo-motorio;
· Abilità visuospaziali, visuomotorie e discriminazione visiva;
· Schema Corporeo e abilità psicomotorie nella comunicazione;
· Attenzione, memoria, abilità cognitive e metacognitive;
· Coordinazione oculo-manuale;
· Memoria visuo-spaziale e orientamento spazio-temporale;
· Manualità fine (prassie);
· Abilità grafomotorie (pregrafismo) e pre-requisiti dell’apprendimento;
· Abilità lettura, scrittura e calcolo;
· Autonomia personale.
 
Le figure impegnate
Il trattamento riabilitativo è assicurato da un’équipe riabilitativa composta da:
· Medici specialisti: Neuropsichiatra infantile, Fisiatra, Foniatra, Neurologo;
· Psicologo;
· Case Manager;
· Assistente sociale;
· Fisioterapista;
· Logopedista;
· Neuropsicomotricista;
· Terapista occupazionale;
· Infermiere;
· Educatore;
· Operatore Tecnico addetto all’Assistenza (O.T.A.).

 

eBook: “QUELLO CHE CAMBIA NEL CONTROLLO DEI CONTI”

Casa Editrice Maritato Group (*)

La presente guida, incentrata sul decreto legislativo 39/2010, mira a far conoscere i cambiamenti che stanno avvenendo nel nostro ordinamento in materia di revisione legale dei conti. Si tratta di un primo processo che coinvolge, oltre che il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello di Giustizia, anche la Consob e le associazioni professionali, tutti attori di questo recepimento delle norme europee.
Il testo del decreto legislativo, viene integrato con un’illustrazione delle principali modifiche, che coinvolgono la revisione legale, gli enti di interesse pubblico e le società a responsabilità limitata, fornendo anche una serie di riferimenti normativi volti ad individuare meglio le modifiche in corso.

 

TITOLO OPERA:

Il Decreto legislativo n° 39 del 27 gennaio 2010 – Quello che cambia nel controllo dei conti

 


L’AUTORE:
Fabio Cerino nasce a Roma il 12 novembre 1977, giovane ricco di interessi e di hobby, sostiene che la forza di ognuno di noi sia strettamente collegata all’amore e alla passione con cui affrontiamo i temi della nostra vita. Incentra i suoi studi in materie scientifiche, si laurea in Economia e persegue l’obiettivo della libera professione, non si limita al semplice sapere, ma vuole approfondire le materie dei suoi studi, tanto da decidere di affrontare una nuova sfida, quella di rendere pubblico e accessibile il suo aggiornamento normativo, è per questo che nasce l’idea di scrivere questo manuale operativo

COLLANA: “Economia”
pp. 65 –  € 5,00
ISBN 978-88-9700-403-5

RICHIEDI LA TUA COPIA

Ecco l’indice completo dell’opera:

 

0. Presentazione
1. La revisione legale
2. La disciplina per le s.r.l.
2.1 Nomina, revoca e dimissioni
2.2 Nomina del Collegio sindacale e del revisore nelle s.r.l
2.3 Informativa di bilancio
3. Gli enti di interesse pubblico
3.1 La normativa
4. Iter procedurale
ALLEGATO: D.lgs 27 gennaio 2010, n°39

(*) www.maritatogroupcasaeditrice.com

 

L’INTER CAMPIONE D’ITALIA…ROMA PIANGE

SIENA – L’Inter ha conquistato il suo 18/o scudetto battendo in trasferta il Siena 1-0 e chiudendo a +2 sulla Roma.

La Roma batte Chievo 2-0.

SECONDO TITOLO STAGIONE, MOURINHO IN LACRIME – Secondo titolo della stagione per l’Inter e prime lacrime per José Mourinho. Il tecnico dell’Inter durante la premiazione per lo scudetto (dopo la Coppa Italia vinta a Roma) allo stadio di Siena si è mostrato visibilmente commosso, mentre riceveva il tributo e gli applausi di tutti i tifosi.

BALOTELLI, E ORA GIOCO CHAMPIONS PER VINCERE – “Questa vittoria è per la mia famiglia, mia mamma, mio papà e i miei fratelli: la vittoria è per loro. Ora giocherò la finale di Champions e lo farò per vincere”. Mario Balotelli mostra la personalità di sempre e dopo un anno turbolento e la riconciliazione con i tifosi nerazzurri, il giovane attaccante si proietta già in campo a Madrid a caccia del terzo titolo di stagione. “Sono molto contento e la vittoria dello scudetto è un’esperienza fantastica – dice Balotelli ai microfoni di Sky – Ora sono all’Inter, e c’é una finale di Champions, dobbiamo vincerla perché è il top dei top. I tifosi? Succedono cose non molto belle, ma se ci si vuole bene le cose si risolvono”.


MORATTI ABBRACCIA MOGLIE, FIGLIO E SORELLA
– Un abbraccio lungo e appassionato con i familiari, la sorella Bedi, l’ amico Tronchetti Provera e il dirigente Paolillo. Così Massimo Moratti ha festeggiato la conquista dello scudetto. Appena Morganti ha fischiato la fine della gara, il presidente nerazzurro ha abbracciato il figlio, la moglie, la sorella e le altre persone che aveva accanto.

“La partita è stata ottima, correva anche il portiere del Siena per non perdere tempo. E’ stato un campionato meritato”. Il presidente dell’Inter Massimo Moratti ai microfoni di Stadio Sprint grida la sua gioia per uno scudetto “meritato” e ammette di non aver temuto di perdere lo scudetto: “Paura di perdere? La Roma è stata in testa due domeniche e basta”.

ZANETTI, HA VINTO LA SQUADRA PIU’ FORTE – ”Alla fine ha vinto la squadra più forte, ma complimenti alla Roma che ha fatto un grande campionato”. Javier Zanetti non nasconde l’emozione per il quinto scudetto di fila appena vinto dall’Inter: sul campo del Siena, il capitano nerazzurro sottolinea che il titolo conquistato è “la dimostrazione della forza di questa squadra” dice ai microfoni di Sky.

Quanto alle dediche “il pensiero va alla mia famiglia, ai nipotini che sono nati in Argentina e che mi stanno seguendo, a tutti i tifosi venuti qui a Siena. Adesso bisogna pensare a un’altra finale, ma ora godiamoci questo quinto scudetto, che ce lo meritiamo”. Visibilmente commosso l’autore del gol-scudetto, Diego Milito: “E’ una gioia incredibile, ripaga del lavoro di tutto l’anno. Ce lo meritiamo. Da domani penseremo alla bellissima finale di Champions, che naturalmente cercheremo di vincere”.

PAOLILLO, FESTA NON SAN SIRO MA PIAZZA DUOMO – La festa per lo scudetto numero 18 dell’Inter si terrà a Piazza Duomo a Milano, e non allo stadio san Siro. Il cambiamento di programma lo ha annunciato ai microfoni di Sky, l’amministratore delegato nerazzurro Ernesto Paolillo. “Per ragioni di sicurezza non andremo a San Siro, ma staremo tutti a Piazza Duomo” ha spiegato.

ALBO D’ORO, PER INTER SCUDETTO N.18 – Ecco il nuovo albo d’oro del campionato italiano di serie A, dopo la vittoria dell’Inter che così raggiunge quota 18 scudetti: – 1898 Genoa; 1899 Genoa; 1900 Genoa; 1901 Milan; 1902 Genoa; 1903 Genoa; 1904 Genoa; 1905 Juventus; 1906 Milan; 1907 Milan; 1908 Pro Vercelli; 1909 Pro Vercelli; 1909-10 Ambrosiana Inter; 1910-11 Pro Vercelli; 1911-12 Pro Vercelli; 1912-13 Pro Vercelli; 1913-14 Casale; 1914-15 Genoa; 1919-20 Ambrosiana Inter; 1920-21 Pro Vercelli; 1921-22 Pro Vercelli-Novese; 1922-23 Genoa; 1923-24 Genoa; 1924-25 Bologna; 1925-26 Juventus; 1926-27 Torino; 1927-28 Torino; 1928-29 Bologna; 1929-30 Ambrosiana Inter; 1930-31 Juventus; 1931-32 Juventus; 1932-33 Juventus; 1933-34 Juventus; 1934-35 Juventus; 1935-36 Bologna; 1936-37 Bologna; 1937-38 Ambrosiana Inter; 1938-39 Bologna; 1939-40 Ambrosiana Inter; 1940-41 Bologna; 1941-42 Roma; 1942-43 Torino; 1945-46 Torino; 1946-47 Torino; 1947-48 Torino; 1948-49 Torino; 1949-50 Juventus; 1950-51 Milan; 1951-52 Juventus; 1952-53 Inter; 1953-54 Inter; 1954-55 Milan; 1955-56 Fiorentina; 1956-57 Milan; 1957-58 Juventus; 1958-59 Milan; 1959-60 Juventus; 1960-61 Juventus; 1961-62 Milan; 1962-63 Inter; 1963-64 Bologna; 1964-65 Inter; 1965-66 Inter; 1966-67 Juventus; 1967-68 Milan; 1968-69 Fiorentina; 1969-70 Cagliari; 1970-71 Inter; 1971-72 Juventus; 1972-73 Juventus; 1973-74 Lazio; 1974-75 Juventus; 1975-76 Torino; 1976-77 Juventus; 1977-78 Juventus; 1978-79 Milan; 1979-80 Inter; 1980-81 Juventus; 1981-82 Juventus; 1982-83 Roma; 1983-84 Juventus; 1984-85 Verona; 1985-86 Juventus; 1986-87 Napoli; 1987-88 Milan; 1988-89 Inter; 1989-90 Napoli; 1990-91 Sampdoria; 1991-92 Milan; 1992-93 Milan; 1993-94 Milan; 1994-95 Juventus; 1995-96 Milan; 1996-97 Juventus; 1997-98 Juventus; 1998-99 Milan; 1999-00 Lazio; 2000-01 Roma; 2001-02 Juventus; 2002-03 Juventus; 2003-04 Milan; 2004-05 Non assegnato; 2005-06 Inter; 2006-07 Inter; 2007-08 Inter; 2008-09 Inter; 2009-10 Inter.

Fonte: www.ansa.it