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LA TASSA SULLE BANCHE….. E’ ARRIVATA

di Emanuela Maria Maritato (*)

Era nell’aria e prima o poi la tassa sulle banche doveva arrivare anche in Europa dopo che gia’ gli Stati Uniti si sono mossi almeno sei mesi fa nella stessa direzione. I governi, che hanno abbondantemente steso la mano per aiutare gli istituti finanziari too big to fall, troppo grandi per fallire, tra il 2008 e il 2009 adesso impongono una tassa alle banche che dopo la crisi finanziaria, hanno ripreso a fare utili stratosferici. L’idea di una tassa sulle transazioni finanziarie sara’ discussa anche nel corso della prossima riunione del G20 perche’ l’obiettivo e’ che questa possa essere adottata dal piu’ ampio numero di Governi.

Di fatto si tratta di un prelievo sugli istituti finanziari come contributo al costo della crisi quasi totalmente generata da questi. E in questo senso la Cancelliera tedesca Angela Merkel e’ stata chiarissima al proposito sostenendo che e’ necessario tassare chi ha messo a rischio il mercato, e questo obiettivo lo si raggiunge attraverso una tassa sulle banche sotto forma di una tassa sulle transazioni finanziarie. Comunque se l’idea e’ passata, almeno in sede Ue, occorre adesso vedere se il resto dei Paesi del G20 si vorra’ adeguare. Inoltre e’ ancora tutto nebuloso, dalle modalita’ di applicazione della tassa, all’importo del prelievo, alle questioni relative alle condizioni di parita’ nella sua applicazione nell’ambito di tutti i paesi. Tanta incertezza che ha portato alla decisione di lasciare a Consiglio Ue e Commissione di effettuare i necessari approfondimenti e riferire nuovamente in materia al vertice che si terra’ il prossimo ottobre. Nella speranza che la tassa sulle banche non significhi poi sui costi piu’ salati per i correntisti.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

DALL’ARTE PREISTORICA ALL’AVVENTO DEL BRONZO ED OLTRE

di Stefano Azzena (*)

Durante il Mesolitico (che copre il periodo che va da circa 15.000 a circa 8.000 anni a. C.) non si hanno rappresentazioni che si discostano da graffiti e pitture rupestri simili ai modelli preesistenti e dei quali abbiamo parlato negli articoli precedenti.
Nel periodo che va dal 8000 al 3500 circa a.C. detto Neolitico, la forma artistica che va per la maggiore è quella della ceramica che viene praticata prevalentemente nelle zone del Mediterraneo.

Nell’Egitto predinastico vengono scavate le prime tombe, mentre in Mesopotamia vengono eretti i primi templi.

Nel periodo che va dal 3.500 a circa 2.000 a. C. l’Europa conosce le prime manifestazioni architettoniche e la scultura monumentale acquista una precisa e particolare fisionomia nelle due prime grandi civiltà della storia: l’egizia e la mesopotamica; nella prima predominano le tombe dei primi faraoni, in seguito – tra il 2.680 e il 2.400 – verranno edificate le grandi piramidi; il tema della scultura e dell’architettura pone in rilievo la celebrazione religiosa e politica; anche in Mesopotamia i temi votivi e religiosi emergono sui templi, fortezze, torri, regge, stele.

In Europa, nel frattempo, vengono edificate quasi dappertutto le costruzioni a pietre gigantesche (megalitiche) dette dolmen (dol = tavola, men = pietra) se su due pietroni verticali se ne posa orizzontalmente un terzo o menhir (men = pietra,hir = lunga) se si drizzano a isolata guglia.
Si tratta di opere legate a culti primitivi, forse naturalistici,di cui si ignorano le caratteristiche; sono giganteschi complessi di poderosi blocchi di pietra, rizzati in verticale, che possono raggiungere diversi metri in altezza o un allineamento per diversi chilometri o, ancora, un serramento a cerchio di diversi metri quadrati come a Stonehenge in Inghilterra.

Anche in Italia esistono complessi architettonici caratteristici, sono localizzati in Sardegna ed hanno la struttura di un piccolo villaggio agricolo, sono i “nuraghi” (FOTO), costruzioni tronco-coniche a base circolare, costruite con immani pietre sovrapposte; all’interno hanno sale a base circolare cui si accede con porte architettoniche e coperte con rozze volte cupoliformi a cerchi concentrici di pietre che si restringono.

L’avvento dell’età del bronzo in Europa, soprattutto dopo il 2.000 a. C. ha ripercussioni storiche e sociali di grandissima portata in quanto rompe la stagnazione primitiva, l’isolamento in tribù; favorisce i contatti, gli scambi, la diffusione di prodotti; in altre parole, il bronzo diventa il fattore che chiude il capitolo della preistoria per aprire il capitolo delle grandi civiltà storiche del Mediterraneo orientale.

Anche se apparentemente abbiamo fatto un rapidissimo salto nel tempo, possiamo, attraverso una panoramica generale darci un idea di quello che è avvenuto nell’ambito dell’arte nei millenni che hanno preceduto la nascita di Cristo al volgere della quale  possiamo notare un netto cambiamento si carattere stilistico, iconografico e religioso.  
 
(*) Pittore

 

LA VERITA’ SUGLI UFO

di Gaetano Caira (*)

Dobbiamo riscrivere la nostra storia?

Il mondo del mistero ha sempre affascinato l’uomo di tutti i tempi. Infatti ha cercato di dare sempre una risposta a tutti gli argomenti irrisolti intorno a lui e nel suo pianeta. Fra questi, quello più affascinante è senz’altro quello che sta accadendo nei cieli di oggi. Sin dalla notte dei tempi abbiamo avute testimonianze di misteriosi visitatori che provengono dallo spazio. Nella Genesi della Bibbia, nel Corano e nei libri sacri indiani possiamo trovare delle tracce di incontri di persone con esseri non umani e dotati di incredibili poteri. Nel libro di Ezechiele nella Bibbia si racconta del suo rapimento da parte di un carro infuocato ruotante proveniente dal cielo.

Nei giorni d’oggi sui nostri giornali quotidiani e dai mass-media c’è un aumento di interesse su questo argomento. Misteriose apparizioni nel cielo di oggetti inconsueti in tutte le parti del mondo fanno pensare molto l’uomo moderno. C’è da dire però che la stampa, per vendere meglio, ha sempre preparato questo argomento come una minaccia alla razza umana e quindi ha seminato terrore nella gente comune. La strada giusta per la ricerca della verità è preparare le persone comuni a indagare dentro di sè…scoprire come siamo fatti veramente. In altre parole, per comprendere meglio e in maniera consapevole questa nostra realtà dobbiamo indagare sulla nostra vera natura e le nostre origini.

Ritornano nella Bibbia, infatti, sono citate nella Genesi dei primi esseri che ha popolato il nostro pianeta: quella dei Giganti. Si possono trovare le loro tombe sparse per ogni angolo della terra…anche a casa nostra, in Sardegna! E poi possiamo ammirare i monumenti monolitici di Stonehenge in Gran Bretagna costruite in rapporto a persone che avevano un’altezza superiore ai 2 metri! Anche nell’ isola di Pasqua possiamo trovare dei resti di enormi statue formate da giganteschi blocchi di pietra, lasciati da una misteriosa civiltà, con i loro volti che guardano il mare, tutti in una precisa direzione! Gli antichi ed eruditi Sumeri, infine, descrivono il nostro pianeta un tempo visitato da esseri di razza bianca, molto alti e con la barba lunga che provenivano dalle stelle e hanno dominato, inizialmente, numerosi territori come la valle dell’Indo, del Nilo e la Mesopotamia. Questi erano gli Anunnaki, figli di An, dio del cielo! Anche gli Egiziani adoravano degli esseri molto alti di statura che provenivano dalle stelle…è un solo caso? E cosa dire della piana di Nasca, in Sudamerica, ricca di linee mai più cancellate da millenni con forme di bellissime figure di animali che possono essere visti e ammirate per la sua bellezza solo da una distanza aerea!

Esistono diverse altre ipotesi che aiutano anche a spiegare i numerosi episodi misteriosi nei nostri cieli che stanno aumentando esponenzialmente. Possiamo immaginare la nostra mente come un libro fatto di migliaia di pagine…ognuna di questa rappresenta una realtà…ecco noi stiamo vivendo una di questa! Quando passiamo da una pagina all’altra, come leggere un gran bel libro interessante, ci portiamo dentro di noi la memoria di tutto quello che è successo dalle pagine dietro. Dentro di noi abbiamo la memoria del nostro passato ma non abbiamo in questo momento modo di ricordarlo perché siamo costretti a finire prima la nostra pagina. Dobbiamo avere solo l’esperienza di elaborare e verificare il nostro piano mentale. Possiamo dire che l’uomo è un essere, quindi, multidimensionale ed è bloccato dal tempo in questa dimensione momentaneamente…deve fare solo esperienza in questa pagina elaborando e sperimentando tutta la sua conoscenza: ecco la situazione dell’uomo oggi! Accanto al nostro immaginario libro ci possono essere diversi altri libri simili al nostro come in un scaffale della libreria di una biblioteca comunale. Ci possono essere degli esseri, all’inizio partiti come noi, che hanno vissuto tutte le loro pagine del libro e hanno iniziato a leggere altre su altri nuovi e interessanti libri. Questi risulteranno molto più preparati di noi a iniziare a sperimentare nuove tecniche su come influenzare e migliorare il proprio destino.

Secondo una accreditata ipotesi, essendo l’universo un sistema multidimensionale, questi esseri sono riusciti a trovare un mezzo o un canale che collega le altre pagine del libro. Questa può essere la spiegazione di queste improvvise apparizioni e sparizioni nel tempo. Questi viaggiatori sono esseri che viaggiano volontariamente nel tempo e fra le varie dimensioni nell’universo…come ha già anticipato il grande Giulio Verne in uno dei suoi famosi libri. E siccome la fantascienza è l’anticamera della realtà…dobbiamo prepararci, in modo consapevole, a questo straordinario evento. Un giorno potremmo fare come fanno loro adesso e addirittura incontrarci nella notte dei tempi per scambiarci informazioni utili…e chissà se alla fine loro stessi risultano l’immagine di noi esseri umani proiettati nel futuro. Non navighiamo troppo con la fantasia ma rimaniamo adesso con i piedi a terra e aspettare il nostro futuro pensando sempre…positivo!

(*) Autore di “Feng Shui e Armonia della Mente”  e “Lavorare in Armonia”

IL MISTERO DELLA GRAVITA’

di Dario Leone (*)

Nel mondo della scienza molto spesso si danno per scontate delle cose che sembrano quasi ovvie, ma che dopo un’attenta analisi si scoprono essere le piu’ misteriose. La forza di gravita’ e’ tra queste. Durante tutta la nostra esistenza conviviamo con la forza di gravita’. Ne conosciamo molto bene le conseguenze, che subiamo constatemente, vediamo gli astri del cielo muoversi grazie ad essa. Ma quanto ne conosciamo davvero? Sin dall’antichita’ l’uomo ha studiato il moto dei corpi celesti, ma soltanto nel 1700, grazie a Galileo Galilei e Isaac Newton, siamo riusciti ad arrivare ad una vera e propria formulazione formale.
Newton, con la sua legge di gravitazione universale, ha dato vita a quella che al tempo chiamavano “la piu’ grande generalizzazione di tutti i tempi”. Infatti, grazie ai suoi studi, si e’ riusciti a comprendere che la forza che fa muovere il Sole intorno alla Terra, e quella che fa cadere una penna dalla nostra scrivania sono la stessa cosa. A quel tempo sembrava, quindi, che si era capito tutto della gravita’, e gli scienziati del tempo, o filosofi naturali, come venivano chiamati, sono passati a studiare interazioni che sembravano meno banali.

A cavallo tra il 1800 e il 1900 pero’ il mondo della fisica era turbato da una questione apparentemente indipendente dalle interazioni gravitazionali: la costanza della velocita’ della luce. Infatti le leggi dell’eletromagnetismo non obbedivano ad un principio tutt’oggi considerato fondamentale: le leggi della fisica non cambiano forma se si passa da un osservatore ad un altro, fermo restando che i due siano osservatori inerziali, ovvero fermi o in moto rettilineo uniforme. La soluzione a questo problema fu presentata da Einstein agl’inizi del secolo scorso, attraverso la sua teoria della relativita’ ristretta, o relativita’ speciale. Questa teoria infatti sembrava funzionare benissimo con tutta la fisica formulata fino ad allora, tranne che per la teoria della gravitazione universale. Ebbene si, quella stessa pratica che sembrava essere stata archiviata tanti anni prima, torna a farsi viva con un problema che e’ piu’ complesso di cio’ che sembra. Fu proprio questo a spingere Einstein a formulare la sua famossissima Toeria della Relativita’ Generale. Grazie a quel suo lavoro infatti sembrava, almeno in teoria, essere risolti nuovamente tutti i problemi relativi alla gravita’. In sintesi, la teoria di Einstein vede la forza gravitazionale non tanto come interazione vera e propria, ma come una deformazione dello spazio circostante un corpo celeste. Questo implicherebbe infatti che in realta’ non esiste una vera e propria forza gravitazionale, ma che un corpo con una certa massa cambia l’ambiente circostante, e che i corpi intorno al suo raggio d’azione non percepiscono una forza in senso classico, continuano infatti nel loro moto imperturbati, ma la linea retta che dovrebbero seguire non e’ piu’ diritta, ma curva.  Molti esperimenti successivi confermarono la validita’ di questa teoria.
Di nuovo sembrava essere risolto il problema della gravita’. Negli stessi anni in cui Eistein sviluppava la sua teoria della realitivita’ il mondo della fisica stava passando un periodo di grande rivoluzione, dato che stava prendendo forma la fisica quantistica. Lo scorso secolo e’ stato fondamentale per sviluppare tale teoria, che radicalmente cambia il modo di vedere il mondo che ci circonda. Attraverso questa teoria e’ stato quindi possibile descrivere tutte le interazioni fondamentali della fisica, ovvero quelle interazioni dalle quali discendono tutte le interazioni che ci circondano. Tutte tranne l’interazione gravitazionale. Al giorno d’oggi l’unica cosa che i fisici teorici di tutto il mondo non sono ancora riusciti a descrivere attraverso la fiscia quantistica e’ infatti l’interazone gravitazionale. Il dott. Erik Verlinde dell’universita’ di Amsterdam ha proposto un nuovo modello. Egli suggerisce un nuovo modo di vedere le interazioni gravitazionali, del tutto diverso da quelli fin’ora proposti. Infatti secondo lui si potrebbero derivare le interazioni gravitazionali da considerazioni termodinamiche. Notando una certa somiglianza tra le interazioni gravitazionali e la fisica statistica studiata nella termodinamica quantistica, lui suggerisce che sia possibile che l’interazione altro non e’ che l’evoluzione del principio fisico secondo il quale tutti i sistemi evolvono naturalmente allo stato di massima entropia, ovvero lo stato di massimo caos. Secondo Verlinde quindi l’interazione gravitazionale altri non e’ che l’effetto macroscopico di interazioni microscopiche che evolvono verso gli stati piu’ caotici possibili. Questo suo lavoro ha suscitato grande interesse nella comunita’ scientifica mondiale, che da molti anni oramai sta cercando di risolvere i misteri dietro le interazioni gravitazionali.

(*) Laureato in Fisica, studente in Fisica medica e corrispondente estero presso la Columbia University di New York

OSPEDALE SAN GIACOMO DI MONOPOLI

COMUNICATO STAMPA DI GIOVANNI COPERTINO

Un’ulteriore nota di Giovanni Copertino in merito all’attuale situazione dell’ospedale “San Giacomo” di Monopoli, in seguito alle dichiarazioni già rilasciate a mezzo stampa.

“Finalmente abbiamo ricevuto la conferma dello status del nostro ospedale e sono rientrate le minacce di declassazione o di vera e propria chiusura. Dopo un incontro con l’Assessore regionale alla Sanità, prof. Tommaso Fiore, con il direttore Asl Bari Pansini e con il nostro direttore sanitario dott. Sansonetti, posso tranquillizzare i monopolitani circa la condizione del nostro nosocomio. E’ stato necessario l’impegno profuso dal sottoscritto e da quanti, insieme a me, hanno a cuore le sorti del San Giacomo e la salute della cittadinanza monopolitana. Si rinnova quindi l’impegno a servizio e a rappresentanza della gente, già dimostrato in tutti gli anni di politica attiva.

Auspico che si possa collaborare a lungo per la salute pubblica, scrivendo finalmente delle pagine di buona sanità. Lungi dal venire declassato, il nosocomio monopolitano resterà ospedale di eccellenza, anzi vedrà il potenziamento di numerosi reparti. E’ stata già prevista la realizzazione di un piano soprelevato e si svolgeranno dei concorsi, volti a ricoprire i numerosi posti vacanti (medici, infermieri e personale ospedaliero) del San Giacomo. Tutto a riconferma del ruolo di primo piano che l’ospedale svolge e continuerà a svolgere a presidio della cittadinanza del sud-est barese.

Il mio impegno è anche in sintonia con l’operato del movimento a difesa delle problematiche dell’ospedale, ben rappresentato dall’amico prof. Angelo Giangrande. Ringrazio anche, per la sua disponibilità, il nostro Assessore regionale alla Sanità, prof. Tommaso Fiore.

Non si può non constatare, tuttavia, come il piano sanitario di Vendola ricalchi quello stabilito da noi e da Fitto, con la differenza che la sanità migliore tanto millantata non sembra affatto di tale portata. Lo dimostrano la minore qualità dei servizi offerti all’utenza e le lunghissime liste d’attesa, che rimandano per tantissimo tempo anche i necessari (e talora vitali) controlli per i nostri pazienti.”

FIRENZE: PIAZZA DEL DUOMO

di Enrico Ferdinandi

 

Quest’oggi la nostra rubrica ci porta a Firenze, nel cuore della città possiamo trovare Piazza del Duomo, dominata dalla Cattedrale, dal Battistero di San Giovanni e dal Campanile di Giotto.

Insomma potrete trovare in pochissimi metri opere in grado di riempirvi gli occhi di meraviglia.

Il Campanile di Giotto è situato a destra della Cattedrale (se guardate la piazza frontalmente) e fu progettato interamente da Giotto da cui prende il nome, ma fu realizzato da Andrea Pisano e dopo la sua morte fu terminato da Francesco Talenti. Il campanile alto 84 metri si alleggerisce nelle forme man mano che si sale, è rivestito completamente in marmi policromi bianchi, verdi e rosati. Nella prima parte potrete vedere raffigurazione del lavoro umano eseguite da Andrea Pisano e Luca della Robbia mentre nella fascia più alta troverete i pianeti, le virtù le arti liberali ed i sacramenti.

Il Battistero è dedicato a San Giovanni Battista, che è il patrono della città, e sorge di fronte al duomo di Santa Maria del Fiore. La particolarità del Battistero sta nella forma ottagonale, dovuta alle sue origini romani, difatti l’edificio fu costruito sui resti di un’antica domus romana del I sec. d.c. e diventerà nel 1128 definitivamente il Battistero cittadino della città di Firenze.

 

Fare una passeggiata per Piazza del Duomo è un’esperienza che ogni amante dell’arte dovrebbe compiere almeno una volta nella vita.

 

EVOLUZIONE STORICA DEL CONCETTO DI POLITICA

di Emanuela Maria Maritato (*)

Secondo Aristotele l’uomo è per natura “animale sociale”, che, incapace di essere autosufficiente, si raggruppa coi propri simili generando quel fenomeno di aggregazione sociale che prende il nome polis, la cui organizzazione si esprime con la politica. L’uomo diventa quindi anche “animale politico, dove la politica è espressione naturale insita nell’individuo  per esigenza di vita e per autorealizzazione.

Pertanto, come rivela Umberto Galimberti, nell’età antica “la politica ha per oggetto le condizioni di vita degli uomini in in comunità” e il suo scopo è la felicità, intersa da Aristotele come fine ultimo.

La concezione aristotelica di politica viene in parte rovesciata  in età moderna. Il cristianesimo, a tal proposito, da un lato volge all’intimismo invitando l’individuo a separarsi dalla società per autorealizzarsi nella sua interiorità. Fortunatamente favorisce dall’altro lato, per mezzo della  dottrina sociale della chiesa, l’impegno politico post Vaticano secondo “la coesione sociale”. Hobbes snaturalizza il concetto di politica, riducendola a strumento a disposizione dell’uomo per contrastare la sua natura, che è essenzialmente bellicosa; un rapporto calcolabile di regolazione della condizione di Homo Homini Lupus, il cui scopo è la “pace e la difesa comune”, che l’artificio della politica salvaguarda mediante lo stato legale. La pace sarebbe in questo modo un patto, un contratto, contro natura, ma conveniente. E la politica  non mira più al bene comune, bensi alla protezione dal male, quale condizione di vivibilità. In età contemporanea si assiste ad una sorta di “de- personificazione” della politica. L’indviduo diventa così assolutamente intercambiabile e fungibile. E’ evidente come tale concezione preveda in se una grande serie di esclusi, piuttosto riscontrabile ai nostri giorni: chi non ricopre un ruolo, ha meno spazi, non solo politicamente, ma anche socialmente.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

DAI LORO FRUTTI LI RICONOSCERETE

di Carmela Maraglino (*)

Questa frase, che ho ascoltato tante volte, mi piace molto, perché è concreta e dà un metro di giudizio che non ti fa sbagliare. Noi siamo le nostre azioni, le nostre parole, i nostri pensieri. Se noi portiamo frutti d’amore, riconosceremo frutti d’amore, altrimenti riconosceremo il contrario. Noi siamo, appunto, ciò che facciamo, diciamo e pensiamo nella concretezza della nostra vita. C’è chi pensa di essere in un modo, ma poi agisce in un altro. Oppure, chi agisce in un modo, ma pensa il contrario di come agisce. C’è chi teorizza solo, ha solo idee, ma non agisce secondo quelle idee e le sue idee non producono nulla.

C’è chi “sceglie” di non pensare e di non agire ma, il suo non pensare è il suo primo agire. Ecco perché e solo dai frutti che li potremo riconoscere. Può, forse, un albero buono dare frutti cattivi, o un albero cattivo dare frutti buoni? Possono, i rovi, produrre fichi, o l’albero dei fichi, spine? E’ così lineare questo ragionamento, che non può lasciare alcun dubbio. Ed è proprio la mancanza di dubbio che mi piace di questo ragionamento. Qualcuno potrebbe obiettare che, chi non ha dubbi, ma solo certezze nella vita, sbaglia, perché dubitare fa porre domande, fa crescere, stimola la curiosità. Certo. Verissimo. Nessuno nega il valore della ricerca e del dubbio stesso. Solo che, quando dobbiamo discernere e valutare qualcosa, dobbiamo fondare la valutazione ed il discernimento su qualcosa di sicuro e certo, e non su qualcosa di insicuro e aleatorio. Allora, i “frutti”, cioè le nostre azioni concrete, il nostro parlare ed il nostro pensare, sono i punti certi di riferimento da cui partire per distinguere i veri profeti dai falsi profeti. Infatti, quella frase si riferisce al discernimento tra queste due figure che sono antitetiche tra di loro. E di “falsi profeti” ne incontriamo ogni giorno sulla nostra strada e sono tutti coloro che vendono fumo. Ecco, per capire se qualcuno sta vendendo fumo, non abbiamo che un solo metodo : vedere se i frutti sono coerenti con l’albero. Se c’è coerenza, allora, non c’è inganno, ma se non c’è coerenza tra i frutti e l’albero stesso, potremo essere certi che c’è da non fidarsi!

(*) Docente di Economia Aziendale – Scuole Medie-Superiori

LA VIRTU’ POLITICA E’ DISTRIBUITA EQUAMENTE TRA TUTTI GLI UOMINI

di Emanuela Maria Maritato (*)

La politica non è uno strumento ad esclusivo possesso delle istituzioni. Anche la società civile ne è soggetto attivo, in una sorta di AGORA’ dove, individui, movimenti civili, organizzazioni non governative partecipano a quello che Bobbio definisce lo strumento di organizzazione di una societa’.

Ma affinchè si possa parlare correttamente di una politica rispettosa della dignità umana e della crescita dell’individuo all’interno della società, occorre che qualsiasi sua definizione ponga al centro l’uomo nella sua globalita’.

Cittadini ed istituzioni devono,dunque, essereparte di uno sforzo che conduca la politica a “divenire la scienza del buon governo”e non metodo di conservazione e d esercizio del potere.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

REGOLARIZZAZIONE DELLE CASE FANTASMA

di Michel Emi Maritato (*)

Il decreto legge n. 78/2010 (articolo 19, commi da 7 a 13) sembra voglia finalmente portare a compimento le  attività finalizzate a far “emergere” i tanti fabbricati disseminati sul territorio nazionale non dichiarati in catasto. La manovra correttiva prevede che le operazioni di identificazione, da parte dell’Agenzia del territorio, degli immobili non dichiarati al Catasto devono essere concluse entro il 30 settembre 2010, mentre coloro che su quegli immobili vantano diritti reali avranno tempo fino al 31 dicembre di quest’anno per procedere alla presentazione della dichiarazione di aggiornamento catastale ai fini fiscali.

Analogo termine (31 dicembre 2010) è fissato anche per regolarizzare gli immobili con situazione catastale non aggiornata: entro fine anno andranno denunciati gli interventi edilizi che hanno determinato una variazione di consistenza (come nell’ipotesi della trasformazione di un balcone in veranda) o di destinazione (ad esempio, da abitazione ad ufficio) non dichiarata. In caso di inadempienza, l’Agenzia del territorio, anche con la collaborazione dei Comuni, effettuerà gli accertamenti di competenza.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

 

 

 

 

REGOLARIZZAZIONE DELLE CASE FANTASMA

di Michel Emi Maritato (*)

Il decreto legge n. 78/2010 (articolo 19, commi da 7 a 13) sembra voglia finalmente portare a compimento le  attività finalizzate a far “emergere” i tanti fabbricati disseminati sul territorio nazionale non dichiarati in catasto. La manovra correttiva prevede che le operazioni di identificazione, da parte dell’Agenzia del territorio, degli immobili non dichiarati al Catasto devono essere concluse entro il 30 settembre 2010, mentre coloro che su quegli immobili vantano diritti reali avranno tempo fino al 31 dicembre di quest’anno per procedere alla presentazione della dichiarazione di aggiornamento catastale ai fini fiscali.

Analogo termine (31 dicembre 2010) è fissato anche per regolarizzare gli immobili con situazione catastale non aggiornata: entro fine anno andranno denunciati gli interventi edilizi che hanno determinato una variazione di consistenza (come nell’ipotesi della trasformazione di un balcone in veranda) o di destinazione (ad esempio, da abitazione ad ufficio) non dichiarata. In caso di inadempienza, l’Agenzia del territorio, anche con la collaborazione dei Comuni, effettuerà gli accertamenti di competenza.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

 

 

 

 

CARLO UMBERTO PONZO, NEO PRESIDENTE CORECO

di Emanuela Maria Maritato (*)

Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, al termine della votazione ha dichiarato: “Auguro buon lavoro al neo presidente del Comitato regionale di controllo contabile del Lazio, Carlo Umberto Ponzo, e ai quattro consiglieri membri Pino Palmieri, Giovanni Loreto Colagrossi, Roberto Buonasorte e Francesco Pasquali. Sono certo che il presidente Ponzo e i componenti eletti oggi in aula sapranno ottemperare ai compiti istituzionali assegnati al Comitato di controllo, organismo di grande rilevanza statutaria in quanto, tra le sue funzioni, ha quelle di riferire al Consiglio sulla gestione del patrimonio immobiliare della Regione, sul rispetto del bilancio regionale di previsione, sull’adeguatezza e completezza della documentazione contabile, sulla regolarità degli adempimenti fiscali e sul rendiconto generale regionale”.

Sicuri nell’ottima riuscita dell’operato di PONZO e degli altri quattro consiglieri inviamo anche noi ( VENTO NUOVO GIORNALE TELEMATICO) i nostri migliori quanto più sentiti auguri auspicandoci che questo sia solo uno dei primissimi passi verso un nuovo quanto lungo,duraturo e proficuo periodo di interelazione tra tutte le forze politiche  presenti in ITALIA.

Concludo inviando da parte della redazione tutta un personale quanto speciale augurio all”ONOREVOLE BUONASORTE ROBERTO, con la speranza di poterlo vedere sempre più in alto

 

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

INFO SANITA’ VENTONUOVO: CHE COSA È UNA CASA PROTETTA

di Pietro Bardoscia

La Casa Protetta è una struttura a carattere residenziale volta ad assicurare trattamenti socio-assistenziali e sanitari di base a persone anziane non autosufficienti che non sono assistibili nel proprio ambito familiare. Prevede una permanenza anche per lunghi periodi.
Ha lo scopo di prevenire ulteriori perdite di autonomia, mantenere le capacità fisiche, mentali, affettive e relazionali del paziente. Nella Casa Protetta è assicurata l’assistenza del medico, dell’infermiere e del fisioterapista.
 
La struttura consiste in alloggi o unità abitative contigue destinate ad una o più persone, collocate in un ambito territoriale comune. Tali alloggi dispongono di servizi igienici, arredi e strutture utilizzabili dagli ospiti e devono essere realizzati nel rispetto di principi volti ad assicurare la tutela dell’ambiente e l’ottimizzazione degli spazi. La struttura, inoltre, dispone di uno spazio collettivo e di un servizio di portineria destinato al controllo e alla sorveglianza degli utenti.
 
La Casa Protetta assicura una serie di servizi, come:
· assistenza tutelare diurna;
· assistenza notturna;
· assistenza medico-infermieristica diurna;
· assistenza riabilitativa;
· assistenza di guardia medica al bisogno;
· assistenza sociale;
· assistenza alberghiera fornitura pasti;
· assistenza lavanderia guardaroba;
· assistenza pulizia e riordino camere;
· assistenza pulizia generale e riordino spazi comuni.
È, inoltre, garantito lo svolgimento di attività di socializzazione, ricreative e culturali ed il soddisfacimento delle esigenze spirituali.
La Casa Protetta può essere una struttura pubblica o una struttura privata. La scelta tra struttura pubblica o privata è correlata alle esigenze economiche dell’utente, alla qualità dei servizi erogati, alla mancanza di una lista di attesa, al numero dei posti letto disponibili, alla competenza e professionalità degli operatori, etc.
 
I requisiti e le modalità di accesso alla struttura pubblica variano a seconda del Comune di residenza. Il costo del servizio fornito dalla struttura pubblica viene stabilito dal Comune di appartenenza e varia a seconda della Regione.
La procedura di ammissione alla struttura privata dipende dal regolamento specifico della Casa Protetta e dal numero di posti letto disponibili.
I tempi di accesso alle strutture sono generalmente lunghi e diversificati sul territorio in base alla domanda.

PIANETA BOLLENTE

di Silvia Codella (*)

L’arrivo di una perturbazione abbasserà le temperature

Sono diversi giorni oramai che il Sistema Nazionale di Sorveglianza, Previsione e Allarme (per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione) attivato della Protezione Civile, segnala caldo record per numerose città italiane; sono ben 21 quelle con livello di allarme 3, il massimo, con temperature intorno ai 38°C percepite come ancora più alte a causa della persistente elevata umidità.
Numerosi i servizi partiti per dare assistenza alla popolazione: utile è numero verde 1500 del Ministero della Salute (attivo dalle 8 alle 20 tutti i giorni della settimana) per avere informazioni e consigli per affrontare al meglio questo periodo; disponibili inoltre sono i servizi di assistenza domiciliare, di telesoccorso e di trasporto assicurato, in più continua la distribuzione di bottigliette d’acqua negli aree più a rischio.

Nella capitale si sono toccati i 39°C, numerose le chiamate al 118 (solo ieri 4300) molti i malori di automobilisti, motociclisti ma soprattutto nella metropolitana linea B, ancora sprovvista di sistema di climatizzazione, dove si sono registrati 50°C, spingendo l’Adoc (Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori) a prendere in considerazione la possibilità di risarcimento danni subiti; di contro l’Atac ha provveduto immediatamente a fare nuovi controlli sulla linea che va da Laurentina a Rebibbia ed incrementare il numero di convogli con l’aria condizionata che dovrebbe arrivare al 50% entro agosto. Ma situazioni anomale caratterizzano anche altre città come Trieste dove l’acqua del mare a 2 metri di profondità ha raggiunto i 30,2°C e cosi Bologna, Bolzano, Firenze, Perugia.

Proprio in questi giorni il National Climatic Data Center del NOAA (National Ocean and Atmospheric Administrator) sta pubblicando i propri dati secondo cui i primi 6 mesi del 2010 sono i più caldi che si registrano nel nostro pianeta dal 1880 (anno di inizio raccolta dati)! Sono infatti state analizzate le temperature dei continenti ma anche quelle degli oceani e ghiacci polari, con valori molto alti che rendono sempre più evidente il fenomeno del riscaldamento globale in atto.

Ora cosa ci aspetta? Sembrerebbe che anche oggi le temperature siano molto alte con bollino rosso per alcune città come Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Messina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo; ma la situazione è in via di miglioramento grazie all’arrivo di aria più fresca e secca per l’avvicinarsi di una perturbazione che attenuerà l’alta pressione africana portando nubi e tempo instabile principalmente al nord e sulle regioni appenniniche, facendo così  scendere le temperature di qualche grado in tutta Italia, prima al nord e poi al centro-sud, abbassando l’afa e tornando cosi verso i normali valori estivi.

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma

PEZZI DI VITA

di Roberta Catania

Un filo diretto con i miei ricordi

“Ero solita, appena sveglia, rimanere qualche minuto nel letto, fissando il soffitto. A volte in quei minuti ritornavo indietro nel tempo, mi perdeva nei ricordi. Ripensavo a come ero arrivata fino a li. Adoro quei momenti, quegli attimi di solitudine, dove posso cogliere il rumore del mio respiro, segno della mia esistenza. Mi alzai, facendo attenzione a non inciampare tra i peluche che la sera precedente avevo gettato ai piedi del letto, poggiai il cellulare sul comodino, e mi diressi in cucina a fare colazione. Erano, ormai gesti abitudinari, come un marchingegno ben oliato che ripete gli stessi movimenti ogni giorno. Sveglia, colazione, bagno e libri.

Per rendere il tutto leggermente più vivo, mi concedevo mezz’ora durante la giornata per aggiornare il mio diario. Non era un comune diario segreto, perchè, in realtà, di segreto non aveva proprio nulla, mi divertivo a scegliere un ricordo dalla mia piccola esistenza, giorno per giorno, in base al mio umore, per renderlo indelebile, nero su bianco. Ci sono ricordi felici, ricordi tristi, ricordi confusi, ricordi senza senso, ma sono tutti miei, mi appartengono, mi descrivono. Come mi sentivo? Ripensai a quanta fatica avevo fatto per alzarmi dal letto, a quanto difficile fosse a tratti cercare di non perdere quel poco di equilibrio che mi ritrovavo, a quanta voglia avessi di aprire la porta di casa e SOLA scendere le scale per poi godermi una bella giornata di sole sdraiata in un prato. Cominciai a scrivere. “Genova 1996 Ricordo una stanza mal illuminata, più che lo studio di un medico mi sembrava una biblioteca. C’erano grandi librerie in legno scuro stracolme di volumi, presuppongo fossero tutti medici, ricordo di averne visto uno di almeno 3000 pagine, ero scioccata. Ricordo mia madre, che seduta difronte ad una scrivania dello stesso legno degli scaffali, raccontava i miei piccoli 7 anni, dal mio primo giorno di vita fino a quel momento, cercando di essere il più dettagliata possibile, ha uno sguardo che vaga tra il preoccupato e lo speranzoso, sta descrivendo come siamo arrivati lì, a centinaia di chilometri da Roma, casa mia. Racconta di come nessuno capisca cosa ho, di come in questi 7 anni mai nessuno mi abbia presa sul serio, nessuno si sia impegnato a capire quale sia il problema. Il medico, un uomo alto,che per me poteva avere oltre cinquantanni ma non ci giurerei, ascolta in silenzio, è attento, sembra stia ponderando qualcosa tra sé. Mamma finisce il racconto, lui le fa qualche domanda chiarificatrice, poi alzandosi dice “torno tra poco, aspettatemi qui” portando con sé la biopsia del nervo (ovvero un piccolo vetro contenente un altrettanta piccolissima porzione di un mio nervo) già analizzata senza risultati concreti qui a Roma, si chiude la porta alle spalle lasciandoci in attesa. Ricordo che mia madre spiegava ad una dottoressa rimasta nella stanza con noi, di come mio padre avesse dovuto, correre in ospedale a Roma, fare in modo che gli venisse consegnata la biopsia in breve tempo, prendere il treno per Genova e consegnarcela per poi ripartire nello stesso giorno per Roma, per motivi lavorativi. In quel momento ricordo di aver pensato che mio padre era indistruttibile, che avrei voluto essere come lui. Saranno passati 20 minuti (o forse di più?), interminabili, quando di colpo il dottore, interrompendo i miei pensieri irrompe nella stanza con uno di quei tomi da tremila pagine che mi aveva poco prima scioccata, e indica un punto su una pagina piena di parole, solo parole, ripetendo “l’ho trovata!”. Torna al suo posto dietro la scrivania, tenendo aperto il libro, e lo mostra a mia madre, leggendo cosa c’è scritto, “è una malattia genetica, si chiama Charcot Marie-Tooth (CMT)…” . Il dottore continua a parlare e a spiegare ma io mi fermo qui, perchè in un attimo mi travolgono  milioni di domande e di sensazioni che tengo per me in silenzio; ora però tutto aveva un senso, ora sapevano da che parte cominciare, ora non ero più un “caso strano”, ora avevo un nome…”
Alzai la penna dal foglio, accorgendomi improvvisamente di aver scritto tutto di getto, senza mai distogliere lo sguardo, certi ricordi sono così nitidi, così vividi che sembra basti chiudere gli occhi per riviverli per intero. Mi accorgevo, ogni giorno di più di quanto ricordare mi fosse utile, di quanto mi aiutasse a focalizzare l’attenzione su un particolare, tenendomi la testa occupata…”