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REACH: IN VIGORE IL NUOVO DECRETO

di Elettra Marricco (*)

Il REACH prende forma, il 16 gennaio ed entra in vigore il Decreto 22 novembre 2007 con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 12 del 15 Gennaio 2008.
Il REACH (CE) n° 1907/2006, ha ridefinito il settore chimico europeo, definendo le procedure di registrazione delle sostanze chimiche al fine di tutelare ambiente e consumatori.
Ogni anno, gli animali utilizzati in test di tossicità, nella sola Italia sono circa 70.000 mentre nell’Unione Europea sfiora il 1.000.000.
Se, i principi saranno rispettati, si potranno evitare inutili e crudeli test su milioni di animali.Quindi, bisogna incentivare al massimo, i metodi di test alternativi sugli animali, altrimenti, è stato stimato che occorreranno circa 4 o 5 milioni di animali, se non di più, per testare tutte le sostanze che il Reach prevede di esaminare.
Questo, nonostante, sempre più parte della comunità scientifica, dica no, sull’uso di animali come cavie per verificare l’effetto tossico di sostanze sull’uomo.

La lav, sta seguendo costantemente, l’evoluzione della normativa, incontrando le autorità preposte, aspettandosi misure concrete, per la sostituzione dell’uso degli animali, con metodi << in vitrio >>, come già stato fatto  e si sta facendo, con modelli informatici e, tecnologie moderne come la << tossicogenomica >>: che dimostra quanto sia insensato l’impiego degli animali.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

TRASPORTO ILLEGALE DI CAVALLI DA MACELLO

di Elettra Marricco (*)

Illegalità e atrocità, commesse ai danni di migliaia di cavalli da macello, trasportati vivi dalla Spagna, Europa e dall’Est verso l’Italia: è quanto denunciato dalla coalizione Handle with care (trattare con cura) e dalla Lav (lega antivivisezione) che con loro collabora.
La notizia, ha fatto talmente scalpore, che il sottosegretario al Ministero della Salute Gianpaolo Patta, ha ordinato ai Carabinieri dei Nas dei controlli accurati, che come al solito, hanno rilevato le sofferenze patite da questi poveri animali.
I cavalli,(secondo la normativa vigente), prevede che debbano viaggiare, in box singoli, avere cibo e acqua sufficienti e, sopratutto poter riposare, ma ciò regolarmente viene ignorato. Infatti, viaggiano per 36-46 ore consecutive, spessissimo senza riposo, senza acqua e cibo sufficienti e , a temperature che in estate arrivano a superare i 40 gradi.
L’Unione Europea, finalmente e, seguendo l’impegno del piano quinquennale quest’anno proporrà nuove e , più restrittive norme per ridurre, tempi di viaggio e i carichi di animali vivi verso il macello. Ai Ministri della Salute e delle politiche Agricole viene chiesto l’impegno a seguire questa linea, in modo da riuscire a contrastare l’illegalità, e fermare il crudele trasporto degli animali.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

I MISTERI

di Mario Codella

L’uomo ha sempre dato molta importanza a ciò che non riesce a capire, al mistero, che circonda tantissimi argomenti della nostra vita culturale.
Oltre ai misteri scientifici, sui quali si sta studiando con risultati sempre più entusiasmanti, grande attenzione si sta ponendo allo studio del nostro antico passato e l’archeologia ci sta dimostrando che i libri di storia sono molto lacunosi: civiltà scomparse,insospettabili città ritrovate in tutti i continenti,opere dell’uomo difficili da spiegare se rapportate ai tempi a cui risalgono.

Da qualche decina di anni un altro mistero è al centro dell’attenzione generale, tanto che molte nazioni stanno spendendo tanti soldi per le ricerche: la vita extraterrestre.
Questa nuova rubrica non vuole indirizzarsi verso il sensazionalismo ma attenersi il più possibile ai fatti,che spesso vanno oltre la fantasia.

Ben vengano tutte le segnalazioni, le considerazioni, le analisi ed i dubbi riguardo ai tanti misteri che, per fortuna, costellano la nostra vita. Insomma, cerchiamo di far vincere in questo spazio giornalistico la curiosità.

APPELLO DI LINO BANFI A BONDI: AIUTIAMO LA ANTONELLI

di Giuseppe Cocomazzi (*)

Tra la vita di Laura Antonelli e la sceneggiatura di un film c’è un’unica rilevante differenza: la prima è vera. Infatti, gli elementi per creare il classico plot dell’iperbole crescente prima, e decrescente poi, di una stella nel cosmo cinematografico ci sono tutti: da bambina profuga durante l’esodo istriano, passando per i caroselli per la Coca Cola, Laura s’innalza fino a diva del cinema sexy all’italiana, divenendo icona femminile grazie a film come Malizia (1973), la pellicola che la porterà al successo; Sessomatto (1973) di D. Risi; o interpretazioni più drammatiche come L’innocente (1976) di L.Visconti. Intraprese una relazione di 9 anni con uno dei play-boy dell’epoca, Jean-Paul Belmondo, rubato ad una bond-girl, ma la conclusione negativa della stessa, porterà l’attrice a riflettere su un malessere interiore occultato dala fama e dai gioielli. Gli Ottanta la vedono ancora protagonista dall’erotico nostrano o in commedie “pulite” come Viuuulentemente mia, finché il 27 Aprile 1991, visibilmente intontita dall’alcool, aprì la porta della sua villa al maresciallo Sollazzo, nel bel mezzo di una festa poco ortodossa.

Vennero rinvenuti 36 grammi di cocaina, quantità notevole (162 dosi) che la condannò a 3 anni e 6 mesi di carcere per spaccio di sostanze stupefacenti, senonché nel 2000 venne assolta in appello, ritenuta soltanto tossicomane e non spacciatrice. Ma il 1991 non rappresentò solamente la perdita della fama, ma anche della faccia: nel tentativo di sfruttare lo scandalo, venne realizzato un remake di Malizia, intitolato Malizia 2000, (un fiasco al botteghino) durante il quale venne chiesto a Laura di subire alcuni interventi di lifting. Fallì anche il remake del viso: a seguito di una reazione allergica, il volto che aveva aizzato il desiderio di tanti italiani, mutò fino a sfigurarsi.
Ora l’ ex-attrice vive in solitudine in una casa di Roma, con una pensione di 510 euro al mese, gli aiuti della parrocchia da lei assiduamente frequentata, e il dolore preso “come una spugna” per cancellare le persone che l’hanno abbandonata nei momenti difficili.
Venuto a conoscenza della sua condizione, Lino Banfi, con cui ha lavorato in diversi film, attraverso le pagine del Corriere della sera ha chiesto al ministro Bondi e a Berlusconi che la Antonelli, “la donna più bella dell’ universo” come ebbe a definirla Luchino Visconti, possa usufruire della legge Bacchelli. Bondi ha prontamente accolto l’appello (ma quando la giustizia avrebbe dovuto fare il suo corso passarono 9 anni).
Ciononostante, e dopo un incontro atteso 22 anni con Lino Banfi, la Antonelli, pur ringraziando il suo amico e la disponibilità di coloro che sono disposti ad aiutarla, ha espressamente chiesto di voler essere dimenticata  -come finora è stato fatto, aggiungiamo- e di non pensare alla sua vita terrena che, ormai, non le interessa più.

(*) Studente di Lettere moderne all’Università di Foggia

AUGURI REPUBBLICA ITALIANA!

«CI SONO MOLTI CHE NELLA POLITICA FANNO SOLO UNA PICCOLA ESCURSIONE, COME DILETTANTI, ED ALTRI CHE LA CONSIDERANO E TALE È PER LORO, COME UN ACCESSORIO DI SECONDARISSIMA IMPORTANZA. MA PER ME, FIN DA RAGAZZO, ERA LA MIA CARRIERA, LA MIA MISSIONE.»
(Alcide De Gasperi)
 Padre Costituente e primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

AUGURI REPUBBLICA ITALIANA!

IL SEXYSSIMO iPad

di Silvia Quaranta (*)

Già diffuso negli Usa, è finalmente entrato in commercio in Italia l’ultimo ritrovato della Apple, l’ipad. È maneggevole, divertente, bello da tenere in mano, da toccare e da guardare, perché la qualità del monitor è eccezionale. Tra le immancabili critiche di vario ordine e grado, estatici commenti altrettanto variegati, file nei negozi e via dicendo, non si può certo dire che questo arrivo sia passato inosservato. E non solo in Italia. A Berlino, nella stazione della metropolitana di Rosenthaler Platz, è comparsa qualche pubblicità, diciamo, non del tutto ortodossa. Al posto di grafiche accattivanti, colori brillanti e così via, questi cartelloni mostravano infatti immagini, per così dire, fantasiosamente osées. A quanto pare, qualcuno aveva falsificato la réclame per intraprendere una simpatica campagna contro le dichiarazioni di Steve Jobs, il quale avrebbe imposto l’assoluto divieto di portare il porno sugli iPad. In Italia, oltre alle nevrasteniche file di appassionati, giornalisti e curiosi che si accalcavano nei negozi nel giorno d’apertura, la notizia è stata favorevolmente accolta anche da molti giornali on line, i quali, in onore dell’ipad, hanno votato per un restyling grafico delle proprie pagine virtuali. Perché, per chi non lo sapesse, l’ipad ci consente anche di sfogliare, in senso quasi letterale, libri e giornali.

Tra i “rifatti” troviamo Repubblica, il Corriere, il Sole 24 Ore: tutti ripuliti, riorganizzati, innovati. Tutti più dinamici, ridisegnati, più razionalizzati. O, almeno, così ci dicono gli esperti. Tutti, insomma, tirati a lucido per salutare il cibernetico straniero.  E se qualcuno, meno entusiasta degli altri, continua a lamentare il fatto che, a causa del decreto Pisanu, gli italiani saranno praticamente gli unici consumatori al mondo a poter usare il nuovo giocattolino della Apple quasi esclusivamente attraverso la Sim del telefonino (a prezzi in effetti non proprio d’occasione), gli affezionati consumatori del lusso digitale non sembrano intenzionati a farsi fermare. Quando ha presentato il suo gioiellino, qualche mese fa, Steve Jobs ha parlato di display multitouch da 9,7 pollici, connettività wi-fi, Bluetooth, l’accelerometro (per ruotare automaticamente lo schermo a seconda di come si orienta l’iPad), da 16 a 64 GB di memoria flash, il tutto in 700 gr di peso e poco più di un cm di spessore.
Che, tradotto per i non addetti ai lavori, significa: niente tastiera, niente mouse, niente porte usb, niente lettore cd e tanto altro. Insomma, non può di certo sostituire il buon vecchio computer di casa, e il suo stesso inventore aveva sottolineato come questo prodotto si rivolgesse in primis ai produttori di contenuti digitali, non ai fanatici della tecnologia. Ma, al di là delle caratteristiche meramente tecniche, la marcia in più dell’ipad sta proprio nella sua attrattiva estetica, nella maneggevolezza, nel fatto che è un oggetto incredibilmente divertente. Insomma, parafrasando Telesio Malaspina (L’Espresso 28/5/’10), l’ipad è « sexy più che utile »: non ha certamente le caratteristiche di un normale computer, comode o inutili che siano, ma è seducente per molti altri aspetti. E  i volubili sono tanti.

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”

L’INTERESSANTE STORIA DI UNA LAMPADINA

di Francesco Bruni (*)

 

Perchè è necessario inserire una spina in una presa di corrente affinchè la lampadina si accenda?
Tutti noi osserviamo questi due “fenomeni” nel nostro quotidiano vivere; tuttavia, forse, non ci siamo mai interrogati sui motivi per i quali questi sono possibili.
L’obiettivo di questo articolo è dare una spigazione ai questi problemi.
Anzitutto, alcune considerazioni che ci permetteranno di comprendere meglio il seguito.
La materia è composta da atomi, a loro volta caratterizzati dalla presenza di protoni e neutroni (che costituiscono il nucleo) e da elettroni, che orbitano attorno ai nuclei. A questi ultimi viene associata una carica negativa che è in grado, sotto determinate condizioni, di muoversi all’interno del materiale in maniera disordinata, come accade nei metalli. Se, però, in qualche modo, si riesce ad imprimere una certa direzione a questi elettroni, ecco che si è creata la corrente elettrica: un flusso di cariche che hanno una direzione complessiva non casuale.
Detto ciò, alla prima domanda si è già data la risposta. Diventa necessario collegare la spina alla presa in quanto solo così si imprime una certa forza alle cariche presenti all’interno del filo (che è un conduttore metallico) ed esse inizieranno a scorrere all’interno della lampadina (una banale resistenza elettrica che emette luce quando attraversata; diverso il ragionamente per lampade a neon).

Resta da capire la natura di questa forza. Essa va ricercata nel fatto che, considerando i due terminali più estremi della spina, si crea una “differenza di potenziale” in grado di produrre un campo elettrico, che per definizione è la forza per unità di carica. I “220 Volt” che sentiamo quindi, rappresentano proprio la differenza di potenziale. Si badi bene. Una differenza è la sottrazione tra due valori, non un singolo valore. Infatti sulla spina troviamo almeno due terminali: su uno c’è un potenziale da 220 Volt, sull’altro 0 Volt. La differenza è proprio 220 Volt (In realtà non è così banale, considerato anche che la corrente che fluisce nelle nostre abitazioni è alternata..). Il motivo per il quale è una differenza quella che conta è fisico, che sarebbe complicato da esplicitare in questa sede.
Si comprende quindi come questa differenza di potenziale sia responsabile del moto più o meno ordinato degli elettroni. Accanto a questa grandezza, se ne definisce un’altra: la “corrente”. Certo, se volessimo usare la definizione corretta di “corrente” dovremme introdurre il concetto di campo magnetico. Ma, qualitativamente, possiamo pensare che la corrente sia la quantià di carica che in un dato istante attraversa una data sezione di conduttore.
Per comprendere meglio, pensiamo ad un fluido in un tubo: la velocità con cui si muove è l’equivalente della velocità con cui si muovono le cariche (velocità di deriva); la corrente è la portata, la quantità di fluido che esce attraverso la sezione del tubo in un certo tempo.
Esaurita la prima risposta, due considerazioni sono necessarie.
Se infilassimo un conduttore nella cavità della presa, scegliendo tra quelle più estreme, avremmo il 50% delle probabilità di non essere attraversati da una corrente, in quanto potremmo beccare il conduttore a 0 Volt. Trovandoci a “terra”, per definizione abbiamo siamo anche noi un potenziale a 0 Volt e dunque, non sentiremmo nessuna differenza di potenziale e quindi nessuna forza in grado di far muovere gli elettroni attraverso il nostro corpo. In realtà, potrebbe avvenire di beccare il conduttore a 220 Volt ma di non sentire la scossa: la motivazione potrebbe essere dovuta al fatto che siamo isoltai dalla terra (mediante scarpe con una buona suola in gomma). Non avendo dunque nessun potenziale, non esiste differenza e quindi non esisterebbe alcuna forza di cui sopra.
Infine, il foro centrale rappresenta una necessaria precauzione affinchè eventuali correnti non volute vengano subito “scaricate a terra”, permettendo così che queste non attraversino il nostro corpo.
La seconda motivazione, di carattere più “simpatico”: a tutti sarà capitato di sentir dire “Metti la corrente” affinchè si possano usare tutti i dispositivi elettronici presenti in ogni casa. Da quanto detto fin’ora, quest’affermazione è falsa, perchè ad essere applicata non è una corrente, ma una differenza di potenziale pari proprio a 220 Volt.
Anche se mi rendo conto che sentirsi dire “Metti una differenza di potenziale di 220 Volt” è abbastanza incomprensibile ai più.

(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

PENSIERI DI UNA DONNA

di Angela Annunziata

Vorrei dire tante cose….ma a volte mi rimane difficile tirarle fuori, ed è come quando a scuola ti assegnavano il compito in classe di italiano……l’inizio era sempre una tragedia poi quasi per magia ti ritrovavi a scrivere fiumi di parole, la penna andava da sola e senza volerlo ti isolavi, immergendoti in quelle pagine bianche da riempire…..mi ricordo che l’argomento di uno di quei famosi temi verteva sul  “femminismo”, in quel periodo le donne combattevano per emanciparsi, per non sentirsi più all’ombra dell’uomo, volevano la parità dei diritti! ”Via del Governo Vecchio” a Roma… come dimenticare! Pensare che avevo 13 anni…
Da lì partiva quello che un giorno saremmo state noi, eccoci…”Donne” e lasciatemi dire, Donne con la D maiuscola, ci siamo evolute e siamo cresciute, proiettandoci verso un mondo apparentemente prodigo, capace di introdurci in un sistema che finge di accoglierti ma che in fondo continua a fare discriminazione tra le donne, c’è purtroppo dall’altra parte l’incapacità di guardare e ribadisco “guardare” e di apprezzare quello che realmente le donne sono capaci di fare, indipendentemente dal loro aspetto fisico, dalla loro altezza, dall’essere bionda o bruna e tutto questo ridimensiona quello che realmente c’è nella loro anima….Sì, anima, perché è di questo che sono fatte principalmente, riescono a nascondere i loro malesseri, o magari il non essere accettate anche per il più futile dei motivi, provoca una serie di reazioni a catena con conseguenze a volte traumatiche.

Alcune di loro si sfogano nel pianto e sentono il loro cuore spezzarsi, altre cercano  soddisfazione nella rabbia, e il dolore le rende ciniche agli occhi degli altri, donne che cercano rifugio nell’alcool, donne che si tuffano nel lavoro per tenere la mente libera da pensieri deprimenti, donne che combattono contro mali impossibili, e nei loro occhi leggi un misto di tristezza, rabbia, angoscia, voglia di scappare ma anche di rimanere, e donne che nonostante la loro disabilità sanno essere forti, capaci di affrontare tutte le avversità, e riescono a sorridere apprezzando quello che questa vita offre. C’è invece chi affoga la propria insoddisfazione nel cibo perché si sente come un’animale ferito, prevale quel senso di sconforto e continua a ripetersi che questa vita è inutile e che non c’è una via d’uscita, se si soffermassero a pensare che nel loro essere, sanno amare, soffrire, gioire, combattere e ”Vivere”, capirebbero che  in questo misto di sentimenti possono donare la “Vita”.

PRONTA LA NUOVA MANOVRA FINANZIARIA

di Andrea Vitale (*)

Al via la nuova Manovra finanziaria contenente le “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”. Il P.d.R. Giorgio Napolitano ha firmato il testo definitivo del decreto legge “anticrisi”, composto da 54 articoli suddivisi in tre titoli: il primo attinente alla stabilizzazione finanziaria, il secondo all’evasione fiscale ed infine l’ultimo riguardante lo sviluppo e le infrastrutture. Sarà una manovra economica da 24,9 miliardi, con interventi da circa 12 miliardi per il 2011 e altrettanti per il 2012.

Queste alcune delle misure contenute nel testo: vantaggi fiscali per le Regioni del Sud Italia; incentivi fiscali per il rientro dall’estero dei “cervelli”; eliminazione di 10 province con meno di 220.000 abitant i(escluse quelle che si trovano in Regioni a Statuto Speciale); riduzione delle consulenze nella P.a. dell’80% rispetto al 2009; congelamento degli stipendi per dipendenti pubblici fino al 2013; finestra mobile per pensioni; meno trasferimenti a Regioni, Provincie, Comuni; rincari sui pedaggi autostradali, si pagherà anche sulla Salerno-Reggio Calabria; riduzione dei rimborsi ai partiti politici per le spese elettorali; riduzione del 10% degli stipendi dei ministri e dei sottosegretari che non siano membri del Parlamento nazionale.

In Spagna con la nuova manovra anti-crisi il premier Jose’ Luis Zapatero avrà circa 1.100 euro in meno al mese di busta paga e pertanto percepirà uno stipendio pari a 6.500 euro. In Italia il solo stipendio di deputati e senatori ammonta a circa 15.000 euro mensili, escluse tutte le varie aggiuntive ed i benefici e privilegi quali indennità parlamentari, spese di trasporto e di viaggio, spese telefoniche e sanitaria, ecc. Gesti di coraggio dovrebbero esser presi da parlamentari, ministri e premier con drastiche riduzioni dei loro stipendi e privilegi; sicuramente ciò non risolverebbe completamente la situazione economica ma darebbe un segnale forte al nostro Paese e a quella parte del ceto medio basso del popolo italiano troppo spesso abituato a sacrifici decisamente grandi.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

A MICHELE CARUSO LA MENZIONE DI MERITO AL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “FORTUNATO PASQUALINO”

di LG

“Ad maiora semper…”

Dopo essere stato nominato ufficialmente “Poeta Federiciano”, lo scorso 5 dicembre presso Rocca Imperiale (CS), il nostro Direttore Responsabile, Michele Caruso, torna a vincere!

Questa volta lo fa in ambito narrativo. Il suo racconto “Stelle dorate” è stato scelto infatti tra le opere che andranno a far parte dell’Antologia del Premio Letterario Nazionale di Narrativa e Poesia “Fortunato Pasqualino”.
A Caruso è stata conferita la menzione di merito da parte della Giuria del Premio.

Il Premio, giunto alla sua II edizione, è stato patrocinato dalla Regione Sicilia, dalla Provincia Regionale di Caltanissetta e dal Comune di Butera, ed organizzato dalla Associazione Akkuaria, da anni membro attivo della Confederazione delle Associazioni Culturali Italiane.

La Cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 29 maggio a Butera.


Chi è Michele Caruso?

Michele Caruso è nato a Foggia nel 1989 ed ha vissuto fino all’età di 19 anni a Rignano Garganico, un piccolo paese sul promontorio garganico. Si è diplomato a pieni voti presso il Liceo Scientifico-Tecnologico dell’Istituto Magistrale Statale “M.Immacolata” di San Giovanni Rotondo (Fg). Attualmente vive a Roma e frequenta il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Gestionale presso l’Università “Sapienza”.  A soli 18 anni pubblica, presso la Aletti Editore, la pluripremiata raccolta di racconti Lacrime di Luce. Tra i riconoscimenti più recenti da lui ricevuti, il 1° posto assoluto al Premio Interazionale “Lilly Brogi” 2009 a Firenze; la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia inedita “La Tammorra d’argento”; il 3° posto al Premio Scafati (Targa d’argento del Presidente della Repubblica) per il racconto La culla della Luce. Nel dicembre 2009 risulta anche tra i vincitori del Concorso Nazionale “Il Federiciano” per la poesia “Eterna prigioniera”.

Nel maggio 2010 ha pubblicato, presso la Maritato Group Casa Editrice, il suo primo eBook “DANTE E ULISSE – Il folle volo e l’ascesi nella luce”.

Michele Caruso, dal settembre del 2007 al giugno del 2008, è stato Direttore Responsabile e Fondatore de Il Pensatore, il periodico del Liceo in cui si è diplomato. Nel marzo del 2008 è diventato Giornalista Pubblicista presso l’Ordine dei giornalisti della Puglia, risultando il più giovane d’Italia. Scrive dal 2004 su Garganopress, collabora con “La Provincia di Roma” , “Lo sperone nuovo” e con la rivista multimediale “Parole in Fuga”. Dal novembre 2009 è Direttore responsabile e coeditore del giornale telematico “Vento nuovo”.
Appassionato di Dante, ha recitato a memoria in varie occasioni i Canti V e XXVI dell’Inferno e il XXXIII del Paradiso. È socio fondatore dell’Associazione Culturale “Venti da Sud” di S. Giovanni R.. È stato Delegato Regionale di Croce Rossa dal 2005 al 2009 e fa parte della componente Pionieri dal 2003. È promotore di molte iniziative culturali, ha vinto sin da giovanissimo molteplici concorsi di vario genere. Suona il corno nel Complesso Bandistico “S. Cecilia” di S. Marco in Lamis e nell’Associazione Bersaglieri “P. Dragano” di San Giovanni R.. Pratica canottaggio durante l’estate. I suoi interessi spaziano sui campi più disparati.


Buona lettura del racconto su:
http://www.ventonuovo.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=140:stelle-dorate&catid=56:editoriali&Itemid=57

A MICHELE CARUSO LA MENZIONE DI MERITO AL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “FORTUNATO PASQUALINO”

di Angelo Del Vecchio

“Ad maiora semper…”

Dopo essere stato nominato ufficialmente “Poeta Federiciano”, lo scorso 5 dicembre presso Rocca Imperiale (CS), il nostro Direttore Responsabile, Michele Caruso, torna a vincere!

Questa volta lo fa in ambito narrativo. Il suo racconto “Stelle dorate” è stato scelto infatti tra le opere che andranno a far parte dell’Antologia del Premio Letterario Nazionale di Narrativa e Poesia “Fortunato Pasqualino”.
A Caruso è stata conferita la menzione di merito da parte della Giuria del Premio.

Il Premio, giunto alla sua II edizione, è stato patrocinato dalla Provincia Regionale di Caltanissetta e dal Comune di Butera, ed organizzato dalla Associazione Akkuaria, da anni membro attivo della Confederazione delle Associazioni Culturali Italiane.

La Cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 29 maggio a Butera.

Buona lettura del racconto su:
http://www.ventonuovo.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=140:stelle-dorate&catid=56:editoriali&Itemid=57

“POESIE NELLA SCUOLA MEDIA” di V. Civitillo

Casa Editrice Maritato Group (*)

 

 

 

Le poesie raccolte in questo volumetto sono state composte da alunni della scuola media Luigi Settembrini di Gioia Sannitica, durante l’anno scolastico 1972-73, e sono un esempio dei risultati che si possono ottenere incoraggiando gli allievi a manifestare, attraverso la libera composizione e sperimentazione, le loro capacita’ creative.
L’iniziativa non e’ stata imposta dalla cattedra ma e’ nata spontaneamente, negli alunni.
E’ stata incoraggiata, quindi, non nella speranza di scoprire o creare dei poeti, ma per lasciare spazio all’esperienza dell’allievo, onde farlo sentire parte attiva nel processo educativo ed aiutarlo, attraverso la libera indagine e manifestazione del proprio mondo interiore, a maturare la coscienza di se’ e a crescere come persona.

 

 

 

 


TITOLO OPERA:
POESIE NELLA SCUOLA MEDIA – Composte dagli alunni e curate dall’insegnante
AUTORE: Vittorio Civitillo

COLLANA: “Poesia”
pp. 99 –  € 5,00
ISBN 978-88-9700-404-2

ACQUISTA LA TUA COPIA

(*) www.maritatogroupcasaeditrice.com

“DANTE E ULISSE- Il folle volo e l’ascesi nella luce” di Michele Caruso

Casa Editrice Maritato Group (*)

Dopo una straordinaria e pluripremiata avventura nella narrativa, iniziata a soli 18 anni con la raccolta di racconti Lacrime di Luce (edita Aletti), il giovane ventunenne Michele Caruso, al secondo anno di Ingegneria Gestionale alla “Sapienza” di Roma, Scrittore, Giornalista pubblicista e Freelance, sfida se stesso nell’entusiasmante e complesso mondo della saggistica.
E’ un viaggio, il suo, nei piu’ affascinanti luoghi letterari danteschi; un viaggio che porta con se’ una consegna di infinito.
Ricco di meravigliosi rimandi letterari e teologici, di citazioni di ogni tempo, il libro e’ un interessante modo per riprendere contatto, anche per i non addetti ai lavori, con Dante e il suo tempo.
Per l’autore, che ha recitato svariate volte a memoria i Canti V e XXVI dell’Inferno ed il XXXIII del Paradiso, tutto fa parte di un unico ordine universale di estrema bellezza. E Dante ed Ulisse, cosi’ apparentemente diversi, sono, in realta’, due figure in perfetta armonia, sempre desiderosi di oltrepassare i limiti della propria condizione mortale, sempre assetati di conoscenza. 
Entrambi ci insegnano che, parafrasando Palahniuk, “il significato di un uomo non va ricercato in cio’ che egli raggiunge, ma in cio’ che egli ha sognato di raggiungere”. Buon viaggio!

 

TITOLO OPERA:

DANTE E ULISSE- Il folle volo e l’ascesi nella luce.


 

 

L’AUTORE: Michele Caruso è nato a Foggia nel 1989 ed ha vissuto fino all’età di 19 anni a Rignano Garganico, un piccolo paese sul promontorio garganico. Si è diplomato a pieni voti presso il Liceo Scientifico-Tecnologico dell’Istituto Magistrale Statale “M.Immacolata” di San Giovanni Rotondo (Fg). Attualmente vive a Roma e frequenta il Corso di Laurea triennale in Ingegneria Gestionale presso l’Università “Sapienza”.  A soli 18 anni pubblica, presso la Aletti Editore, la pluripremiata raccolta di racconti Lacrime di Luce. Tra i riconoscimenti più recenti da lui ricevuti, il 1° posto assoluto al Premio Interazionale “Lilly Brogi” 2009 a Firenze; la menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia inedita “La Tammorra d’argento”; il 3° posto al Premio Scafati (Targa d’argento del Presidente della Repubblica) per il racconto La culla della Luce. Nel dicembre 2009 risulta anche tra i vincitori del Concorso Nazionale “Il Federiciano” per la poesia “Eterna prigioniera”.
Michele Caruso, dal settembre del 2007 al giugno del 2008, è stato Direttore Responsabile e Fondatore de Il Pensatore, il periodico del Liceo in cui si è diplomato. Nel marzo del 2008 è diventato Giornalista Pubblicista presso l’Ordine dei giornalisti della Puglia, risultando il più giovane d’Italia. Scrive dal 2004 su Garganopress, collabora con “La Provincia di Roma” , “Lo sperone nuovo” e con la rivista multimediale “Parole in Fuga”. Dal novembre 2009 è Direttore responsabile e coeditore del giornale telematico “Vento nuovo”.
Appassionato di Dante, ha recitato a memoria in varie occasioni i Canti V e XXVI dell’Inferno e il XXXIII del Paradiso. È socio fondatore dell’Associazione Culturale “Venti da Sud” di S. Giovanni R.. È stato Delegato Regionale di Croce Rossa dal 2005 al 2009 e fa parte della componente Pionieri dal 2003. È promotore di molte iniziative culturali, ha vinto sin da giovanissimo molteplici concorsi di vario genere. Suona il corno nel Complesso Bandistico “S. Cecilia” di S. Marco in Lamis e nell’Associazione Bersaglieri “P. Dragano” di San Giovanni R.. Pratica canottaggio durante l’estate. I suoi interessi spaziano sui campi più disparati.

 

 

COLLANA: “Letteratura”
pp. 53 –  € 5,00
ISBN 978-88-9700-401-1
PAGINA PER L’ACQUISTO

(*) www.maritatogroupcasaeditrice.com

 

ALOPECIA

di Veronica D’Eramo (*)

Che cos’è e come si manifesta?
E’ normale che una persona adulta perda ogni giorno un certo numero di capelli e che questa perdita possa farsi più consistente con il progredire dell’età. Si parla di alopecia tuttavia quando la caduta si intensifica fino a determinare zone più o meno ampie della testa prive di capelli. Esistono diverse forme di alopecia: nell’uomo, la forma più frequente è l’alopecia androgenica, la comune calvizie, che colpisce l?80% dei maschi entro i 60 anni (ma affligge anche molte donne dopo la menopausa). Vi giocano un ruolo importante gli ormoni maschili, gli androgeni (da cui il suo nome) e la predisposizione genetica (è infatti più frequente nelle persone con il padre calvo). Nell’uomo si manifesta in modo tipico, con un lento e progressivo arretramento della linea fronto-temporale e diradamento al vertice: i capelli di queste aree sembrerebbero geneticamente predeterminati a cadere per la presenza nel bulbo di particolari strutture (recettori) sensibili agli ormoni. Nelle donne le modificazioni ormonali dopo la menopausa possono portare a un aumento della caduta dei capelli che si manifesta come diradamento diffuso.

Un’altra forma di alopecia, meno frequente, è la cosiddetta alopecia aerata, nella quale si osserva una rapida caduta dei capelli da aree ben delimitate della testa, spesso circolari e dai limiti piuttosto netti. Nell’alopecia aerata la caduta dei peli può interessare, oltre che la testa, anche la barba e altre superfici pelose. Insorge improvvisamente ed ha un andamento imprevedibile. La causa non è nota e spesso il disturbo si risolve da solo nel giro di alcuni mesi, soprattutto se interessa una persona adulta, ma i peli che ricrescono hanno un aspetto diverso da quelli normali, essendo più simili ad una fine peluria. Sono frequenti le ricadute.
Altre cause di alopecia possono essere malattie infettive o determinati trattamenti farmacologici. Molti medicinali infatti causano la caduta dei capelli che però in genere è reversibile alla sospensione del trattamento.
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Telogen effluvium
È una condizione del tutto particolare di alopecia che si manifesta quando un numero elevato di follicoli del cuoio capelluto passa simultaneamente in fase telogen (morte del capello). Si verifica allora una abbondante perdita di capelli con diradamento e comparsa di chiazze alopeciche. Il telogen effluvium di solito segue, a distanza di 2-4 mesi, un evento stressante, come una malattia, un trauma psichico, il parto. Può interessare adulti e bambini senza distinzione di sesso. Non richiede alcun trattamento. La caduta dei capelli per la sua entità può allarmare ma in genere è transitoria, protraendosi per 2-3 mesi per poi risolversi spontaneamente.
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Quali sono i rischi
Nessuna forma di alopecia rappresenta un rischio reale per la salute. Le conseguenze sono esclusivamente estetiche. I problemi dei capelli però sono spesso vissuti con apprensione eccessiva rispetto all’effettiva gravità e possono comportare problemi di natura psicologica.________________________________________
I trattamenti
• Soprattutto il trattamento dell’alopecia androgenica gode di un florido mercato in cui le promesse superano di gran lunga le effettive possibilità di cura. Non esiste documentazione scientifica di efficacia per vitamine, minerali (quali zinco, ferro, rame), aminoacidi (come la cistina e la prolina) e la realtà è ben diversa dai risultati vantati da molti prodotti.
• Per chi non si rassegna a un fenomeno ”fisiologico”, in quanto geneticamente determinato, in questi ultimi anni si sono resi disponibili prodotti che possono dare discreti risultati nella calvizie maschile, ma per mantenere i risultati che si ottengono è necessario proseguirne l’utilizzo per tutta la vita. Per il loro acquisto è necessaria la prescrizione medica.

Il minoxidil, disponibile in lozione al 2 e al 5% (Regaine, Minoximen, Aloxidil), è un potente vasodilatatore utilizzato da anni nel trattamento dell’ipertensione. Il suo impiego nella cura dell’alopecia androgenica si basa sull’osservazione occasionale di una anomala crescita di peli in un certo numero di pazienti che assumevano il farmaco per controllare la pressione elevata. Non si sa con precisione quale sia il meccanismo alla base di questo effetto: si ritiene che il farmaco faccia aumentare le dimensioni dei follicoli piliferi. I risultati però non sono garantiti per tutti. Gli studi indicano infatti che solo un terzo circa dei pazienti trattati ottiene la crescita di una peluria cosmeticamente accettabile, in genere i soggetti più giovani con una calvizie ancora ridotta. Gli effetti sono visibili solo dopo alcuni mesi di trattamento ma l’applicazione del farmaco va continuata indefinitamente perché se lo si sospende si osserva dopo poco tempo una ripresa della caduta dei capelli.
Gli effetti indesiderati sono soprattutto dermatiti da contatto, irritazioni locali, prurito, secchezza della pelle ed eritemi. Possono comparire capogiri e accelerazione del battiti cardiaco, e abbassamento della pressione in caso di sovradosaggio.
La finasteride (Propecia), è stata commercializzata recentemente in una formulazione in compresse da 1 milligrammo per il trattamento orale dell’alopecia androgenica. Anche in questo caso la scoperta della potenziale utilità nella calvizie è stata casuale: il farmaco infatti è nato per curare l’ingrossamento della prostata (es. Proscar, in commercio al dosaggio di 5 milligrammi non idoneo per l’impiego anti-calvizie). I pazienti che assumevano il farmaco riferivano di notare nel giro di qualche mese un aumento dei capelli e questo ha stimolato i ricercatori a studiarne il possibile utilizzo nell’alopecia.
La finasteride agisce con un meccanismo ormonale bloccando la formazione dell’ormone che induce la caduta del capello. Quasi la metà degli uomini trattati ha considerato soddisfacente la propria capigliatura dopo un anno di trattamento.
Il farmaco deve essere prescritto dal medico e può essere assunto solo dopo che sono stati esclusi problemi alla prostata perché il trattamento li potrebbe nascondere. Gli effetti indesiderati più ”rilevanti” emersi nel corso degli studi sono: riduzione del desiderio sessuale, impotenza e diminuzione del liquido spermatico. Gli effetti sono scomparsi alla sospensione del farmaco.
Nella donna in età feconda il farmaco è assolutamente controindicato per la possibile comparsa di malformazioni dell’apparato genito-urinario dei figli maschi. Le stesse donne, secondo un’avvertenza della ditta produttrice, non dovrebbero neppure maneggiare compresse rotte o sminuzzatate. Chi pensa di intraprendere questi trattamento deve mettere in conto anche l’onere economico da sostenere per tutta la vita visto che il trattamento non può essere interrotto, pena la perdita dei risultati eventualmente conseguiti.
• Nei casi di alopecia aerata, molti trattamenti si limitano a indurre una reazione infiammatoria sulla lesione. L’acido retinoico è una delle sostanze utilizzate, tra le altre ricordiamo l’acido salicilico, l’acido squarico, il difenciprone. Di fatto però nella maggior parte dei casi la malattia prosegue nel suo bizzarro e imprevedibile andamento senza essere granché influenzata dai farmaci e nessun trattamento sembra alla lunga efficace, neanche quelli che conseguono qualche risultato nell’immediato. Anche nella alopecia aerata esistono possibilità di trattamento che vanno utilizzate da medici esperti e specialisti in dermatologia.
• Autotrapianto, espansioni cutanee, impianto di capelli veri o artificiali, lifting del cuoio capelluto sono tutte tecniche di trapianto eseguite in una miriade di Centri Tricologici sorti in tutt’Italia. Per chi sceglie una strada del genere, vale una sola raccomandazione: verificare la serietà e la professionalità di coloro a cui ci si affida dando la preferenza alle tecniche più collaudate.
• In tutti i casi in cui sia possibile individuare la causa che provoca la perdita dei capelli si dovrà, ovviamente, intervenire su di essa.

(*) Docente presso l’Accademia UNFAASM

AROMA TERAPIA PER CORPO E MENTE

di Sabrina D’Eramo (*)

Gli oli essenziali sono considerati l’essenza della pianta,motivo per il quale sono molto concentrati e si utilizzano in piccole dosi. In commercio se ne trovano di innumerevoli varietà ma  quelli più utilizzati nelle varie preparazioni sono solo alcuni,gli oli detti “di base”. Qui prenderemo in considerazione solo queste ultime  essenze che sono oltretutto più  facili da reperire. Gli oli essenziali hanno effetti sia sul corpo che sulla mente. Sul piano fisico agiscono  generalmente per penetrazione tramite massaggi, bagni o applicazioni locali. Sul piano mentale agiscono invece tramite molecole aromatiche che vengono inalate durante l’impiego. Ecco quindi che queste preziose essenze possono essere d’aiuto per favorire e mantenere la bellezza e la salute, oltre che per favorire il nostro relax.

Proprietà di oli essenziali:
lavanda: agisce sul sistema nervoso  placando l’ansia e lo stress.
Salvia sclarea: adatto quando ci sono dei cambiamenti nella propia vita.
Arancio amaro:aiuta a rilassarsi e a vedere la vita più positivamente.

Neroli: aiuta in caso di depressione.
Menta: è tonica aiuta in caso di affaticamento.
Camomilla: è rilassante.

(*) Docente presso l’Accademia UNFAASM