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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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LUCA BIANCHINI: QUALE LA VERITA’?

di Michel Maritato (*)

Luca Bianchini, ex segretario del circolo del Pd del quartiere Torrino, in carcere perché accusato di essere lo stupratore seriale di Roma, in una lettera di sette pagine scritta a mano, inviata all’Ansa, dice di essere stato incastrato dal Pd perché era a conoscenza della «macchina politico-affaristica» messa in piedi da alcuni politici del Pd della Capitale «per accumulare soldi in nero». Bianchini riferisce di «gravi fatti politici» che risalgono alla campagna elettorale amministrativa del 2006. In particolare spiega che in quel periodo era «coordinatore nel XII municipio della campagna elettorale della candidata alla presidenza municipale Patrizia Prestipino», ora assessore al turismo della Provincia di Roma.

Bianchini sottolinea che «tutto il contante liquido che veniva raccolto alle cene elettorali del maggio 2006, nel corso della campagna elettorale della Prestipino alla presidenza del XII municipio, invece di essere consegnato per la dovuta contabilizzazione, finiva direttamente nelle tasche di Riccardo
Milana», ora senatore del Pd.

Bianchini nella lettera sostiene che «fu praticamente imposto di presentare, a chiusura della campagna elettorale, un bilancio del comitato completamente falso, in quanto non erano stati contabilizzati la maggior parte dei liquidi versati raccolti alle cene». Pronta la replica di Riccardo Milana che annuncia querela nei confronti di Luca Bianchini.

Prestipino: le dichiarazioni di Bianchini fanno tristezza. «Le dichiarazioni di Bianchini fanno più tristezza che rabbia» afferma l’assessore alle Politiche del Turismo, dello Sport e Politiche Giovanili della Provincia di Roma, Patrizia Prestipino. «È evidente come lui, o chi per lui – aggiunge – attraverso queste invenzioni, stia cercando di distogliere l’attenzione dai gravi reati di cui è accusato, gettando fango sulle persone con cui ha lavorato tradendone così la fiducia per la seconda volta. Per quanto riguarda poi i singoli avvenimenti citati, querelerò Bianchini».

«Sono ricostruzioni false – dice Milana – frutto di una mente malata e di quella di qualche cattivo consigliere. Mi spiace che Bianchini nella sua disperazione inventi storie, i crimini di cui è accusato sono talmente gravi che nessun ipotetico complotto può giustificarli».
«Non mi pare che alle cene siano stati raccolti soldi», conclude Milana.

Nella lettera Bianchini tira in ballo anche Manlio Cerroni, presidente della Colari, la società che gestisce la discarica di Malagrotta a Roma. Sostiene che Cerroni, «per interesse appoggiò la candidatura della Prestipino». «Io non conosco nessun Bianchini e non ho mai avuto rapporti con Patrizia Prestipino», ribatte Cerroni. Bianchini infine spiega che a maggio ed inizio giugno scorsi denunciò i fatti di cui era a conoscenza sul sito del Pmli – Partito marxista leninista
italiano. «Dal 10 luglio – scrive ancora – è iniziato per me e la mia famiglia un calvario indicibile, costellato dall’aver subito gravi abusi».

(*) Studio Maritato
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EIACULAZIONE PRECOCE: ANCORA UN TABU’

di Vincenzo Demaio (*)

ROMA – Parte il 25 novembre la ‘tre giorni’ italiana dedicata all’eiaculazione precoce, un problema che affligge tre milioni e mezzo di italiani (il 22,3% della popolazione maschile dai 18 ai 55 anni), genera frustrazione in 7 uomini su 10 ed è ancora considerato un tabù: solo 4 su 10 ne parlano con la partner, ma non con il medico.
L’iniziativa, che prevede anche una campagna di sensibilizzazione sui media, è promossa dalla Società Italiana di Andrologia (SIA), Società  Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e dalla Società Italiana di Urologia (SIU). Sulla base dei dati che emergono dalla prima indagine GfK Eurisko sul fenomeno, realizzata su un campione rappresentativo di 3.000 persone (ambosessi, di età compresa tra 18 e 55 anni), l’iniziativa degli ‘epdays’ risulterà particolarmente utile. Medici specialisti di oltre 260 centri nazionali visiteranno gratuitamente, su appuntamento, chi soffre o pensa di soffrire di eiaculazione precoce.
“La tre giorni di visite gratuite serve per tre buone ragioni – afferma Vincenzo Gentile, presidente della SIA- innanzitutto perché sono moltissimi gli uomini italiani da aiutare. Inoltre, perché chi soffre del problema lo conosce poco. Infine, perché è necessario rompere il silenzio sull’argomento”.
Secondo l’indagine Eurisko, infatti, pochi riconoscono l’eiaculazione precoce come un preciso disturbo della sessualità (solo il 28%) e più della metà degli intervistati (il 52%) ritiene di saperne poco. Per quanto riguarda le cause, il 92% degli uomini che soffrono di tale disturbo ritiene erroneamente che sia un problema in cui i fattori psicologici giocano un ruolo fondamentale.

In realtà, “l’eiaculazione precoce è una condizione medica e non solo psicologica – sottolinea Vincenzo Mirone, segretario generale della SIU – studi recenti, infatti, hanno dimostrato che è un neurotrasmettitore, la serotonina, a controllare l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile”.
Si tratta, quindi, di una condizione medica con un forte impatto sulla sfera emotiva dell’uomo, della coppia e sulla qualità di vita. Secondo l’indagine, il 32% degli uomini con eiaculazione precoce avverte un senso di frustrazione, il 24% si sente umiliato e il 16% prova ansia. Lo stesso vale per le partner: ben il 42% si sente frustrato mentre il 27% avverte sentimenti di ansia.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

ANCHE IN UK ARRIVA LA LAUREA IN SCIENZE INFERMIERISTICHE

di Vincenzo Demaio (*)

Il ministero della sanità britannico ha deciso che in futuro per diventare infermiere sarà necessario conseguire una laurea universitaria. Il diploma che, dopo un corso di due-tre anni, fino ad ora permetteva di fare questo mestiere, non basterà più. Tutti i nuovi infermieri dovranno conseguire una laurea di quattro anni presso le facoltà universitarie ove saranno attivati corsi in scienze  infermieristiche. Le reazioni da parte dei 400 mila infermieri  del Regno Unito sono disparate. I sindacati che li rappresentano non sono d’accordo, sostenendo che il provvedimento finirà per allontanare dalla professione un ampio numero di candidati, spaventati dalla prospettiva di dover studiare per quattro anni, e dai costi che ciò rappresenta, prima di poter iniziare a lavorare. Al contrario Christine Beasley, Chief Nursing Officer, osserva che la prospettiva di fare un mestiere per cui è richiesto la laurea lo renderà più attraente e prestigioso. L’intento del ministero è quello di valorizzare la professione dell’infermiere.

L’attività infermieristica è cambiata dai tempi di Florence Nightingale, fondatrice delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa e per tale considerata anche per la professione sanitaria d’infermiere, richiede oggi vaste capacità e conoscenze, e va riconosciuta adeguatamente. Gli oppositori dell’iniziativa temono che la laurea diventi solo un passaggio burocratico, e che gli infermieri del futuro si sentiranno demotivati a espletare mansioni  come la pulizia dei  pazienti e servire loro da mangiare. Attualmente, scrive il Times di Londra, il 27% degli infermieri britannici hanno una laurea.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)
 

MENO PAROLE…PIU’ PAROLA!

di don Salvatore Miscio (*)

Centinaia di e-mail, milioni di sms, miliardi di parole in questo nostro tempo della comunicazione veloce.
Aumentano di giorno in giorno le possibilità per contattare qualcuno, per connettersi a mondi diversi, per sapere degli altri e far sapere di sé.
Fiumi di parole, di notizie. Il linguaggio, soprattutto tra i giovani, diventa sempre più globalizzato. Dalle Alpi alle Piramidi, dal sud al nord tutti parlano un linguaggio comune. Siamo nell’era della ipercomunicazione. Ma…
Aumentano i sintomi di un malessere generato paradossalmente dalla solitudine, dall’incomprensione, dalla noia, dalla depressione. I mille ponti comunicativi, invece che creare occasioni di incontro e confronto, sembrano costituire un alibi per restare chiusi in casa, per evitare la fatica del muoversi per raggiungere gli altri, metafora di quello sforzo interiore a cui tutti sono chiamati se oltre a emettere suoni dalla propria bocca vogliono anche dialogare, ascoltare, capire e rispettare.
Le tante luci abbagliano più che fare chiarezza. E allora?
 “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”. Questo il tema che  Benedetto XVI ha voluto per la XXI Giornata mondiale della gioventù. La Parola di Dio penetra nelle profondità del cuore e ne svela i sentimenti  e i pensieri, creando spazi di luce, di crisi e di cambiamento. Tra le tante parole, il Papa indica la Parola del Signore come la sola che porta chiarezza nel marasma di emozioni e sensazioni che il nostro cuore vive continuamente. La nostra libertà è messa in pericolo proprio dalle mille possibilità di scelta che abbiamo. Le tante cose che possiamo e facciamo frammentano la nostra appartenenza e la nostra identità. E’ urgente liberare la libertà. Chi può aiutarci senza pretendere di diventare il padrone della nostra vita, senza volerci inquadrare in schemi prefissi? Chi ci libererà dalle nostre schiavitù senza rinchiuderci in altre prigioni? Solo chi ci ama a tal punto da rischiare di perderci! La presenza amorevole di Dio, attraverso la sua Parola, è lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili.

Ecco il nostro segreto; la nostra salvezza; il link di speranza da conservare sul home page della quotidianità. La Parola del nostro Dio.  Il Papa ci esorta ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano. A leggerla, a studiarla, a meditarla e, infine, a metterla in pratica. Solo così troveremo la nostra felicità. Maria, la Madre della Parola che si fa carne, ha accolto la Parola e l’ha custodita nel suo cuore. Oggi tutti la chiamiamo ancora Beata. Tanti altri nostri fratelli hanno creduto e scommesso sulla Parola. Hanno gettato le reti nonostante la notte infruttuosa. Pensate agli apostoli, ai martiri, ai santi di ogni tempo. Noi gli amiamo e ci lasciamo infervorare ancora dalla loro vita eccezionale. Francesco, Chiara, Pio da Pietrelcina, Giuseppe Moscati, Giovanni Bosco, Domenico Savio, Madre Teresa, Pier Giorgio Frassati, Gianna Beretta Molla, Alberto Marvelli. Senza e-mail, senza sms, senza tutti i media odierni hanno comunicato con il mondo intero pronunciando parole che liberano, incoraggiano, confortano, danno speranza.
Ecco il nostro programma: Costruire la vita su Cristo, accogliendo con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti. Radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo. Questo ci chiede il Signore, a questo ci invita la Chiesa, questo il mondo – anche senza saperlo – attende da noi!

(*) Rettore Seminario Diocesano “Sacro Cuore” di Manfredonia (FG)

PRENDE CORPO IL PRESEPE VIVENTE PIU’ IMPORTANTE DELLA PUGLIA

QUELLO DI RIGNANO GARGANICO, IL PAESE PIU’ PICCOLO DELLA MONTAGNA DEL SOLE

di Gaetano Berthoud (*)

RIGNANO GARGANICO. Un evento molto sentito da tutta la popolazione di Rignano Garganico, caratteristico paesino sul Promontorio, è il Presepe Vivente. Organizzato dal Parco Nazionale del Gargano, dalla Regione Puglia, dalla Comunità Montana del Gargano, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Rignano Garganico, da Legambiente, dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, dal Club Unesco di Capitanata, dall’Associazionismo Attivo del Gargano e da numerosi partner e aziende territoriali.

Giunta oramai al dodicesimo anno di vita, la manifestazione si svolgerà nel centro storico di origine medievale del paese riportando in età attuale quelli che erano i mestieri agricoli e artigiani passati alla storia.

A partecipare, oltre 300 comparse di tutte le età per ricreare le scene della Natività di Gesù. Lungo l’itinerario del Presepe vivente vengono allestite delle esposizioni dove è possibile deliziarsi delle tante specialità gastronomiche della cucina pugliese e delle peculiarità culinarie del posto.

Il tutto prenderà vita il 21 Dicembre quando i ragazzi delle scuole e dei gruppi organizzati daranno il “Benvenuti a Rignano Garganico” per poi proseguire in date successive, il 26 Dicembre con il debutto della rappresentazione presepistica e il 3 e il 6 Gennaio tra l’arrivo degli zamponiari, dei re Magi e della Befana.

L’impegno sociale di questa iniziativa da lustro a tutto il territorio del Gargano e sono in molti dai paesi limitrofi a partecipare.

Ulteriori informazioni sul portale internet http://www.preseperignano.com

(*) Garganonews.it e Tuttogargano.com

SCARICATE IL MANIFESTO DELL’EVENTO
http://giulioricci.interfree.it/ManifestoPresepe2.jpg

PLUSVALENZE 2009. NUOVE DISPOSIZIONI

di Michel Maritato (*)

Ringrazio infinitamente tutti i lettori, per le ripetute conferme di affetto e d’interesse nutrite per i nostri argomenti.

Il regime delle plusvalenze finanziarie su titoli partecipativi e strumenti finanziari ha subito dal 2005 diverse modifiche. Da ultimo l’art. 1, c. 33, Legg. 24.12.2007 con decorrenza dal 1° gennaio 2008.

Per effetto di tali modifiche la percentuale di esenzione delle plusvalenze (aumento di valore sui beni immobili e mobiliari gravato da imposte) su partecipazioni aventi i requisiti di cui all’articolo 87 del TUIR sono le seguenti:

• plusvalenze realizzate fino al 3 ottobre 2005: esenti al 100 per cento;

• plusvalenze realizzate tra il 4 ottobre e il 2 dicembre 2005: esenti
nella misura del 95 per cento;

• plusvalenze realizzate tra il 3 dicembre 2005 e il 31 dicembre 2006:
esenti nella misura del 91 per cento;

• plusvalenze realizzate a partire dal 1° gennaio 2007: esenti nella
misura dell’84 per cento.

 
• plusvalenze realizzate a partire dal 1 gennaio 2008: esenti nella
misura del 95%.

Per le imprese soggette a Irpef, ove ricorrano i presupposti dell’esenzione della plusvalenza realizzata, questa compete comunque nella misura del 60 per cento per le plusvalenze realizzate sino al 31 dicembre 2008, nella misura del 50,28% dal 1 gennaio 2009.
 

(*) Studio Maritato
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PLUSVALENZE 2009. NUOVE DISPOSIZIONI

di Michel Maritato (*)

Ringrazio infinitamente tutti i lettori, per le ripetute conferme di affetto e d’interesse nutrite per i nostri argomenti.

Il regime delle plusvalenze finanziarie su titoli partecipativi e strumenti finanziari ha subito dal 2005 diverse modifiche. Da ultimo l’art. 1, c. 33, Legg. 24.12.2007 con decorrenza dal 1° gennaio 2008.

Per effetto di tali modifiche la percentuale di esenzione delle plusvalenze (aumento di valore sui beni immobili e mobiliari gravato da imposte) su partecipazioni aventi i requisiti di cui all’articolo 87 del TUIR sono le seguenti:

• plusvalenze realizzate fino al 3 ottobre 2005: esenti al 100 per cento;

• plusvalenze realizzate tra il 4 ottobre e il 2 dicembre 2005: esenti
nella misura del 95 per cento;

• plusvalenze realizzate tra il 3 dicembre 2005 e il 31 dicembre 2006:
esenti nella misura del 91 per cento;

• plusvalenze realizzate a partire dal 1° gennaio 2007: esenti nella
misura dell’84 per cento.

 
• plusvalenze realizzate a partire dal 1 gennaio 2008: esenti nella
misura del 95%.

Per le imprese soggette a Irpef, ove ricorrano i presupposti dell’esenzione della plusvalenza realizzata, questa compete comunque nella misura del 60 per cento per le plusvalenze realizzate sino al 31 dicembre 2008, nella misura del 50,28% dal 1 gennaio 2009.
 

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COSA E’ IL SIGNORAGGIO?

di Michel Emi Maritato (*)

Nell’antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di tale metallo poteva portarlo presso la Zecca di Stato, dove veniva trasformato in monete con l’effigie del sovrano. I diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte del metallo prezioso.

Il signoraggio in tale contesto è dunque l’imposta sulla coniazione, noto anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta e il valore intrinseco delle monete non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete. L’imposta sulla coniazione poi serviva a finanziare la spesa pubblica.

Nel caso in cui lo Stato possedesse miniere di metallo prezioso, il signoraggio coincideva con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate e i costi per estrarre il metallo prezioso e coniare le monete. Già con i romani, da Settimio Severo si può parlare di signoraggio: questo imperatore dimezzò la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, mentre lasciò invariato il valore nominale.

 

Con la rivoluzione industriale e, nel ventesimo secolo, con la Conferenza di Bretton Woods si assiste al graduale abbandono dei sistemi monetari fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in metalli preziosi.

La crescita degli scambi economici provocata dalla rivoluzione industriale rese necessario l’uso di monete la cui offerta non fosse vincolata dalla limitata disponibilità di metalli preziosi. Inoltre, l’affermarsi di talune monete, sempre più diffuse e accettate negli scambi internazionali, rese obsoleto il ricorso ai metalli preziosi per regolare tali scambi.

Infine, l’affermazione del biglietto di banca e di altre forme di pagamento svincolate dall’uso di metalli preziosi si spiega con la praticità dei sistemi di pagamento che non obbligano a trasferire ingenti quantità di pesante metallo prezioso.

Le vittime del Signoraggio chi le tutela? Siamo schiavi del lavoro per pagare gli interessi!

(*) Studio Maritato
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COSA E’ IL SIGNORAGGIO?

di Michel Emi Maritato (*)

Nell’antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di tale metallo poteva portarlo presso la Zecca di Stato, dove veniva trasformato in monete con l’effigie del sovrano. I diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte del metallo prezioso.

Il signoraggio in tale contesto è dunque l’imposta sulla coniazione, noto anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta e il valore intrinseco delle monete non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete. L’imposta sulla coniazione poi serviva a finanziare la spesa pubblica.

Nel caso in cui lo Stato possedesse miniere di metallo prezioso, il signoraggio coincideva con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate e i costi per estrarre il metallo prezioso e coniare le monete. Già con i romani, da Settimio Severo si può parlare di signoraggio: questo imperatore dimezzò la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, mentre lasciò invariato il valore nominale.

 

Con la rivoluzione industriale e, nel ventesimo secolo, con la Conferenza di Bretton Woods si assiste al graduale abbandono dei sistemi monetari fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in metalli preziosi.

La crescita degli scambi economici provocata dalla rivoluzione industriale rese necessario l’uso di monete la cui offerta non fosse vincolata dalla limitata disponibilità di metalli preziosi. Inoltre, l’affermarsi di talune monete, sempre più diffuse e accettate negli scambi internazionali, rese obsoleto il ricorso ai metalli preziosi per regolare tali scambi.

Infine, l’affermazione del biglietto di banca e di altre forme di pagamento svincolate dall’uso di metalli preziosi si spiega con la praticità dei sistemi di pagamento che non obbligano a trasferire ingenti quantità di pesante metallo prezioso.

Le vittime del Signoraggio chi le tutela? Siamo schiavi del lavoro per pagare gli interessi!

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NON SOLO MODA…

di Grazia Vaiani (*)

Secondo una statistica, lo stile è unico ed essenziale per la vita cittadina, ma la domanda a cui oggi ci si dibatte in modo ripetitivo è: la moda è vita? Prendendo in considerazione una specifica fascia d’età, compresa tra i 20/40 anni, abbiamo verificato quanto la moda sia veramente parte integrante delle nostre giornate. Roma, per quanto città caotica, pare fortemente distaccata dal cosiddetto “Fenomeno Sociale”, a differenza di altre grandi metropoli come Milano, dove, movida e moda fanno da “Padroni”. Numerosi sono i riscontri avvenuti in seguito a questa domanda, e, a quanto pare, più del 60% afferma di badare con grande insistenza al costume. Altri  studi condotti in Inghilterra hanno dimostrato quanto il look quotidiano costa più di 15 minuti al giorno e di quanto dispendio di accuratezza e ricercatezza si celi dietro ognuno di noi. La moda ci travolge, ci stupisce, ma è bene viverne come ornamento per l’utilità e non come prigionia per la vita.

E come diceva una celebre donna, Coco Chanel (nella foto), che di eleganza se ne intendeva, “La moda passa, lo stile resta. Il vero segreto è non esserne ossessionati.

(*) Studentessa al Liceo Psico-Pedagogico ed appassionata di Moda

2012: TRA SCIENZA E FANTASCIENZA

di Francesco Bruni (*)

Il film 2012, che dal 13 novembre è nelle sale, si appresta ad essere uno dei film che saranno più visti in questo periodo.
Al di là delle profezie dei Maya, descritte da Giacobbo che hanno indotto lo stesso a scrivere un   libro che ha venduto molte copie (non per quello che diceva, ma per il “mistero svelato” raccontato) , nel film sembra ci sia qualcosa di scientifico. Sembra. Non è un banale racconto della profezia dei Maya, male interpretata da molti, ma la descrizione fantascientifica di qualcosa che potrebbe succedere, se non sul finire del 2012, nel 2013.
Vediamo cosa succede nel film. A causa di un’intensa attività del Sole si creeranno dei neutrini che andranno a interagire con la massa. In particolare essi riuscirebbero a superare i vari strati della terra, arrivando pertanto al nucleo, destabilizzandolo. Quest’ultimo movimento provocherebbe degli slittamenti e spostamenti della crosta terrestre, favorendo la distruzione di ciò che sulla Terra è costruito: ponti, grattacieli, palazzi. Ma questa fase potrebbe solo accadere in un film, data la grandissima pressione del nucleo.
Proviamo a fare un calcolo per renderci conto dell’assurdità del fatto.
Considerato un 1 Pascal come la forza di 1 Newton su un metro quadrato di superficie, affinché si destabilizzi il nucleo interno occorre che si sviluppi una pressione di 350 Gpascal (equivalgono a 350.000.000.000 Pa). La qual pressione equivale a 350.000.000 atmosfere circa. Per calcolare la forza che deve essere applicata sul metro quadrato di riferimento, basta dividere la forza per la superficie. Ottenendo una forza di 350.000 Newton circa. E per renderci conto di quanto sia grande questa quantità, pensate ad una massa di 35.000.000.000 kg. Impensabile, anche se si tratta della massa della Terra.
Ora invece occupiamoci della parte scientifica.

Nel 2012 il ciclo di attività del sole raggiungerà il culmine. Esso produrrà dei particolari neutrini (fermioni la cui massa è molto più piccola di quella dell’elettrone con assenza di carica e soggetta, pertanto, solo a forze nucleari deboli e non alla forza di gravità, per esempio), che avranno un possibile comportamento differente dal loro solito: inizieranno ad interagire con la materia in maniera abbastanza frequente. Questo non destabilizzerà di certo il nucleo ma potrebbe causare altri guai, come per esempio una distruzione dei satelliti o un blackout. Proviamo a spiegare il perché. A causa del movimento del plasma (particolare stato della materia, caratterizzato dalla presenza di ioni ed elettroni), il Sole genera un campo magnetico, che si propaga nello spazio, considerato un mezzo interplanetario, e, a causa della sua variazione nel tempo, in accordo con una delle più importanti equazioni della fisica, crea una forza elettromotrice indotta. Una differenza di potenziale è legata ad una corrente. La quale, circolando in un circuito, si va a sommare, in maniera vettoriale alla corrente già presente. Alterando i valori standard di tensione e corrente nei circuti. Generando modifiche al sistema tutto.
In conclusione, il film ha ben poco di scientifico. Si consiglia la visione del film per una buona dose di effetti speciali. E se proprio la profezia dei Maya un po’ vi ha turbato, vi consiglio una scommessa: andare a vedere il film nel 2013.


(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA

di Carmela Maraglino (*)

“FRATELLI, LA FEDE E’ FONDAMENTO DELLE COSE CHE SI SPERANO E PROVA DI QUELLE CHE NON SI VEDONO. PER MEZZO DI QUESTA FEDE GLI ANTICHI RICEVETTERO BUONA TESTIMONIANZA.” (San Paolo)

Come si fa a non rimanere incantati di fronte ad una frase del genere! In essa è racchiuso tutto il mistero della fede, tutte le “contraddizioni” delle fede.
Sì, perché la fede è una CONTRADDIZIONE, anzi è “LA CONTRADDIZIONE”. Sì, la fede è proprio la contraddizione nei termini.
Essa ci chiede di credere contro ogni evidenza, ci chiede si sperare contro ogni speranza, di fidarci contro ogni buon senso, di amare contro ogni limite, di donare contro ogni calcolo, di parlare contro ogni logica, di testimoniare contro ogni ostacolo, di umiliarci contro ogni grandezza, di aprirci contro ogni chiusura, di resistere contro ogni avversità. Sì, la fede è tutto questo!
La fede è una lotta, una lotta perenne, che ci abbatte e ci esalta, ci spinge in avanti e ci fa fermare, ci fa parlare e ci fa tacere, ci fa piangere e ci fa gioire, ci fa amare, ma non ci fa più odiare, ci fa accogliere, ma non ci fa più rifiutare, ci fa chiedere e ci fa ottenere.
Ci fa ottenere proprio quello che chiediamo, e più chiediamo più otteniamo, increduli di noi stessi, per quello che abbiamo ottenuto.
Allora, ciò che avevi soltanto sperato, diventa realtà, e ciò che non si vede diventa verità, diventa vita. Diventa la tua vita!
E, la fede ti dà anche la “prova” di ciò che “non si vede”.

La fede ti fa “vedere” l’invisibile, ti fa “ascoltare” l’inudibile, ti fa “percepire” l’impercepibile, ti fa “dire” l’indicibile. Sì, la fede è una contraddizione nei termini, perché essa contraddice tutte le nostre idee, tutte le nostre logiche, tutte le nostre teorie, tutti i nostri pensieri, che di fronte alla fede non hanno più nessun valore.

(*) Docente di Economia Aziendale – Scuole Medie-Superiori

RENDIAMO PIU’ SICURE LE STRADE DEL MONDO!

di Vincenzo Demaio (*)

Relazione della  Conferenza Mondiale sulla Sicurezza Stradale

Approssimativamente muoiono 1.3 milioni di persone ogni anno sulle strade di ogni dove del mondo. Si sostiene che siano fra i 20 e 50 milioni  gli incidenti stradali non  mortali. Il rapporto elaborato dalla Conferenza Mondiale sulla Sicurezza Stradale, lo scorso 18 novembre, è la prima e più ampia valutazione sulla situazione della sicurezza stradale in 178 Paesi, utilizzando dati estrapolati da indagini standardizzate. I risultati dimostrano che gli incidenti stradali restano un importante problema di salute pubblica, in particolare per i Paesi a basso e medio reddito economico.
I pedoni, ciclisti e motociclisti costituiscono quasi la metà dei morti su strada, mettendo in risalto il bisogno di dare a queste categorie di fruitori della strada più attenzione nei programmi sulla sicurezza stradale. I risultati delineano che in molti Paesi le leggi sulla sicurezza stradale necessitano di una maggiore  comprensione e come applicazione  devono essere rinforzate.

I risultati del rapporto dimostrano chiaramente che è necessaria una maggiore azione per rendere più sicure le strade del mondo!

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

BANCHE ED ECONOMIA: NON CI ATTENDONO MESI FACILI!

di Michel Maritato (*)

 
Allarme di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite sui crediti «a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi», rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell’anno,ha detto Faissola, intervenuto all’assemblea annuale dell’Aibe
(l’Associazione delle banche estere in Italia).
 «Non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli», ha continuato Faissola. «Da molti mesi – ha aggiunto – il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi». Faissola ha poi aggiunto che «nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi». Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: «i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi».

«A fine anno – ha concluso – non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere».

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BANCHE ED ECONOMIA: NON CI ATTENDONO MESI FACILI!

di Michel Maritato (*)

 
Allarme di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite sui crediti «a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi», rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell’anno,ha detto Faissola, intervenuto all’assemblea annuale dell’Aibe
(l’Associazione delle banche estere in Italia).
 «Non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli», ha continuato Faissola. «Da molti mesi – ha aggiunto – il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi». Faissola ha poi aggiunto che «nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi». Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: «i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi».

«A fine anno – ha concluso – non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere».

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