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EMMA BONINO E IL LAZIO, CI POSSIAMO FIDARE?

di Andrea Vitale (*) 

 
Elezioni Regionali 2010, Lazio – Lontano dalle ormai note “primarie” cui da sempre fan perno i principi democratici del PD è emersa nel centrosinistra l’auto candidatura di Emma Bonino. La leader del partito “I radicali italiani” è nata nella provincia di Cuneo nel ’48, dal 2008 ricopre la carica di vicepresidente del Senato della Repubblica. Inizia la carriera politica nel 1975 nel “Partito Radicale” e un anno dopo viene eletta alla Camera dei Deputati; dal 1979 al 1984 ricopre la carica di deputata del Parlamento Europeo; alle Elezioni Europee del ’99 presentò una lista che portava il suo nome e riuscì ad ottenere ben l’ 8,5% dei voti; più deludenti le elezioni politiche del 2006 dove la vediamo presentarsi con un nuovo partito, la “Rosa del pugno” il quale ottiene un misero 2,6% dei voti.
Ma torniamo all’attualità: la Bonino è la candidata numero 1 della Regione Lazio in quanto corre con l’appoggio di “PD”, “Italia dei valori”, “Federazione della sinistra”, “Sinistra ecologia e libertà”, “Verdi”. Ma nonostante la sua gran dedizione ed impegno per il ruolo politico che si prepara(forse) a ricoprire, la campagna elettorale è un percorso lungo pieno di insidie pronte ad ostacolare ogni tipo di programma: discriminazione in Rai nei confronti dei radicali e nella raccolta firme per presentarsi alle elezioni. Queste le lamentele della candidata del centrosinistra cui ha fatto puntualmente seguito l’immancabile strumento che da sempre i radicali utilizzano per le loro battaglie: lo sciopero della fame e della sete. Lo scopo? Chiedere che venga assicurata la possibilità di raccogliere nel più breve tempo possibile le firme per presentare le liste elettorali così come stabilito il rispetto della legge 43/’95 la quale impone ai comuni stessi di fornire assistenza per la raccolta delle firme a sostegno delle liste elettorali.

“Ti puoi fidare”. Questo lo slogan usato dalla stessa Bonino per la sua campagna elettorale, ma date le ultime problematiche emerse e la sua ormai nota “disobbedienza civile” ci sarà da credere?

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

MIAO! SIAMO IN PERICOLO: BIGAZZI CI VUOLE IN PADELLA

di Elettra Marricco (*)

A scrivere ciò potrebbe essere benissimo l’enorme quantità di gatti di tutto il mondo, se non fosse per il fatto che: (e questo è un bene per Bigazzi ) loro non parlino ne sappiano scrivere.
Il tutto deriva dall’esternazione poco felice in diretta tv dal programma “la prova del cuoco” di Beppe Bigazzi palinsesto del programma da ben dieci anni ed esperto culinario, nel quale, qualche giorno fa ha spiegato la “ricetta” per cucinare il << IL GATTO STUFATO>>, decantandone la qualità della carne e specificando come evitare che la “carne” in questione abbia quel sapore di selvatico ed aggiungendo che lui stesso ne ha mangiata.
Le reazioni sono arrivate subito: il pubblico da casa ha spedito al programma centinaia di e-mail alle quali si sono aggiunte anche quelle delle associazioni animaliste e i vertici della Rai hanno immediatamente allontanato e sospeso Bigazzi dal programma.
Sembrerà retorica ma per noi tutti che amiamo gli animali questo “fatto” risulta alquanto disgustoso non solo per l’atto in se per se ma soprattutto perché gli animali domestici, quali cani gatti e affini, sono tutelati da una legge apposita, di conseguenza sono INTOCCABILI.

Sul gastronomo, che si è difeso dalle accuse dichiarando che stava soltanto citando un’antica usanza vicentina e che quindi le sue parole sono state travisate, resta una denuncia da parte delle associazioni animalistiche e il rancore di tuti quelli che possiedono un animale: In conclusione: io da animalista incallita dico << 44 GATTI IN FILA PER 6 COL RESTO DI 2 MARCIATE COMPATTI CONTRO BIGAZZI E LA SUA RICETTA>>.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

L’ULTIMATUM DELLA BONINO E LA RISPOSTA DELLA POLVERINI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Sciopero della fame e della sete per poter ripristinare un minimo di legalità nel processo elettorale che vede violata la legge elettorale G3 del 1995.
Lo ha annunciato la leader dei radicali e candidata alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino.
Ha dichiarato che si tratta per lei di un atto costosissimo quanto pesante che vuole però essere un segnale di speranza e non solamente di protesta, per chiedere al Governo strumenti che pagano un correttivo alla situazione di illegalità che preclude agli italiani una o  più scelte.
A oggi quasi nessuno degli ottomila comuni italiani piccoli e grandi ha pensato ad adempire all’articolo 4 della legge G3.
“Questo non è il momento della rassegnazione” ha detto la candidata del PD.
Lo sciopero è un’iniziativa non violenta: mi auguro che tutti i cittadini, radicali o meno, non si arrendano, ma moltiplichino l’impegno per raccogliere le firme e pretendere il rispetto della legge.
Non è una rinuncia o un alzare bandiera bianca, ma semmai l’alzare la bandiera infangata dalla democrazia.
Zingaretti, ha invitato il suo partito a riflettere e rispondere sul problema sollevato dalla Bonino, che si era già, nei giorni scorsi, lamentata per il ritiro dell’ invito in tv di Matrix con conseguente “violazione di par condicio”. Per la Bonino l’elemento necessario a scongiurare un ritiro della sua candidatura è un decreto legge che abolisca le firme per le presentazioni delle liste o ne dimezzi il numero che, ancora, ne prolunghi il tempo per la raccolta.

“Non mi sembra affatto una novità che la Bonino scioperi”: sostiene Renata Polverini, “si tratta di un metodo che i radicali hanno sempre utilizzato per le loro battaglie, quindi mi pare ovvioche di fronte a quella che la Bonino ritiene una discriminazione utilizzi lo stesso metodo che utilizza sempre”, questa è la prima reazione di Renata Polverini all’ultimatum della candidata del PD, ma poi taglia ancor più corto sostenendo che lei non ha tempo per scioperare, l’unico tempo che possiede è quello che dedicherà alla sua campagna elettorale.
Il Sincaco Alemanno si dichiara perplesso sul gesto della Bonino:”Se una lista non riesce a raccogliere firme, dovrebbe interrogarsi sul suo grado di rappresentatività non fare scioperi della fame”. Unanime invece la solidarietà arrivata dal Centrosinistra.
Il segretario dell’Italia dei Valori nel Lazio Stefano Pedica ha iniziato anche lui lo sciopero della fame, per “appoggiare la Bonino”

                                                                 

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

CARNE ALLA BRACE

di Enrico Ferdinandi

Ingredienti per 4 persone

4 fette di carne da 250gr ognuna
1 cucchiaio d’olio
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
sale

Prima di cuocere la carne sulla griglia è consigliato toglierla dal frigo almeno mezz’ora prima, così da evitare che sia ancora fredda all’interno al momento della cottura. Preparare quindi una ciotola nella quale unirete olio, aglio tagliato a pezzi e rosmarino. Preparare una buona brace è fondamentale per una cottura ottimale della carne. Quando avrete quindi una brace adatta sistemate la griglia facendola riscaldare per bene così da disinfettarla e sistemate la carne già spennellata con il condimento precedentemente preparato.

 La cottura varia a seconda dei gusti, se volete mangiare la una carne ben cotto lasciatela cuocere 10 minuti per lato altrimenti se la preferite al sangue bastano 5 minuti a lato. Ricordate sempre però che la carne deve essere girata una sola volta altrimenti diventerà più dura. Ora non vi resta che salarla e servirla a tavola subito, la carne alla griglia è buona appena fatta.

L’ANSIA

di Enrico Ferdinandi

L’ansia oltre ad essere un limite ed un disturbo nella vita di tutti i giorni può essere il sintomo di qualcosa che la nostra psiche cerca di comunicarci. Per questo analizzarla può essere un valido strumento per capire ciò che abbiamo dentro e può diventare una risorsa per noi stessi.
Si è calcolato che almeno un terzo della popolazione mondiale almeno una volta nella vita ha avuto o avrà un disturbo d’ansia questo perché essa rappresenta una condizione necessaria e fisiologica in determinati momenti della vita.
Dal punto di vista emozionale, l’ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d’ansia. Comunque l’ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un’emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

Per cercare di superare queste crisi, inizialmente la cosa migliore da fare è crearsi un ambiente rassicurante capace di ridurre al minimo le stimolazioni che sono all’origine dello stato ansioso, e contemporaneamente nell’uso di farmaci tranquillizzanti.

 

“L’ITALIA CHE INNOVA” DI GIORGIA PETRINI

di Silvia Quaranta (*)

«I Side Leaders sono quelli che hanno scommesso su se stessi con una sfida incredibile, che oggi non  rende loro pubblico onore, né merito, né popolarità. Ci sono, ma nessuno lo sa». Così dichiara Giorgia Petrini, che poi aggiunge:  «in questo libro ce ne sono nove, la decima sono io». Forse, tuttavia, dopo l’uscita di “L’Italia che innova”, un po’ di notorietà in più la raggiungeranno i dieci  side leaders che, del libro, sono i giovani protagonisti.
“L’Italia che innova” non è un insieme di biografie, né una collezione di interviste. È, come l’ha definito l’autrice stessa, un “osservatorio della realtà”: una raccolta di chiacchierate informali in cui i nove giovani imprenditori raccontano la loro storia, le esperienze vissute e le idee maturate attraverso anni di lavoro sul campo. Espongono il loro punto di vista sulla questione dell’imprenditoria giovanile, analizzando i punti di forza degli italiani e le debolezze del nostro sistema. C’è molta critica, ma è sempre una critica costruttiva: è l’espressione di chi ha incontrato delle difficoltà ma, nonostante queste, è riuscito a sfondare, partendo da zero. Leadership, Successo e Innovazione: queste le loro parole d’ordine. «L’Italia che innova – scrive l’autrice – è un libro che spinge, che punta a dare un preciso messaggio: Oh ragazzi forza! Dai! Se ce l’hanno fatta loro, potete farcela anche voi!». Sulla carica positiva del libro sembra scommettere anche il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Ospite d’onore, in qualità di Side Leader istituzionale, il Ministro è intervenuto alla presentazione ufficiale, avvenuta il 29 Febbraio scorso. «Ringrazio Giorgia Petrini per il libro – ha dichiarato – e per non essersi fermata a un libro. Le due cose vanno in sintonia con quello che il Ministero della Gioventù sta tentando di fare con la  controinformazione, cercando di raccontare tutto quel che non fa notizia. Oggi la storia di bullismo finisce in prima pagina e la storia di eccellenza non fa nessun rumore. Questo non è solamente ingiusto, ma deleterio. Si chiama “effetto specchio”: i giovani italiani si vedono come noi li raccontiamo».

Alla presentazione, avvenuta, coerentemente con lo spirito del libro, in forma di tavola rotonda, hanno preso parte, inoltre, l’autrice, Giampaolo Rossi (Presidente di Rai Net) e Gian Paolo Tagliavia (AD di Mtv Italia). Protagoniste dell’evento sono state, poi, alcune tra le eccellenze italiane raccontate nel libro, artefici di importanti progetti innovativi nel nostro Paese e all’estero: Luca Ascani (Presidente di GoAdv), Fabrizio Capobianco (CEO di Funambol), Stefano Cigarini (Direttore Generale di Zoomarine) e Silvio Gentile (AD Green Utility). «Di idee buone non se ne hanno tutti i giorni, se ne ha una, forse due in tutta la vita. Ma è su quelle che bisogna lavorare», asserisce Stefano Cigarini – e questo è ciò che hanno fatto loro. Luca Ascani, a soli 20 anni, ha avuto un’intuizione geniale, sulla quale ha saputo costruire un business vincente: capire ciò che gli utenti vogliono dal web. Oggi Luca, 29 anni, è alla guida di GoAdvertising, una  società di servizi di informazione e comunicazione online internazionale e quotata in borsa. «Io ho fondato 3 aziende – racconta Fabrizio Capobianco, che attualmente vive e lavora nella Silicon Valley- la prima nel ’94 ed era la prima web company italiana. Avevo 23 anni, partivo da zero, senza capitali, facendo una certa fatica e trovandomi davanti alcune barriere classicamente italiane. Mi è capitato di parlare con un grande capitano d’industria del turismo che mi ha detto “Ha ragione, internet sarà quello che dice lei, però lei ha 23 anni e io non posso fare affari con un ragazzo”». Adesso quel ragazzo è a capo di Funambol, una delle start up di maggiore crescita negli Stati Uniti, a dimostrare che la tecnologia italiana non è seconda a nessuno.
Sul problema dell’imprenditoria legata ai giovani in Italia si sofferma Silvio Gentile: «Per fare impresa in Italia, purtroppo, i potenziali clienti non gurdano mai cosa tu hai di fronte, quindi la tua vision, i tuoi progetti, la tua intraprendenza. Guardano quello che hai dietro, cioè i partner, i patrimoni, i contatti. Io volevo fare business nel campo dell’energia e sono figlio di due dipendenti pubblici, dovevo farlo convincendo dei partner industriali. Uno di questi partner è stato un gruppo tedesco quotato in borsa che ha creduto in me quando ero da solo. Mi hanno dato delle referenze e delle credibilità, ma anche 600.000 euro. Il sistema Italiano si può cambiare ma non attaccandolo, cambiandolo dall’interno. Non è impossibile trovare partner, ma non è facile. Se Steve Jobs (fondatore della Apple, ndr) fosse nato in Italia oggi sarebbe ai lavori socialmente utili».

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”

ROMA SENZA FRENI, L’INTER BLOCCATA DALLA SAMPDORIA. CAMPIONATO RIAPERTO??

di Sergio Cimmino (*)

Eccoci arrivati alla 25ma giornata. L’anticipo del sabato vede lo scontro tra il Genoa e l’Udinese, partita senza storia: i grifoni surclassano i poveri friuliani per 3-0. Sottilineamo il ritorno al goal di Palacio e di una doppietta di Acquafresca. Salgono le quotazioni in chiave europea per gli uomini di Gasperini, molto critica la situazione dei bianconeri. Nel posticipo serale è di scena la capolista Inter che ospita la Sampdoria. Partita molto nervosa con ben tre espulsioni, un Mourihno su tutte le furie che accuserà poi la classe arbitrale. I blucerchiati, seppur con due uomini in più, non riescono ad approfittarne: la partita termina a reti bianche. I nerazzurri perdono terreno e vedono sempre più vicina la Roma. Proprio i giallorossi passano di misura all’Olimpico sul Catania, ci pensa Vucinic. Si sogna in casa della lupa, mentre si complicano le cose per Mijhalovic. Successo esterno per il Chievo di Di Carlo che grazie a Pellisier passa sull’ostico campo di Bergamo. Mutti ritroverà il bandolo della matassa? Vittoria esterna anche se sofferta per la Juve di Zaccheroni. Segnano Diego e Candreva. Per il Bologna tanto buon gioco ma occasioni buttate al vento. Accorcia per i rossoblu Busce’. Vincono in casa sia la Fiorentina per 2-1 sul Livorno. Ci pensano Vargas e Gilardino per i viola, segna per il Livorno Rivas e il Palermo di Delio Rossi.

I siciliani sembrano essere in una forma pimpante e in un tempo surclassano una Lazio spaesata. Hernandez, Miccoli e Nocerino siglano la vittoria, per i biancocelesti inutile goal di Kolarov. Nella trasferta a Siena il Napoli impatta in un altro pareggio senza reti. La squadra di Mazzari imbrigliata dal gioco dei toscani sembra aver perso la strada del goal. Un buon punto invece per Malesani. Nel posticipo serale invece vanno in campo il Bari e il Milan. Al Sant’Elia ci pensano Borriello e Pato. I pugliesi sbagliano anche un rigore. I rossoneri accorciano anche se la distanza è tanta sull’Inter.
Dunque un campionato riaperto, con la Roma a meno cinque punti sull’Inter, con un Milan che sembra non mollare. Come finira?

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

LE NOVITÀ DEL CUD 2010

di Michel Maritato (*)

Entro il 28 febbraio, i lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente dovrebbero ricevere, la certificazione unica dei redditi 2010 (“CUD 2010”). Il condizionale è d’obbligo, visto che quest’anno l’approvazione definitiva da parte dell’Agenzia delle Entrate è avvenuta con estremo ritardo (la bozza del modello, prima di essere pubblicata lo scorso 19 gennaio, è stata modificata ben tre volte), fatto questo che ha scatenato le proteste degli operatori del settore, scettici che l’adempimento oramai possa essere garantito entro la scadenza. La stesura del modello CUD non è affatto agevole. Esso contiene la certificazione di tutti i dati annuali che riguardano i redditi percepiti nel 2009, le relative ritenute subite, le detrazioni riconosciute, i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione INPS, INPDAP e IPOST. Se poi si considera che il CUD è assolutamente indispensabile per la corretta redazione delle dichiarazioni dei redditi, sia che avvenga attraverso il modello 730 sia attraverso UNICO persone fisiche, ben si può comprendere quanto sia importante consegnare al lavoratore una certificazione che sia correttamente compilata, veritiera e corrispondente alle scritture contabili, in tempi ragionvoli.

Anche se rispetto al modello adottato lo scorso anno non si rileva uno sconvolgimento della grafica e dei contenuti, non mancano i soliti spunti di novità capaci di far perdere qualche ora di sonno a datori di lavoro e operatori del settore. 

 
(*) STUDIO MARITATO
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.

STUDIO.MARITATO@GMAIL.COM


tel.0645421734.
www.studiomaritato.
it

LE NOVITÀ DEL CUD 2010

di Michel Maritato (*)

Entro il 28 febbraio, i lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente dovrebbero ricevere, la certificazione unica dei redditi 2010 (“CUD 2010”). Il condizionale è d’obbligo, visto che quest’anno l’approvazione definitiva da parte dell’Agenzia delle Entrate è avvenuta con estremo ritardo (la bozza del modello, prima di essere pubblicata lo scorso 19 gennaio, è stata modificata ben tre volte), fatto questo che ha scatenato le proteste degli operatori del settore, scettici che l’adempimento oramai possa essere garantito entro la scadenza. La stesura del modello CUD non è affatto agevole. Esso contiene la certificazione di tutti i dati annuali che riguardano i redditi percepiti nel 2009, le relative ritenute subite, le detrazioni riconosciute, i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione INPS, INPDAP e IPOST. Se poi si considera che il CUD è assolutamente indispensabile per la corretta redazione delle dichiarazioni dei redditi, sia che avvenga attraverso il modello 730 sia attraverso UNICO persone fisiche, ben si può comprendere quanto sia importante consegnare al lavoratore una certificazione che sia correttamente compilata, veritiera e corrispondente alle scritture contabili, in tempi ragionvoli.

Anche se rispetto al modello adottato lo scorso anno non si rileva uno sconvolgimento della grafica e dei contenuti, non mancano i soliti spunti di novità capaci di far perdere qualche ora di sonno a datori di lavoro e operatori del settore. 

 
(*) STUDIO MARITATO
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MINI-INTERVISTA A CRISTINA GUERRA: GIORNALISTI SI NASCE O SI DIVENTA?

di Grazia Vaiani (*)

Ancora una volta si parla di passioni o doveri. Oggi con grande disponibilità rivolgiamo alcune domande ad una grande professionista, Cristina Guerra, giornalista televisiva delle reti Rai.

1) Comunicare  ed essere allo stesso tempo espressivi è l’ambizione di ogni letterato, ma come possiamo ad oggi comunicare al meglio? Quali sono i segreti dei veri professionisti?  
      La comunicazione  ad oggi richiede non solo una grande passione, ma anche determinazione, ingegno, grinta e voglia di progredire.
La notizia non è soltanto un processo di trasmissione informativa, essa ha lo scopo di  arricchire noi, voi, l’Italia.

2) Spesso ci si rende conto che gli articoli dei giovani giornalisti mancano di quel “quid” dovuto all’esperienza. Ma quale mezzo può consentirci di apprendere più facilmente quest’arte?
      Il settore giornalistico non è di certo tra i più semplici e di ciò ne dibattiamo ogni anno da ben 80 anni. Inizialmente a tutti sarà capitato di cestinare il proprio articolo poiché inadatto o poco professionale. Il consiglio può sembrare molto banale e assai scontato, ma quello che preme ricordare è di provare sempre con tenacia, non arrendersi mai e capire che spesso dietro una caduta c’è sempre una risalita. La lettura è essenziale e indicativa per migliorare il nostro essere e il nostro modo di scrivere, ma talvolta non basta.

Molto spesso sono le semplici parole a condurre dei veri e propri fatti. Il compito del vero giornalista non è quello di riportare nozioni enfatizzate, il vero giornalista è colui che le riporta con il cuore e attraverso il suo messaggio riesce ad entrare nelle case di milioni di lettori, rendendoli partecipi e parte integrante del mondo.
Inoltre, e qui concludo, il vero giornalista deve rendersi porta voce di un cambiamento e anche se dovesse essere una goccia nel mare, deve saper credere e affrontare le difficoltà. Solo così il futuro aprirà porte migliori.

Un grazie di vero cuore da tutta la redazione di “Vento nuovo”!


(*) Studentessa al Liceo Psico-Pedagogico ed appassionata di Moda

LE TOCCANTI PAROLE DI UNA EMETOFOBICA

di Patrizia Borgese

“Non saprei dire come è cominciata né tantomeno perché…C’è chi dice che tutto dipenda dal passato, in seguito a piccoli traumi che si sono avuti da bambino, o chi ti liquida dicendo che si…forse doveva andare così…
Io penso semplicemente che un giorno qualcosa ti si rompe dentro; senza un motivo, senza una spiegazione, si sente solo un debolissimo “Crack”, nulla di più…
Senza rendersene conto ci siamo infilati nell’Inferno, ma nonostante tutto continuiamo a camminare…
Improvvisamente ti si ammala l’anima, e si fa fatica a vivere, a respirare, tutti quei gesti quotidiani diventano uno sforzo estremo…come mangiare…
Poi una paura, forte, inspiegabile, a volte irrazionale. Una paura che diventa ossessione, condizionando in modo totale la tua vita.
Mia cara Emetofobia, mi hai rovinato l’esistenza eppure oggi sono ancora qui a raccontarti, a spiegarti, a trovarti forse delle giustificazioni, quando invece avrei solo tanta voglia di dimenticarti e di potermi illudere che tu non puoi più far parte di me!
L’EMETOFOBIA è la paura di vomitare e di vedere gli altri farlo. E’ spesso erroneamente confusa con l’Anoressia Nervosa, perché il soggetto è, il più delle volte, gravemente sotto peso e rifiuta il cibo; ma i meccanismi che inducono l’emetofobico a ridurre notevolmente l’assunzione dicibo sono ben diversi da quelli che si riscontrano nei Disturbi del  comportamento alimentare.

L’Emetofobico arriva a non mangiare per paura di vomitare e non perché preoccupato del proprio aspetto fisico; si tende ad evitare ogni posto e situazione in cui si potrebbe star male e si riduce al minimo la vita sociale per paura di essere contagiati da virus intestinali che potrebbero provocare il vomito.
L’Emetofobia è spesso accompagnata da attacchi di panico e ansia anticipatoria; l’individuo prova un costante senso di nausea che peggiora la situazione perché ci si mette in allerta pensando “ora vomiterò”, ma ironia della sorte, malgrado la paura giornaliera, assai raramente gli emetofobici vomitano o comunque meno della norma, tanto che si è constatato che donne emetofobiche hanno passato la gravidanza senza neanche una nausea mattutina.
Ciò è dovuto alla gran resistenza che l’emetofobico mette tra sè e il vomito.
Si adottano tecniche e rituali assurdi, come scutare attentamente il cibo introdotto per assicurarsi che non sia avariato, si controllano le cucine in modo ossessivo, sviluppando una igiene maniacale.
Si evitano i mezzi pubblici, i luoghi affollati, i bagni in comune al fine di non essere contagiati e cosa ancora più grave si tende spesso a non farsi curare rifiutando ricoveri, medicine o anestesie per paura di trovare come effetto collaterale il vomito.
Spesso gli Emetofobici tendono a tener segreto il loro problema per paura di essere giudicati o di essere giudicati pazzi e questo porta ad isolarsi completamente innescando un meccanismo difficile da rompere.
L’Emetofobia è una malattia e come tale va curata.
E’ nascosta,ma non rara perchè molta gente ne soffre.
Io per prima sto combattendo la mia malattia da anni,ma non è facile farlo se al di là non si trova un Medico competente che sappia almeno di cosa stiamo parlando.
Per anni ho provato cure,terapie,ma senza alcun risultato,perchè sono sempre stata “diagnostica” Anoressica e derisa quando imploravo i Dottori di credermi, di provare almeno a capire che la mia era solo paura, terrore…
L’Emetofobia non deve più essere sottovalutata, perché si può morire tanto quanto può farlo un Anoressica o una Bulimica; perchè a lungo andare, con la malnutrizione tutti gli organi vengono compressi:il cuore inizia a rallentare i suoi battiti, tant’è che molti soffrono di bradicardia, i reni iniziano a risentirne, anche perchè l’emetofobico evita accuratamente di bere, il cervello dopo mesi di malnutrizione inizia a rimpicciolirsi e si vira verso la psicosi.
I mille Medici che mi hanno visitata hanno sempre sottovalutato tutto questi aspetti, pensando forse che fossi una povera pazza a cui spillare tutto, ma io non mi reputo una pazza, ho i miei limiti, le mie fobie ma so ancora vedere più in là di uno sguardo, di un sorriso…
Io non so se ne uscirò mai, probabilmente no e forse rinuncerò anche alla possibilità di diventare mamma per paura di vomitare, ma sono stanca di nascondermi e di restare in silenzio per vergogna, stanca di guardarmi allo specchio e vedere due occhi infossati e un viso scarnito, vedere il mio corpo che prima profumava di donna, ridotto pelle e ossa…
Non mi spaventa stare male oggi o domani…mi spaventa pensare che forse starò male per sempre, mi spaventa restare in bilico, sospesa tra la realtà e la follia.

CRISI ECONOMICA: UN PROTOCOLLO PER L’ACCESSO AL CREDITO TRA COOPFIDI E BANCHE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Recentemente sono stati firmati, nella sede della camera di Commercio di Roma, i protocolli d’intesa tra coopfidi ed alcune Banche convenzionate, volti ad offrire alle imprese del Lazio delle opportunità per affrontare la crisi ed essere pronte per un rilancio d’investimenti. Partendo dalla realtà che gli imprenditori vivono quotidianamente è nata la necessità di sottoscrivere il protocollo che la Confartigianato, ha proposto alle banche e che ad oggi è stato accettato da alcune delle più importanti, che operano nel Lazio.
Sono tre i filoni d’intervento condivisi nel protocollo: accesso alla moratoria, cioè alla possibilità di allungare il periodo di rimborso dei finanziamenti, già ottenuti dalle banche, accesso a tutte le opportunità messe in campo dalle amministrazioni locali (Provincia, Regione, Camera di Commercio), a partire dalla piena valorizzazione della garanzia dei Confidi, gestione delle crisi aziendali attraverso un dialogo tra banca e impresa assistito dalle associazioni che permettano di valutare le capacità delle imprese di stare sul mercato nonostante le temporanee difficoltà.

L’impegno assunto dai firmatari, in sostanza è volto a superare un approccio individuale degli imprenditori nel rapporto con le banche, valorizzando tutti un mix di strumenti, che possa  essere svolto dalle associazioni o tramite coopfidi.
Attraverso gli uffici serfina della CNA è possibile scoprire tutti i vantaggi del protocollo.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

CRISI ECONOMICA: UN PROTOCOLLO PER L’ACCESSO AL CREDITO TRA COOPFIDI E BANCHE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Recentemente sono stati firmati, nella sede della camera di Commercio di Roma, i protocolli d’intesa tra coopfidi ed alcune Banche convenzionate, volti ad offrire alle imprese del Lazio delle opportunità per affrontare la crisi ed essere pronte per un rilancio d’investimenti. Partendo dalla realtà che gli imprenditori vivono quotidianamente è nata la necessità di sottoscrivere il protocollo che la Confartigianato, ha proposto alle banche e che ad oggi è stato accettato da alcune delle più importanti, che operano nel Lazio.
Sono tre i filoni d’intervento condivisi nel protocollo: accesso alla moratoria, cioè alla possibilità di allungare il periodo di rimborso dei finanziamenti, già ottenuti dalle banche, accesso a tutte le opportunità messe in campo dalle amministrazioni locali (Provincia, Regione, Camera di Commercio), a partire dalla piena valorizzazione della garanzia dei Confidi, gestione delle crisi aziendali attraverso un dialogo tra banca e impresa assistito dalle associazioni che permettano di valutare le capacità delle imprese di stare sul mercato nonostante le temporanee difficoltà.

L’impegno assunto dai firmatari, in sostanza è volto a superare un approccio individuale degli imprenditori nel rapporto con le banche, valorizzando tutti un mix di strumenti, che possa  essere svolto dalle associazioni o tramite coopfidi.
Attraverso gli uffici serfina della CNA è possibile scoprire tutti i vantaggi del protocollo.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

IL TEVERE STAVA PER INGHIOTTIRE UN METICCIO EROE

di Elettra Marricco (*)

Il suo nome è Black è un meticcio di pastore tedesco di proprità di un Clochar ucraino.
Durante una lite scoppiata tra l’ucraino ed altri uomini sulla sponda del Tevere all’altezza dell’Isola Tiberina Black per salvare il suo padrone si è scagliato sugli uomini: ma qualcosa è andato storto, il cane è caduto nelle acque gelide del fiume e la corrente molto forte lo ha allontanato dalla riva. Un ragazzo vista la scena e il dimenarsi di Black ha gettato un ramo, ed è riuscito a salvargli la vita.
Dei passanti hanno chiamato la polizia fluviale che è riuscita a far risalire il cane. Black è stato affidato alle cure del personale veterinario del Comune di Roma e il clochar denunciato.
So che è retorica, ma la fedeltà di un cane è molto più alta di quella di un essere umano; penso che Black ora sarà riconoscente anche al ragazzo e alla polizia che l’hanno salvato.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

TRAFFICARE CON CUCCIOLI E’ REATO

di Elettra Marricco (*)

Dopo vent’anni è arrivata la legge a tutelare il traffico di cuccioli

Quante volte i nostri bambini ci hanno chiesto in regalo un cucciolo di razza? Magari perché lo hanno visto in qualche films al cinema, oppure perché va di moda, noi per non deluderli abbiamo ceduto alle loro richieste, recandoci in un negozio specializzato e “ordinandolo”, se non fosse “disponibile” come si fa per un qualsiasi prodotto. Ci siamo mai chiesti da dove arrivi poi il “nostro” cucciolo? La maggior parte parte dei cuccioli arriva illegalmente dall’Ungheria Slovacchia e Repubblica Ceca fruttando 300 milioni di euro l’anno. Una vera tratta che non rispetta nessuna normativa e tanto meno il benessere degli animali. I cuccioli vengono strappati troppo presto alle loro madri, con conseguenti rischi di malattie e problemi comportamentali, sono sottoposti a maltrattamenti e trasportati in spazi angusti e inadeguati (bagagliai delle macchine) provocandone spesso la morte.
Ci sono voluti più di vent’anni ma alla fine il Consiglio dei Ministri, ha approvato il disegno di legge di ratifica della Convezione del Consiglio d’Europa di Strasburgo emanata nel 1987 sulla protezione degli animali da compagnia.
Grazie all’iniziativa del Sottosegretario alla Salute Francesca Martin, unitamente al Ministero degli Affari Esteri, l’Italia ha raggiunto un importante traguardo: ha messo la parola FINE  al vergognoso traffico ed illegale traffico di cuccioli.
L’innovazione Giuridica introduce modifiche al Codice Penale comportando serie sanzioni per i trasgressori.

Esiste comunque un traffico legale, una precisa trafila che ne regolamenta lo scambio, all’interno della Comunità Europea. E’ così che ogni anno vengono importati legalmente, soprattutto da paesi dell’Est, diverse partite di cuccioli per i nostri negozi.
Per provvedere, agli adempimenti previsti, chi vuole importare i cuccioli deve essere registrato presso gli uffici veterinari e notificare preventivamente alle Autorità sanitarie l’arrivo dei cuccioli.
Lo Stato membro da cui partono gli animali, a sua volta, deve comunicare preventivamente alle Autorità di Stato destinatario l’avvenuto rilascio della Certificazione sanitaria per lo scambio commerciale.
Come già detto in precedenza, il traffico illegale di cani e gatti, con la Ratifica della Convenzione del 1987 è ora REATO punibile con una condanna fino a 13 mesi di reclusione, pena che viene aumentata se si tratta di un cucciolo di meno di 8 settimane di vita.
Per chiunque introduca nel territorio animali non identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria (come previsto dalla normativa vigente), sono previste inoltre sanzioni.
Dunque in conclusione, prima di acquistare un cucciolo verifichiamo sempre la presenza del MICROCIP e del passaporto comunitario che deve certificare che il cucciolo in questione abbia effettuato la vaccinazione antirabbica.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”