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IL PDL E LA “MANIFESTAZIONE DELL’AMORE”

di Andrea Vitale (*) 

150.000 persone o più di 1 milione? È questa la polemica intercorsa fra le forze dell’ordine e il PDL: a 2 giorni di distanza dalla manifestazione che ha coinvolto la nostra capitale non vi son ancora dati ufficiali sul numero dei partecipanti. Poco importa, a far da paciere c’è il ministro degli Interni, Roberto Maroni: “Si sta alimentando un scontro che non esiste. Questo è un autogol clamoroso, soprattutto in materia di comunicazione. Al Viminale ci sono persone serie, i dati forniti sono sempre reali”.
Ma torniamo alla manifestazione: fin dalla tarda mattinata di sabato 20 marzo han cominciato a volare i primi elicotteri sul cielo di roma, aprendo le “danze” a quel corteo che nel pomeriggio ha potuto assistere ad un vero e proprio “show”: esibizione di giovani artisti che (ri)propongono diversi brani musicali famosi, cui fan seguito le grida “su le mani” e “su le bandiere” del presentatore. Ma lo spettacolo raggiunge il suo apice solo quando sul palco appare il vero padrone di casa: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il premier incentra gran parte del suo discorso sul tema della “libertà”, libertà del consenso popolare e dell’ingiusta esclusione del partito dalle elezioni, libertà di non esser spiati(o per meglio dire: “telefonicamente intercettati”), libertà di elezione diretta del capo dello stato che come da lui sottolineato avverrà entro la fine di questa legislatura; dichiarazione quest’ultima smentita dallo stesso presidente della camera, Gianfranco Fini: “in questa legislatura sarà difficile parlare di forma presidenzialista e sarà più complesso proprio perché non credo che l’opposizione sia disposta a parlare di riforma presidenzialista”, cui fan seguito le parole di Umberto Bossi: “è una proposta di Berlusconi, non ci siamo ancora confrontati, e comunque non è un tema all’ordine del giorno”. 
Nonostante tutto quella di sabato pare esser stato un successo per quello che da “qualcuno” è stato definito “il partito dell’amore”, ma se le ultime vicende private del “premier” avessero influenzato le opinioni dell’elettorato e le elezioni regionali dovessero riservare inaspettate sorprese ci si potrà aspettare ancora così tanto amore? Fra una settimana esatta conosceremo la risposta, al momento anche noi possiamo continuare a pensare che “l’amore vince sempre sull’odio”.

 

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

LA PASTA ALLA MATRICIANA

di Enrico Ferdinandi

Ingredienti per 4 persone:

 

400 grammi spaghetti di pasta secca di semola di gran duro di produzione italiana di alta qualità.

250 grammi guanciale di Amatrice, ( da non usare la pancetta è ricavata dalla pancia del maiale, ne altera il sapore ). Il guanciale è ricavato dal muso del maiale quindi è un grasso più nobile con il sapore più delicato e profumato è l’ingrediente indispensabile per la preparazione della matriciana, senza di esso, non è sugo alla matriciana.

500 grammi di pomodoro fresco quello casalino rosso e ben maturo in alternativa scatola di pelati. Consigliata una scatola di pelati Graziella o San Marzano .

150 grammi di pecorino di Amatrice, il sapore molto delicato, non salato e leggermente piccantino , ( evitare quello romano, al palato risulta forte e  salato, ne altera il sapore ).  

 

 

 

1 cucchiaio di strutto, all’epoca si usava lo strutto con il suo sapore dolce e delicato, e serviva anche come lubrificante per le padelle in ferro. ( da non usare l’olio, con la sua acidità ne altera il sapore  ). 

1 peperoncino rosso non troppo piccante.

1 pugno di sale grosso per la pasta.

 

Tagliare il guanciale a striscioline lunghe uniformi e dello stesso spessore, dopodiché pelare i pomodori casalini scottandoli prima in acqua bollente per poi togliere più facilmente la parte centrale ed i semi, mettere poi in un pentolino i pomodori a pezzi insieme al loro succo.

Grattugiate il pecorino di Amatricee e versate un cucchiaio di strutto nella padella in ferro in modo da ricoprirne completamente il fondo, e fatelo scaldare a fuoco vivo. Versate il peperoncino e le striscioline di guanciale girandole immediatamente con un mestolo di legno.

Fate poi rosolare il guanciale per un paio di minuti, finché non raggiunge la giusta coloritura giallo dorata. Fermate quindi la rosolatura versando il pomodoro già preparato nel pentolino. Fate cuocere il sugo per circa 10 minuti, girandolo di tanto in tanto, finché non raggiunga il giusto grado di densità e fluidità. A cottura ultimata togliete il peperoncino e intanto scolate gli spaghetti al dente messi a cuocere in precedenza. Versate gli spaghetti nella padella in ferro e saltateli, aggiungendo, un po’ alla volta il pecorino grattugiato. Versate gli spaghetti alla matriciana in un piatto, aggiungendo in superficie un pizzico di pecorino e serviteli caldi.

IO VOTO GARGANICO E TU? SECONDA PUNTATA DA SAN GIOVANNI ROTONDO

Io voto garganico e tu?

Cliccate qui > http://www.idmtv.it per visionare il filmato IO VOTO GARGANICO, E TU?

LA TRASMISSIONE DEL 19 MARZO 2010 “IO VOTO GARGANICO, E TU?” SARA’ TRASMESSA OGGI A PARTIRE DALLE ORE 16.00 SUL SITO INTERNET IDMTV.IT E DA DOMANI SU TUTTI I PORTALI GARGANICI ADERENTI ALL’INIZIATIVA: Idm Tv, Il Corriere Del Sud, Garganopress.net, Ildiariomontanaro.it, Sanmarcoinlamis.eu, Sangiovannirotondonet.it, Radiocapitanata, Rignanonews.com, Bolognapugliese.com, Newsgargano.it, La Mia Città, Sannicandro.org e Ventonuovo.eu.Cliccate qui > http://www.idmtv.it per visionare il filmato IO VOTO GARGANICO, E TU?

 

ARPANET, INTERNET, WEB, SOCIAL NETWORK

di Francesco Bruni (*)

Quando, durante la guerra fredda, nacque ARPANET (Advanced Research Projects Agency Network), quasi nessuno immaginava ciò che sarebbe diventata. Infatti, la prima rete, estesa a livello nazionale, rappresentava un modo di per condividere determinate informazioni di carattere militare e scientifico.
Con il passare degli anni la rete si allargò, coinvolgendo anche le Università e facendo sì che l’accesso fosse più libero. Iniziava a prender vita quella che oggi definiamo impropriamente “Internet”. Sarebbe interessante soffermarsi sulla descrizione di un mezzo che ha permesso che informazioni virtuali passassero da un capo all’altro del pianeta in un tempo umanamente troppo piccolo, ma mi rendo conto che sarebbe particolarmente tedioso usare troppi termini tecnici. Però, urge una fondamentale premessa. Anzitutto “Internet” è una rete di computer interconnessi tra loro e rappresenta il mezzo con cui le informazioni appaiono (brutalmente) sul nostro monitor. Quella che invece chiamiamo “La Rete”, è invece una delle mille facce di Internet. Sarebbe più appropriato parlare di Web. Quest’ultimo termine rappresenta, infatti, un insieme di collegamenti ipertestuali raccolti in pagine che giacciono sotto forma di dati digitali sui server. Attraverso Internet si accede a queste. (E riflettiamoci: la sigla “www” anteposta davanti ad un indirizzo, sta per “world wide web”, un servizio che usa Internet come mezzo di accesso).
Anche il Web si è modificato con il passare del tempo. Siamo passati da primordiali pagine Web, espressioni di assoluta mancanza di gusto estetico, di colori, di immagini esemplificative ad una nuova forma dello stesso. Quello che si definisce la seconda versione.

Si parla infatti di Web 2.0. Un insieme di servizi radicalmente diversi. Da piattaforme che accolgono animazioni, immagini, colori, didascalie. Ma sopratutto, offrono strumenti di interazione con l’utente,  il quale non trova motivo per annoiarsi, viste le numerose possibilità di utilizzo. Dalla banalità (la quale solo adesso può essere definita così) di guardare un video o ascoltare la radio in streaming, alla possibilità di gestire mediante strumenti intuitivi e semplici un sito Web, un blog. A cui si aggiunge poi una caratteristica che non era ritenuta fondamentale: l’interazione tra utenti. E allora sono nati i primi “social network services”, rappresentazioni della condivisione di particolari interessi legati alla musica, alle scienze, all’informatica, alla cultura. In una parola, al mondo. E così abbiamo assistito all’avvento e alla maturazione di Facebook, Badoo, Twitter (per una esauriente lista, qui) che si sono evoluti segnando anche il via al problema della privacy, questione troppo poco considerata. Chi si espone a questo tipo di piattaforme deve sapere che determinate informazioni sono potenzialmente visibili a tutti, per default. Impostare talune opzioni per permettere solo ad una ristretta cerchia di gente di visionare informazioni personali, risulta essere poco diffuso e di gran lunga “fastidioso” perché si è quasi persa la voglia di riservatezza. O meglio, si è creata un’insana voglia, spiace dirlo, di spettacolarizzazione, dovuta anche all’eccessivo potere concesso all’utente da parte del gestore del social network. Un esempio che non vuole essere polemico: su Facebook, che ha raggiunto con i suoi trecentocinquanta milioni di persone il record mondiale di utenti virtuali, è possibile condivere nella propria pagina personale, visibile secondo le regole della privacy, frasi, commenti, video, immagini, foto e opinioni che, anche se oggettivamente accettabili, rappresentano un modo per far notare la propria presenza alla rete; dando via perciò ad una forma di spettacolarizzazione che non ha altri eguali e compromettendo seriamente la privacy, di cui molto si parla e poco si sa.
E questa quella che in molti definiscono la “deriva” dei social network.
Un cenno anche alla censura occorre. L’Italia, la quale raccoglie forse troppe leggi in materia di Internet, è attenta anche a Facebook. Perché se da un lato rappresenta la massima espressione della libertà, dall’altro, certe volte, è il peggio che si possa osservare nei comportamenti umani. E i gruppi dedicati esplicitamente a forme di violenza ne sono l’esempio.
Per finire, ultima differenza. Si sente dire che Twitter è un “social network service”. Vero, ma per metà. In quanto in esso si fonde il concetto base di “rete sociale” a cui si aggiunge il fatto che sia anche una piattaforma di micro-blogging. Cioè richiama mediante velocissime frasi il pensiero dell’utente e nient’altro. Niente gruppi, applicazioni, immagini, se non sotto forma di semplici link. In maniera tale da permette una navigazione agevole della pagina.
Il fenomeno delle piattaforme di social network, si capisce, è molto complesso ed è tale da non poter essere esaurito mediante un semplice articolo. Servirebbe tempo e spazio per discutere di tutto ciò che è connesso ad esso. Ma alla luce di ciò, ultima provocazione: può essere ARPANET la prima forma bruta di social network? Secondo qualcuno, sì.

(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

INTERVISTA AL CANDIDATO REGIONE LAZIO MICHEL EMI MARITATO

di LG

 

 

1. QUALI SONO I MOTIVI CHE L’HANNO SPINTA A CANDIDARSI, A METTERSI IN GIOCO, A SCENDERE IN CAMPO PER QUESTE REGIONALI LAZIO 2010?
Il motivo principale è che bisogna svecchiare questa politica ormai vetusta e colma di compromessi che non servono al popolo, ma soltanto per gonfiare le tasche dei nostri politici.

Il secondo, ma non il meno importante, è la mia lotta personale che da anni combatto per la valorizzazione dei disabili e non per il loro accantonamento che li strugge psicologicamente ancor più della loro stessa disabilità.

Infine, per combattere a fianco del cittadino contro il potere assurdo che perpretano le banche sui nostri risparmi, sugli investimenti e sulle sovvenzioni che chiediamo (usura, anatocismo, derivati).


2. QUALI SONO I PUNTI CARDINE DELLA SUA PERSONALE ALTERNATIVA POLITICA E COME SI SPOSANO CON QUELLI, PIU’ GENERALI, DELLA COALIZIONE GUIDATA DALLA POLVERINI DI CUI LEI E’ PARTE INTEGRANTE?
I punti cardine sono la pubblicità dell acqua e della sanità, la lotta all’abuso bancario ed il posizionamento nel lavoro dei disabili. Sono parte del progetto Polverini perché non vedo alternativa migliore, ma sono una voce fuori dal coro: i miei obiettivi devono essere raggiunti a qualsiasi sacrificio.


3. CI DIA TRE VALIDI MOTIVI PER ESSERE DALLA SUA PARTE!

Tre validi motivi?

Onestà

Umiltà

Appartenenza al popolo

 

GRAZIE ED IN BOCCA AL LUPO PER QUESTE REGIONALI LAZIO 2010!

 



 

CROLLA L’INTER. LA ROMA PAREGGIA. IL MILAN VOLA A -1

di Sergio Cimmino (*)

Partiamo con l’anticipo del sabato pomeridiano. Clamoroso al Cibali. Il Catania in rimonta batte l’Inter 3 a 1. L’Inter va in vantaggio al nono della ripresa con Milito. I rossazzurri ribaltano il risultato con i gol di Maxi Lopez al 29esimo del secondo tempo, poi rete di Mascara su rigore (cucchiaio) al 37esimo e ancora Martinez al 45esimo. La partita è stata bella e spettacolare con diverse emozioni e occasioni da rete. Sul risultato pesa soprattutto l’espulsione di Muntari, che entrato in campo rimedia due gialli e provoca un rigore. E pensare che l’Inter aveva cominciato la ripresa meglio degli avversari e l’ingresso di Quaresma aveva dato una marcia in più ai nerazzurri. Una serata da incorniciare per gli etnei con la nuova perla di Maxi Lopez, il cucchiaio di Mascara su rigore e il terzo gol di uno strepitoso Martinez. Il posticipo serale invece mette di fronte al San Paolo il Napoli e la Fiorentina: il primo tempo si conclude senza reti, nella ripresa si sblocca il Napoli con il goal di Lavezzi. Ma dopo la rete gli azzurri scompaiono dalla partita, i viola pareggiano e raddopiano con Gilardino, addiritura siglano la terza rete con Jovetic.
I partenopei attraversono un momento di crisi, per i gigliati un po’ di respiro dopo l’eliminazione in Champions. I giallorossi si fanno fermare dal Livorno, non sfruttano fino in fondo lo scivolone a Catania dell’Inter e vanno ‘solo’ a -6 dalla capolista. La Juventus, che dopo nove minuti era in vantaggio 3-0, si fa rimontare dal Siena restando così ai margini della zona Champions. La squadra di Ranieri manca l’opportunità di ridurre a quattro le lunghezze dai nerazzurri: i giallorossi in vantaggio 3-2 a Livorno, passato subito in vantaggio, falliscono con Pizarro un rigore (quello che avrebbe consentito l’allungo sul 4-2) consentendo a Lucarelli (per lui una tripletta) di pareggiare proprio dal dischetto. I bianconeri fanno anche peggio dato che, nonostante il vantaggio maturato con la doppietta di Alex Del Piero (che festeggia comunque il gol numero 300 con la maglia juventina), permettono ai toscani, ultimi in classifica, la rimonta impossibile dal 3-0 al 3-3 (doppietta di Ghezzal).

All’Olimpico di Roma è psicodramma Lazio, che perde (0-2) con il Bari: e se la squadra di Ventura saluta una salvezza di fatto già agguantata, quella di Reja, quartultima, è sul baratro della serie B. Almiron e Alvarez mettono ancora di più nei guai la Lazio che fallisce anche un rigore con Kolarov. Alla festa del gol ha contribuito di certo il Genoa che supera il Cagliari 5-3 e risale in classifica al settimo posto alle spalle della Samp. I blucerchiati, che erano riusciti a sbloccare la gara con il Bologna nei minuti finali con la rete di Gastaldello, si sono fatti riprendere a tempo scaduto da Raggi.
Non sono mancate emozioni e gol anche in Udinese-Palermo: i friulani vincendo 3-2 interrompono la serie positiva del Palermo, che comunque, complice la frenata della Juve, resta al quarto posto in virtuale zona Champions. Vittoria importante anche per il Parma di Guidolin che ringrazia Bojinov per la rete che consente ai gialloblù un deciso passo avanti verso la salvezza matematica. Quella che sembra sempre più un miraggio per l’Atalanta che torna a Bergamo dal Tardini con un 1-0 pesante in termini di classifica: i nerazzurri allenati da Mutti si sono fatti raggiungere dal Siena, con cui ora condividono il ruolo di fanalino di coda della serie A.
Nel posticipo serale il gol di Clarence Seedorf al 46′ del secondo tempo piega un ottimo Chievo. I rossoneri salgono a 58 punti, solo uno in meno dell’Inter, che appena qualche settimana fa sembrava certa di confermarsi campione d’Italia.


(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

UN VIAGGIO A 6

di Emanuela Maria Maritato (*)

Quanto siamo legati al nostro cane o gatto?
Tanto da non lasciarlo mai solo. Eppure qualche volta per lavoro lo dobbiamo fare, soprattutto se ci porta all’estero.
Cosa possiamo fare per evitare di separarci dal nostro amico?
Non facciamoci prendere dal panico, pensiamo piuttosto al da farsi: innanzi tutto ai documenti del nostro”amico” poi se la nostra meta offre servizi utili, come hotels che accettano animali domestici, pensioni per cani, dog sitter ecc. Basta un pò di organizzazione e i viaggi di lavoro, a volte malinconici per la nostalgia di casa possano diventare un’occasione per vivere un’avventura insieme al nostro fedelissimo amico.
Per l’Europa di solito basta solo il passaporto, lo si richiede alla ASL della nostra città presentando un certificato di buona salute, redatto dal veterinario di fiducia e la certificazione della vaccinazione antirabbica.
Solo dopo 21 giorni quando il vaccino sarà attivo la ASL potrà rilasciare il passaporto. Il rinnovo sifa dopo un anno dal nostro veterinario con una nuova vaccinazione antirabbica. Per entrare nei Paesi dell’unione Europea gli animali devono avere tatuaggio e microchip.

Fanno eccezione Gran Bretagna, Malta e Irlanda per cui vale solo il microchip, ed è richiesta un’analisi del sangue che verifichi la presenza di anticorpi contro il virus della rabbia. Per la Finlandia invece è richiesto anche un trattamento contro l’echinococco,(parassita che colonizza polmoni, fegato e milza).
Dopo aver accertato che i documenti sono a posto occorre informarci sugli hotels che ospitano anche gli animali: dall’oltralpe fino a Svezia, Danimarca e Norvegia è molto più facile , al sud e ad est: in Portogallo Grecia, Croazia e Polonia, solo per fare alcuni esempi è un pò difficile, ma non impossibile.
Un’alternativa all’hotel possono essere le pensioni per gli animali, soprattutto per chi deve lavorare per molte ore al giorno.
Il cane viene affidato alle cure del personale, potrà mangiare ad orari regolari, fare la passeggiatina e magari essere coccolato.
Tutte le informazioni si possono chiedere in hotel o al veterinario facilmente reperibile negli elenchi telefonici locali.
Le pensioni sono molto diffuse nei paesi di lingua tedesca e molto usate anche per poche ore al giorno.

 
(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

ANCORA UNA VOLTA UN CANE EROE

 

di Elettra Marricco (*)



 


HUNTER BORDER COLLIE EROE AD HAITI

 

Ebbene sì, Hunter, il border collie del pompiere Bill Monham, ha salvato estraendole vive tre bambine haitiane sepolte sotto le macerie del terremoto che ha colpito la famosa isola.

Le bimbe si trovavano in un’area vicino al Palazzo Presidenziale dove erano rimasti in piedi sole quattro edifici storici.

Perlustrando la zona insieme al suo “papà”, Hunter ha fiutato qualcosa e, incurante dei vetri rotti e delle macerie che gli ferivano le zampe, ha cominciato a scavare ed abbaiare, attirando l’attenzione del pompiere che a quel punto ha provato a chiamare le bimbe constatando dalle loro grida che erano vive.

Appena uscite e prima di essere affidate alle cure mediche del caso, una delle tre ha esclamato <<Grazie>> abbracciando prima il loro salvatore a quattro zampe poi il pompiere.

Ancora una volta i nostri amici a quattro zampe ci hanno dimostrato non solo il coraggio e il loro amore, ma anche l’utilità al fianco degli umani in casi d’emergenza.

 

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

 

ATTIVATO LO SPORTELLO ANIMALI

di Elettra Marricco (*)

 

 

 

 

A Genova, è nato un nuovo sportello animali fortemente voluto e creato dall’Assessore comunale PINUCCIA MONTANARI e dalla consigliera dei Verdi CRISTINA MORELLI. Lo sportello affianca l’Ufficio dei diritti degli animali ed è un nuovo strumento per i cittadini a due e quattro zampe.

L’ufficio in questione fornisce informazioni e promuove campagne di sensibilizzazione. <<Un altro bel passo avanti nella cultura del rispetto di tutte le forme di vita>>, ha commentato Cristina Morelli, che è anche responsabile dell’osservatorio Regionale Ligure sugli animali.

 

Per info contattare 010 5222149.


(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

VOGLIA DI VACANZE CON POCHI SOLDI. BOOM DI VACANZE LOW COST

di Emanuela Maria Maritato (*)

Se la crisi aumenta, cresce tra i vacanzieri la voglia  di low cost,
All’estero come in Italia,  segno della caccia all’offerta è anche il forte aumento dei bed and breakfast, che in quattro anni si sono moltiplicati.
Non sempre però low cost vuol dire a prezzo più basso. i costi sono determinati dal rapporto durata/distanza che può accorciarsi.
Un esempio tipico può essere dato dai City Break, ovvero weekend lunghi nelle capitali europee che rappresentano oggi circa il quaranta percento dei pernottamenti in europa  il venti percento delle entrate del turismo internazionale.
La filosofia low cost ha inoltre contagiato il turismo business: secondo Volagratis.it, se il sessantanove percento delle prenotazioni riguarda voli economici , il trenta percento di questi  è di clienti business.
I viaggi verso l’Italia sono mossi sopratutto dalla buona cucina, la Fiera di Milano ha promosso le eccellenze gastronomiche del nostro paese, attraverso l’iniziativa viaggio nel gusto – i Sapori d’Italia.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

VOGLIA DI VACANZE CON POCHI SOLDI. BOOM DI VACANZE LOW COST

di Emanuela Maria Maritato (*)

Se la crisi aumenta, cresce tra i vacanzieri la voglia  di low cost,
All’estero come in Italia,  segno della caccia all’offerta è anche il forte aumento dei bed and breakfast, che in quattro anni si sono moltiplicati.
Non sempre però low cost vuol dire a prezzo più basso. i costi sono determinati dal rapporto durata/distanza che può accorciarsi.
Un esempio tipico può essere dato dai City Break, ovvero weekend lunghi nelle capitali europee che rappresentano oggi circa il quaranta percento dei pernottamenti in europa  il venti percento delle entrate del turismo internazionale.
La filosofia low cost ha inoltre contagiato il turismo business: secondo Volagratis.it, se il sessantanove percento delle prenotazioni riguarda voli economici , il trenta percento di questi  è di clienti business.
I viaggi verso l’Italia sono mossi sopratutto dalla buona cucina, la Fiera di Milano ha promosso le eccellenze gastronomiche del nostro paese, attraverso l’iniziativa viaggio nel gusto – i Sapori d’Italia.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

36ENNE SENZA LAVORO. IL GIUDICE: LO MANTIENE IL PADRE

di Emanuela Maria Maritato (*)

                               

Dovrà dunque continuare a versare l’assegno di mantenimento al figlio di 36 anni.
Questo è stato stabilito da una sentenza del Tribunale Civile di Roma che ha rigettato l’istanza di revoca del provvedimento di mantenimento presentata da un padre.
Il Presidente della prima sezione Civile, con un’ordinanza cautelare d’urgenza ha inoltre disposto che il genitore versi direttamente al figlio l’assegno di 230 euro, revocando l’assegnazione della casa coniugale della ex moglie.
Il 36enne risulta essere affetto da una lieve forma di disabilità che comporta difficoltà nella socializzazione.
Costui,con una grande predilezione per la musica si è trovato in una condizione di sempre maggiore isolamento,senza avere amici,vivendo in casa con la mamma e la nonna.
Nel corso del dibattimento al tribunale i legali del 36enne hanno sostenuto che non può esistere alcun limite legale di età per il mantenimento di un figlio, anche se maggiorenne, da parte del genitore; quando come nel caso preso in questione questi si è dato da fare per trovare un lavoro senza riuscirci per cause che non sono direttamente imputabili alla sua volontà.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

IL COMPLESSO DI EDIPO

di Enrico Ferdinandi

Il complesso d’Edipo è una fase normale nello sviluppo emotivo di ogni bambino. Con Complesso d’Edipo si comprendo tutti gli impulsi che , verso i due-tre anni, inducono il bambino ad essere attratto da sua madre, provando invece ostilità nei confronti del padre. Vi è quindi un rifiuto incosciente del genitore del proprio sesso dovuto ad una propensione amorosa verso il genitore del sesso opposto.

L’origine del termine deriva dagli studi condotti da Sigmund Freud, secondo il quale si può spiegare il fenomeno con facendo riferimento alla pièce di Sofocle, l’Edipo re. Abbandonato alla nascita, Edipo uccide il padre, che non conosce, e sposa sua madre. Per le bambine, si utilizza anche l’espressione “complesso di Elettra”, dal nome dell’eroina greca che uccise la madre, Clitemnestra, per vendicare suo padre Agamennone. Normalmente fra i tre ed i sette anni i bambini superano da soli questa fase, difatti i bambini rinunceranno a prendere il posto del genitore del loro stesso sesso, per incominciare ad assomigliargli, compiere le sue stesse azioni.

 

Momento chiave per lo sviluppo della sessualità e della personalità d’ogni individuo, il complesso d’Edipo è una fase normale, ma che richiede un’attenzione particolare da parte dei genitori. Occorre spiegare al bambino, che può diventare aggressivo, che non potrà mai sposarsi né con suo padre, né con sua madre, ma che troverà un’altra persona con la quale potrà fare ciò che fanno i genitori.

 

 

“SILENZIO E ONORE” DI DANIELLE STEEL

di Angela Lombardi (*)

Kyoto, 1923. Hiroko-san viene al mondo. Bella, delicata e dal candido viso, proprio come sua madre Hidemi. Masao-san era orgoglioso di lei, sarebbe diventata una donna moderna, diversa dalle altre, una ragazza intraprendente che non avrebbe avuto paura di conoscere il mondo. Hidemi non la pensava così, era troppo legata ad una visione ben diversa del mondo, ad un Giappone più tradizionalista e proibizionista. L’aveva messa al mondo in casa, le aveva dato lei stessa l’istruzione necessaria, le aveva insegnato a ricamare la seta e a fare gli onori di casa. Suo padre le aveva insegnato l’inglese invece, e l’aveva istruita sulla politica e sugli accadimenti necessari a capire l’evoluzione del mondo attorno a lei. E’ l’estate del 1941 quando al compimento del suo diciottesimo anno d’età Masao decide che per Hiroko è arrivato il momento di conoscere meglio il mondo e di visitare gli Stati Uniti. I suoi cugini americani la aspettano con gioia così come avevano aspettato per anni suo padre che non aveva mai avuto il coraggio di raggiungerli. Hiroko doveva riuscire là dove lui non aveva potuto. Doveva andare oltre le tradizioni. Seppur a malincuore giunge in questa terra così  diversa, così moderna, così affascinante. Peter è affascinante. La timida e ingenua Hiroko se ne innamora fin da subito e lui prova una strana attrazione, una strana forza inebriante quando si trova accanto a lei. Ma siamo in un’ America non del tutto moderna, e un ragazzo bianco non era di certo un buon partito per una come Hiroko. Così la loro strana relazione viene portata avanti con clandestinità e passione ed una promessa di amore eterno. Promessa ostacolata da non pochi avvicendamenti. Pearl Harbor è stata attaccata dal Giappone e gli Stati Uniti, ormai al culmine, sono costretti ad entrare in guerra. Shikata ga nai. Nulla, ormai, sarà più come prima.

Nisei, isei, sansei, chiunque con origini o parenti giapponesi deve lasciare la propria dimora, i beni, il lavoro, la città e con essa quindi, anche la propria dignità. I campi di internamento li attendono e le loro sorti sono ormai nelle mani del governo e dell’intero mondo bellico. Hiroko deve dire addio al suo Peter, costretto a rendere onore alla sua patria, in guerra. Mandata in America per divenire una donna moderna ed emancipata, e invece costretta alle restrizioni di un paese troppo sconvolto per accettarla. Sarà costretta a dimenticare quelle che sono le sue tradizioni, dare via i suoi amati kimono, non fare più inchini o non parlare piu la sua lingua. Quel paese la odiava già abbastanza, non c’era bisogno che lei glielo ricordasse con i suoi modi. La vita nei campi è dura, il cibo insufficiente, il freddo al culmine, lo spazio al limite, la privacy ormai inesistente, e le condizioni  poco igieniche permanenti. Il tempo passa e porta via con sé anche tanta povera gente, bambini innocenti, anziani e gente cara alla povera Hiroko. Il destino non risparmia nessuno, la guerra nemmeno. Nel 1945 finalmente la guerra è finita, la libertà è tornata e tutti possono tornare a casa, anche se ormai nessuno ha piu una casa e molti non hanno parenti o amici da cui tornare. Hiroko non riceve notizie di Peter da più di un anno, secondo lo stato è disperso, ma il suo cuore continua a credere e a sperare che un giorno forse tornerà. Decide così di tornare dopo ben quattro anni nella sua amata,  ma ormai sconosciuta, terra. Purtroppo non l’aspetteranno belle sorprese, Hiroko è sola, in una terra che ormai non sente più sua. E’ cambiata. Non è la ragazzina timida e volubile che aveva lasciato il Giappone quella lontana mattina del 1941. E’ una donna adulta adesso. Emancipata, ma con un pezzo di cuore ormai perduto, e più di una ferita causata dalle tante perdite che forse solo il tempo, potrà alleviare. O che forse, qualcuno potrà presto ricolmare. Un libro davvero emozionante, che apre alla conoscenza di una cultura a noi ancora troppo ignota e forse erroneamente giudicata. Danielle Steel riesce a raccontarci le emozioni e le speranze di due nazioni in lotta, riuscendo a farcele apprezzare e ad amare entrambe con i loro modi e le loro tradizioni. In fondo, la guerra ha tolto un pezzo di cuore ad entrambe e ha fatto apprezzare le diversità imparando dai vecchi errori proibizionistici e razziali, unendo là dove prima qualche sciocca idea culturale era riuscita facilmente a separare.

(*) Studentessa di Lettere Moderne all’Università “Aldo Moro” di Bari

IO VOTO GARGANICO E TU? SECONDA PUNTATA DA SAN GIOVANNI ROTONDO

Io voto garganico e tu? Secondo appuntamentoSecondo appuntamento con ” Io voto Garganico. E tu?” la trasmissione web dove giornalisti e candidati del Gargano si confrontano. Dopo la prima puntata registrata a Monte Sant’Angelo il 19 marzo si registrerà la seconda puntata presso la Biblioteca Comunale di San Giovanni Rotondo, alle ore 17.00. Le testate che hanno aderito sono: Idm Tv, Il Corriere Del Sud, Garganopress.net, Ildiariomontanaro.it, Sanmarcoinlamis.eu, Sangiovannirotondonet.it, Radiocapitanata, Rignanonews.com, Bolognapugliese.com, Newsgargano.it, La Mia Città, Sannicandro.org e Ventonuovo.eu. 

La trasmissione sarà on line a partire dalle ore 13.00 del giorno successivo della registrazione su http://www.idmtv.it e su tutte le testate aderenti all’iniziativa.