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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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SERENA PASQUA 2010

SERENA PASQUA 2010

VOLEVAMO ESSERE LA SORPRESA DEL VOSTRO UOVO, MA DATO CHE CI STAVAMO STRETTI, CI SIAMO MANGIATI TUTTO IL CIOCCOLATO. NON CI RIMANE PERCIO’ CHE UN ABBRACCIO MOLTO DOLCE PER AUGURARVI UNA BUONA E SANTA PASQUA.

Con affetto

La redazione

FESTA DELLA DONNA 08.03.2010


FESTA DELLA DONNA 08.03.2010

“L’ITALIA DELLE DONNE CHE VOGLIONO CAMBIARE LA SOCIETÀ, NON SOLO PER ACQUISIRE LA PARITÀ DEI DIRITTI EFFETTIVA PER L’ACCESSO AL LAVORO, ALLE PROFESSIONI, ALLE CARRIERE, MA PER AFFERMARE NELLA SOCIETÀ QUEI VALORI GENERALI DI CUI ESSE SONO LE PECULIARI PORTATRICI DOPO SECOLI DI OPPRESSIONE ED EMARGINAZIONE.
(Enrico Berlinguer – Padova, 07/06/1984)

ALICE IN WONDERLAND

di Francesco Losito (*)

Lo sapete perché un corvo è come uno scrittoio? Chiederebbe il cappellaio matto.
Io invece comincerei con un altro interrogativo a cui darò risposta alla fine di questa recensione: lo sapete perchè Tim Burton è simile ad Alice?
Il film può essere considerato una rivisitazione creativa ,una sorta di rielaborazione   dei racconti e personaggi descritti nei due romanzi di Lewis Caroll: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (1865) e  Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (1781).
Infatti la Alice che troviamo nel film, Alice Kingsley, è ormai una ragazza di 19 anni
che fa parte di una famiglia altolocata nell’Inghilterra dell’età vittoriana; i luoghi fantastici da lei visitati quand’era bambina li ritiene solo dei sogni di cui ha un vago ricordo.

Trama:
Il film comincia con Alice che partecipa ad una festa dove intravede un bianconiglio. Questa festa,a sua insaputa, non è altro che un’ occasione organizzata da un giovane lord inglese per farle una proposta di matrimonio, sotto un gazebo e davanti a tutti gli ospiti.
Alice reagisce a questa proposta scappando nel boschetto adiacente, dove rivede il coniglio e decide di seguirlo sino a che questi si rifugia in un buco nel terreno ai piedi di un albero.
Nel tentativo di sporgersi per vedere dove fosse finito, Alice cade in questa buca e si ritrova in una stanza con diverse porte chiuse ed una chiave su un tavolo. Accanto alla chiave trova una boccettina con suscritto “bevimi” che la fa rimpicciolire in modo da poter entrare in una piccola porta.
Al di là della porta Alice si ritrova nel Paese delle meraviglie ,che aveva gia visitato parecchi anni prima e incontra personaggi per lei sconosciuti ,ma che a loro volta, la riconoscono:lo stregatto, il brucaliffo, ghiro, Pancopinco e Pincopanco, il leprotto bisestile, il cappellaio matto,ecc .
Tramite l’oraculum verrà a sapere che è destinata ad uccidere il ciciarampa, un mostro
al servizio della regina rossa. 

Il film in 3D , è prodotto dalla Walt Disney ed è un misto di tecnologie tra il live action e il motion capture.
La colonna sonora è curata da Danny Elfman.
Uno straordinario Johnny Deep interpreta il ruolo del cappellaio matto e sancisce l’ennessima collaborazione con il regista Tim Burton.
La parte di Alice è interpretata da una giovane attrice australiana,Mia Wasikowska, ,mentre Helena Bonham Carter (compagna di Tim Burton) interpreta la regina rossa.

E ora rispondo alla seconda domanda con cui ho aperto questa recensione: perchè Tim  Burton è simile ad Alice?
Perchè entrambi, seppur in modi diversi, si sono inoltrati in nuovi territori: Il regista si è inoltrato in un progetto cinematografico azzardato e molto diverso dai suoi precedenti, un po’ come Alice che si inoltra in un mondo con scenari e personaggi molto diversi da quelli che aveva conosciuto fino ad allora. 

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università di Bari

PROROGHE A VALANGA PER IL 2010

di Michel Maritato (*)

Anche il “milleproroghe” 2010 (D.L. n. 194 del 30 dicembre 2009) è stato convertito in legge secondo l’ormai collaudato canovaccio utilizzato, da un po’ di anni, da tutti i governanti di turno: il Consiglio dei ministri vara il decreto, l’esame del provvedimento in Parlamento viene circoscritto ai lavori delle Commissioni, la maggioranza poi prepara un maxi emendamento da far approvare in blocco. Unica differenza, non si è fatto ricorso al voto di fiducia, ma si è aperto il solito mercatino, anche se marginale. Ne è venuto fuori, comunque, un mostro di 16 articoli e 150 commi (Legge n. 25 del 26-2-2010, in G.U. n. 48 del 27-2-2010, Suppl. Ord. n. 39). Diverse, quindi, le modifiche e le integrazioni apportate al decreto di partenza, mentre sono rimaste fuori alcune misure attese e annunciate (come gli incentivi per la rottamazione delle auto e la rivalutazione degli immobili delle imprese) che, per un motivo o per un altro, alla fine non ce l’hanno fatta ad essere imbarcate sul provvedimento. Rientrati, invece, all’ultimo momento i contributi per l’editoria. Come consuetudine, le proroghe contenute nel tradizionale decreto di fine anno – ora divenuto legge – toccano un po’ tutti i settori della pubblica amministrazione: dal fisco (“scudo”, studi di settore, frontalieri, 5 per mille, proprietà contadina, trasmissioni telematiche dei sostituti d’imposta, ecc.) al lavoro (sostegno al reddito dei lavoratori della sanità privata in situazione di crisi aziendale, dipendenti Consob a tempo determinato, validità delle graduatorie già approvate e riduzione degli organici nelle pubbliche amministrazioni, personale delle Forze armate e di polizia); dagli interni (obbligo di licenza per gli internet point, carta d’identità munita di impronte digitali, consenso o diniego alla donazione di organi, istituzione uffici nelle nuove province) alle infrastrutture e trasporti (proroga degli sfratti, limitazioni alla guida, concessioni aeroportuali, tasse e diritti marittimi, blocco tariffe, rinvio del divieto degli arbitrati nelle controversie sui contratti pubblici);

dalla sanità (attività intramuraria presso il proprio studio professionale, benefici previdenziali per i lavoratori dell’amianto, commercio di prodotti medicinali) all’istruzione (precari della scuola, reclutamento di ricercatori universitari, messa in sicurezza e adeguamento antisismico delle scuole); dall’ambiente (adozione della Tia, inquinamento impianti industriali, installazione impianti fotovoltaici) allo sviluppo economico (fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, zone franche urbane). Per concludere, una chicca: l’articolo 10-quater si occupa della gestione del libro genealogico del cane di razza.aspettando l’evolversi dell’anno non resta cheaugurare buonafortuna ai cittadini.

(*) STUDIO MARITATO
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.






tel.0645421734.
www.studiomaritato.
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PROROGHE A VALANGA PER IL 2010

di Michel Maritato (*)

Anche il “milleproroghe” 2010 (D.L. n. 194 del 30 dicembre 2009) è stato convertito in legge secondo l’ormai collaudato canovaccio utilizzato, da un po’ di anni, da tutti i governanti di turno: il Consiglio dei ministri vara il decreto, l’esame del provvedimento in Parlamento viene circoscritto ai lavori delle Commissioni, la maggioranza poi prepara un maxi emendamento da far approvare in blocco. Unica differenza, non si è fatto ricorso al voto di fiducia, ma si è aperto il solito mercatino, anche se marginale. Ne è venuto fuori, comunque, un mostro di 16 articoli e 150 commi (Legge n. 25 del 26-2-2010, in G.U. n. 48 del 27-2-2010, Suppl. Ord. n. 39). Diverse, quindi, le modifiche e le integrazioni apportate al decreto di partenza, mentre sono rimaste fuori alcune misure attese e annunciate (come gli incentivi per la rottamazione delle auto e la rivalutazione degli immobili delle imprese) che, per un motivo o per un altro, alla fine non ce l’hanno fatta ad essere imbarcate sul provvedimento. Rientrati, invece, all’ultimo momento i contributi per l’editoria. Come consuetudine, le proroghe contenute nel tradizionale decreto di fine anno – ora divenuto legge – toccano un po’ tutti i settori della pubblica amministrazione: dal fisco (“scudo”, studi di settore, frontalieri, 5 per mille, proprietà contadina, trasmissioni telematiche dei sostituti d’imposta, ecc.) al lavoro (sostegno al reddito dei lavoratori della sanità privata in situazione di crisi aziendale, dipendenti Consob a tempo determinato, validità delle graduatorie già approvate e riduzione degli organici nelle pubbliche amministrazioni, personale delle Forze armate e di polizia); dagli interni (obbligo di licenza per gli internet point, carta d’identità munita di impronte digitali, consenso o diniego alla donazione di organi, istituzione uffici nelle nuove province) alle infrastrutture e trasporti (proroga degli sfratti, limitazioni alla guida, concessioni aeroportuali, tasse e diritti marittimi, blocco tariffe, rinvio del divieto degli arbitrati nelle controversie sui contratti pubblici);

dalla sanità (attività intramuraria presso il proprio studio professionale, benefici previdenziali per i lavoratori dell’amianto, commercio di prodotti medicinali) all’istruzione (precari della scuola, reclutamento di ricercatori universitari, messa in sicurezza e adeguamento antisismico delle scuole); dall’ambiente (adozione della Tia, inquinamento impianti industriali, installazione impianti fotovoltaici) allo sviluppo economico (fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, zone franche urbane). Per concludere, una chicca: l’articolo 10-quater si occupa della gestione del libro genealogico del cane di razza.aspettando l’evolversi dell’anno non resta cheaugurare buonafortuna ai cittadini.

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PER LE MALATE DI CANCRO MAKE UP IN OSPEDALE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Laboratori di make up dedicati alle donne in trattamento oncologico, è l’iniziativa che si svolge negli ospedali di Desio e Vimercate, entrambi in provincia di Monza e Brianza.
Ad attivarli è stata l’associazione “LA FORZA E IL SORRISO”. L’iniziativa è nata dall’intuizione di alcuni medici che hanno capito che le donne sottoposte a trattamenti oncologici, se hanno la possibilità di non rinunciare quanto, più possibile alla propria bellezza e femminilità, hanno benefici psicologici e sanitari: alcune specialiste offrono alle pazienti la possibilità di scegliere e applicare il make up adeguato eliminando il più possibile i guasti estetici causati dai trattamenti.
               

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

ROMA, UNA CAPITALE FINANZIATA DALLO SCUDO FISCALE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Le risorse derivanti dallo scudo fiscale andranno a beneficio non solo dei destinatari stabiliti dalla finanziaria 2010, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato due emendamenti presentati dal relatore al mille proroghe, Lucio Malan, che aggiunge 4 nuove voci alla tabella degli interventi già previsti, a favore: della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia, della legge su Roma Capitale, del riordino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e delle attività delle Olimpiadi per disabili.
Il Decreto mille proroghe è approdato nell’aula del Senato da qualche settimana. Un ulteriore emendamento al mille proroghe approvato prevede che entro il 15 giugno 2010, con un documento ad hoc, il ministro Tremonti dovrà comunicare il numero delle operazioni di rimpatrio o di regolarizzazione perfezionata alla data del 15 dicembre 2009, del 28 febbraio2010, e del 30 aprile 2010.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

ROMA, UNA CAPITALE FINANZIATA DALLO SCUDO FISCALE

di Emanuela Maria Maritato (*)

Le risorse derivanti dallo scudo fiscale andranno a beneficio non solo dei destinatari stabiliti dalla finanziaria 2010, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato due emendamenti presentati dal relatore al mille proroghe, Lucio Malan, che aggiunge 4 nuove voci alla tabella degli interventi già previsti, a favore: della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia, della legge su Roma Capitale, del riordino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e delle attività delle Olimpiadi per disabili.
Il Decreto mille proroghe è approdato nell’aula del Senato da qualche settimana. Un ulteriore emendamento al mille proroghe approvato prevede che entro il 15 giugno 2010, con un documento ad hoc, il ministro Tremonti dovrà comunicare il numero delle operazioni di rimpatrio o di regolarizzazione perfezionata alla data del 15 dicembre 2009, del 28 febbraio2010, e del 30 aprile 2010.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

LA QUESTIONE ENERGETICA ED IL NUCLEARE

di Francesco Bruni (*)

L’approvazione, da parte del Governo italiano il 9 luglio 2009 del Disegno di Legge “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, pone le basi per una seria riflessione sul problema energetico mondiale, in quanto l’85 % dell’energia attualmente consumata nel mondo ?prodotta da combustibili fossili.
E ci porta con sdue evidenti problemi.
Da un lato un problema legato all’approvigiomento. Si prevede che entro il 2020 ci sar?un picco di consumo di materiali fossili con la conseguente diminuizione della quantit?degli stessi di modo tale che potranno essere utilizzati per un periodo decisamente minore, conducendo pertanto ad una mancata produzione di energia qualora il combustibile si esaurisse.
Dall’altro un problema legato alla questione ambientale. Se è vero che i combustibili fossili sulla scala economica di tutte le materie prime legate alla produzione di energia costano relativamente poco, dall’altro inquinano molto. La loro lavorazione comporta eccessive emissioni di CO2, diossido, responsabile, assieme ad altro, dell’inquinamento atmosferico.
Riuscire a trovare, dunque, fonti di energia che non producano gas letali per l’atmosfera e la nostra salute e che abbiano un rendimento paragonabile a quelle che utilizzano combustibili fossili è tutt’altro che banale. L’impresa èmolto ardua e come ha ripetuto l’ing. Colonna nel corso di una conferenza sulle energie alternative presso il “Dipartimento Interateneo di Fisica” dell’Università degli Studi di Bari, probabilmente servir?la cooperazione di moti tipi di fonti alternative per fronteggiare il problema. Chi ripone una fiducia spropositata solo nel fotovoltaico o solo nell’eolico, probabilmente sta sbagliando.
Per quanto le tecnologie sopra citate siano ottime per quanto riguarda la mancata produzione di anidride carbonica o altri solfati dannosi per l’atmosfera, non rappresentano una soluzione concreta al problema energia. O almeno non al punto in cui sono oggi. Anche se si pensa al fotovoltaico “termodinamico”, decisamente meno conosciuto rispetto a quello “solare”, non si pu?non escludere un piano di ritorno al nucleare.
Ma sia chiaro sin dal principio. Non si parla del nucleare che possiamo trovare adesso nelle attuali centrali dislocate nel territorio francese. Ma di un nucleare decisamente differente, più tecnologico, che pone una soluzione a problemi che adesso rappresentano uno scoglio insormontabile. Sono i cosiddetti “reattori di quarta generazione”, cioè reattori costruiti secondo metodiche differenti da quelle esistenti. Metodiche che dovranno trovare espressione concreta entro il 2030, quando terminer?la licenza per gli impianti che adesso producono energia.

Certo, spiegare in dettaglio come funziona una centrale nucleare non è affar semplice. Ma giusto per avere un’idea si consideri un atomo di uranio U-235 (92 protoni, 143 neutroni). Quando lo si colpisce con un neutrone si crea l’uranio U-236 che ha una vita talmente breve da dividersi in due atomi pi?piccoli, in modo tale da sprigionare una buona dose di energia e altri neutroni, che colpendo altri atomi di uranio U-235 innescano un processo a catena; fermo restando che è necessario controllare la quantit?di neutroni liberi presenti (a questo punto si comprende cosa ?la bomba atomica: una reazione incontrollata di questo tipo). Quantità controllata mediante “control rods”, cio?superfici particolari in grado di assorbire neutroni.
Quando si parla di centrale nucleare non si pu?sorvolare sul problema delle scorie. Per come sono fatti oggi gli impianti nucleari la quantit?di scorie prodotte cresce troppo in fretta. Infatti, proiezioni precise considerano necessario costruire un deposito (come quello di Yucca Mountain) ogni 20 anni. Ma è chiaro che non si pu?reputare accettabile una soluzione del genere. E mentre si discute sulle possibili soluzioni al problema, la ricerca sui reattori di quarta generazione va avanti. Il perché èpresto detto. Con questi nuovi reattori la quantit?delle scorie sar?decisamente minore e non paragonabile a quella attuale, a causa del fatto che il “combustibile spento” potràessere riutilizzato anche quando il primo processo di fissione è terminato. Ciò comporta che l’uranio viene sfruttato in maniera maggiore, producendo, partendo dalla stessa quantit?di materia prima, un minor numero di scorie. Se poi si pensa che all’uranio pu?essere sostituito il torio, allora il gioco èquasi fatto. Il pericolo delle scorie non ?tanto l’eccessivo numero quanto la radioattività dei materiali contenuti al loro interno. Plutonio e attinidi  minori sono sostanze la cui radiotossicit?diventa nulla in milioni di anni. Ma se al posto dell’uranio si usa il torio, gli elementi nocivi di cui sopra non vengono prodotti e la pericolosit?relativa a radiazioni diminuisce fino a due centinaia di anni. Il che ?un grosso passo in avanti. Non per altro questa soluzione è stata proposta anche dal professor Rubbia, celebre premio Nobel per la Fisica.
A questo si pu?aggiungere che “se utilizzato in luogo di un impianto a carbone a ciclo supercritico, un impianto nucleare da 1 GW permette di evitare l’emissione di oltre 6 milioni di tonnellate di CO2 all’anno” (Rapporto Enea).

Due ultimi dati:
1. “Le proiezioni internazionali (ETP 2008) indicano che il nucleare sarebbe in grado di contribuire per circa il 6% alla riduzione delle emissioni globali del  settore energetico e per una quota compresa tra il 19% e il 23% (30% negli scenari pi?ottimistici) alla produzione di elettricità”
2. “Alcuni numeri per stabilire un confronto. Oggi un impianto prototipo funzionante CSP(solare a concentrazione ad alta temperatura) di 64 MWatt (Nevada 1,  negli USA, ma con capitali spagnoli) costa circa 230 milioni di $ (150 milioni di Euro), è stato costruito in 18 mesi e, grazie all’elevato rendimento, con una superficie speculare  di soli 0.3 km quadrati. Immaginiamo un CSP con accumulo di 7 ore e una potenza di  1.6 GWatt, e cioè 25 volte maggiore, pari ad una futura centrale nucleare EPR. Il costo  odierno con il CSP sarebbe 25 x 150 milioni = 3750 milioni di Euro, del tutto  confrontabile con l’alternativa nucleare.” (Rubbia)
Insomma, giudicare quasi con pregiudizio che il nucleare non è una valida alternativa gridando quasi ad un male mi sembra eccessivo.
Valutando tutta la questione in chiave scientifica magari ci si rende conto che non è un’alternativa da scartare a priori.

Ps: I dati citati sono tutti tratti da documenti ufficiali.

Per ulteriori informazioni, sul nucleare e non:
http://beta.fisica.uniba.it/cdlf/language/it-IT/Links.aspx
http://www.sd-commission.org.uk/pages/is-nuclear-the-answer.html#nuclearpubs

(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

INTER PASSA A UDINE.TIENE IL MILAN. LA ROMA BLOCCATA A NAPOLI

di Sergio Cimmino (*)

Appasionati di calcio: pronti per la nostra rubrica! L’anticipo del sabato pomeriggio vede di fronte il Catania e il Bari. Gli etnei sono in piena lotta salvezza e cercano punti per la vittoria; i pugliesi invece vogliono continuare il loro sogno europeo. La partita è senza storia: nel primo tempo i siciliani vanno in vantaggio con Richhiuti e Llama. La ripresa vede un Catania scatenato e vanno ancora a segno con Morimoto e Martinez. Un Bari allo sbando, mentre i rossoblu fanno un passo in avanti nella lotta per non retrocedere.
Il posticipo serale vede la Lazio impegnata in casa con la Fiorentina. Il neo tecnico Reja è a caccia di importanti punti per risollevare le sorti capitoline. La partita ha un ritmo blando, ma si sblocca grazie al goal biancoceleste di Siviglia. La beffa arriva nel finale. al novantesimo in una mischia in aerea laziale il brasiliano Kerrison realizza e acciuffa un pari per i capelli. Fiorentina sempre piu sottotono.
La domenica calcistica vede una serie di scontri interessanti anche per la lotta scudetto. Il Chievo vince in casa con il Cagliari per due ad uno. I goal sono realizzati da De Pauola e Granoche, accorcia Astori per i sardi. Continua la serie positiva del Bologna che espugna il Marassi di Genoa. Adailton realizza una tripletta per i bolognesi, i genoani seppur in rimonta non riescono a contenere: un festival del goal. Complici le difese apparse fuori forma. La partita termina tre a quattro. Nel derby toscano passa il Siena in casa del Livorno. Ci pensano Calaio’ e Maccarone. Gli amaranto verrano contestati a fine gara dai propri tifosi. I bianconeri ottengono una vittoria pesante in chiave salvezza. Il Milan passa senza problemi sull’Atalanta di mister Mutti. I rossoneri in casa esprimono un buon calcio, Pato con una doppietta e Borriello chiudono i conti. Vittoria di misura per il Parma in casa con la Sampdoria. Ci pensa Zaccardo.

Nel derby del sud al San Paolo è pareggio tra Napoli e Roma. I giallorossi vanno in vantaggio con Baptista e Vucinic, ma il Napoli non molla accorcia con Denis e pareggia con un rigore di Hamsik. Bloccati i giallorossi sulla corsa scudetto. Un buon punto anche per i partenopei, ancora nella scia Europea. Al Friuli invece show dell’ Inter. L’Udinese,  seppur in vantaggio con Pepe, si fa rimontare per ben due volte. Balotelli e Milito sugli scudi. Il primo posto è ben saldo, per ora naturalmente.
Il posticipo serale ha visto di fronte la Juve e il Palermo. I rosanero disputano una partita gagliarda grazie ad un eurogoal di Miccoli e una furbata di Budan.
Spettri in casa bianconera, vola invece solitario al quarto posto la squadra siciliana.

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

EMMA BONINO E IL LAZIO, CI POSSIAMO FIDARE?

di Andrea Vitale (*) 

 
Elezioni Regionali 2010, Lazio – Lontano dalle ormai note “primarie” cui da sempre fan perno i principi democratici del PD è emersa nel centrosinistra l’auto candidatura di Emma Bonino. La leader del partito “I radicali italiani” è nata nella provincia di Cuneo nel ’48, dal 2008 ricopre la carica di vicepresidente del Senato della Repubblica. Inizia la carriera politica nel 1975 nel “Partito Radicale” e un anno dopo viene eletta alla Camera dei Deputati; dal 1979 al 1984 ricopre la carica di deputata del Parlamento Europeo; alle Elezioni Europee del ’99 presentò una lista che portava il suo nome e riuscì ad ottenere ben l’ 8,5% dei voti; più deludenti le elezioni politiche del 2006 dove la vediamo presentarsi con un nuovo partito, la “Rosa del pugno” il quale ottiene un misero 2,6% dei voti.
Ma torniamo all’attualità: la Bonino è la candidata numero 1 della Regione Lazio in quanto corre con l’appoggio di “PD”, “Italia dei valori”, “Federazione della sinistra”, “Sinistra ecologia e libertà”, “Verdi”. Ma nonostante la sua gran dedizione ed impegno per il ruolo politico che si prepara(forse) a ricoprire, la campagna elettorale è un percorso lungo pieno di insidie pronte ad ostacolare ogni tipo di programma: discriminazione in Rai nei confronti dei radicali e nella raccolta firme per presentarsi alle elezioni. Queste le lamentele della candidata del centrosinistra cui ha fatto puntualmente seguito l’immancabile strumento che da sempre i radicali utilizzano per le loro battaglie: lo sciopero della fame e della sete. Lo scopo? Chiedere che venga assicurata la possibilità di raccogliere nel più breve tempo possibile le firme per presentare le liste elettorali così come stabilito il rispetto della legge 43/’95 la quale impone ai comuni stessi di fornire assistenza per la raccolta delle firme a sostegno delle liste elettorali.

“Ti puoi fidare”. Questo lo slogan usato dalla stessa Bonino per la sua campagna elettorale, ma date le ultime problematiche emerse e la sua ormai nota “disobbedienza civile” ci sarà da credere?

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

MIAO! SIAMO IN PERICOLO: BIGAZZI CI VUOLE IN PADELLA

di Elettra Marricco (*)

A scrivere ciò potrebbe essere benissimo l’enorme quantità di gatti di tutto il mondo, se non fosse per il fatto che: (e questo è un bene per Bigazzi ) loro non parlino ne sappiano scrivere.
Il tutto deriva dall’esternazione poco felice in diretta tv dal programma “la prova del cuoco” di Beppe Bigazzi palinsesto del programma da ben dieci anni ed esperto culinario, nel quale, qualche giorno fa ha spiegato la “ricetta” per cucinare il << IL GATTO STUFATO>>, decantandone la qualità della carne e specificando come evitare che la “carne” in questione abbia quel sapore di selvatico ed aggiungendo che lui stesso ne ha mangiata.
Le reazioni sono arrivate subito: il pubblico da casa ha spedito al programma centinaia di e-mail alle quali si sono aggiunte anche quelle delle associazioni animaliste e i vertici della Rai hanno immediatamente allontanato e sospeso Bigazzi dal programma.
Sembrerà retorica ma per noi tutti che amiamo gli animali questo “fatto” risulta alquanto disgustoso non solo per l’atto in se per se ma soprattutto perché gli animali domestici, quali cani gatti e affini, sono tutelati da una legge apposita, di conseguenza sono INTOCCABILI.

Sul gastronomo, che si è difeso dalle accuse dichiarando che stava soltanto citando un’antica usanza vicentina e che quindi le sue parole sono state travisate, resta una denuncia da parte delle associazioni animalistiche e il rancore di tuti quelli che possiedono un animale: In conclusione: io da animalista incallita dico << 44 GATTI IN FILA PER 6 COL RESTO DI 2 MARCIATE COMPATTI CONTRO BIGAZZI E LA SUA RICETTA>>.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

L’ULTIMATUM DELLA BONINO E LA RISPOSTA DELLA POLVERINI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Sciopero della fame e della sete per poter ripristinare un minimo di legalità nel processo elettorale che vede violata la legge elettorale G3 del 1995.
Lo ha annunciato la leader dei radicali e candidata alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino.
Ha dichiarato che si tratta per lei di un atto costosissimo quanto pesante che vuole però essere un segnale di speranza e non solamente di protesta, per chiedere al Governo strumenti che pagano un correttivo alla situazione di illegalità che preclude agli italiani una o  più scelte.
A oggi quasi nessuno degli ottomila comuni italiani piccoli e grandi ha pensato ad adempire all’articolo 4 della legge G3.
“Questo non è il momento della rassegnazione” ha detto la candidata del PD.
Lo sciopero è un’iniziativa non violenta: mi auguro che tutti i cittadini, radicali o meno, non si arrendano, ma moltiplichino l’impegno per raccogliere le firme e pretendere il rispetto della legge.
Non è una rinuncia o un alzare bandiera bianca, ma semmai l’alzare la bandiera infangata dalla democrazia.
Zingaretti, ha invitato il suo partito a riflettere e rispondere sul problema sollevato dalla Bonino, che si era già, nei giorni scorsi, lamentata per il ritiro dell’ invito in tv di Matrix con conseguente “violazione di par condicio”. Per la Bonino l’elemento necessario a scongiurare un ritiro della sua candidatura è un decreto legge che abolisca le firme per le presentazioni delle liste o ne dimezzi il numero che, ancora, ne prolunghi il tempo per la raccolta.

“Non mi sembra affatto una novità che la Bonino scioperi”: sostiene Renata Polverini, “si tratta di un metodo che i radicali hanno sempre utilizzato per le loro battaglie, quindi mi pare ovvioche di fronte a quella che la Bonino ritiene una discriminazione utilizzi lo stesso metodo che utilizza sempre”, questa è la prima reazione di Renata Polverini all’ultimatum della candidata del PD, ma poi taglia ancor più corto sostenendo che lei non ha tempo per scioperare, l’unico tempo che possiede è quello che dedicherà alla sua campagna elettorale.
Il Sincaco Alemanno si dichiara perplesso sul gesto della Bonino:”Se una lista non riesce a raccogliere firme, dovrebbe interrogarsi sul suo grado di rappresentatività non fare scioperi della fame”. Unanime invece la solidarietà arrivata dal Centrosinistra.
Il segretario dell’Italia dei Valori nel Lazio Stefano Pedica ha iniziato anche lui lo sciopero della fame, per “appoggiare la Bonino”

                                                                 

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

CARNE ALLA BRACE

di Enrico Ferdinandi

Ingredienti per 4 persone

4 fette di carne da 250gr ognuna
1 cucchiaio d’olio
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
sale

Prima di cuocere la carne sulla griglia è consigliato toglierla dal frigo almeno mezz’ora prima, così da evitare che sia ancora fredda all’interno al momento della cottura. Preparare quindi una ciotola nella quale unirete olio, aglio tagliato a pezzi e rosmarino. Preparare una buona brace è fondamentale per una cottura ottimale della carne. Quando avrete quindi una brace adatta sistemate la griglia facendola riscaldare per bene così da disinfettarla e sistemate la carne già spennellata con il condimento precedentemente preparato.

 La cottura varia a seconda dei gusti, se volete mangiare la una carne ben cotto lasciatela cuocere 10 minuti per lato altrimenti se la preferite al sangue bastano 5 minuti a lato. Ricordate sempre però che la carne deve essere girata una sola volta altrimenti diventerà più dura. Ora non vi resta che salarla e servirla a tavola subito, la carne alla griglia è buona appena fatta.

L’ANSIA

di Enrico Ferdinandi

L’ansia oltre ad essere un limite ed un disturbo nella vita di tutti i giorni può essere il sintomo di qualcosa che la nostra psiche cerca di comunicarci. Per questo analizzarla può essere un valido strumento per capire ciò che abbiamo dentro e può diventare una risorsa per noi stessi.
Si è calcolato che almeno un terzo della popolazione mondiale almeno una volta nella vita ha avuto o avrà un disturbo d’ansia questo perché essa rappresenta una condizione necessaria e fisiologica in determinati momenti della vita.
Dal punto di vista emozionale, l’ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d’ansia. Comunque l’ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un’emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

Per cercare di superare queste crisi, inizialmente la cosa migliore da fare è crearsi un ambiente rassicurante capace di ridurre al minimo le stimolazioni che sono all’origine dello stato ansioso, e contemporaneamente nell’uso di farmaci tranquillizzanti.