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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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MINARETI: LA SVIZZERA DICE NO!

di Andrea Vitale (*)

E’ stato approvato con il 57% dei voti l’originale referendum svizzero per il divieto di costruzione di minareti, dove solo 4 dei 26 cantoni hanno respinto la proposta avanzata dalla destra nazional-conservatrice. Nonostante sia il governo che l’opposizione si fossero espressi contro quest’approvazione di iniziativa popolare verrà modificato l’articolo 72 della Costituzione volto a regolare i rapporti fra Stato e religioni, e pertanto sarà bandito la costruzione di questo simbolo della religione musulmana “per mantenere la pace fra i membri delle diverse comunità religiose”.
Un risultato inaspettato che ha richiamato l’attenzione di tutto il mondo: l’opposizione svizzera esaminerà la possibilità di propporre ricorso contro l’iniziativa alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, in quanto secondo loro il voto ha fatto leva sui pregiudizi delle persone oltre ad essere fortemente anticostituzionale. Contrario anche il mondo cattolico, dove dalla conferenza dei vescovi svizzeri si rende noto che questo risultato è «un ostacolo sulla via dell’integrazione e del dialogo interreligioso nel mutuo rispetto. Si è espresso anche Navi Pillay, L’Alto commissario Onu per i diritti umani: in un comunicato fa sapere che proibire costruzioni religiose è “chiaramente discriminatorio e ciò rischierà di mettere la Svizzera in collisione con i suoi obblighi internazionali riguardo i diritti umani”.

In Italia le opinioni sono diverse, anche all’interno della stessa maggioranza: dalla critica del Ministro Degli Esteri Franco Frattini nei confronti della scelta svizzera, all’euforia della Lega Nord che addirittura chiede di mettere il crocifisso nel tricolore italiano.
Quanto successo in Svizzera riflette solo quella spaccatura che è ormai parte del mondo che ci circonda: da un lato coloro che hanno una visione aperta e moderna, dall’altra una visione nazionalista e tradizionale del proprio Paese. Al momento, tutto ciò che l’Europa può fare è stabilire se un referendum nazionale possa o meno porre in discussione diritti fondamentali protetti da Trattati Internazionali, sempre che tali diritti siano posti in pericolo.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

Racconto: “QUANTI ALBERI” (parte 3)

di Lucio Adriano Cito

A Rosario e a suo nonno Giovanni

3.“Quanti alberi
dobbiamo curare
perché il raccolto
sia abbondante
e non si faccia fatica
a trovare da mangiare?!!
Quanti alberi nonno
dobbiamo piantare perché ci sia da mangiare
per noi
e per tutte le famiglie
del villaggio?!!
Sai nonno, non manca stagione
che il tuo giardino
sia l’unico nel villaggio
che si colori di frutta !!!

…non manca stagione
che accolga uccelli in volo e nei nidi
…non manca stagione
che nelle giornate di sole non si plachi
la musica del quotidiano ronzio delle api del tuo alveare…”

Così parlava Rosario rivolgendosi a nonno Giovanni mentre si spostavano nel giardino
raccogliendo la frutta autunnale
e riempiendo prima una grande
e poi una piccola sporta.

Mancava poco e le sporte furono piene…
Solo quando ebbero superato l’imbocco della cisterna
e ormai erano vicini al cancello, pronti per uscire…
Il nonno fissò negli occhi Rosario.
Rosario, conoscendolo bene, capì che il nonno
stava finalmente rispondendo alle sue domande:
“Prendi Rosario le due sporte,
la più piccola portala sul tavolo vicino al camino in cucina …
poi prendi la più grande e portala fuori casa e …
alla prima persona del villaggio che incontri per strada
offri la frutta raccolta,
chiunque essa sia!!!
Dille che è da parte nostra.“

Racconto: “QUANTI ALBERI” (parte 2)

di Lucio Adriano Cito

A Stella e a suo nonno

2.
“Quanti alberi
dobbiamo piantare nonno
perché la tua vita si possa allungare
di un giorno, di un anno, di tanti altri anni ancora?!!
Quanti alberi?!! “
…Io sono piccola!!!
Mi piacerebbe che tu possa continuare a vivere a lungo,
farmi sognare con i tuoi racconti,
farmi divertire e giocare ancora con te.
Nonno ?!! Quanti alberi
dobbiamo piantare ancora insieme!??“

Così il nonno, guardando la piccola figlia, intenerito le sorrise e compiaciuto le disse:
“Promettimi Stella
che lì sulla collina
dove il declivio è nero, vuoto, ferito,
lì dove il bosco è stato incendiato…

…promettimi Stella che tu continuerai
a piantare tanti alberi
per restituire il bosco alla collina …
… promettimi questo!!!
E anche se io non ci sarò
farò in ogni modo per esserti accanto…
… farò in modo che tu possa sentire quanto ti sia vicino…
Io questo te lo prometto… !!!“

Poi, accarezzandole i lisci capelli,
fece cenno di continuare
e disse ancora alla sua piccola Stella:
“La buca è pronta … prendi l’albero!!!
per adesso piantiamone insieme
un alto ancora“.

Racconto: “QUANTI ALBERI” (parte 1)

di Lucio Adriano Cito

A Giacomo e a suo nonno

1. “Quanti alberi
dovranno morire
prima che i campi sulla collina,
i boschi in cima alla montagna,
diventino
un deserto di arse zolle,
e … l’inutile polvere si alzi al vento,
e si sparga senza limite
tra le aree assetate infertili
di questa terra ?!? 
Nonno !!! Quanti alberi ?!?“

Così pensava ad alta voce Giacomo
rivolgendosi al nonno……
…Suo nonno aveva approntato da poco una buca,
e con la zappa in mano ,
lo ascoltava attonito…

…Giacomo che si aspettava una risposta,
nell’incontrare lo sguardo immobile del nonno
d’un tratto preoccupato,
poi sereno e convincente,
che mirava lontano…
lontano…

oltre le colline, oltre le montagne,
oltre quel limitato orizzonte …
lontano…

…disse , tirando a sé quella poderosa mano paterna
e, richiamando la sua attenzione:
“Per adesso piantiamo un albero…
e poi forza !!!
prepara un’altra buca…
che ne piantiamo un altro ancora!!
!”

FILM: PUBLIC ENEMIES

di Francesco Losito (*)

America. Anni 30. Grande Depressione. Banche. Rapine. Caccia all’uomo. Si potrebbe introdurre così questo spazio dedicato al film Nemico Pubblico, ultima fatica del regista Michael Mann, il quale ha alle spalle film ormai impressi nella storia della cinematografia, come Manhunter (1986), in cui compare per la prima volta il personaggio di Hannibal Lecter; L’ultimo dei Mohicani (1992); Heat-La sfida (1995) con De Niro e Al pacino insieme; Collateral (2004).
Parole chiave, pezzi di puzzle che vanno a comporre un film ricco di suspense e anche di adrenalina, portando sul grande schermo la vita e le “gesta” di John Dillinger, il più pericoloso rapinatore di banche degli anni trenta in America.

TRAMA
Il film comincia con John Dillinger che porta a compimento l’evasione degli uomini della sua banda.

Il suo carattere, i successi inarrestabili e la sua determinazione creano intorno a lui una sorta di clima di invincibilità e un fascino che contribuiscono ad aumentare e diffondere la sua fama.
Dillinger si innamora della bella Billie Frechette e sogna di fuggire lontano con lei.
Ma la legge non resta ferma a guardare: viene costituito un gruppo speciale di agenti capeggiati da Melvin Purvis che danno il via ad una caccia all’uomo senza tregua  riuscendo, dopo vari tentativi, a catturare lui ed alcuni della sua banda.
Ben fatto si penserà: obiettivo raggiunto, rapinatori arrestati…No.
Dillinger riesce ad evadere dalla sua prigione, beffando le numerose unità poste a guardia del carcere e cerca di organizzare il suo ultimo colpo, che gli permetterà di
smettere con le rapine e fuggire lontano con Billie. Ma Billie viene fatta arrestare da Purvis, lasciando Dillinger solo e bloccando i suoi progetti.
A questo punto la caccia all’uomo diventa contemporaneamente una sfida personale tra Dillinger e Purvis, un inseguimento senza tregua, una corsa  tra due personaggi che sono entrambi protagonisti e antagonisti (a seconda del punto di vista).
E solo uno di loro riuscirà a vincere.

Il personaggio di John Dillinger, il cui ruolo inizialmente era stato proposto a Leonardo Di Caprio, è interpretato da un brillante Johnny Deep. Mentre Christian Bale, messi da parte i panni di Batman, indossa quelli di Melvin Purvis, il risoluto agente FBI.
Uno dei titoli con cui la Universal Pictures ha pubblicizzato l’uscita del film nell’Europa dell’Est è “Johnny D” che indica contemporaneamente John Dillinger e Johnny Deep.   

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università di Bari

SPECIALE EPILESSIA 3 di 3

di Vincenzo Demaio (*)

DIAGNOSI E TERAPIA


La Diagnosi

 La diagnosi di epilessia si basa essenzialmente sulle informazioni ottenute dopo una dettagliata intervista fatta al paziente e a testimoni e su un corretto esame obiettivo neurologico. Il ruolo del neurologo, ed in particolare del neurologo epilettologo, è pertanto vitale, essendo rivolto anche ad escludere altre cause che spesso possono mimare una manifestazione epilettica, quali le crisi psicogene e le sincopi. Dall’altro lato, è altresì vitale il contributo del medico curante nel saper sospettare una crisi comiziale e nell’avviare il paziente ad un centro epilessia. Dopo questo primo essenziale passo clinico, il bilancio diagnostico di una epilessia comprende l’indagine funzionale più importante rappresentata dall’elettroencefalogramma (EEG), che registra l’attività elettrica cerebrale attraverso l’ausilio di elettrodi posti sul cuoio capelluto. Le anomalie registrate spesso sono svelate da alcune prove di attivazione (l’iperpnea e la stimolazione luminosa intermittente) e dall’effettuazione dell’esame durante il sonno o in privazione ipnica. L’EEG, tuttavia, non può mai determinare o escludere una diagnosi di epilessia, in quanto in un certo numero di pazienti questo esame può essere privo di anomalie oppure pazienti che non hanno mai avuto crisi epilettiche possono occasionalmente presentare attività parossistiche. La diagnosi di epilessia rimane, pertanto, soprattutto clinica. In certi pazienti, la diagnosi richiede la registrazione delle crisi attraverso un monitoraggio Video-EEG.

Questo esame consiste nella registrazione continua del paziente (attraverso il video) e dell’attività cerebrale (attraverso l’EEG), al fine di studiare le correlazioni nel corso delle crisi. I pazienti che richiedono questa procedura sofisticata sono quelli in cui la diagnosi clinica è poco chiara e quelli che richiedono una precisa localizzazione delle crisi per sottoporsi ad un trattamento chirurgico dell’epilessia. 
 Inoltre, di fronte ad una epilessia senza causa chiara, bisogna effettuare una esplorazione morfologica attraverso TC e, soprattutto, RMN cerebrale, con l’utilizzo di appropriate sequenze e dopo un’adeguata ipotesi anatomo-clinica. Infine, esami funzionali come la PET e la Spect cerebrale, soprattutto se critici, possono essere utili per localizzare meglio il focus epilettogeno.

La terapia
Il trattamento con farmaci anti-epilettici si intraprende solo dopo la diagnosi di epilessia.
Alle quattro molecole classiche che sono considerate come antiepilettici maggiori (fenobarbital, acido valproico, carbamazepina e fenitoina), dal 1991 sono stati commercializzati nuovi antiepilettici (tra gli altri, la lamotrigina, il levetiracetam e il topiramato). La scelta di un farmaco, effettuata dall’epilettologo, dovrà essenzialmente essere fatta in relazione al paziente e al suo tipo di epilessia. È, invece, essenziale il ruolo del medico curante nel monitorare i livelli plasmatici dei farmaci antiepilettici attraverso dei controlli seriati nel tempo e l’individuazione di eventuali effetti collaterali. È, pertanto, assolutamente necessaria la collaborazione tra l’epilettologo e il medico curante non solo per la diagnosi ma anche per la terapia.
  Il trattamento chirurgico dell’epilessia viene, invece, effettuato solo in casi selezionati (di solito pazienti farmaco-resistenti), dopo l’individuazione del focus epilettogeno e l’esclusione di eventuali deficit neurologici o neuropsicologici che possano derivare dalla rimozione della regione cerebrale che genera le crisi. Una equipe multidisciplinare (epilettologo, tecnico di neurofisiopatologia, neuro-psicologo, neuroradiologo, neurochirurgo) è chiamata a questo difficile e, nello stesso tempo, emozionante compito. I migliori risultati (anche superiori all’80%) sono ottenuti nelle epilessie del lobo temporale.
Le prospettive future
La ricerca sull’epilessia ha compiuto dagli anni degli studi di Jackson dei grossi passi in avanti. In particolare, i fattori di rischio e i meccanismi epilettogeni associati ai diversi tipi di epilessia sono stati correlati alle rispettive prognosi, consentendo l’affermarsi di strategie farmacologiche e chirurgiche. E’ stata recentemente anche proposta una revisione della Classificazione dell’epilessia sulla base della necessità di aggiornamento in relazione al continuo sviluppo dell’epilettologia nei suoi vari aspetti. Le sfide attuali e future riguarderanno soprattutto l’individuazione di nuovi farmaci antiepilettici, la caratterizzazione di epilessie lesionali di cui potrebbe essere previsto l’esito sfavorevole per prevenirlo con adeguati interventi farmacologici o chirurgici, e, infine, la definizione del ruolo dei geni nella patogenesi dell’epilessia.
A queste importanti sfide tutti siamo chiamati!

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

SPECIALE EPILESSIA 2 di 3

di Vincenzo Demaio (*)

COSA E’!

L’epilessia è definita, attualmente, sulla concomitante presenza di due principali criteri:
1) clinico: presenza di crisi epilettiche;
2) evolutivo: tendenza delle crisi epilettiche a ripetersi.

Il verificarsi di una sola crisi non consente perciò di fare la diagnosi di epilessia, in quanto almeno il 5% della popolazione presenta almeno una volta nella vita una crisi epilettica. Infatti, una crisi epilettica può essere reattiva e riflettere una risposta del cervello ad un transitorio insulto come un trauma cranico, la febbre o un’improvvisa sospensione dell’alcol negli etilisti. Infine, le crisi epilettiche sono espressione di una disfunzione cerebrale e sono dovute alla concomitante presenza di eccessive, ipersincrone ed anormali scariche elettriche delle cellule nervose del cervello.


I tipi di crisi epilettiche
Una delle principali distinzioni tra i tipi di crisi epilettiche, già evidente nella Classificazione Internazionale dell’Epilessia del 1981, è quella tra crisi parziali  e generalizzate. Infatti, le crisi parziali o focali iniziano in una zona circoscritta di un emisfero cerebrale, le crisi generalizzate coinvolgono sin dall’inizio entrambi gli emisferi. Quando le crisi parziali non producono una perdita di coscienza sono dette semplici, altrimenti sono definite complesse. I segni e i sintomi delle crisi parziali semplici sono determinate dalla funzione dell’area corticale coinvolta dalla scarica epilettica. Di conseguenza, le crisi sono state divise in motorie (ad esempio, scosse miocloniche o contrazioni toniche), sensitive (ad esempio, formicolii o perdita di sensibilità), psichiche ed autonomiche (ad esempio, sensazione di nausea, ricordi illusori o stati sognanti, una sensazione uditiva). Una scarica epilettica che insorge in una parte del cervello può anche diffondersi ad altre parti vicine e lontane. Pertanto, le crisi parziali semplici possono evolvere in complesse, e le crisi parziali semplici e complesse in generalizzate, dando luogo alle crisi parziali secondariamente generalizzate.
Le crisi generalizzate, invece, possono essere convulsive e non convulsive.

Le crisi tonico-cloniche (o grande male) sono le crisi generalizzate convulsive più frequenti e compaiono all’improvviso, manifestandosi in tre fasi. La prima è quella tonica che dura 10-20 secondi, si associa spesso all’emissione di un grido e a immediata perdita di coscienza. Di solito, si caratterizza per una sostenuta contrazione che interessa tutta la muscolatura scheletrica del corpo. Progressivamente la contrazione muscolare si frammenta, conducendo alla seconda fase, la clonica, che dura circa 30 secondi e che si caratterizza per ampie scosse degli arti. Infine, vi è la terza fase, il “coma post-critico”, in cui vi è una risoluzione degli eventi motori e la presenza di una prolungata perdita di coscienza. Al risveglio, il paziente di solito lamenta cefalea, stanchezza e dolori muscolari.
Le assenze sono, invece, le crisi generalizzate non convulsive più frequenti, caratterizzate da una breve (di solito, meno di 10 secondi) e improvvisa sospensione del contatto, con sguardo fisso e, talora, associate ad automatismi gestuali semplici o lievi scosse palpebrali. La ripresa del contatto è questa volta rapida e l’elettroencefalogramma si associa a caratteristiche anomalie a tipo di punta-onda, bilaterali, sincrone e simmetriche, generalizzate, a 3-5 cicli/secondo.

Le Cause
Le cause delle epilessie sono estremamente eterogenee e risultano dalla combinazione di fattori genetici e di fattori acquisiti. In diverse circostanze l’uno o l’altro di questi fattori può predominare. La Classificazione Internazionale dell’Epilessia del 1989 ha diviso le crisi epilettiche in base alla causa in idiopatiche (o primarie, cioè senza una causa conosciuta), in sintomatiche (o secondarie, cioè con delle specifiche alterazione cerebrali strutturali) e in criptogenetiche (cioè sintomatiche, ma ad eziologia sconosciuta).
  Nelle epilessie idiopatiche, prevalgono le alterazioni genetiche, dovute di solito all’intervento in uno stesso individuo di più geni distinti (poligenicità) e possono anche essere su base famigliare. Da un punto di vista clinico, le crisi possono essere sia generalizzate (ad esempio, le assenze) che parziali (ad esempio, l’epilessia benigna dell’infanzia con punte centro-temporali) e interessano dei periodi limitati di età.
  Le epilessie sintomatiche, invece, pur potendo riconoscere anche una base genetica (ad esempio le malformazioni dello sviluppo corticale), sono dovute di solito ad una serie di alterazioni acquisite tra il periodo neonatale e i periodi successivi della vita. Le cause più comuni sono l’ischemia, i traumi, le infezioni, i tumori, le sostanze tossiche. La lesione più frequentemente osservata è la sclerosi dell’ippocampo (una lesione cicatriziale che si accompagna a perdita neuronale e gliosi), substrato della “sindrome del lobo temporale mesiale”, che è alla base di un numero elevato di epilessie temporali farmaco-resistenti. Non è completamente chiaro se la sclerosi dell’ippocampo sia la causa o la conseguenza di prolungate convulsioni febbrili.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

SPECIALE EPILESSIA 1 di 3

di Vincenzo Demaio (*)

INFORMARSI PER NON AVER PAURA

L’epilessia è una tra le malattie neurologiche più frequenti e rappresenta uno dei principali problemi di sanità pubblica, soprattutto in relazione alle diverse e numerose implicazioni psico-sociali e culturali che l’accompagnano. Nonostante l’elevata incidenza (40-70/100000 persone in Europa) e i grossi passi in avanti fatti nel campo scientifico, l’epilessia è ancora oggi poco conosciuta tra la popolazione generale e viene considerata spesso una malattia psichiatrica. Le persone affette da epilessia, infatti, continuano ad essere discriminate e gli atteggiamenti verso gli epilettici sono influenzati dal livello conoscitivo estremamente limitato della malattia. Dall’altro canto, il paziente epilettico e la propria famiglia tendono talora a nascondersi e celare la presenza di questa malattia, contribuendo, seppur indirettamente, alla sua scarsa conoscenza o “male-informazione”.


L’epilessia nella storia

Sin dai tempi antichi, l’epilessia (dal greco “epilambanein” che significa “essere sopraffatti, essere colti di sorpresa”) è stata ben documentata e la natura intermittente e drammatica degli attacchi epilettici ha inevitabilmente contribuito a considerare l’epilettico come “posseduto”, affetto da un “male sacro”. Il codice di Hammurabi, datato 1780 a.C., stabiliva che la persona con epilessia non poteva sposarsi o testimoniare in tribunale, mentre Ippocrate verso il 400 a.C. scriveva che il male sacro, segno dello sdegno degli dei, non gli sembrava possedere “nulla di più divino e di più sacro delle altre malattie, né nella sua natura, né nella sua origine”. Al tempo dei romani, la comparsa di una crisi epilettica in un partecipante ai comizi -le assemblee della magistratura- era un avvenimento che poteva rimettere in causa gli affari di Stato. Il morbus comitialis era pertanto oggetto di timore e repulsione.

Nel mondo cristiano, la credenza, condivisa da molti monaci latini e greci, che gli epilettici “erano indemoniati” e che l’epilessia era causata da uno “spirito muto e sordo” domina fino al tardo Medioevo. Tanto più che un passaggio del Vangelo di San Marco descrive in maniera accurata una crisi tonico-clonica generalizzata in un bambino e conclude che “era posseduto da uno spirito impuro muto”. Solo al tempo dell’Illuminismo, nel tardo XVII secolo, iniziò la lotta contro il soprannaturale e l’occulto, culminando nel rifiuto dell’influenza del demonio. Bisogna aspettare, però, solo la seconda metà del XIX secolo affinché l’epilessia possa definitivamente passare dal dominio della psichiatria, in cui era caduta nel XVII e XVIII secolo, a quello della neurologia, grazie alla stupenda opera di John Hughlings Jackson (1825-1911). Infine, si giunge al XX secolo, durante il quale si è posta la base dell’epilettologia moderna con notevoli progressi effettuati nel campo della diagnosi, con l’introduzione dell’elettroencefalogramma e la correlazione elettro-clinica fatta a Marsiglia da Gastaut e Tassinari; nel campo della terapia, non solo medica . Infatti i lavori di Penfield e Jasper a Montreal rappresentano la base del trattamento chirurgico dell’epilessia, i lavori di Bancaud e Talairach a Parigi con l’utilizzo di elettrodi direttamente impiantati nel cervello hanno permesso la conoscenza dell’origine e della propagazione della scarica elettrica nei tre piani dello spazio.
  La storia fornisce anche numerosi esempi di personaggi illustri affetti da epilessia o che presentarono occasionali crisi epilettiche: filosofi (Socrate), strateghi militari (Alessandro il Grande, Giulio Cesare e Napoleone), santi (S. Paolo), artisti e uomini di lettere (Van Gogh, Flaubert, Dostovesky), geni del pallone (Ronaldo, che ebbe una crisi epilettica verosimilmente generalizzata prima della Finale di Coppa del Mondo del 1998 in Francia).

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

LA RISPOSTA AGLI STIMOLI (DALLA TESI DI LAUREA DI VITO FRACASSO)

di Vito Fracasso (*)

I potenziali evocati sono esami non invasivi che studiano la risposta del sistema nervoso ad uno stimolo sensoriale. In relazione al sistema sensoriale stimolato si possono dividere in potenziali evocati somatosensoriali (PESS), visivi (PEV), acustici (PEA). Questi tipi di potenziale evocato studiano le vie afferenti, cioè le vie nervose che dalla periferia portano informazioni verso l’encefalo. Un altro tipo di potenziale evocato è il potenziale evocato motorio (PEM): in questo caso si valutano le vie motorie efferenti, che cioè portano le informazioni dalla corteccia cerebrale verso i muscoli.

I potenziali evocati vestibolari miogeni oculari rappresentano una metodica recente e relativamente semplice che completa lo studio della funzionalità vestibolare, valutando la componente otolitica. La risposta OVEMP a breve latenza può essere evocata da suoni di elevata intensità, siano essi click o, meglio, toni di media frequenza, presentati per via aerea, mediante cuffia, o per via ossea, attraverso uno stimolatore applicato alla mastoide e registrata mediante elettrodi di superficie perioculari.
Nei soggetti “sani” che guardano verso l’alto gli elettrodi posti sotto l’occhio controlaterale alla stimolazione registrano la risposta con picco principale negativo. Poiché tale risposta è assente in pazienti con perdita bilaterale della funzionalità vestibolare ed udito conservato ed è, invece, conservata nei soggetti con profonda ipoacusia ma preservata funzionalità vestibolare è possibile  supporre che l’origine di questo potenziale sia vestibolare. Poiché ha massima ampiezza quando è registrata da elettrodi posti al di sotto degli occhi mentre il soggetto guarda verso l’alto con l’occhio addotto è probabile che il muscolo extraoculare (estrinseco) attivato sia l’obliquo inferiore.  La presente ricerca si prefigge di mettere a punto una tecnica di stimolazione e di registrazione dei potenziali evocati vestibolari miogeni oculari (OVEMP) in un gruppo di soggetti sani di diverse fasce d’età, al fine di poter ottenere componenti ben riproducibili ed affidabili, utili per la determinazione dei parametri di normalità. Sono stati sottoposti alla registrazione dei potenziali evocati vestibolari miogeni oculari 34 soggetti sani di età compresa tra i 21 ed i 61 anni, 19 femmine e 15 maschi, tutti con normale funzionalità vestibolare e normoacusici alla determinazione della soglia psicoacustica al click.

Lo stimolo utilizzato era costituito da un tono lineare di frequenza 500 Hz, 3 ms di durata erogato monoauralmente attraverso una cuffia all’intensità di 132 dB SPL. Gli elettrodi di registrazione, costituiti da coppette di argento clorurato, sono stati posizionati al di sotto di ciascun occhio, previo leggero sfregamento della cute con pasta abrasiva al fine di ridurre il più possibile la resistenza all’interfaccia cute-elettrodo. Si poneva particolare attenzione a mantenere le impedenze interelettrodiche ben bilanciate ed inferiori a 5 KOhm, evitando la formazione di ponti di pasta conduttrice tra l’elettrodo attivo e quello di riferimento. L’elettrodo attivo era fissato in prossimità della palpebra inferiore di ciascun occhio; quello di riferimento circa 2 cm più in basso, ed in modo che il centro della coppetta fosse in linea con la pupilla quando il soggetto era in posizione primaria di sguardo (in accordo con quanto riportato in letteratura).  Durante il test il soggetto giaceva supino su di un letto, con la testa leggermente iperestesa, ed aveva il compito di rivolgere lo sguardo all’indietro per fissare, per tutta la durata della stimolazione, una mira rossa di 2 cm di diametro posta a circa 60 cm dal nasion, in modo tale che la linea di fissazione sottendesse un angolo di 30° con il piano .
Un esempio tipico di tracciato OVEMP è mostrato in figura, in cui sono evidenziati anche i principali picchi analizzati (P1, N1, P2, N2). Non è stato osservato alcun tipo di artefatto in grado di contaminare le tracce OVEMP.
Quando i valori di impedenza delle due coppie di elettrodi risultavano tra loro sbilanciati – pur rimanendo entro gli usuali limiti osservati per altri test di potenziali evocati – l’effetto visibile sulle tracce registrate consisteva in una notevole asimmetria dell’ ampiezza picco a picco di tutte le componenti, essendo tale parametro maggiore nel lato in cui l’impedenza della coppia di elettrodi era più bassa. Il mantenimento di impedenze interelettrodiche basse e ben bilanciate tra loro costituisce un requisito tecnico fondamentale al fine di ottenere risultati robusti ed affidabili, e pertanto non deve essere assolutamente sottovalutato.
Nel  corso di una delle sedute preliminari rivolte alla definizione del setting operativo (dei parametri di stimolazione e registrazione), una particolare attenzione è stata rivolta ad individuare quale direzione di sguardo fosse la più adatta per ottenere le componenti dell’OVEMP di maggiore ampiezza.
In uno dei soggetti testati sono state effettuate diverse registrazioni durante 3 diverse condizioni di direzione dello sguardo: verso l’alto, posizione primaria, verso il basso, registrazione ad occhi chiusi. L’OVEMP che ha evidenziato la maggior ampiezza delle componenti è stato quello ottenuto in posizione supina, ad occhi aperti, con lo sguardo diretto verso l’alto.

(*) “I POTENZIALI EVOCATI VESTIBOLARI MIOGENI OCULARI (OVEMP) NEI SOGGETTI NORMALI” – Dalla Tesi di Laurea di Vito Fracasso, Tecnico di Neurofisiopatologia all’Università di Pavia

SCADENZE FISCALI 2010

di Michel Maritato (*)

 

Anche a seguito dell’approvazione definitiva, sia della cd. -Manovra Estate 2008-, avvenuta con le LL. 126-129 e 133-2008 di conv. ne dei DD. LL. 93-97-112 e 113-2008, che del cd. Decreto -Anticrisi 2009-, avvenuta con la L. 2-2009, di conv. ne del D. L. 185-2008 e del cd. Decreto -Milleproroghe 2009-, avvenuta con la L. 14-2009, di conv. ne del D. L. 207-2008, sono state introdotte diverse e importanti novità, anche in tema di presentazione delle dichiarazioni e di versamento delle imposte, sia dirette (Irpef-Ires-Irap), sia indirette (Iva) che locali (Ici) e dei contributi previdenziali (Inps).

Pertanto, con riferimento soprattutto ai modelli: Unico 2010 (quadri Redditi-Iva-Irap e Ine/Parametri/St. di Settore sui redditi per il 2009): persone fisiche-soc. di persone-soc. di capitali ed enti non commerciali, Ici, 770 (Semplificato e Ordinario per il 2009) e 730 (Assistenza Fiscale, tramite Caf, sui redditi per il 2009), si rammentano, qui di seguito, le principali scadenze per il contribuente nel 2010 (vedi, in calce, *N. B:):

– 31 Gennaio 2010, presentazione, anche telematica, del modello Intrastat annuale relativo al 2009, all’Agenzia delle Dogane;

– 16 Febbraio 2010, versamento del premio annuale Inail, derivante dall’autoliquidazione delle retribuzioni per il 2009/10, tramite il modello F24;

– 28 Febbraio 2010, consegna al percettore, del modello Cud e della Certificazione delle Ritenute d’acconto subìte, da parte del Sostituto d’Imposta, per il 2009;

– 28 Febbraio 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, della Comunicazione Annuale Iva per il 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 16 Marzo 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, della dichiarazione annuale per il 2009/10 delle retribuzioni ai fini Inail, del saldo Iva per il 2009 e della Tassa di CC. GG. 2010 per la bollatura dei libri sociali, da parte delle società di capitali, tramite il mod. F24;

– 31 Marzo 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, del modello 770-2010 Semplificato, relativo al 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 1° Aprile 2010, diventa obbligatoria la procedura telematica-Com.Unica-, la cd. -Impresa in un giorno- (di cui al D. L. 7-2007, conv. in L. 40-2007), per comunicare l’avvio o la cessazione di impresa con un’unica comunicazione telematica al Registro Imprese della CCIAA, valevole anche ai fini fiscali (Agenzia Entrate), previdenziali (Inps) e assistenziali (Inail). A tal fine, occorrono sia la Firma digitale (obbligatoria per le società) che la Pec (Posta elettronica certificata, obbligatoria per i professionisti e le società). La procedura tradizionale cartacea-disgiunta, che ora cessa, invece, ha affiancato quella telematica dal 1° Ottobre 2009;

– 15 Aprile 2010, presentazione, da parte del pensionato con altri redditi, al Caf (Centro di raccolta o al Professionista abilitato), dell’eventuale documentazione reddituale per la compilazione del modello Red, che trasmetterà poi telematicamente all’Inps o all’entecomunque erogante la pensione;

– 30 Aprile 2010, presentazione, da parte delle imprese che producono (o gestiscono) rifiuti pericolosi e/o speciali, del Mud, relativo al 2009, alla Camera di Commercio;

– 30 Aprile 2010, presentazione, da parte del contribuente, al proprio Sostituto d’Imposta, della documentazione relativa al modello 730-2010, sui redditi per il 2009;

– 30 Maggio 2010, deposito bilancio per il 2009, in via telematica e in formato .xblr, da parte delle società di capitali, alla Cciaa, tramite il servizio Fedra Plus-Telemaco, riservato agli intermediari abilitati;

– 30 Maggio 2010, presentazione, da parte del pensionato con altri redditi, al Caf (Centro di raccolta o al Professionista abilitato), del modello relativo alla comunicazione delle detrazioni d’imposta per il 2009, che trasmetterà poi telematicamente all’Inps o all’ente comunque erogante la pensione;

– 31 Maggio 2010, presentazione, da parte del contribuente, al Caf (Centro di raccolta o al Professionista abilitato) della documentazione relativa al modello 730-2010, sui redditi per il 2009;

– 16 Giugno 2010, versamento saldo 2009 e 1° acconto 2010, imposte dirette: irpef-ires-irap, oltre all’eventuale saldo Iva 2009, anche rateizzati, confluente nel modello Unico e versamento del Diritto Camerale 2010 e del Contributo Inps, sia per la quota a % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, saldo 2009 e 1° acconto 2010, tramite il mod. F24. Stesso termine, 16 Giugno 2010, anche per versare l’eventuale adeguamento ai Parametri/St. di Settore;

Il termine per versare l’eventuale adeguamento ai Parametri/St. di Settore, invece, è il 30 Settembre 2010;

– 16 Giugno 2010, versamento dell’acconto Ici 2010, anche tramite il mod. F24;

– 30 Giugno 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati (Caf e Professionisti), del modello 730-2010, sui redditi per il 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 30 Giugno 2010, presentazione, da parte del contribuente, del modello Unico 2010 cd. -cartaceo-, redditi 2009 delle sole persone fisiche non titolari di partiva Iva, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio postale;

– 30 Giugno 2010, presentazione della Dichiarazione Ici 2010, per il 2009, da consegnare, a mano o per posta, all’Ufficio Tributi del Comune;

– 16 Luglio 2010, versamento saldo 2009 e 1° acconto 2010, imposte dirette: irpef-ires-irap, oltre all’eventuale saldo Iva 2009, anche rateizzati, confluente nel modello Unico, del Diritto Camerale 2010 e del Contributo Inps, sia per la quota a % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, saldo 2009 e 1° acconto 2010, con la maggiorazione dello 0,40%, tramite il mod. F24. Stesso termine, 16 Luglio 2010, anche per versare l’eventuale adeguamento ai Parametri/St. di Settore;

– 31 Luglio 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, del modello 770-2010 Ordinario, relativo al 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;
 
– 30 Settembre 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, del modello Unico 2010 (quadri Redditi-Iva-Irap e Parametri/St. di Settore): persone fisiche-soc. di persone-soc. di capitali ed enti non commerciali, relativo al 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 30 Novembre 2010, versamento del 2° acconto 2010, imposte dirette: irpef-ires-irap e del Contributo Inps, sia per la quota a % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, tramite il mod. F24;

– 16 Dicembre 2010, versamento del saldo Ici 2010, anche tramite il mod. F24;

– 27 Dicembre 2010, versamento dell’acconto Iva per il 2010, in aggiunta ai versamenti Iva mensili o trimestrali, scadenti il giorno 16 del mese successivo al mese di riferimento o del secondo mese successivo al trimestre di riferimento;

– Occorre poi considerare per i soggetti interessati, anche i Contributi Previdenziali e le relative Comunicazioni da inviare, da parte dei Professionisti iscritti, alle rispettive Casse Autonome di Previdenza, i Contributi Inps: gestione art. ni-comm. ti (con scadenze il 16-5, 16-8, 16-11 e il 16-2 di ogni anno, da pagarsi con il mod. F24 precompilato, utilizzando l’elenco dei codici inviato dall’Inps), gestione lavoratori domestici (con scadenze il 10-4, 10-7, 10-10 e il 10-1 di ogni anno, da pagarsi sia con il bollettino postale precompilato inviato dall’Inps, che on-line dal sito Inps), gestione lavoro dipendente e autonomo (da versare, assieme alle Ritenute Fiscali e ai Contributi Inail, entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento), le imposte e i tributi comunali (la Tia, la Tosap, l’Imposta Comunale di Pubblicità e il Canone di Concessione Comunale) e il Contributo per il Consorzio di Bonifica, da pagarsi con il bollettino postale inviato dall’Ente Impositore, ove dovuti;

– Per i contratti di locazione, invece, si ricorda che è dovuta sia l’imposta di bollo (E. 14,62 ogni 4 pagg.) che di registro, pari al 2% del corrispettivo annuo pattuito, da versare entro 30 gg. dalla data di stipula con il mod. F23, codd. ufficio R5V (se ufficio locale di Viareggio) e tributo 115T o 112T (se primo anno o successivi), causale RP (reg. ne di atti pubblici o privati), anno 2010 (se prima registrazione) o anno e numero di registrazione, se è per le annualità successive;
 
– Infine, sempre ai sensi della L. 248-2006, a partire dal 1° Ottobre 2006, tutti i soggetti titolari di partita Iva, siano persone fisiche che società o enti, devono obbligatoriamente effettuare tutti i versamenti con il mod. F24, esclusivamente in via telematica, sia mediante il proprio c/c on-line che tramite il servizio -F24 On Line-, richiedendo il codice PIN tramite registrazione al sito internet Fisco On Line dell’Agenzia delle Entrate, riservato a tutti i contribuenti oppure rivolgendosi a un intermediario abilitato, il quale, una volta sottoscritta l’apposita Convenzione, utilizzerà il servizio -F24 Cumulativo-, con addebito diretto sul c/c dei contribuenti interessati e valuta la data di scadenza del pagamento, tramite il sito internet Entratel, a loro riservato, sempre dell’Agenzia delle Entrate. Per gli altri soggetti, in possesso quindi del solo codice fiscale, tale procedura telematica rimane invece una facoltà. Infine, dal 3 Luglio 2007, è possibile pagare l’F24, sempre in via telematica, ma anche con l’addebito sul c/c dell’intermediario abilitato.

Ai sensi del DPCM 4-10-2006, l’obbligo del pagamento in via telematica del mod. F24, con la sola esclusione delle società di capitali e degli enti commerciali, è stato prorogato al 1° Gennaio 2007 per gli altri soggetti, titolari di partita Iva. Il mod. F24 cartaceo, invece, si potrà sempre utilizzare per i versamenti rateali iniziati prima del 1° Ottobre 2006, per i modd. F24 -Predeterminati-, per i contribuenti beneficiari di crediti agevolati fruibili esclusivamente presso i locali Concessionari alla Riscossione dei Tributi (ora Equitalia Spa-Riscossione Tributi) e per i contribuenti impossibilitati a utilizzare conti correnti, bancari o postali, per cause oggettive.

*N. B: Ai sensi dell’art. 6, c. 8, del D. L. 330-1994, conv. in L. 473-1994 e dell’art. 18 del D. Lgs. 241-1997, le scadenze fiscali e previdenziali che comportano  versamenti e che scadono di sabato o di giorno festivo, sono prorogate al primo giorno lavorativo successivo.

N. B: Si declina, in quanto trattasi non di un sito ufficiale, cd. -governativo-, alcuna responsabilità in merito sia a eventuali inesattezze che fossero presenti che per mancati aggiornamenti.
 

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SCADENZE FISCALI 2010

di Michel Maritato (*)

 

Anche a seguito dell’approvazione definitiva, sia della cd. -Manovra Estate 2008-, avvenuta con le LL. 126-129 e 133-2008 di conv. ne dei DD. LL. 93-97-112 e 113-2008, che del cd. Decreto -Anticrisi 2009-, avvenuta con la L. 2-2009, di conv. ne del D. L. 185-2008 e del cd. Decreto -Milleproroghe 2009-, avvenuta con la L. 14-2009, di conv. ne del D. L. 207-2008, sono state introdotte diverse e importanti novità, anche in tema di presentazione delle dichiarazioni e di versamento delle imposte, sia dirette (Irpef-Ires-Irap), sia indirette (Iva) che locali (Ici) e dei contributi previdenziali (Inps).

Pertanto, con riferimento soprattutto ai modelli: Unico 2010 (quadri Redditi-Iva-Irap e Ine/Parametri/St. di Settore sui redditi per il 2009): persone fisiche-soc. di persone-soc. di capitali ed enti non commerciali, Ici, 770 (Semplificato e Ordinario per il 2009) e 730 (Assistenza Fiscale, tramite Caf, sui redditi per il 2009), si rammentano, qui di seguito, le principali scadenze per il contribuente nel 2010 (vedi, in calce, *N. B:):

– 31 Gennaio 2010, presentazione, anche telematica, del modello Intrastat annuale relativo al 2009, all’Agenzia delle Dogane;

– 16 Febbraio 2010, versamento del premio annuale Inail, derivante dall’autoliquidazione delle retribuzioni per il 2009/10, tramite il modello F24;

– 28 Febbraio 2010, consegna al percettore, del modello Cud e della Certificazione delle Ritenute d’acconto subìte, da parte del Sostituto d’Imposta, per il 2009;

– 28 Febbraio 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, della Comunicazione Annuale Iva per il 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 16 Marzo 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, della dichiarazione annuale per il 2009/10 delle retribuzioni ai fini Inail, del saldo Iva per il 2009 e della Tassa di CC. GG. 2010 per la bollatura dei libri sociali, da parte delle società di capitali, tramite il mod. F24;

– 31 Marzo 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, del modello 770-2010 Semplificato, relativo al 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 1° Aprile 2010, diventa obbligatoria la procedura telematica-Com.Unica-, la cd. -Impresa in un giorno- (di cui al D. L. 7-2007, conv. in L. 40-2007), per comunicare l’avvio o la cessazione di impresa con un’unica comunicazione telematica al Registro Imprese della CCIAA, valevole anche ai fini fiscali (Agenzia Entrate), previdenziali (Inps) e assistenziali (Inail). A tal fine, occorrono sia la Firma digitale (obbligatoria per le società) che la Pec (Posta elettronica certificata, obbligatoria per i professionisti e le società). La procedura tradizionale cartacea-disgiunta, che ora cessa, invece, ha affiancato quella telematica dal 1° Ottobre 2009;

– 15 Aprile 2010, presentazione, da parte del pensionato con altri redditi, al Caf (Centro di raccolta o al Professionista abilitato), dell’eventuale documentazione reddituale per la compilazione del modello Red, che trasmetterà poi telematicamente all’Inps o all’entecomunque erogante la pensione;

– 30 Aprile 2010, presentazione, da parte delle imprese che producono (o gestiscono) rifiuti pericolosi e/o speciali, del Mud, relativo al 2009, alla Camera di Commercio;

– 30 Aprile 2010, presentazione, da parte del contribuente, al proprio Sostituto d’Imposta, della documentazione relativa al modello 730-2010, sui redditi per il 2009;

– 30 Maggio 2010, deposito bilancio per il 2009, in via telematica e in formato .xblr, da parte delle società di capitali, alla Cciaa, tramite il servizio Fedra Plus-Telemaco, riservato agli intermediari abilitati;

– 30 Maggio 2010, presentazione, da parte del pensionato con altri redditi, al Caf (Centro di raccolta o al Professionista abilitato), del modello relativo alla comunicazione delle detrazioni d’imposta per il 2009, che trasmetterà poi telematicamente all’Inps o all’ente comunque erogante la pensione;

– 31 Maggio 2010, presentazione, da parte del contribuente, al Caf (Centro di raccolta o al Professionista abilitato) della documentazione relativa al modello 730-2010, sui redditi per il 2009;

– 16 Giugno 2010, versamento saldo 2009 e 1° acconto 2010, imposte dirette: irpef-ires-irap, oltre all’eventuale saldo Iva 2009, anche rateizzati, confluente nel modello Unico e versamento del Diritto Camerale 2010 e del Contributo Inps, sia per la quota a % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, saldo 2009 e 1° acconto 2010, tramite il mod. F24. Stesso termine, 16 Giugno 2010, anche per versare l’eventuale adeguamento ai Parametri/St. di Settore;

Il termine per versare l’eventuale adeguamento ai Parametri/St. di Settore, invece, è il 30 Settembre 2010;

– 16 Giugno 2010, versamento dell’acconto Ici 2010, anche tramite il mod. F24;

– 30 Giugno 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati (Caf e Professionisti), del modello 730-2010, sui redditi per il 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 30 Giugno 2010, presentazione, da parte del contribuente, del modello Unico 2010 cd. -cartaceo-, redditi 2009 delle sole persone fisiche non titolari di partiva Iva, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio postale;

– 30 Giugno 2010, presentazione della Dichiarazione Ici 2010, per il 2009, da consegnare, a mano o per posta, all’Ufficio Tributi del Comune;

– 16 Luglio 2010, versamento saldo 2009 e 1° acconto 2010, imposte dirette: irpef-ires-irap, oltre all’eventuale saldo Iva 2009, anche rateizzati, confluente nel modello Unico, del Diritto Camerale 2010 e del Contributo Inps, sia per la quota a % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, saldo 2009 e 1° acconto 2010, con la maggiorazione dello 0,40%, tramite il mod. F24. Stesso termine, 16 Luglio 2010, anche per versare l’eventuale adeguamento ai Parametri/St. di Settore;

– 31 Luglio 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, del modello 770-2010 Ordinario, relativo al 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;
 
– 30 Settembre 2010, invio telematico, per i soli intermediari abilitati, del modello Unico 2010 (quadri Redditi-Iva-Irap e Parametri/St. di Settore): persone fisiche-soc. di persone-soc. di capitali ed enti non commerciali, relativo al 2009, all’Agenzia delle Entrate, tramite il servizio Entratel;

– 30 Novembre 2010, versamento del 2° acconto 2010, imposte dirette: irpef-ires-irap e del Contributo Inps, sia per la quota a % eccedente il minimale che per la gestione previdenziale separata, tramite il mod. F24;

– 16 Dicembre 2010, versamento del saldo Ici 2010, anche tramite il mod. F24;

– 27 Dicembre 2010, versamento dell’acconto Iva per il 2010, in aggiunta ai versamenti Iva mensili o trimestrali, scadenti il giorno 16 del mese successivo al mese di riferimento o del secondo mese successivo al trimestre di riferimento;

– Occorre poi considerare per i soggetti interessati, anche i Contributi Previdenziali e le relative Comunicazioni da inviare, da parte dei Professionisti iscritti, alle rispettive Casse Autonome di Previdenza, i Contributi Inps: gestione art. ni-comm. ti (con scadenze il 16-5, 16-8, 16-11 e il 16-2 di ogni anno, da pagarsi con il mod. F24 precompilato, utilizzando l’elenco dei codici inviato dall’Inps), gestione lavoratori domestici (con scadenze il 10-4, 10-7, 10-10 e il 10-1 di ogni anno, da pagarsi sia con il bollettino postale precompilato inviato dall’Inps, che on-line dal sito Inps), gestione lavoro dipendente e autonomo (da versare, assieme alle Ritenute Fiscali e ai Contributi Inail, entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento), le imposte e i tributi comunali (la Tia, la Tosap, l’Imposta Comunale di Pubblicità e il Canone di Concessione Comunale) e il Contributo per il Consorzio di Bonifica, da pagarsi con il bollettino postale inviato dall’Ente Impositore, ove dovuti;

– Per i contratti di locazione, invece, si ricorda che è dovuta sia l’imposta di bollo (E. 14,62 ogni 4 pagg.) che di registro, pari al 2% del corrispettivo annuo pattuito, da versare entro 30 gg. dalla data di stipula con il mod. F23, codd. ufficio R5V (se ufficio locale di Viareggio) e tributo 115T o 112T (se primo anno o successivi), causale RP (reg. ne di atti pubblici o privati), anno 2010 (se prima registrazione) o anno e numero di registrazione, se è per le annualità successive;
 
– Infine, sempre ai sensi della L. 248-2006, a partire dal 1° Ottobre 2006, tutti i soggetti titolari di partita Iva, siano persone fisiche che società o enti, devono obbligatoriamente effettuare tutti i versamenti con il mod. F24, esclusivamente in via telematica, sia mediante il proprio c/c on-line che tramite il servizio -F24 On Line-, richiedendo il codice PIN tramite registrazione al sito internet Fisco On Line dell’Agenzia delle Entrate, riservato a tutti i contribuenti oppure rivolgendosi a un intermediario abilitato, il quale, una volta sottoscritta l’apposita Convenzione, utilizzerà il servizio -F24 Cumulativo-, con addebito diretto sul c/c dei contribuenti interessati e valuta la data di scadenza del pagamento, tramite il sito internet Entratel, a loro riservato, sempre dell’Agenzia delle Entrate. Per gli altri soggetti, in possesso quindi del solo codice fiscale, tale procedura telematica rimane invece una facoltà. Infine, dal 3 Luglio 2007, è possibile pagare l’F24, sempre in via telematica, ma anche con l’addebito sul c/c dell’intermediario abilitato.

Ai sensi del DPCM 4-10-2006, l’obbligo del pagamento in via telematica del mod. F24, con la sola esclusione delle società di capitali e degli enti commerciali, è stato prorogato al 1° Gennaio 2007 per gli altri soggetti, titolari di partita Iva. Il mod. F24 cartaceo, invece, si potrà sempre utilizzare per i versamenti rateali iniziati prima del 1° Ottobre 2006, per i modd. F24 -Predeterminati-, per i contribuenti beneficiari di crediti agevolati fruibili esclusivamente presso i locali Concessionari alla Riscossione dei Tributi (ora Equitalia Spa-Riscossione Tributi) e per i contribuenti impossibilitati a utilizzare conti correnti, bancari o postali, per cause oggettive.

*N. B: Ai sensi dell’art. 6, c. 8, del D. L. 330-1994, conv. in L. 473-1994 e dell’art. 18 del D. Lgs. 241-1997, le scadenze fiscali e previdenziali che comportano  versamenti e che scadono di sabato o di giorno festivo, sono prorogate al primo giorno lavorativo successivo.

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LUCA BIANCHINI: QUALE LA VERITA’?

di Michel Maritato (*)

Luca Bianchini, ex segretario del circolo del Pd del quartiere Torrino, in carcere perché accusato di essere lo stupratore seriale di Roma, in una lettera di sette pagine scritta a mano, inviata all’Ansa, dice di essere stato incastrato dal Pd perché era a conoscenza della «macchina politico-affaristica» messa in piedi da alcuni politici del Pd della Capitale «per accumulare soldi in nero». Bianchini riferisce di «gravi fatti politici» che risalgono alla campagna elettorale amministrativa del 2006. In particolare spiega che in quel periodo era «coordinatore nel XII municipio della campagna elettorale della candidata alla presidenza municipale Patrizia Prestipino», ora assessore al turismo della Provincia di Roma.

Bianchini sottolinea che «tutto il contante liquido che veniva raccolto alle cene elettorali del maggio 2006, nel corso della campagna elettorale della Prestipino alla presidenza del XII municipio, invece di essere consegnato per la dovuta contabilizzazione, finiva direttamente nelle tasche di Riccardo
Milana», ora senatore del Pd.

Bianchini nella lettera sostiene che «fu praticamente imposto di presentare, a chiusura della campagna elettorale, un bilancio del comitato completamente falso, in quanto non erano stati contabilizzati la maggior parte dei liquidi versati raccolti alle cene». Pronta la replica di Riccardo Milana che annuncia querela nei confronti di Luca Bianchini.

Prestipino: le dichiarazioni di Bianchini fanno tristezza. «Le dichiarazioni di Bianchini fanno più tristezza che rabbia» afferma l’assessore alle Politiche del Turismo, dello Sport e Politiche Giovanili della Provincia di Roma, Patrizia Prestipino. «È evidente come lui, o chi per lui – aggiunge – attraverso queste invenzioni, stia cercando di distogliere l’attenzione dai gravi reati di cui è accusato, gettando fango sulle persone con cui ha lavorato tradendone così la fiducia per la seconda volta. Per quanto riguarda poi i singoli avvenimenti citati, querelerò Bianchini».

«Sono ricostruzioni false – dice Milana – frutto di una mente malata e di quella di qualche cattivo consigliere. Mi spiace che Bianchini nella sua disperazione inventi storie, i crimini di cui è accusato sono talmente gravi che nessun ipotetico complotto può giustificarli».
«Non mi pare che alle cene siano stati raccolti soldi», conclude Milana.

Nella lettera Bianchini tira in ballo anche Manlio Cerroni, presidente della Colari, la società che gestisce la discarica di Malagrotta a Roma. Sostiene che Cerroni, «per interesse appoggiò la candidatura della Prestipino». «Io non conosco nessun Bianchini e non ho mai avuto rapporti con Patrizia Prestipino», ribatte Cerroni. Bianchini infine spiega che a maggio ed inizio giugno scorsi denunciò i fatti di cui era a conoscenza sul sito del Pmli – Partito marxista leninista
italiano. «Dal 10 luglio – scrive ancora – è iniziato per me e la mia famiglia un calvario indicibile, costellato dall’aver subito gravi abusi».

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EIACULAZIONE PRECOCE: ANCORA UN TABU’

di Vincenzo Demaio (*)

ROMA – Parte il 25 novembre la ‘tre giorni’ italiana dedicata all’eiaculazione precoce, un problema che affligge tre milioni e mezzo di italiani (il 22,3% della popolazione maschile dai 18 ai 55 anni), genera frustrazione in 7 uomini su 10 ed è ancora considerato un tabù: solo 4 su 10 ne parlano con la partner, ma non con il medico.
L’iniziativa, che prevede anche una campagna di sensibilizzazione sui media, è promossa dalla Società Italiana di Andrologia (SIA), Società  Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e dalla Società Italiana di Urologia (SIU). Sulla base dei dati che emergono dalla prima indagine GfK Eurisko sul fenomeno, realizzata su un campione rappresentativo di 3.000 persone (ambosessi, di età compresa tra 18 e 55 anni), l’iniziativa degli ‘epdays’ risulterà particolarmente utile. Medici specialisti di oltre 260 centri nazionali visiteranno gratuitamente, su appuntamento, chi soffre o pensa di soffrire di eiaculazione precoce.
“La tre giorni di visite gratuite serve per tre buone ragioni – afferma Vincenzo Gentile, presidente della SIA- innanzitutto perché sono moltissimi gli uomini italiani da aiutare. Inoltre, perché chi soffre del problema lo conosce poco. Infine, perché è necessario rompere il silenzio sull’argomento”.
Secondo l’indagine Eurisko, infatti, pochi riconoscono l’eiaculazione precoce come un preciso disturbo della sessualità (solo il 28%) e più della metà degli intervistati (il 52%) ritiene di saperne poco. Per quanto riguarda le cause, il 92% degli uomini che soffrono di tale disturbo ritiene erroneamente che sia un problema in cui i fattori psicologici giocano un ruolo fondamentale.

In realtà, “l’eiaculazione precoce è una condizione medica e non solo psicologica – sottolinea Vincenzo Mirone, segretario generale della SIU – studi recenti, infatti, hanno dimostrato che è un neurotrasmettitore, la serotonina, a controllare l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile”.
Si tratta, quindi, di una condizione medica con un forte impatto sulla sfera emotiva dell’uomo, della coppia e sulla qualità di vita. Secondo l’indagine, il 32% degli uomini con eiaculazione precoce avverte un senso di frustrazione, il 24% si sente umiliato e il 16% prova ansia. Lo stesso vale per le partner: ben il 42% si sente frustrato mentre il 27% avverte sentimenti di ansia.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

ANCHE IN UK ARRIVA LA LAUREA IN SCIENZE INFERMIERISTICHE

di Vincenzo Demaio (*)

Il ministero della sanità britannico ha deciso che in futuro per diventare infermiere sarà necessario conseguire una laurea universitaria. Il diploma che, dopo un corso di due-tre anni, fino ad ora permetteva di fare questo mestiere, non basterà più. Tutti i nuovi infermieri dovranno conseguire una laurea di quattro anni presso le facoltà universitarie ove saranno attivati corsi in scienze  infermieristiche. Le reazioni da parte dei 400 mila infermieri  del Regno Unito sono disparate. I sindacati che li rappresentano non sono d’accordo, sostenendo che il provvedimento finirà per allontanare dalla professione un ampio numero di candidati, spaventati dalla prospettiva di dover studiare per quattro anni, e dai costi che ciò rappresenta, prima di poter iniziare a lavorare. Al contrario Christine Beasley, Chief Nursing Officer, osserva che la prospettiva di fare un mestiere per cui è richiesto la laurea lo renderà più attraente e prestigioso. L’intento del ministero è quello di valorizzare la professione dell’infermiere.

L’attività infermieristica è cambiata dai tempi di Florence Nightingale, fondatrice delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa e per tale considerata anche per la professione sanitaria d’infermiere, richiede oggi vaste capacità e conoscenze, e va riconosciuta adeguatamente. Gli oppositori dell’iniziativa temono che la laurea diventi solo un passaggio burocratico, e che gli infermieri del futuro si sentiranno demotivati a espletare mansioni  come la pulizia dei  pazienti e servire loro da mangiare. Attualmente, scrive il Times di Londra, il 27% degli infermieri britannici hanno una laurea.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)
 

MENO PAROLE…PIU’ PAROLA!

di don Salvatore Miscio (*)

Centinaia di e-mail, milioni di sms, miliardi di parole in questo nostro tempo della comunicazione veloce.
Aumentano di giorno in giorno le possibilità per contattare qualcuno, per connettersi a mondi diversi, per sapere degli altri e far sapere di sé.
Fiumi di parole, di notizie. Il linguaggio, soprattutto tra i giovani, diventa sempre più globalizzato. Dalle Alpi alle Piramidi, dal sud al nord tutti parlano un linguaggio comune. Siamo nell’era della ipercomunicazione. Ma…
Aumentano i sintomi di un malessere generato paradossalmente dalla solitudine, dall’incomprensione, dalla noia, dalla depressione. I mille ponti comunicativi, invece che creare occasioni di incontro e confronto, sembrano costituire un alibi per restare chiusi in casa, per evitare la fatica del muoversi per raggiungere gli altri, metafora di quello sforzo interiore a cui tutti sono chiamati se oltre a emettere suoni dalla propria bocca vogliono anche dialogare, ascoltare, capire e rispettare.
Le tante luci abbagliano più che fare chiarezza. E allora?
 “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”. Questo il tema che  Benedetto XVI ha voluto per la XXI Giornata mondiale della gioventù. La Parola di Dio penetra nelle profondità del cuore e ne svela i sentimenti  e i pensieri, creando spazi di luce, di crisi e di cambiamento. Tra le tante parole, il Papa indica la Parola del Signore come la sola che porta chiarezza nel marasma di emozioni e sensazioni che il nostro cuore vive continuamente. La nostra libertà è messa in pericolo proprio dalle mille possibilità di scelta che abbiamo. Le tante cose che possiamo e facciamo frammentano la nostra appartenenza e la nostra identità. E’ urgente liberare la libertà. Chi può aiutarci senza pretendere di diventare il padrone della nostra vita, senza volerci inquadrare in schemi prefissi? Chi ci libererà dalle nostre schiavitù senza rinchiuderci in altre prigioni? Solo chi ci ama a tal punto da rischiare di perderci! La presenza amorevole di Dio, attraverso la sua Parola, è lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili.

Ecco il nostro segreto; la nostra salvezza; il link di speranza da conservare sul home page della quotidianità. La Parola del nostro Dio.  Il Papa ci esorta ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano. A leggerla, a studiarla, a meditarla e, infine, a metterla in pratica. Solo così troveremo la nostra felicità. Maria, la Madre della Parola che si fa carne, ha accolto la Parola e l’ha custodita nel suo cuore. Oggi tutti la chiamiamo ancora Beata. Tanti altri nostri fratelli hanno creduto e scommesso sulla Parola. Hanno gettato le reti nonostante la notte infruttuosa. Pensate agli apostoli, ai martiri, ai santi di ogni tempo. Noi gli amiamo e ci lasciamo infervorare ancora dalla loro vita eccezionale. Francesco, Chiara, Pio da Pietrelcina, Giuseppe Moscati, Giovanni Bosco, Domenico Savio, Madre Teresa, Pier Giorgio Frassati, Gianna Beretta Molla, Alberto Marvelli. Senza e-mail, senza sms, senza tutti i media odierni hanno comunicato con il mondo intero pronunciando parole che liberano, incoraggiano, confortano, danno speranza.
Ecco il nostro programma: Costruire la vita su Cristo, accogliendo con gioia la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti. Radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo. Questo ci chiede il Signore, a questo ci invita la Chiesa, questo il mondo – anche senza saperlo – attende da noi!

(*) Rettore Seminario Diocesano “Sacro Cuore” di Manfredonia (FG)