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LA CONSULTA DICE NO AI MATRIMONI GAY

di Emanuela Maria Maritato (*)

La corte costituzionale ha bocciato ieri i ricorsi presentati a favore dei matrimoni tra gay definendoli inammissibile e infondati.
Per i giudici la materia non e di loro competenza, bensì del parlamento. A dare il via al procedimento, i tribunali di venezia e trento davanti ai quali sono in discussione tre cause intraprese da altrettante coppie omosessuali, che si eran viste rifiutare dai comuni le loro pubblicazioni matrimoniali.
Per i ricorrenti, nel nostro ordinamento non esisterebbe un chiaro divieto al matrimonio tra due persone dello stesso sesso.
Una tesi che non ha convinto affatto la consulta.
 “Ce lo aspettavamo al 99% ha commentato uno dei ricorrenti , Francesco Piombini  ma siamo sgomentati per le quattro paginette dei giudici, pensavamo a qualcosa di più articolato”.

 
Il presidente dell’Arcigay ha semplicemente aggiunto: “Rimaniamo tranquilli, perché la nostra battaglia non finisce qui, affermeremo i nostri diritti”.
Di  parere “chiarificatore” parla invece il Mogie, che va a “confermare quanto stabilito dalla costituzione italiana, ossia che alla base del matrimonio c’è la famiglia naturale, quella composta da un uomo ed una donna!”

 

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

 

TUTTO PRONTO PER LA TRASLAZIONE DI PADRE PIO

SAN GIOVANNI ROTONDO. Tutto pronto per la traslazione della salma di San Pio dalla cripta di Santa Maria delle Grazie alla nuova chiesa di Renzo Piano, che come noto avrà luogo il prossimo 19 aprile. La struttura tombale che ospiterà il corpo del Santo è stata inaugurata di recente e ospita i meravigliosi affreschi realizzati da padre Marko Rupnik, uno dei più grandi esperti di arte sacra del pianeta. Ecco di seguito il programma dell’evento religioso e mediatico, così come comunicato dai frati cappuccini di San Giovanni Rotondo.

Ore 16,15, santuario “Santa Maria delle Grazie”: celebrazione dell’Ora nona, presieduta da S. E. mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo.

Ore 16,30, santuario “Santa Maria delle Grazie”: inizio della processione per la traslazione dell’urna contenente le reliquie di san Pio da Pietrelcina verso la chiesa “San Pio da Pietrelcina” (attraverso il sagrato del Santuario e la chiesa a cielo aperto di San Pio da Pietrelcina).

Ore 17,00, chiesa superiore “San Pio da Pietrelcina”: arrivo delle reliquie, breve momento di preghiera e intervento dell’Arcivescovo.

Ore 17,30, chiesa inferiore “San Pio da Pietrelcina”: Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo, e rito di consacrazione dell’altare con collocazione dell’urna nel pilastro centrale.

Tutti potranno accedere liberamente alla chiesa superiore di San Pio da Pietrelcina, senza la necessità di prenotazione o di biglietto, dove potranno assistere direttamente alla venerazione delle reliquie e, attraverso maxi schermi, alla Celebrazione Eucaristica.

Coloro che non troveranno posto nella chiesa superiore potranno assistere a tutte le celebrazioni dal sagrato, dove transiterà la processione dell’urna.

Terminata la Celebrazione, la chiesa inferiore sarà aperta a tutti coloro che vorranno venerare le reliquie di san Pio da Pietrelcina.

LE OPERE DI LEONARDO VIOLA IN MOSTRA A CISANO BERGAMASCO

DAL GARGANO ALLA CONQUISTA DELLA TERRA DEI “LUMBARD”

CISANO BERGAMASCO. “Viola… un libro, una storia, un pittore”. E’ questo il tema conduttore della mostra librario-pittorica dell’artista Leonardo Viola, che esporrà presso la Cascina “Ca’ de Volpi” a Cisano Bergamasco (BG), dove vive e opera ormai da tantissimi anni. L’inaugurazione è prevista per il prossimo 23 aprile, alle ore 18.00. L’espositiva sarà visitabile fino al 2 maggio 2010. Gli orari di apertura della mostra sono: 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19.30. L’iniziativa è stata patrocinata dall’assessorato alla Pubblica Istruzione – Biblioteca comunale di Cisano.

 

Ma chi è Leonardo Viola? L’artista originario di Rignano Garganico nasce a San Giovanni Rotondo nel 1949. Ha al suo attivo una innumerevole quantità di partecipazioni a mostre ed espositive d’arte in tutta Italia. E’ stato insignito del IV Premio “Don Pietro Ricci” ai Rignanesi nel mondo (13 agosto 2009). E’ giornalista e scrittore, collabora con l’agenzia di stampa Garganorpess.net. La mostra avrà luogo presso i locali del Museo di Grotta Paglicci in Corso Giannone al civico 7 dal 1° al 13 agosto 2009 (per gli orari di apertura Cell. 340/3364762). Ulteriori informazioni su http://www.leonardoviola.it

 

VENDOLA: NON SARO’ IL BERLUSCONI DELLA SINISTRA

di Ritanna Armeni

Sospettato di un populismo speculare a quello del capo del Pdl, Nichi reagisce dicendo che non è così, che il populismo è manipolazione dei sentimenti viscerali, mantre chi parla per la sinistra vuole ottenere dalle persone una reazione attiva. E ora cosa vuol fare Nichi Vendola? La domanda questa volta non circola solo nei palazzi della politica.
La vittoria della sinistra in Puglia all’interno di un quadro nazionale devastante ha impressionato tutti. E ha colpito il costruttore tenace di quella vittoria, quel Nichi Vendola che il PD ha cercato – senza riuscirci – di emarginare dalla scena politica e che la base dello stesso partito ha voluto, ha votato alle primarie e poi alla presidenza della Regione.
E allora – la domanda è ovvia fra i professionisti della politica – ora che farà Nichi Vendola? Forte della sua affermazione si lancerà nell’agone nazionale? O entrerà nel Pd per contendere una leadership oggi così malmessa? Oppure approfitterà della sua affermazione per costruire un’altra formazione politica certamente, ma che può dar fastidio alle grandi? Nel teatrine della politica le domande sono sempre – banalmente – le stesse. E le risposte sono scontate e sbagliate.
Eppure, benché impregnata di politicismo la domanda è legittima. La poniamo direttamente a lui, a Roma, in un bar a due passi dai corridoi di Montecitorio dove la chiacchiera dilaga e le previsioni sul futuro del nuovo governatore della Puglia sono uno degli argomenti preferiti della buvette.

“Voglio rilanciare il governo della Regione” – risponde semplicemente Nichi. E aggiunge :”La Puglia per essere laboratorio politico deve essere innanzitutto laboratorio sociale. E allora continuerò nella iniziativa già sperimentata contro la precarietà. E’ stata uno dei punti che hanno segnato l’iniziativa politica del precedente governo regionale ed è stata una cosa vera sentita e compresa. L’ho capito durante i comizi quando parlavo di quello che il governo regionale aveva fatto per combattere la precarietà e dalla piazza si alzavano sempre una o più voci che dicevano:”è vero, io sono stato assunto”. E poi dobbiamo riprendere la battaglia per i beni comuni, contro la privatizzazione dell’acqua. E’ una battaglia importante in cui si congiunge una nuova cultura politica e pezzi di un romanzo popolare, evitando gli stilemi d’avanguardia delle battaglie degli alteromondialisti. Cerco di farlo quando parlo nelle piazze e nei paesi: privatizzare l’acqua è una bestemmia contro Dio. Perché l’acqua è vita, l’acqua da vita”.
Che tu lo voglia o no la tua è diventata una figura nazionale. E dopo la sconfitta elettorale da te, che sei uno dei pochi vincitori nello schieramento di sinistra, ci si aspetta un giudizio sulle cause di questa sconfitta, sulla situazione che si è determinata dopo le elezioni.
“Il centrosinistra è la principale causa della sua sconfitta. Noi siamo il principale impedimento a noi stessi. Non abbiamo fatto i conti con la dimensione epocale della sconfitta che stiamo vivendo. La abbiamo esaminata e la esaminiamo sul piano elettorale e non vediamo che il berlusconismo oggi costituisce l’autobiografia di una nazione. Ci indigniamo per Minzolini e i suoi editoriali e non ci siamo accorti che la fucina di quella narrazione è la fiction, il reality. Pensiamoci attentamente: al centro di tutte le narrazioni mediatiche di massa c’è una umanità ridotta a sentimenti primitivi: amore e invidia. Berlusconi è la proiezione sulla scena politica degli stessi codici linguistici, degli stessi sentimenti primitivi. Mentre noi discutiamo di Montesquieu e della tripartizione dei poteri, lui invoca la propria santità assediata dalle escort e si presenta nella versione del re taumaturgico che sconfiggerà il cancro. Questo è Berlusconi”.
Pure la critica al mondo berlusconi, alle sue televisioni c’è stata…E’ diventata persino stucchevole, elitaria…
“si ma la critica è stata estetica. Il centrosinistra ha pensato di combattere il populismo contrapponendogli il politicismo. Ma quest’ultimo è complementare al primo”.
Sai bene che anche tu sei considerato un populista…C’è persino qualcuno che dice che hai vinto perché hai adottato modi berlusconiani nel tuo rapporto con il popolo.
“E non è vero. Il populismo è manipolazione. Il populismo vuole regnare sul popolo. E vuole farlo a partire dal basso ventre. Un discorso di sinistra prevede invece la reattività. Quando parlo della raccolta differenziata dei rifiuti e ricevo degli applausi interrompo il discorso e dico: mi deve applaudire solo chi i rifiuti li separa…gli altri no…Ecco non credo che questo sia populismo. Come non è populismo cercare un rapporto con le tradizioni profonde di una regione. A Bari abbiamo un Santo protettore con la faccia scusa, un turco, Sen Nicola. Lo abbiamo accolto. Come abbiamo accolto le madonne nere che sono parte forte della devozione popolare. Di questo tengo conto quando parlo e propongo misure di solidarietà e di accoglienza. La Lega ha inventato la Padania, i rituali celtici e li fa convivere con il fondamentalismo cattolico. Mette insieme piccole patrie e autarchia. Noi dobbiamo mettere insieme territorio e cosmopolitismo”.
Ma il laboratorio Puglia, questa tua ricerca nella quale si coniugano tradizione cultura popolare, valori quale l’accoglienza, la solidarietà e il cambiamento sociale, è esportabile? Tu pensi che l’Italia possa accogliere il modello pugliese?
“Ci sono sicuramente ingredienti che possono essere generalizzati. Penso a come il pontefice ha affrontato il tema della precarietà. Ecco la precarietà non  solo una condizione lavorativa è una mutazione genetica della concezione del tempo. Sono saltati i tempi di cui parlava Sant’Agostino: il passato del presente, la memoria, il presente del presente, la visione, il futuro del presente, l’attesa. Allora combattere una battaglia contro la precarietà non significa solo combattere per la giustizia sociale ma affrontare pienamente il nesso novecentesco fra libertà e lavoro. Senza questo nesso si perde la sinistra e si perde la politica. Si rimane sulle sabbie mobili senza poter andare né avanti né indietro. Perché la politica se non è tensione fra discernimento e profezia, fra memoria e prefigurazione perde rilevanza e senso”.
Ma rimane il problema concreto di costruire…Costruire un’opposizione, un confronto nella sinistra,,,Anche a te questo appare, dopo le elezioni un problema prioritario…
“Certo. Ma non può ridursi al confronto fra le nostre biografie, deve diventare qualcosa fra noi e la crisi del mondo. Dobbiamo mettere di fronte a noi il campo da arare, aprire una discussione con chi è portatore di innovazione ma non è rappresentato dal centro sinistra. Ci sono nella coalizione stratificazioni culturali che impediscono alla sinistra di essere egemone. Dobbiamo prenderne atto”.
 
Mi pare di aver capito che una delle stratificazioni culturali da abbattere è la forma partito. Se superarla e come, fa parte di un dibattito che noi che veniamo da Rifondazione Comunista abbiamo vissuto. Molti di noi sentono da anni l’inadeguatezza di una forma di organizzazione novecentesca e inefficace. Ora tu rilanci la questione.
“Il partito è un luogo paradossale. E’ ormai svuotato del suo collante che era lo spirito di cooperazione ed è diventato in modo berlusconiano “luogo di competizione”. Chiediamoci perché tanta gente a sinistra è fuori dai partiti. Neanche in Rifondazione Comunista siamo riusciti a risolvere il problema, ma il tema della non violenza che noi abbiamo posto con convinzione poneva il problema del trascendimento della competizione muscolare, della brutalità ella politica. C’era in quella posizione il seme buono che purtroppo non ha dato i frutti sperati”.
Parliamo di te. Della tua vicenda personale. Oggi sei un politico importante con una grande visibilità. Ti cercano i grandi giornali e le televisioni. Di te si parla come leader nazionale. So che questo può cambiare le persone, anche le migliori. E so, perché ci conosciamo da tempo, che tu questo problema te lo sei posto. E allora? Non temi anche tu di diventare un politico come gli altri?
Certo che lo temo e infatti sono vigile. Per esempio per lunghi periodi pratico l’astinenza dalla tv. Lo so che occorre tenere in equilibrio la persona e il personaggio. So che quella del politico noto è un’alienazione. Un’alienazione dorata, ma pur sempre una alienazione. E so che sono – siamo – a rischio perché i partiti non ci sono più. Vedi, quando i partiti erano una cosa seria, la stessa dimensione collettiva poneva il senso del limite. Gli elementi caratteriali, le debolezze individuali, le ipertrofie dell’io venivano ammortizzate dal costume politico. Quando – ragazzino – il Pci mi diceva che non potevo fare il capolista alle elezioni comunali vivevo questa decisione con mortificazione, come chi ha ricevuto a scuola un voto ingiusto. Ma poi capivo che, quel gesto, come quello di un padre per un figlio era per il mio bene. Dovevo essere educato a fare un passo indietro. Oggi che il partito non c’è più la vigilanza individuale è importante.
Tu sei un leader di una piccola formazione, Sinistra Ecologia Libertà, che nasce da una scissione di Rifondazione. Non siamo di fronte ad un ennesimo triste tentativo di costruire un piccolo partito con tutti i difetti e i pericoli che conosciamo e che non è detto siano superati…
Sinistra Ecologia Libertà non deve essere strutturata sulla tensione a trovare un piccolo ma comodo riparo, ma per sperimentare alcuni principi di una nuova cultura politica. Può essere una esperienza importante se segnala la inadeguatezza di tutto il centrosinistra e segnala la necessità di cambiare. Dobbiamo essere coloro che hanno il coraggio di parlare della necessità di una nuova cultura politica per tutti, anche e innanzitutto per noi. Dobbiamo aver chiaro che non siamo il soggetto della trasformazione, ma l’oggetto di questa trasformazione.


Fonte: www.garganopress.net

BENEDETTO XVI: DA CRISTO ALLA GUIDA ANTI PEDOFILIA

di Marco Rimo

Se è vero che San Paolo era sposato e Gesù Cristo era celibe, oggi i preti sono pedofili. Non tutti, sia chiaro. E mentre il romanzo di Dan Brown, con il Codice Da Vinci, ha dimostrato come Cristo fosse “poco” celibe, il “codice del Papa”, anzi la guida anti pedofilia, servirà per dimostrare che non tutti i sacerdoti sono pedofili. Gesù diceva che chi non si fa bambino, non entra nel Regno dei cieli, ma per colpa di qualche sacerdote che ha frainteso con “chi non si fa” un bambino, non entra nel Regno dei cieli, ora il Papa dovrà incontrare le vittime che hanno subito abusi sessuali, ma senza i media, che hanno fatto vergognare il Vaticano.
A presenziare l’incontro ci sarà la “misericordia di Dio” e un “clima di raccoglimento e riflessione”. E se prima nel mirino della Chiesa c’erano gli omossesuali, i tradimenti, i matrimoni a religione mista, i divorzi e l’uso del preservativo, oggi nel mirino dei fedeli ci sono loro, i sacerdoti. La Sacra Romana Chiesa è stata sconsacrata non dai fedeli, ma dai preti cattolici, e la colpa non è solo del Santo Padre, ma anche di chi, conoscendo i peccati compiuti, anche nel confessionale, “reato” gravissimo per la Chiesa, ha indagato con processi canonici, che così poco hanno fatto in tutti questi anni.

Colpa del celibato, “radice di ogni male”, come dice il teologo svizzero Hans Küng, anche se nelle chiese di rito orientale, i preti possono sposarsi ed avere figli. Insomma, dare delle mogli a questi preti, e annullare il voto di castità, che tanto in molti casi non viene comunque rispettato, purchè lascino in pace i bambini. Con Benedetto XVI solidarizzano tutti, soprattutto il collegio cardinalizio, la consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) e la fondazione dei cavalieri di Colombo. Ma c’è anche chi, come Richard Dawkins e Christopher Hitchens, a capo di un movimento ateo inglese, vuole che il Papa venga arrestato per crimini contro l’umanità e i diritti umani. Chi dovrebbe entrare nel regno dei cieli?

Fonte: www.garganopress.net/

 

PER RICORDARE RAIMONDO VIANELLO

“La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.” 
(Raimondo Vianello)

 

LA VERGINE DELLE ROCCE DI LEONARDO

di Alessandro Antoony Martitato (*)

Continuando il viaggio nell’arte di leonardo andiamo ad esaminare una nuova opera. Il dipinto fu commissionato a Leonardo dalla confraternita laica dell’Immacolata Concezione che risiedeva a Milano presso la chiesa di San Francesco. Esiste un documento datato 21 Aprile 1483 che attesta la stipulazione del contratto tra la Confraternita e Leonardo. Insieme al nome di Leonardo da Vinci comparivano anche i nomi dei fratelli de Predis (Ambrogio ed Evangelista). Nel contratto si richiedeva un trittico con un dipinto centrale dove, in un ambiente dominato da di rocce con sfondo montagnoso, spiccasse in primo piano la Vergine con abito broccato d’oro in tonalità azzurra, con il figlio, Dio Padre, un gruppo di angeli e due profeti. Da come si presenta il dipinto, la tematica varia sensibilmente rispetto a quella richiesta dai suoi committenti. Probabilmente fu proprio Leonardo a decidere una nuova combinazione che non prevedeva il Dio Padre in alto e gli angeli, ma l’aggiunta di San Giovannino insieme al suo angelo protettore. Nelle ali laterali del trittico furono dipinti due angeli musicali da Ambrogio de Predis (National Gallery di Londra). Il dipinto non fu accettato con favore dalla confraternita perché considerato incompiuto e, soprattutto, eretico. Esistono documentazioni relative alle varie controversie tra la confraternita e gli artisti i quali pretendevano una cifra più ragguardevole rispetto a quella pattuita che non aveva previsto il costi per l’intagliatura e la doratura dell’ancona. In una scrittura del Marani, a proposito di quanto detto, si legge: « ……i pittori stanno tentando di ricattare i confratelli, chiedendo una maggiorazione del compenso, salvo appunto trattenere presso lo studio il dipinto».

Una sentenza del 1506 chiuse definitivamente la diatriba tra la confraternita e Leonardo, dichiarando “incompiuto” il dipinto: questo doveva essere portato a termine dall’artista, mentre la Confraternita avrebbe dovuto saldare la cifra del conguaglio pari a 200 lire (50 ducati). A questo punto dobbiamo inserire un pizzico di confusione perché, quando nel 1785 venne soppressa la confraternita e vendute le opere della struttura tra le quali anche “Vergine delle Rocce” (commissionata?), questa seguì un itinerario che la portò al National Gallery di Londra anzichè al Louvre. L’opera commissionata dalla Confraternita non era quella di cui abbiamo parlato in questa pagina, cioè quella del Louvre, o forse …. sì!. Moltissime sono le ipotesi fatte dagli studiosi, tra le quali le più avvalorate riferiscono che la prima versione fosse stata venduta durante il conflitto legale per una considerevole cifra, e Leonardo ne avrebbe realizzata una nuova versione, quella che appunto è esposta a Londra. Altri studiosi ipotizzano che la seconda versione sia stata eseguita per altri committenti. Finirà di stupirci il nostro genio? Vedremo nelle prossime critiche.

(*) Pittore iscritto al GAI Giovani Artisti Italiani

GOVERNO! E’ CRISI?

di Emanuela Maria Maritato (*)

Meteo incerto nel Partito delle Libertà dopo il tempestoso faccia a faccia fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini per le riforme. Il premier avrebbe chiesto 48 ore di riflessione. Fini: “Berlusconi “deve governare per l’intera legislatura, ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”. Fonti della maggioranza gettano acqua sul fuoco sostenendo che il presidente del consiglio non ha mai invitato il presidente Fini a lasciare la presidenza della Camera.
Anche se leader di An “è ovviamente libero di prendere tutte le decisioni che ritiene più opportune e che, su invito del presidente Berlusconi, si è riservato di comunicare la prossima settimana”. Più rottura di così. Certo in queste ore i soliti pontieri tenteranno di ripristinare una corsia preferenziale fra i duellanti. Ora Berlusconi “ha il diritto di esaminare la situazione ed io avverto il dovere di attendere serenamente le sue valutazioni”, ha spiegato in una nota diffusa dopo il suo colloquio a Montecitorio con il presidente del Consiglio, il presidente della Camera.
Rifletti bene su questa decisione di dar vita a gruppi autonomi perché se lo farai l’inevitabile conseguenza dovrebbe essere quella di dover lasciare la presidenza della Camera. Silvio Berlusconi, a quanto riferiscono fonti della maggioranza, avrebbe replicato così al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nel corso del pranzo a Montecitorio avrebbe ventilato l’ipotesi di dar vita a gruppi autonomi. All’avvertimento del cavaliere, stando alle stesse fonti, Fini si sarebbe riservato di comunicare una decisione entro la prossima settimana. Toni di rottura nel vertice tra il premier Silvio Berlusconi ed il presidente della Camera Gianfranco Fini.

Quest’ultimo – riferiscono fonti di maggioranza – ha esplicitamente detto che è pronto a costituire suoi gruppi autonomi in Parlamento, accusando governo e Pdl di andare a traino della Lega. Il premier Berlusconi – riferiscono le stesse fonti – avrebbe chiesto 48 ore di riflessione.
Fini, più volte sollecitato dai cronisti a commentare la vicenda prima del lungo incontro con una delegazione del Parlamento russo guidata dal suo presidente Sergey Mironov, si è trincerato dietro un deciso non comment. Come è andata con il presidente della Camera, Gianfranco Fini? “Ma io… fatevelo dire dagli altri. Sapete che sono riservato…”. Silvio Berlusconi, al termine di una breve passeggiata per via del Babbuino, nel centro di Roma, risponde così ai cronisti che gli chiedono come sia andato il pranzo con il cofondatore del Pdl.”Il presidente della Camera non ha nulla da dichiarare. Se lo riterrà opportuno sarà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a commentare l’incontro”. E’ quanto afferma Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini, al termine del pranzo durato due ore a Montecitorio con il premier Berlusconi.
Neppure Umberto Bossi, diversamente dal solito, si mostra troppo loquace. Problemi con Fini? Per adesso no” – “Contrapposizioni con Fini? Per adesso no”. Risponde così Umberto Bossi ai giornalisti che vedono il leader leghista passare al piano nobile di Montecitorio, dove proprio in queste ore si sta svolgendo il vertice tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. “Sarei il terzo incomodo…”, risponde il leader del Carroccio a chi gli chiede se stia passando a prendere il caffé con il premier ed il presidente della Camera.

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Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

IL CONCETTO DI ‘BENESSERE PERSONALE’

di Gaetano Caira (*)

Spesso abbiamo un opinione molto confusa sul concetto di “benessere personale”. Viviamo oggi in una società materialistica in cui i mass-media ci assillano con le loro informazioni preoccupandosi di soddisfare solo delle esigenze fisiche ed economiche dell’uomo. L’uomo occidentale, ormai da troppo tempo, ha trascurato la sua parte interiore che contribuisce a migliorare il suo stato mentale e psicologico. Infatti dedichiamo poco tempo a guardare dentro di noi e a seguire degli schemi che possono migliorare la nostra qualità di vita interiore e il rapporto che abbiamo con il nostro prossimo. Abbiamo, infatti,  un opinione confusa su questo concetto e non ci preoccupiamo a risolvere i nostri veri problemi valutandoli in maniera superficiale.

Da centinaia di anni ci siamo allontanati da un ambiente naturale per venire trapiantati in luoghi circondati da mura di cemento e mattoni spesso costruite  senza dei criteri naturali. La nostra parte energetica, complementare e necessaria per il benessere personale, è stata trascurata rompendo l’equilibrio naturale dell’ambiente in cui viviamo. Il risultato di tutto questo è che l’uomo si sente spesso un estraneo nella sua casa con tutti i disturbi che ne derivano. Mal di testa, ansia, nervosismo, mancanza di motivazione e depressione sono solo i primi sintomi di questa precarietà dell’equilibrio energetico dentro e fuori il corpo dell’individuo.
Il concetto di benessere personale può essere sintetizzato come “il risultato dell’interazione delle dimensione interne ed esterne dell’uomo che concorrono nell’ambiente in cui vive”. Con il rispetto dei principi naturali e l’integrazione con la dimensione esterna in cui viviamo si garantisce armonia e benessere nella casa.

Ecco perché appassionato delle diverse discipline che aiutano a migliorare la qualità di vita nella casa ho raccolto tutte le informazioni e ho scritto il mio interessante ebook “Feng Shui e Armonia della Mente”. Il Feng Shui rappresenta un’antichissima e nobile disciplina orientale che ci insegna che l’armonia della casa è fondamentale per il corretto equilibrio interiore di chi la abita. Infatti la disposizione delle stanze e dell’arredo non dovrebbe essere casuale, ma pensata e studiata per armonizzare gli ambienti intorno all’uomo.
Oggi l’uomo per risolvere i propri problemi di equilibrio interno deve essere più consapevole della propria natura fisica ed energetica. Ha trovato le sue risposte in verità nascoste ed ora ha l’opportunità di cambiare la visione della sua vita inizialmente solo materialistica.
L’uomo è un essere multidimensionale ed energetico: ha le radici in diverse matrici dimensionali ed è tutt’uno. E’ composto al 50 per cento di materia fisica e 50 per cento di energia. Nella nostra vita dobbiamo dare sempre il massimo per meritare che l’altra parte 50 per cento lavori per noi! Ecco perché è importante avere fede anche in quello che facciamo: “L’energia segue sempre il pensiero”  (Choa Kok Sui-  Maestro di Pranic Healing).
Prima di ogni nostra azione proviamo ad immaginare già completamente realizzata nei migliore dei modi. Dobbiamo esser consapevoli che siamo sempre fatti di energia che ci aiuta a completare e migliorare la qualità della nostra vita. Possiamo affermare che siamo “esseri spirituali che stanno avendo una esperienza umana” e non come molti pensano “esseri umani che stanno avendo una esperienza spirituale”.
Tutto quello abbiamo intorno non ci appartiene:  è letteralmente  “provvisorio”…Eppure l’uomo incorre sempre nel solito errore! E’ costantemente convinto di essere eterno in questa dimensione e cerca di appropriarsi di tutto quello che lo circonda. Tutto, però, ci è stato prestata dal Creatore dell’universo per evolverci e migliorare la nostra vita. Ma dal punto di vista fisico l’uomo vuole diventare l’unico proprietario di tutte le sue cose terrene; dal punto di vista energetico vuole anche appropriarsi dei suoi sentimenti ed emozioni!
A volte, infatti, cerca di trattenere dei sentimenti forti come rabbia e astio energizzandoli negativamente senza distaccarsi da essi. Questa energia è stata bloccata e può provocare danni seri a sé stesso e anche ad altri. Bisogna essere consapevoli che l’energia è come un “fiume” e deve sfociare nel mare: non può in qualche modo fermarsi. Conseguenza è che i terreni confinanti si inondano di acqua e si arricchiscono di insetti nocivi: si trasformano in acque malsane procurando danni seri nell’ambiente naturale. L’uomo trattiene in maniera inconsapevole l’energia e non si rende conto che così facendo non risolve a fondo i suoi problemi! Una volta distaccatosi da essa trova la soluzione: il vero “miracolo”.
Abbiamo detto che l’uomo è un “essere energetico” e si comporta come una “spugna energetica”: assorbe tutta l’energia che gli gira intorno. E’ dotato di antenne che analizzano il suo equilibrio energetico: comportamenti, pensieri ed emozioni che sono nell’ambiente. Se pensa “positivo” attrae “pensieri positivi”; se pensa “negativo” attrae “pensieri negativi”con tutte le conseguenze dannose. Per il bene del nostro equilibrio psico-fisico la nostra mente si nutre solo di pensieri positivi. Ecco perché funzionano tutte le discipline e la filosofia del pensiero positivo!
Se siete interessati a discipline e argomenti che riguardano il miglioramento della qualità della nostra vita potete visitare il mio sito www.migliorare.beepworld.it dove troverete molti consigli utili e potete anche scaricare gratis il primo capitolo del mio ultimo ebook “Feng Shui e Armonia della Mente”.

(*) Autore di “Feng Shui e Armonia della Mente” –  www.migliorare.beepworld.it

LA ROMA PASSA IN TESTA! IL NAPOLI DICE ADDIO AI SOGNI CHAMPIONS!

di Sergio Cimmino (*)

L`Inter impatta per 2-2 contro una buona Fiorentina. I neroazzurri, dopo essere andati sotto, sfoderano una prestazione di gran carattere e ribaltano la situazione con Milito ed Eto`o. Il vantaggio dura poco: il goal del definitivo pari lo mette a segno Kroldrup.Con lo stesso risultato il Milan viene fermato in casa dal Catania. Pareggio che affievolisce di molto le speranze rossonere nella corsa allo scudetto. La squadra di Leonardo per due volte in svantaggio riesce a raddrizzare il match, ma nonostante l`arrembaggio finale non riesce a far sua la gara. Ennesima eccellente prova per il Catania. Altra ottima prestazione per Maxi Lopez, 7 goals in 12 partite per l`attaccante ex Barcellona.
La corsa al quarto posto sembra un duello tra Palermo e Sampdoria, entrambe quarte a quota 54. La squadra di Delio Rossi si riscatta dalla sconfitta patita nel derby. I rosanero, dopo essere passati in svantaggio, rimontano e piegano il Chievo. 3-1 il finale.
La Sampdoria fa suo il “Derby della Lanterna” e supera il Genoa grazie ad un goal di Cassano. Partita giocata come da tradizione: grande intensità ed agonismo tra due squadre in piena corsa per un posto in Europa. Rimane in corsa anche la Juventus che si impone sul Cagliari per 1-0.

Chiellini realizza il goal vittoria e consente ai bianconeri di rimanere a 3 punti dalla zona Champions.
Dice addio all’Europa che conta il Napoli, sconfitto in casa 3-2 dal Parma. Vittoria che rilancia invece gli emiliani in chiave Europa League.
Importanti vittorie in chiave salvezza. L`Udinese vince a Livorno per 2-0. A segno, manco a dirlo, Antonio Di Natale che sigla il suo 23esimo goal stagionale. Numeri straordinari per il talento napoletano: sta trascinando la sua squadra verso la salvezza.
Vittoriosa in trasferta anche la Lazio, 3-2 sul Bologna.
Gli uomini di Reja riescono a recuperare il doppio svantaggio e si portano a +6 dalla zona rossa.Termina 3-2 anche tra Siena e Bari. Vittoria che consente ai senesi di tenere vive le speranze di una salvezza che comunque appare molto difficile.
La Roma va magicamente in testa e fa sognare i suoi tifosi!

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

FINTI DENTISTI A TORINO

di Vittorio Savoia (*)

TORINO – Si sa, in tempi di crisi è meglio risparmiare sulle spese di tutti i giorni, ma forse non è sempre bene pensare al risparmio se a farne le spese può essere la salute di ognuno di noi. Le indagini dei Nas di Torino, negli ultimi giorni hanno portato all’arresto di ventitre persone accusate di aver esercitato, abusivamente, la professione dentistica. Di certo non è il primo caso balzato in Italia agli onori della cronaca, non è che uno dei tanti casi di persone che, esponendo titoli fasulli, o guadagnati sul web piuttosto che sui banchi e sugli immensi libri universitari, mettono le mani in tasta, e in bocca, agli italiani, in cerca della buona prestazione sanitaria, a basso costo. E’ facile cadere nella trappola di questi dentisti non riconosciuti dalla legge italiana. Fa gola a tutti la cura dentistica ad un prezzo, che pur non essendo irrisorio, non sfiora mai le alte cifre dei veri dentisti, quelli che sì sui banchi di università hanno versato litri di sudore.
E se per i Nas, a livello nazionale, non è ormai difficile scovare questi veri e propri truffatori, anche per gli stessi dentisti non è difficile aprire queste attività pseudo-mediche. Da quanto risulta dai nomi degli arrestati, molti sono recidivi. Erano già stati denunciati per le irregolarità dell’esercizio abusivo della professione medica, ma abbassata una serranda ne hanno rialzata una a dovuta distanza, giusto per non farsi riconoscere dai vicini.

Come trovare questi finti dentisti? Difficile ma allo stesso tempo facile. Non pubblicizzano mai il proprio studio dentistico, né sui giornali né sugli elenchi telefonici. Tutto si bassa sul passaparola. Nulla di più, ma abbastanza per restare nell’ombra e continuare a truffare i cittadini, che fiduciosi, si rivolgono a presunti professionisti nella speranza di ottenere un ottimo servizio in cambio di spese non esose.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

PROCESSO DI MODICA

di Vittorio Savoia (*)

TORINO – La Corte d’Appello del Tribunale di Torino esterna, dopo che la Corte di Cassazione, le ha rimandato indietro il caso, le sue opinioni sul processo Marina Di Modica, la donna scomparsa nel nulla l’8 maggio del 1986, che vede come unico imputato l’ex Paolo Stroppiana, il filatelico con cui la Di Modica aveva appuntamento nella sera della scomparsa. La Corte d’Appello torinese infatti, preso atto di anni di udienze e di prove, si sbilancia sostenendo la colpevolezza di Stroppiana prima e poi le presunte modalità con cui la Di Modica sarebbe stata uccisa. Nel corso del processo che dura ormai da molti anni infatti, le testimonianze rese da donne che avevano frequentato intimamente lo Stroppiana, risulta che quest’ultimo avesse l’abitudine di indurre le partners a una pratica sadica del rapporto carnale. Questa secondo la Corte d’appello del capoluogo piemontese sarebbe la causa del decesso della donna. “L’imputato – dice la Corte – durante la pratica sadica del rapporto sessuale, avrebbe stretto il collo della donna tra le sue mani, fino a provocarne la morte”. Ma data la scarsità di indizi probatori raccolti nei lunghi anni della vicenda, alla Corte torinese non resta che formulare un’imputazione per delitto preterintenzionale, oltre l’intenzione, e cioè  Paolo Stroppiana avrebbe provocato, oltre la sua volontà, la morte della donna.

Un processo da sempre avvolto da un alone di mistero. I familiari della donna infatti non hanno mai avuto notizie del corpo della donna, che ancora oggi risulta scomparso nel nulla.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

OGGI L’INCONTRO TRA I DUE LEADER DEL PDL

di Emanuela Maria Maritato (*)

Silvio Berlusconi, atteso stamani in italia di ritorno dal summit internazionale di Washington sul nucleare, ha già fissato un secondo incontro con UMBERTO BOSSI dopo iil vertice ad ARCORE della scorsa settimana.
In agenda il grande tema delle riforme, anche se il motivo uffiiciale dell’ incontro è valutare l’investitura ufficiale dell ‘ex governatore del Veneto GIANCARLO GALA a ministro dell’AGRICOLTURA: la nomina potrebbe dunque
arrivare gia dopodomani in Consiglio dei ministri.
Rimane un giallo invece l’attesissimo faccia a faccia tra il CAVALIERE e FINI il quale proprio in tema di riforme nei giorni scorsi non ha esitato a smarcarsi dal premier.
L’incontro più volte annunciato dai giornali, per il momento sembra ancora essere in stand by. Intanto Berlusconi si appresta a convocare gli organi del partito, per mettere a tacere chi parla di un deficit di democrazia nel PDL.

Sul nuovo assetto  da dare alle istituzioni del Paese i PREMIER e FINI restano distanti. Il presidente del Consiglio è contrario a modificare la legge elettorale, passaggioi nvece imprescindibile agli occhi di FINI se si dovesse approdare al modello francese. L’attuale sistema, insiste Berlusconi, garantisce la governabilità, quindi non c’è esigenza di modificarlo.Il vero obiettivo, per il CAV è trovare un assetto istituzionale in grado d8i affidare più poteri al
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO e consentire un azione di governo più rapida ed efficiente.

(*)

Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

COSA SI INTENDE PER “POLITICA”?

di Emanuela Maria Maritato (*)

 

 

Secondo un’antica definizione scolastica, la politica è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accso all’attività di governo o di opposizione.

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico

al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza; per David Easton essa è la allocazione

di valori imperativi nell’ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.

Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, si tratta dunque dell’occuparsi in qualche modo di come viene

gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.

Può essere suddivisa in tre branche in base all’aspetto della società e dei suoi rapporti in cui viene analizzata. A tal proposito avremo dunque:politics, policy e polity. Per politics si intendono le dinamiche attuate dai vari partiti o gruppi di pressione per riuscire a conquistare il

potere politico. Le dinamiche sono ovviamente differenti in base al sistema di riferimento, che può essere democratico o meno. Per policy si intendono le leggi o altri atti giuridici attuati dal potere politico per gestire la cosa pubblica. Per polity si intende il consenso da parte

della collettività al potere politico e la coesione intrasocietaria delle classi. Questi tre aspetti si intrecciano e influenzano tra di loro, attuando più complesse dinamiche e aspetti socio-politici.

 

In Grecia erano note tre forme di governo con le relative degenerazioni Politeia – simile alla democrazia del linguaggio attuale (la sua corruzione: Democrazia – nel linguaggio corrente demagogia): il governo in cui a comandare è la massa.

 

·        Aristocrazia (Oligarchia): Dal greco Aristoi (i migliori) si intende il governo dei più adatti a governare in contrapposizione alla sua corruzione Oligarchia (Da Oligoi pochi) ovvero il governo di alcuni, non necessariamente i migliori. Il termine aristocrazia è passato a indicare il

ceto dei nobili anziché la forma di governo. C’è inoltre da notare come un’ulteriore degenerazione possa essere l’Oclocrazia cioè il “governo della feccia del popolo”.

 

·        Monarchia (Tirannide): da Monos (solo) indica il governo di un sol uomo. Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Nell’antica Grecia non aveva il significato spregiativo attuale ma indicava solamente l'”illegalità” del potere.

 

Da notare che nel mondo ellenico era conosciuta anche la Diarchia ovvero il governo di due uomini come accadeva a Sparta.

 

Nel 1500 il termine politica viene rivisto anche da Machiavelli che con il suo trattato Il principe, la analizza e ne identifica una nuova formulazione, distinguendo da un’etica civile un’etica statuale, in quanto tale più alta e differente, un’etica del governo di un’entità territoriale

e di una comunità umana, quale superiore attore distinto dalle esigenze di ogni singolo uomo o gruppo di uomini della comunità stessa. Egli crea così il termine “Ragion di stato”, che però manterrà sempre ben separato dal termine politica, la cui accezione per Machiavelli

rimarrà in assoluto positiva, (la frase “il fine giustifica i mezzi” è stata attribuita falsamente al Machiavelli). Machiavelli intendeva dare alla politica un’autonomia che il Clero dell’epoca non era disposto a concedere. Verrà censurato dai suoi contemporanei e criticato in tutta

Europa per le sue dichiarazioni. Stessa sorte toccherà un secolo dopo a Thomas Hobbes che pur avendo riconosciuto la migliore forma di governo nel Sovrano assoluto considerava la sua funzione derivante non dalla volontà divina (come stabiliva la tradizione) ma da un

patto originario tra uomini liberi. Al contrario di Hobbes, John Locke non solo non vedeva nell’attribuzione al sovrano di tutti i poteri la soluzione alla conflittualità della società ma anzi formulò l’idea che il sovrano doveva rispettare i diritti fondamentali come la proprietà

privata.

Fondamentale è nella storia del pensiero politico l’opera di Montesquieu “L’ésprit des lois” (Lo spirito delle leggi) dove viene formulata la distinzione dei poteri come principio base per evitare la tirannide. Anche Montesquieu esamina i vari tipi di governo, per concludere che la

monarchia costituzionale resta la forma migliore, perché la classe nobiliare in generale è meno corruttibile, in quanto vincolata al principio dell’onore.

 

Nell’Ottocento Karl Marx formulò la dottrina del materialismo storico: la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua “forma” dai rapporti economici in essere. L’economia rappresenta la base della società, che viene ad essere

modellata e influenzata dai rapporti economici (la struttura), la quale, proprio perché alla base dell’organizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici (sovrastruttura). Marx sottolineò che tuttavia il rapporto non è da

considerarsi in maniera semplicemente deterministica.

 

Nel Novecento, l’arte della politica è diventata anche laboratorio pratico delle teorie politiche. Si sono sviluppati, infatti, una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi, e

contemporaneamente i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi di destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie.

 

Negli ultimi anni la politica è andata via via trasformandosi, includendo come soggetto la cosiddetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla all’astrazione in cui è stata sempre confinata: la politica si fa globale e nella coscienza di molti si delinea

come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche.

 

Uno degli strumenti di intervento della società civile nell’azione politica istituzionale sono apparsi sempre più spesso i referendum di iniziativa popolare, sia in ambito nazionale, sia sempre più spesso in ambito regionale o locale.

 

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Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

BANCHE LOCALI: PROPOSTE CONCRETE!

di Michele Caruso (*)

(Con la collaborazione di Roberto Penati)

Una Banca Locale, come è noto, opera in un territorio ben delimitato, e, per contribuire a promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale del suo ambito operativo, deve tener conto in modo imprescindibile del tessuto economico e sociale del suo territorio.
Occorre quindi, in via preventiva, formulare un’attenta analisi di marketing dei tre aspetti (sociale, economico e culturale) che si debbono sviluppare. All’uopo potrà essere costituito, con delibera del Consiglio di Amministrazione, un apposito Ufficio che si occupi di tale problematica sia per curarne lo studio sia per verificarne poi i risvolti in sede di applicazione delle strategie di azione.
Una Banca Locale, e nel nostro caso una Banca di Credito Cooperativo, può più facilmente raggiungere tali obiettivi, perché, nella sua azione viene aiutata dallo scopo previsto nello Statuto Sociale che la contraddistingue rispetto ad una banca di credito ordinario dove la finalità è ben diversa.

Come noto, infatti, il conseguimento dello scopo mutualistico è tipico di una banca di credito cooperativo, con la finalità di instaurare e mantenere un continuo collegamento con la base sociale ed i membri della comunità locali al fine di sostenere l’economia locale impegnandosi per il suo sviluppo, soprattutto in favore dei propri soci. Le linee da seguire sono pertanto le seguenti. Innanzitutto, fare una capillare diagnosi delle attività economiche, dei bisogni sociali e delle attività culturali presenti nel territorio. Successivamente, per le attività economiche, si potrà procedere al censimento dei privati, delle imprese (industriali e familiari) e degli enti pubblici e religiosi.
Una volta terminata la ricerca, si dovranno porre in atto le azioni opportune per contribuire a migliorare le attività attraverso lo strumento finanziario più idoneo.

 

Nel caso delle imprese si potranno mettere a disposizione linee di credito per finanziare le attività più meritevoli di sviluppo ed in tale approccio si dovranno predisporre finanziamenti mirati sia in termini di ammontare che in termini di condizioni da applicare, tenuto conto della particolare struttura di una banca di credito cooperativo che nasce proprio nell’ottica dei fini mutualistici statutari. L’obiettivo sarà poi quello di aver un sempre maggior numero di soci per poterli supportare a condizioni decisamente migliori rispetto a quelle del mercato ordinario.
Nel caso di privati, si potranno confezionare pacchetti di prodotti finanziari tali da sostenere il risparmio, con basso profilo di rischio e buon rendimento in termini di interessi.
Nel caso degli enti pubblici e degli enti religiosi, si dovrà trovare un approccio che vada incontro alle loro esigenze finanziarie, in termini di servizi da proporre (ad esempio riscossione tasse da una parte e raccolta offerte dall’altra).
Per i bisogni sociali diventa fondamentale la conoscenza delle istituzioni e delle fondazioni che operano nel settore specifico.
Successivamente, in questo caso si potranno sostenere le iniziative più meritevoli, partecipando anche direttamente alla costituzione di Fondazioni ed elargendo somme che verranno destinate alla realizzazione dei vari progetti.
Infine, per promuovere lo sviluppo culturale, sarà necessario mantenere una fitta rete di rapporti e contatti con i principali esponenti della cultura locale e concordare un programma di iniziative che tengano conto soprattutto della storia, dell’arte e delle scienze locali.
E’ chiaro che per gli ultimi due aspetti, le fonti finanziarie cui attingere, sono rappresentate dal Patrimonio della Banca ed in particolare dalla voce “Altre Riserva” che si è potuta incrementare nel corso degli anni con il contributo di parte dell’utile d’esercizio che viene all’uopo destinato in appositi fondi costituiti per tali iniziative. Una tale politica perseguita con costanza dalla Banca, può portare frutti consistenti nel corso degli anni, sia in termini di immagine sia soprattutto in termini economici. L’ingresso di nuovi soci nella compagine azionaria della banca, in seguito alla nuova azione di espansione dell’attività aziendale, rappresenterà sicuramente una grande opportunità per ulteriori iniziative, innescando un movimento a spirale che porterà solo reciproci benefici. Per raggiungere questi obiettivi, diventa tuttavia fondamentale saper gestire bene la concessione dei crediti, con una visione lungimirante e nello tempo stesso prudente, al fine di conseguire l’obiettivo di un utile in costante aumento e con un portafoglio in cui la presenza di crediti dubbi sia del tutto limitata. Una valenza importante nel settore della concessione dei crediti può assumere la presenza dei cosiddetti “Consorzi Fidi”1 che possono svolgere una funzione importante nella valutazione del merito creditizio da parte della Banca e quindi potrebbe essere interessante stipulare accordi con tali istituzioni, diminuendo il rischio operativo e di mercato e sviluppando invece la propria attività bancaria. Ma per attuare tutti questi progetti, riveste un ruolo fondamentale la presenza delle scelte operative che devono essere attuate con grande capacità professionale che solo l’esperienza dei membri del Consiglio di Amministrazione possono garantire. Diventa poi importante la preparazione del personale che ha la responsabilità dell’approccio diretto con il cliente e deve quindi essere all’altezza della situazione, sempre attenta e pronta a risolvere ogni problema. La chiarezza nei rapporti con le persone è l’arma vincente in ogni relazione umana e quindi anche nell’ambito delle iniziative bancarie.
La capacità di orientare sempre più la propria missione verso il cliente e diventare una “client oriented bank”, può essere la sfida più avvincente che si deve affrontare per migliorare sempre più la propria presenza sul territorio di appartenenza, dove vita, storia e cultura si intrecciano in un’unica grande realtà sociale.

 

1 I consorzi di garanzia collettiva (CONFIDI) nascono dalla necessità di agevolare, attraverso lo strumento dell’associazionismo e aumentando le garanzie, l’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del commercio, dell’artigianato, del turismo, della pesca, dell’agricoltura. Tali aziende, infatti, da sole possono incontrare delle difficoltà per ottenere un finanziamento a causa, essenzialmente, di due motivi:
– la loro piccola dimensione, che può comportare un aumento del prezzo del credito;
– l’impossibilità di offrire idonee garanzie, condizione che può causare il rifiuto del finanziamento richiesto.


Bibliografia:

– Luigi Ferrara Mirenzi, Vivere insieme i problemi economici e politici, Ecumenica Editrice 1981
– Riccardo Faucci, Breve storia dell’economia politica, Giappichelli Editore 2006
– ART Srl, Banca e Territorio nel Tempo della Globalizzazione, 2005
– Antonio Finocchiaro, Localismo e mutualità, 2007
– Bilancio e relazione al 31-12-2006 (Punto 6) della Banca di Credito Cooperativo di S. Giovanni Rotondo

(*) Studente di Ingegneria Gestionale all’Università “Sapienza” di Roma, Scrittore e Giornalista pubblicista e Freelance