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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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DEDICATO AD ANNE FRANK, CON TUTTO IL CUORE…

di Vincenzo Demaio (*)

“Soit gentil et tiens courage!” annota Anne Frank all’interno della copertina di uno dei  suoi  manoscritti. “Sii gentile e abbi coraggio!” A chi siano rivolte tali parole, non è dato saperlo. Quasi come un ottimo proposito per ciò che ti attendeva, o un auspicio per chi appresso avrebbe letto. “Sai che il mio più caro desiderio è diventare un giorno giornalista e poi scrittrice famosa. Si vedrà, se riuscirò mai a realizzare queste manie di grandezza (follie?), ma per il momento ho ancora molti argomenti…”.
Cara Anne, come giornalista, attenta e minuziosa descrittrice della realtà storica, ci hai dato ampia  testimonianza. Come scrittrice, nel tuo viver il fior di gioventù, hai fatto della tua vita segreta e intima una rivelazione condivisa. La tue manie di grandezza? Beh sei riuscita a realizzarle, oh mia folle Anne.
Eppure oggi vi è qualcuno che ti accusa. In qualche pagina sei stata eccessiva di particolari. Si teme per la gioventù di questo nuovo millennio che si accosta a leggere le tue particolareggiate e approfondite descrizioni delle tue parti intime. Che strano!!!  Chi mai l’avrebbe detto?! E poi proprio a te!!! Anne, se hai scelto di pubblicare ciò che scrivi, gioco forza devi essere aperta ad ogni critica. Ma tu questo già lo sapevi. Mai potevi immaginare, però, che qualche essere potesse avanzare l’idea di censurare, ad innocenti ragazzi, la lettura delle più belle descrizioni del tuo corpo, del tuo intimo sessuale. Un nudo autoritratto. Eppure a vederlo sotto forma di quadro nessuno lo vieta, leggerlo con le tue parole, ahimè, incute terrore e divieto. Per me altro non è che un autentico articolo scientifico. Alla tua età, oggigiorno, pochi saprebbero scriverlo. Eppure si ha timore…. Sì Anne, gli “adulti” hanno paura che i propri figli imparino proprio da te. Hanno paura, che tu piccola e coraggiosa Anne, possa infondere in chi ti legge, sentimento struggente e amore, passionalità e scultura del corpo di donna.

Nella tua “Casa alloggio” ricordo bene quando mi raccontavi: “… sì, sono terribilmente moderni qui! Niente opinioni! Si può dire a uno di stare zitto, ma non poter avere un’opinione non esiste proprio. Nessuno ti può privare della tua opinione, anche se sei molto giovane!”. Per questo stasera non voglio  e non posso starmene zitto. In fondo sei tu che me lo chiedi, Anne.
Spesso mi hai ripetuto “oh, com’è difficile essere veramente forti e coraggiosi in tutti i sensi!”
Che bei tempi ho trascorso in tua compagnia. Sarei lieto se in questa serata, stretti in un unico abbraccio, cantassimo, a squarcia gola, le tue parole su dolci note di melodia: “…gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele. È molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all’intima bontà dell’uomo.”
Sì Anne, vogliamo solo e ancora una volta credere all’intima bontà dell’Uomo.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

LA MAGIA DEL 3D

di Francesco Bruni (*)

Molti hanno assistito, in questi  giorni, all’ultimo capolavoro di Cameron.  Già famoso per Titanic, pieno di effetti speciali degni di lode, il regista decide di andare oltre.
Per la rappresentazione dei personaggi del film “Avatar” per esempio, ha sfruttato quello che in inglese è definito il “performance capture”. È così che nasce “Avatar”, spiegato in maniera davvero banale.
Ciò che rende il film in questione davvero particolare, è l’utilizzo di una tecnologia particolare che permette la visualizzazione del film in 3D. “Da una parte si creano personaggi di sintesi. Dall’altra si mettono sensori sul corpo dell’attore. La recitazione di questo, poi, comanderà le azioni del primo. Tecnica già sperimentata in altri film, a questa Cameron aggiunge una micro-telecamera rivolta verso il viso dell’attore, in grado così di riconoscerne e digitalizzarne ogni espressione.(fonte: qui)”.  Non è la prima volta che la tecnologia di cui parla questo articolo trova espressione. Ci sono stati anche altri film visibili in 3D.
Ma vediamo di capire come è possibile una vista del genere, indossando, degli occhialini apparentemente banali .
Prima di spiegarne il funzionamento effettivo, una premessa necessaria. Come funziona la vista umana? Consideriamo gli occhi come due macchine fotografiche. Essendo distanziata di circa 5 cm l’uno dall’altro, essi produrranno due differenti immagini, che, mediante l’aiuto del cervello, risulteranno come una sola. Sono dunque due immagini da due prospettive differenti. Il risultato della correlazione di entrambi ci permettono di avere un quadro preciso della situazione che osserviamo. Infatti, se chiudessimo, in particolare di notte, un occhio, perderemmo il senso della misura. Non saremmo certi di approssimare una distanza mediante l’uso di un solo occhio in quanto è la differenza delle due immagini che genera l’effettiva consapevolezza della distanza. Tutto ciò prende il nome di sistema di visione binoculare.

Detto ciò passiamo al 3d. Il proiettore presente è lo stesso. Attraverso un sistema di lenti, sullo schermo vengono proiettate due immagini, ad una frequenza tale che il nostro occhio non se ne rende conto. Grazie agli occhialini un’immagine attraversa la lente posta su un occhio, l’altra nell’altra. Quindi, condizione necessaria è che le due lenti degli occhialini siano differenti. Infatti, di solito esse sono colorate. E la coppie di colori usate sono due: verde-rosso o blu-rosso.
Essendo la luce una radiazione elettromagnetica, essa avrà una certa frequenza, a seconda dell’immagine. Quindi determinate frequenza saranno assorbite da un occhio; le restanti dall’altro. E questo si ripete sempre per le due immagini differenti.
Il cervello poi fa il resto. Considera i due fotogrammi, li unisce e noi abbiamo la percezione della distanza. Quindi, guardiamo quello che è proiettato in 3d. Lo svantaggio di questo metodo è semplice. Essendo le lenti colorate, avremo delle immagini che non riflettono il colore originale proiettato, entrando in sovrapposizione con il colore delle lenti. Ma essendo alta la frequenza con cui le immagini sono scambiate non ci rendiamo conto di questo difetto. E a questo punto, una provocazione. È casuale la scelta di rappresentare di colore blu i personaggi e di colore prevalentemente verde il paesaggio? Evidentemente no. Per compensare il più possibile questo difetto.
C’è però un altro metodo che permette la visione in 3d. È il metodo che sfrutta la polarizzazione delle onde elettromagnetiche, argomento tutt’altro che banale. Facciamo un piccolo sforzo. L’onda elettromagnetica altro non è che il susseguirsi di un campo elettrico ed uno magnetico che giacciono, in quanto campi vettoriali, su piani perpendicolari tra loro, che viaggiano sulla direzione di propagazione dell’onda. Se si interpone un piano nel fascio di luce, e supponiamo che questo piano si faccia attraversare dall’onda, allora, arriveranno alla sorgente solo i vettori dei due campi che sono paralleli al piano stesso. Si creerà un’immagine differente da quella originaria. Se se ne usano due di piani, allora, si creeranno due immagini differenti. Con occhialini, con lenti polarizzate, si avrà lo stesso meccanismo. Certe immagini saranno visibili solo con un occhio, le rimanenti dall’altro.
È, per esempio, il funzionamento delle lenti che definiamo Polaroid. Le quali non permettono a tutta la luce di essere attraversate, ma solo a parte di essa. Evitando, per esempio, il fenomeno dell’abbaglio. Per verificare che una lente sia polarizzata, se ne prenda una. La si metta perpendicolarmente ad un altra, e guardando nella prima verso la seconda, vedremo la lente nera. Cioè, sono state bloccate tutte le frequenze visibili dall’occhio umano. Provare per credere.
Insomma, la visione 3d è altro che magia. È un’applicazione della fisica, che a volte, senza voglia, studiamo.

(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

A BARI IL PRIMO MEETING MONDIALE DEI GIOVANI

di Silvia Quaranta (*)

BARI – Si sono trovati in millecinquecento, la scorsa settimana a Bari, da tutto il mondo. Sono esperti di politica internazionale, giornalisti, attivisti e coordinatori di reti nazionali e internazionali, imprenditori, autorità locali e leader indigeni. Tutti di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
Il Meeting, nato da un progetto dell’Agenzia Nazionale per i giovani e realizzato in collaborazione con la Regione Puglia e il Ministero della Gioventù, ha reso realtà un disegno la cui elaborazione progettuale ha richiesto due anni di tempo e ha visto la partecipazione di un “kick off committe” di tutto rispetto, che include una moltitudine di partner tra cui l’UNESCO, l’ILO, l’UNHABITAT, l’IDB, la Banca Mondiale e tanti altri.
L’agenda dell’evento ha coperto un ventaglio di temi atti a  ribadire l’importanza del contributo dei giovani per affrontare le sfide della sostenibilità in tutti i suoi aspetti: economico, sociale e ambientale. Hanno aperto la manifestazione i due direttori, Luca Bergamo e Mauro Rotelli, la prof. Saskia Sassens (docente presso la Columbia University, il cui bell’intervento si può riascoltare direttamente sul sito http://www.nimociv.org/), Nichi Vendola e Giorgia Meloni. Il Governatore della Regione Puglia ha parlato di giovani come “acrobati della sopravvivenza”, vittime di una precarietà che “uccide l’immagine del futuro”. Ai politici, dunque, va il compito di “imparare ad ascoltare i giovani che esprimono un diritto fondativo, che è il diritto di immaginare che il futuro non sia la continuazione nevrotica del presente”. Giorgia Meloni ha toccato brevemente alcuni temi, definendo i suoi giovani uditori come “la generazione della discontinuità”. “Siamo la generazione della discontinuità – ha dichiarato infatti il Ministro – dobbiamo lavorare per un progetto a largo respiro e lasciare in eredità un mondo migliore rispetto a quello che ci hanno consegnato. Sono convinta che a 20 anni si possano fare cose importanti perché a questa età non c’è ancora l’esclusivo perseguimento dell’interesse personale”più o meno come la crema della gioventù globale.

Il Meeting, è partito come un progetto di larghissimo respiro e con grandi aspirazioni, (come risulta evidente anche dalla raffinata scelta del titolo, in Esperanto: “Ni, Mondlokaj Civitanoj”, che significa “Noi, Cittadini Globali Locali”): la manifestazione è stata organizzata attraverso vari gruppi di discussione, suddivisi per aree tematiche. I dibattiti ruotavano attorno a tre lectio magistralis e circa 15 workshop tematici. Le lectio riguardavano temi fondamentali: “Le prospettive e sfide per la democrazia in un mondo di città globali”, “La sostenibilità ambientale come precondizione per lo sviluppo umano” e “Le nuove frontiere per lo sviluppo sociale ed economico dopo la crisi della finanza globale”. I workshop riguardavano, invece, tematiche di rilevanza globale incentrate sullo sviluppo e le possibilità di affrontarle a livello locale.
La professoressa Sassens, alla conferenza d’apertura, sosteneva che chi si trovava ad ascoltarla non era stato “selezionato”, perché l’idea di selezione implica che se qualcuno è stato scelto, allora qualcun altro è stato scartato. Chi ascoltava le sue parole doveva rappresentare invece un inizio, doveva essere una piccola parte in grado di rappresentare una sterminata moltitudine sui cui agire con un “effetto domino” e per cui essere contemporaneamente portavoce e modello, per dimostrare che le giovani generazioni possono e vogliono migliorare il presente, per ribadire che, come suggerisce quella che è stata la parola d’ordine del Meeting, “il futuro non è finito”, né definito.

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”

IL DERBY ALL’INTER. JUVE: FERRARA RISCHIA. SOGNA IL NAPOLI!

di Sergio Cimmino (*)

Questa giornata rappresenta un crocevia importante se non decisivo per la lotta scudetto. Andiamo per gradi, nella ventunesima giornata l’anticipo pomeridano vede di fronte il Catania e il Parma. I siciliani travolgono un Parma mai in partita. Ci pensano Mascara, Martinez e Morimoto. Importante vittoria per la zona salvezza per i rossoblu, i ducali sembrano aver finito la benzina di inizio stagione. La partita serale è un classico. Juve e Roma sono due squadre in cerca di ambizioni in un match che, a Torino, mette in palio un posto europeo. Siamo davanti, tuttavia, all’ennesimo capitombolo bianconero. In vantaggio con Del Piero i giallorossi pareggiano i conti su rigore con Totti. Nell’ultimo minuto ci pensa Riise a far calare il sipario, forse anche sull avventura di Ferrara. Nella capitale grande euforia per il ritorno ai vertici della classifica. La domenica calcistica vede il tracollo palese della Fiorentina a Palermo surclassato dai rosanero con un netto 3 a 0. Sorprendono i giovani siciliani, rinati con l’arrivo di Delio Rossi. Il Napoli non si ferma più, aggettivi non ce ne sono per questa squadra che, partendo con un supergoal di Maggio e chiudendo con Cigarini, consolida il quarto posto. Quattordici risultati utili consecutivi e cinque partite senza goal. Cosmi si dimette dagli amaranto, lascia non senza rancore.

La Lazio, chiamata ad uscire dalla crisi, rimedia solo un pareggio in casa contro un Chievo che fa la sua partita, contestazione a fine gara fuori l’Olimpico.
Vittoria esterna per la Sampdoria a Udine. I friuliani si fanno rimontare, per ben due volte e addirittura vincono la parita.  Anche priva di Cassano, i blucerchiati dimostrano di saper vincere. Pareggio per Siena e Cagliari, un goal per parte: a Calaio’ risponde il rigore di Matri.
Ed eccoci arrivati al match clou. L’Inter si consolida al primo posto, va a più nove punti sulla seconda. Goal del solito Milito e raddioppo di Pandev.
I rossoneri dicono addio allo scudetto e vedono dietro di sé in agguato Roma e Napoli!

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

 

INTER STOPPA. URAGANO MILAN…

di Sergio Cimmino (*)
 

Ecco di nuovo tornati alla nostra rubrica. Nell’anticipo di questa giornata ci spostiamo a Cagliari. Alle 18 sono scese in campo i sardi contro i toscani del Livorno. I rossoblu non tardano a interpretare il loro gioco scoppiettante e vanno in vantaggio due volte con Larrivey; i livornesi, se pure hanno mostrato carattere ultimamente, finiscono con il capitolare alla terza rete di Jeda, che per la seconda volta entra e segna a partita in corso. Gli isolani esprimono un buon calcio, ci sara’ un posticino in Europa anche per loro? Per i toscani cè ancora tanto da lottare.
In serata l’anticipo riguarda Bari e Inter. I galletti pugliesi mettono in crisi i nerazzurri con la velocità di manovra e l’estro degli esterni. La partita rimane in fase di stallo, ma nella ripresa l’arbitro concede due rigori ai pugliesi in soli tre minuti. Realizzati in maniera egregia, il Bari si porta doppiamente in vantaggio. Ma la capolista rientra subito nel match con Goran Pandev, conclude in avanti e ottiene un calcio di rigore trasformato da Milito. Pari giusto e finale un po caldo, ma graditissimo spettacolo riservato agli amanti del calcio. La domenica ci riserva alcune incredibili sorprese. Il ciclone Atalanta che travolge una Lazio sempre più in crisi. Gli orobici vanno in goal per tre volte, con un Doni strepitoso.

I biancocelesti vedono su di loro lo spettro della zona retrocessione. Rimanendo tra le sorprese c’è quella della vittoria del Bologna a Firenze. I rossoblu grazie alla cura Colomba espugnano il Franchi con due goal di un ritrovato Di Vaio. I viola forse pagano la stanchezza delle competizioni europee. A Verona basta un goal di Sardo per la vittoria del Chievo sulla Juve, oramai i bianconeri sembrano non volere uscire da un periodo nero. Pareggi per Parma e Udinese, partita priva di emozioni e reti bianche. Al Marassi pareggio tra Sampdoria e Catania. Al goal di Pazzini risponde subito Mascara. A Milano va di scena il Ronaldihno show. Travolto il Siena per quattro a zero. Il posticipo è il derby del sud. Napoli e Palermo non si fanno male e terminano il match senza reti. Da registrare un rigore sbagliato da Miccoli. L’appuntamento si rinnova la settimana prossima, con il big match stagionale Inter e Milan. La sfida è aperta e l’adrenalina sale…

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

MARIA: SORGENTE DI SPERANZA

di Carmela Maraglino (*)

“Il momento della resa è il momento in cui la speranza muore e, con essa, ogni nostra azione perde di vigore, di energia, di validità. Qualsiasi nostra azione non produrrebbe più alcun risultato. Questo è il momento dell’impotenza sperimentata nel profondo.” 
Questo ho scritto, tempo fa, in una mia precedente riflessione. Tuttavia, c’è un altro aspetto da considerare.
Ci si può arrendere per impotenza e per rinuncia ad agire, oppure, ci si può arrendere perché si accetta che qualcun altro agisca per noi ed in noi.
La resa può essere un atto di profonda ACCOGLIENZA di qualcuno nella nostra vita.
Arrendersi può essere il più sublime atto di sottomissione con cui si RIMETTE TUTTO NELLE MANI di un altro o, meglio, secondo la nostra fede, nelle mani dell’ALTRO, cioè di DIO.
Così fece Maria, quando disse il suo Sì a DIO: “SONO LA SERVA DEL SIGNORE, SI FACCIA DI ME SECONDO QUANTO SI E’ DETTO”.
Questa è stata la RESA DI MARIA a DIO. E’ da questa resa di Maria che è stato possibile l’AGIRE di DIO nella SUA VITA e DIO ha fatto nascere in LEI GESU’, il SALVATORE.

Quindi, prima ancora della resa di Gesù sulla croce, c’è la resa di Sua Madre a DIO.
La resa di Gesù sulla croce è stata il passaggio per la SUA RISSUREZIONE, mentre la resa di Maria è stato il passaggio per permettere a DIO di FARSI UOMO.
Che mistero grandioso ed ineffabile! Noi non possiamo capirlo.
Solo che c’insegna una cosa: occorre ACCOGLIERE LA VOLONTA’ di DIO nella nostra vita per permettere a LUI di OPERARE CIO’ CHE VUOLE.
Allora, a questo punto, la resa NON è PIU’ IL MOMENTO IN CUI LA SPERANZA MUORE! NO! Anzi, è il contrario!
E’ il momento in cui la SPERANZA non solo non muore, ma si trasforma VITA: in VITA nel ventre di Maria ed in VITA ETERNA in GESU’ CRISTO!

(*) Docente di Economia Aziendale – Scuole Medie-Superiori

BCE: L’EVOLVERSI DELLA CRISI

di Michel Maritato (*)

Molti fattori che sostengono la crescita, ribadisce il Consiglio direttivo della Bce nel Bollettino mensile di gennaio, “hanno carattere temporaneo”. Tra i fattori di sostegno della congiuntura dell’Eurozona la Bce cita l’inversione del ciclo delle scorte, la ripresa delle esportazioni e i significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e le misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario. Per un certo periodo, inoltre, “e’ probabile che l’attivita’ economica sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all’interno che all’esterno.
In aggiunta, il basso grado di utilizzo della capacita’ produttiva potra’ verosimilmente ridurre gli investimenti, e la disoccupazione nell’area dell’euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi.
Sull’inflazione, invece, dovrebbero farsi sentire, con effetto calmieratore, “le dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell’area dell’euro e fuori dai suoi confini”.
Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine, sottolinea la Bce, rimangono saldamente ancorate in

linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo.
Prossima analisi sara’ effettuata nel prossimo semestre, valutando questi nuovi principi.
Staremo a vedere…

 
(*) STUDIO MARITATO
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
STUDIO.MARITATO@GMAIL.COM
tel.0645421734.
www.studiomaritato.
it

BCE: L’EVOLVERSI DELLA CRISI

di Michel Maritato (*)

Molti fattori che sostengono la crescita, ribadisce il Consiglio direttivo della Bce nel Bollettino mensile di gennaio, “hanno carattere temporaneo”. Tra i fattori di sostegno della congiuntura dell’Eurozona la Bce cita l’inversione del ciclo delle scorte, la ripresa delle esportazioni e i significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e le misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario. Per un certo periodo, inoltre, “e’ probabile che l’attivita’ economica sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso nei settori finanziario e non finanziario, sia all’interno che all’esterno.
In aggiunta, il basso grado di utilizzo della capacita’ produttiva potra’ verosimilmente ridurre gli investimenti, e la disoccupazione nell’area dell’euro dovrebbe seguitare ad aumentare in certa misura, attenuando la crescita dei consumi.
Sull’inflazione, invece, dovrebbero farsi sentire, con effetto calmieratore, “le dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell’area dell’euro e fuori dai suoi confini”.
Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine, sottolinea la Bce, rimangono saldamente ancorate in

linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo.
Prossima analisi sara’ effettuata nel prossimo semestre, valutando questi nuovi principi.
Staremo a vedere…

 
(*) STUDIO MARITATO
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HAITI. SOFFERENZA, SPERANZA E SOLIDARIETÁ

di Don Pier Luigi Zuffetti (*)

Abbiamo negli occhi le drammatiche immagini diffuse dai media del terremoto che il 12 gennaio ha colpito l’Isola di Haiti, radendo al suolo Port-au-Prince, la capitale, e causando gravissimi danni anche a diverse altre città, tra cui Carrefour e Jacmel.
La furia della natura questa volta non ha avuto nessuna pietà. Si è abbattuta sulla nazione più povera del continente americano, lasciando dietro sé solo morte e distruzione. Migliaia i morti e i feriti, migliaia gli sfollati, incalcolabili i danni alle infrastrutture…
Anche i missionari e le missionarie di Don Bosco presenti sull’Isola hanno vissuto in prima persona questa tragedia.
Alcuni Salesiani sono morti nel crollo delle strutture che li ospitavano. La Casa di Port-au-Prince – Enam e l’Opera delle piccole scuole di Padre Bonhem (OPEPB) affidata ai Salesiani sono andate completamente distrutte e si calcola che circa 500 allievi delle scuole salesiane, oltre ad alcuni membri del personale, siano rimasti schiacciati sotto le macerie.

Non esistono parole capaci di raccontare l’inferno che sta vivendo Haiti, ma esistono azioni capaci di trasformare la sofferenza in speranza, capaci di soffocare il pianto di dolore del popolo haitiano in un abbraccio di solidarietà.

Unisciti a questo abbraccio, intervieni subito con una donazione.
Piccolo o grande il tuo aiuto è indispensabile per far fronte alle necessità più urgenti di cibo, acqua, abiti, tende, medicinali… attraverso i nostri missionari presenti a Santo Domingo.

 

Grazie per tutto quello che potrai fare.

(*) Associazione Missioni Don Bosco ONLUS

LA BANCA DEL TEMPO…DAGLI INTERESSI SENZA VALORE!

di Vincenzo Carlone (*)

La Banca, termine che richiama alla mente un’impresa privata, è un ente a scopo di lucro, che fornisce alla clientela mezzi di pagamento e di intermediazione tra offerta e domanda di capitali.
C’è, però, una banca che scambia un “bene” più prezioso, dal valore inestimabile, all’asta in nessun mercato finanziario, che ogni giorno è con noi, ma che forse molti ignorano. È il tempo.
Eh si, è la Banca del tempo. Strano, ma come si fa a scambiare un bene che non è materiale?
Nell’associazione, di cui faccio parte, si scambia il tempo, elemento essenziale delle nostre giornate.
Come trascorriamo il nostro tempo?
Studiando; lavorando; stando con gli affetti più cari; viaggiando e scoprendo nuovi posti; realizzando i sogni; praticando sport, canto; leggendo un libro…
Potrei dilungarmi all’infinito, per tutto quello che facciamo, consumiamo il tempo, il nostro tempo, senza rendercene a volte conto, perché sappiamo che è infinito e dipende da noi.
Quindi, perché non scambiarlo con altri associati?

Ogni associato può offrire/ricevere prestazioni di ogni tipo: dalla prestazione di lavoro,
all’insegnamento, all’iniziativa per una serata insieme, a una passeggiata con la bicicletta o una navigata al largo. Ogni idea è buona per condividerla. E che dire di una chiacchierata con gli anziani, i quali raccontano i loro scorci di vita vissuta e le loro parole sagge, degne di qualcuno che ne sa più di te?! E tu ti senti estraneo!
No, appunto, ecco lo scambio: raccontando la tua vita, i tuoi sogni e le tue paure riesci a trasmettere negli occhi del “più attempato” un sorriso.
Quale interesse migliore, dunque, puoi trovare in altre banche?

Per diventare socio, visita il sito: http://www.bancadeltempo.it/homepage.html

(*) Socio di Banca del Tempo

Editoriale – HAITI, IL MONDO IN GINOCCHIO

di Andrea Vitale (*)

Ad Haiti si continua a scavare sotto le macerie: il devastante terremoto che ha colpito l’isola il 12 gennaio ha messo in ginocchio il mondo intero di fronte alla sua catastrofe: ammontano a 70mila i corpi che son stati seppelliti nelle fosse comuni e, come riferito poco fa dal sito online della “Cnn, quasi 100 bambini potrebbero esser rimasti sepolti fra le macerie di una scuola crollata nella città di Leogane a 17km a ovest di Port-au-Prince. Ma a meno di una settimana dalla tragedia c’è chi, privo di ogni forma di coscienza, continua la propria vita incurante dell’accaduto: navi da crociera di lusso continuano ad attraccare a meno di 100 km dall’epicentro del sisma. Una strategia commerciale eticamente poco corretta che sicuramente farà discutere in futuro. Ciò che per tutti noi conta realmente è che il mondo intero non è rimasto a guardare ma ha deciso di mobilitarsi: l’UE ha promesso di destinare 420milioni di euro ad Haiti, di cui 222 in maniera urgente; la Croce Rossa americana è riuscita a raccogliere ben 11milioni di dollari attraverso il sistema degli sms; la Francia ha deciso di donare subito 10milioni di euro all’ONU; la Gran Bretagna invierà 22,6 milioni di euro; la Germania circa 7,5 milioni; l’Italia 5 milioni.
La situazione è tragica, il Governo di Haiti ha imposto lo stato di emergenza ed il lutto nazionale per circa un mese. Sull’isola mancano beni di prima necessità, fra cui cibo ed acqua ed il rischio di contrarre malattie infettive è sempre più elevato nonostante gli innumerevoli aiuti umanitari accorsi sull’isola.
Ognuno di noi può contribuire ad aiutare queste persone: al numero 48541 per telefoni “vodafone” e “tim”, 48540 per “wind” e “3” si può inviare un sms al costo di 2 euro il cui ricavato sarà impiegato a sostegno delle attività di assistenza alla popolazione haitiana.

Non mi resta che concludere con le parole della Bibbia: “la preghiera del povero attraversa le nubi e non si arresta, finché non ha raggiunto la sua meta”.
Rispondiamo al loro grido di dolore che vibra da un lato all’altro della Terra!

Per info: visita il sito www.agire.it !

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

TOCCA A NOI

di Silvia Quaranta (*)

“Quando dici ‘una valigia’… “

Essendo una studentessa fuori sede, ho lasciato Roma intorno al 20 Dicembre per passare le vacanze di Natale nella mia città, con la mia famiglia. Una volta terminate tutte le festività, come tutti  i fuori sede, mi accingevo a rientrare nella capitale insieme ad una valigia di dimensioni  obbligatoriamente abnormi (sono pur sempre una donna) e alla mia gatta (che miagolava rassegnata dentro il suo trasportino).  Mentre uscivo dalla stazione Termini i miei pensieri si affollavano sui problemi cruciali della giornata, che si possono riassumere in pochi punti essenziali: 1. alcuni suoni inarticolati, testimonianza della constatazione che valigia abnorme e gatto sono alquanto pesanti da trasportare; 2. analisi della forme di vita che possono generarsi in un frigoriero lasciato a sé stesso (senza aver buttato via tutto ciò che c’era dentro di deteriorabile); 3. immaginifiche ed inquietanti visioni sui chili di polvere che una casa a Roma è in grado di raccogliere in soli 15 giorni. Afflitta dallo sforzo fisico e completamente assorta nelle mie riflessioni di spessore quasi filosofico, attraversavo l’ingresso della stazione in direzione autobus, quando la mia concentrazione è stata improvvisamente rotta dal brusio della voce di un tizio che, incurante del fatto che non avevo mani libere per poterlo afferrare, continuava a porgermi insistentemente un volantino. Data l’insistenza (e dato che, a guardarlo bene, era anche un bel ragazzo), ho appoggiato momentaneamente gatto e valigia per dare ascolto alle richieste del mio disturbatore, che mi chiedeva se sono una studentessa universitaria. Insomma, nonostante la scocciatura del momento (se mai nella vostra vita doveste trovarvi a dare volantini, abbiate l’intelligenza di non impuntarvi su chi non è palesemente in condizione di prenderne uno!), ho scoperto che il volantino (e il relativo modulo che il tizio tentava di farmi firmare) trattava di un progetto piuttosto interessante.

 È in atto un’operazione, realizzata da MTV, denominata “Tocca a Noi” (http://www.mtv.it/toccanoi/). “Tocca a Noi” è un’iniziativa che mira alla composizione di un progetto di legge per la riforma universitaria. Ciò che contraddistingue questo progetto da molti altri è il fatto che non sono stati stilati alcuni punti intorno ai quali si è cercato di creare consenso: al contrario, attraverso un processo di democrazia diretta, sono state raccolte e successivamente convogliate in un testo organico, tutte le proposte di coloro che hanno scelto di aderire. Come leggiamo nel sito, “l’intero progetto di legge si propone di elevare il livello qualitativo e diversificare la gamma dei servizi proposti agli studenti (articolo 3), in una parola, di migliorare le condizioni della vita studentesca, sul presupposto che gli studenti universitari rappresentino una delle componenti essenziali della nostra società, da guardare – e salvaguardare – come un bene in sé, dal cui futuro dipende il futuro dell’intera nostra società. La realizzazione di questo obiettivo è affidata, in primis, ad uno strumento di natura essenziale per qualsiasi amministrazione che eroghi prevalentemente prestazioni, ed ampiamente diffuso in molti altri settori, al fine di rendere più trasparente il funzionamento e le prestazioni che il sistema universitario italiano assicura. Ci si riferisce alla Carta dei servizi universitari (articolo 4): un documento realizzato con la partecipazione degli studenti, e destinato a garantire la conoscenza, ma anche l’effettiva fruibilità dei servizi aggiuntivi rispetto all’offerta formativa e didattica, spesso essenziali per garantire agli studenti una qualità di vita idonea all’impegno nello studio”.
Seguono una serie di misure atte a migliorare la vita dello studente ecc ecc. Attualmente è già online la proposta di legge, che si può leggere nel sito. Forse le proposte in sé non brillano per originalità e non hanno molto di diverso da quanto già precedentemente ipotizzato da molte associazioni giovanili, è tuttavia degno di rilievo l’interessamento da parte di una vera e propria istituzione televisiva come MTV (che probabilmente, tra gli under 30, non segue soltanto la sottoscritta) e l’originalità di un’iniziativa che “non aspira a raccogliere consenso, non si limita a far esprimere una scelta, ma rende i giovani protagonisti attivi del futuro, rappresentanti e portavoci di un nuova via di partecipazione e costruzione della vita del paese”.

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”

L’ALTRO MONDO DEL BUCO NERO

di Francesco Bruni (*)

Si definisce buco nero un corpo celeste estremamente denso.
Ma il corpo nero non è che l’ultimo stadio di un’evoluzione. Vediamo di capirla.
Tutto inizia dalle stelle. Nella maggior parte di esse ci sono due processi fondamentali che regolano la vita stessa della stella.
Da un lato la fusione nucleare, nella quale due atomi di un isotopo di idrogeno (idrogeno stesso, deuterio o trizio) si fondono tra loro per dar vita ad un atomo più pesante; tuttavia la massa complessiva dei prodotti è inferiore a quella delle particelle interagenti e si verifica liberazione di energia che, mediante opportune radiazioni elettromagnetiche, giunge fino a noi sottoforma di calore e luce. La reazione tra l’altro, produce una forza tale da allontanare dal centro l’idrogeno rimanente. Ma occorre ricordare che tutto ciò avviene grazie all’alta temperatura e pressione.
Dall’altro c’è la forza di gravità, la quale attrae verso il centro della stella l’idrogeno precedentemente spostato. Le due forze si bilanciano l’un l’altra fino a quando c’è idrogeno. Quando questo viene meno la forza di gravità diventa sempre più grande e la stella inizia a collassare.

Quando poi si esaurisce del tutto, la stella si trasforma, mediante un’esplosione, in una supernova, in quanto gran parte della sua massa viene meno e la rimanente si addensa al centro. Ecco che si inizia a formare il buco nero. C’è però una condizione necessaria affinché nasca un buco nero: la massa della stella originaria deve essere grande abbastanza. Per aver un’idea, almeno tre volte più grande del nostro Sole. Altrimenti si avrebbe un collasso, ma con la formazione di una stella di neutroni.
Un buco nero, dunque, è definito come una regione in cui la gravità e la densità di materia è talmente alta che la luce stessa viene catturata e non più riflessa. A causa della grande forza gravitazione il corpo nero attira a sé massa, che, a causa della rotazione attorno al proprio asse, può diventare talmente calda da emettere raggi X.
Ciò che forse può provocare stupore, invece, è lanciare una navicella nel buco nero. Al limite del buco nero dove tutta la materia che penetra non fuoriesce più, la navicella si blocca. Questo perché il raggio di luce proveniente dalla stessa navicella sta diventando sempre più lungo, a causa della grande forza di gravità. All’interno del buco, le forze gravitazionali assottiglieranno la nave in maniera tale che essa diventi sempre più sottile. Quello che avviene dopo, poi, è tutto da scoprire, anche se ci sono già tre teorie.
E se cadessimo noi nel buco nero? A causa dell’enorme forza di gravità ci muoveremmo sempre più velocemente verso lo stesso, fermo restando che, seppur in maniera diversa, il nostro corpo verrà “allungato” al punto da “strapparsi”. Tutto ciò per buchi neri di piccole dimensioni.
Per gli altri, giungeremmo al centro integri, ma in prossimità di esso, saremmo compressi al punto da divenire un punto con alta densità di materia, parte integrante del buco nero.
Un’altra domanda sorge spontanea. Come osservare i buchi neri, sapendo che la luce, risucchiata dal buco nero, non viene riflessa? Si può pensare di osservare un qualcosa che ha a che fare con le lenti e con la gravità. Consideriamo un buco nero tra la Terra e una stella. Le radiazioni luminose della seconda non arriveranno direttamente sulla prima: il buco nero si comporterà come una lente, devierà i raggi facendo  si che un osservatore sulla Terra possa rendersi conto della “stranezza”.
Insomma, davvero un altro mondo questo buco nero.

Per ulteriori info: http://hubblesite.org/explore_astronomy/black_holes/encyclopedia.html

(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

UN SITO AD OPERA D’ARTE PER NATALE PENATI DA MILANO

di Angelo Del Vecchio

MILANO – Un sito per celebrare la grandezza di un grande artista quale Natale Penati da Milano  (1884-1955) forse non basta, ma ci aiuta a suo modo a coglierne la trama del genio suo artistico, la magnificenza del suo stile e, soprattutto, a far luce sui dipinti, sui modi e sulle tecniche del maestro Penati. I testi presenti all’interno del sito sono stati curati dal nipote dell’artista stesso, Roberto Penati; le pagine web, invece, sono state strutturate dal nostro giovane Direttore Responsabile Michele Caruso. “Questo, dice Caruso, è un lavoro in continuo divenire, sempre assetato di conoscenza e sempre pieno di curiosità”. Il sito ha richiesto un lungo studio da parte dei suoi autori e da parte di molti altri studiosi locali, tra cui ricordiamo il prof. Salvatore Grifa di San Giovanni Rotondo. Al suo interno vi si può ritrovare anche un memoriale sull’artista redatto dall’ultraottantenne Michele Caruso, collaboratore fidato del pittore nella realizzazione degli affreschi della Chiesa Madre M. Ss. Assunta di Rignano Garganico e non solo.
Non mi resta, quindi, che invitarvi ad esplorare il www.natalepenatidamilano.it per restare ammirati dalla grandezza di un pittore “vittima della sua probità. Vittima nel senso chiaro e forte di chi sceglie il destino del fare, dell’adempiere, contro l’esercizio dell’apparire, del rampicare, del profferirsi, del mettersi in campo”, come ha squisitamente commentato il Prada. 


MA CHI ERA NATALE PENATI?


Natale Penati nasce a Milano il 15 maggio 1884, nel tipico rione milanese dell’”Isola”. Terzo di cinque figli, sin dalle prime classi scolastiche dimostra una spiccata attitudine per il disegno e la pittura. Per vocazione emergente partecipa al corso preparatorio di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera dove entra all’età di 13 anni. Termina gli studi dopo quattro anni, conseguendo attestati d’onore e medaglie di merito.

All’età di 28 anni sposa Anita Pozzi con la quale formerà una famiglia costituita da due figli: Angelo e Mariuccia, quest’ultima tuttora vivente. Il grande desiderio di dipingere diventa espressione artistica di grande rilievo, tanto da iniziare una collaborazione con la galleria d’arte Clemente, per la quale dipinge numerosi quadri con soggetti paesaggi, salotti del settecento ed anche madonne con bambino che venivano richieste dalle giovani coppie di sposi. Divenuto ormai ben conosciuto, Penati instaurò rapporti d’affari con alcuni industriali milanese e tra di essi l’imprenditore Sig. Intelvi che, venuto a conoscenza di un concorso per il restauro della Chiesa Santa Maria delle Grazie in San Marco in Lamis (nell’entroterra del Gargano, poco distante da San Giovanni Rotondo), lo informò della notizia. Il pittore comprende che era finalmente giunto il momento da lui tanto atteso: quello di affrontare il tema da lui preferito dell’Arte Sacra. Per le sue capacità artistiche e la sua determinazione, vince il concorso e dal 1933 inizia un lungo periodo di permanenza nel Gargano. Nel 1935, in occasione del 25° di ordinazione sacerdotale di Padre Pio, dipinge le volte della Chiesetta dei Cappuccini in San Giovanni Rotondo e, negli anni successivi, anche le altre chiesa della città: San Nicola, Sant’Orsola, San Giacomo, San Leonardo, San Donato e Santa Maria Maddalena (diruta nel 1982). Nel 1937 affresca la Chiesa di Santa Maria in Silvis a Serracapriola e realizza alcuni quadri nel locale Convento dei Cappuccini (dove fu ospite Padre Pio) e nel 1941 dipinge la Chiesa Matrice di Rignano Garganico e la Chiesa SS. Martino e Lucia in Apricena. Nel biennio 1940-1941, conclude la propria esperienza artistica nel Gargano realizzando il suo capolavoro: la Cattedrale di Manfredonia che affresca su incarico dell’Arcivescovo Mons. Andrea Cesarano, il quale aveva conosciuto il pittore già nel 1935 quando dipinse la Chiesa Stella Maris della stessa città.

Ritornato nella sua città natale, negli anni 1943-1951 dipinge numerose chiese nell’hinterland Milano tra le quali quelle di Cusago, Corbetta, San Lorenzo Parabiago, Mantegazza, Bareggio e quella di Pregnana Milanese che insieme alla Cattedrale di Manfredonia si possono considerare le opere più importanti del pittore.

Nell’osservare i dipinti di Penati si può immediatamente cogliere la semplicità del linguaggio usato dal pittore. Ovunque affiora il suo spirito di credente, con quella grande capacità di parlare attraverso le immagini che sanno creare un’atmosfera di pace e serenità interiori.

Dopo lunga malattia si spense il 28 febbraio 1955 nella propria abitazione in Milano.

I riconoscimenti ricevuti dalle Pubbliche Autorità sono stati postumi ma significativi. La città di Manfredonia nel 1985 ha intitolato un piazzale al pittore la città di Pregnana Milanese nel 1997 ha intitolato una via, mentre il Comune di San Giovanni Rotondo ha già approvato l’intitolazione di una via della città al nome del pittore Natale Penati.

I DISTURBI ALIMENTARI: FAME D’AMORE

di Barbara Marasco (*)

Con la dicitura disturbi del comportamento alimentare (DCA) si fa riferimento a un disturbo caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo ed il proprio corpo, tali per cui la vita individuale e sociale del soggetto affetto viene significativamente compromessa.
Tra i disturbi di questo genere sono compresi:
anoressia, bulimia e disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati.

I criteri diagnostici per la definizione di anoressia nervosa secondo il DSM IV (Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali) sono:
– rifiuto di mantenere il peso corporeo al livello minimo considerato normale in rapporto all’età e alla statura   
– intensa paura di aumentare di peso o di ingrassare, anche se sottopeso
– disturbi del modo di sentire il peso e le forme del proprio corpo, influenza indebita del peso e delle forme del corpo sulla valutazione di sé o diniego della gravità della perdita di peso attuale
– nelle donne che hanno avuto già il menarca, amenorrea, ovvero assenza di tre cicli mestruali consecutivi
I due possibili sottotipi sono:
– tipo restrittivo: durante l’episodio di anoressia nervosa il soggetto non presenta frequenti episodi di abbuffate compulsive o comportamenti purgativi
– tipo bulimico purgativo: durante l’episodio di anoressia nervosa il soggetto presenta frequenti episodi di abbuffate compulsive o comportamenti purgativi

Invece, i criteri per definire la bulimia nervosa sono:

– episodi ricorrenti di abbuffate compulsive, dove per abbuffate si intendono: mangiare in un tempo circoscritto una quantità di cibo indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo; senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio
– ricorrenti comportamenti di compenso volti a prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici e altri farmaci, digiuno e esercizio fisico eccessivo
– le abbuffate compulsive e l’utilizzo improprio dei mezzi di compenso avvengono in media almeno due volte a settimana per tre mesi
– la valutazione di sé è in appropriatamente influenzata dalle forme e dal peso corporeo

I disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (ENDOS) comprendono da un lato situazioni simili all’anoressia e alla bulimia, alle quali manca però uno dei criteri richiesti per la diagnosi e perciò definite anche sindromi parziali o disturbi sottosoglia. Tra questi disturbi sono annoverati  anche il chewing and spitting, in cui i soggetti masticano e sputano ripetutamente grandi quantità di cibo e il dieting, caratterizzato da una costante e ossessiva attenzione per la dieta. Un altro disturbo che recentemente ha ricevuto una grande attenzione è il binge eating disorder, in cui il problema principale sembra essere la difficoltà di controllare l’impulso ad alimentarsi.

Il cibo, dunque, può assumere quattro significati psicologici:
Alimento sostitutivo: Tipico dei piluccatori, serve a colmare un vuoto e a calmare l’angoscia prodotta da una situazione di crisi. Rappresenta un alimento tranquillante oltre che svolgere un’azione antidepressiva
Alimento distruttivo: Tipico dei bulimici, vissuti di colpa e desideri di autopunizione che possono innescare un’organizzazione patologica grave
Alimento vendicatore: Tipico degli adolescenti anoressici, utilizzato come elemento di ricatto, di ribellione nei confronti dell’ambiente familiare e sociale
Alimento gratificante: Tipico degli obesi e dei grandi obesi, serve a gratificare il bisogno di protezione e di sentirsi forti oltre a svolgere una funzione tranquillante nei confronti delle pulsioni sessuali ed aggressive.

Per quanto riguarda l’epidemiologia, i DCA sono un problema diffuso soprattutto tra gli adolescenti e le giovani donne, queste ultime più colpite rispetto agli uomini in un rapporto di 10:1 per l’anoressia e di 20:1 per la bulimia. L’anoressia maschile non presenta differenze sostanziali, sul piano epidemiologico, fatta salva la rarità dei casi. L’età di esordio cade tra i 10 e i 30 anni e l’età media di insorgenza sono i 17 anni. Sono descritte anche forme prepuberali e premenarcali e forme tardive, successive persino alla menopausa.

(*) Studentessa di Psicologia all’Università “Sapienza” di Roma