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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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FILM: SHUTTER ISLAND

di Francesco Losito (*)

Se amate guardare i film pieni di suspense che vi fanno restare fissi sullo schermo dall’inizio alla fine, beh questo è il film che fa per voi.
Stiamo parlando di Shutter Island, un film thriller-horror diretto da Martin Scorsese e tratto da un romanzo del 2003 di Dennis Lehane,  L’Isola della paura.
Il film,se si può dare un giudizio azzardato,è completamente diverso dai precedenti film di Scorsese. Non sto dicendo che mi aspettavo che fosse una fotocopia di qualche sua opera antecedente a questa, ma lo stile di regia e di cinema che emerge in questo lungometraggio, difficilmente (e lo dico in senso positivo) richiama alla mente lo stile del regista di film come Taxi driver (1975), Toro scatenato (1980), Quei bravi ragazzi (1990), Cape Fear- Il promontorio della paura (1991), The Departed- il bene e il male (2006) – per citarne alcuni .
 
TRAMA
Autunno 1954. Gli agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule  sono inviati a Shutter Island, dove si trova un ospedale psichiatrico nel quale sono rinchiusi numerosi criminali psicopatici. Qui conosceranno il direttore dell’ospedale,il dottor Cawley, che fin dal primo incontro darà l’impressione di celare qualche segreto.   

La loro missione è trovare Rachel Solando, una pericolosa detenuta, colpevole di aver ucciso i suoi tre figli, misteriosamente scomparsa nel nulla;ma un uragano si abbatte sull’isola  complicando le loro ricerche e costringendoli a prolungare la loro permanenza. 
Scopriranno che la donna, così come gli altri pazenti,sono da anni sotto le cure del direttore, che con i suoi esperimenti sulla psiche umana ha trasformato l’ospedale in una prigione dell’orrore.

Il personaggio di Teddy Daniels é interpretato da Leonardo Di Caprio e il dottor Cawley da Ben Kingsley.
Il film è prodotto dalla Columbia pictures e dalla Paramount pictures. Le scenografie sono dell’italiano Dante Ferretti, mentre la fotografia è di Robert Richardson.
Buona visione.

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università “Aldo Moro” di Bari

PASTA E FAGIOLI

di Enrico Ferdinandi

Ingredienti per 4 persone

 

  • Fagioli borlotti secchi 400 gr;

  • Pasta tipo Ditaloni 200 gr;

  • Burro 80 gr;

  • Cotenne 100 gr;

  • Carota 1 media;

  • Cipolla 1 piccola;

  • Sedano 1 gambo;

  • Salsina di pomodoro 30 gr;

  • Sale q.b.;

  • Pepe q.b.

     

La preparazione di questo piatto è molto semplice. Per prima cosa ricordiamo che i fagioli devono esser messi a bagno in acqua fredda la sera prima. Fatto questo non vi resta che tritare carota, sedano e cipolla insieme e far sciogliere in una pentola il burro al quale unirete poi le verdure appena tritate. Fate dunque soffriggere e dopo 3 minuti unite i fagioli con un litro e mezzo di acqua fredda, lasciate cuocere il tutto per 2 ore a fuoco moderato. Passate le due ore prelevate la metà dei fagioli e frullateli così da creare un passato di fagioli. Cuocete la pasta ed amalgamate il tutto, la pasta con i fagioli è ottima se mangiata calda e cosparsa di pepe.

 

 

 

PARLA LA POETESSA FRIULANA LUIGINA MARSEU

Parla la poetessa friulana (di Udine)  Luigina MARSEU, autrice della pubblicazione “L’Assoluto in te!” – Una intervista per poter meglio capire il suo modo

di intendere la Vita, il Sogno e la Poesia.

 

di Vincenzo Demaio

 

Parlami un po’ di te…

Sono una persona “normale”, che si chiede continuamente cosa sia la normalità. Non la conosco perché non la concepisco, in quanto credo che ogni cosa sia fonte di stupore per chi guarda le cose e le persone come mondi nuovi da conoscere.

C’è un filo conduttore che spinge la tua mano a scrivere in versi? Chi o che cosa in particolare ispira il tuo scrivere?

No, non necessariamente. Quando ho iniziato a scrivere lo facevo solo per me, infatti non pensavo minimamente di farne dei libri, ma poi nel tempo, ho capito che forse molte persone si sarebbero potute ritrovare nelle cose che scrivevo.

Potevano riconoscere stati d’animo, emozioni o altro che non riescono ad esprimere.

In fondo il mondo dei sentimenti è di ognuno, e riconoscersi, a volte fa sentire meno soli.


La tua poesia può essere intesa come una specie di “terapia” per te che scrivi e, al contempo, per chi legge?

 

La poesia ha in se stessa la sua risposta: è un modo diverso, personale, interiore di esprimere il proprio mondo nascosto, inesplorato e a volte sorprendente.. (tu lo sai…)

Posso dire che è una “terapia” se ti aiuta ad esprimere cose che altrimenti restano dentro e non permettono a chi ci incontra di conoscere davvero chi siamo e chi sono gli altri per noi. Chi legge poi, decida da solo se lo è o meno… però, il mio personale pensiero è che ci aiuta a superare le barriere nostre e altrui per imparare a vedere oltre l’apparenza.


“Un  attimo, una vita” è il tu primo lavoro edito nel 1987. Perché questo titolo?

Perché tu lo sai, la vita è un insieme di attimi che restano su un foglio proprio per ricordare che ognuno è diverso, unico, irripetibile e solo vivendo così si riesce a non buttarne via neanche uno, perché vale la pena viverlo fino in fondo anche quando fa male. È proprio in quei momenti che fai crescere quello che sei ed impari ad affrontare tutte le tempeste della vita.

 

Nella raccolta “Mistero” risaltano ai miei occhi due versi de “La nostra Riva…”

Ti conosco da sempre,

ma non ti hai mai visto.

Non ti sembra essere una grande contrapposizione?

No, assolutamente.

Pensa: Ognuno di noi anche senza rendersene conto da quando nasce, è qui, non solamente per esistere, ma per vivere imparando ad amare.

Questo è un motivo importante per scegliere la vita, ma c’è una parte di noi, che sa e conosce ogni cosa, anche quella che fa dire: ti conosco da sempre, ecc. proprio perché in noi ci sono tutte le risposte, ma si impara cammin facendo; l’importante è sapere che anche questa è “realtà”, sottile, non visibile è vero, ma viva e vera come quella che tocchi con mano.

 

“Verità senza parole” e “ Un volto…la Vita…” a confronto.

Scrivi nella prima:

A volte le parole

portano malintesi che fanno male,

ma il gesto non ha bisogno

di tutto questo;

racchiude la sua essenza

nell’attimo in cui nasce.

Nella seconda scrivi:

io esisto perché so trovare

in ogni mio silenzio

una verità.

Gestualità e Silenzio, eppure scegli di mettere nero su bianco le tue emozioni. Perché?

Perché, tu m’insegni, le parole a volte non dicono realmente quello che senti, mentre un gesto è molto più rivelatore e il silenzio permette di esprimerlo senza essere fraintesi. Scelgo di farlo perché credo che sia importante avere il coraggio di guardarsi dentro senza vergognarsi di esprimere quello che l’anima vive ad ogni istante e non avrebbe modo di esprimere se non ci fosse chi, con una penna, riesce a raccontare  il “suo” mondo interiore.

Il silenzio di cui si parla, è quello che abbiamo paura di ascoltare, a volte persino di riconoscere in noi, ma è quello che ti permette di guardare chiunque negli occhi ricordando che ognuno di noi cerca nell’altro una parte di sé, anche se non lo sa, o almeno non sempre è cosciente di questo.

 

Nella raccolta “Emozioni senza tempo…” mi sovvengono gli ultimi versi della lirica “Domani è…silenzio!…”

Ed è tutto inutile,

non voglio ricordare

le sensazioni vissute…

Sensazioni ed Emozioni per te differiscono?

Certo, ma le une accompagnano le altre.

Mi spiego: le sensazioni sono quelle che arrivano improvvise e non sai spiegartene il motivo, senti solo che sono “reali” che tu le vivi davvero, anche se per pochi istanti, ma nulla cambia, perché sono così vere, che le senti sulla pelle senza sapere perché.

Le emozioni invece subentrano subito dopo e a seconda di quello che vivi, la gioia, il dolore, ecc. reagisci di conseguenza, istintivamente.

La cosa che devi ricordare è che le emozioni sono condizionanti, mentre la sensazione è quella cosa che ti fa capire che stai “ascoltando” con i tuoi sensi sottili.

 

“Rabbia di vivere…”: inno e lode alla VITA. Cos’è per te VIVERE?

VIVERE per me è sapere che ognuno ha un suo compito, ma l’amore è l’unica ragione per cui esiste la vita in ogni sua forma.


Realtà e sogno sul piatto della bilancia. Da che parte pende?

La realtà è sogno. (L’arte di sognare di Carlos Castaneda)

La mia bilancia non pende da nessuna parte, perché “questa” realtà è apparenza, ma io credo che i sogni diano colore alla vita e crederci è importante quanto cercare di fare tutto il possibile per realizzarli, senza mai arrendersi.

Ci vuole molto coraggio per riuscirci!


Nella tua lirica, quale rilievo assume il dolore fisico e quale quello spirituale?

Non credo si debba parlare di valore maggiore o minore dell’uno rispetto all’altro, ma mentre il primo è tangibile e a volte anche insopportabile, a meno che non si impari ad accettarlo come un’opportunità per crescere e non una punizione…(Il dolore non lo è mai!) Per imparare a guardare al di fuori del nostro microcosmo e capire che è di ognuno, ma per ognuno c’è un modo diverso di affrontarlo, e allo stesso tempo fare i conti con il nostro egoismo e con l’accettazione di qualcosa che non sempre si può spiegare con le parole.

Il dolore spirituale invece, è molto più difficile da scoprire e raccontare perché è nell’anima, il silenzio sembra essere la cosa più semplice da esprimere.

 

Aristotele afferma che tutti gli uomini aspirano a conoscere. Credi che la tua poesia porti a comprendere qualcosa, a conoscere qualcuno?

Aristotele ha ragione, ma conoscere comporta il fatto di “scoprirsi” con qualcuno e confrontarsi con le nostre zone d’ombra.

La scelta di condividere qualcosa di sé parte sempre da una conoscenza che permette di capire chi può comprendere aldilà delle semplici parole.

Non la mia, ma la poesia in genere, io credo che aiuti a comprendere innanzitutto noi e le nostre emozioni, ad esprimerle, o almeno a raccontarle, e a conoscere quella parte che resta nascosta se non impari a manifestarla senza vergognartene.

Il mondo interiore è una ricchezza da condividere e arricchisce sempre.

Conoscere qualcuno… sì certo: TE stesso.

Anche questo è importante.


“L’Assoluto in te!”  è il tuo ultimo lavoro scritto in forma epistolare. Un cambio di rotta?

No, direi che è un modo diverso di raccontarsi, di esprimere la propria anima, il proprio mondo, portarlo fuori, per farlo conoscere, sapendo che non è solo mio, ma di chi si riconosce in quello che è scritto.

 

L’Amore è uno dei temi dominanti del tuo scrivere. Amare è…?

La ragione per cui IO VIVO!


Scrivi: “la realtà la conosci se il tuo coraggio sconfigge la paura di riconoscerti in un altro volto”. Un messaggio cifrato?

No, è chiaro invece: “Quando SCEGLI di amare, anche se hai paura, scopri che ogni creatura che ama, regala al mondo un po’ dell’amore da cui è nato e per cui ha scelto di rischiare la GRANDE AVVENTURA che si chiama VITA!


“Comprendere significa Crescere”. Davanti a te una platea piena di giovani in crescita: cosa dici?

Comprendere vuol dire portare dentro di sé qualcosa che abbiamo imparato ed è diventato parte di noi, nel momento in cui accettiamo anche ciò che non ci è familiare, come parte di ciò che ci arricchisce rendendoci migliori.

Raggiungere questo, significa “crescere”.

 

INTER E MILAN BLOCCATE DAL PAREGGIO. AVANZA LA ROMA!

di Sergio Cimmino (*)

Ci avviamo verso il rush finale e mancano solo nove partite. L’anticipo pomeridiano di questo week-end ha il sapore di Europa. La Fiorentina schianta il Genoa per 3-0. I viola in casa giocano un calcio spumeggiante ed appaiono in netta ripresa. Gilardino, Vargas e Babacar spediscono i grifoni fuori dalla corsa.
La partita importante si disputa nel serale del Renzo Barbera. Il Palermo blocca il casa la capolista Inter. Primo tempo ad altissimo ritmo dei rosanero che pero non finalizzano. A sorpresa vanno in vantaggio i nerazzurri con Milito su rigore. Su azione,  pochi minuti dopo, ci pensa Cavani a pareggiare con un destro preciso. Pareggio che ferma un po’ le ambizioni di Champion dei rosanero, anche quelle di fuga dell’Inter. Gruppone di centro classifica formato da Cagliari, Bari, Parma, Chievo e Bologna ormai ad un passo dalla permanenza in Serie A, mentre Catania, Udinese e Lazio dovranno faticare un po’ più del previsto considerato che Siena e Atalanta godono di una buona forma. Fanalino di coda il Livorno che, alla luce degli ultimi risultati e delle ultime prestazioni, sembra spacciato.

La classifica dopo la 29esima giornata di Serie A recita Inter 60, Milan 59, Roma 56 e, quando mancano 9 giornate alla fine del Campionato, tutto può succedere anche in vista del big match della 31esima giornata tra Roma e Inter di sabato pomeriggio.

 

IL PDL E LA “MANIFESTAZIONE DELL’AMORE”

di Andrea Vitale (*) 

150.000 persone o più di 1 milione? È questa la polemica intercorsa fra le forze dell’ordine e il PDL: a 2 giorni di distanza dalla manifestazione che ha coinvolto la nostra capitale non vi son ancora dati ufficiali sul numero dei partecipanti. Poco importa, a far da paciere c’è il ministro degli Interni, Roberto Maroni: “Si sta alimentando un scontro che non esiste. Questo è un autogol clamoroso, soprattutto in materia di comunicazione. Al Viminale ci sono persone serie, i dati forniti sono sempre reali”.
Ma torniamo alla manifestazione: fin dalla tarda mattinata di sabato 20 marzo han cominciato a volare i primi elicotteri sul cielo di roma, aprendo le “danze” a quel corteo che nel pomeriggio ha potuto assistere ad un vero e proprio “show”: esibizione di giovani artisti che (ri)propongono diversi brani musicali famosi, cui fan seguito le grida “su le mani” e “su le bandiere” del presentatore. Ma lo spettacolo raggiunge il suo apice solo quando sul palco appare il vero padrone di casa: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il premier incentra gran parte del suo discorso sul tema della “libertà”, libertà del consenso popolare e dell’ingiusta esclusione del partito dalle elezioni, libertà di non esser spiati(o per meglio dire: “telefonicamente intercettati”), libertà di elezione diretta del capo dello stato che come da lui sottolineato avverrà entro la fine di questa legislatura; dichiarazione quest’ultima smentita dallo stesso presidente della camera, Gianfranco Fini: “in questa legislatura sarà difficile parlare di forma presidenzialista e sarà più complesso proprio perché non credo che l’opposizione sia disposta a parlare di riforma presidenzialista”, cui fan seguito le parole di Umberto Bossi: “è una proposta di Berlusconi, non ci siamo ancora confrontati, e comunque non è un tema all’ordine del giorno”. 
Nonostante tutto quella di sabato pare esser stato un successo per quello che da “qualcuno” è stato definito “il partito dell’amore”, ma se le ultime vicende private del “premier” avessero influenzato le opinioni dell’elettorato e le elezioni regionali dovessero riservare inaspettate sorprese ci si potrà aspettare ancora così tanto amore? Fra una settimana esatta conosceremo la risposta, al momento anche noi possiamo continuare a pensare che “l’amore vince sempre sull’odio”.

 

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

LA PASTA ALLA MATRICIANA

di Enrico Ferdinandi

Ingredienti per 4 persone:

 

400 grammi spaghetti di pasta secca di semola di gran duro di produzione italiana di alta qualità.

250 grammi guanciale di Amatrice, ( da non usare la pancetta è ricavata dalla pancia del maiale, ne altera il sapore ). Il guanciale è ricavato dal muso del maiale quindi è un grasso più nobile con il sapore più delicato e profumato è l’ingrediente indispensabile per la preparazione della matriciana, senza di esso, non è sugo alla matriciana.

500 grammi di pomodoro fresco quello casalino rosso e ben maturo in alternativa scatola di pelati. Consigliata una scatola di pelati Graziella o San Marzano .

150 grammi di pecorino di Amatrice, il sapore molto delicato, non salato e leggermente piccantino , ( evitare quello romano, al palato risulta forte e  salato, ne altera il sapore ).  

 

 

 

1 cucchiaio di strutto, all’epoca si usava lo strutto con il suo sapore dolce e delicato, e serviva anche come lubrificante per le padelle in ferro. ( da non usare l’olio, con la sua acidità ne altera il sapore  ). 

1 peperoncino rosso non troppo piccante.

1 pugno di sale grosso per la pasta.

 

Tagliare il guanciale a striscioline lunghe uniformi e dello stesso spessore, dopodiché pelare i pomodori casalini scottandoli prima in acqua bollente per poi togliere più facilmente la parte centrale ed i semi, mettere poi in un pentolino i pomodori a pezzi insieme al loro succo.

Grattugiate il pecorino di Amatricee e versate un cucchiaio di strutto nella padella in ferro in modo da ricoprirne completamente il fondo, e fatelo scaldare a fuoco vivo. Versate il peperoncino e le striscioline di guanciale girandole immediatamente con un mestolo di legno.

Fate poi rosolare il guanciale per un paio di minuti, finché non raggiunge la giusta coloritura giallo dorata. Fermate quindi la rosolatura versando il pomodoro già preparato nel pentolino. Fate cuocere il sugo per circa 10 minuti, girandolo di tanto in tanto, finché non raggiunga il giusto grado di densità e fluidità. A cottura ultimata togliete il peperoncino e intanto scolate gli spaghetti al dente messi a cuocere in precedenza. Versate gli spaghetti nella padella in ferro e saltateli, aggiungendo, un po’ alla volta il pecorino grattugiato. Versate gli spaghetti alla matriciana in un piatto, aggiungendo in superficie un pizzico di pecorino e serviteli caldi.

IO VOTO GARGANICO E TU? SECONDA PUNTATA DA SAN GIOVANNI ROTONDO

Io voto garganico e tu?

Cliccate qui > http://www.idmtv.it per visionare il filmato IO VOTO GARGANICO, E TU?

LA TRASMISSIONE DEL 19 MARZO 2010 “IO VOTO GARGANICO, E TU?” SARA’ TRASMESSA OGGI A PARTIRE DALLE ORE 16.00 SUL SITO INTERNET IDMTV.IT E DA DOMANI SU TUTTI I PORTALI GARGANICI ADERENTI ALL’INIZIATIVA: Idm Tv, Il Corriere Del Sud, Garganopress.net, Ildiariomontanaro.it, Sanmarcoinlamis.eu, Sangiovannirotondonet.it, Radiocapitanata, Rignanonews.com, Bolognapugliese.com, Newsgargano.it, La Mia Città, Sannicandro.org e Ventonuovo.eu.Cliccate qui > http://www.idmtv.it per visionare il filmato IO VOTO GARGANICO, E TU?

 

ARPANET, INTERNET, WEB, SOCIAL NETWORK

di Francesco Bruni (*)

Quando, durante la guerra fredda, nacque ARPANET (Advanced Research Projects Agency Network), quasi nessuno immaginava ciò che sarebbe diventata. Infatti, la prima rete, estesa a livello nazionale, rappresentava un modo di per condividere determinate informazioni di carattere militare e scientifico.
Con il passare degli anni la rete si allargò, coinvolgendo anche le Università e facendo sì che l’accesso fosse più libero. Iniziava a prender vita quella che oggi definiamo impropriamente “Internet”. Sarebbe interessante soffermarsi sulla descrizione di un mezzo che ha permesso che informazioni virtuali passassero da un capo all’altro del pianeta in un tempo umanamente troppo piccolo, ma mi rendo conto che sarebbe particolarmente tedioso usare troppi termini tecnici. Però, urge una fondamentale premessa. Anzitutto “Internet” è una rete di computer interconnessi tra loro e rappresenta il mezzo con cui le informazioni appaiono (brutalmente) sul nostro monitor. Quella che invece chiamiamo “La Rete”, è invece una delle mille facce di Internet. Sarebbe più appropriato parlare di Web. Quest’ultimo termine rappresenta, infatti, un insieme di collegamenti ipertestuali raccolti in pagine che giacciono sotto forma di dati digitali sui server. Attraverso Internet si accede a queste. (E riflettiamoci: la sigla “www” anteposta davanti ad un indirizzo, sta per “world wide web”, un servizio che usa Internet come mezzo di accesso).
Anche il Web si è modificato con il passare del tempo. Siamo passati da primordiali pagine Web, espressioni di assoluta mancanza di gusto estetico, di colori, di immagini esemplificative ad una nuova forma dello stesso. Quello che si definisce la seconda versione.

Si parla infatti di Web 2.0. Un insieme di servizi radicalmente diversi. Da piattaforme che accolgono animazioni, immagini, colori, didascalie. Ma sopratutto, offrono strumenti di interazione con l’utente,  il quale non trova motivo per annoiarsi, viste le numerose possibilità di utilizzo. Dalla banalità (la quale solo adesso può essere definita così) di guardare un video o ascoltare la radio in streaming, alla possibilità di gestire mediante strumenti intuitivi e semplici un sito Web, un blog. A cui si aggiunge poi una caratteristica che non era ritenuta fondamentale: l’interazione tra utenti. E allora sono nati i primi “social network services”, rappresentazioni della condivisione di particolari interessi legati alla musica, alle scienze, all’informatica, alla cultura. In una parola, al mondo. E così abbiamo assistito all’avvento e alla maturazione di Facebook, Badoo, Twitter (per una esauriente lista, qui) che si sono evoluti segnando anche il via al problema della privacy, questione troppo poco considerata. Chi si espone a questo tipo di piattaforme deve sapere che determinate informazioni sono potenzialmente visibili a tutti, per default. Impostare talune opzioni per permettere solo ad una ristretta cerchia di gente di visionare informazioni personali, risulta essere poco diffuso e di gran lunga “fastidioso” perché si è quasi persa la voglia di riservatezza. O meglio, si è creata un’insana voglia, spiace dirlo, di spettacolarizzazione, dovuta anche all’eccessivo potere concesso all’utente da parte del gestore del social network. Un esempio che non vuole essere polemico: su Facebook, che ha raggiunto con i suoi trecentocinquanta milioni di persone il record mondiale di utenti virtuali, è possibile condivere nella propria pagina personale, visibile secondo le regole della privacy, frasi, commenti, video, immagini, foto e opinioni che, anche se oggettivamente accettabili, rappresentano un modo per far notare la propria presenza alla rete; dando via perciò ad una forma di spettacolarizzazione che non ha altri eguali e compromettendo seriamente la privacy, di cui molto si parla e poco si sa.
E questa quella che in molti definiscono la “deriva” dei social network.
Un cenno anche alla censura occorre. L’Italia, la quale raccoglie forse troppe leggi in materia di Internet, è attenta anche a Facebook. Perché se da un lato rappresenta la massima espressione della libertà, dall’altro, certe volte, è il peggio che si possa osservare nei comportamenti umani. E i gruppi dedicati esplicitamente a forme di violenza ne sono l’esempio.
Per finire, ultima differenza. Si sente dire che Twitter è un “social network service”. Vero, ma per metà. In quanto in esso si fonde il concetto base di “rete sociale” a cui si aggiunge il fatto che sia anche una piattaforma di micro-blogging. Cioè richiama mediante velocissime frasi il pensiero dell’utente e nient’altro. Niente gruppi, applicazioni, immagini, se non sotto forma di semplici link. In maniera tale da permette una navigazione agevole della pagina.
Il fenomeno delle piattaforme di social network, si capisce, è molto complesso ed è tale da non poter essere esaurito mediante un semplice articolo. Servirebbe tempo e spazio per discutere di tutto ciò che è connesso ad esso. Ma alla luce di ciò, ultima provocazione: può essere ARPANET la prima forma bruta di social network? Secondo qualcuno, sì.

(*) Studente di Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari

INTERVISTA AL CANDIDATO REGIONE LAZIO MICHEL EMI MARITATO

di LG

 

 

1. QUALI SONO I MOTIVI CHE L’HANNO SPINTA A CANDIDARSI, A METTERSI IN GIOCO, A SCENDERE IN CAMPO PER QUESTE REGIONALI LAZIO 2010?
Il motivo principale è che bisogna svecchiare questa politica ormai vetusta e colma di compromessi che non servono al popolo, ma soltanto per gonfiare le tasche dei nostri politici.

Il secondo, ma non il meno importante, è la mia lotta personale che da anni combatto per la valorizzazione dei disabili e non per il loro accantonamento che li strugge psicologicamente ancor più della loro stessa disabilità.

Infine, per combattere a fianco del cittadino contro il potere assurdo che perpretano le banche sui nostri risparmi, sugli investimenti e sulle sovvenzioni che chiediamo (usura, anatocismo, derivati).


2. QUALI SONO I PUNTI CARDINE DELLA SUA PERSONALE ALTERNATIVA POLITICA E COME SI SPOSANO CON QUELLI, PIU’ GENERALI, DELLA COALIZIONE GUIDATA DALLA POLVERINI DI CUI LEI E’ PARTE INTEGRANTE?
I punti cardine sono la pubblicità dell acqua e della sanità, la lotta all’abuso bancario ed il posizionamento nel lavoro dei disabili. Sono parte del progetto Polverini perché non vedo alternativa migliore, ma sono una voce fuori dal coro: i miei obiettivi devono essere raggiunti a qualsiasi sacrificio.


3. CI DIA TRE VALIDI MOTIVI PER ESSERE DALLA SUA PARTE!

Tre validi motivi?

Onestà

Umiltà

Appartenenza al popolo

 

GRAZIE ED IN BOCCA AL LUPO PER QUESTE REGIONALI LAZIO 2010!

 



 

CROLLA L’INTER. LA ROMA PAREGGIA. IL MILAN VOLA A -1

di Sergio Cimmino (*)

Partiamo con l’anticipo del sabato pomeridiano. Clamoroso al Cibali. Il Catania in rimonta batte l’Inter 3 a 1. L’Inter va in vantaggio al nono della ripresa con Milito. I rossazzurri ribaltano il risultato con i gol di Maxi Lopez al 29esimo del secondo tempo, poi rete di Mascara su rigore (cucchiaio) al 37esimo e ancora Martinez al 45esimo. La partita è stata bella e spettacolare con diverse emozioni e occasioni da rete. Sul risultato pesa soprattutto l’espulsione di Muntari, che entrato in campo rimedia due gialli e provoca un rigore. E pensare che l’Inter aveva cominciato la ripresa meglio degli avversari e l’ingresso di Quaresma aveva dato una marcia in più ai nerazzurri. Una serata da incorniciare per gli etnei con la nuova perla di Maxi Lopez, il cucchiaio di Mascara su rigore e il terzo gol di uno strepitoso Martinez. Il posticipo serale invece mette di fronte al San Paolo il Napoli e la Fiorentina: il primo tempo si conclude senza reti, nella ripresa si sblocca il Napoli con il goal di Lavezzi. Ma dopo la rete gli azzurri scompaiono dalla partita, i viola pareggiano e raddopiano con Gilardino, addiritura siglano la terza rete con Jovetic.
I partenopei attraversono un momento di crisi, per i gigliati un po’ di respiro dopo l’eliminazione in Champions. I giallorossi si fanno fermare dal Livorno, non sfruttano fino in fondo lo scivolone a Catania dell’Inter e vanno ‘solo’ a -6 dalla capolista. La Juventus, che dopo nove minuti era in vantaggio 3-0, si fa rimontare dal Siena restando così ai margini della zona Champions. La squadra di Ranieri manca l’opportunità di ridurre a quattro le lunghezze dai nerazzurri: i giallorossi in vantaggio 3-2 a Livorno, passato subito in vantaggio, falliscono con Pizarro un rigore (quello che avrebbe consentito l’allungo sul 4-2) consentendo a Lucarelli (per lui una tripletta) di pareggiare proprio dal dischetto. I bianconeri fanno anche peggio dato che, nonostante il vantaggio maturato con la doppietta di Alex Del Piero (che festeggia comunque il gol numero 300 con la maglia juventina), permettono ai toscani, ultimi in classifica, la rimonta impossibile dal 3-0 al 3-3 (doppietta di Ghezzal).

All’Olimpico di Roma è psicodramma Lazio, che perde (0-2) con il Bari: e se la squadra di Ventura saluta una salvezza di fatto già agguantata, quella di Reja, quartultima, è sul baratro della serie B. Almiron e Alvarez mettono ancora di più nei guai la Lazio che fallisce anche un rigore con Kolarov. Alla festa del gol ha contribuito di certo il Genoa che supera il Cagliari 5-3 e risale in classifica al settimo posto alle spalle della Samp. I blucerchiati, che erano riusciti a sbloccare la gara con il Bologna nei minuti finali con la rete di Gastaldello, si sono fatti riprendere a tempo scaduto da Raggi.
Non sono mancate emozioni e gol anche in Udinese-Palermo: i friulani vincendo 3-2 interrompono la serie positiva del Palermo, che comunque, complice la frenata della Juve, resta al quarto posto in virtuale zona Champions. Vittoria importante anche per il Parma di Guidolin che ringrazia Bojinov per la rete che consente ai gialloblù un deciso passo avanti verso la salvezza matematica. Quella che sembra sempre più un miraggio per l’Atalanta che torna a Bergamo dal Tardini con un 1-0 pesante in termini di classifica: i nerazzurri allenati da Mutti si sono fatti raggiungere dal Siena, con cui ora condividono il ruolo di fanalino di coda della serie A.
Nel posticipo serale il gol di Clarence Seedorf al 46′ del secondo tempo piega un ottimo Chievo. I rossoneri salgono a 58 punti, solo uno in meno dell’Inter, che appena qualche settimana fa sembrava certa di confermarsi campione d’Italia.


(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

UN VIAGGIO A 6

di Emanuela Maria Maritato (*)

Quanto siamo legati al nostro cane o gatto?
Tanto da non lasciarlo mai solo. Eppure qualche volta per lavoro lo dobbiamo fare, soprattutto se ci porta all’estero.
Cosa possiamo fare per evitare di separarci dal nostro amico?
Non facciamoci prendere dal panico, pensiamo piuttosto al da farsi: innanzi tutto ai documenti del nostro”amico” poi se la nostra meta offre servizi utili, come hotels che accettano animali domestici, pensioni per cani, dog sitter ecc. Basta un pò di organizzazione e i viaggi di lavoro, a volte malinconici per la nostalgia di casa possano diventare un’occasione per vivere un’avventura insieme al nostro fedelissimo amico.
Per l’Europa di solito basta solo il passaporto, lo si richiede alla ASL della nostra città presentando un certificato di buona salute, redatto dal veterinario di fiducia e la certificazione della vaccinazione antirabbica.
Solo dopo 21 giorni quando il vaccino sarà attivo la ASL potrà rilasciare il passaporto. Il rinnovo sifa dopo un anno dal nostro veterinario con una nuova vaccinazione antirabbica. Per entrare nei Paesi dell’unione Europea gli animali devono avere tatuaggio e microchip.

Fanno eccezione Gran Bretagna, Malta e Irlanda per cui vale solo il microchip, ed è richiesta un’analisi del sangue che verifichi la presenza di anticorpi contro il virus della rabbia. Per la Finlandia invece è richiesto anche un trattamento contro l’echinococco,(parassita che colonizza polmoni, fegato e milza).
Dopo aver accertato che i documenti sono a posto occorre informarci sugli hotels che ospitano anche gli animali: dall’oltralpe fino a Svezia, Danimarca e Norvegia è molto più facile , al sud e ad est: in Portogallo Grecia, Croazia e Polonia, solo per fare alcuni esempi è un pò difficile, ma non impossibile.
Un’alternativa all’hotel possono essere le pensioni per gli animali, soprattutto per chi deve lavorare per molte ore al giorno.
Il cane viene affidato alle cure del personale, potrà mangiare ad orari regolari, fare la passeggiatina e magari essere coccolato.
Tutte le informazioni si possono chiedere in hotel o al veterinario facilmente reperibile negli elenchi telefonici locali.
Le pensioni sono molto diffuse nei paesi di lingua tedesca e molto usate anche per poche ore al giorno.

 
(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

ANCORA UNA VOLTA UN CANE EROE

 

di Elettra Marricco (*)



 


HUNTER BORDER COLLIE EROE AD HAITI

 

Ebbene sì, Hunter, il border collie del pompiere Bill Monham, ha salvato estraendole vive tre bambine haitiane sepolte sotto le macerie del terremoto che ha colpito la famosa isola.

Le bimbe si trovavano in un’area vicino al Palazzo Presidenziale dove erano rimasti in piedi sole quattro edifici storici.

Perlustrando la zona insieme al suo “papà”, Hunter ha fiutato qualcosa e, incurante dei vetri rotti e delle macerie che gli ferivano le zampe, ha cominciato a scavare ed abbaiare, attirando l’attenzione del pompiere che a quel punto ha provato a chiamare le bimbe constatando dalle loro grida che erano vive.

Appena uscite e prima di essere affidate alle cure mediche del caso, una delle tre ha esclamato <<Grazie>> abbracciando prima il loro salvatore a quattro zampe poi il pompiere.

Ancora una volta i nostri amici a quattro zampe ci hanno dimostrato non solo il coraggio e il loro amore, ma anche l’utilità al fianco degli umani in casi d’emergenza.

 

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

 

ATTIVATO LO SPORTELLO ANIMALI

di Elettra Marricco (*)

 

 

 

 

A Genova, è nato un nuovo sportello animali fortemente voluto e creato dall’Assessore comunale PINUCCIA MONTANARI e dalla consigliera dei Verdi CRISTINA MORELLI. Lo sportello affianca l’Ufficio dei diritti degli animali ed è un nuovo strumento per i cittadini a due e quattro zampe.

L’ufficio in questione fornisce informazioni e promuove campagne di sensibilizzazione. <<Un altro bel passo avanti nella cultura del rispetto di tutte le forme di vita>>, ha commentato Cristina Morelli, che è anche responsabile dell’osservatorio Regionale Ligure sugli animali.

 

Per info contattare 010 5222149.


(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!”

VOGLIA DI VACANZE CON POCHI SOLDI. BOOM DI VACANZE LOW COST

di Emanuela Maria Maritato (*)

Se la crisi aumenta, cresce tra i vacanzieri la voglia  di low cost,
All’estero come in Italia,  segno della caccia all’offerta è anche il forte aumento dei bed and breakfast, che in quattro anni si sono moltiplicati.
Non sempre però low cost vuol dire a prezzo più basso. i costi sono determinati dal rapporto durata/distanza che può accorciarsi.
Un esempio tipico può essere dato dai City Break, ovvero weekend lunghi nelle capitali europee che rappresentano oggi circa il quaranta percento dei pernottamenti in europa  il venti percento delle entrate del turismo internazionale.
La filosofia low cost ha inoltre contagiato il turismo business: secondo Volagratis.it, se il sessantanove percento delle prenotazioni riguarda voli economici , il trenta percento di questi  è di clienti business.
I viaggi verso l’Italia sono mossi sopratutto dalla buona cucina, la Fiera di Milano ha promosso le eccellenze gastronomiche del nostro paese, attraverso l’iniziativa viaggio nel gusto – i Sapori d’Italia.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario

VOGLIA DI VACANZE CON POCHI SOLDI. BOOM DI VACANZE LOW COST

di Emanuela Maria Maritato (*)

Se la crisi aumenta, cresce tra i vacanzieri la voglia  di low cost,
All’estero come in Italia,  segno della caccia all’offerta è anche il forte aumento dei bed and breakfast, che in quattro anni si sono moltiplicati.
Non sempre però low cost vuol dire a prezzo più basso. i costi sono determinati dal rapporto durata/distanza che può accorciarsi.
Un esempio tipico può essere dato dai City Break, ovvero weekend lunghi nelle capitali europee che rappresentano oggi circa il quaranta percento dei pernottamenti in europa  il venti percento delle entrate del turismo internazionale.
La filosofia low cost ha inoltre contagiato il turismo business: secondo Volagratis.it, se il sessantanove percento delle prenotazioni riguarda voli economici , il trenta percento di questi  è di clienti business.
I viaggi verso l’Italia sono mossi sopratutto dalla buona cucina, la Fiera di Milano ha promosso le eccellenze gastronomiche del nostro paese, attraverso l’iniziativa viaggio nel gusto – i Sapori d’Italia.

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario