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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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BANCHE ED ECONOMIA: NON CI ATTENDONO MESI FACILI!

di Michel Maritato (*)

 
Allarme di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sulla qualità del credito in Italia. Le perdite sui crediti «a fine anno temo non saranno lontane dai 20 miliardi», rispetto ai circa 11 miliardi di euro dei primi nove mesi dell’anno,ha detto Faissola, intervenuto all’assemblea annuale dell’Aibe
(l’Associazione delle banche estere in Italia).
 «Non ci attendono mesi facili e di questo dobbiamo essere consapevoli», ha continuato Faissola. «Da molti mesi – ha aggiunto – il nostro sistema bancario sta registrando una crescita delle sofferenze. A settembre 2009 quelle lorde sono risultate pari a 55 miliardi di euro, in crescita del 25% su base annua e superiore al 3% in rapporto agli impieghi». Faissola ha poi aggiunto che «nel primo semestre del 2009 le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti sono state pari a oltre 9 miliardi». Un dato che si è ulteriormente aggravato nel terzo trimestre: «i dati preliminari dei primi nove mesi e relativi alle prime undici banche, parlano di oltre 11 miliardi».

«A fine anno – ha concluso – non saremo lontani dai 20 miliardi, traguardo che ovviamente ci auguriamo di non raggiungere».

(*) Studio Maritato
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SOCIAL NETWORK: I NUOVI TEATRI DELL’ESISTENZA

di Silvia Quaranta (*)

Un tempo, relativamente recente, ci si stupiva di fronte a notizie sul ritrovamento di giovani videogame-dipendenti, vissuti per anni incollati allo schermo di un computer. Oggi, sfogliando le pagine dei giornali (cartacei e telematici), uno degli argomenti che più suscita curiosità, accompagnata da una sempre crescente preoccupazione, è quello dei social networks. E così, tra il premio Campiello e una mostra fotografica, approdano titoli come: “Facebook: Il 99% dei Profili Utenti è a Rischio di Hackeraggio” (www.revoblog.com ) o  “Salute: facebook, i pazienti finiscono nella rete degli studenti” (agenzia Asca), che in un altro sito diventa “Addio privacy, per ricordare la storia clinica di un paziente in medicina si usa Facebook” (it.notizie.yahoo.com).
Social Network: con questa generica espressione, che alla lettera significa “rete sociale”, si intende qualunque sistema informatico in grado di mettere in contatto tra loro più persone che possono avere rapporti di amicizia, conoscenza, lavoro o interessi comuni. Da qualche tempo a questa parte antropologi, psicologi, sociologi, comunicatori della domenica e tuttologi dell’ultim’ora hanno cominciato ad occuparsi dell’argomento profondendosi in mille interpretazioni. Cercando di dare una risposta all’irrefrenabile diffusione di questi nuovi mezzi di comunicazione, costoro ci parlano di “crisi delle relazioni sociali e delle appartenenze”, di tentativi di “superare la solitudine e l’individualismo”,  di “smantellamento sociale”. Più di qualche osservatore con meno pretese, poi, ha fatto notare che una delle ragioni del successo di molti di questi sistemi – primo fra tutti Facebook – sta nel fatto che hanno dato libero sfogo, contemporaneamente, sia alle attitudini al pettegolezzo (su Facebook non esiste privacy) sia alla passione per i videogiochi (su Facebook ci sono moltissimi giochi, di qualunque tipo, interattivi e non).

Fatto sta che, a prescindere dalla selva di filosofie recentemente nate sull’argomento, la rete si è popolata di una folla variopinta di soggetti che si esprime con una libertà in passato sconosciuta, racconta sé stessa, le proprie attività e passioni, sfila davanti al proprio “pubblico” con una serie infinita di foto, video, immagini. Chi aderisce a questo tipo di network ha la possibilità di ritagliarsi uno spazio, una “vetrina” che, a differenza di quella fornita dai blogs, è interattiva: in altre parole, come dice la parola stessa, la “vetrina” di ognuno viene inserita nella rete globale dei contatti, che sono costantemente aggiornati sui movimenti altrui. L’uso responsabile di questi sistemi ha naturalmente dei pro: la possibilità di creare legami che valicano le barriere geografiche, per i giovani, è senz’altro un vantaggio dalle potenzialità inimmaginabili; l’occasione di poter mantenere contatti con amici lontani o con persone magari sconosciute e irraggiungibili dal vivo, ma con le quali si possono condividere attivamente idee, opinioni e passioni, poi, è un altro pregio innegabile. Di fianco a questi benefici, tuttavia, restano dei punti che hanno suscitato, e continuano a suscitare, dubbi e perplessità che non possono essere ignorati: uno fra tutti, l’abolizione della privacy (in senso legale). Ogni foto caricata su Facebook diventa proprietà del sistema e può essere venduta a terzi. Molte foto, inoltre, sono raggiungibili da Google o da altri motori di ricerca: il che significa, per esempio, che caricare una foto con bambino, o più genericamente con un minore, considerando i noti problemi legati alla pedofilia su internet, potrebbe essere sconsigliabile. Un altro problema, che suscita sempre maggiore interesse tra i media, è legato al manifestarsi di una certa propensione alla devianza, all’incitazione alla violenza, all’esibizione di simpatie nei confronti, ad esempio, di protagonisti del crimine o della malavita. In altre parole, la libertà di espressione svuotata di qualunque responsabilità sociale ha generato, e continua a generare quotidianamente, un libero (quanto dannoso) flusso di criticabile opinionismo e di facili provocazioni legittimate dalla frequente mancanza di controlli, dalla totale inattaccabilità giudiziara e dal facile anonimato.

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”

QUALI TENDENZE CI ASPETTANO ANCORA PER QUESTO AUTUNNO/INVERNO 2009?

di Grazia Vaiani (*)

Decisa, combattiva ed esuberante: questi sono i caratteri predominanti della donna che gli stilisti propongo  per la prossima stagione autunno/inverno. E come dimenticare accessorio e bijou?! Essenziali per garantire quel tocco che esalta l’immagine femminile: rose stilizzate, spacchi vertiginosi, scollature profonde, calze gioiello e scarpe dai tacchi altissimi. Il tutto per donare un look estroso e selvaggio. E per un ritorno urban-chic di stile e carattere. Sarà proprio il caschetto o carré a coinvolgere le donne, perché il segreto di questa moda autunno inverno è il voler osare ricercando indipendenza e sicurezza. Sicuramente questo style non richiede regole geometriche bensì estrema fantasia ed un vero e proprio ritorno ai nostri cari anni 80. Ma per chi di tagliare i capelli non ne vuol proprio sapere, le ultime tendenze prevedono un look naturale con capelli lunghi portati con vivacità ed allegria. Per le cerimonie, invece, scegliete lo chignon come acconciatura, ideale per prendere parte ad un evento importante ed essere sempre chic ad ogni occasione.

Anche la treccia torna alla ribalta, semplice e sbarazzina si rivelerà essere un’ottima soluzione anche per chi è alla ricerca di comodità e praticità. 
 

(*) Studentessa al Liceo Psico-Pedagogico ed appassionata di Moda

E’ MORTA BRENDA, IL TRANS DELLO SCANDALO MARRAZZO

di Andrea Vitale (*)

 

ROMA – è stato trovato carbonizzato il corpo di “Brenda”, il transessuale coinvolto nello scandalo Marazzo.
L’intervento è avvenuto su segnalazione dei vicini ai vigili del fuoco intorno alle 5:30 di questa mattina, allarmati da un principio di incendio nel suo appartamento seminterrato in via Due Ponti 1F, sulla Cassia. Sul luogo sono arrivati anche i Ris e Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto che si occupa del caso Marrazzo, ed il pm Rodolfo Sabelli; Tuttavia solo l’esame autopico potrà dare la certezza dell’identificazione.
Nella notte del 9 novembre Brenda venne rapinata e picchiata sulla Cassia da un gruppo di ragazzi; all’arrivo dei carabinieri la trans, in pieno stato confusionale o sotto effetto di alcolici, tentò di farsi del male andando a sbattere contro un’automobile parcheggiata; portata all’ospedale inoltre cercò di aggredire i medici e di ferirsi con delle forbici.
Un periodo non facile quello della trans come confermato da alcune amiche a cui confidò di aver avuto minacce e di non riuscire più ad andare avanti in questa situazione.
Nell’appartamento son state ritrovate alcune valige pronte, forse si preparava a lasciare Roma; il corpo non presenta segni di violenza, pertanto sono al vaglio sia le ipotesi di suicidio che quelle di omicido.

Questo è il secondo morto del “caso Marazzo” (il primo fu Gianmarino Cafasso protettore di transessuali, per un’overdose di cocaina lo scorso settembre), una vicenda che presenta sfaccettature sempre meno chiare e si arricchisce di nuove domande a cui gli inquirenti dovranno trovare risposte.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

VIII GIORNATA MONDIALE “BPCO”

di Vincenzo Demaio (*)

Ieri, 18 novembre 2009, si è celebrata la VIII Giornata Mondiale BPCO -Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva- promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, avente come scopo quello di aumentare la consapevolezza della malattia e di migliorare la cura dei pazienti. Attualmente si stima che ne soffrano 210 milioni in tutto il mondo.
Come negli anni passati, in Italia, viene promosso lo slogan “Senza fiato … ma non soli”, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica alle sofferenze dei pazienti con BPCO e dei loro familiari.
La BPCO è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile a seconda della gravità. La malattia -nota in inglese come COPD, Chronic obstructive pulmonary disease- è solitamente progressiva ed è associata a uno stato di infiammazione cronica del tessuto polmonare. La conseguenza a lungo termine è un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che provoca una riduzione consistente della capacità respiratoria.
Ad aggravare questo quadro clinico è l’aumento della predisposizione alle infezioni respiratorie. Non esiste al momento una cura efficace, ma sono disponibili diversi trattamenti per controllare i sintomi e per evitare pericolose complicanze.

Fondamentale è invece la prevenzione, per ridurre al minimo i fattori di rischio, tra i quali il  fumo di sigaretta e l’inquinamento ambientale.

Per  Per maggiori approfondimenti si rimanda ai seguenti links:
http://www.who.int/en/
http://www.pazientibpco.it/default.jsp
http://www.epicentro.iss.it/problemi/broncopneumopatia/broncopneumopatia.asp

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NOTIZIA FLASH SANITA’

MOSCA-Il Governo della Federazione Russa ospiterà a Mosca, il 19 e 20 novembre 2009, la prima “Conferenza Mondiale Ministeriale sulla Sicurezza Stradale”. Ben accolta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Conferenza risulta essere una opportunità storica per il progresso della sicurezza stradale nel mondo e per migliorare la salute pubblica mondiale.

Per ulteriori informazioni si rimanda al link http://www.who.int/mediacentre/events/meetings/road_safety_conference_20090714/en/index.html

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

L’INFORMAZIONE COME PRIMA MEDICINA. UNA ONCOGUIDA AL SERVIZIO DEI MALATI DI CANCRO

di Vincenzo Demaio (*)

Oncoguida, nata come progetto dell’AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro) in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, è frutto della sinergia tra volontariato, istituzioni sanitarie e società scientifiche. È stata realizzata nell’ambito della campagna di comunicazione del Ministero della Salute “Con il malato, contro il tumore” con l’obiettivo di costituire una fonte unica e sempre aggiornata di informazione a disposizione del pubblico e degli addetti ai lavori.
Oncoguida è consultabile on line all’indirizzo web www.oncoguida.it , e sarà, a breve, disponibile anche in versione cartacea.
“L’Oncoguida -spiega il Viceministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Prof. Ferruccio Fazio- è un’iniziativa molto importante per i malati oncologici, rappresenta un vero e proprio motore di ricerca delle strutture”.
“Sono le Pagine Gialle dell’oncologia -spiega il Presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), Prof. Enrico Garaci- con 20.000 indirizzi in tutta Italia divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza. Uno strumento prezioso per far valere i propri diritti e scegliere dove farsi curare”.
Per aiutare a tenere Oncoguida, questo motore di ricerca sull’intero territorio nazionale, sempre aggiornata con le informazioni più recenti e dettagliate in merito ad Associazioni di volontariato e Strutture sanitarie che si occupano di oncologia, comunicare i dati dell’Ente all’AIMaC  che curerà l’aggiornamento del database.
Per chi soffre avere centri di eccellenza è sempre buon motivo per continuare a sperare.

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Consultabile on line sul sito del Ministero della Salute  il “Manuale per la Sicurezza in sala operatoria”. Il Prof. Fazio ha dichiarato, in tal proposito, che promuovere la sicurezza in chirurgia rappresenta una priorità di sanità pubblica.
Il Manuale, comprende 16 raccomandazioni e una checklist, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito del programma “Safe Surgery Saves Lives” e adattate al contesto nazionale dal Ministero del Lavoro, della Salute  e delle Politiche Sociali. In particolare per  raccomandazioni si intendono tutte quelle indicazioni, rivolta alle strutture sanitarie e/o a professionisti, finalizzate alla riduzione del rischio di occorrenze di eventi avversi e prodotte da istituzioni del SSN (Sistema sanitario Nazionale).  Le raccomandazioni riguardano il perseguimento di specifici obiettivi  per la sicurezza del paziente nel processo peri-operatorio. Tali obiettivi sono così classificati:

1-  operare il paziente corretto ed il sito corretto;
2-  prevenire la ritenzione di materiale estraneo nel sito chirurgico;
3-  identificare in modo corretto i campioni chirurgici;
4-  preparare e posizionare in modo corretto il paziente;
5-  prevenire i danni da anestesia garantendo le funzioni vitali;
6-  gestire le vie aeree e la funzione respiratoria;
7-  controllare e gestire il rischio emorragico;
8-  prevenire le reazioni allergiche e gli eventi avversi della terapia farmacologica;
9-  gestire in modo corretto il risveglio ed il controllo postoperatorio;
10- prevenire il tromboembolismo postoperatorio;
11- prevenire le infezioni del sito chirurgico;
12- promuovere un’efficace comunicazione in sala operatoria;
13- garantire in modo corretto il programma operatorio;
14- garantire la corretta redazione del registro operatorio;
15- garantire una corretta documentazione anestesiologica;
16- attivare sistemi di valutazione dell’attività in sala operatoria.

La checklist include 3 fasi -Sign In, Time Out, Sign Out- ciascuna composta di 20 item, con relative caselle  da contrassegnare  dopo l’avvenuto controllo, da effettuare  prima-durante e subito dopo l’intervento chirurgico.  Per le specifiche si rimanda alla lettura dell’intero manuale.

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

25 NOVEMBRE: GIORNATA PER LA ELIMINZAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

di Vincenzo Demaio (*)

Nel 1999, l’Assemblea Generale delle nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata Internazionale per la Eliminazione della  Violenza contro le donne. La violenza contro le donne e le ragazze è un problema di proporzione pandemica. In ogni parte del mondo una donna su  tre è stata picchiata, costretta a fare sesso, o altrimenti abusata nella sua vita. Spesso la donna conosce chi le provoca violenza.
Le donne attiviste hanno segnalato il 25 novembre come il giorno contro la violenza sin dal 1981. La data commemora il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Domenicana,  avvenuto nel 1960 su ordini del dittatore Rafael Trujillo (1930-1961).
I governi, le organizzazioni governative e non, sono invitate ad organizzare  in questa giornata delle attività che possano accrescere la conoscenza pubblica del problema.  Questa giornata mondiale contro le violenze delle donne lancia per il 16 dicembre  la Giornata  dell’Attivismo contro le Violenze d’ogni genere, che passa attraverso il 10 dicembre, la Giornata dei Diritti Umani.

Per informazioni più specifiche si rimanda al link http://www.who.int/mediacentre/events/annual/elimination_vaw/en/index.html

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

L’ACQUA AI PRIVATI…ALMENO CI HANNO LASCIATO L’ARIA!

di Michel Maritato (*)

La Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul decreto legge salva-infrazioni Ue. Il testo è immutato rispetto a quello uscito dal Senato. Tra le misure principali, la riforma dei servizi pubblici locali, inclusa la gestione dell’acqua. I voti favorevoli sono stati 320, i contrari 270. Idv e Verdi hanno già annunciato il ricorso ad un referenum. Decisamente contrarie le associazioni dei consumatori e la Cgil che parla di «favori alla criminalità».
Accanto alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali ci sono diverse altre misure, molte inserite a Palazzo Madama, nel decreto varato dal Governo per sanare procedure di infrazione Ue nei confronti dell’Italia.

Tra queste figurano le norme anti-mafia per l’Expo 2015; lo slittamento a metà 2010 del termine per il varo del primo decreto attuativo del federalismo fiscale; l’operatività fino a settembre 2010 delle società del gruppo Tirrenia in vista della privatizzazione; la creazione di società miste tra Anas e regioni per la realizzazione di autostrade locali; un registro anti-spot telefonici; una sanatoria per il cumulo di attività di distribuzione all’ingrosso di medicinali e gestione di farmacie comunali in capo a società che distribuiscono medicinali all’ingrosso; nuovi termini per l’obbligo di eco-lampadine ed eco-elettrodomestici. Infine, il recupero dalle ex-municipalizzate di aiuti giudicati incompatibili dalla Ue.



(*) Studio Maritato
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NORMATIVA SULL’ANATOCISMO. QUANDO LE TUTELE DIVENTANO ECCESSIVE

di Michel Maritato (*)

Quella che poteva e doveva essere una vittoria dei consumatori ed in particolare degli utenti bancari (peraltro molto  contenuta, dato che, dati alla mano, gli interessi su interessi (anatocismo) producono importi di modestissima  entità), perché si è loro riconosciuto il diritto a non essere danneggiati nel calcolo degli interessi, mediante l’imputazione anche di quelli anatocistici, e godere quindi di una reciprocità nel trattamento bancario, si è però trasformata in una forma  impropria e pregnante di tutela estrema dei debitori inadempienti.

  Infatti, nei procedimenti esecutivi proposti dalle Banche nei confronti dei correntisti inadempienti, cioè di coloro che hanno utilizzato indebitamente il proprio C/C, per esempio emettendo assegni a vuoto, la normativa sull’anatocismo è ormai ordinariamente e persistentemente  (ab)usata dai debitori per opporsi al Decreto Ingiuntivo con il quale gli Istituti chiedono al Tribunale il riconoscimento del loro giusto e legittimo credito verso di essi.

Non importa che l’anatocismo incriminato, cioè l’importo del debito derivante dagli interessi calcolati sugli interessi, costituisca spesso solo lo 0,01% del debito (a cui le Banche farebbero volentieri a meno pur di non prolungare all’infinito il procedimento giudiziario) e poco importa anche che i debitori utilizzino questo escamotage esclusivamente allo scopo di guadagnare tempo ed avere quindi la possibilità di alienare immobili, occultare beni e compiere tutte le altre tradizionali attività a danno della Banca creditrice.

 

Quello che rileva è solo che l’anatocismo permette di respingere il Decreto Ingiuntivo finché non viene ricalcolato il saldo del debito derivante dal C/C, in modo da tenere conto ed eliminare gli interessi anatocistici.

E’ questa una contraddizione tutta italiana che permette una formidabile tutela del debitore a grave danno delle legittime pretese del creditore. Tant’è vero che si è giunti ormai alla situazione in cui i Giudici (non tutti, ma la maggioranza) non aspettano neanche l’opposizione al Decreto Ingiuntivo da parte della parte convenuta (il debitore), ma rigettano d’Ufficio il medesimo, per la questione dell’anatocismo, chiedendo il ricalcalo degli interessi sul C/C e prolungando in tal modo oltremisura il procedimento giudiziario in corso.

     (*) Studio Maritato
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NORMATIVA SULL’ANATOCISMO. QUANDO LE TUTELE DIVENTANO ECCESSIVE

di Michel Maritato (*)

Quella che poteva e doveva essere una vittoria dei consumatori ed in particolare degli utenti bancari (peraltro molto  contenuta, dato che, dati alla mano, gli interessi su interessi (anatocismo) producono importi di modestissima  entità), perché si è loro riconosciuto il diritto a non essere danneggiati nel calcolo degli interessi, mediante l’imputazione anche di quelli anatocistici, e godere quindi di una reciprocità nel trattamento bancario, si è però trasformata in una forma  impropria e pregnante di tutela estrema dei debitori inadempienti.

  Infatti, nei procedimenti esecutivi proposti dalle Banche nei confronti dei correntisti inadempienti, cioè di coloro che hanno utilizzato indebitamente il proprio C/C, per esempio emettendo assegni a vuoto, la normativa sull’anatocismo è ormai ordinariamente e persistentemente  (ab)usata dai debitori per opporsi al Decreto Ingiuntivo con il quale gli Istituti chiedono al Tribunale il riconoscimento del loro giusto e legittimo credito verso di essi.

Non importa che l’anatocismo incriminato, cioè l’importo del debito derivante dagli interessi calcolati sugli interessi, costituisca spesso solo lo 0,01% del debito (a cui le Banche farebbero volentieri a meno pur di non prolungare all’infinito il procedimento giudiziario) e poco importa anche che i debitori utilizzino questo escamotage esclusivamente allo scopo di guadagnare tempo ed avere quindi la possibilità di alienare immobili, occultare beni e compiere tutte le altre tradizionali attività a danno della Banca creditrice.

 

Quello che rileva è solo che l’anatocismo permette di respingere il Decreto Ingiuntivo finché non viene ricalcolato il saldo del debito derivante dal C/C, in modo da tenere conto ed eliminare gli interessi anatocistici.

E’ questa una contraddizione tutta italiana che permette una formidabile tutela del debitore a grave danno delle legittime pretese del creditore. Tant’è vero che si è giunti ormai alla situazione in cui i Giudici (non tutti, ma la maggioranza) non aspettano neanche l’opposizione al Decreto Ingiuntivo da parte della parte convenuta (il debitore), ma rigettano d’Ufficio il medesimo, per la questione dell’anatocismo, chiedendo il ricalcalo degli interessi sul C/C e prolungando in tal modo oltremisura il procedimento giudiziario in corso.

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LA PUGLIA DICE ‘NO’ AL NUCLEARE!

di Antonio Maniglio (*)

“Grande soddisfazione e gioia per una legge che guarda al bene e al futuro della Puglia. Insieme a tanti colleghi, anche dell’opposizione, abbiamo scritto una pagina importante: la Puglia non è disponibile ad ospitare impianti nucleari.
Quella che sino ad oggi era una semplice aspirazione e un sentimento diffuso trova suggello in una legge della Regione che “preclude il proprio territorio alla installazione di impianti di energia nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché dei depositi definitivi di materiali e rifiuti radioattivi.
E’ il cuore delle norme approvate in commissione ed è il frutto del lavoro di tutti i commissari e degli uffici della Regione.
La Puglia come è noto, esporta l’88% dell’energia che produce; non si capisce –pertanto- per quale motivo il nostro territorio debba essere ancora aggredito da impianti di tipo nucleare che distruggerebbero un’intera Regione e le sue potenzialità di crescita centrate sul turismo di qualità e sugli straordinari beni paesaggistici e culturali che stanno esercitando una forte attrazione turistica.
Ecco perché la programmazione regionale ha già dettato linee di fondo compatibili con quel modello di sviluppo: incentivazione delle energie rinnovabili, riduzione dell’energia prodotta da fonti fossili, risparmio energetico.
Ecco perché è indispensabile una legge che dica un no chiaro al nucleare è un atto dovuto.

Con la destra, che pure ha contribuito alla definizione di una legge che non appare suscettibile di impugnazione da parte del governo nazionale, rimane il contrasto di fondo: per il PD il nucleare di terza generazione – che il governo Berlusconi sta rilanciando- non è proponibile, sia per i rischi connessi alla sua utilizzazione che per lo smaltimento delle scorie. E’ di questi giorni, ad esempio, la notizia che la Francia ha costruito un sito per lo smaltimento delle scorie a 500 metri di profondità, spendendo oltre 60 miliardi di euro, l’equivalente del debito pubblico dell’Italia.
La legge della Puglia, sintetizza una riflessione che è presente nel mondo scientifico e dà voce alle preoccupazioni dei pugliesi e , in modo particolare, dei giovani; ed è la prima legge approvata da una regione italiana che interpreta in modo autentico la norma costituzionale che definisce la produzione di energia, compresa quella nucleare, “materia concorrente”.
Se, come ci auguriamo, il Consiglio approverà la legge nelle sedute del 24 e 25 novembre, la Puglia tornerà a parlare all’Italia intera scrivendo una pagina di buona politica.”

(*) Membro del Consiglio Regionale Puglia

LA GIOIA DI FERMARE LA MAFIA

di Vittorio Savoia (*)

Era il 20 maggio del 1996 e i telegiornali nazionali mandavano in onda le immagini dell’arresto del mafioso Giovanni Brusca. Le immagini di allora parlavano chiaro, riprendevano decine e decine di poliziotti festanti, quei poliziotti sapevano di aver partecipato alla realizzazione di una grande impresa, la cattura dello “scanna cristiani” come veniva chiamato Brusca. Il pericoloso criminale era accusato di aver ucciso il giudice Giovanni Falcone, di aver sciolto nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo e a lui l’autorità giudiziaria italiana ha contestato ben più di un centinaio di omicidi. Quelle immagini mi colpirono molto. Il canone del poliziotto in divisa, del poliziotto dallo sguardo imperscrutabile non esisteva più. Anche se i loro volti erano coperti dai passamontagna, i loro occhi parlavano, lasciavano trasparire la gioia di aver scritto una nuova pagina nella storia italiana, quella storia fatta dai buoni. Salti, abbracci, urla di felicità per far sapere alla criminalità organizzata che quella partita se l’erano aggiudicata loro, ce l’avevano fatta. Le stesse immagini si sono ripetute l’11 aprile 2006, giorno dell’arresto di Bernardo Provenzano, il superlatitante introvabile dal 1963. Alla gioia di chi aveva sacrificato mesi e mesi della propria vita sulle tracce del boss mafioso si aggiunse la gioia di centinaia di persone comuni, cittadini palermitani accorsi di fronte alla Questura del capoluogo per gridare al boss il proprio disprezzo, per gridargli che il suo potere finiva lì.

Lo stesso è accaduto poche sere fa. Sabato scorso un altro boss mafioso è stato assicurato alla giustizia. Domenico Raccuglia è stato arrestato a metà pomeriggio, mentre con la famiglia guardava la televisione in un palazzo apparentemente disabitato nelle vie del centro di Calatafimi, nel trapanese. Ancora una volta l’arrivo in Questura è stato un vero e proprio spettacolo di gioia. Poliziotti della catturandi in festa, affacciati alle finestre degli uffici a incitare il giubilo della folla. Insomma, scene da ricordare. Vedere i cittadini che festeggiano con le forze dell’ordine ha un profondo significato di ribellione. E’ il segno che le nuove leve della società siciliana si stanno dando da fare per cancellarsi di dosso le macchie lasciate da decenni di imperi mafiosi, governi costruiti col sangue e legittimati dall’arrogante violenza dei prepotenti. Questi giovani che festeggiano davanti alle Questure si stanno rendendo conto che la mafia può essere sconfitta e vogliono concretizzare questo obiettivo al più presto. Sanno che è l’onestà a premiare, e sanno soprattutto che lavorando tutti insieme per diffondere la cultura della legalità si potrà un giorno abbattere anche quell’altissimo muro di omertà e indifferenza che da anni regna sovrano nella Sicilia dei film.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

COOPERAZIONE LOMBARDA: UNA STATEGIA PER USCIRE DALLA CRISI. QUALCOSA CHE IL SUD DOVREBBE APPRENDERE

di Michel Maritato (*)

Si è tenuto a Milano, nei giorni 23 e 24 scorsi, l’importante evento della Festa della Cooperazione Lombarda, conferenza triennale, che ha lo scopo di far conoscere e valorizzare il prezioso contributo offerto dal mondo cooperativo alla società e all’economia lombarda.
Il Convegno che intendeva essere un momento di festa del mondo cooperativo è stato gestito ed organizzato dalla DG Industria, PMI e Cooperazione, con il patrocinio della stessa Regione Lombardia e la preziosa e consulenza dell’IReR.
 
Il Convegno si è tenuto presso il Palazzo delle Stelline di Milano, sede che ospita importanti convegni e si è aperto con i saluti di Alessandro Colombo di IReR, mentre il moderatore della prima giornata è stato il dr. Roberto Cova, dirigente di DG Industria, Pmi e Cooperazione di Regione Lombardia, che con tanta dovizia di particolari e competenza ha introdotto i relatori.
 
Molto atteso è stato l’intervento del governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che nel suo discorso ha evidenziato come i frutti della cooperazione sono sotto gli occhi di tutti. Aggiungendo: “La crisi ha riportato al centro dell’attenzione il tema del lavoro nelle sue varie forme e con esso il tema della cooperazione, che può e deve avere un ruolo per uscire dalla crisi”, precisando che “la Regione Lombardia è vicina al mondo della cooperazione con varie specifiche normative….. che dà più libertà alle cooperative facendole evitare le burocrazie e darle la possibilità di accedere a cinque aree strategiche”.

Dopo il presidente Foremigoni hanno preso la parola il dr. Maurizio Maccarini, docente Università Degli Studi di Pavia e del Prof. Grumo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che hanno illustrato Il ruolo della cooperazione in Lombardia. Particolarmente interessante è stato l’intervento di Enzo Rodeschini, presidente Unioncamere Lombardia, Marco Grumo, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha dato alcuni interessanti dati sulla cooperazione lombarda, affermando come in questo settore vi siano 196,000 addetti con una media del 25%, proseguendo nel dire che “il
mondo della cooperativa ha accettato la sfida di questo preciso momento storico”
 
Nel pomeriggio poi si è assistito alle esposizioni dei diretti interessati, cioè i cooperatori, che hanno reso conto delle loro attività all’assemblea dei convenuti, anche con supporti audiovisivi, nonchè rendendosi disponibili per chiarimenti e spiegazioni delle loro attività a chi ne facesse richiesta.
 
Nella seconda giornata si ha avuto modo di ascoltare la dr.ssa Silvana Ravasio, della D.G. Industria, PMI e Cooperazione di Regione Lombardia, che ha parlato della necessità di incontro tra cooperative e sindacato, illustrando quali siano i supporti per le piccole e medie imprese e come sia importante che si dia visibilità alla cooperazione.
 
I lavori sono proseguiti con gli interventi di: Luca Bernareggi Legacoop Lombardia; Maurizio Ottolini Confcooperative Lombardia; Giuseppe Di Giugno AGCI Lombardia; Maria Pia Redaelli DG Casa e opere pubbliche di Regione Lombardia; Paolo Lassini DG Agricoltura di Regione Lombardia; Francesco Foti DG Istruzione, formazione e lavoro di Regione Lombardia; Davide Sironi, DG Famiglia e solidarietà sociale
di Regione Lombardia.
 
A chiusura dei lavori il dr. Roberto Cova – DG Industria, PMI e cooperazione, Regione Lombardia ha salutato i presenti annunciando l’impossibilità dell’intervento previsto da parte dell’assessore Romano La Russa.
 
Da segnalare le numerose iniziative collaterali alla Conferenza, che si sono tenute in tutte le province lombarde, come: “Il paese di giocooperiamo – ”Istituto Stomatologico, Visite odontoiatriche gratuite – Ristorante Magnosfera (Camst), Visita guidata al centro cucina di due classi dell’Istituto turistico alberghiero “Vespucci” di Milano -Solidal Coop, In tutti i supermercati Coop della Lombardia dal 17 al 24 ottobre, promozione dei prodotti Solidal da parte dei soci attivi – Mostra “Il profumo della libertà”, sulle cooperative sociali che operano sui terreni confiscati alle mafie e tantissime altre attività di ogni genere nelle 11 province lombarde.
La Festa, nella sua totalità, con i suoi interventi tecnici e pratici ha permesso di entrare in contatto diretto e vedere all’opera i cooperatori, veri protagonisti di questo evento.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
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COOPERAZIONE LOMBARDA: UNA STATEGIA PER USCIRE DALLA CRISI. QUALCOSA CHE IL SUD DOVREBBE APPRENDERE

di Michel Maritato (*)

Si è tenuto a Milano, nei giorni 23 e 24 scorsi, l’importante evento della Festa della Cooperazione Lombarda, conferenza triennale, che ha lo scopo di far conoscere e valorizzare il prezioso contributo offerto dal mondo cooperativo alla società e all’economia lombarda.
Il Convegno che intendeva essere un momento di festa del mondo cooperativo è stato gestito ed organizzato dalla DG Industria, PMI e Cooperazione, con il patrocinio della stessa Regione Lombardia e la preziosa e consulenza dell’IReR.
 
Il Convegno si è tenuto presso il Palazzo delle Stelline di Milano, sede che ospita importanti convegni e si è aperto con i saluti di Alessandro Colombo di IReR, mentre il moderatore della prima giornata è stato il dr. Roberto Cova, dirigente di DG Industria, Pmi e Cooperazione di Regione Lombardia, che con tanta dovizia di particolari e competenza ha introdotto i relatori.
 
Molto atteso è stato l’intervento del governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che nel suo discorso ha evidenziato come i frutti della cooperazione sono sotto gli occhi di tutti. Aggiungendo: “La crisi ha riportato al centro dell’attenzione il tema del lavoro nelle sue varie forme e con esso il tema della cooperazione, che può e deve avere un ruolo per uscire dalla crisi”, precisando che “la Regione Lombardia è vicina al mondo della cooperazione con varie specifiche normative….. che dà più libertà alle cooperative facendole evitare le burocrazie e darle la possibilità di accedere a cinque aree strategiche”.

Dopo il presidente Foremigoni hanno preso la parola il dr. Maurizio Maccarini, docente Università Degli Studi di Pavia e del Prof. Grumo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che hanno illustrato Il ruolo della cooperazione in Lombardia. Particolarmente interessante è stato l’intervento di Enzo Rodeschini, presidente Unioncamere Lombardia, Marco Grumo, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha dato alcuni interessanti dati sulla cooperazione lombarda, affermando come in questo settore vi siano 196,000 addetti con una media del 25%, proseguendo nel dire che “il
mondo della cooperativa ha accettato la sfida di questo preciso momento storico”
 
Nel pomeriggio poi si è assistito alle esposizioni dei diretti interessati, cioè i cooperatori, che hanno reso conto delle loro attività all’assemblea dei convenuti, anche con supporti audiovisivi, nonchè rendendosi disponibili per chiarimenti e spiegazioni delle loro attività a chi ne facesse richiesta.
 
Nella seconda giornata si ha avuto modo di ascoltare la dr.ssa Silvana Ravasio, della D.G. Industria, PMI e Cooperazione di Regione Lombardia, che ha parlato della necessità di incontro tra cooperative e sindacato, illustrando quali siano i supporti per le piccole e medie imprese e come sia importante che si dia visibilità alla cooperazione.
 
I lavori sono proseguiti con gli interventi di: Luca Bernareggi Legacoop Lombardia; Maurizio Ottolini Confcooperative Lombardia; Giuseppe Di Giugno AGCI Lombardia; Maria Pia Redaelli DG Casa e opere pubbliche di Regione Lombardia; Paolo Lassini DG Agricoltura di Regione Lombardia; Francesco Foti DG Istruzione, formazione e lavoro di Regione Lombardia; Davide Sironi, DG Famiglia e solidarietà sociale
di Regione Lombardia.
 
A chiusura dei lavori il dr. Roberto Cova – DG Industria, PMI e cooperazione, Regione Lombardia ha salutato i presenti annunciando l’impossibilità dell’intervento previsto da parte dell’assessore Romano La Russa.
 
Da segnalare le numerose iniziative collaterali alla Conferenza, che si sono tenute in tutte le province lombarde, come: “Il paese di giocooperiamo – ”Istituto Stomatologico, Visite odontoiatriche gratuite – Ristorante Magnosfera (Camst), Visita guidata al centro cucina di due classi dell’Istituto turistico alberghiero “Vespucci” di Milano -Solidal Coop, In tutti i supermercati Coop della Lombardia dal 17 al 24 ottobre, promozione dei prodotti Solidal da parte dei soci attivi – Mostra “Il profumo della libertà”, sulle cooperative sociali che operano sui terreni confiscati alle mafie e tantissime altre attività di ogni genere nelle 11 province lombarde.
La Festa, nella sua totalità, con i suoi interventi tecnici e pratici ha permesso di entrare in contatto diretto e vedere all’opera i cooperatori, veri protagonisti di questo evento.

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UN ISTITUTO GIURIDICO STRAORDINARIAMENTE IMPORTANTE

di Michel Maritato (*)

Il Consiglio dei Ministri ha accolto con approvazione generale il Decreto Legislativo sulla conciliazione indirizzata alla soluzione delle controversie civili e commerciali, al fine di alleggerire il carico giudiziario giacente. Non più, ci si auspica, snervanti attese per un giudizio, ma tempi di poca durata. Tale nuovo istituto giuridico ha lo scopo di facilitare le parti nella ricerca di un accordo. Un cambiamento radicale del vinco-perdo, tipico delle cause civili in giudizio, con un rendiconto in cui ambedue le parti riescono ad assicurarsi soddisfazione.

Dovrebbe definitivamente entrare in vigore non più tardi del 28 gennaio 2010, all’obbligatorietà del tentativo di conciliazione già vigente per: i rapporti societari, i trasferimenti di partecipazioni sociali, i patti parasociali, i rapporti di intermediazione mobiliare, il credito per le opere pubbliche, i patti di famiglia, controversie in materia di subforniture, di diritti d’autore, di telecomunicazioni, di affiliazione e franchising, turismo e tinto lavanderie, si aggiungono quelle controversie che scaturiscono dai contratti come: il condominio, la locazione, la responsabilità derivante da colpa medica, i contratti bancari, finanziari, assicurativi, quindi, per quasi tutti i diritti civili e commerciali.

Questo istituto del tentativo di conciliazione è totalmente avulso da quelli in materia di lavoro o di quelli messi in atto da associazioni di categoria con commissioni paritetiche ne deriverà un procedimento innovativo e sarà affidato unicamente a figure professionali in grado di espletare l’incarico di conciliatore.

Per ottenere la qualifica di conciliatore professionale, è necessario frequentare obbligatoriamente un corso di specializzazione di 40 ore con ente accreditato presso il Ministero della Giustizia.I professionisti iscritti da più di 15 anni in albi o ordini professionali del settore giuridico-economico o equipollenti acquisiranno la qualifica automaticamente. Una nuova professione si interfaccia con la competitività del Paese.

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