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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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L’INCHIESTA DI TRANI METTE A RISCHIO L’EQUILIBRIO TRA I POTERI

di Emanuela Maria Maritato (*)

Di tutti i moralismi che affliggono la sinistra odierna, forse, quello che riguarda la Costituzione è il più odioso e grottesco in quanto si pone a fondamento di una auto-legittimante presunzione di superiorità civile, legale e giuridica che si traduce spesso in una ostentata pretesa di superiorità morale. Tutti si ha in mente le volte, decine e decine, che esponenti politici, militanti, giornalisti, scrittori, intellettuali, cantanti, comici hanno mostrato il testo della Costituzione come protesta contro il Governo Berlusconi, ritenendo gli atti di quest’ultimo contrari alla Costituzione medesima. Da parte di tutti è ancora forte il ricordo delle Toghe che, all’apertura dell’anno giudiziario, hanno abbandonato le aule con la Costituzione in mano come segno di vibrante protesta contro il Governo. Dovunque riecheggiano le parole, tipiche del gergo e della mentalità della sinistra, attinenti la Costituzione, spesso descritta come «la Bibbia civile», «il Vangelo della legalità», o «l’anima della nazione». Questa deferenza, questa religiosità, questa sacralità nei confronti di un testo di legge, seppur fondamentale come la Costituzione, svela quanta ideologia, quanto apriorismo, quanto formalismo risieda nella concezione che la sinistra possiede del diritto, della società e della Costituzione medesima.

 

A ciò si aggiunga che qualora si ritenga che la Costituzione sia violata dal Governo, tutti son pronti a gridare allo scandalo e stracciarsi le vesti; ma quando la Costituzione è disattesa dalla magistratura, tutti tacciono. Ebbene sì, anche la magistratura può ledere i principi e le norme costituzionali, soprattutto perché ad essa è rimesso il compito di applicare la legge: applicazione che, talvolta, può essere contraria alla Costituzione. Per questo, per esempio, esiste la Corte Costituzionale a cui sono rimessi i dubbi dei giudici sulla costituzionalità delle norme da applicare.

Senza andare troppo lontano, si esamini il caso in questione, cioè il Tranigate, come è stato ribattezzato. Sul merito della vicenda già altri commentatori si sono affaticati per far comprendere la reale natura dei fatti, e che essi non costituiscono alcuna fattispecie di reato; in questa sede, invece, occorre esaminare la vicenda da un punto di vista strettamente giuridico: da un lato sotto il profilo costituzionale e processuale; dall’altro sotto il profilo di certi principi che d’un colpo sono stati falciati via senza troppi riguardi.

L’art. 96 della Costituzione così recita: «Il presidente del Consiglio dei Ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale». A ciò si aggiunga che ai sensi dell’art. 7 dell’intervenuta legge costituzionale del 16 gennaio 1989, n.1, presso ogni tribunale competente per territorio è istituito lo speciale collegio che dovrà giudicare degli eventuali reati commessi dai ministri o dal presidente del Consiglio.

Proprio sulla competenza territoriale si impernia l’intera faccenda. La competenza territoriale, per quanto riguarda un ipotetico reato commesso dal presidente del Consiglio, apparterrebbe al Tribunale di Roma, essendosi ivi verificati i fatti oggetto di contestazione, cioè le telefonate tra Berlusconi e Minzolini e gli altri. Non si comprende dunque con che tipo di artifici la Procura di Trani trattenga ancora presso di sé l’inchiesta.

Oltre alla violazione della predetta legge costituzionale e del citato articolo 96, la violazione delle regole sulla competenza sono lesive dei principi contenuti nel primo comma dell’art 25 della Costituzione («Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge»), e dell’art 6, paragrafo 1, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali («Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti»). La formula  giudice naturale precostituito per legge», sia nelle intenzioni dei padri costituenti sia in quella dei redattori della Convenzione europea citata, sta a significare che quanti commettono un reato non possono essere giudicati da un giudice scelto con criteri arbitrari, ma che, essendo in uno Stato di diritto, debbano essere giudicati secondo criteri prestabiliti e formalmente estrinsecati, addirittura prima della commissione del reato stesso. Ma non ancora si può concludere qui. Le intercettazioni su cui si basa l’inchiesta di Trani si devono considerare illegittime in quanto non sono state, come la legge prevede, mezzo di ricerca della prova, ma mezzo di ricerca del reato del tutto accidentale, come gli stessi procuratori hanno ammesso giorni addietro.

In uno Stato di diritto, infatti, il reato non può essere conosciuto tramite un sistema di intercettazioni totalizzante simile al grande fratello di orwelliana memoria. Del resto lo stesso codice di procedura penale annovera le intercettazioni tra i mezzi di ricerca della prova, cioè tra gli strumenti di cui si serve l’autorità giudiziaria non per conoscere l’esistenza dei reati, ma per provare i fatti di una contestazione penale già esistente.

Infine: la pratica del Csm aperta sull’invio degli ispettori del Ministero della Giustizia presso la Procura di Trani, invio disposto dal Ministro Alfano, dovrebbe allarmare tutti, anche i più refrattari alle logiche sottostanti allo Stato di diritto ed alla divisione dei poteri, poiché il Csm si arroga competenze, facoltà e doveri che ad esso non sono appartenenti, né per funzione, né per poteri, né per legge, né per Costituzione.

Con quale diritto o potere l’organo di auto-governo della magistratura può aprire un fascicolo su un membro dell’Esecutivo? E a che titolo? Sarebbe un provvedimento penale, amministrativo o disciplinare quello che il Csm approverebbe sull’operato del Ministro della Giustizia? E quale norma o legge garantisce queste facoltà? E la divisione dei poteri? E la non trascurabile circostanza che la magistratura non è un potere, come ricorda Montesquieu (cioè il padre della teoria della separazione dei poteri), non dovrebbe essere un segnale preoccupante che proviene da una parte  della magistratura italiana?

Proprio per riparare a queste problematiche, forse, il Presidente del Csm Nicola Mancino ha dovuto ammettere che, in effetti, l’invio degli ispettori da parte del Ministro è legittimo, purché non interferisca con le indagini. Ma se le indagini violano delle garanzie costituzionali come si può non interferire? E allora a che fine è destinato il fascicolo del Csm sul ministro? Qualcuno dovrebbe ricordare che il Csm è organo di auto-governo dei magistrati e non di governo e controllo del Governo

 

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

LE BANCHE? SI SIGNORI…MEGLIO DI HARRY HOUDI !

di Emanuela Maria Maritato (*)

Houdini (per chi non avesse avuto il piacere di sentirlo nominare)è stato il più grande illusionista di tutti i tempi… dopo i banchieri, logicamente. Eppure, nonostante il furto sistematico del frutto del nostro lavoro, la gente non percepisce lo sfruttamento. Come mai? La risposta non è difficile: non è un illusione. La risposta è nella tecnica, nello sviluppo tecnologico. La tecnica, nelle mani dei banchieri, fa in modo che la gente produce cento, gli resta 10 e nessuno se ne accorge. Senza lo sviluppo tecnologico la gente produceva 50 e gliene restavano 5. Quindi se per il cittadino c’è stato comunque un vantaggio di 5, i maghi del liberismo, da 45 sono passati a godersi 90 del nostro lavoro. Gran parte di questa ricchezza viene spesa per il “controllo” delle nostre menti. Ma questa volta niente di originale…

L’idra liberale dalle due teste, ci ritenta. Qualcuno se la prende con gli omosessuali? E via con lo scontro destra – sinistra, come se nella storia mancassero esempi di omosessuali di destra e di sinistra.

 Scontri fra ragazzi? E via, comunisti contro anticomunisti, come se a quella età fosse necessario scomodare Marx e Mussolini per trovare una scusa per fare a botte. Atti di razzismo?

 

E  vai ancora con fascismo e antifascismo, dimenticando che è a Sinistra nasce il razzismo biologico e che fior fiore di autori di sinistra sono stati dichiaratamente anti-semiti.

Ogni occasione, insomma, è buona per fermare il calendario e riportarlo indietro, a quando i giovani si scannavano e i politicanti facendo dei bei discorsi sulle loro bare, se la godevano.

Sì, ce la stanno mettendo tutta. Eppure tutti sanno come va a finire. E’ una storia già scritta, un copione già noto, un remake ingiallito dal tempo: i cattivi maestri, guarda caso sempre figli del ‘68, sono li, dietro le quinte.

Ma questa volta non c’è la faranno.

La finanza comanda, il politico ubbidisce, il militante rischia, l’ideologia porta le energie al macero, il banchiere ride. Ecco la trama. Nessuna novità.

Non reciteremo la nostra parte: come dei veri sindacalisti rivoluzionari, andiamo in sciopero. Non timbreremo il cartellino nella fabbrica delle ideologie.

Oggi non è come nel ‘68, oggi conosciamo il signoraggio, conosciamo i veri macchinisti del vapore, sappiamo come agiscono, quando, perché. E sappiamo pure come vanno a finire le esperienze politiche degli estremisti. Come una ricetta stabilita, tanti si trasformano in borghesi, qualcuno diventa direttore di qualche giornale al soldo di quelli che contestavano, alcuni diventano deputati e pochi, irriducibili, vanno in galera.

Se “l’ozio è il padre dei vizi”, l’ozio mentale è il padre delle ideologie, belle pre-confezionate, con la loro mistica consolidata, con le loro bandiere bagnate dal sangue dei martiri. Tutto bello e pronto: prodotti surgelati e pronto al consumo, da dare in pasto a giovani militanti per giocare alla rivoluzione.

Poi, seguono, inevitabili, la delusione, l’inconcludenza e quindi il fanatismo che sostiene l’impossibile. In fondo è vero: il fanatismo “consiste nel raddoppiare gli sforzi quando si è dimenticato lo scopo”.

Lo scopo è chiaro: togliere di mano alla finanza internazionale il controllo delle nostre vite. Per farlo bisogna intraprendere strade nuove che, in quanto nuove, non si possono descrivere prima.

Se le conoscessimo, dove sarebbe la novità?

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

LE BANCHE? SI SIGNORI…MEGLIO DI HARRY HOUDI !

di Emanuela Maria Maritato (*)

Houdini (per chi non avesse avuto il piacere di sentirlo nominare)è stato il più grande illusionista di tutti i tempi… dopo i banchieri, logicamente. Eppure, nonostante il furto sistematico del frutto del nostro lavoro, la gente non percepisce lo sfruttamento. Come mai? La risposta non è difficile: non è un illusione. La risposta è nella tecnica, nello sviluppo tecnologico. La tecnica, nelle mani dei banchieri, fa in modo che la gente produce cento, gli resta 10 e nessuno se ne accorge. Senza lo sviluppo tecnologico la gente produceva 50 e gliene restavano 5. Quindi se per il cittadino c’è stato comunque un vantaggio di 5, i maghi del liberismo, da 45 sono passati a godersi 90 del nostro lavoro. Gran parte di questa ricchezza viene spesa per il “controllo” delle nostre menti. Ma questa volta niente di originale…

L’idra liberale dalle due teste, ci ritenta. Qualcuno se la prende con gli omosessuali? E via con lo scontro destra – sinistra, come se nella storia mancassero esempi di omosessuali di destra e di sinistra.

 Scontri fra ragazzi? E via, comunisti contro anticomunisti, come se a quella età fosse necessario scomodare Marx e Mussolini per trovare una scusa per fare a botte. Atti di razzismo?

 

E  vai ancora con fascismo e antifascismo, dimenticando che è a Sinistra nasce il razzismo biologico e che fior fiore di autori di sinistra sono stati dichiaratamente anti-semiti.

Ogni occasione, insomma, è buona per fermare il calendario e riportarlo indietro, a quando i giovani si scannavano e i politicanti facendo dei bei discorsi sulle loro bare, se la godevano.

Sì, ce la stanno mettendo tutta. Eppure tutti sanno come va a finire. E’ una storia già scritta, un copione già noto, un remake ingiallito dal tempo: i cattivi maestri, guarda caso sempre figli del ‘68, sono li, dietro le quinte.

Ma questa volta non c’è la faranno.

La finanza comanda, il politico ubbidisce, il militante rischia, l’ideologia porta le energie al macero, il banchiere ride. Ecco la trama. Nessuna novità.

Non reciteremo la nostra parte: come dei veri sindacalisti rivoluzionari, andiamo in sciopero. Non timbreremo il cartellino nella fabbrica delle ideologie.

Oggi non è come nel ‘68, oggi conosciamo il signoraggio, conosciamo i veri macchinisti del vapore, sappiamo come agiscono, quando, perché. E sappiamo pure come vanno a finire le esperienze politiche degli estremisti. Come una ricetta stabilita, tanti si trasformano in borghesi, qualcuno diventa direttore di qualche giornale al soldo di quelli che contestavano, alcuni diventano deputati e pochi, irriducibili, vanno in galera.

Se “l’ozio è il padre dei vizi”, l’ozio mentale è il padre delle ideologie, belle pre-confezionate, con la loro mistica consolidata, con le loro bandiere bagnate dal sangue dei martiri. Tutto bello e pronto: prodotti surgelati e pronto al consumo, da dare in pasto a giovani militanti per giocare alla rivoluzione.

Poi, seguono, inevitabili, la delusione, l’inconcludenza e quindi il fanatismo che sostiene l’impossibile. In fondo è vero: il fanatismo “consiste nel raddoppiare gli sforzi quando si è dimenticato lo scopo”.

Lo scopo è chiaro: togliere di mano alla finanza internazionale il controllo delle nostre vite. Per farlo bisogna intraprendere strade nuove che, in quanto nuove, non si possono descrivere prima.

Se le conoscessimo, dove sarebbe la novità?

(*) Laureata in Diritto Internazionale Umanitario e Giornalista Freelance

NUOVE VERIFICHE PER IL RED

di Michele Maritato (*)

Da quest’anno vita più facile per i pensionati che devono dare conto all’Inps delle proprie entrate per beneficiare di prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito. La dichiarazione con il famoso modello Red va presentata entro il 30 giugno soltanto da coloro che hanno redditi non soggetti all’Irpef come le pensioni di guerra, le indennità di invalidità civile e le rendite Inail. Per tutti gli altri ci pensa l’Inps che preleverà dagli archivi del Fisco tutte le informazioni riguardanti i redditi dei pensionati. Per mettere in pratica le nuove modalità di comunicazione dei redditi, introdotte dalla legge 102/2009, l’ente si è regolato in questo modo. Con il “bustone” inviato all’inizio dell’anno ha fatto prevenire a tutti i potenziali interessati, insieme al modello Cud e la dichiarazione per le detrazioni, anche il modello Red non essendo a conoscenza delle possibili variazioni intervenute nella loro situazione reddituale. Con lo stesso plico è stata inviata anche una comunicazione con la quale si spiega che entro il 30 giugno la dichiarazione dovrà essere presentata tramite i CAF solo nel caso in cui:
nella situazione reddituale del soggetto e dei suoi familiari c’è stata una variazione ed è al tempo stesso egli risulta titolare di redditi che non vanno dichiarati al Fisco;
non ci sono state variazioni ma il pensionato ha comunque redditi che non vanno dichiarati al fisco.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
STUDIO.MARITATO@GMAIL.COM   
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it

NUOVE VERIFICHE PER IL RED

di Michele Maritato (*)

Da quest’anno vita più facile per i pensionati che devono dare conto all’Inps delle proprie entrate per beneficiare di prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito. La dichiarazione con il famoso modello Red va presentata entro il 30 giugno soltanto da coloro che hanno redditi non soggetti all’Irpef come le pensioni di guerra, le indennità di invalidità civile e le rendite Inail. Per tutti gli altri ci pensa l’Inps che preleverà dagli archivi del Fisco tutte le informazioni riguardanti i redditi dei pensionati. Per mettere in pratica le nuove modalità di comunicazione dei redditi, introdotte dalla legge 102/2009, l’ente si è regolato in questo modo. Con il “bustone” inviato all’inizio dell’anno ha fatto prevenire a tutti i potenziali interessati, insieme al modello Cud e la dichiarazione per le detrazioni, anche il modello Red non essendo a conoscenza delle possibili variazioni intervenute nella loro situazione reddituale. Con lo stesso plico è stata inviata anche una comunicazione con la quale si spiega che entro il 30 giugno la dichiarazione dovrà essere presentata tramite i CAF solo nel caso in cui:
nella situazione reddituale del soggetto e dei suoi familiari c’è stata una variazione ed è al tempo stesso egli risulta titolare di redditi che non vanno dichiarati al Fisco;
non ci sono state variazioni ma il pensionato ha comunque redditi che non vanno dichiarati al fisco.

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CONTRIBUTI VOLONTARI 2010: QUANTO COSTANO

di Michele Maritato (*)

Anche quest’anno costa un po’ di più coprire un anno di assicurazione con i versamenti volontari. Rispetto al 2009 il rincaro è comunque poca cosa perché la discesa dell’inflazione ha comportato un adeguamento minimo dei valori (+0,7%) legati, come per le pensioni, agli indici Istat sul costo della vita. Le cifre da pagare non sono comunque uguali per tutti in quanto variano in base alla retribuzione percepita nell’ultimo anno di attività. In questo numero: come si presenta la situazione per le diverse categorie in vista della prima scadenza in calendario, quella del 30 giugno 2010, entro la quale va versato il trimestre gennaio – marzo 2010.

(*) Studio Maritato
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CONTRIBUTI VOLONTARI 2010: QUANTO COSTANO

di Michele Maritato (*)

Anche quest’anno costa un po’ di più coprire un anno di assicurazione con i versamenti volontari. Rispetto al 2009 il rincaro è comunque poca cosa perché la discesa dell’inflazione ha comportato un adeguamento minimo dei valori (+0,7%) legati, come per le pensioni, agli indici Istat sul costo della vita. Le cifre da pagare non sono comunque uguali per tutti in quanto variano in base alla retribuzione percepita nell’ultimo anno di attività. In questo numero: come si presenta la situazione per le diverse categorie in vista della prima scadenza in calendario, quella del 30 giugno 2010, entro la quale va versato il trimestre gennaio – marzo 2010.

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LA TORRE DI PISA

di Enrico Ferdinandi

 

La Torre di Pisa è uno dei monumenti più suggestivi e visitati del mondo. Diventato patrimonio dell’Unesco nel 1987 assieme alla Cattedrale di Santa Maria, la piazza del Duomo ed il Battistero, attrae ogni anno milioni di visitatori per una particolarità che la rende unica al mondo, la pendenza. La torre che nasce come campanile del Duomo è alta 56 metri e pesa ben 14.453 tonnellate e poggia su di un terreno instabile il cui cedimento cominciò già dalle prime fasi di costruzione. Nonostante la paura di un crollo i lavori continuarono ed una volta terminata l’opera si notò come la torre fosse propensa a continuare ad inclinarsi. Nel XX secolo si notò come l’inclinatura avesse raggiunto i 3.99° rispetto all’asse verticale, tuttavia il baricentro cadendo all’interno della base di appoggio gli permette di rimanere in piedi e di avere un buon assestamento.
La costruzione della Torre prese il via nel 1174, secondo il calendario pisano, che iniziava con dieci mesi di anticipo circa. Si ritiene perciò che la nascita dell’edificio sia databile al 1173. Si interruppe più volte, probabilmente a causa del cedimento del terreno che le avrebbe impedito per sempre di rimanere perpendicolare al terreno.

 Tuttavia all’epoca un simile fenomeno capitava più spesso di quanto si possa pensare. L’insufficiente documentazione a disposizione non ha aiutato gli studiosi a completare il quadro delle operazioni che si sono susseguite nell’arco di duecento anni. Tuttavia, si dà ormai per sicuro che il concepimento originale del campanile non prevedeva assolutamente l’incredibile inclinazione che ne ha accresciuto la notorietà.
Una seconda fase dei lavori, cui prese parte anche Givanni Pisano, si avviò nel 1275, con la costruzione di altri tre piani. La cella campanaria fu aggiunta all’incirca a metà del XIV secolo. Nell’800 vennero effettuati dei lavori di che ne riportarono alla luce parte del basamento interrato. Fu un grave errore che alterò la stabilità della torre, accelerandone il processo di inclinazione. Dal 1990 al 2001 la Torre è quindi rimasta chiusa ai visitatori per un lavoro di recupero complesso e articolato, che l’ha restituita ai visitatori. È oggi possibile accedervi, sebbene il numero degli ingressi sia molto limitato.

È NATA LA MARITATO GROUP CASA EDITRICE !!!

di Emanuela Maria Maritato (*)

SITO: www.maritatogroupcasaeditrice.com

La casa editrice telematica MARITATO GROUP, nasce dall’idea di tre giovani ragazzi (Michel Emi Maritato,Emanuela Maria Maritato e Michele Caruso) di voler creare qualcosa di ancor più rivoluzionario al fine di sensibilizzare ulteriormente quante più persone possibili alla cultura.

Un certo interesse nella creazione della stessa ci è stato suscitato dal fatto che oggi il nostro pensiero cosciente è quasi sempre condizionato dalla presenza di un determinato patrimonio ideativo legato a filo doppio col nostro patrimonio linguistico. Ciò significa che le nostre espressioni linguistiche, siano esse creazioni letterarie o artistiche, sono intimamente legate con le nostre attitudini cogitative, fruitive; proprio per il venir meno del nostro codice linguistico, alcune possibilità espressive vengono meno o si trasformano, giustificando l’omologo scindersi di tutte le manifestazioni artistiche. 

 Ha così origine e si diffonde il mito di una tecnologia che finalmente migliora le condizioni dell’uomo senza distruggere l’ambiente naturale, ponendo fine a quella dicotomia tecnica-natura che affliggeva non poche coscienze. Tutto ciò che viene creato dalla nuova tecnologia, e che un tempo doveva necessariamente sovrapporsi a ciò che già esisteva in natura, trova ora asilo in un mondo a parte, in una sorta di concretizzazione del concetto di altra dimensione:IL MONDO TELEMATICO…… I generi trattati attraverso i testi digitali in catalogo nella nostra casa editrice sono diversi: narrativa per ragazzi e per adulti, favole inedite e fiabe classiche,poesia e saggi di varia cultura.

La casa editrice inoltre ha deciso di impegnarsi nel difficile compito di rispondere anche alle esigenze della didattica, in previsione dell’inserimento del libro elettronico(e-book) nelle scuole di diverso ordine e grado: lavorando in questa direzione, quindi, essa è in questo momento particolarmente interessata alla collaborazione con docenti di vario ambito disciplinare.

In parallelo cerca di inserirsi nel campo delle pubblicazioni artistiche, del fumetto e di tutti i settori che possano accompagnare e sostenere la didattica, offrendo una panoramica della cultura in tutti i suoi aspetti…

La casa editrice MARITATOGROUP vuole inoltre offrire l’opportunità a poeti e scrittori di veder pubblicata la propria opera con soli 96 euro per spese di pubblicazione. Questo principalmente per dare a tutti l’opportunità di far conoscere il proprio valore e scoprire talenti altrimenti ignorati e nascosti.

Non sono ancora numerosi, ma certamente sono qualificati e ben consapevoli delle proprie scelte, gli editori italiani e stranieri che negli ultimi anni hanno rivolto l’attenzione a internet e all’editoria elettronica in ambiente telematico. Si tratta sia di editori affermati che hanno aggiornato le proprie competenze sul versante dell’editoria digitale, con ottimi risultati; ma anche di nuovi editori, che hanno intrapreso la propria attività puntando direttamente sull’editoria elettronica.


IL MOTTO:

“Osa sapere!”


IL LOGO:
 RAPPRESENTA BOREA (IL VENTO DEL NORD E RE DEI VENTI, SECONDO LA MITOLOGIA GRECA) CHE APPRENDE DA EOLO (DIO DEL VENTO) A SPIRARE! LA FRASE IN BASSO, “OSA SAPERE”, E’ LA TRADUZIONE IN ITALIANO DEL “SAPERE AUDE” LATINO, RESO DAL FILOSOFO IMMANUEL KANT MOTTO DELL’ILLUMINISMO. IL PRIMO AD USARE L’ESPRESSIONE “SAPERE AUDE” FU ORAZIO NELLE SUE EPISTOLE. IL TUTTO, OVVIAMENTE, E’ UN ADATTAMENTO GRAFICO DI UNA STAMPA OTTOCENTESCA!

(*) Direttrice www.maritatogroupcasaeditrice.com

REACH: IN VIGORE IL NUOVO DECRETO

di Elettra Marricco (*)

Il REACH prende forma, il 16 gennaio ed entra in vigore il Decreto 22 novembre 2007 con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 12 del 15 Gennaio 2008.
Il REACH (CE) n° 1907/2006, ha ridefinito il settore chimico europeo, definendo le procedure di registrazione delle sostanze chimiche al fine di tutelare ambiente e consumatori.
Ogni anno, gli animali utilizzati in test di tossicità, nella sola Italia sono circa 70.000 mentre nell’Unione Europea sfiora il 1.000.000.
Se, i principi saranno rispettati, si potranno evitare inutili e crudeli test su milioni di animali.Quindi, bisogna incentivare al massimo, i metodi di test alternativi sugli animali, altrimenti, è stato stimato che occorreranno circa 4 o 5 milioni di animali, se non di più, per testare tutte le sostanze che il Reach prevede di esaminare.
Questo, nonostante, sempre più parte della comunità scientifica, dica no, sull’uso di animali come cavie per verificare l’effetto tossico di sostanze sull’uomo.

La lav, sta seguendo costantemente, l’evoluzione della normativa, incontrando le autorità preposte, aspettandosi misure concrete, per la sostituzione dell’uso degli animali, con metodi << in vitrio >>, come già stato fatto  e si sta facendo, con modelli informatici e, tecnologie moderne come la << tossicogenomica >>: che dimostra quanto sia insensato l’impiego degli animali.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

TRASPORTO ILLEGALE DI CAVALLI DA MACELLO

di Elettra Marricco (*)

Illegalità e atrocità, commesse ai danni di migliaia di cavalli da macello, trasportati vivi dalla Spagna, Europa e dall’Est verso l’Italia: è quanto denunciato dalla coalizione Handle with care (trattare con cura) e dalla Lav (lega antivivisezione) che con loro collabora.
La notizia, ha fatto talmente scalpore, che il sottosegretario al Ministero della Salute Gianpaolo Patta, ha ordinato ai Carabinieri dei Nas dei controlli accurati, che come al solito, hanno rilevato le sofferenze patite da questi poveri animali.
I cavalli,(secondo la normativa vigente), prevede che debbano viaggiare, in box singoli, avere cibo e acqua sufficienti e, sopratutto poter riposare, ma ciò regolarmente viene ignorato. Infatti, viaggiano per 36-46 ore consecutive, spessissimo senza riposo, senza acqua e cibo sufficienti e , a temperature che in estate arrivano a superare i 40 gradi.
L’Unione Europea, finalmente e, seguendo l’impegno del piano quinquennale quest’anno proporrà nuove e , più restrittive norme per ridurre, tempi di viaggio e i carichi di animali vivi verso il macello. Ai Ministri della Salute e delle politiche Agricole viene chiesto l’impegno a seguire questa linea, in modo da riuscire a contrastare l’illegalità, e fermare il crudele trasporto degli animali.

(*) Volontaria canile “Quinto mondo, la nuova cuccia!” di Roma

I MISTERI

di Mario Codella

L’uomo ha sempre dato molta importanza a ciò che non riesce a capire, al mistero, che circonda tantissimi argomenti della nostra vita culturale.
Oltre ai misteri scientifici, sui quali si sta studiando con risultati sempre più entusiasmanti, grande attenzione si sta ponendo allo studio del nostro antico passato e l’archeologia ci sta dimostrando che i libri di storia sono molto lacunosi: civiltà scomparse,insospettabili città ritrovate in tutti i continenti,opere dell’uomo difficili da spiegare se rapportate ai tempi a cui risalgono.

Da qualche decina di anni un altro mistero è al centro dell’attenzione generale, tanto che molte nazioni stanno spendendo tanti soldi per le ricerche: la vita extraterrestre.
Questa nuova rubrica non vuole indirizzarsi verso il sensazionalismo ma attenersi il più possibile ai fatti,che spesso vanno oltre la fantasia.

Ben vengano tutte le segnalazioni, le considerazioni, le analisi ed i dubbi riguardo ai tanti misteri che, per fortuna, costellano la nostra vita. Insomma, cerchiamo di far vincere in questo spazio giornalistico la curiosità.

APPELLO DI LINO BANFI A BONDI: AIUTIAMO LA ANTONELLI

di Giuseppe Cocomazzi (*)

Tra la vita di Laura Antonelli e la sceneggiatura di un film c’è un’unica rilevante differenza: la prima è vera. Infatti, gli elementi per creare il classico plot dell’iperbole crescente prima, e decrescente poi, di una stella nel cosmo cinematografico ci sono tutti: da bambina profuga durante l’esodo istriano, passando per i caroselli per la Coca Cola, Laura s’innalza fino a diva del cinema sexy all’italiana, divenendo icona femminile grazie a film come Malizia (1973), la pellicola che la porterà al successo; Sessomatto (1973) di D. Risi; o interpretazioni più drammatiche come L’innocente (1976) di L.Visconti. Intraprese una relazione di 9 anni con uno dei play-boy dell’epoca, Jean-Paul Belmondo, rubato ad una bond-girl, ma la conclusione negativa della stessa, porterà l’attrice a riflettere su un malessere interiore occultato dala fama e dai gioielli. Gli Ottanta la vedono ancora protagonista dall’erotico nostrano o in commedie “pulite” come Viuuulentemente mia, finché il 27 Aprile 1991, visibilmente intontita dall’alcool, aprì la porta della sua villa al maresciallo Sollazzo, nel bel mezzo di una festa poco ortodossa.

Vennero rinvenuti 36 grammi di cocaina, quantità notevole (162 dosi) che la condannò a 3 anni e 6 mesi di carcere per spaccio di sostanze stupefacenti, senonché nel 2000 venne assolta in appello, ritenuta soltanto tossicomane e non spacciatrice. Ma il 1991 non rappresentò solamente la perdita della fama, ma anche della faccia: nel tentativo di sfruttare lo scandalo, venne realizzato un remake di Malizia, intitolato Malizia 2000, (un fiasco al botteghino) durante il quale venne chiesto a Laura di subire alcuni interventi di lifting. Fallì anche il remake del viso: a seguito di una reazione allergica, il volto che aveva aizzato il desiderio di tanti italiani, mutò fino a sfigurarsi.
Ora l’ ex-attrice vive in solitudine in una casa di Roma, con una pensione di 510 euro al mese, gli aiuti della parrocchia da lei assiduamente frequentata, e il dolore preso “come una spugna” per cancellare le persone che l’hanno abbandonata nei momenti difficili.
Venuto a conoscenza della sua condizione, Lino Banfi, con cui ha lavorato in diversi film, attraverso le pagine del Corriere della sera ha chiesto al ministro Bondi e a Berlusconi che la Antonelli, “la donna più bella dell’ universo” come ebbe a definirla Luchino Visconti, possa usufruire della legge Bacchelli. Bondi ha prontamente accolto l’appello (ma quando la giustizia avrebbe dovuto fare il suo corso passarono 9 anni).
Ciononostante, e dopo un incontro atteso 22 anni con Lino Banfi, la Antonelli, pur ringraziando il suo amico e la disponibilità di coloro che sono disposti ad aiutarla, ha espressamente chiesto di voler essere dimenticata  -come finora è stato fatto, aggiungiamo- e di non pensare alla sua vita terrena che, ormai, non le interessa più.

(*) Studente di Lettere moderne all’Università di Foggia

AUGURI REPUBBLICA ITALIANA!

«CI SONO MOLTI CHE NELLA POLITICA FANNO SOLO UNA PICCOLA ESCURSIONE, COME DILETTANTI, ED ALTRI CHE LA CONSIDERANO E TALE È PER LORO, COME UN ACCESSORIO DI SECONDARISSIMA IMPORTANZA. MA PER ME, FIN DA RAGAZZO, ERA LA MIA CARRIERA, LA MIA MISSIONE.»
(Alcide De Gasperi)
 Padre Costituente e primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

AUGURI REPUBBLICA ITALIANA!

IL SEXYSSIMO iPad

di Silvia Quaranta (*)

Già diffuso negli Usa, è finalmente entrato in commercio in Italia l’ultimo ritrovato della Apple, l’ipad. È maneggevole, divertente, bello da tenere in mano, da toccare e da guardare, perché la qualità del monitor è eccezionale. Tra le immancabili critiche di vario ordine e grado, estatici commenti altrettanto variegati, file nei negozi e via dicendo, non si può certo dire che questo arrivo sia passato inosservato. E non solo in Italia. A Berlino, nella stazione della metropolitana di Rosenthaler Platz, è comparsa qualche pubblicità, diciamo, non del tutto ortodossa. Al posto di grafiche accattivanti, colori brillanti e così via, questi cartelloni mostravano infatti immagini, per così dire, fantasiosamente osées. A quanto pare, qualcuno aveva falsificato la réclame per intraprendere una simpatica campagna contro le dichiarazioni di Steve Jobs, il quale avrebbe imposto l’assoluto divieto di portare il porno sugli iPad. In Italia, oltre alle nevrasteniche file di appassionati, giornalisti e curiosi che si accalcavano nei negozi nel giorno d’apertura, la notizia è stata favorevolmente accolta anche da molti giornali on line, i quali, in onore dell’ipad, hanno votato per un restyling grafico delle proprie pagine virtuali. Perché, per chi non lo sapesse, l’ipad ci consente anche di sfogliare, in senso quasi letterale, libri e giornali.

Tra i “rifatti” troviamo Repubblica, il Corriere, il Sole 24 Ore: tutti ripuliti, riorganizzati, innovati. Tutti più dinamici, ridisegnati, più razionalizzati. O, almeno, così ci dicono gli esperti. Tutti, insomma, tirati a lucido per salutare il cibernetico straniero.  E se qualcuno, meno entusiasta degli altri, continua a lamentare il fatto che, a causa del decreto Pisanu, gli italiani saranno praticamente gli unici consumatori al mondo a poter usare il nuovo giocattolino della Apple quasi esclusivamente attraverso la Sim del telefonino (a prezzi in effetti non proprio d’occasione), gli affezionati consumatori del lusso digitale non sembrano intenzionati a farsi fermare. Quando ha presentato il suo gioiellino, qualche mese fa, Steve Jobs ha parlato di display multitouch da 9,7 pollici, connettività wi-fi, Bluetooth, l’accelerometro (per ruotare automaticamente lo schermo a seconda di come si orienta l’iPad), da 16 a 64 GB di memoria flash, il tutto in 700 gr di peso e poco più di un cm di spessore.
Che, tradotto per i non addetti ai lavori, significa: niente tastiera, niente mouse, niente porte usb, niente lettore cd e tanto altro. Insomma, non può di certo sostituire il buon vecchio computer di casa, e il suo stesso inventore aveva sottolineato come questo prodotto si rivolgesse in primis ai produttori di contenuti digitali, non ai fanatici della tecnologia. Ma, al di là delle caratteristiche meramente tecniche, la marcia in più dell’ipad sta proprio nella sua attrattiva estetica, nella maneggevolezza, nel fatto che è un oggetto incredibilmente divertente. Insomma, parafrasando Telesio Malaspina (L’Espresso 28/5/’10), l’ipad è « sexy più che utile »: non ha certamente le caratteristiche di un normale computer, comode o inutili che siano, ma è seducente per molti altri aspetti. E  i volubili sono tanti.

(*) Studentessa di Lingue all’Università “Sapienza” di Roma, Vicepresidente dell’associazione “La Testata” e attivista “Azione giovani”