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L’UNIVERSITÀ DI FOGGIA, OVVERO IL BRUTTO ANATROCCOLO

di Giuseppe Cocomazzi (*)

Nel clima generale di protesta contro i tagli universitari e la delegittimazione del ruolo di ricercatore, l’Università di Foggia risente maggiormente dell’incauta azione del governo. Abbiamo sentito di come alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, si siano disposte soluzioni estreme, quali svolgere gli esami in strada o, più romanticamente, a lume di candela nelle aule della facoltà durante le ore notturne. A Foggia, dopo l’Assemblea di Ateneo svoltasi il 1° Luglio, è stata convocata il 9 del corrente mese una seduta del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione di Ateneo. Ne perviene un quadro problematico più generale, per le note mancanze di fondi e per I’infruttuosa amministrazione degli orari universitari e delle sedi adibite per le lezioni.
I problemi che assillano Foggia, dunque, sono più viscerali: infatti, come si può leggere nella lettera aperta del Magnifico Rettore dell’Università, il prof. Giuliano Volpe, all’intera cittadinanza della Capitanata, lo scorso anno siamo stati ingiustamente inclusi tra le università non virtuose e abbiamo subito un taglio del 3% (sulla base di parametri assai discutibili, come ad esempio la ricerca effettuata negli anni 2001-03, a pochi anni dalla nascita dell’Università, o il numero di laureati occupati a pochi mesi dal conseguimento del titolo, in un territorio con i tassi più alti di disoccupazione d’Italia).

Abbiamo fatto fronte a quel taglio di circa 1.200.000 euro ma, nel 2010, abbiamo dovuto prevedere un altro taglio del 9%. Il nostro FFO (Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università, N.d.R.) è passato da circa 39 milioni a circa 35, mentre il costo degli stipendi ammonta a circa 38 milioni. Da ciò si evincono le difficoltà di pagamento degli stipendi ai professori e, soprattutto, ai ricercatori. Da un’altra lettera aperta, questa volta redatta dai docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia e rivolta agli studenti,apprendiamo che  i tagli pesantissimi previsti sugli stipendi dei docenti e dei ricercatori (già i più bassi rispetto alle medie europee; considerando che un ricercatore prende servizio con 1200 euro al mese con un successivo minimo incremento ogni due anni) e la minacciata riduzione della tredicesima, oltre allo svilimento del ruolo di ricercatore, costretto ad un lavoro a tempo determinato e con scarse possibilità di promozione, si ripercuotono non soltanto sulla classe docente, ma anche sulla qualità della vita universitaria degli studenti. Chi scrive può confermare che la situazione delle strutture e dei servizi nella suddetta facoltà è arretrata, e non dal momento in cui è scattata la protesta. Gli sforzi profusi per migliorare la vivibilità, poi, vengono presto mortificati dalle esigue risorse economiche e dalla presunta meritocrazia promossa dal ministro Gelmini , che non fa altro che aumentare il distacco tra le elite universitarie, le quali hanno migliori risultati poiché dispongono di più risorse finanziarie, e le nuove realtà, come l’Università di Foggia, che, nella più nefasta delle ipotesi, rischiano la chiusura. Meritocrazia è soltanto un eufemismo in luogo di plutocrazia, se non si dispone onestamente ed equamente dei fondi governativi, i quali dovrebbero essere rivolti con maggiore scrupolo e solidarietà verso gli enti più necessitosi. È inaccettabile che in Italia sussista ancora il principio del brutto anatroccolo: ovvero, chi nasce brutto, resta tale e viene emarginato, senza offrirgli la possibilità, invero innegabile, di scoprirsi cigno.
Le ripercussioni di questa linea di agitazione universitaria sono state arginate dalle associazioni studentesche di Foggia, come il collettivo Area Nuova, che si sono adoperate per permettere il regolare svolgimento degli esami, nei limiti delle loro possibilità. In pratica, oltre al rinvio delle sedute di laurea di una settimana e degli esami compresi tra il 5 ed il 9 Luglio, reso inevitabile dall’adesione dell’Ateneo alla settimana di mobilitazione nazionale, gli studenti di medicina si trovano costretti a seguire un calendario che prevede due appelli in un arco di tempo eccessivamente ristretto a fronte dei regolamentari quindici giorni che devono intervallare un appello dall’altro, poiché la Facoltà di Medicina ha preferito proseguire lo sciopero fino al 15 Luglio. Infine, la Facoltà di Ingegneria con sede a Foggia, cui però fa capo il Politecnico di Bari, confermando la partecipazione totale agli scioperi, ha provocato la coagulazione di numerosi esami, inserendo gli iscritti in un tour de force insostenibile.
È quasi inutile ribadire che nella gerarchizzazione dei diritti vigente in Italia, gli studenti occupano la fascia più bassa: ma non per questo si renderanno risibili a chi non provvede correttamente al loro futuro, scendendo a debilitanti e umilianti compromessi.

(*) Studente di Lettere moderne all’Università di Foggia

LA MUSICA DEL CUORE…

di Lucia Gemma (*)

“E’ la musica che è difficile, questa è la verità, è la musica che è difficile da trovare, per dirselo, lì così vicini, la musica e i gesti, per sciogliere la pena, quando proprio non c’è più nulla da fare, la musica giusta perchè sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell’andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano dalla vita, strano pendolo dell’anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male, e per questo gli amanti, tutti, cercano quella musica, in quel momento, dentro le parole, sulla polvere dei gesti, e sanno che, ad averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica, esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una piccola melodia, imparata da sempre, da cantare sotto voce…” 
(Baricco, Oceano mare)

Ricominciò dallo strappo. Ieri, il giorno prima di ieri, il giorno prima ancora di quell’unico ieri che le si era infilato in testa senza lasciarle la possibilità di reclamare,

senza volere l’occasione di esprimersi ancora. Non credeva che anche uno strappo potesse rendergli giustizia e farlo sorridere. Ma poi iniziava a parlarsi, senza neppure immaginare cosa era destinato a lui soltanto “Perché…”  –  diceva – “Perché non è per me…” E intanto cercava la musica, e si dimenticava delle note, e poi se le ritrovava sulle dita, e si emozionava, si fermava, si zittiva, si arrabbiava. Perdeva la speranza per pochi ma lunghi istanti e già sentiva che gli mancava terribilmente.

Forse gli amanti non sanno che l’unica musica che può salvarli se la portano nel cuore ed è più leggera di una piuma. Il trasparente mare più bello. Lo splendente sguardo di Amore. Alcuni la cercano così assiduamente che finiscono col perdersela di vista, quando appare zitta agli angoli di una strada sola, senza sentimenti paralleli. Ci passano sopra, la schiacciano delicatamente. Poi vanno via e qualcosa strozza quei cuori sopraffatti dall’orgoglio. Solo allora si ricordano dell’urlo sordo e insistentemente indimenticabile di  Amore. Solo allora ne cercano il contatto. Della sua mano nei capelli, del suo sorriso negli occhi, dell’eco della voce nelle sue orecchie. Corrono, salgono su treni dimenticati e viaggiano verso quel silenzio che invade anche l’anima più chiassosa. Vagoni vuoti e poi improvvisamente colmi di sentimenti perfettamente incontrastati.

Si fa avanti il coraggio e fa scivolare via quell’abito già dismesso, la paura.

Si fa avanti  l’istinto, stufo di vivere nel buio, oscurato dalla ragione.

Si fa avanti scia di immenso, occhio velato, senza filtri di bugie… Amore.

Processione di poesia.

Ora ci credi, sognatore?

Non devi lasciare che poi, forse, se succedesse, se solo si potesse…

Le corde del tuo violino vibreranno, il suono della tua voce giungerà a quell’orecchio innamorato, la melodia del tuo pianoforte nascerà pura, senza peccare d’arroganza. Allora riconoscerai la musica di un sassofono lontano e saprai ascoltare le appassionate note di un’arpa rilucente. E non lamentarti se il tuo corpo si muoverà troppo nell’accompagnare il tuo oboe, l’emozione ruba il desiderio più grande di farcela, delle volte. Posiziona il metronomo e ricomincia. Non disperare. La musica non tarderà. Amore suonerà con te.

Certi sogni vanno persi, sognatore. O non lo capirai mai quanto, onnipresenti, ti soffiavano sul cuore.

(*) Studentessa di Lettere Moderne all’Università di Foggia

SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO

di Andrea Pelagatti (*)

”Sì sì, siamo campioni!!!!”, titola oggi Marca, dopo aver predetto per settimane la vittoria della seleccion: ”Campioni del mondo” titolano tutti gli altri giornali sportivi. ”Da qua all’eternità” recita invece El Mundo sull’immancabile foto di Iker Casillas alzando la Coppa del Mondo che campeggia su quasi tutti i quotidiani iberici. ”Grazie Spagna”, è il titolo della Razon. Con un cubitale ”Re del mondo” apre invece La Vanguardia, che sceglie però l’immagine del giocatore del Barca Andres Iniesta mostrando a tutti la coppa. ”La Rossa regna”, afferma Publico, sulla foto dei campioni appena laureati. ”Il mondo ai suoi piedi”, continua El Periodico con una foto delle furie rosse che si estende per tutta la prima e ultima pagina. La Roja occupa tutta la prima pagina anche di El Pais: ”Campioni del mondo”, indica il titolo, e la didascalia ”la seleccion consolida la leadership di una generazione che abbaglia”.

L’articolo che attacca già sotto la foto parla di ”Un inno alla felicità senza demagogia: la Spagna è campione del mondo, l’epopea che mancava allo sport spagnolo, che vive la gloria dopo una cascata di prosperità”. Per il quotidiano ”il gol di Iniesta per l’eternita’ si e’ cantato in tutto il paese come un do di petto, o un inno alla gioia”. I catalani Sport e Mundo Deportivo parlano di secondo ”Iniestazo”, perche’ il gol all’ultimo minuto del genio di Fuentealbilla ricorda quello che infilò sempre allo scadere, nel 2009, allo Stamford Brigde e che valse il passaggio alla finale di Champions League al Barca. Questa volta però la rete ”è stata un’allegria per il paese intero”, e la ricompensa alla Spagna ”dopo quasi un secolo di calcio”. Marca assicura: ”Non ci dimenticheremo mai di questa vittoria, e c’è gente che dopo questo potrà morire tranquilla”. Secondo il quotidiano ”la Spagna e’ campione dopo la finale più drammatica che si ricordi”, mentre ”il gol di Iniesta (…) ha fatto giustizia di una squadra indimenticabile e consacra un giocatore che è paradigma di umiltà, quanto mai lontano dalle stelle del calcio, ma con le virtù di un fenomeno”. ”Iniesta de nuestras vidas”, è l’omaggio che rende El Mundo al ”piccolo Don Chisciotte”, ”al mago tappetto destinato a infilare al minuto 116 il chiodo nella bara dell’Olanda”. Per il quotidiano quella di ieri notte e’ stata ”giustizia poetica, perche’ ha vinto il calcio, e il calcio, questo meraviglioso folclore universale, e’ Iniesta”.

Il Mondiale di Sudafrica 2010 passa alla storia come quello delle prime volte. Per la prima volta si è giocato in Africa, per la prima volta dopo la prima giornata di gare ci sono stati due pareggi (Sudafrica-Messico 1-1 nel match inaugurale e Francia-Uruguay 0-0 nella partita serale), per la prima volta il paese ospitante non ha superato il primo turno, per la prima volta l’Italia e’ uscita di scena al primo turno senza nemmeno vincere una partita, per la prima volta le due finaliste di 4 anni prima, Italia e Francia, non hanno neppure superato la fase a gironi.
E’ stato il Mondiale delle prime volte anche per l’accesso agli ottavi di finale: mai le formazioni sudamericane – 5 quest’anno presenti in Sudafrica (Brasile, Argentina, Cile, Uruguay e Paraguay) – avevano superato in blocco la fase a gironi, mai si erano qualificate così poche squadre europee (appena 6, Germania, Inghilterra, Olanda, Slovacchia, Spagna e Portogallo).
Infine e’ stato il Mondiale della prima volta in cui una formazione europea ha vinto il titolo Mondiale lontano dal proprio continente e la prima volta della Spagna, diventata l’ottava nazionale ad aver vinto almeno un titolo iridato. La stessa Spagna è anche stata la prima squadra a vincere un Mondiale dopo aver perduto la prima partita (0-1 dalla Svizzera il 16 giugno scorso). Infine prima volta, in vetta alla classifica marcatori per uno spagnolo (Villa), per un uruguayano (Forlan) ed un olandese (Sneijder).

(*) Giornalista sportivo e studente LUISS

L’EVOLUZIONE DEL NOSTRO UNIVERSO : I NUCLEI GALATTICI ATTIVI

di Giuliana La Valle (*)

Nel novembre del 2004, la NASA ha messo in orbita lo Swift Gamma Ray Burst Explorer, un satellite artificiale la cui missione, oggi ancora operativa, è dedicata allo studio dei lampi gamma (o gamma ray burst; intensi lampi di raggi gamma, di durata variabile, da pochi millesecondi fino a circa diverse decine di minuti, con una distribuzione isotropa nell’universo, ovvero del tutto casuale ed imprevedibile). Questi lampi sono delle vere e proprie esplosioni che costituiscono, in assoluto, il fenomeno più energetico finora rilevato.

I dati dell’indagine che sta portando avanti lo Swift risultano notevolmente utili per spiegare il fenomeno relativo ai buchi neri; ovvero perchè esiste una bassissima percentuale (˜ 1%) di buchi neri supermassicci (buchi neri aventi una massa compresa tra milioni e miliardi di volte quella del sole), in grado di emettere una quantità di energia elevetissima. Buchi neri di questa entità possono generarsi in due soli modi:

-attraverso una accrezione lenta e graduale di materia a partire da una grandezza stellare, vale a dire attraverso l’agglomerarsi di materia circostanziale (materiale gassoso che si trova nelle vicinanze del campo gravitazionale del corpo celeste) per effetto della gravità;
-direttamente generati dalla pressione esterna creatasi nei primissimi istanti del Big Bang.

Oggi si pensa che la maggior parte delle galassie ospitino al loro centro un buco nero supermassiccio poichè, da misure effettuate con effetto doppler per valutare la velocità della materia stellare e gassosa presente al centro di galassie vicine, si rilevano moti di rotazione molto veloci spiegabili solo con la presenza di una grande concentrazione di massa al centro. Ad oggi l’unico oggetto celeste noto capace di concentrare tanta materia in uno spazio ridotto da rendere possibile tale fenomeno è, infatti, il buco nero. A prova di tale teoria è stata recentemente scoperta la presenza di uno di questi buchi neri di massa estremamente grande proprio al centro della nostra galassia (Via Lattea) seguendo l’orbita ellittica di una stella, dal cui periodo (tempo impiegato dal corpo orbitante a percorrere tutta la sua orbita) si è potuta calcolare la massa del presunto buco nero con un grado di precisione elevatissimo.
Da sempre si suppone che questi buchi neri possano essere il “motore” di galassie attive, ovvero quelle galassie dalle quali una frazione significativa della loro energia emessa non è riconducibile alle “normali” componenti di una galassia (stelle, polveri, gas interstellari); la intensa emissione che proviene dal centro della galassia sorge proprio in prossimità del buco nero supermassiccio e sprigiona una quantità di energia circa 10 miliardi di volte superiore a quella sprigionata dal sole, facendo sì che alcuni di questi active galactive nuclei (AGN) siano fra gli oggetti più luminosi dell’universo.
Oggi, secondo gli autori dello studio apparso sulla rivista Astrophysical journal letters lo scorso 8 Luglio, si ha la conferma che le galassie attive siano alimentate da una regione massiccia posta al loro centro, che ne costituisce il motore centrale, ovvero la fonte di energia in grado di attirare grandi masse di nubi di gas verso il suo centro consumandole o di farle avvicinare abbastanza da dare origine a nuove stelle in seguito allo shock e al successivo collasso gravitazionale. Da qui la spiegazione della bassa percentuale di buchi neri supermassicci emananti grandi quantità  di energia; evidentemente, i centri galattici hanno sostenuto dei recenti impatti con nubi di gas massicci ricavandone abbastanza “combustibile” da “accendersi”, dando origine a centinaia di stelle e contemporaneamente da alimentare il buco nero centrale.

“È interessante notare che solo alcune galassie sono attive, sebbene si ritenga che ogni galassia contenga un buco nero supermassiccio; l’idea che solo in alcuni casi avvenga il ‘bombardamento’ gassoso fornisce una spiegazione: si tratta di un evento del tutto fortuito.” Dichiara K. E. Saavik Ford, che ha partecipato alla ricerca.


(*) Studentessa di Fisica presso l’Università di Roma3

MODELLO “770”: NOVITÀ DI QUEST’ANNO

di Michel Emi Maritato (*)

Dopo il decreto legge n. 207 del 30 dicembre 2008 che ha unificato i termini per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta, entro il prossimo 31 luglio (termine che però si deve intendere prorogato al 2 agosto in quanto il 31 luglio cade di sabato) deve essere presentato, esclusivamente per via telematica, sia il modello 770 Semplificato che quello Ordinario. Con la dichiarazione “modello 770-Semplificato 2010” (oggetto del nostro lavoro di sintesi) si concludono gli adempimenti previdenziali e fiscali del sostituto d’imposta relativi all’anno 2009, sempre che questi non abbia corrisposto anche redditi di capitale soggetti a ritenuta.

In tal caso, le operazioni termineranno con la presentazione del modello 770-Ordinario 2010. Con il 31 luglio termina anche la possibilità per il sostituto di usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso per i versamenti tardivi o omessi relativi al 2009. Se il Modello 770 non viene presentato entro il 2 agosto c’è una seconda chance: può essere presentato entro i successivi 90 giorni senza particolari conseguenze negative. In questo numero una guida alla compilazione del Modello.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it 

MODELLO “770”: NOVITÀ DI QUEST’ANNO

di Michel Emi Maritato (*)

Dopo il decreto legge n. 207 del 30 dicembre 2008 che ha unificato i termini per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta, entro il prossimo 31 luglio (termine che però si deve intendere prorogato al 2 agosto in quanto il 31 luglio cade di sabato) deve essere presentato, esclusivamente per via telematica, sia il modello 770 Semplificato che quello Ordinario. Con la dichiarazione “modello 770-Semplificato 2010” (oggetto del nostro lavoro di sintesi) si concludono gli adempimenti previdenziali e fiscali del sostituto d’imposta relativi all’anno 2009, sempre che questi non abbia corrisposto anche redditi di capitale soggetti a ritenuta.

In tal caso, le operazioni termineranno con la presentazione del modello 770-Ordinario 2010. Con il 31 luglio termina anche la possibilità per il sostituto di usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso per i versamenti tardivi o omessi relativi al 2009. Se il Modello 770 non viene presentato entro il 2 agosto c’è una seconda chance: può essere presentato entro i successivi 90 giorni senza particolari conseguenze negative. In questo numero una guida alla compilazione del Modello.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
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NUOVI TRAGUARDI DELLA FISICA MEDICA: L’UTILIZZO DELL’ITTRIO

di Dario Leone (*)

Dal giorno in cui Röntgen fece la prima lastra alla mano della moglie, si comprese che la radiazione applicata alla medicina poteva ricoprire un ruolo di grande rilevanza. Da allora si è giunti alla formazione di un nuovo campo di indagine fisica: la fisica medica. Questa si occupa di tutto ciò che concerne la radiazione all’interno di un ambiente ospedaliero. Di particolare interesse e oggetto di molte ricerche è la medicina nucleare che è quel campo della fisica medica che si occupa delle problematiche che riguardano la somministrazione, orale o attraverso iniezione endovenosa, di medicine alle quali sono stati aggiunti traccianti radioattivi.

Questi ultimi sonoutili per la creazione di immagini di organi specifici sui quali vanno a incidere. Un esempio molto comune è la scintigrafia. Questa tecnica consiste nel somministrare al paziente dello iodio radioattivo.

Il nostro corpo, non sapendo che si tratta di sostanza radioattiva, ma soltanto di iodio, lo sintetizza (o lo dovrebbe sintetizzare) nella tirodie. Quindi, dopo un certo lasso di tempo, tutto o quasi lo iodio radioattivo si trova nella tiroide, rendendola radioattiva a sua volta. A questo punto, utilizzando un apposito rivelatore di radiazione, si possono definire le regioni della tirodie che stanno emettendo, e quindi controllarne il corretto funzionamento.I progressi nella biologia e nella fisica hanno consentito, pertanto, di scoprire nuove e speciali medicine per la cura dei tumori. Tra le nuovissime tecniche una riveste un ruolo di rilevanza e interesse checonsiste nel creare uno speciale antibiotico a cui viene legato un particolare isotopo radioattivo: l’Ittrio90. Questo antibiotico è capace di localizzare cellule tumorali ben definite, attaccandole. La grande importanza di questa nuova tecnica risiede però nell’utilizzo dell’ittrio. Questo particolare isotopo emette un tipo di radiazione (detta radiazione beta) che, sebbene molto energetica, è molto poco penetrante nei tessuti del copro umano; di conseguenza la radiazione si concentra enormemente intorno alle cellule tumorali maligne ignorando la maggior parte del tessuto sano. In questa maniera siha quindi la possibilità di localizzare e irragiare cellule tumorali ovunque queste si trovino all’interno del corpo umano, rilasciandovi una dose molto maggiore di quelle utilizzate in radioterapia, poichè localizzate in grandissima parte solo sul tessuto maligno. Inoltre, con tale metodo si possono irraggiare anche le metastasi del tumore, cosa che con la radioterapia convenzionale non è possibile fare, considerato che non è possibile nè localizzarle tutte, tantomeno irraggiarle una ad una. La medicina nucleare quindi sta presentando una nuova soluzione per la lotta contro il tumore, creando una strada che potrebbe portare a risultati che solo pochi anni fa erano impossibili anche solo ipotizzare.

(*) Laureato in Fisica, studente in Fisica medica e corrispondente estero presso la Columbia University di New York

BAGGIO TORNA IN NAZIONALE

di Andrea Pelagatti (*)

Non capita spesso, in questo nostro mestiere sempre più avaro, la fortu­na di poter scrivere qualcosa di sognato. Il ritorno di Roberto Baggio nel calcio era in cima alla lista. Bene, poche chiac­chiere, al sodo: l’ex fuoriclasse azzurro è vicinissimo a una scelta clamorosa, quel­la di diventare presidente del Settore Tecnico della Federcalcio, subentrando dunque ad Azeglio Vicini, il ct che lo lan­ciò in nazionale oltre 20 anni fa. Il presi­dente Abete lo ha contattato telefonica­mente nei giorni scorsi, ottenendone la piena disponibilità. I due si incontreran­no nei prossimi giorni a Roma per defi­nire meglio la questione. Ma l’operazio­ne, a meno di una clamorosa retromar­cia, si concluderà positivamente.

C’era bisogno, proprio bisogno, di un colpo simile, in casa federale, per da­re il senso di un reale cambio di passo dopo il disastro sudafricano. L’avvicen­damento di Lippi con Prandelli era già stato annunciato a inizio giugno e, per quanto gestito bene, non poteva bastare a critica e tifosi per sentirsi davvero ras­sicurati.

Per parte sua, Baggio aveva manifestato, non più tardi di cento gior­ni fa, la propria voglia di rientrare nel mondo del calcio, dal quale si era sot­tratto drasticamente 6 anni fa: «Potrei anche allenare», si era lasciato sfuggire l’ex Pallone d’Oro. Adesso potrà fare molto di più per ridare smalto, sostanza, non solo immagine, al calcio italiano, a patto di riempire di contenuti una pol­trona potenzialmente strategica. Le ulti­me presidenze del Settore Tecnico, oc­cupate da degnissimi personaggi, come Bearzot e Vicini, sono state soprattutto onorifiche. Alla Federazione del dopo Sudafrica serve invece una figura giova­ne, che abbia peso specifico internazio­nale,che sia un ambasciatore del calcio riconosciuto in Europa e non solo.

Ripercorriamo la sua carriera in Nazionale. Conta una convocazione con la rappresentativa Under-21 nel 1987 che non lo vide però scendere in campo. Convocato dal ct Azeglio Vicini, esordisce con la maglia della Nazionale il 16 novembre 1988, a 21 anni, nella partita amichevole Italia-Olanda (1-0).
Partecipa alla Coppa del Mondo Italia ’90 durante la quale gioca con il numero 15.

Nelle prime due partite viene lasciato in panchina da Vicini ma, appena chiamato in causa, non delude ed alla sua prima apparizione nella sfida con la Cecoslovacchia mette a segno un gol memorabile, considerato il più bello del Mondiale, partendo da metà campo e dribblando mezza squadra avversaria. Così nelle successive partite viene schierato titolare al fianco di Schillaci anche se, nella decisiva semifinale di Napoli contro l’Argentina, l’allenatore punta su un poco convincente Vialli, ed entra in campo al posto di Giannini solo al 73′ sfiorando il gol su punizione e segnando il suo tiro dal dischetto nella serie di rigori che premia l’Argentina, dopo gli errori di Donadoni e Serena.

Nella finale per il terzo posto, disputata a Bari, contro l’Inghilterra, mette a segno un altro gol dopo aver astutamente rubato la palla al portiere inglese Peter Shilton. La partita finisce 2-1 per gli azzurri che si aggiudicano così il terzo posto nel Mondiale casalingo. Da segnalare, nella medesima partita, la sua altruistica scelta di far tirare il calcio di rigore decisivo a Schillaci, in modo da permettergli di vincere la classifica dei marcatori del torneo con 6 gol.
Nonostante nel primo tempo esibisca una prestazione di alto livello, paga l’infortunio e, pur rendendosi pericoloso dalle parti del portiere verdeoro Claudio Taffarel, non riesce ad essere decisivo come nelle partite precedenti, sforzando stoicamente la gamba malconcia. Il match, difficile e teso, rimane bloccato sullo 0-0 sino alla fine dei tempi supplementari. I rigori danno la vittoria ai sudamericani per 3-2, con l’ultimo rigore sbagliato proprio da Baggio, che manda alto sopra la traversa, dopo gli errori di Franco Baresi e Daniele Massaro.
Partecipa a Francia ’98, il suo terzo Mondiale, con il ct Cesare Maldini. L’opinione pubblica si divide sul “dualismo” tra lo stesso Baggio e Del Piero, seppur rientrante da un infortunio rimediato nella finale di Champions League.

Baggio parte titolare in attacco al fianco di Christian Vieri contro il Cile nella prima partita e dimostra subito di essere uno dei giocatori più in forma tra gli Azzurri: inventa l’assist per il gol di Vieri, si procura e segna il rigore che riporta l’Italia sul pari dopo la rimonta cilena. Memorabile è l’esultanza, quasi liberatoria, dopo il centro dal dischetto, quattro anni dopo quell’infausto rigore che aveva tolto all’Italia il titolo mondiale. Dopo non essere stato impiegato nella partita degli ottavi contro la Norvegia, entra nel corso della partita con la Francia, valida per i quarti di finale, al posto di Del Piero, offre notevoli giocate e nei supplementari, lanciato da Demetrio Albertini sfiora persino il golden gol, calciando in corsa un pallone che sfila di pochissimo dal palo destro della porta di Fabien Barthez. Nell’epilogo ai calci di rigore segna il primo tiro dagli 11 metri. L’Italia sarà eliminata dopo l’errore di Luigi Di Biagio.[36] Grazie alle due marcature di questo mondiale raggiunge il record appartenente a Paolo Rossi a quota 9 gol (il record verrà raggiunto anche da Vieri durante i mondiali 2002) nella classifica dei bomber italiani ai mondiali e diventa l’unico giocatore italiano ad aver segnato in tre mondiali diversi.

Il 28 aprile 2004 a Genova gioca, a 37 anni, per l’ultima volta in Nazionale, grazie alla convocazione-tributo da parte del ct Trapattoni in occasione di una partita amichevole contro la Spagna (fino a quel momento soltanto Silvio Piola era stato celebrato in questo modo). La partita, terminata 1 a 1, è ricca di suoi numeri e l’affetto degli sportivi italiani è espresso da ovazioni continue ogni qualvolta tocca palla e da una standing ovation quando viene sostituito negli ultimi minuti da Fabrizio Miccoli.
Bentornato in azzurro campione.

(*) Giornalista sportivo e studente LUISS

SCLEROSI MULTIPLA IN CORTOMETRAGGIO

di Silvia Codella (*)

Dallo scorso 28 giugno sino al 13 agosto 2010 è attivo e on-line su http://realmsvoices.com/ il concorso cinematografico “REAL MS: YOUR STORY” sostenuto dalla AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Chiunque può mandare la propria sceneggiatura per parlare di sclerosi multipla (MS) sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo tale patologia, raccogliere testimonianze e mostrare come la vita delle persone malate possa essere molto positiva. Sarà la web community a votare effettuando una prima selezione, per poi lasciare la scelta finale del soggetto vincitore ad una giuria di esperti provenienti da tutto il mondo. Dalla sceneggiatura vincente sarà realizzato, entro fine 2010, un cortometraggio diretto da un famoso regista.

Al di la di chi vincerà o meno, si tratta di un evento il cui intento è mettere una volta di più sotto i riflettori questa diffusa patologia, la più comune malattia demielinizzante che si manifesta intorno ai 30 anni con maggior prevalenza nelle donne.

 

Alla base della malattia c’è un meccanismo infiammatorio autoimmunitario spesso supportato da  fattori genetici e ambientali; purtroppo non sono state identificate le cause scatenanti ma è certo che il sistema difensivo di queste persone non riconosce più come “self”, cioè facenti parte del proprio organismo, antigeni della mielina (il rivestimento dei neuroni che permette agli impulsi elettrici di correre più velocemente). La conseguenza è un attacco diretto contro questa guaina lipidica con alterazione nella normale trasmissione dei segnali nervosi e quindi deficit neurologici irreversibili.
Le aree di mielina danneggiata a livello macroscopico descrivono lesioni dette “placche” (attive o inattive o placche ombra) che si possono presentare in qualsiasi parte del sistema nervoso centrale offrendo conseguentemente una sintomatologia molto varia: disturbi visivi (neurite ottica retro bulbare e diplopia) alterazioni della sensibilità (parestesie) ad uno o più arti, al tronco o una parte del volto, difficoltà nella coordinazione e nell’equilibrio, calo della forza muscolare, affaticamento, debolezza, spasticità e disturbi alla deambulazione; tutto ciò si complica ulteriormente negli stadi più avanzati.

L’imprevedibilità della sclerosi multipla fa si che le persone debbano reinventarsi la propria vita ogni giorno per superare le difficoltà quotidiane e tutto ciò che ricorda loro la propria condizione … REAL MS: YOUR STORY è stata ideata per spingere i pazienti con sclerosi multipla a vivere in pienezza la propria vita ” questo è quello che afferma a gran voce il Dott. Roberto Gradnik, il  Vicepresidente della sezione Malattie Neurodegenerative Autoimmuni e Malattie Infiammatorie di Merck Serono (una importante industria farmaceutica).

Sono chiari quindi gli intenti del concorso di regalare un sorriso e una forza in più alle persone affette da sclerosi multipla, soprattutto i giovani che iniziano a scontrarsi con la malattia; ma deve essere altrettanto evidente come si tratti di un messaggio utile ad ogni persona, per allontanare l’indifferenza o la paura spesso legati alla non conoscenza.

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza di Roma

DALLA MANOVRA, NOVITÀ PER CHI VENDE E PER CHI AFFITTA

di Michel Emi Maritato (*)

Chi sta per vendere o acquistare casa, ma anche chi ha intenzione affittarla sappia che dal 1° luglio sono scattate una serie di novità destinate ad avere importanti ricadute sul piano pratico.
La Manovra finanziaria approvata dal Governo (d.l. 78/’10, davanti al Parlamento per la conversione in legge) contiene, infatti, una norma, l’art. 19, che, allo scopo di disincentivare il permanere del fenomeno delle “case fantasma”, rende la vita dei proprietari (di tutti i proprietari, purtroppo, e non solo dei soliti furbi) indubbiamente più difficile.

 

Basti pensare che un atto di compravendita è nullo se non contiene una dichiarazione in cui gli intestatari affermano che la situazione reale dell’immobile è conforme a quanto risulta in Catasto, mentre la mancata indicazione dei dati catastali, nelle richieste di registrazione delle locazioni, comporta l’applicazione di pesanti sanzioni pecuniarie.

E’ anche operativa dal 1° luglio la disposizione contenuta nell’articolo 25 del decreto legge n. 78/2010, che dispone l’obbligo della ritenuta d’acconto del 10% sulle somme pagate dai contribuenti, tramite bonifico bancario o postale all’impresa per opere di ristrutturazioni edilizie o risparmio energetico al fine di poter beneficiare delle detrazioni fiscali (36% o 55%). L’adempimento, quindi, riguarda Poste italiane Spa o la banca del destinatario del bonifico, che devono assumere la veste di sostituto d’imposta ed operare la trattenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito al momento di accreditare gli importi a favore delle imprese. Le ritenute saranno poi versate all’erario, da banca o posta, secondo le modalità ordinarie, cioè entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
00182 Roma.
tel.0645421734.
www.studiomaritato.it 

DALLA MANOVRA, NOVITÀ PER CHI VENDE E PER CHI AFFITTA

di Michel Emi Maritato (*)

Chi sta per vendere o acquistare casa, ma anche chi ha intenzione affittarla sappia che dal 1° luglio sono scattate una serie di novità destinate ad avere importanti ricadute sul piano pratico.
La Manovra finanziaria approvata dal Governo (d.l. 78/’10, davanti al Parlamento per la conversione in legge) contiene, infatti, una norma, l’art. 19, che, allo scopo di disincentivare il permanere del fenomeno delle “case fantasma”, rende la vita dei proprietari (di tutti i proprietari, purtroppo, e non solo dei soliti furbi) indubbiamente più difficile.

 

Basti pensare che un atto di compravendita è nullo se non contiene una dichiarazione in cui gli intestatari affermano che la situazione reale dell’immobile è conforme a quanto risulta in Catasto, mentre la mancata indicazione dei dati catastali, nelle richieste di registrazione delle locazioni, comporta l’applicazione di pesanti sanzioni pecuniarie.

E’ anche operativa dal 1° luglio la disposizione contenuta nell’articolo 25 del decreto legge n. 78/2010, che dispone l’obbligo della ritenuta d’acconto del 10% sulle somme pagate dai contribuenti, tramite bonifico bancario o postale all’impresa per opere di ristrutturazioni edilizie o risparmio energetico al fine di poter beneficiare delle detrazioni fiscali (36% o 55%). L’adempimento, quindi, riguarda Poste italiane Spa o la banca del destinatario del bonifico, che devono assumere la veste di sostituto d’imposta ed operare la trattenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito al momento di accreditare gli importi a favore delle imprese. Le ritenute saranno poi versate all’erario, da banca o posta, secondo le modalità ordinarie, cioè entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate.

(*) Studio Maritato
Viale Castrense 31-32
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OMOFOBIA: UN MALE DA CURARE

di Barbara Morassut (*)

La legge dovrebbe essere uguale per tutti

In merito a questo argomento spesso penso che la nostra Italia, così garantista con tutti, dovrebbe porre un po’ più di attenzione al riconoscimento in capo agli omosessuali della pari dignità giuridica. Una battaglia accesa di fatto esiste, ma è pur sempre una battaglia che non ha portato ad alcun risultato concreto. Troppo spesso infatti, ci troviamo di fronte a posizioni arcaiche ad atti di omofobia esasperata; tutte situazioni che confinano gli omosessuali in un contesto di discriminazione esasperata che, di fatto, li priva della dignità che deve essere riconosciuta all’uomo.

E’ pur vero che viviamo in un Paese cristiano cattolico, legato profondamente alla morale che considera l’omosessualità come una “malattia” o addirittura una “devianza da curare” e che in Italia la Chiesa domina con il suo potere più di quanto non lo faccia la politica, ma non possiamo prescindere dal fatto che siamo uno stato appartenente alla Comunità Europea e che la gran parte dei paesi europei ha superato brillantemente questo stato di cose garantendo agli omosessuali una dignità, una sicurezza, una posizione giuridica e sociale. In Italia no! In Italia la discriminazione regna sovrana e si palesa continuamente riempiendo la cronaca di fatti legati ad atti di violenza e cattiveria degni di un film di Tarantino. Eppure la nostra vita si fonda sui principi della Costituzione che garantisce pari dignità sociale, senza distinzioni di sesso e condizioni personali, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. Una Repubblica che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, del quale – peraltro – non viene data una definizione in senso stretto. Con ciò non voglio sobillare l’idea, il pensiero o la convinzione che per gli omosessuali debba essere creato un diritto diverso da quello costituzionalmente garantito a qualsiasi cittadino, piuttosto intendo reputare applicabili in identica maniera i diritti riconosciuti in capo agli eterosessuali. In fondo le consuetudini ed il cambiamento nelle abitudini delle coppie moderne ha consentito alla giurisprudenza di applicare le medesime norme anche alla famiglia c.d. di fatto o meglio detta “naturale” ossia non basata sul matrimonio. Ma solo se formata tra individui che appartengono al sesso opposto. Mi chiedo quindi perché ciò è consentito, perché merita tutela un nucleo familiare non fondato sul matrimonio, sebbene in spregio ad un principio costituzionale e non anche quello tra individui dello stesso sesso? Tenendo conto, tra l’altro, che la legge concretamente non lo esclude; non esiste infatti alcuna norma che vieti l’unione tra persone che appartengono allo stesso sesso. Eppure in Italia ci troviamo davanti a ghettizzazioni tanto forti da creare un disagio ed un problema, anche esistenziale, alle persone che decidono di vivere liberamente le loro scelte sessuali. Mi viene spontanea una considerazione ossia che il nostro amato Paese, come sempre, apre il varco a modifiche e cambiamenti tanto importanti da pensare che la crescita e la modernizzazione sia assoluta e poi, nei fatti, non pone in essere quanto necessario per adeguarsi o per risolvere certe conseguenze. E’ di base inutile accettare i cambiamenti sostanziali della nostra società se poi lo Stato stesso non si struttura per difendere gli individui dalle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e per il riconoscimento delle unioni omosessuali. La vera crescita sarebbe accettare che i gay non sono dei diversi da far curare, punire oppure ancor peggio tollerare, ma sono esseri umani normali che hanno scelto di amare come gli eterossessuali e che hanno la sventura di dover combattere contro l’ignoranza delle gente. La vera rivoluzione sarebbe liberarsi dalla morale cattolica tanto da far assumere al nostro Paese una posizione che lo adegui alle
direttive europee ed all’evoluzione della nostra società. Gli omosessuali oggi non sono una minoranza da discriminare, ma una realtà sociale che deve e ripeto, deve, avere l’identica tutela di chiunque altro: sono cittadini, sono esseri umani, sono persone che amano e soffrono esattamente come chiunque altro. E’ un dovere per noi cittadini comprenderlo ed un dovere per lo Stato tutelarli! 

(*)Avvocato civilista in Roma e Bologna

ROMA: SCONTRI PER LA PROTESTA DEI TERREMOTATI AQUILANI

di Giuseppe Cocomazzi (*)

“Vergogna, a voi le pensioni d’oro e a noi le macerie” è l’urlo sdegnato che si innalza dalla folla di manifestanti aquilani riunitasi a Roma per protestare contro il governo. Su quella stessa folla, cinquemila terremotati, invece, piovono manganellate, causando due feriti non gravi e tanta disapprovazione. Tante bandiere verdi e nere, colori della città, sventolano pacificamente, alcuni giovani indossano magliette con su scritto un motto dell’abruzzese D’Annunzio “Forti e gentili” con l’aggiunta “ma non fessi” e la situazione, alla luce delle civili rimostranze, doveva restare tranquilla. I manifestanti sono diretti verso il Parlamento, dove risiede Berlusconi, ma la polizia e i carabinieri hanno sbarrato loro la strada.

I portoni del Parlamento vengono tempestivamente chiusi, per evitare il verificarsi di azioni sconsiderate, tuttavia avvenute in senso contrario. Il corteo non è autorizzato; di fatto, la piazza del Parlamento è già occupata da altri manifestanti, cosicchè gli aquilani si muovono verso palazzo Grazioli. Gli scontri violenti avvengono in piazza Colonna: un giovane ne esce soltanto col volto insanguinato. La protesta scaturisce dalla decisione governativa di riattivare le imposte sulla cittadina a partire da Dicembre, mentre, come afferma il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, “le casse sono vuote” e “per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c’è una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese”. La repressione violenta, in attesa di una giustificazione che al momento appare difficile, ha coinvolto lo stesso sindaco che dice: “sono stato calpestato nei tafferugli a piazza Venezia mentre cercavo di calmare gli animi”. Al corteo hanno partecipato anche abitanti di San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri e Sulmona, cittadine coinvolte nel sisma. Qualunque sia stato il motivo che ha spinto le Forze dell’ordine a “sedare” una manifestazione pacifica levandole contro i manganelli, non possiamo che essere tristi e sdegnati per come il governo intende il concetto di “aiuto” e per come l’opposizione ribadisca che L’Aquila “è il problema numero uno”, se i risultati di tale presunta preoccupazione gettano sulla schiena dei terremotati, oltre alle macerie, oltre alle manganellate, i ben più pesanti e umilianti colpi della falsità.

(*) Studente di Lettere moderne all’Università di Foggia

L’AQUILA: QUEL CHE RESTA DELLO SHOW

di Elena Sparacino (*) 

 “La mia colpa qual è, quella di vivere in un camper?! Dopo il sangue di 309 Aquilani, quest’altro serviva!”

Ribollono di rabbia e risentimento gli sfoghi degli Aquilani che oggi, 7 luglio, sono giunti dal capoluogo abruzzese nella Capitale per manifestare la condizione di abbandono da parte dello Stato di cui si son sentiti vittime una volta smorzatesi la componente emozionale e l’enfasi mediatica.

A piazza Venezia a Roma arrivano in circa cinquemila; nel momento in cui al corteo viene bloccato l’accesso a Palazzo Chigi da un cordone di Carabinieri, scatta il tentativo di sfondamento; e, in risposta, le manganellate da parte delle forze dell’ordine. Numerosi i feriti, tra coloro che vengono colpiti figura lo stesso Primo cittadino Massimo Cialente: è caos. Si tenta di smorzare le acque, dopo un primo cedimento da parte della folla viene consentita la prosecuzione della marcia. Le autorità a posteriori si dimostrano costernate, si cerca di placare i bollenti spiriti e di assestare la situazione con una parvenza massima di ordine.

“Siamo stati presi per il c**o; ma non solo noi Aquilani, bensì tutti gli Italiani!”

L’accaduto però invita decisamente a riflettere sui retroscena della questione “terremoto in Abruzzo”, così lasciata a se stessa una volta dimenticata dall’affezione nazionale. Gli stessi Aquilani non mancano di ringraziare a cuore aperto chi ha saputo portare un aiuto pratico tra le macerie, si tratti della Protezione Civile o delle migliaia di volontari che non si sono esentati dal prodigarsi come meglio potevano per essere soprattutto vicini alla popolazione di questi sfortunati siti. Difficile è però dimenticare le tante promesse dalle alte sfere a ridosso di quel 6 aprile 2009, che stridono con le baracche in cui adesso ancora si vedono costretti a vivere, col centro storico totalmente inagibile dopo oltre un anno, con la prospettiva di ricominciare a pagare le tasse e le casse del Comune inesorabilmente vuote. Ciò ulteriormente ci riporta infatti agli appelli di un paio di settimane fa e agli interrogativi circa lo stanziamento da parte del Governo dei fondi necessari per traslochi e deposito dei mobili , per gli indennizzi alle attività produttive, per i beni privati danneggiati, per gli affitti e le ristrutturazioni della case A, B e C, per i puntellamenti, per le demolizioni e le opere di messa in sicurezza. Un totale approssimabile a 400mila euro per cui, a causa del pesante ritardo, Cialente ha deciso di far leva sulle somme proprie del Comune e di procedere all’anticipazione. Dei 10 miliardi in 10 anni che erano stati teoricamente stanziati, nemmeno l’ombra. E, finita la passerella di mass media e politici, la situazione ha raggiunto una condizione di stallo ancora prima che si smuovesse abbastanza per vedere dei risultati. Gli Aquilani si sentono abbandonati, tutti gli “eroi” sono spariti. Delle recenti sfilate di protesta neanche un accenno alle tv pubbliche, meno che mai nelle emittenti private, nonostante l’esplicito invito del sindaco a verificare la situazione sul luogo.

“Chiediamo onestà ai mass media, cominciate veramente a rappresentare quello che è il terremoto a L’Aquila!”

C’è da chiedersi se esaurito il dramma, esaurite le storie personali, esauriti gli scandali, le promesse, le canzoni, i concerti e le lacrime, col pathos della vicenda non si sia anche esaurito “l’interesse”; dove si sia consumata tutta quella propositività necessaria a garantire un futuro ad un luogo che ormai viene banalmente ribattezzato “Cratere”; come mai finite le emozioni, non subentrino il progetto e l’impegno. E come verranno intese queste manganellate su chi chiede di riavere sopra la testa quel tetto che certo non ha perso a causa propria. Magari sarà giudicato un episodio sufficientemente patetico, almeno se ne parlerà.

 

CHE EROI !

di Mario Codella

Nell’albergo Villa Icidia, ai castelli romani, c’è stata una riunione di agenti di una nota società immobiliare ed alla fine i dirigenti hanno proposto una prova di coraggio: camminare sui carboni ardenti! Ben nove agenti hanno accettato con il risultato di finire all’ospedale con prognosi inferiore ai dieci giorni, perchè la temperatura dei carboni era troppo alta.

Siamo nel 2010 eppure queste richieste ed accettazioni di servilismo sono ancora frequenti. Competenza, serietà, capacità di comunicare e quindi vendere non sono più sufficienti! Per conservare il posto di lavoro la dignità può diventare un intralcio, un fastidio, un ostacolo da abbattere. Eppure qualcuno è ancora convinto che i veri professionisti abbiano dignità in abbondanza grazie anche alla quale raggiungono risultati importanti e preziosi.
Tecniche del genere andavano di moda molti anni fa in Oriente, ora nelle nazioni più evolute il coinvolgimento del personale segue strade molto diverse. Che i “dirigenti” si aggiornino! Crediamo che queste considerazioni generali siano valide anche se nel caso specifico si fosse trattato solo di un “ingenuo gioco” intanto i Carabinieri della Compagnia di Frascati stanno indagando per individuare eventuali responsabilità civili e penali.