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    Vaccini: Tar Lazio respinge istanza Codacons contro decreto

    Il Presidente della Sezione III Quater del Tar del Lazio ha respinto l’istanza di misure cautelari urgenti, avanzata dall’Associazione Codacons, con riferimento alla previsione dell’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia, contenuta nel decreto-legge sui Vaccini. La circolare del primo settembre del Ministero della salute […]

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ARTE E LIBRI

“La testimone scomoda” di Steve Martini. Katia è una testimone che sa troppo, qualcosa che potrebbe cambiare il destino di migliaia di persone.

TERREMOTO EOLIE

Forte scossa alle Eolie, magnitudo 4,6. Sette feriti lievi a Lipari. Frana costone a Valle Muria, epicentro in mare

GOSSIP

Alessia Fabiani è pronta per la cicogna “Vorrei un maschietto”. Sulle nozze è titubante ma ha voglia di maternità

ANGELO VASSALLO E FRANCESCA MANSI. DUE VITE DIFFERENTI ACCOMUNATE DA UNO STESSO, PREVEDIBILE, DESTINO.

di Stefania Paradiso

Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di partecipare, direttamente o attraverso i media, ai funerali del sindaco di Pollica (SA), perla del Cilento, Angelo Vassallo, 57 anni, ucciso dai sette dei nove colpi di pistola sparati da un killer che lo attendeva sotto casa che un’altra vita, sempre nel salernitano, è stata spazzata via.

Ad Atrani (SA), gioiello della Costiera Amalfitana, Francesca Mansi, 27 anni, barista in attesa di un lavoro migliore, è stata trascinata da un’onda di fango mentre lavorava.

Due vite completamente diverse, sogni, progetti e lavori differenti.

Un uomo animato dalla voglia di legalità, di giustizia, di difesa di quel posto che tanto gli era caro e al quale Legambiente aveva dato le 5 vele, il massimo che si possa ottenere per un posto di mare. Un sindaco che aveva negato ogni accesso alle infiltrazioni camorristiche, respingendo licenze o favori a chi voleva solo deturpare quel territorio per ricavarne denaro sporco o, comunque, illecito. Attento ai giovani e alla loro voglia di non andarsene da un posto che non offriva loro lavoro e futuro, cercando di creare opportunità e progetti lavorativi.

Dall’altra parte una ragazza piena di progetti e di sogni, messa a dura prova dalla vita per la perdita della madre, ma con la voglia di proseguire e realizzarsi con il sorriso, nonostante tutto.

Laureata in economia del turismo, era tornata da poco da uno stage in Spagna e, nel frattempo, lavorava in quel bar per non pesare sul bilancio familiare.

Due vite differenti appunto, accomunati allora da che cosa?

Dalla stessa provenienza geografica e dalla morte per stessa mano.

Il sindaco è morto per “ordini” camorristici, ma Francesca è stata uccisa, anche se indirettamente, per stessa mano.

L’abusivismo edilizio che da anni esaspera la natura e le coste nel salernitano, nella fattispecie, creano danni a cose e persone inimmaginabili solo al fine di guadagni illeciti e criminali.

Si costruisce sul fango, sulle rocce, sugli scogli…ogni angolo di terreno, mare o montagna è buono per essere venduto o adibito a ristorante, albergo o qualsivoglia attività, purché porti ricavo.

Se nel frattempo le persone muoiono poco importa! Il vescovo di Vallo della Lucania (SA), Rocco Favale, nel celebrare la messa funebre per il sindaco Vassallo ha detto : “Mi auguro che queste bestie non siano mescolate tra noi.”

E invece quelle “bestie” sono proprio tra noi, perché sono laddove non ci sono soldi, non c’è lavoro, non c’è lo Stato. Sono lì dove la vita non vale più nulla se non denaro e guadagno. Dove scappare è quasi una necessità per non prendere cattive strade. Anche se fuggire non recide il cordone ombelicale. Sentire che la propria terra è martoriata e che i suoi cittadini vengono ammazzati per licenze negate o per incuria ambientale porta lo stesso dolore e delusione.

IL NOSTRO ULTIMO SALUTO A COSSIGA

di Vittorio Savoia

ROMA – Aveva compiuto i suoi 82 anni lo scorso 26 luglio, e oggi alle 13.18 se n’è andato in punta di piedi, se il termine può essere adatto ad una personalità politica importante e imponente come la sua. L’ottavo Capo dello Stato, Francesco Cossiga, è morto quest’oggi, 17 agosto, in seguito a gravi problemi respiratori che lo avevano colpito lunedì 9 agosto, la data del ricovero nel reparto di rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma. Cossiga, giurista, docente e politico italiano, ha iniziato la sua carriera politica da parlamentare nel 1958 quando fu eletto deputato per la prima volta e quella direttiva durante il terzo Governo di Giulio Andreotti, quando ha diretto il Ministero degli Interni fino al 1978, decidendo di dimettersi in seguito all’uccisione di Aldo Moro, di cui in qualche modo si è sempre sentito responsabile.
A tal proposito resta nella memoria politica italiana la sua affermazione rilasciata al giornalista Aldo Cazzullo durante un’intervista risalente all’8 luglio di due anni fa.
Cossiga disse “Moro? Sapevo di averlo condannato a morte”, e dichiarò anche “Se ho i capelli bianchi e le macchie sulla pelle è per questo.

Perché mentre lasciavamo uccidere Moro, me ne rendevo conto. Perché la nostra sofferenza era in sintonia con quella di Moro”. Dichiarazioni forti, che lasciano trasparire il peso della responsabilità che ebbe come Ministro dell’Interno ai tempi degli anni di piombo e dello stragismo. Ed è proprio per queste sue dichiarazioni inaspettate e sempre spiazzanti che Francesco Cossiga è sempre stato ricordato e lo sarà ancora in futuro. Un uomo di grande rigore morale, di grande fermezza, ma che nel corso della sua storia politica non ha mai mancato di sorprendere e di stupire, esternando i suoi pensieri. Le sue scelte, la sua politica balzò agli onori delle cronache proprio durante il suo incarico al Ministero dell’Interno iniziato nel 1976. Erano gli anni della forte contestazione, in particolare di quella studentesca, e l’episodio della morte di Giorgiana Masi, la militante di sinistra che fu uccisa a Porta Romana durante una manifestazione. Il mistero avvolse subito la morte della giovane manifestante, e gli studenti iniziarono a scrivere “Kossiga” (le due s imitavano quelle tedesche delle truppe SS ndr) per indicare il cognome del politico italiano. Stessa situazione per quanto accadde nella fase dello stragismo e per l’uccisione di Aldo Moro. Cossiga, creò due commissioni per la risoluzione della crisi, ma a lungo andare sembrava che dalle stanze del potere trapelassero informazioni che venivano direttamente trasmesse alle Brigate Rosse che avevano sequestrato il presidente della Democrazia Cristiana. Ad un solo anno di distanza, il 4 agosto del 1979, dopo aver riformato i Servizi Segreti Italiani e dopo aver fondando i Corpi Speciali N.O.C.S. (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia di Stato e il G.I.S. (Gruppo Intervento Speciale) dell’Arma dei Carabinieri, Cossiga venne eletto Primo Ministro, ma restò in carica un solo anno. Il Partito Comunista Italiano, propose infatti nel confronti del Presidente del Consiglio, la messa in stato d’accusa, dopo che la magistratura torinese aveva avviato un’indagine per sospetta rivelazione di segreto d’ufficio. Le toghe del capoluogo piemontese infatti ritenevano che Cossiga avesse confidato al compagno politico Carlo Donat Cattin che suo figlio Marco stava per essere arrestano. Ma dopo l’indagine l’accusa si rivelò del tutto infondata, nonostante appena tre anni fa, quindi quando ormai il reato era decaduto in prescrizione, lo stesso Cossiga si fosse assunto parte della responsabilità dell’episodio.
Dopo queste vicissitudini Cossiga decise di allontanarsi dalla scena politica, almeno fino al 1983 quando fu eletto Presidente del Senato, carica che ha dovuto abbandonare due anni dopo essendo stato eletto Presidente della Repubblica Italiana. Il giorno del suo insediamento è ricordato soprattutto per un episodio in particolare. Cossiga deviò volontariamente il corteo presidenziale in direzione dell’allora Ministero della Marina, presso il quale con indosso l’uniforme di Capitano di Fregata chiese al Capo di Stato Maggiore della Marina l’autorizzazione ufficiale a rivestire l’alta carica pubblica, dimostrando così un forte attaccamento al codice di comportamento della Marina Militare. Ma Cossiga è famoso anche per la promozione dell’organizzazione Gladio, che nacque durante la Guerra Fredda per far fronte ad un’eventuale invasione dell’Europa, dopo la tragica esperienza dell’invasione nazista in Europa durante il secondo conflitto mondiale. L’organizzazione fu subito criticata e come lo stesso Cossiga affermò “I Gladiatori sono stati additati al pubblico ludibrio dei patrioti. Brava gente che qualcuno ha tentato di confondere con stragisti. E questa è un’altra delle vergogne nazionali”. L’Italia vi entrò nel 1964 e il primo troncone internazionale fu reso ufficiale solo nel 1990 quando il capo del Governo Andreotti autorizzò il giudice Casson ad accedere agli archivi dell’allora Sismi, e quando il 24 ottobre dello stesso anno lo stesso Andreotti comunicò al Parlamento l’esistenza di questa organizzazione. Negli ultimi anni la scena politica italiana ha ancora visto la presenza del Presidente emerito della Repubblica, anche se in una posizione di minor rilievo istituzionale rispetto a quanto accaduto in precedenza.
Nella storia rimarranno anche le dichiarazioni che Cossiga ha reso negli ultimi anni a proposito della Strage di Ustica, quello che da sempre è considerato uno dei tanti misteri italiani della seconda metà del Novecento. Recentemente infatti, Cossiga ha affermato “C’era un aereo francese sotto il DC-9 Itavia e lanciò un missile per sbaglio. […] I francesi non lo diranno mai. E se qualche giornalista insiste, chissà che non abbia un incidente d’auto”. Un uomo forte e schietto allo stesso tempo, che ha lasciato, al momento della sua morte alcune lettere, rigorosamente sigillate, indirizzate alle Alte Cariche dello Stato Italiano. A piangere la scomparsa di Francesco Cossiga ci sono i familiari, la figlia Anna Maria e il figlio Giuseppe, Sottosegretario alla Difesa, tutti i suoi collaboratori, e gli uomini della sua scorta che hanno trascorso moltissimi anni accanto a lui.
Se n’è andato così il “Picconatore”, uno degli uomini politici italiani più apprezzati e al tempo stesso più discussi.

 

“PROTECTION WITH ACTION”: UN CAMPUS DI SUCCESSO!

di Vincenzo Demaio (*)

 

Dal 10 al 16 agosto si è tenuto, presso l’affascinante Oasi di Stignano, nelle vicinanze di San Marco in Lamis (FG), il Campus Giovani “Protection with action”, organizzato dall’Ispettorato Regionale Puglia dei Pionieri di Croce Rossa in accordo con il Ministero della Gioventù.

 Trentatre ospiti, dai 15 ai 20 anni, provenienti da Puglia, Veneto, Sardegna, Lazio, Basilicata, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania. Ragazzi esterni alla Croce Rossa Italiana hanno vissuto per sette giorni a contatto con i loro coetanei volontari che li hanno educati in materia di Principi fondamentali, Educazione alimentare, Educazione alla sessualità, Primo Soccorso e BLS, Protezione Civile (svoltasi con l’ausilio dei Radioamatori e dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Foggia).

 Il tutto è stato impreziosito da piacevolissime serate di intrattenimento, pur sempre all’insegna della formAzione.

Iniziare ad infondere tali principi a partire dai più giovani ci dà la speranza di poter avere, nel futuro prossimo, figure altamente professionali, pienamente consapevoli delle potenzialità a loro disposizione.

Il feedback dell’iniziativa è andato, quindi, al di là delle aspettative e tutti i partecipanti si dicono ammaliati dal mondo di Croce Rossa. Ritengono, tuttavia, che certi progetti debbano dare vita a maggiori sinergie con l’ambiente in cui si svolgono, mediante visite guidate e lezioni dislocate nelle diverse strutture presenti sullo stesso territorio.

Benché gli organizzatori si siano prodigati a pubblicizzare l’evento sui più importanti social network e strumenti telematici, il mezzo di comunicazione attraverso il quale i partecipanti sono venuti a conoscenza dell’iniziativa resta ancora (e fortunatamente) la Scuola.

Oggi più che mai, in definitiva, risulta di fondamentale importanza una riflessione profonda sul binomio protezione-azione. In ambito sanitario, infatti, la protezione è il principio primo di ogni azione: non si agisce mai bene se non nella certezza di farlo in un ambiente il più sicuro possibile!

 

(*) Tecnico di Neurofisiopatologia presso la Casa Divina Provvidenza – Opera Don Uva – Bisceglie (BT)

Editoriale – QUEL FARO DI LUCE PER IL SUD

di Michele Caruso (*)

  
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DISCORSO DI ACCETTAZIONE DEL “PREMIO AI RIGNANESI NEL MONDO 2010”

Buonasera a tutti,
ringrazio innanzitutto la giuria per aver pensato a me nell’assegnare questo Premio.

Esattamente un anno fa, in una serata non più calda di questa, vidi per l’ultima volta il prof.
Giovanni Scarale: un uomo sempre disponibile, dalla viva intelligenza e dalla disarmante caparbietà. Salutandomi mi disse: “Leonardo da Vinci scrisse: <<La spiga piena rivolge sempre la testa verso la terra natia; quella vuota, invece, la innalza superba verso il sole.>>”

E stasera eccomi qui, col capo rivolto, come un asceta all’ingiù, su questa terra natale, la terra in cui sono cresciuto, la terra in cui sono nati tutti i miei sogni.

E oggi più che mai questa terra ha bisogno di ritrovare la speranza; ha bisogno di capire che non è nelle frivolezze della vita o nell’ozio senza misura che risiede la felicità.

Perché si è veramente felici solo quando si ha il coraggio di credere nei propri sogni; solo quando ci si dà da fare ogni giorno nel progetto di un mondo migliore; solo quando si cade a terra in mille capitomboli e ci si rialza in piedi, più forti di prima, e si dice a se stessi: “Io ce la posso fare…Io ce la devo fare…Io posso sfruttare questa preziosa occasione che la vita mi offre…Io posso uscire da questo limitato orizzonte in cui mi costringo a vivere.”

Mescolando i testi di alcune canzoni: “Ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte. Ma tu sogna, ragazzo, sogna, quando sale il vento nelle vie del cuore, quando un uomo vive per le suo parole o non vive più…E ti piacerebbe fuggire lontano e fermare chi si è permesso di legare ad un muro le tue speranze per provare qualcosa a se stesso…E allora vivi, corri per qualcosa, che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo.

E questo perché ognuno di noi ha una stella da seguire, e questo perché, citando Gandhi, “Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere avvenire nel mondo.” Dobbiamo scoprire il progetto che siamo chiamati ad essere e poi realizzarlo con fatica nella vita.


Stiamo attenti, quindi, a non ostacolare i giovani meritevoli con i loro progetti ambiziosi, perché è in loro che dimora la possibilità di far tornare a correre questa terra e perché è solo grazie a loro che i piccoli baluardi di speranza che serbiamo nei nostri cuori potranno ancora avere un motivo per continuare ad esistere.

Se accendo un faro per la mia nave, lo accendo per tutti; ma se ne spengo uno, tutte le navi che sono fuori dal porto vanno alla deriva.

Citando un testo dei Festa Farina e Folk: “Io non so dove il Gargano abbia il suo cuore, dove il segreto della mia e della sua vita. Considerandomi raminga particella, irrequieta zolla da lui distaccasi e vagabonda, impegnata nel vento della vita. E se error vario mi svia, qui ogni volta mi ritrovo, riconosco il volto della mia patria antica.

Grazie a tutti!

 

Rignano Garganico (FG) – 13/08/2010

(*) Studente di Ingegneria Gestionale all’Università “Sapienza” di Roma, Scrittore, Giornalista Pubblicista e Freelance

RESTAURO DEL COLOSSEO

di Roberta Catania

I Funzionari italiani stanno cercando di raccogliere 25 milioni di Euro in fondi privati per finanziare il restauro del Colosseo. A parlarne sono stati il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il ministro ed il sottosegretario per i Beni Culturali, rispettivamente Sandro Bondi e Francesco Giro, i quali hanno stabilito che il governo accetterà offerte da parte di possibili sponsor a partire dal 4 agosto fino al 15 settembre.

Secondo il Ministro, gli sponsor potranno “promuovere la propria immagine”, ma non sulla facciata del maestoso monumento, piuttosto attraverso iniziative attraverso le quali i privati stessi potranno sfruttare l’immagine del Colosseo. Ovviamente ogni pubblicità dovrà essere compatibile con l’arena vecchia 2000 anni e quindi, in rispetto del buon costume. Il restauro comprenderà anche l’aria circostante il monumento e più precisamente riguarderà lo spostamento della biglietteria, il book shop e i  bagni all’esterno del monumento, creando un Centro Servizi.

Altre entrate sono state previste dalle autorità municipali di Roma attraverso la riscossione dli una tassa su alberghi e su alcuni musei. La tassa, che sarà applicata dal primo gennaio, dovrebbe portare altri 50 milioni di Euro nelle casse della città.

 

 

DOPO 65 ANNI DI RESTAURO RIAPRE IL TEATRO DELL’OPERA DI NAPOLI

di Emanuela Maria Maritato (*)

 

Mentre cerca di liberarsi della reputazione di città in declino infestata dalla spazzatura e dalla mafia, Napoli spera in una rinascita puntanto sul rinnovato splendore del teatro dell’opera.

Il San Carlo, il teatro dell’opera in funzione più antico d’Italia, riapre dopo un progetto di ristrutturazione durato due anni e costato 67 milioni di euro, in cui 300 restauratori hanno ripulito lo stucco, le foglie dorate e i drappi, aggiungendo anche nuove stanze per le prove e installando un palco tecnologicamente avanzato.

Costruito dai Borboni nel 1737 e descritto dallo scrittore francese Stendhal nel 1817 con le parole “gli occhi ne restano abbagliati, l’anima rapita”, il San Carlo è stato usato per le prime di Rossini e di Verdi. Tuttavia nel 2007 fu commissionato a causa di un debito di 20 milioni di euro che ne minacciava la sopravvivenza.

Una componente del restauro è stata l’installazione di impianti di aria condizionata. “Il calore da maggio in poi era intollerabile, per cui spesso le porte restavano aperte durante le rappresentazioni”, ha dichiarato l’architetto Elisabetta Fabbri, che in passato ha partecipato alla ricostruzione dei teatri di Bari e di Venezia dopo che furono distrutti da incendi.

A parte gli incendi e i frequenti periodi di commissionamento, i templi dell’opera italiani sono spesso teatro di lotte fra direttori. La Fabbri ha però affermato che un forte spirito di squadra al San Carlo ha fatto sì che la rinascita del teatro si realizzasse secondo i tempi e i costi previsti. “I teatri dell’opera sono posti carichi di emozione e ci possono essere dei litigi, ma sono anche le chiese secolari d’Italia e davvero uniscono la gente” ha aggiunto.

Salvatore Nastasi, l’amministratore del San Carlo nominato dal governo, ha reso noto che le perdite sono state contenute e che il teatro molto presto sarà riconsegnato alle autorità locali. “Quando sono arrivato qui nel 2007 era un periodo nero per Napoli, ma i napoletani nel loro DNA sanno di vivere in una bellissima città europea e sono sicuro che la rinascita del San Carlo può incoraggiarli a sentirsi rinati” ha dichiarato.

(*) Giornalista Freelance e Direttore del Gruppo editoriale Maritato

errata corrige

Rettifica Commissione Attività Produttive e Agricoltura:
Componenti (Michael Petrucci, Elvis Martino, Emanuela Zaccari)

SERIE A: CHI SARA’ L’ANTI INTER?

di Alessio Gizzi

 

Quando mancano poco meno di due settimane all’inizio della nuova stagione calcistica in Italia si cominciano a tirare le somme di un precampionato discreto per quasi tutte le big del nostro campionato.

Inizia la stagione e come al solito l’Inter è favorita. Favorita non solo perché è campione in carica, ma anche perché ha già dimostrato una buona forma fisica e sembra, quindi, aver superato il cambio d’allenatore.

 

Dopo un mercato senza troppi colpi ( acquistati Coutinho dal Vasco de Gama e Castellazzi dalla Sampdoria e ceduto Balotelli al Manchester City) mantiene una squadra forte in ogni reparto e che sicuramente farà bene sia in Italia che in Europa.

 Per il ruolo di antagonista all’Inter si profila invece una corsa a tre tra Roma, Juventus e Milan.

La Roma vola sulle ali dell’entusiasmo dopo la straordinaria rimonta della scorsa stagione e dopo gli arrivi di Adriano e Simplicio è pronta a sfidare la corazzata Inter già tra 5 giorni, in Supercoppa.

L’entusiasmo nella capitale è alle stelle e già da oggi a Trigoria si sente cantare il coro “ Vinceremo il tricolor!”, mentre mister Ranieri tiene il profilo più basso, ma non nasconde la voglia di vincere.

Purtroppo ai giallorossi manca ancora qualche tassello, che non arriva a causa dei noti disagi societari che non permettono di avere un mercato adeguato agli obbiettivi della squadra.

La Juventus arriva da una stagione disastrosa e quindi si spera in una reazione d’orgoglio dopo la mancata qualificazione alla Champions.

Il mercato l’ha vista muoversi molto in uscita, con le ultime cessioni in ordine di tempo di Poulsen al Liverpool e quella ormai quasi certa di Camoranesi al Birmingam, mentre in entrata ci sono Pepe e Lanzafame , entrambi reduci da un ottima stagione. Il nuovo allenatore Del Neri sembra aver rivoluzionato la gestione della squadra, ma la sua Juventus ancora stenta ( vedi la doppia sconfitta al trofeo Tim). C’è ancora molto da lavorare se vuole provare a contrastare il dominio neroazzuro, ma il tempo stringe.

Ancora una volta il Milan usa una manovra al risparmio per il mercato estivo e questo non migliora il morale dei tifosi che si stanno abituando ormai alle vittorie dei cugini interisti.

In entrata si registrano gli acquisti di Amelia in porta e di Papastathopoulos e Yepes in difesa, mentre centrocampo e attacco restano immutati, in attesa di Boateng e di Lazzari.

Durante il precampionato i rossoneri hanno mostrato lampi di buon gioco e ancora gravi lacune in difesa e a centrocampo, segno che il cantiere di mister Allegri è ancora aperto, anche se si iniziano a vedere i primi frutti.

Infine come outsider di questa stagione va inserito il Napoli di Aurelio de Laurentiis, che ha deliziato i tifosi con il più grande colpo del mercato italiano, l’ingaggio del gioiello ex Palermo Edison Cavani.

Con l’innesto dell’uruguaiano si rinforza una squadra già ricca di campioni ( Lavezzi e Hamsik su tutti) e i tifosi napoletani iniziano a sognare lo scudetto.

Detto questo, il verdetto finale resta al campo, sarà il calcio giocato l’unico giudice ( speriamo imparziale) che deciderà chi vincerà lo scudetto  2010\2011.

I tifosi sognano, i calciatori scalpitano, si comincia il 28 agosto. In bocca al lupo a tutti.

 

 

ROMA -Francesco Cossiga si è spento pochi istanti fa.



Il Presidente emerito della Repubblica non ce l’ha fatta a superare il drastico peggioramento delle condizioni, in cui si faceva cenno nell’ultimo bollettino medico, diramato alla stampa, alle 12.30 di questa mattina. Nel bollettino medico diramato dal primario del reparto di rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, dove Cossiga era ricoverato dal 9 agosto, si rendeva noto che dato l’improvviso peggioramento delle condizioni di salute di Cossiga, erano state riattivate tutte le misure vitali, respiratori artificiali e quant’altro servisse a tenere in vita il presidente emerito.

Il Presidente Cossiga, si è spento pochi istanti fa. Non è riuscito a superare le gravi crisi che lo avevano colpito in questi giorni, ed è stata fatale l’estrema gravità della crisi che lo ha colpito tra la notte e la mattinata. Cordoglio a Roma e in tutta Italia, per la scomparsa di questa importante personalità politica che ha segnato la storia del nostro Paese.

 

IL PRESIDENTE EMERITO FRANCESCO COSSIGA SI E’ SPENTO A ROMA POCHI ISTANTI FA

di Vittorio Savoia

ROMA -Francesco Cossiga si è spento pochi istanti fa.

Il Presidente emerito della Repubblica non ce l’ha fatta a superare il drastico peggioramento delle condizioni, in cui si faceva cenno nell’ultimo bollettino medico, diramato alla stampa, alle 12.30 di questa mattina. Nel bollettino medico diramato dal primario del reparto di rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, dove Cossiga era ricoverato dal 9 agosto, si rendeva noto che dato l’improvviso peggioramento delle condizioni di salute di Cossiga, erano state riattivate tutte le misure vitali, respiratori artificiali e quant’altro servisse a tenere in vita il presidente emerito.

 Il Presidente Cossiga, si è spento pochi istanti fa. Non è riuscito a superare le gravi crisi che lo avevano colpito in questi giorni, ed è stata fatale l’estrema gravità della crisi che lo ha colpito tra la notte e la mattinata. Cordoglio a Roma e in tutta Italia, per la scomparsa di questa importante personalità politica che ha segnato la storia del nostro Paese.

 

TRANI VESCOVO CONTRO ELTON JOHN

VESCOVO DI GROSSETO PROTESTA CONTRO LA SCELTA DEL COMUNE DI PERMETTERE LO SVOLGIMENTO DI UN CONCERTO DEL NOTO CANTANTE GAY DI FRONTE AL BORGO DI TRANI : “E’ UNA SCELTA INADEGUATA, BLASFEMA, OFFENSIVA”

ADOZIONI PER COPPIE OMOSESSUALI

MESSICO: LA CORTE SUPREMA HA DATO L’OK ALLA LEGGE CHE RENDE POSSIBILE L’ADOZIONE PER LE COPPIE GAY (9 FAVOREVOLI SU 11)