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LO SPECCHIO DELLA FIDUCIA

di Carmela Maraglino (*)

“L’importanza di ciascuno di noi non dipende dagli altri.”

Ognuno di noi trova in se stesso i motivi della sua “importanza”, della suo “valore” e della sua “bellezza”. Gli altri potranno solo CONFERMARE, o SMENTIRE, ciò che c’è già, ma non potranno modificare ciò che esiste già in noi.
Occorre, però, una CONSAPEVOLEZZA DI SE STESSI e del proprio VALORE, perché senza questa consapevolezza saremo in balia degli altri: se gli altri ci osanneranno, ci sentiremo degli dèi; se gli altri ci affosseranno, ci sentiremo un nulla.
Sarebbe come dire che il nostro valore ci viene dato da quel qualcuno, oppure ci viene tolto da quel qualcuno.
Ma, tutto questo è assurdo, anzi, questo è L’ASSSURDO che ciascun uomo vive dentro di sé quando, per “SENTIRSI” importante e per conoscere il suo valore, ha bisogno di qualcuno che lo “RICONOSCA” tale e fa dipendere la sua felicità da questo riconoscimento.
Verrebbe da dire che sarebbe meglio non aver bisogno di nessuno che riconosca quel valore, se questo significa saper attribuire a se stesso l’importanza che ciascuno pensa di avere.
Solo che questo ragionamento fila, ma fino ad un certo punto.
Ognuno di noi, infatti, ha bisogno degli altri, perché gli altri sono come uno SPECCHIO in cui ci si vede e ci si può riconoscere.
Se gli altri ci attribuiscono l’importanza che noi vogliamo ci venga attribuita, allora quello “SPECCHIO” ci darà la CONFERMA e ci rassicurerà.

Ecco, questo è il bisogno che noi abbiamo degli altri.
E’ un bisogno profondo, inconscio, innato, che grida nel profondo del nostro cuore in maniera più o meno forte a seconda delle situazioni in cui ci troviamo, a seconda della nostra fragilità, oppure della nostra forza.
Se, invece, gli altri non confermano quella “importanza” che noi cerchiamo profondamente, allora vivremo una profonda frustrazione e sentiremo negato il nostro stesso esistere. Questa è l’infelicità!
E, allora, una volta sperimentata questa infelicità, si potrebbe scegliere un’altra strada. Vale a dire, non voler cercare mai più questa importanza da nessuno per essere “AUTONOMI” in tutto.
A questo punto, o non si vuole più nessuno “specchio” in cui riconoscersi, oppure, per non cercare nessuna conferma in nessuno, si cerca la conferma in TUTTI.
In questo modo la conferma che rischiamo di non avere da alcuni la “SPALMIAMO” su TUTTI e, così, “ESORCIZZIAMO” il possibile rifiuto e il nostro mancato riconoscimento.

(*) Docente di Economia Aziendale – Scuole Medie-Superiori

UNO SI FA DEI SOGNI…

di Lucia Gemma (*)

“Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire. Gratitudine.”
[A. Baricco]

Ci litigo spesso. Metto il broncio e non le rivolgo la parola per giorni. Smetto di razionalizzare e sto zitta. Poi ci provo a chiudere la mente ma così, su due piedi, la cosa non è tangibile. Allora le urlo contro tutto quello che anche oggi ho voluto, ho desiderato con tutta me stessa e lei, spietata, mi ha negato. Cammino, mi metto seduta, mi alzo, esco, torno. E lei? Sempre là. E certo, non l’ha capito che ancora non mi passa. “Allora.. Visto che forse non ti è chiaro, te lo ripeto. Voglio starci fuori per un po’, va bene? Anzi no. Non mi interessa la tua opinione. Sì, faccio l’egoista. Fatti miei. Tu portatene fuori.” L’ultima volta che abbiamo litigato sono stata molto dura. A dirla tutta, non abbiamo ancora fatto la pace. E va bè. Sono orgogliosa ma con lei è diverso. Dovendoci fare i conti ogni istante, ho imparato a volerle bene. Non sbaglia mai. Ragion per cui, nell’arco della giornata è dura ascoltarla e sapere che è precisamente così. Oh se potessi zittirla davvero e fare di testa mia, sapendo che non dovrò confrontarmici dopo! L’altro giorno l’ho messa fuori di casa. Fare gli occhioni dolci non l’ha aiutata. “Smettila di giocare con me! Sai essere davvero pessima!” E le ho chiuso la porta in faccia. “Ora starò meglio”, ho pensato. Scadente considerazione. Senza di lei, nulla ha senso. Sono tornata indietro e le ho aperto. Era tutta fradicia di pioggia. “Ben ti sta!” le ho detto. “Come ti senti ora, eh? Freddo vero? Ecco! Questo freddo, esattamente questo, avverto sulla mia pelle ogni volta che mi illudi con le tue pensate! Tremo di rabbia, di tristezza e delusione! E non venirmi a dire che lo fai per me! Sarebbe il colmo!” Silenzio.

“Si, lo so. Ci metto lo zampino anche io. Ma..” Lacrima. Un’altra. Cascata. Mi abbraccia e mi tiene stretta. Mi consola così. Non ho bisogno di altro. So che nonostante tutto, c’è. La gratitudine non è ora. Un altro giorno, un’altra situazione, un altro sogno forse. “Scusa.”
Certe volte mi aggrappo a quello che voglio con tanta forza che non sento più le braccia, le mani. Non mi sento più tutta. Avverto le vertigini a metri e metri di altezza dal sogno. Eppure certe volte è così vicino.. Lo prendo, ci sono quasi, solo un altro po’.. Eccomi.. No, aspetta! Ti prego aspetta! Buuum. Esplosione di verità! Non era il mio turno. Ancora?? Ancora. Fremiti di insulsa ira. Poi, caldo. Cos’è? Febbre di tristezza. “Questione di giorni” sussurra lei. “ Passerà. La tua temperatura tornerà quella di prima.” Tocca a me stare in silenzio ora.
Tic tac tic tac. Il tempo passa. Il punto è che non passo io con il mio carico di intenzioni. Il che, a lungo andare, mi fa anche sorridere. Sono al punto di partenza. Meritata risata ed eccomi, pronta. Di nuovo.
Ma..
E’ sconvolgente quanto poco basti per rovinarci l’umore seduta stante. E poi mi meraviglio di me stessa per la sconfinata capacità che ho di prendermi poco sul serio! Fortemente co.mi.ca. “ Ora basta davvero! Sei tremenda! Ti avevo dato un’altra chance e tu, superba quale sei, l’hai schiacciata in mille pezzi! Perfetto! Lasciami sola!!” La pessima farsa dura poco in realtà. Ho troppa fame di vita per non scambiarci più neppure una parola. Lei, la mia vita, è tutto ciò che ho.

(*) Studentessa di Lettere Moderne all’Università di Foggia

PEDOFILIA, A FOGGIA SE NE PARLA NELLE SCUOLE ELEMENTARI

di Angelo Del Vecchio

FOGGIA – Nella provincia dauna è stato sperimentato con i bambini delle scuole elementari un gioco di simulazione per la prevenzione della pedofilia, ma il fenomeno della scomparsa dei minori preoccupata tutti e non solo nel foggiano. Al 31 ottobre 2009 sono 1.065 i minori italiani e stranieri per i quali sono state attivate le segnalazioni di ricerca sul territorio nazionale e che risultano ancora da ricercare.
I dati sono ufficiali, provengono dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Servizio Centrale Operativo, Divisione Analisi, Sezione Minori, che cura un sito internet aperto alle segnalazioni:www.bambiniscomparsi.it. Anche se i numeri possono impressionare ancora più del grande allarme sociale sollevato dal problema, le stesse forze di Polizia sollecitano una lettura attenta dei dati, che consente di ridimensionare in parte il fenomeno. Molti bambini che scompaiono, infatti, rientrano nella categoria degli allontanamenti volontari di adolescenti dalle famiglie o comunità cui sono affidati o in gran parte delle sottrazioni operate dai genitori stessi.
Quanto a , si tratta di un progetto di prevenzione presentato dalle associazioni Mondo Nuovo, Labor Italia Molise Onlus e TRE – Formazione e Ricerca, sostenuto da Provincia di Foggia e Ufficio Scolastico Provinciale con fondi nazionali. Punta a diffondere comportamenti in grado di contrastare di abuso nei confronti dei minori, in particolare nei casi di pedofilia. Ha coinvolto gli alunni di alcune scuole elementari del foggiano, con giochi di ruolo che aiutano a riconoscere le situazioni e di rischio. A genitori e insegnanti vengono forniti gli strumenti per comprendere forme di disagio dei minori. Nonostante letture correte dei dati e progetti educativi, pedofilia e scomparse restano veri incubi sociali.

Vedersi sottrarre un bambino, tanto più in tenera età, è uno degli incubi più crudeli per una madre ed infligge alla piccola vittima un trauma di distacco che lascia un segno indelebile nella vita. è un romanzo lancinante di Abbie Taylor, edito da Sperling & Kupfer, 372 pp. 19,90 euro. Nella metropolitana di Londra, la porta del vagone si chiude ed Emma vede il figlio di tredici mesi allontanarsi nel convoglio che riparte. Impotente e disperata si spinge alla fermata successiva e trova il bimbo con una sconosciuta, ma non è lieto fine, l’allucinazione è solo cominciata. La donna sparisce col bambino ed Emma piomba in una spirale terrificante. Nessuno le crede, tanto meno la polizia. Paradossale: è lei a dover dimostrare di essere la vera madre e non sa come fare. Ad aiutarla si impegna lo sconosciuto incrociato nella prima stazione della Metro, ma la ricerca sarà lunga, un romanzo intero.
La storia di Emma tocca una paura così ancestrale che mette i lettori davanti alle proprie. E la pedofilia, abbiamo visto, è una delle principali. Un vero tormento, ma dopotutto il bravo ispettore Staffe è un uomo tormentato. È il protagonista di un altro titolo Sperling, 380 pp. 19,90 euro, di Adam Creed. La vacanza tanto attesa salta a causa di un ennesimo delitto, particolarmente sadico. Sembra la vendetta per una serie di episodi di pedofilia e ovviamente tutto si fa estremamente difficile. Più Staffe affonda nel torbido di Londra più incontra il suo passato. Le vittime si confondono con i carnefici. Per risolvere il caso dovrà ferire chi ama, mentre i superiori e la stampa sembrano dare la caccia più a lui che al killer.

 

SCUOLA, LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE

di Carla La Sala (*)

Pochi sanno che il Decreto Legge 23.12.1997 n. 469 e la Legge Regionale 52/98 hanno messo in attuazione la riforma dei Servizi e delle Politiche del Lavoro.
Infatti, le competenze che venivano svolte dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale sono state demandate alle Province istituendo i Nuovi Servizi attraverso la sostituzione dei vecchi Uffici di Collocamento con i Centri per l’Impiego (CpI), i quali dovrebbero rispondere con azioni certe ed efficaci ai bisogni della gente. Essi offrono a chi è in cerca di occupazione e alle aziende una vasta gamma di servizi, diffusi in tutto il territorio provinciale, atti a migliorare il funzionamento del Mercato del Lavoro. Per questo motivo sono stati avviati i servizi di:
• Accoglienza e informazione;
• Orientamento;
• Diritto/dovere all’istruzione ed alla formazione (ex Obbligo Formativo), che pone i CpI in una rete di comunicazione e di cerniera tra Istruzione, Formazione Professionale e Apprendistato nell’organizzazione e informazione, e favorire l’orientamento dei giovani tra i diversi percorsi formativi attraverso corsi di Formazione Professionale, di Apprendistato o di Diploma di Scuola Media Superiore;
• Incontro domanda/offerta di lavoro. I giovani potranno inserire nella banca dati del CpI il proprio curriculum;

• Consulenza alle imprese. Cioè gli imprenditori in cerca di personale potranno rivolgersi agli operatori del servizio ed in tempi molto ristretti riceveranno i nominativi personalizzati con i profili professionali richiesti e informazioni sulle nuove agevolazioni dei nuovi contratti di lavoro previsti dalla “Legge Biagi”;
• Collocamento mirato ex art. 68/99;
• Promozione stage e tirocini formativi;
• Promozione all’autoimpiego e creazione di impresa;
• Iniziative locali per l’occupazione e informazioni su varie opportunità lavorative (concorsi; corsi di formazione professionale; opportunità di stage; concorsi nelle forze armate; richieste di personale da parte delle aziende locali o fuori comprensorio, in Italia e all’Estero; vari tipi di contratti di lavoro; ecc.);
• Osservatorio permanente sul Mercato del Lavoro;
• Assistenza alla redazione del curriculum vitae.
Ogni Centro per l’Impiego raggruppa i Comuni del proprio comprensorio, nei quali ci sono le sedi periferiche chiamate  “Centro Polifunzionale” ex ufficio di collocamento.

(*) Assistente alla regia video

LIMITE MASSIMO DEL 30% DEGLI STUDENTI STRANIERI NELLE SCUOLE ITALIANE

di Andrea Vitale (*)

Tetto del 30% di presenze di alunni stranieri nelle scuole elementari, medie e superiori a partire da settembre – è questa la proposta lanciata venerdì 8 gennaio dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini che ha subito suscitato innumerevoli reazioni: demagico, anticostituzionale, violatore della Convenzione dell’ONU, queste le parole di alcuni esponenti del mondo giuridico. Ma c’è anche chi all’opposizione non la pensa così, come Livia Turco la quale s’è dichiarata più scettica per le risorse che non per la proposta stessa; infatti nel nostro Paese un limite al numero degli alunni c’è già da oltre dieci anni ed è tuttora vigente: il dpr 394/’99 emanato dal governo D’Alema prevede all’art. 45 un tetto massimo del 50% per evitare “la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri”. Come specificato dalla stessa Gelmini nella trasmissione tv “in mezz’ora”, il tetto non riguarderà i nati in Italia che sono circa il 37% e gli studenti che si troveranno in sovrannumero saranno trasferiti da un plesso scolastico all’altro grazie a convenzioni con enti locali. Ma perché tanto clamore allora? La circolare del ministro non solo è volta all’integrazione degli alunni con cittadinanzia non italiana ma bensì anche alla tutela dei nostri giovani: è sempre maggiore il rischio di vedere istituti monoetnici e senza italiani,

e questo provvedimento potrebbe offrire la base per un’integrazione migliore perché l’esigenza primaria è permettere a tutti quanti un percorso culturale, didattico ed educativo ottimale.

(*) Studente di Giurisprudenza all’Università di Torino

AVATAR

di Francesco Losito (*)

Se nell’immaginario collettivo la parola “avatar” ci richiama una foto (ritoccata o no) da utilizzare su internet, o l’incarnazione di Dio in una forma umana (nella religione induista). Con questo film sarà impossibile non associarla ai Na’Vi e al pianeta Pandora.
Stiamo parlando di Avatar, l’ultimo film di James Cameron, regista dei due Terminator (1984, 1991), Aliens – scontro finale (1986), True Lise (1996), Titanic (1997), ecc.
Cameron porta finalmente alla luce un film che avrebbe voluto realizzare sin dal 1995, ma all’epoca realizzare un film del genere sarebbe costato il doppio in lavorazione e tempi.
Per questo ha poi preferito dedicarsi alla lavorazione di Titanic e aspettare che la grafica computerizzata facesse importanti passi in avanti, e così e stato.
Infatti, dopo aver visto i progressi della grafica computerizzata in film come Il signore degli anelli e King Kong, entrambi di Peter Jackson, Cameron ha iniziato a dedicarsi alla sua lavorazione e nell’aprile 2006 era già pronta la sceneggiatura.
Il budget utilizzato è stato di 237 milioni di dollari per la produzione e 150 milioni per la promozione.
C’è da aggiungere che questo film è il primo ad essere stato girato in 3D fusion camera, una cinepresa digitale ad alta definizione 3D.

Trama:

Ambientato nel 2154, il film racconta le vicende di Jake Sully, un ex marine che viene mandato su un pianeta simile alla Terra chiamato Pandora. Gli umani

sono interessati a questo pianeta per la presenza di un minerale chiamato Unobtanium che genera forti campi magnetici.
In questo pianeta vivono molte creature tra cui gli umanoidi detti Na’Vi, alti tre metri e con la pelle blu, che rappresenta un ostacolo per lo sfruttamento del minerale.
L’aria su Pandora non è respirabile per l’uomo e così viene creato un ibrido tra umano (Jake Sully) e Na’Vi: un Avatar.
I terrestri mandano l’avatar come infiltrato tra la popolazione dei Na’Vi, ma sarà proprio qui che si innamora di un’aliena e decide da che parte stare.

Gli attori principali sono Sam Worthingtn e Sigourney Weaver, che ha gia lavorato con Cameron in Alien-Scontro finale.
Gli effetti speciali sono stati affidati alla Weta Digital, mentre la colonna sonora è affidata a James Corner che ha gia lavorato alle colonne sonore di Apollo 13, Breaveheart, Aliens, Troy, Titanic, ecc…
Il film è attualmente al secondo posto nella classifica dei film più visti di sempre con 1.175.636.010 di dollari incassati solo nel primo mese. Al primo posto in classifica c’è Titanic, con 1.842.879.955 $ che è sempre di Cameron.
Vedremo se questa volta il regista riuscirà  davvero a “superare se stesso”.
Buona visione, in 3D!

(*) Studente di Lettere Moderne all’Università di Bari

Editoriale – LA MAGIA DEL PENSARE IN GRANDE

di Michele Caruso (*)

Ogni traguardo che raggiungiamo è sempre la realizzazione di un sogno. E, come tutti i sogni, richiede una buona dose di audacia, di determinazione, di lungimiranza. Nel discorso di presentazione di questo giornale, di circa tre mesi fa, dissi che “le cose belle, se non si sognano prima, difficilmente riescono ad avverarsi.”
La cosa più bella della vita è proprio quando i nostri sogni si trasformano in progetti ed i progetti diventano realtà.
A ognuno di noi, in tutto il mondo, è concessa l’occasione di sognare: è come se a tutti fosse stato dato il permesso di pensare in grande, di sognare in grande. È proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante. Quando abbiamo dei sogni, riusciamo a vedere quello che nessun altro vede, vediamo quello che tutti gli altri scelgono di non vedere, vediamo il mondo intero come nuovo ogni giorno. I sogni hanno dalla loro la capacità di rendere possibile l’impossibile. A volte può venirci da pensare che tutto quello che facciamo sia solo un esercizio di vanità, che sia solo un motivo in più per vantarci. Quando ci assale questo stato d’animo, dobbiamo pensare che ogniqualvolta raggiungiamo un nuovo traguardo, ogniqualvolta cerchiamo di essere migliori di quello che siamo, anche tutto quanto ci circonda diventa migliore. È quando lavoriamo per gli altri che diventiamo persone migliori. Quando qualcosa evolve, anche tutto quanto gli è accanto evolve con essa.

Ogni obiettivo, ogni sogno che si realizza richiede fatica, impegno e sacrificio. E quanto più ci si avvicina al proprio sogno, tanto più le cose diventano difficili. E a fare la differenza in questo momento saranno la forza di volontà, il coraggio, e la capacità di non arrendersi mai. Perchè un uomo vince solo se sa resistere.
Per dirla con Randy Pausch: “Se tu vivi la tua vita nella maniera corretta, i risultati si prenderanno cura di loro da soli e i sogni verranno da te”.
Tra il pensare in grande ed il pensare in piccolo c’è, anche da un punto di vista sinaptico, di attivazioni cerebrali, un abisso di differenza.
Chi pensa in piccolo è un semplice burocrate; chi pensa in grande è una risorsa creativa sofisticata, una persona carismatica che ha ricevuto, per dirla con i Padri della Chiesa, “un dono di grazia”. Ed il carisma si misura proprio sulla base dei risultati raggiunti.
Colui che pensa in grande si lascia contagiare da altri grandi pensieri, sa illuminarsi di immenso di fronte ad idee alte e raffinate.
Spesso abbandoniamo i nostri sogni per paura di fallire o, ancora peggio, per paura di aver successo. Il trucco è sempre quello di non arrendersi mai e di non rilassarsi anche se si è arrivati lontano. Gli ostacoli sono un dono: ci danno la possibilità di approfondire e dimostrare quanto realmente teniamo a qualcosa. Gli ostacoli ci saranno sempre e soprattutto ci saranno sempre nuove persone pronte ad ostacolarci. E’ difficile vincere la calunnia e l’invidia, ma anche la verità è molto potente. “Ed i vincitori- per dirla con Jim Morrison- sono solo dei sognatori che non hanno mai smesso di sognare!”. Nulla è più forte di un uomo spinto da un sogno. Sono i sogni a darci il coraggio di stare dove stiamo, proprio quei sogni che cominciano da bambino e che ci portano sempre più lontano, quei sogni che passo dopo passo, chiodo dopo chiodo, colpo su colpo ci portano a raggiungere grandi traguardi.
Come disse Eleanor Roosevelt: “Il futuro appartiene a coloro che credono nei loro sogni”.
E sicuramente quello che abbiamo ottenuto ci dà una speranza per quello che potremo ottenere domani. 

(*) Studente di Ingegneria Gestionale all’Università “Sapienza” di Roma

ITALIANI RAPITI DAL WEB

di Grazia Vaiani (*)

Dopo gli auguri di fine anno inviati dal presidente della Repubblica su YouTube, possiamo davvero definirci ipnotizzati da questo complesso sistema: chat, ricerche, Internet sono divenuti il centro di dipendenza della vita umana. Che siano giovani o adulti nel mondo del web, oramai, non ci sono differenze. Secondo una statistica ISTAT, più del 70% della popolazione fa un uso quotidiano del PC. Nel 2009 la percentuale di persone ad usare in casa un computer è salito al +2,5%, soprattutto se si tratta dei giovanissimi.
Gli uomini ancora una volta  si confermano “gli amanti” per eccezione della tecnologia con il 52,8%, contro il 47,2% delle donne. Il luogo preferito per far uso del computer? Ovviamente la propria casa che si porta in vetta con l’88,6%.
Il 34,6% usa il Web per chiacchierare in chat o forum. Il 19,7% per fare videochiamate. Molto diffuso è l’uso del web per relazionarsi con la Pubblica amministrazione (il 38% ). Infine, un 24,4% usa internet per acquisti on-line. Svariati sono i ricercatori che ci consigliano di badare in modo più meticoloso al tempo cui sostiamo dinanzi al PC. Perché  questi portano, oltre che agli innumerevoli vantaggi, anche a dei disagi, quali ad esempio quelli alla vista.

Il nostro consiglio, quindi, unito a quello di moltissimi ricercatori, è di FAVORIRE LA TECNOLOGIA, MA SALVAGUARDARE IN PRIMO LUOGO UN CONFRONTO SOCIALE.

(*) Studentessa al Liceo Psico-Pedagogico

INNOVAZIONE TECNOLOGICA NELLA NEUROFISIOPATOLOGIA?

di Silvia Codella (*)

 

Prende il via il progetto sperimentale di consulto a distanza degli elettroencefalogrammi, nato dalla collaborazione tra la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni e la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere”.
 

TERNI – Nasce dalla collaborazione tra la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni e la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” il progetto della telemedicina promosso nella struttura di Neurofisiopatologia diretta dalla dottoressa Rita De Ciantis.
Si tratta di un progetto innovativo che si pone come obiettivo principale la possibilità di avvalersi della professionalità del medico specialista in sedi extraospedaliere o, a fini di consulenza, in strutture ospedaliere diverse.
Per permettere la trasmissione dei dati sanitari si impiegano normalmente reti telefoniche e informatiche, server e software dedicati che richiedono però costi aggiuntivi e continui controlli di qualità, finalizzati ad assicurare la totalità, l’integrità e la riproducibilità del contenuto informatico digitale dei dati trasmessi.
La struttura di Neurofisiopatologia sta invece utilizzando, grazie anche alla professionalità dei tecnici del Servizio Informatico del “Santa Maria”, un sistema sperimentale di teleconsulto che permette di ottenere gli stessi risultati dei programmi informatici “tradizionali” ma a costo zero per il servizio sanitario pubblico. L’innovazione quindi non risiede soltanto nella tipologia del teleconsulto, ma anche nel fatto che non ha comportato alcuna spesa per le casse dell’Azienda
Ospedaliera “Santa Maria” di Terni.

 
Degli unici costi necessari per iniziare la sperimentazione, ossia due notebook, si è fatta carico l’Associazione “Aiutiamoli a vivere“ sensibilizzata dalla direzione generale della struttura ospedaliera ternana e dai medici e tecnici del reparto di Neurofisiopatologia.
A nome di tutto il personale della struttura, la responsabile dottoressa Rita De Ciantis rivolge un sentito ringraziamento al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni dottor Gianni Giovannini per l’interesse e l’impegno dimostrati sin dall’inizio della sperimentazione del sistema di telemedicina che, come detto, consente di refertare esami Eeg (elettroencefalogrammi) anche in sedi extraospedaliere, ivi compreso il domicilio del medico, caratteristiche che lo rendono tra i primissimi in Italia.

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università “Sapienza” di Roma

IN ONORE DEI CADUTI

di Michel Maritato (*)

Saluto romano al grido «Presente» per ricordare le tre vittime della strage di Acca Larenzia. In circa trecento questa sera si sono radunati di fronte all’allora sede dell’Msi, al Tuscolano, dove il 7 gennaio del 1978 furono uccisi Francesco Ciavatta, Franco Bigonzetti e Stafano Recchioni. Gli stessi nomi che questa sera sono stati gridati in strada e a cui una folla immobile e silenziosa di militanti ha Risposto sugli attenti e con la mano destra tesa «presente». Continue reading…

IL RISCALDAMENTO TERRESTRE

di Silvia Codella (*)

Il riscaldamento globale uccide gli alberi: un aumento anche modesto di temperatura (di 4 gradi) moltiplica per cinque il rischio morte in condizioni di siccità. È quanto dimostra uno studio diretto da Henry Adams dell’Università dell’Arizona a Tucson, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

I risultati dello studio sono da non sottovalutare perché «ci dicono che se la temperatura sale di poco – spiega Adams – saranno sufficienti periodi brevi di siccità per sterminare intere foreste, e i brevi momenti di siccità sono molto più frequenti di quelli più lunghi in cui la siccità perdura per molto tempo di seguito».

Gli esperti hanno trasportato 20 pini riproduttivamente maturi nel laboratorio Biosphere2, ovvero oltre tre acri di terreno sotto vetro a Oracle, in Arizona, e ne hanno piantati metà in condizioni di temperatura normale, metà in un habitat di 4 gradi più caldo. Dopo averli lasciati insediare nel terreno, i ricercatori hanno provocato condizioni di siccità. Gli alberi che crescevano a temperatura maggiore sono morti tutti inesorabilmente molto prima degli altri.

(*) Studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università “Sapienza” di Roma

LA BEFANA PORTA LO SCUDETTO DI INVERNO ALL’INTER. UN NAPOLI FORMATO CHAMPIONS

di Sergio Cimmino (*)

Eccoci tornati al nostro appuntamento sportivo, dopo le festività e la lunga pausa del campionato. Ieri, 6 gennaio 2010,  si è svolta la penultima giornata del girone d’andata del nostro campionato di serie A. La prima partita della giornata vedeva di fronte la capolista Inter contro il Chievo di Mimmo Di Carlo. La sorpresa e la novità di questa partita è stata la sperimetazione del nuovo orario. Infatti, il match è iniziato alle ore 12.30. Dal prossimo anno ci sara’ l’entrata in vigore per via ufficiale. Molti appasionati si ritroveranno a tavola davanti alla tv. Torniamo alla partita che ha visto l’esordio del neo acquisto interista Goran Pandev. Il goal vittoria è stato realizzato da Balotelli, che successivamente è uscito dal campo tra le polemiche a causa di un botta e risposta con alcuni tifosi clivensi. Restando nella parte alta della classifica, ci spostiamo al Tardini. Parma e Juventus si sono affrontate in una partita di alta classifica. I bianconeri che erano chiamati ad un riscatto dopo la serie negativa prima della sosta, hanno vinto ai danni dei gialloblu per 2-1. Decisivo l’autorete di Castellini nel finale. Altra squadra che continua a entusiasmare sia per gioco che per risultati è il Napoli di Mazzarri: salgono a undici le partite senza sconfitta. Bastano i goal di Quagliarella e Pazienza per violare il campo di un Atalanta sempre più fanalino di coda e allo sbando. Il sud vede anche protagonista il Bari di Ventura. I pugliesi sono la rivelazione del campionato: Meggiori e Barreto stendono l’Udinese del neo tecnico De Biasi.

I friuliani sembrano una squadra senza anima, le voci che corrono nell’ambiente raccontano anche di alcuni problemi societari della famiglia Pozzo. Altra partita di cartello è Sampdoria-Palermo. Per i blucerchiati segna il solito Cassano e per i siciliani Cavani: un pareggio che serve a poco ad entrambe le squadre. La Roma di Ranieri butta alle ortiche una vittoria che aveva già in tasca. Nei quattro minuti finali di pura follia incassa due goal, ai cagliaritani va il merito di non mollare mai la presa. A Siena va di scena il Gilardino-show. La Fiorentina passeggia in Toscana e ne fa addiritura 5. I ducali dove erano? La Lazio respira grazie alla vittoria in casa sul Livorno. Buona prestazione dei singoli, ma le polemiche di alcuni giocatori nei confronti di Lotito e della societa’ sembrano non placarsi. Il posticipo serale vede impegnati il Milan e il Genoa. I grifoni vanno in vantaggio ma poi finiscono male. I rossoneri dilagano anche grazie a due rigori a favore e ne segnano addiritura cinque. Dovrà far presto Gasperini per recuperare la forma e il  gioco dei suoi ragazzi apparsi in difficolta’.
La classifica incorona l’Inter campione di inverno, dietro Milan e Juve, poi il Napoli solitario al quarto posto. Dietro guida la Roma davanti a Parma e Fiorentina e Bari. In coda sale il Catania, sprofondano Atalanta e Bologna. La Lazio e il Siena lottano per uscire dalla zona salvezza. La prossima giornata conclude il girone d’andata.
Spicca il big match di Torino fra Juve e Milan. Altra partita importante per l’Europa è Napoli-Sampdoria. Con l’Inter in fuga resta aperto il sogno europeo di molte squadre, tutto è ancora in gioco e niente è deciso.

(*) Edicolante in Napoli ed appassionato di Sport

 

LA SEN. ADRIANA POLI BORTONE TORNA A MONOPOLI

di Angelo Vito Lamanna (*)

                                                  
MONOPOLI (BA) – Sabato 09 gennaio alle ore 17,00 presso la sala congressi dell’Hotel Vecchio Mulino di Monopoli, il movimento politico “IO SUD” di Monopoli organizza un incontro con la Senatrice Adriana Poli Bortone sul tema: “GARANTIRE SERENITA’ E SVILUPPO AL FUTURO DELLA PUGLIA”.

I pugliesi, dalla casalinga all’imprenditore, hanno bisogno di serenità per affrontare, in tempi rapidi, lo sviluppo della Puglia, con un governo che dia certezze e senza essere costretti ad assistere ad una improduttiva litigiosità politica. A seguito delle riscontrate criticità che hanno impedito il decollo del territorio, si è deciso di avviare una serie di incontri tesi a far conoscere le possibili soluzioni, con l’onestà intellettuale di dare continuità a quanto di positivo realizzato dai governi regionali.

 

L’eco dei problemi che affliggono il nostro territorio (dalla questione petrolifera ai problemi dell’agricoltura, dallo scarso coinvolgimento della popolazione nelle scelte strategiche per il proprio territorio al problema della disoccupazione), per il tramite della sezione cittadina del movimento politico “IO SUD”, è giunto all’attenzione della Senatrice Adriana Poli Bortone. L’incontro sarà l’occasione per la senatrice di approfondire di persona e dalla viva voce dei cittadini locali tali problematiche al fine di delineare un piano d’azione politico comune e condiviso con la popolazione affinché sia affermato il fondamentale principio che “A CASA NOSTRA DECIDIAMO NOI!”

(*) Ufficio Stampa Movimento Politico “IO SUD” di Monopoli

HORROR WORKSHOP

di Marco Micheli

ROMA – Al via la terza edizione dell’HORROR WORKSHOP, nei giorni di venerdi 15, sabato 16 e domenica 17 gennaio, dalle 15 alle 21, tre giorni di full immersion nel cinema dell’orrore indipendente. Dedicato a chi vuole scoprire i segreti di un genere cinematografico tra i più longevi, il corso organizzato dalla Gothic Produzioni di Bruno di Marcello, accompagnerà aspiranti filmmaker e appassionati alla scoperta delle tecniche di scrittura, di ripresa e di produzione di un film
horror indipendente. Si affronteranno i meccanismi attraverso i quali suscitare suspense, tensione e sorpresa, tipici del genere. Uno specialista di effetti speciali mostrerà come si creano alcuni trucchi cinematografici e quali accorgimenti comporta l’utilizzo di questi durante le riprese.
Condotto da Giovanni Pianigiani (sceneggiatore e regista – La Canzone della Notte, Darkness surrounds Roberta), Bruno di Marcello (produttore e regista – Promessa di matrimonio, The Terrace) e David Bracci (assistente di Sergio Stivaletti), il corso prevede per la giornata conclusiva la realizzazione di alcune riprese e la consegna in DVD del materiale filmato da ciascun allievo.
Inoltre, in questa edizione è previsto uno stage sul set di un film indipendente.

Il corso si terrà presso la sede dell’Associazione Sperimentarti, Via Raimondo Montecuccoli, 28/28a – Roma (zona Pigneto, Prenestino). Il costo complessivo ammonta ad Euro 95,00.
Buon divertimento nel mondo dell’orrore!

Per qualsiasi informazione si può visitare il sito www.cinemahorror.4000.it o telefonare ai numeri 347 8865025- 347 2217663

ORTOPEDICI IN PRIMA LINEA

 di Silvia Codella (*)

Ortopedici e specialisti di malattie dello scheletro fondano a Firenze la Società scientifica nazionale   OrtoMed, dopo anni di collaborazioni d’avanguardia tra CTO a Careggi
 

FIRENZE – Tra i pochi in Italia, se non gli unici, gli ortopedici del Centro Traumatologico CTO e gli specialisti di   malattie ossee del vicino ospedale di Careggi hanno da tempo fatto squadra, imparando a gestire insieme i pazienti con risultati così brillanti da diventare un caso nazionale. Da queste esperienze d’eccellenza nasce adesso, con sede a Firenze, una nuova società scientifica, che ufficializza la reciproca dipendenza dei due know how e la necessità di approcci interdisciplinari, sia per le fratture più comuni, sia nelle patologie dello scheletro che affliggono milioni persone.

La società si chiama OrtoMed, una combinazione di Ortopedia e Medicina, e debutta domani in coincidenza con l’inaugurazione della 4° edizione dell’omonimo congresso dedicata alla ‘Osteoporosi severa’, in programma all’hotel Hilton Florence Metropole (11 – 12 dicembre) con circa 500 partecipanti da tutta Italia.

OrtoMed è stata presentata oggi alla stampa dal presidente, l’ortopedico Marco Italo Gusso, primario emerito del CTO, e dal direttore esecutivo, l’endocrinologa Maria Luisa Brandi, docente all’Università di Firenze e ricercatrice di fama internazionale.
 

“A Firenze”, hanno spiegato, “ortopedici ed endocrinologi hanno imparato a lavorare fianco a fianco già da alcuni anni e formano ormai un’equipe affiatata capace di venire a capo di problemi altrove insormontabili”.

OrtoMed, aggiungono, colma un vuoto nella pratica clinica italiana. L’ortopedico è infatti comunemente concepito come medico o chirurgo dell’osso. E quando si parla di metabolismo, di vita dell’osso, ecco che sparisce. Come se la cosa non lo riguardasse. Invece lo riguarda eccome. Il suo ruolo centrale viene anzi valorizzato se ha accanto qualcuno capace di capire se dietro una frattura c’è una malattia che ha alterato il metabolismo dell’osso rendendolo più fragile.

E’ appunto quanto accade con l’osteoporosi (5 milioni i casi in Italia) e con le circa 200 patologie considerate rare, che poi così rare non sono, se è vero che nel nostro paese i malati sono circa 250 mila. Se dunque ci si limita a riparare la frattura senza ulteriori cure specifiche, un osso rotto inevitabilmente si rompe di nuovo.

“OrtoMed”, hanno ricordato Gusso e Brandi, “nasce da queste considerazioni e da un’esperienza sul campo che ha dato risultati importanti. Il nostro obiettivo è che l’esempio del CTO non resti isolato, ma che il mondo dell’ortopedia nel suo complesso recepisca queste idee e questo modo di operare. La cultura del lavoro di equipe deve diventare patrimonio condiviso”.

La professoressa Brandi parla di un esordio con un nucleo di 300 iscritti, ma prevede una rapida crescita numerica, tenendo conto che la sola Società Italiana di Ortopedia ha 8.000 soci e che non ci sono limiti a eventuali doppie appartenenze, comunissime in tutto il mondo medico.

Quanto al consiglio direttivo evidenzia di OrtoMed la caratura scientifica (i 18 elementi sono tutti noti docenti e ricercatori), la dimensione interdisciplinare (oltre a ortopedici ed endocrinologi ne fanno parte reumatologi, genetisti, fisiatri, pediatri, dentisti) e la vasta diffusione geografica (i 6 membri di Firenze sono affiancati da 3 specialisti di Roma, 2 di Napoli, 1 di Milano, Verona, Bologna, Pisa, Bari, Palermo e Sassari).

Caratteristica importante di OrtoMed è che, mentre il presidente resta in carica un anno, il consiglio è a scadenza decennale. Il motivo è molto pratico: assicurare la continuità di indirizzo che le società scientifiche, con le loro cariche biennali, in genere non hanno. Il consiglio salirà peraltro a 19 membri con l’inclusione di un rappresentante del Club dei Masteristi, gli 80 specialisti in malattie metaboliche dell’osso formatisi negli ultimi sei anni al master dell’Università di Firenze.

Tra le varie iniziative in cantiere una serie di corsi itineranti, di regione in regione, per sviluppare la cultura della collaborazione e la pubblicazione della rivista Clinical Cases in Mineral and Bone Metabolism, edita da CIC Edizioni Internazionali.