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L’inferno di Avetrana: il secondo episodio

Tra le domande, che ancora oggi non trovano risposte, c’è solo una certezza: Sarah non c’è più. Continuiamo a inserirci nelle piaghe psicologiche di questo giallo delineando i tratti più propriamente criminali, criminalistici e criminologi.

Perché Sabrina ha ucciso Sarah
Dopo una lunga scia di accuse, depistaggi, bugie, contraddizioni, si arrivò alla verità giudiziaria e si risalì al movente del delitto: la gelosia morbosa nutrita da Sabrina nei confronti di un ragazzo, un modesto cuoco del paese, tal Ivano RussoIntorno a questa figura verterà tutto il nostro racconto d’ora in poi.
Sabrina, che invece era un’ estetista, aveva avuto breve flirt estivo con l’uomo, all’epoca ventisettenne. La ragazza, però, era entrata in una sorta di tunnel dell’ ossessione per costui, al punto da inviargli ben 4500 messaggi al giorno, come emerso dai tabulati telefonici, presi in rassegna nel corso delle indagini.

Un rapporto malato

Il rapporto tra i due però, non era neanche lontanamente alla pari.
Un amore non corrisposto, al punto però che la Misseri lo chiamava “dio Ivano” mentre le amiche più strette di Sabrina, che sono state ascoltate a processo, sono arrivate a dichiarare che lei fosse affetta da “ivanite”. La ragazza infatti avrebbe chiesto logo – dichiareranno ascoltate dagli inquirenti – di controllare ogni mossa del 27enne quando lei non poteva uscire. Ma qual è il punto di svolta? Quando tutto viene stravolto improvvisamente? Nella notte tra il 3 e il 4 agosto, (quindi pochi giorni prima dell’ uccisione della povera Sarah), Ivano invita Sabrina ad uscire insieme, proponendole segnatamente un giro in macchina, con l’idea poi di appartarsi e concludere un rapporto sessuale. Tuttavia qualcosa andò storto, perché  allorquando i due furono soli ed iniziarono le effusioni, nei frangenti di massima intimità, il cuoco, che come detto non provava nulla per Sabrina, chiese conferma alla giovane che quella situazione non avrebbe inficiato sul loro legame, legame che, per Ivano, doveva essere e restare solo di amicizia. Lui non voleva amore men che meno una storia. Per lui Sabrina era al massimo quella che oggi si definirebbe una “scopamica”.

Sabrina a quel punto gli risponde con un vagoNon lo so”.
Probabilmente destabilizzato da quella risposta, il Russo chiede di terminare l’incontro, esortandola a rivestirsi, senza che tra i due accada più nulla.

Sabrina che la sera successiva racconterà tutto l’accaduto a quella che è forse la sua amica più vicina, già menzionata nello scorso episodio, tal Mariangela Spagnoletti. Ciò, e questo è un passaggio importante, avvenne in presenza di Sarahche, a sua volta, ne parlerà dettagliatamente col fratello Claudio, che l’ha appena raggiunta per le ferie estive arrivando da Milano. In un paesino come Avetrana, nell’ arretrato e provinciale mezzogiorno, la voce di quel fallimentare appuntamento intimo si diffonde velocemente tra la comitiva di amici, tanto da scaturite tra i due protagonisti del medesimo una forte lite, consumatasi, tanto per cambiare, per mezzo di una lunga serie di messaggi telefonici.
La relazione controversa tra i due decadrà in fretta, fino alla
rottura definitiva del loro rapporto, avvenuta durante la notte bianca di Avetrana, il 21 agosto 2010.

Qui accade un fatto significatvo, che probabilmente ha accresciuto nel corpo e nell’anima di Sabrina un accumulo di rabbia e frustrazione: al termine di questa storia oggettivamente tutt’altro che sana, tra Sabrina e Ivano, la piccola Sarah, che in quella vicenda non centrava proprio niente, continuerà a interagire con il Russo.
Per lo più sempre con sms, (nel 2010 non esisteva ancora whatsapp, ndr), anche notturni, che, una volta scoperti, manderanno Sabrina su tutte le furie.

Non fa che addossarle tutte le colpe della fine della sua “storia”. Sarah era incredula e dispiaciuta, cercava di far capire alla cugina più grande che lei non centrava nulla, che non provava nulla per Ivano, molto più grande di lei.
Così come molte ragazzine fanno, inizia a riporre i suoi pensieri e ciò che stava vivendo in una sorta di  diario segreto”: “I
eri sera sono uscita con Sabrina e la sua amica Mariangela. […] Poi siamo tornate a casa e Sabrina come al solito si è arrabbiata. Dice che quando c’è Ivano io sto sempre con lui. E ci credo almeno lui mi coccola a differenza sua. Potessi avere un fidanzato. Un fidanzato così”.

Il movente del delitto avvenuto il 26 agosto 2010, è pertanto ascirivibile all’ intenso e perturbato stato emotivo insito in Sabrina, assuefatto da un accecante mix di rabbia, invidia e gelosia che la donna covava nei confronti della povera Sarah. Per Sabrina infatti la cugina non sarebbe stata soltanto “colpevole” di ricevere attenzioni eccessive da Ivano Russo,  ma sarebbe anche stata additata di aver diffuso in paese il rifiuto subito nel bel mezzo di un rapporto intimo.

Nel prossimo episodio verranno svelati altri retroscena e ci concentreremo sugli aspetti più tecnici di questo dramma, dalla scena del crimine, alla cronaca giudiziaria con l’andamento dei vari processi, che, come vedremo, non riguarderemo segnatamente solo la famiglia Misseri.