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Malta legalizza la cannabis per uso personale: è il primo Paese europeo

di LORENA Fantauzzi

Il Parlamento ha approvato la legge sulla marijuana. Vietato l’uso in pubblico e in presenza di minori. Multa per chi infrange le regole

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Il Parlamento di Malta ha approvato la legalizzazione della marijuana per uso personale. È il primo Paese in Europa a introdurre una legge sull’uso ricreativo della cannabis. Il provvedimento ha ricevuto 36 Sì e 27 No nel voto finale. Manca solo la firma del presidente maltese, che è però considerata una formalità e di solito arriva dopo pochi giorni.

La legge prevede la legalizzazione del possesso di cannabis per uso personale fino a 7 grammi per tutti i cittadini con almeno 18 anni. Ok anche alla coltivazione casalinga di quattro piante (per un massimo di 50g di prodotto essiccato conservabile) e alla costituzione di club senza scopo di lucro per la coltivazione collettiva e la distribuzione del prodotto tra i membri.

Il provvedimento prevede anche la creazione di un’Authority statale per evitare che parte della produzione venga dirottata sul mercato nero. Resta vietato l’uso di cannabis in pubblico e in presenza di minori. Contestualmente, sono state aggravate le condanne per spaccio illegale. Per chi infrange la legge è prevista una multa: dai 50 ai 100 euro se scoperti in possesso di una quantità tra i 7 e i 28 grammi, dai 300 ai 500 euro in caso di uso davanti a un bambino.

In Europa la situazione è frammentata, ma in nessun Paese l’uso ricreativo della cannabis è permesso. Nei Paesi Bassi è illegale, ma l’acquisto di meno di 5g di prodotto in coffee shop autorizzati non è perseguito. Malta ha superato il Lussemburgo, che aveva l’iter parlamentare più avanzato d’Europa per arrivare alla legalizzazione. In Italia sono state raccolte 630.000 firme a sostegno di un referendum per la legalizzazione della coltivazione della cannabis e per la rimozione delle pene detentive per condotte a essa collegate. Fuori dai confini europei, Canada, Messico e diciotto Stati Usa hanno già varato una legislazione simile a quella maltese.

È un cambio di rotta piuttosto generalizzato che fa seguito alla decisione dell’ONU del dicembre 2020 di rimuovere la cannabis dall’elenco delle droghe dannose o pericolose (tabella IV della Convenzione del 1961) per le sue “proprietà mediche curative”.