Morta Fiammetta La Guidara, giornalista del Motomondiale e della Formula 1

LUTTO NEL GIORNALISMO

Di Lorena Fantauzzi Morta Fiammetta La Guidara, giornalista del Motomondiale e della Formula 1

Fiammetta La Guidara

Un lutto — ancora un altro dopo quello di Fausto Gresini — che ha lasciato attonito, sgomento e addolorato il mondo degli appassionati di motorismo e automobilismo. È morta nella notte tra lunedì e martedì la giornalista Fiammetta La Guidara, firma e e inviata celebre diMotosprint e Autosprint (le storiche e seguitissime riviste sui motori edite dal Gruppo Amodei e ora con le redazioni silenziose per il dolore) e presenza assai apprezzata in tante trasmissioni tv sul Motomondiale e sul Circus. Di cui sapeva tutto, dalla tecnica dei bolidi in gara a tutti i particolari delle vite dei campioni. Se ne è andata a cinquant’anni lasciando il marito Tarcisio. Se ne è andata via per un malore improvviso che l’ha uccisa mentre solo poche ore prima pensava a quel che avrebbe scritto nei pezzi dei prossimi giorni, sempre belli, sempre accurati, sempre pieni di dettagli che rendevano godibili e trascinanti i suoi articoli. Era stata a lungo anche addetta stampa dellaFederazione Motoristica italiana, lei che prese il «patentino A» per le moto 125 di cilindrata già a 16 anni. Giovanissima «patentata», dunque, in anni in cui non erano molte le donne che si vedevano alla guida di una moto.

Il dolore ad Autosprint e Motosprint

Addolorato Mario Donnini, storica firma di Autosprint.Ecco cosa scrive sulla sua pagina Facebook: «Ciao, Fiammetta. Brava, preparata, bella, entusiasta e gentile. Preziosa e apprezzata collega anche in tutto ciò che hai fatto per Autosprint. Mi fermo qui, ti saluto avvalendomi della facoltà di non dire altro, tanto il tuo sorriso e il tuo sguardo raccontano molto di te».
Toccante, il ricordo online
del direttore di Motosprint Federico Porrozzi: «Scriveva articoli, faceva le telecronache, girava e montava video, scattava foto. E tutto le riusciva tremendamente bene. Sapeva, tanto. E conosceva tutti. E quando non sapeva, studiava e non si faceva mai cogliere impreparata. Ed era innamorata del suo lavoro e delle moto. Talmente tanto da sorprendere tutti, quando nel 2012 arrivò a Mosca per il round del mondiale Superbike alla guida di una BMW F650GScon la mamma Maria Grazia come passeggera. Dopo aver percorso 6.700 km dall’Italia alla Russia».