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Beppe Dettori: un disco degli anni ’90

di Marco Vittoria 

Beppe Dettori pubblica “@90”, un disco di inediti che arriva dagli anni ’90

Come a dire ritorno al futuro… ecco un disco importante anche da questo punto di vista. Parliamo della grandissima voce di Beppe Dettori che scrive con Giorgio Secco questo disco nel ’98 la cui produzione si finalizza l’anno successivo. Sono passati 20 anni esatti e questo lavoro trova la luce. Pubblicato da UNDAS Edizioni Musicali, “@90” è un bellissimo lavoro di quel pop che finalmente da spazio ai grandi suoni, ai soli di chitarra per le sfumature e le abitudini americane che hanno coltivato generazioni di adolescenti che guardavano alla provincia come un luogo di grande energia culturale. Ed oggi questo disco, per niente rielaborato e per niente restaurato, suona con grande coerenza e adesione all’attualità di oggi. Anzi, l’ascolto è consigliato per capire quanto ancora abbiamo da pagare cospicui debiti di originalità nei confronti di epoche in cui davvero la creatività ha segnato il futuro che oggi scimmiottiamo come originale. In rete anche il video di lancio del primo estratto che è “Monnalisa”, omaggio – l’unico del disco – che Dettori e Secco hanno voluto indirizzare ad Ivan Graziani che ci lasciava proprio in quegli anni.

IMG-20191119-WA0012Celebriamo il ritorno di una grande voce del pop italiano e anche di un grande disco. Prima di addentrarci in questo lavoro, che cosa avevi in cantiere?

Un sacco di cose, per fortuna, sta per uscire un progetto trasversale che non comprende il mainstream, ma si colloca meglio nell’ambito alternativo. S’intitola “S’incantu ‘e sas cordas”, titolo in lingua sarda che significa “L’incanto delle corde”, cioè quella della mia chitarra acustica, le mie corde vocali e le 36 corde dell’arpa di Raoul Moretti. Il progetto uscirà a breve a fine novembre, primi di dicembre. E poi sto scrivendo e progettando un nuovo album di inediti e nel contempo affinando alcuni progetti teatrali che mi vedono impegnato nelle musiche.

La Sardegna si conferma una terra molto attenta alle produzioni locali, alla salvaguardia della propria tradizione… non è così? Parlaci un po’ di UNDAS…

Si, molto volentieri. UNDAS edizioni musicali ha questa ambizione. Esportare la musica con connotazioni di tradizione ed identitarie, Etno-Folk e di contaminazione ovunque si possa riuscire ad arrivare. Raggiungere e coprire la penisola italiana come l’estero. Certo non è il mainstream l’obiettivo, ma si è consapevoli che la musica tradizionale, etnica, o di ricerca resti in una nicchia alternativa al Pop. Nicchia si, ma con una certa forza e longevità, fuori dalle mode passeggere, piccola ma di sostanza e di grande spessore artistico e culturale.

Eppure ho forte l’impressione che le terre di confine e isolate, come la Sicilia, la Sardegna, siano un po’ chiuse in se stesse… Difficilmente la musica sarda riesce a contaminare il resto della penisola (ma questa è una mia impressione…). Tu che ne dici?

Se ti riferisci alla musica partenopea ti dico che hai ragione. La canzone napoletana ha insegnato a compositori importanti e non solo quelli italiani, a comporre melodie commoventi e regalare grandi emozioni. La musica lirica è la nostra tradizione italiana nel mondo, il nostro biglietto da visita. Nel caso della musica Folk della Sardegna invece vi è più un istinto conservatore, o meglio di tutela della produzione musicale etnica. Il canto a tenores e il canto a tajia della gallura, ma il canto corale in generale è la peculiarità della terra sarda. Geneticamente i sardi cantano bene e cantano bene assieme, cioè a concordu, cum cordia, col cuore. Quindi più che nella composizione di melodie strepitose, in sardegna primeggia la tradizione vocale e corale. Il canto a kiterras anch’egli ha queste caratteristiche. Alcuni Cantadores a kiterras sono diventati in seguito stelle del mondo della lirica (Francesco Demuro). La musica tradizionale sarda non ha velleità di competere con la tradizone napoletana, o pugliese, o siciliana, ma bensì scambiare informazioni e contaminare questo immenso patrimonio culturale italiano per far crescere ancora di più la musica e consacrarne lo spirito. Senza gare, o primati. Festival significa esposizione, rassegna e non competizione canora, o musicale. Concludendo posso dirti che la musica sarda non vuole contaminare il resto della penisola… Ma il mondo intero!!!… Scherzo ovviamente.

Pensando a questo disco: la tradizione musicale italiana, secondo te, non trovi che sia ferma un po’ su se stessa, che stia cercando di reinventare cose già viste senza darsi troppo da fare con avanguardie e nuove frontiere?

Si! La musica italiana è in stasi, la canzone d’autore idem. Le tematiche e le problematiche sono difficile da esprimere con una canzone strofa, ponte, inciso in 3 minuti. Più semplice parlare anziché cantare. Pertanto Rap e Trap vincono il primato in comunicazione immediata ai giovani utilizzatori di musica, o fruitori multimediali. I cantanti sono diventati un po’ demodè, quasi fuori luogo, un fatto antico da ricordare, come il bianco e nero nel cinema. Questione di cultura o di dittature discografiche e di network radiofonici. Difficile fare appassionare gli ascoltatori quando il mondo intero implode su se stesso per eccesso di benessere e tecnologia. I Radiohead cantavano “fake plastic world”. Mentre nasceva MTV, moriva il rock.

E quindi arriva questo disco congelato per 20 anni ma ancora fresco di grande musica. A risentirlo oggi? Che effetto vi ha fatto?

AAAAHHHH FINALMENTE! Ecco questo effetto! Felicità e sensazione di essere ringiovaniti di colpo una specie di “Ritorno al Futuro”!

Questo lavoro in qualche modo conserva la testimonianza di un tuo personalissimo passato? Cioè esiste qualcosa di questo lavoro che fa parte esclusivamente di un Beppe Dettori di 20 anni fa?

Decisamente SI!

Come a dire che mai oggi rifaresti quella precisa cosa in quel preciso modo…? SI, mai oggi rifarei quella precisa cosa in quel preciso modo.

https://www.youtube.com/watch?v=Covrp9d3MjA

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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