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CAMPO ROM DI CASTEL ROMANO. ULTIMATUM DELLA REGIONE ALLA RAGGI: SGOMBERO O BONIFICA?

Scade oggi l’ultimatum della Regione nei confronti del Comune di Roma che deve necessariamente sgomberare il campo rom di Castel Romano, o in alternativa bonificarlo, a causa dell’invivibilità della zona scaturita dalla gravissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria, non compatibile con la permanenza nell’area dello stesso campo, dove vivono circa 550 persone (di cui la metà sarebbero minorenni). Nota come maxi baraccopoli (la più grande d’Europa), lungo la via Pontina, si trova all’interno del perimetro della riserva naturale di Decima Malafede.

La Regione Lazio, in coordinamento con la Prefettura e l’intervento della Asl, chiede alla sindaca Raggi di intervenire tempestivamente.

Così l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato annuncia quello che di fatto prenderebbe la forma di un commissariamento, durante l’incontro con i comitati dei cittadini di Roma insieme alle Asl competenti, e che arriverebbe dopo una serie di richieste nei mesi scorsi della Regione alla sindaca Virginia Raggi rimaste senza risposta.

Ciò che andrebbe a delinearsi porterebbe ad uno scontro istituzionale senza precedenti tra Zingaretti e la Raggi, le cui forze politiche di appartenenza sono, tra l’altro, alleate; a questo andrebbero inoltre ad aggiungersi le parole dell’opposizione, che non tardano a farsi sentire sulla questione, con Roberta Angelilli di Fratelli d’Italia che annuncia un esposto in procura al fine di far verificare se siano stati commessi reati per quanto riguarda il mancato intervento del Comune di Roma in una situazione di emergenza sanitaria e ambientale sotto gli occhi di tutti e dopo numerose segnalazioni dei residenti negli ultimi anni.

Proprio nell’incontro di ieri tra i comitati dei cittadini di Roma e Pomezia per l’emergenza ambientale del campo di Castel Romano e una rappresentanza della Regione guidata dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, assieme ai vertici delle Asl Rm2 e 6, sono stati ribaditi i contenuti della denuncia, annoverando che dal 2017 a Castel Romano si consumano gravissimi reati ambientali, roghi tossici continui, sversamento di rifiuti speciali e pericolosi in una gigantesca discarica abusiva, nell’ambito di una riserva naturale.

D’Amato ha anche illustrato i contenuti di una lettera che la Regione ha inoltrato la scorsa settimana alla sindaca Raggi, l’ultima di una lunga serie, con cui è stato chiesto lo sgombero o in alternativa la bonifica dell’area entro e non oltre il 2 luglio.

La Regione, fa sapere l’assessore alla Sanità, potrebbe avvalersi dei poteri di surroga ed agire direttamente coordinando le procedure con la Prefettura, qualora il comune non lo attuasse.

Nel frattempo i roghi abusivi all’interno della discarica non si fermano: le fiamme sarebbero partite sempre da cumuli di rifiuti accatastati vicino alle baracche del campo con il fumo che lambisce sino al territorio dei Castelli Romani.

Alcune testimonianze di cittadini residenti nelle zone limitrofi, riportano che la riserva naturale di Decima Malafede sia teatro di una vera e propria apocalisse urbana, tra roghi di vetture rubate, topi e rifiuti pericolosi ovunque. Una delle tesi più accreditate sarebbe quella per cui vengano bruciate soprattutto le auto affinchè spariscano le loro impronte digitali,  mentre all’interno delle vetture sparisce tutto. In questo modo sarebbe difficile risalire ad eventuali tracce per verificare la provenienza delle stesse auto, palesando di fatto il commercio illecito che all’interno del campo si è andato a sviluppare, tramite i pezzi di automobili rubate.