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Astronomia, una scoperta sensazionale: acqua su un pianeta simile alla Terra

di Fabio Camillacci

Negli ultimi tempi si stanno moltiplicando le scoperte astronomiche. L’ultima in ordine di tempo è veramente straordinaria. Vapore acqueo infatti è stato rilevato nell’atmosfera di un pianeta dalla massa simile a quella della Terra e distante 110 anni luce. Si chiama K2-18 b e si trova alla distanza giusta dalla sua stella per avere temperature compatibili con l’esistenza di forme di vita. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, è del gruppo University College di Londra coordinato da Angelos Tsiaras e di cui fa parte l’italiana Giovanna Tinetti.

I dettagli di K2-18 b. Il nuovo pianeta ha una massa otto volte superiore a quella della Terra ed è al momento l’unico esterno al Sistema Solare ad avere sia acqua, sia temperature che potrebbero sostenere la vita. La sua stella è una nana rossa più piccola e più fredda del Sole, ma molto attiva, al punto che sul pianeta potrebbe esserci un ambiente più ostile della Terra perché potenzialmente esposto a più radiazioni.

Le parole dell’italiana presente nel gruppo di scienziati protagonisti della scoperta. Per gli autori della ricerca, la scoperta di questo nuovo pianeta è solo il primo passo: d’ora in poi sarà più facile scoprire altri pianeti simili alla Terra e potenzialmente capaci di sostenere la vita. Giovanna Tinetti ha spiegato: “Ad oggi sono stati rilevati oltre 4.000 pianeti extrasolari, ma non sappiamo molto sulla loro composizione e natura. Osservando un ampio campione di pianeti, speriamo di scoprire come si formano e come evolvono i pianeti della nostra galassia”.

La grande novità e le tappe del lavoro di ricerca. E’ la prima volta che viene osservata l’atmosfera su un pianeta che si trova nella cosiddetta “zona abitabile”, ossia la zona compatibile con temperature che permettono l’esistenza di acqua allo stato liquido. I ricercatori ne hanno ricostruito le caratteristiche grazie ai dati acquisiti nel 2016 e nel 2017 dal telescopio spaziale Hubble, gestito dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e dalla Nasa. Quindi hanno sviluppato algoritmi per analizzare la luce della stella filtrata dall’atmosfera del pianeta e così hanno trovato la firma molecolare dell’acqua nell’atmosfera, accanto a quelle dell’idrogeno e dell’elio. Non si esclude che nell’atmosfera di K2-18 b possano esserci anche azoto e metano. Saranno necessarie ulteriori osservazioni per capire se ci sono nuvole e appurare la percentuale di acqua presente nell’atmosfera.