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IL K-POP IN ITALIA- LA FEBBRE DEL FENOMENO COREANO

di Valeria Davide

Siamo cresciuti a suon di cartoni made in Asia e invasi dal loro mercato in ogni settore, ma negli ultimi decenni nel campo musicale, si è affermato il fenomeno asiatico di genere pop. Si tratta del k-pop – che sta per Korean Pop che si alterna talvolta al c-pop e al j-pop, rispettivamente Chinese e Japanese Pop; insieme compongono parte della musica orientale.

Il k-pop si fa strada già dal 2012 con la hit di successo «Gangnam Style» del famigerato PSY, il cui video conta quasi tre miliardi di visualizzazioni su YouTube. Il mondo del k-pop, però, conta uno svariato numero di artisti, che hanno raggiunto classifiche importanti come quelle MTV, o le Billboard – dove il gruppo dei BTS (foto sopra), per esempio, ha sfatato il record di sei anni consecutivi del cantante canadese Justin Bieber, vincendo il premio Top Social Artist.

Ma perché il k-pop è così popolare tra i giovani? L’arma degli idoli asiatici sta nelle coreografie molto articolate, nel canto e nei rap resi ancor più coinvolgenti dalla difficoltà della loro lingua. Tutto ciò, unito al fascino degli occhi a mandorla, ha raggiunto i cuori dei fan sparsi per tutto il mondo, inclusa l’Italia dove molti gruppi hanno fatto e faranno tappa, come i 24K, i K.A.R.D., i BLOCK B o i NU’EST.

Tra gli artisti più popolari, protagonisti di questa ondata k-pop vi sono: i BIG BANG, che hanno vinto un award italiano e sono stati votati come il gruppo coreano più famoso; gli EXO, candidati tra i gruppi più seguiti al mondo; fra i gruppi femminili, invece, citiamo le 4MINUTE, le 2NE1, le TWICE e le BLACKPINK, che hanno ricevuto riconoscimenti considerevoli.

La musica è un potente strumento che unisce le razze e le culture e che si può definire il linguaggio dei linguaggi, perché non ha bisogno di traduzioni particolari, ma viene percepita da un senso interiore che fa vibrare l’anima in un modo tutto personale. Un universo dove cadono le frontiere e si eleva una sola voce: la voce dell’emozione.